sabato 19 dicembre 2009

da Dentro una sospensione

Da: DENTRO UNA SOSPENSIONE, 2006







SE QUESTO MONDO



se questo mondo ti ha forse

deluso è perché ho lasciato

che ti perdessi e dal tuo

vuoto mi tendessi le mani



su me che sono Altro

roveto che arde e non consuma

scommetti pure la tua vita



non vergognarti di me che sono il giorno



ho offerto il mio Essere

carne e dio

al supplizio del legno

mia rivincita d’amore



sono il mattino che ti coglie

cuore di madre





LETTERA (frammento)



non angustiarti se non sai pregare

se preghi con la testa tra le nuvole



lo fai e bene se spandi

su foglio metafisica luce



e il soffitto ti si fa cielo





E’ IN TE NELL’ARIA



è in te nell’aria

sottile la senti la mancanza

di vita piena

come applaudire con una mano sola



ma è regale regalo

questo rapido frullo

d’ali

atto d’amore

non affidarlo nelle mani del vento



sii àncora

gettata nel cielo





E’ VELO CHE CADRA’



1.

è velo che cadrà

la carne



2.

rendere fruttuosa la morte

perdendo la vita



(rovescio

dell’io tra nome e senza nome)



3.

ma è l’amore che mi sceglie



(nudo

alla luce)



4.

ho sognato d’essere trasparente





VISIONE



imbevuto del sangue della passione un cielo

di angeli folgora l’attesa vertiginosa

nella cattedrale del Sole dove ruotano

i mondi

è palpito bianco la colomba sacrificale





QUEL SORRISO

a R.



oltre lei forse fra le stelle

dura quel sorriso che nell’aria

ti appare ora sospeso come fumo



lucido incanto il tuo

sperdutamente altrove –

l’ha disperso il vento





VERTIGINE DEL VUOTO

[leggendo E. M.Cioran]



sognandosi al di sopra dei precipizi



le vene cariche di notti

carpire qualche vertigine all’Abisso





ELEGIA DELL’ULTIMO GIORNO



ormai è passata come tutte

le cose dell’aldiqua prendila come

un sogno anche se sogno non è

questo nell’ultimo giorno avrò da dirti

fratello a me nella carne e nello spirito

marchiato a fuoco

ma tutto questo doveva accadere ti dico

perché “si compissero le scritture”



ora m’incolpi del mio silenzio e

Tu dov’eri mi chiedi quando a migliaia

venivano spinti sotto le docce a gas

Io ero ognuno di quei poveracci in verità

ti dico Io sono la Vittima l’agnello la preda

del carnefice quando fa scempio

di un bambino innocente

Io sono quel bambino ricorda

“quando avete fatto queste cose ad uno

di questi piccoli l’avete fatto a me”



anch’io in sorte ho avuto una croce la Croce

la più abietta la benedetta

anch’io ho urlato a un cielo muto e distante

Padre perché



perché solo mi lasci in quest’ora di cenere e pianto





DAL DI FUORI



1.

precipitati da un primo

mondo di luce indivisa –

essere qui e insieme

altrove



dal di fuori il pulsare

dell’universo

impregnato di dolore e di canto



2.

questo dolore questo

canto: ne siamo

l’essenza



siamo volti che galleggiano

sulla superficie di un sogno





RISVEGLIO



tra le pieghe della storia

c’è satana

che strappa

le più belle pagine di poesia



un giorno i morti

risvegliati

da pioggia d’uccelli

le ricomporranno

in musica celeste





SOSPENSIONE



un camminare nella morte dicevi

come su vetri non conti le ferite

aspettare di nascere uscire

da una vita-a-rovescio



riconoscersi enigma dicevi

di un Eterno nel suo pensarsi





SCONNESSIONE



pensavi guadagnare la chiarezza?

la vita imita sempre più il sogno

nelle sconnessioni avanti con gli anni



ti coniughi ad un presente che s’infrange

dove l’orizzonte incontra il cielo
:
e ti sorprendi a chiederti chi sei

oggi da specchi rifranto

e moltiplicato

mentre il tempo a te ti sottrae





Felice Serino

sabato 5 dicembre 2009

da La bellezza dell'Essere (2)

Da: LA BELLEZZA DELL'ESSERE, 2007 (2)



