sabato 21 novembre 2009

riflessioni di Andrea Crostelli

RIFLESSIONI SULLA RACCOLTA "LA DIFFICILE LUCE" , 2005
di Felice Serino

Nostalgia immemore

Io penso che le nostalgie che trapelano dai tuoi scritti non
sono nostalgie terrene.

Si tratta unicamente di una nostalgia che sfugge alla memoria,
infatti non possiamo avere flash visivi, odori, suoni, gusti,
sensazioni tattili se non in questo mondo. Non c'è un ricordo
che inchioda il tempo, che languisce, che rimpiange e che
rende amaro il quotidiano. Non c'è un ricordo bello e non c'è
un ricordo brutto che infantilizza o rende immaturo il nostro
vivere. Non c'è… non c'è, non c'è. Non ci sono regole nel
mondo assoluto dell'amore da cui proveniamo, non ci sono
schemi, non ci sono segni di riconoscimento, Dio si riconosce
in tutto e in tutti e noi ci riconosciamo in lui. Nei cieli,
per intenderci, non ci sono paletti che delimitano spazi né
orologi che scandiscono tempi, l'eternità è fatta di ben altra
pasta e noi non sappiamo quale. Avvertiamo solo un senso di
appartenenza, un afflato, un desiderio d'infinito di quando
siamo stati intessuti nel seno materno di Dio dalla Sapienza e
dalla Parola che, nell'atto del creare, han separato Creatore
e creatura. E' questo distacco – a me sembra – che porta,
causa in te il pathos nostalgico, immenso, senza paragoni.

E' facile e naturale che un immigrato senta il richiamo delle
sue radici; tutti noi siamo immigrati e mandiamo smisurate
lettere al cielo: preghiere o imprecazioni in attesa
dell'immancabile ritorno.

Proveniamo da una dimensione celeste e quello che ce lo fa
riconoscere è che Dio non ha mai tolto il suo amore da noi.
Siamo concittadini dei Santi e familiari di Dio catapultati su
questo globo di creta per riconquistarci, nella prova, la
Gerusalemme liberata, la Gerusalemme celeste e il volto di
nostro Padre che bramiamo di vedere per poterci rispecchiare
in lui. Già il Paradiso ce l'ha conquistato Gesù ma noi
dobbiamo metterci del nostro e un giorno comprenderemo
pienamente chi siamo. Per ora, nell'estasi, possiamo fare solo
piccoli assaggi dell'Eden, come una goccia d'acqua che
evaporando sale ma che presto ridiscende rientrando nel suo
corpo.

[lettera privata]

Andrea Crostelli

sabato 7 novembre 2009

da LACERE TRASPARENZE

da LACERE TRASPARENZE, 2009


Cuore trasparente

1.
non la doppiezza non l’apparire:
chi sei veramente è più forte di te

2.
fra cristalli dell’inverno è schiusa la rosa:
l’amore sai impollina la morte


***

Quel senso di...

aspettando sempre qualcosa
qualcuno – affacciato
sull’Indicibile –br>in attesa giungano da un dove
riconoscibili
un nome una voce -
quel senso
di sperimento quando la vita
è una coperta troppo corta

-dove sono “io”?-

quel senso di…


aspettandomi -
aspettando di nascere


***

Libro

mastica piano la morte
il libro del corpo – orecchio
del cuore - : fatuo
risillabare palpiti di soli
fino all’ultimo
rigo-respiro
-congelato di bianca luce


***

Effeta

di Dio il dito
la saliva il fiato

ri-fiorisce vita
in cuore
disabitato


***

Nascosto starò nella rosa

finché non avrà inghiottito
il tempo osceno il suo grido
nascosto starò nella rosa
azzurra della poesia

perché non intacchino
i veleni del mondo
la bellezza del cuore


***

Vita in salita

vedersi su un piano
inclinato esistere -
sperdimento in
lunato albeggiare
su deriva dei sogni
-lama nella mente-

incrinata azzurrità
il vetro del cuore


Felice Serino