lunedì 18 settembre 2017

domenica 17 settembre 2017

In te la luce (di Felice Serino)

In te la luce (di Felice Serino): s'inginocchia in te la luce // ti dividi / nelle due dimensioni: / dreamtime e corporea insieme // a sorvegliarti è; poesia Creative Commons

sabato 16 settembre 2017

IO VORREI, SUPERATO OGNI TREMORE (Alda Merini)

Le voci remote - e-book



Da TRASMIGRA IL GIORNO (1)


Felice Serino Da TRASMIGRA IL GIORNO # 1


.


Il grido 

non lasciare ch'emerga
il mostro come da abissi
marini fa' che affoghi
nel suo sangue

rabbuia nelle vene il giorno:
grido che tende
levarsi nell'aria rossa

*


Infinite vite

infinite vite possibili
ha forse l'anima
quel che è detto da taluno
l'essere moltiplicato

mai si chiude il cerchio?

è come traversare innumerevoli
porte nei meandri dei sogni
o abbandonarsi a visioni
di déjà vu

non si chiuderà il cerchio se
come si sa
è del Demiurgo un continuo creare
infiniti
mondi-entità col solo sognarsi

*


Quel sorriso 

senti la vita quasi fosse
apparenza in vaghezza di sogno

l'anima è spersa dove fitta
trama d'ambiguo s'incaglia

ah le uve dei suoi occhi: uno spasmo
di luce - una spina nel sangue

e quel sorriso -oggi
che ti sorprendi a inseguire ombre
in cerca del suo profilo-
ti si trasfigura in un graffio
difficile da decifrare

*


Seguendo l'ombra

i tavoli tra ombra e sole dove
sedeva chi più non c'è

la mente è in fermento
nel lento giro del sangue
in questo scorcio di cielo

mi sposto seguendo l'ombra
seduto a leggere Brodskij
mentre
lo sciabordio dell'onda mi culla i pensieri
che vagano
sul filo di versi in fieri

mi distoglie
il ronzio di una mosca: salto un rigo
nero della pagina

il libro si chiude di scatto
sul giorno azzurro

*


Memento

la luce si spalma
dentro la parola
che di sé vive:

a ricordarci la bellezza

lasciarci impregnare
di fascinazione
nell'orfanezza del sogno

*



Santiago

traversare il ponte sull'Atlantico
t'ispira qualcosa
che appunti in un angolo sicuro
della mente

dopo
per davvero
guardi in un modo diverso le cose

è quello stupirti
amando l'Amore

il cammino di Santiago
finisce nell'Oceano


[percorso Fatima - Santiago di Compostela]

*


L'asceta

è nell'invisibile dice
l'architettura dell'essere -
perfezione la carne che si
trasfigura

il resto è apparire o maya: mondo
i cui regimi e regni andranno
capitolando - insieme a chi
li rappresenta

*


Sul cancello

drappo viola dalla finestra affisso
sul cancello di fronte: un altro vicino
agli ottanta è andato a miglior vita -
non ritirerà più
il giornale al mattino
il passo pesante il fiato corto

unificatosi col suo doppio
ha lasciato qui la zavorra

*


Eros e Thanatos

far l'amore e la morte sono in stretta
connessione:
l'appagamento è un dolce morire

attimi che sembrano infiniti
perché amore e morte si abbraccino

come la terra nel suo grembo accoglie
le foglie cadute

*


Cronaca

"in luce di sangue vita ti diedi
e tu l'hai gettata nel cassonetto"

ahi quel cielo di carta stampata
che s'indigna sotto gelida penna!

*


Scorci di settembre

scorci di settembre è l'ombra
a dominare i posti prima assolati
che trovavi nelle tue uscite

familiare ti è l'ombra ed è
dissonanza se ti sorprende
il pensiero di quel bambino che
dopo il crepuscolo ha paura del buio
e se non mangia arriva il mammone
con tre tocchi -sotto il tavolo


[mammone: in gergo è l'orco]

*


© Felice Serino



Su LA VITA NASCOSTA di Lorenzo Spurio


Riflessioni di Lorenzo Spurio su LA VITA NASCOSTA (dalla lettera privata del 31 luglio 2017)


Caro Serino,
ho letto il tuo libro e mi complimento con te per questa estesa e notevole "opera omnia" (lasciami la libertà di usare questo termine, seppure improprio).
[...]
C'è tanto su cui riflettere (come ad esempio le poesie nelle quali rifletti sul potere della scrittura) e l'esigenza che la poesia "respiri", ma finirei per scrivere un quaderno intero e forse stancare essendo, queste riflessioni, scaturite dalla mia personale lettura e possono anche non ritrovarsi nei tuoi intendimenti.
Tra le poesie più ricche e che tanto mi hanno trasmesso, ci sono
"L'indicibile, "A bocca piena", la dolorosa lirica su Rigopiano, "Liquida".

*

Qui di seguito sono trascritti i testi delle poesie menzionate, vi sono aggiunte la prima e l'ultima di cui nella lettera sono citati dei versi.


Conosco le voci

conosco le voci che muoiono
agli angoli delle sere

conosco le braccia appoggiate
sui tavoli nel risucchio
delle ore piccole
l'aria densa e le luci
che lacrimano fumo

e lo sferragliare dell'ultimo tram
la nebbia che mura le strade

conosco
i lampi intermittenti della mente
i singulti che accompagnano
quel salire pesante le scale
la morsa che afferra e non sai
risponderti se la vita ti scava

e il freddo letto poi fuori
dal tunnel
un altro mattino

per risorgere o morire

*


L'indicibile

dove deflagrano
nude parole al di là
della scrittura
ho cercato nel calamaio del cuore
l'inesprimibile

ciò
che non può essere detto

ho cercato stanze
inesplorate
negli anfratti del mare

le voci
trattenute
nella gola del vento

l'indicibile
nella luce della bellezza

*


A bocca piena

trucidata vita
dai lenzuoli di sangue nei telegiornali
un dire assuefatto freddo
che ti sorprende non più di tanto a bocca piena
che non arriva al cuore

-per quei bambini occhi rovesciati
a galleggiare
su un mare di speranza
la cui patria è ora il cielo

violata la sacralità
vita che non è più vita
vilipesa resa
quale fiore a uno strappo feroce
di vento

*


La slavina

perla nel cuore del Gran Sasso
il "quattro stelle" non esiste più
ghermito dalla mostruosa
mano di ghiaccio

meglio la sorte dei sopravvissuti
ti dici
e ancora sperare
sotto la neve una voce udire
pensi ai familiari perduti
deglutendo caffelatte e lacrime


[tragedia del 18 gennaio 2017]

*


Liquida

è striscia di luce verde
la mente
mentre la forma
assumi
dell'involucro-status quo

alchimie del sangue
nel vestire la vita

il chi-sei
serpeggia
si morde la coda

*


L'essenza

inadeguati noi
gettati nel mare-mondo
legati ad una stella di sangue

noi siamo l'alfabeto del corpo
che grida
il suo esserci

noi essenza degli elementi

appendici della terra


labbra del cielo

La penna nella luce

La penna nella luce: (ad un agnostico)   e tu a ripetere non credo nei miracoli  tutte balle