LONGEVI

brindano al mistero della vita
forzano le porte
della sera – vedono oltre
dove altri non vedono: per loro
il sognare non ha più fine:
hanno occhi
lavati con acqua celeste


UN SOLO RESPIRO

la porta stretta –
dove macera amore

(nell’oltretempo risiede
il Verbo e
il suo cuore-battito
d’universo)
a un solo
respiro si tende –
oltre un tempo
di transizione


IL PARADISO SE AMIAMO
(sentenza facile con versi facili)

[ispirata la notte del 2.9.07]

(il grido dell’afflitto
anima sparse stelle)

terra è dolore il cielo amore? l’inferno ce lo facciamo noi

terra è pianto?
il cielo canto?

il paradiso se amiamo
è già qui


NELLA DANZA

quando ti adagerai nella tua ombra
e avrai già l’inverno nelle ossa
esulta perché sarà l’ora
d’essere trasfigurato
pervaderai con una particella l’anima si confonderà con le stelle
allora entrerai nella danza
nel Signore della danza


ENTRARE NELLA LUCE
[ispirata nel dormiveglia il 2.10.07]

1.
leggere sull’acqua
lettere storte
camminare nel mistero a volte
con passi non tuoi
“sei condotto là dove non vuoi”

2. essere e proiezione
del Sé
(per speculum in aenigmate)
: nella parusia entrare nella luce
goccia che si frange nel sole
- che contiene un mondo


IL SOGNO E’ UN’OASI

1.
un grande desiderio di azzurro
urge nel sangue
senza più odio e dolore
solo amore –
un arcobaleno di amore

2.
nella notte dell’anima
acceca il bagliore della lama
dello sparo – “caino dov’è
tuo fratello” –
ancora e ancora
l’assordare
dei martelli che inchiodano al legno

3.
è il sogno un’oasi di pace
nel cuore devastato

… non si tende alla bellezza?


SE CI PENSI

capisci quanto provvisoria
è questa casa di pietra e di sangue
dove tra i marosi il tempo trama il tuo destino di piccolo uomo?

se ci pensi:
quale enigma ti sovrasta
mentre la vita non è che un batter d’ali

- e tu immagine
passeggera dentro gioco di specchi
copia sbiadita riflesso del riflesso -

ci sei ma non ti appartieni
sebbene all’esistere
ti attacchi come ostrica allo scoglio

mentre ti ripugna
il disfacimento lo scandalo
della morte il salto nel vuoto


MONDO
(contro le guerre)

freddo incanaglito la tua iniquità
è specchio che deforma
la bellezza del creato

tu esperienza della ferita
col poco amore che ispiri
ci lascerai incastrati
tra questa e un’altra dimensione?
br> mondo: piaga e grido
dell’uomo incompiuto
vòlto al cielo


io ti detesto - mondo


MOMENTO
ad Angela

[ispirata in dormiveglia il 28.10.2007,
a 48 ore dal mio 66° genetliaco]

torpore:
velo di tenebra sugli occhi
mano che ti muore nella mano

ed è bellezza anche questa:
minimo ritaglio dell’eterno


A SPECCHIO DI CIELO

a specchio di cielo
il tuo coniugarti
corpo-amore
albero che veste
primavere
grido
di terra
benedetto -
fonte di luce-vita
corpo-amore


ANELITO

rinascere dal cuore

come una fortezza
il peculio di pena ha elevato
il silenzio al rango della luce


SU UN VERSO DI PESSOA

prolungato sopore
postprandiale

di felicità effimera
brucia il tramonto in un volo
che si perde dietro l’ala
del palazzo ottocentesco – fino
a che arriva lo sguardo…

(apparizione in sogno o forse
déjà vu?)


dove ha fine la vita
“è solo la curva della strada”


Felice Serino

sabato 21 novembre 2009

riflessioni di Andrea Crostelli

RIFLESSIONI SULLA RACCOLTA "LA DIFFICILE LUCE" , 2005
di Felice Serino

Nostalgia immemore

Io penso che le nostalgie che trapelano dai tuoi scritti non
sono nostalgie terrene.

