sabato 17 luglio 2010

La schizofrenia della fabbrica

Felice Serino è nato a Pozzuoli nel 1941. Dopo vari impieghi
nel settore alberghiero e come benzinaio, ha lavorato per ben
trentuno anni alla micidiale catena di montaggio della Fiat
Mirafiori, a Torino.

Poeta autodidatta, “mail artista” e studioso di
astrologia, vive tuttora nella capitale italiana
dell’automobile. Ha pubblicato le seguenti raccolte poetiche:
Il dio-boomerang (1978); Frammenti dell’immagine spezzata
(1981); Di nuovo l’utopia (1984); Delta & grido (1988);
Idolatria di un’assenza (1994); Fuoco dipinto (2002); La
difficile luce (2005); Il sentire celeste (in e-book, 2006);
Dentro una sospensione (2007).

I versi di Serino sono costruiti, non a caso, attraverso la
tecnica del monologo interiore, che, spinto all’estremo,
sconfina nel flusso di coscienza: i pensieri vengono
riprodotti su carta così come affluiscono alla mente, saltando
i nessi grammaticali, logici e cronologici.

Il poeta vuole rappresentarli in presa diretta, senza
mediazione alcuna, per rendere palpabile al lettore la
condizione psicologica alienata dell’operaio.

Così salta anche la punteggiatura, i piani narrativi si
intrecciano, il “prima” si fonde col “poi”.

Non esiste un “tempo di fabbrica” e un “tempo di libertà”,
separati l’uno dall’altro. Anche quando l’operaio è a casa con
la famiglia, a letto con la moglie, nell’intimità
dell’amplesso, nella dimensione ludica del rapporto affettivo
con la figlioletta, la fabbrica è sempre presente, nel
pensiero, con i suoi rumori, i suoi ritmi, le sue ansie ed i
suoi pericoli.

Pure il verso prende un ritmo incessante, come quello della
catena di montaggio. Solo qualche enjambement consente una
pausa, poi il macchinario continua a girare, costringendo
l’operaio ad inseguirlo, ad adeguare i propri tempi a quelli
del mostro tecnologico.

E’ questa la “qualità totale” di cui tanto si parla. L’impresa
impone la propria centralità, precludendo ogni spazio
esistenziale privato all’operaio, assumendo una funzione
totalizzante.

Si noti, inoltre, il clima di angoscia incessante, che domina
i versi di Serino.

Le immagini degli omicidi bianchi, le morti violente, che si
susseguono in fabbrica, come lampi al magnesio, esplodono
nella sua mente, impedendogli una vita “normale”; rimangono
impigliati nei meccanismi della macchina e ossessionano il
poeta in ogni momento del suo ciclo vitale, che ne risulta
irrimediabilmente alterato.

Su tutto (sentimenti, valori) domina il plusvalore, che Taylor
diceva furbescamente di voler ridurre in un cantuccio. La
produzione, secondo lui, avrebbe raggiunto vette così alte che
il problema della distribuzione del plusvalore sarebbe
diventato marginale.

Ma nei decenni il Pil (Prodotto interno lordo) è aumentato
progressivamente, senza che ciò contribuisse ad eliminare
l’alienazione del lavoratore.

Come osserva giustamente Serino, l’operaio, anzi, resta
impigliato in un nuovo ciclo alienante,
“produci-consuma-produci”, diventa vittima sacrificale per un
nuovo “dio-mammona”, “pedina in massacri calcolati”.

Traspare dalle poesie del Nostro (sin dai titolo delle
raccolte: Il dio-boomerang; e poi nelle immagini bibliche
ricorrenti: l’operaio come Cristo crocifisso, le presenze
diaboliche che affiorano qua e là) una religiosità violata,
tradita da un ordine sociale cinico, che calpesta persino le
leggi di natura, i principi evangelici.


Antonio Catalfamo

Da: IL CALENDARIO DEL POPOLO – Poeti operai
[numero monografico n. 730, maggio 2008]

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PROLETARI

1
distinzioni di classi
niente di nuovo la storia si ripete
noi pendolari voi vampiri
dell'industria che evadete il fisco
(imboscando capitali sindona insegna)
ed esponete le chiappe al solleone
sulla costa azzurra o smeralda
(lontani dal nostro morire -
in città-vortice sangue solare
innalziamo piramidi umane
per l'alba di mammona)
dopo aver fatto il bello e il cattivo tempo
(burattinai per vocazione
di questa babele tecnocratica)
averci diseredati crocifissi
con bulloni a catene di montaggio

2
cieche corse cronometriche
cottimi barattati con la salute
pensieri accartocciati desideri
condannati a morte
uccidi la tua anima per otto ore
sventola la tua bandiera-di-carne
produci-consuma-produci
per il dio-mammona per il benessere (di chi?!)
sei bestia per il giogo del potere
pedina in massacri calcolati



