domenica 28 maggio 2017

Fumatori d'oppio (di Felice Serino)

Fumatori d'oppio (di Felice Serino): figure inconsistenti / come carta bruciata / sbriciolata d'un soffio // e / alberi che camminano / capovolti e navi / di nuvole // visioni aleggianti; poesia Creative Commons

sabato 27 maggio 2017

Gli ultimi giorni di te

Claudio Damiani - L'angelo della luce


Due poesie di Beppe Salvia


Ahi che stanchezza mi giunge adesso,
addosso, e mi sottrae il cuore mio,
tutto quel che non fosse inganno, ressa
d'esorcismi, malagrazia del dio,
tutto che il sole m'ha nutrito; Essa
ingenera vana paziente veglia,
sa di morte sensi mente bellezza,
e pare farmi desto e invece, ch'io
sappia, mi dice, quanto non può Vero
farsi salute, corpo tanto forte,
cuore di zucchero, mente di pietra.
Così nulla accade, mi dice, e il Vero
verità franca e cortese induce a morte;
e nulla tradirà l'arguta pietra
primeva, che non muove o si desta.

*

C'è chi, al contrario di me, non dispera,
che con salute e forza e virtù e buona
fortuna, si arrivi a morire dopo
tanti bei giorni, pieni di tantissime
cose di questo mondo o di un altro mondo;
o dopo tanti giorni e quella gioia soltanto
povera dei giorni. Io son felice,
a questo mondo, solo di questo e spero
che a me il destino procuri con le sue
pesti e le pietà e i suoi dolori
un solo giorno più bello di tutti questi
miei dolorosi giorni; o di questo mio
dolore si dimentichi per un solo
giorno.

Beppe Salvia

Da LE VOCI REMOTE (1)


Felice Serino

Da LE VOCI REMOTE #1

.



Ondivaghe maceri parole

quando ti rigiri tra le lenzuola
-ondivaghe maceri parole
dove latita il cuore-
somigli al gabbiano ferito
che solo in sogno ritrova
il suo mare - la vita altra

*


Sogno di Cupido

aleggiavo "per l'aere"
-io figlio di Venere- o
era il mio doppio incorporeo che
con molte frecce al suo arco
germinava amore

vedevo
nel tempo di Veneralia
in un cielo quasi dipinto
splendere carnale fiamma


[Veneralia: festività romana celebrata il I° aprile, dedicata a Venere Verticordia ("che apre i cuori").]

*


Fuoco azzurro

lascia che sia
più che naturale
da una forzatura un pastrocchio ne verrebbe
come l'idea di ritagliare lettere
per "confezionare" una poesia

fa' che sia lei
a visitarti col suo azzurro fuoco
ti salga fin dalle viscere
ti cali nell'humus della parola

*


La grande avventura la vita 

"marinaio col mal di terra"
se mai ne perdessi il gusto -della vita

dal cuore della zolla il verde grida
sempre vita rinasce
all'infinito

lei è mamma-chioccia
-travalica la morte col suo tepore-amore

*


Generazioni

eccoti un ectoplasma ovvero
un antenato
a sentenziare da un aldilà
-non sapete neppure vestirvi

-bella forza: voi con i vostri
doppiopetti
vi credevate dio in terra o guappi
noi
casual-cibernetici
della libertà siamo bandiera
grida il rosso
del nostro sangue nelle piazze

per le ginocchia aria di primavera

*


Elucubrazioni

dicono esce dalla testa
il corpo astrale parto della mente

è sempiterna la mente
come il reale che in sogno appare

liquida luce - oltre
la mente solo ombra o niente

*


Primavera canterina

di verde in chiome folte
natura si riveste

a specchio di sole -sangue
di primavera-
becchetta
l'immagine nell'acqua
il chiurlo e ti fa il verso
se abbozzi un motivetto

*


L'estro 

rischiava la galera chi
procurava cibo
ai fantasmi era l'editto
del castello

pure
l'intrepido ragazzino
Arthur R. giocava il tutto
per tutto pur d'avere in cambio
versi "divini"

o più probabile fosse
solo un sogno e lui stesso sogno
nel sogno e i versi
parto del suo estro

*



Mondo di luce

m'invitano i miei morti
a una uscita fuori porta
amano
farmi partecipe del loro mondo
m'avvedo
dagli occhi lucenti e i sorrisi complici
ch'è molto molto gradita
indispensabile quasi la mia presenza
ché senza orfani sarebbero
e tristi forse
pur essendo estraneo al loro mondo
di luce

*


Io sono il mare

danzi su creste d'onde
gabbiano Jonathan
io sono il mare l'immenso
desco su cui ti posi
-ti guizza nel becco preda lucente-
io sono il mare tua madre
se in burrasca
vieppiù in simbiosi siamo
ti abbraccia il mio cuore trasparente
di salsedine

poi per l'azzurra volta
ti vedo svettare - verso
profondità di cieli

verso quella
libertà che aneli

*


L'innocente

già l'immagino i titoli
"classe 41 - stecchito da una raffica"

ho a volte il pallino
-farneticare dell'età-
che d'improvviso qualcuno mi spari
da un'auto che rallenta e poi via
-come in una scena da gangsters
-è fantasioso ma
freddamente reale

dove -si sa- a pagare
è chi non c'entra un bel niente



© Felice Serino

Il posto riservato

Il posto riservato: chi mai ti toglierà quel posto da Lui riservato secondo i tuoi meriti altro è la poltrona accaparrata a sgomitate

venerdì 26 maggio 2017

Alessia dedica la vita


Alessia dedica la vita


Dedica l'esistere a Giovanni
Alessia (ha scritto sotto
la loro fotografia: per la
vita firmato Alessia).
Nuda allo specchio pensa
che il seno, il sedere e il sesso
di ragazza sono suoi e di lui.
Alessia colei che protegge
Giovanni e se stessa.
Mistica d'alba nell'attenderlo
ancora nuda ora nel letto
nel profumo della pelle
e dei fiori rosa pari all'aurora.


Raffaele Piazza