Si tratta unicamente di una nostalgia che sfugge alla memoria,
infatti non possiamo avere flash visivi, odori, suoni, gusti,
sensazioni tattili se non in questo mondo. Non c'è un ricordo
che inchioda il tempo, che languisce, che rimpiange e che
rende amaro il quotidiano. Non c'è un ricordo bello e non c'è
un ricordo brutto che infantilizza o rende immaturo il nostro
vivere. Non c'è… non c'è, non c'è. Non ci sono regole nel
mondo assoluto dell'amore da cui proveniamo, non ci sono
schemi, non ci sono segni di riconoscimento, Dio si riconosce
in tutto e in tutti e noi ci riconosciamo in lui. Nei cieli,
per intenderci, non ci sono paletti che delimitano spazi né
orologi che scandiscono tempi, l'eternità è fatta di ben altra
pasta e noi non sappiamo quale. Avvertiamo solo un senso di
appartenenza, un afflato, un desiderio d'infinito di quando
siamo stati intessuti nel seno materno di Dio dalla Sapienza e
dalla Parola che, nell'atto del creare, han separato Creatore
e creatura. E' questo distacco – a me sembra – che porta,
causa in te il pathos nostalgico, immenso, senza paragoni.

E' facile e naturale che un immigrato senta il richiamo delle
sue radici; tutti noi siamo immigrati e mandiamo smisurate
lettere al cielo: preghiere o imprecazioni in attesa
dell'immancabile ritorno.

Proveniamo da una dimensione celeste e quello che ce lo fa
riconoscere è che Dio non ha mai tolto il suo amore da noi.
Siamo concittadini dei Santi e familiari di Dio catapultati su
questo globo di creta per riconquistarci, nella prova, la
Gerusalemme liberata, la Gerusalemme celeste e il volto di
nostro Padre che bramiamo di vedere per poterci rispecchiare
in lui. Già il Paradiso ce l'ha conquistato Gesù ma noi
dobbiamo metterci del nostro e un giorno comprenderemo
pienamente chi siamo. Per ora, nell'estasi, possiamo fare solo
piccoli assaggi dell'Eden, come una goccia d'acqua che
evaporando sale ma che presto ridiscende rientrando nel suo
corpo.

[lettera privata]

Andrea Crostelli

sabato 7 novembre 2009

da LACERE TRASPARENZE

da LACERE TRASPARENZE, 2009


Cuore trasparente

1.
non la doppiezza non l’apparire:
chi sei veramente è più forte di te

2.
fra cristalli dell’inverno è schiusa la rosa:
l’amore sai impollina la morte


***

Quel senso di...

aspettando sempre qualcosa
qualcuno – affacciato
sull’Indicibile –br>in attesa giungano da un dove
riconoscibili
un nome una voce -
quel senso
di sperimento quando la vita
è una coperta troppo corta

-dove sono “io”?-

quel senso di…


aspettandomi -
aspettando di nascere


***

Libro

mastica piano la morte
il libro del corpo – orecchio
del cuore - : fatuo
risillabare palpiti di soli
fino all’ultimo
rigo-respiro
-congelato di bianca luce


***

Effeta

di Dio il dito
la saliva il fiato

ri-fiorisce vita
in cuore
disabitato


***

Nascosto starò nella rosa

finché non avrà inghiottito
il tempo osceno il suo grido
nascosto starò nella rosa
azzurra della poesia

perché non intacchino
i veleni del mondo
la bellezza del cuore


***

Vita in salita

vedersi su un piano
inclinato esistere -
sperdimento in
lunato albeggiare
su deriva dei sogni
-lama nella mente-

incrinata azzurrità
il vetro del cuore


Felice Serino

sabato 24 ottobre 2009

da LA BELLEZZA DELL'ESSERE

Da: LA BELLEZZA DELL'ESSERE, 2007-



LA BELLEZZA DELL’ESSERE

la bellezza dell’essere
è di una certa età
dipende
dal modo in cui la percepisci
quando ti commuovi per un nonnulla
scambiando un sogno per una visione
ti senti tornato bambino
lo sguardo perso ad inseguire un volo
non temi l’ ignoto
quando in vita ti sei ben speso


SULLE RIVE DEL MISTERO

ciò che non appare mistero
neppure è bello *

fragile come i sogni
spaesa il cuore
di là del mare

tutta
una vita –
… finché lo spaesare
non si adagia
sulle rive del mistero

* frase presa in prestito dal mio amico
pittore-poeta-critico Andrea Crostelli


MAYA

il di qua dice l’asceta
non è che proiezione
nel prisma azzurro del giorno

sentenzia
che perfezione
è la carne che si fa spirito

non si terrà conto
del corpo che si nutre
che è già della terra

si è dunque
del cielo o anelito
d’infinito ancor prima
del primo respiro?