SPIRALE


metti la caffettiera sul gas
il tempo di fare l'amore
la casa un'isola nella nebbia
di ieri nella testa il grido dell'officina
non ti avanza tempo per buttare su carta
quattro versi che ti frullano nel cervello
la bimba vuol passare nel lettone sorridi
per il polistirolo ritrovatosi in bocca
con la torta ieri il suo compleanno
trepiderai ancora una volta al ritorno
davanti alla cassetta delle lettere
e la moglie a dire qui facciamo i salti
mortali per quadrare il bilancio
il borbottìo del caffè ti alzi
esci e penetri il muro di nebbia
nella testa il grido stridulo d'officina
a cui impigliati restano brandelli
d'anima e carne
d'un'altra settimana di passione
stasera deporrai la croce



LINEA DI MONTAGGIO


lo hanno visto inginocchiarsi
davanti alla centoventesima vettura: come se
volesse specchiarvisi o adorare
il dio-macchina:
46 anni: infarto - parole
di circostanza chi deve informare la
famiglia - l'attimo
di sconcerto poi li risucchia il ritmo
vorticante: come se nulla
sia accaduto: la produzione
innanzitutto




MORTE BIANCA


al paese (le donne avvolte
in scialli si segnano ai lampi)
hanno saputo di stefano volato
dall'impalcatura come angelo senz'ali
- non venire a mettere radici - scriveva al fratello
minore - qui anche tu nella
città di ciminiere e acciaio: qui dove
mangio pane e rabbia: dove si vive
in mano a volontà cieche




UOMO TECNOLOGICO


parabole di carne convertite in
plusvalore - l'anima canta nell'acciaio - pensieri
decapitati al dileguarsi di essenze: vuota
occhiaia del giorno dilatato:

coscienza che si lacera all'infinito




L’ANIMA TESA SUL GRIDO


l’anima tesa sul grido
dopo otto ore alla catena
neanche la voglia di parlare
davanti alla tivù-caminetto
e morfeo ti apre le braccia
(impigliàti nello stridìo
della macchina
brandelli di coscienza)
domani ancora una pena
l'anima tesa sul grido
del giorno
in spirali di alienazione




OLOCAUSTO


immolato al moloch del consumo
deponi la croce delle otto ore lasciando
brandelli di anima lungo la catena
biascichi parole di fumo prima del sonno e sogni
strappare alla vita il sorriso ammanettato
dal giorno tieni in vita la tua morte tra vortici
dell'essere e trucioli d'acciaio rovente ti farà
fuori una overdose di nevrosi-solitudine
cuore-senza-paese immolato al moloch
dei consumi il sangue vorticante nella babele di
pacifici massacri offerta quotidiana


[Le poesie si riferiscono al periodo degli anni 80]

sabato 3 luglio 2010

Poetries

FELICE SERINO - POETRIES
1

TRANSLATIONS: MARIA LETIZIA FILOMENO

IN THE MIDDLE OF ITS WAY THE NIGHT

in the middle of its way the night
swallows the last light - makes
bodies hostages

in a ethereal world - closer to us -
the dream starts playing


I DREAM MYSELF

I-not-I exist
before and inside the mirror (a
distance separates me: as
if I lived in another part) I live I stir
inside a vivid dream: I dream
myself - sand creature


FLIES STREAK THE INDIGO

(flies streak the indigo
moving off the sunset)

you bleed yourself like this light -
from the slits
of tumbledown walls you spies
the deprived years in your heart:
the childhood rises
inside you like a sun (the poured
blood in the light): the explosion
of the dreams that opened
the mornings - the innocent
light into the weeping eyes
of that child with his kite -
disappearing in the deep-sky-blue...

THE INK CRY

God exiliated
behind man's
eyes

opens the night casket


IN THE LASTING-LIGHT

the hot hours: they were
summers hard to die

the mad running and the grazed
knees in the lasting- light:

another bite
at the bloody pulp of the day - do you remember? -


LIFE

let me become ash
to a new adamantine
birth
in the dry air-of-fire
let
me wet up to the heart
of your saliva's light

I wanna feel my being
wrapped into the eddy
of the your cosmic funnel of your hungry empty


LIGHT-BLUE

passage from
black to white
the ascent to light
light-blue the delirating blue
of mallarmé the vocal
o of rimbaud
the light-blue rose
light-blue: the whole sky
in the eyes
light-blue mantle
of Mary


VERSES TO LOVE

my heart irradiates sunlight
my heart that wanna be burnt
to become ashes into your arms
where Beauty raves -

your sight becomes star
where the sky begins nice
butterfly-soul
in your unforeseeable fly



ARCHETYPES

(written few minutes after the waking up at dawn of 14/5/04)

(like when in the evening you don't realize
to fall into the arms of Morpheus and desire
your last farewell)

the undetermined moment is a point floating
in the air from which start unforeseeable
lines of dreams dear
to dalì that give back light to archetypes and have
a self-life in their blood


IMMIGRATED

this man: sadness of a bare tree
remains of life open
wound - eyes that loose
fragments of sky -
this man become
a torch -
to play -

pointed at with fingers: the "one" to burn