sabato 19 dicembre 2009

da Dentro una sospensione

Da: DENTRO UNA SOSPENSIONE, 2006







SE QUESTO MONDO



se questo mondo ti ha forse

deluso è perché ho lasciato

che ti perdessi e dal tuo

vuoto mi tendessi le mani



su me che sono Altro

roveto che arde e non consuma

scommetti pure la tua vita



non vergognarti di me che sono il giorno



ho offerto il mio Essere

carne e dio

al supplizio del legno

mia rivincita d’amore



sono il mattino che ti coglie

cuore di madre





LETTERA (frammento)



non angustiarti se non sai pregare

se preghi con la testa tra le nuvole



lo fai e bene se spandi

su foglio metafisica luce



e il soffitto ti si fa cielo





E’ IN TE NELL’ARIA



è in te nell’aria

sottile la senti la mancanza

di vita piena

come applaudire con una mano sola



ma è regale regalo

questo rapido frullo

d’ali

atto d’amore

non affidarlo nelle mani del vento



sii àncora

gettata nel cielo





E’ VELO CHE CADRA’



1.

è velo che cadrà

la carne



2.

rendere fruttuosa la morte

perdendo la vita



(rovescio

dell’io tra nome e senza nome)



3.

ma è l’amore che mi sceglie



(nudo

alla luce)



4.

ho sognato d’essere trasparente





VISIONE



imbevuto del sangue della passione un cielo

di angeli folgora l’attesa vertiginosa

nella cattedrale del Sole dove ruotano

i mondi

è palpito bianco la colomba sacrificale





QUEL SORRISO

a R.



oltre lei forse fra le stelle

dura quel sorriso che nell’aria

ti appare ora sospeso come fumo



lucido incanto il tuo

sperdutamente altrove –

l’ha disperso il vento





VERTIGINE DEL VUOTO

[leggendo E. M.Cioran]



sognandosi al di sopra dei precipizi



le vene cariche di notti

carpire qualche vertigine all’Abisso





ELEGIA DELL’ULTIMO GIORNO



ormai è passata come tutte

le cose dell’aldiqua prendila come

un sogno anche se sogno non è

questo nell’ultimo giorno avrò da dirti

fratello a me nella carne e nello spirito

marchiato a fuoco

ma tutto questo doveva accadere ti dico

perché “si compissero le scritture”



ora m’incolpi del mio silenzio e

Tu dov’eri mi chiedi quando a migliaia

venivano spinti sotto le docce a gas

Io ero ognuno di quei poveracci in verità

ti dico Io sono la Vittima l’agnello la preda

del carnefice quando fa scempio

di un bambino innocente

Io sono quel bambino ricorda

“quando avete fatto queste cose ad uno

di questi piccoli l’avete fatto a me”



anch’io in sorte ho avuto una croce la Croce

la più abietta la benedetta

anch’io ho urlato a un cielo muto e distante

Padre perché



perché solo mi lasci in quest’ora di cenere e pianto





DAL DI FUORI



1.

precipitati da un primo

mondo di luce indivisa –

essere qui e insieme

altrove



dal di fuori il pulsare

dell’universo

impregnato di dolore e di canto



2.

questo dolore questo

canto: ne siamo

l’essenza



siamo volti che galleggiano

sulla superficie di un sogno





RISVEGLIO



tra le pieghe della storia

c’è satana

che strappa

le più belle pagine di poesia



un giorno i morti

risvegliati

da pioggia d’uccelli

le ricomporranno

in musica celeste





SOSPENSIONE



un camminare nella morte dicevi

come su vetri non conti le ferite

aspettare di nascere uscire

da una vita-a-rovescio



riconoscersi enigma dicevi

di un Eterno nel suo pensarsi





SCONNESSIONE



pensavi guadagnare la chiarezza?

la vita imita sempre più il sogno

nelle sconnessioni avanti con gli anni



ti coniughi ad un presente che s’infrange

dove l’orizzonte incontra il cielo
:
e ti sorprendi a chiederti chi sei

oggi da specchi rifranto

e moltiplicato

mentre il tempo a te ti sottrae





Felice Serino

sabato 5 dicembre 2009

da La bellezza dell'Essere (2)