- certa è la fiamma che dentro
ci arde – sottile -


IN SOGNO RITORNANO
[ispirata nella notte del 25.3.07]

in sogno sovente ritornano
amari i momenti del vissuto
che non vorresti mai fossero stati
per cui accorato in segreto piangi

si affaccia nel tuo sogno bagnato
quel senso di perdizione
incarnato nel figlio
prodigo che fosti

emerge dai fondali
dell’inconscio dove naviga
il sangue e tu
disfartene non puoi


INSOSTANZIALE LA LUCE

insostanziale la Luce
nella carne si oscura
(energia fatta densa)

luce verde della memoria
scuote la morte:

il nocciolo del tempo
nel buio delle vene è universo
presto deperibile


UNA VITA
(a Jung)

perdutamente
dei sangui
l’aprirsi d’echi
su cieli
anteriori
lo spazio
d’un grido


PREVITA

cosa saremo ora non sappiamo
bene ci conosce il Demiurgo già
in mente Dèi eravamo prima
della creazione pur senza saperlo
ingabbiati come siamo in questa vita

puro anelito di spiccare il volo


EVOCATIVO

come in una bolla d’aria

si ha vita
dentro il fiato
di sogni sgretolati


RICORDA
[ispirandomi a David Maria Turoldo]

sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina

ma sei
a m a t o

immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia

ritorna a volare:
ti attende la madre al suo nido

ricorda: sei parte
dell’Indicibile - sua
infinita Essenza

nato
per la terra
da uno sputo nella polvere


LACERA TRASPARENZA

insaziata parte
di cielo
vertigine della prima
immagine
e somiglianza
vita
lacera trasparenza


sostanza di luce e silenzio

sapore dell’origine

fuoco e sangue del nascere


ALLA FINE DEI TEMPI

“Per risplendere devi bruciare” – John Giorno

deve il maligno consumare
il suo fuoco - stravolgere
la faccia del mondo
fin quando uscirà di scena

la vita: “la vita può andarsene domani” *
- cerchio breve che si chiude

la consolazione per chi resta?
aspettarsi alla fine dei tempi
un radioso trapasso:“ch’io
non resti confuso…”


* verso di Paolo Bertolani


QUALCUNO MI CONOSCE

somigliano i sogni
a queste nuvole a stracci

mai come ora
ho bisogno d’un gancio
per appendermi al cielo



Felice Serino

sabato 10 ottobre 2009

videopoesia: Cenere, di Beppe Costa

http://www.youtube.com/watch?v=3_QNJlPDlxc

da IN UNA GOCCIA DI LUCE (2)

Da: -IN UNA GOCCIA DI LUCE, 2008-


TURBINE VORTICA

turbine vortica intorno al chi sono

non altro sapere che la tua
inconsistenza

- ma a un tempo
di contenere un mondo -


IN LIVIDA LUCE DI CREPUSCOLO

sulle braccia
della Croce
ci amasti da morire

in livida luce
di crepuscolo
per compassione Tu
ti spezzasti *

... e
fioristi

amen

* verso di Ungaretti



L'INVITO
Il poeta: un vuoto
G. Seferis

e tu di nuovo ostaggio della notte
l'invito
l'abbraccio del vuoto

parola neo-nata
la chiami nel buio
l'innervi in parole

la plasmi a scalpelli di luce



UNGARETTIANA

su un refolo di vento
adagio
la vita
trasognata



A CARLO ACUTIS

Morto a 15 anni di leucemia l'11.10.06
(del quale è stato avviato l'iter per l'apertura
della Causa di Beatificazione)

ti so dolce presenza
-tu che visitavi i giardini
del cielo-
ti so dentro di me come
un amico o un figlio
l'altra notte in sogno
nell'apparirmi mi dicevi
sono uscito dalla vita vivo più che mai

-qui è il prima da dove siamo
venuti
si sta di un bene è un'infinita
fonte di stupore
noi voluti dal Cielo siamo stelle
per corona alla Madre Celeste



