Elenco blog personale

martedì 22 gennaio 2019

Il bello che hai dentro (di Felice Serino)

Il bello che hai dentro (di Felice Serino): sarai o già sei musica e luce / se vivi per il bello / che ti fa vibrare le intime corde // pensi è un miracolo questo / fagottino che ti trovi in braccio / che dorme come un angioletto // nessuno potrà strapparti / il bello che hai già dentro // che ti; poesia Creative Commons

lunedì 21 gennaio 2019

Un canto nelle vene (di Felice Serino)

Un canto nelle vene (di Felice Serino): scompariremo // sì - la verità ci attende // spariremo alla vista / per essere altro: forse / vaghezza di nuvola o / sorriso di fiori // saremo; poesia Creative Commons

domenica 20 gennaio 2019

Alessia dopo la disperazione


Alessia dopo la disperazione


Nel letto freddo bagna di lacrime
il cuscino ragazza Alessia
(due ore di ritardo e Giovanni
non telefona) (sarebbe bello lo squillo)
(e Mirta si è suicidata). Nel dolore
Alessia nell'aria pungente si dispera
nel monolocale dove vive sola
e sta infinitamente con dalla finestra
di luna un raggio. Poi prega Alessia
con la corona tra le mani
e tutto il mondo fuori. Poi attimo
di freddo di sorgente, epifania di nulla
e poi il suono del telefonino.
E' lui!!! E' lui!!! E' lui!!!.

Raffaele Piazza

Per nascere farfalla (di Felice Serino)

Per nascere farfalla (di Felice Serino): rivolti convenzioni / ti affidi all'inaspettato che / abita ogni tua cellula e sangue // rovesci il senso / del mondo:; poesia Creative Commons

sabato 19 gennaio 2019

Fabio Girelli, "Un'altra fine del mondo"

Da ORIZZONTI DI PALPITI (1)

Felice Serino

ORIZZONTI DI PALPITI # 1

.


Tutto è ancora possibile

ti senti altrove e il più
delle volte fuori dal coro

ti chiedi se -nell'ordito della vita dove
si spezza la parola- ti sei perso
qualcosa - vorresti allora
rovesciarti come un guanto

riconoscerti come il
fuori del tuo dentro

aprirti a un' alba che
diradi questa
corolla di tenebre

e sai che tutto
è ancora possibile



Così esiste la parola

così esiste la parola
nutrita del sangue degli dei

prende il largo quello che si dice
afflato o musa ispiratrice
alla scoperta di fonèmi

fa cerchi concentrici
nel lago fondo dello spirito




Allucinogeni 

stato d' incantesimo
inventarsi un cielo
delirio che
sanguina luce

l' anima travestita
a farsi pseudo-
incarnazione di un sogno

breve estasi - amara
al "risveglio"



Latitante la musa

sillabe cadute dagli occhi
l'ingoio di stelle a svanire

"credi resistere ai piaceri della tavola
ma dai che hai -fidati-
il colesterolo buono":

questo
salvi dal tuo dormiveglia - relitti
a galleggiare sul mare ipnagogico

tenti trarne una poesia
giri in tondo con le parole - latitante
la musa



Migranti

segni indecifrabili
lasciano lungo il percorso
come orme sulla sabbia

è stato un miraggio
la terra promessa

negli occhi pezzi di cielo
a dire l' avverso destino

resta un muto grido
di scatole nere sepolte nel cuore



Di giorni a perdere

nel bailamme di giorni a perdere
in virtuale ti giochi
la vita testa e croce
all'altezza di precipizi
ti avvolge il manto del vento
cogliere il fiore-essenza del tempo
dirti se l'esistere sia
quasi finzione o sogno




In bilico

giungeremo
nell'Oltre dove le ombre
parlano col vento

increduli e colmi
di lucente meraviglia - noi resi
impalpabili
essenze e vieppiù reali

tanto che ci parrà un sogno
l'aver attraversato
nella carne la morte

nel circolo del sangue
noi in bilico

un piede nel mistero




Allo specchio

ho un rospo-invettiva
mi sta lì
lo raccolgo in un foglio
intanto lascio gridino le pietre

per la bellezza deturpata e
il suo esse-o-esse
per i figli del progresso dio-boomerang
dai chiusi orizzonti e una vita
di passi perduti

per l'uomo e il suo specchio
dai mille rebus irrisolti
dove confluisce la sua storia

intanto la luna
non più ispira rime e sogni

divorano topi famelici
la polpa del mondo



Indivisa sostanza

sono indivisa sostanza
dimora delle origini
porto il respiro di voci
tra ramate ombre

nelle trame del vento
lascio si dilegui la morte
mi vivono nella carne
illimitati cieli

mi ustiono di rosacea luce




Quando l'angelo

quando l'angelo verrà a chiamarti
discreto senza tromba
e avrai lasciato questo corpo frale
-burattino senza fili-

aleggerà nel cosmo la tua essenza
col bagaglio di esperienze e sogni
(quei sogni che non muoiono mai)

sarà un capriolare
di dolce vertigine

come immergerti in una pace amniotica




La domanda

l'abisso capovolto della croce

duemila anni
e il grido vano lacera l'aria

"Padre perché"

sasso
gettato nel lago del mistero
la domanda

a toccare una
impercettibile
morte apparente

Un cielo ci nasce

Un cielo ci nasce: dal peso mortale un cielo ci nasce   penetra luce nella ferita più fonda