Da: LA BELLEZZA DELL'ESSERE, 2007 (2)



LONGEVI

brindano al mistero della vita
forzano le porte
della sera – vedono oltre
dove altri non vedono: per loro
il sognare non ha più fine:
hanno occhi
lavati con acqua celeste


UN SOLO RESPIRO

la porta stretta –
dove macera amore

(nell’oltretempo risiede
il Verbo e
il suo cuore-battito
d’universo)
a un solo
respiro si tende –
oltre un tempo
di transizione


IL PARADISO SE AMIAMO
(sentenza facile con versi facili)

[ispirata la notte del 2.9.07]

(il grido dell’afflitto
anima sparse stelle)

terra è dolore il cielo amore? l’inferno ce lo facciamo noi

terra è pianto?
il cielo canto?

il paradiso se amiamo
è già qui


NELLA DANZA

quando ti adagerai nella tua ombra
e avrai già l’inverno nelle ossa
esulta perché sarà l’ora
d’essere trasfigurato
pervaderai con una particella l’anima si confonderà con le stelle
allora entrerai nella danza
nel Signore della danza


ENTRARE NELLA LUCE
[ispirata nel dormiveglia il 2.10.07]

1.
leggere sull’acqua
lettere storte
camminare nel mistero a volte
con passi non tuoi
“sei condotto là dove non vuoi”

2. essere e proiezione
del Sé
(per speculum in aenigmate)
: nella parusia entrare nella luce
goccia che si frange nel sole
- che contiene un mondo


IL SOGNO E’ UN’OASI

1.
un grande desiderio di azzurro
urge nel sangue
senza più odio e dolore
solo amore –
un arcobaleno di amore

2.
nella notte dell’anima
acceca il bagliore della lama
dello sparo – “caino dov’è
tuo fratello” –
ancora e ancora
l’assordare
dei martelli che inchiodano al legno

3.
è il sogno un’oasi di pace
nel cuore devastato

… non si tende alla bellezza?


SE CI PENSI

capisci quanto provvisoria
è questa casa di pietra e di sangue
dove tra i marosi il tempo trama il tuo destino di piccolo uomo?

se ci pensi:
quale enigma ti sovrasta
mentre la vita non è che un batter d’ali

- e tu immagine
passeggera dentro gioco di specchi
copia sbiadita riflesso del riflesso -

ci sei ma non ti appartieni
sebbene all’esistere
ti attacchi come ostrica allo scoglio

mentre ti ripugna
il disfacimento lo scandalo
della morte il salto nel vuoto


MONDO
(contro le guerre)

freddo incanaglito la tua iniquità
è specchio che deforma
la bellezza del creato

tu esperienza della ferita
col poco amore che ispiri
ci lascerai incastrati
tra questa e un’altra dimensione?
br> mondo: piaga e grido
dell’uomo incompiuto
vòlto al cielo


io ti detesto - mondo


MOMENTO
ad Angela

[ispirata in dormiveglia il 28.10.2007,
a 48 ore dal mio 66° genetliaco]

torpore:
velo di tenebra sugli occhi
mano che ti muore nella mano

ed è bellezza anche questa:
minimo ritaglio dell’eterno


A SPECCHIO DI CIELO

a specchio di cielo
il tuo coniugarti
corpo-amore
albero che veste
primavere
grido
di terra
benedetto -
fonte di luce-vita
corpo-amore


ANELITO

rinascere dal cuore

come una fortezza
il peculio di pena ha elevato
il silenzio al rango della luce


SU UN VERSO DI PESSOA

prolungato sopore
postprandiale

di felicità effimera
brucia il tramonto in un volo
che si perde dietro l’ala
del palazzo ottocentesco – fino
a che arriva lo sguardo…

(apparizione in sogno o forse
déjà vu?)


dove ha fine la vita
“è solo la curva della strada”


Felice Serino