STEP

pensieri distesi nel mezzodì
incendiato -
sul letto una lama
di luce obliqua e nella
mente in sopore
insieme a un pezzo
di mare

il perdurare la tua immagine
di poco fa il moto
dondolante
del corpo - fatto d'aria -



QUESTO PANE

perché lo permette ti chiedi
permette tutto questo
ti senti dire: è una prova che ti dà
"dal male trae un bene" anche se
non puoi capirlo - allora
giustificato dal Suo sangue
spezza insieme agli altri questo pane
bagnalo di tutte le lacrime
del mondo
non una briciola si sprechi di questo
dolore



DELL'INDICIBILE ESSENZA

dell'indicibile essenza -l'altra
faccia del giorno-
noi sostanza e pienezza

solleva l'angelo un lembo
di cielo: in questa vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
di luce



DA UN'ONDA DI SOSPIRI

da un'onda di sospiri
risalire in sogno
la morte

fiorita dal grido
di albe di cenere e
fermenti di voli
nel turbinio del vento



WELBY

nel giorno acceso
in trattenuta vertigine avvolto
nel mantello del vento
sporgersi da una rupe di passione
in un amen il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza del tempo
sognare d'essere quasi
una finzione
- la morte un paradosso



NEGLI OCCHI FORTI DELLA LUCE

[ispirata all'alba del 19.10.2008,
a 11 giorni dal mio 67° genetliaco]

negli occhi forti della luce
vive il paese innocente

-dove approdare l'anima
esausta
di vita dispersa-
(una
gomena di avemarie
porge l'angelo a riva)



VASTITA' DI TE SOLO
[su un verso di Ungaretti]

vastità di te solo
penetrata nei sensi:

nella tua fragilità
lo stupore
di sentirti un mondo

una “fibra dell’universo”



Felice Serino

sabato 26 settembre 2009

RISVEGLIO - POESIA DI BEPPE COSTA

http://www.youtube.com/watch?v=z--1N194jJI

da IN UNA GOCCIA DI LUCE

Da: -IN UNA GOCCIA DI LUCE, 2008-



IMMERSI NELL'ASSOLUTO

come in una bolla d'aria o goccia
di luce

si ha vita
nel fiato del Sogno infinito


SPIOVE LUCE

spiove luce
di stelle gonfie di vento
col tuo peso
greve di limiti
ti pare quasi vita sognata
il vissuto già divenuto memoria

siamo frecce
scagliate nel futuro
o il tempo che ci è dato è maya
e si è immersi in un eterno presente?


AVVOLTI NELLA LUCE
[ispirato dalle parole in apertura,
che mi hanno tormentato per giorni]

se nascere nella morte
è questa vita
breve sarà il vagare
nella tenebra della conoscenza
per noi apprendisti dell'Indicibile
avvolti
nella luce della Parola
legati da una promessa di sangue
a Chi ci tende nei secoli
le braccia aperte in forma di croce


SIC TRANSIT...

confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
a un chiodo che non regge

è diminuirsi la vera ricchezza -
arrivare all'essenza -
lo scheletro la trasparenza


DISTACCO

giungere dove ogni linea s'annulla

un brivido bianco... e sei altro

fiume che perde nel mare il suo nome *

* da un verso di Billy Collins


IN UNA GOCCIA DI LUCE

s'arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un'acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all'Immenso
allora non sarò più
quell'Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d'amore
in una goccia di luce


LIBRO SACRO

leggerne una pagina al giorno

perché la fede non sia acqua
Colui che te la dona
fallo uscire dal libro sacro
le righe nere diventino il tuo sangue
fa' che sia pane
non polvere nel vento la Parola


SCAVANDO NEL PROFONDO
a Giuseppe Soffiantini

rimuovere i macigni
di odio e vendetta
che tengono in ostaggio per la vita
: il perdono
un atto creativo un rifiorire
dentro: questo
lèggere si deve
nel tuo animo regale
tu che umanizzasti il tuo carnefice

tu che sai il dolore
della luce - sentinella dell'aurora



NEL SEGRETO DEL CUORE

tenere in serbo scomparti
colore del vento che oblìa
memorie: rossi
come il sangue della passione
verdi come le prime primavere
azzurri come il manto di madonne

custodirvi gocce di poesia
cavalli di nuvole ed arco
baleni -
le coordinate dei sogni - e
l'insaziato stupirsi della vita
da respirare su mari aperti

- che tenga lontano la morte


L'ESISTERE SPECCHIATO

con lo stillicidio
del tempo a subire
questa piaga dalle nove porte *

ma a te presente un altro
te - il Sé celeste - l'esistere
specchiato: vita che si guarda
vivere -
un mondo in un altro

*il corpo secondo la Bhagavadgita


BARLUME

qui non altro
che un barlume di vero
dove cielo decaduto
è il cuore in tumulto
che spera anela a una riva
di pace

per acquietarsi



RI-CREARE LA BELLEZZA
A Lolek (Karol Wojtyla)

la pietra scartata è la prima
della Bellezza - che trasuda
il sangue della luce

- posata sulla stoltezza
del mondo


PENTECOSTE

aleggiare dello Spirito sulla
creazione

l'Avvento: respiro
dell'Altissimo
(virgola-di-fuoco) in
fragilissimo cuore
- un angolo
di cielo


Felice Serino

sabato 12 settembre 2009

Charlie Chaplin - Il grande dittatore-Discorso all'umanità

http://www.youtube.com/watch?v=K_HVFVU2m0I

recensione di Luca Rossi

Critica al libro “In una goccia di luce”
di Felice Serino.

A cura di Luca Rossi.
Febbraio 2009.



Incentrato sulla psicologia dell’ Io, trainteriorità-esteriorità, tra morfologia del corpo (ilpre-essere che si fa uomo, il quale si relazionasuccessivamente col mondo), il biennio 2007-2008 vedeil poetadare alla luce queste nuove liriche, riaffermando il suo indagare su ciò che è temporalità e realtà.
Già la prefazione di W. Blake anticipa quello che sarà ilcorpus poetico che vede la “bellezza dell’essere” risiederenel mistero ancestrale del creato.
Quell’essere che non porta al suo interno il mistero stesso, è un individuo che acquista scarso valore. E’ questo che pare voglia affermare Serino ribadendo le parole di A. Crostelli nella lirica che apre la silloge.
Un mistero dentro il quale si racchiude il bello e il bruttodi ciò che è umano e non trascendente, per chi volessepensare ai versi del poeta solamente alla luce dei lumi delcristianesimo.
Un mistero che è regione spazio-tempo indeterminata, in cui anche i sogni hanno un loro ruolo (vedi: “In sognoritornano”): “amari i momenti del vissuto/ che non vorrestimai fossero stati…// si affaccia nel tuo sogno bagnato/ quel senso di perdizione…”.
Riflettori da cui diparte una luce “insostanziale”, che cipermette di vedere il “non-vissuto” o ciò che non si vorrebbescrutare perché figlio della paura “…luce verde dellamemoria/ scuote la morte”, come afferma in “Insostanziale la luce”.
Una luce che diviene il punto di partenza incentrando ildiscorso antropologico intrinseco nel vissuto di ognuno: “…sostanza di luce e silenzio/ sapore dell’origine…”, da“Lacera trasparenza”.
Entrare nel mistero vuole dire entrare nella luce: “…camminare nel mistero a volte/ con passi non tuoi…”, da “Entrare nella luce”.
Mistero come sinonimo di fragilità dell’essere e brevità deltempo, o fortezza di entrambi.
Il concetto viene mirabilmente espresso in quelli chepotrebbero ritenersi i versi centrali di tutta l’opera,riportati in “Se ci pensi”: “capisci quanto provvisoria/ èquesta casa di pietra e di sangue/ dove tra i marosi il tempo/trama il tuo destino di piccolo uomo?…//…mentre tiripugna/ il disfacelo lo scandalo/ della morte il salto nel vuoto”.Come non riandare ai versi della Dickinson scritti per lamorte del nipotino Gilbert?
Incostante, poco convincente la chiusura della poesia“Mondo”, dove colui che scrive sembra smentire tutta una filosofia etico-morale appartenente al suo modo di concepire l’immagine dell’essere che detesta il mondo. Eppure è proprio in “quel” mondo che nasce l’uomo descritto da Serino, anche se proveniente da bagliori indefiniti. E’ proprio lì che ilmistero di un amore-odio ha valore solo se entrambicoesistono.
Non ci potrebbe essere amore se non esistesse odio. Non cipotrebbe essere odio se non esistesse amore. Binomioindissolubile senza il quale tutto sarebbe utopia, anarchiadel pensiero collettivo, sempre che non si varcassero le portedel trascendente.Che il suo dichiararsi contro la guerra sia la ragione chesublima il pensiero umano è cosa scontata, ma non realenella sua pienezza, perché è in quello stesso uomo che il bene e il male convivono.
Così come in “Sic transit…”. Ma questa è la realtà dell’uomocontemporaneo. Aggrapparsi all’effimero o costruire il suodominio sulla roccia. Probabilmente l’abile penna del poetavuole portarci a fare un salto di qualità nell’apprendere ilsuo professare.
Un salto di qualità che è didattica. Perché questo è il fineultimo della poesia, anche se talvolta difficile da concepire.Una poesia fine a se stessa,con un costrutto essenzialmente“vuoto”, è infruttuosa. Deve sussistere una poesia invece ingrado di farci volgere lo sguardo alle “coordinate dei sogni -e/ l’insaziato stupirsi della vita/ da respirare su mariaperti// - che tenga lontano la morte”, da “Nel segreto delcuore”.
La morte, la morte…Altra descrizione di un paesaggio tantoforte quanto quello della vita. Il passaggio dalle tenebrealla luce può essere violento, ma è in questo che si risvegliala coscienza di chi vive tra il bene e il male operandoattraverso strumenti di discernimento, quelli dettati dallapoesia, appunto: “e tu di nuovo ostaggio della notte/l’invito/ l’abbraccio del vuoto// parola neo-nata/ la chiaminel buio/ l’innervi in parole// la plasmi a scalpelli diluce”, da “L’invito”.
La morfologia della poesia di Serino differisce da ogni altraper il suo concatenare i puri elementi dell’anatomia umana(sangue, nervi, fonemi, ecc.) con quelli del logos, perché laparola diventi carne ed entrambi, così terreni, cosìtangibili, generati da una forza a cui fare ritorno e in cuirispecchiarsi.
Non serve riportare nelle note biografiche la brevedescrizione di chi sia il poeta, di quando sia nato o di ciòche abbia scritto.
Le poesie da lui scritte sono un biglietto di presentazione,il biglietto da visita dell’uomo-poeta.
Egli è l’Hermes, colui che nella mitologia greca è il dio deiconfini e dei viaggiatori, di tutti noi insomma, di quellageografia che ci appartiene, corporea e del pensiero.Dio degli oratori e dei poeti, dei pesi e delle misure. E’apportatore di sogni, osservatore notturno, interprete.Mercurio, nella mitologia romana.
Serino ci trasporta così dal buio alla luce, dal non-esserealla forma dell’essere.
Scruta le ombre per capire dove sia la fonte di luce che legenera, perché senza luce, non esisterebbe ombra. Ladro ebugiardo solo apparentemente in certe strofe da lui scritte alfine di riscattarci a valori assoluti a cui il nostro “uomo didomani” deve rivalutarsi dal passato.
Proveniente dalla luce, attraversando le tenebre, si (ci)indirizza verso il mistero, oltre lo stesso.
Mi permetto solo di rubare alcune parole all’amico prof. D.Pezzini, direttore della cattedra di lingua inglese eletteratura medioevale inglese presso l’università di Verona,che nel descrivere la figura del poeta gallese Ronald StuartThomas, scrisse in un suo libro per gli studenti universitari: “Thomas ha infatti della poesia una visione che diremmosevera e impegnata, nella quale egli traduce un percorso di scoperta personale che passa attraverso la lettura del mondo in cui vive (…) e di indagine ostinata del proprio io alla ricerca del senso ultimo delle cose.”
Questo, a mio modesto avviso, vale anche per F. Serino.

sabato 29 agosto 2009

Beppe Costa - Figlie di altra luna

http://www.youtube.com/watch?v=6wTUdJc1UIY

da LACERE TRASPARENZE

Da: -LACERE TRASPARENZE, 2009-



Di qua del velo

1.
onirica visione dell’eden
dove profuma Signore
di abele il tuo giorno

2.
un cielo bianco di silenzi
di qua del velo vascello
fantasma

***

L’indicibile parte di cielo

indicibile la parte di cielo
ch’è in te e ignori – dice steiner
l’uomo in sé cela un altro
uomo: testimone che ti osserva e
sperimenti ogni ora:

basta che solo
un verso o poche note ti richiamino
a una strana forza interiore:
e cessi
di sentirti mortale


***

Riesserci

in noi con noi come un
riesserci

spessore davamo alle
emozioni

cercavamo lo stupore

e lo stupore era Dio *


* da un’epigrafe


***


Barabba

-e gli esecrabili
delitti e la vita
tradita?
e il sangue innocente?

-non ricordo: in verità ti dico
l’Albero di sangue
virgulto di mio Figlio
il Giusto
si è ingemmato

ed espande nei secoli
le sue radici
in un abbraccio totale

***

Riempire i vuoti

riempire i tuoi vuoti di cielo
e un angelo che ti corre nelle vene
come sangue e il bianco grido
del vento che sfiora
i contorni del cuore a smussarne
gli angoli vivi il dono
di una parola (cara
e rara non di circostanza)
corredata dalla luce di un
sorriso ad hoc

***

Aung San Suu Kyi

non violentate la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto
alla compassione

non schernite la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte

dal suo sangue si leva alto
il grido d’innocenza
a confondere intrighi di potenti

***

Di Altrove[La gente non è cattiva: ha solo paura di essere buona.
Eduardo nel film Campane a martello.]

di Altrove
è lettura capovolta il mondo

chi ti dà
occhi buoni per il cielo
se non sai vedere

così la cieca
sopraffazione
la gioia cattiva del sangue

***

Casa di vetro

carne fatta velo d’aria
dalla consistenza del sogno
ectoplasma o luce-
ombra che si ricrea
questa e non altro la fragile
casa del corpo di vetro


Felice Serino

venerdì 21 agosto 2009

da LACERE TRASPARENZE

Da: -LACERE TRASPARENZE, 2009-



E tu a dirmi

lanciarmi anima-e-corpo
contro fastelli di luce
specchiarmi
nella sua follia

e tu a dirmi: Lui
-l’irrivelato-
nasconde il suo azzurro – è
lamento amoroso

***
L’ angelo

noi lacere trasparenze
-sostanza di luce e di sangue-
a superare d’un passo la morte

solleva l’angelo un lembo di cielo
svela l’altra faccia del giorno

***
Il lato oscuro

e se fossi stato
dell’altro sesso in una
vita precedente
e ne avessi perso
memoria?

(ipotesi remota dici – di certo
campata in aria) –
tendendo a tralasciare
junghiane profondità
scoprire come in un test
il lato oscuro del Sé
totale la parte
inconfessata (semplicemente
naturale) – la tua percentuale -

***
Per metafore

a mimare un amore
anteriore a noi si vola
nel vortice della luce

“partire è la vita”

(farfalla
di fumo)

foglio bianco schizzato grido

***
Dove piove musica
[a David Maria Turoldo]

ai confini del cuore
zona rischio lebbra

dov’è l’ioluogo-non-luogo dove
piove musica

rendimi bianco
come neve delle vette

Signore

***
A ritroso
(hikikomori)

un vivere a ritroso
le spalle all’oriente
dove
cresce la luce
vuoto delle braccia
vite
separate

tra l’ombra e l’anima

hikikomori: in Giappone sono oltre un milione.
E’ il fenomeno di ragazzi che vivono di “rapporti” virtuali
chiusi nella loro stanza fuori dal mondo.



Felice Serino

domenica 16 agosto 2009

mi presento

FELICE SERINO è nato a Pozzuoli nel 1941; autodidatta. Vive a Torino.
Ha pubblicato varie raccolte: da Il dio-boomerang del 1978 a In una goccia di luce del 2008. Ha ottenuto importanti riconoscimenti e di lui si sono interessati autorevoli critici. E’ stato tradotto in sei lingue. Intensa anche la sua attività redazionale.
Tutta la sua opera è visibile on-line. Nel 2007 ha aperto due blog: su My Space.com e su Splinder.com. Ha anche creato nel 2009 un suo sito personale con Web Alice.


feliceserino@tiscali.it
felser41@alice.it