sabato 27 ottobre 2012

Dewdrop 1736 Terenzio Formenti (a cura di)

http://groups.yahoo.com/group/dewdrop/message/1736 [seleziona e clicca col dx]

Da IN SOSPESO DIVENIRE (4)

FELICE SERINO

Da IN SOSPESO DIVENIRE

-Poesie dell’impermanenza-


AMORE E’

Amore è una parola a rischio *

un irradiarsi di cieli…

esaltazione
al calor bianco

o
un lungo gemere come di vento
che squassa
-sottile
“privilegiato“ dolore

dimora di sole e d’ombra
-dove disarmato
è il cuore

* Nelo Risi


RADICI

potrebbe accadere che a volte
ti domandi
se ti trovi in un sogno o
un déjà vu

un sentirti perso – fuori
dal tuo centro – quasi senza
un io reale

… e in quel frangente
aggrapparti con l’anima
a radici del cielo

-come ad una madre



NON E’ CHE UN PERPETUO TRAMARE

la vita ha in tasca la morte
-siamo noi
divino seme:

non è che un perpetuo
tramare
“cospirazioni” del nascere

miracolo d’amore


“COLUI CHE INTINGE…”

1.
“colui che intinge con me nel piatto”

… non si estingue questo fuoco
che passa per la carne del cielo
-il mio abbracciare dalla croce il mondo
-il tuo trafiggere nei secoli
questo Cuore senza più sangue

2.
di giuda è piena la storia – tu
guardati intanto da chi
credi un amico:
è quello che con te condivide
il pane la luce l’obliquo raggio
degli occhi



ALTRE (Poesie d’occasione)


COME IN SOGNO

[a chi è affetto da attacco di panico]

come nel sogno quando
a quattro zampe ti trovi
-impotente-
a graffiare la terra in salita


(… poi la libertà del risveglio
mentre ad allentare
la morsa è quella
impressione di morire)



ALLA MENSA DEI POVERI

[ispirata da una intervista in tv
il 21.10.12]

-nella vita chi non si dà muore
mangia se stesso- la saggia
ultraottantenne (cuore fanciullo)
sentenzia servendo
ai tavoli con fievole voce quasi
d’un fiato

luogo ospitale dove tutti
-alla buona- ci si dà una mano: sono
per un piatto caldo ma non
vogliono pietà –


(incorniciati nella finestra dai vetri
appannati sagome d’alberi
senza chioma nell’autunno
inoltrato – al caldo
la nuvola di vapore dalla cucina offre
un che di magico di familiare)



© Felice Serino






E' APPENA USCITO IL MIO ULTIMO LIBRO DI POESIE (Nicola Calabria Editore)

Antonia Pozzi - dai "Diari"


DAI “DIARI” DI ANTONIA POZZI

E come sei rinata? Non sono ancora rinata.
Sola. In questa mia bella casa, coi mobili ricchi, e dalla radio la voce del paese che amo (forse ancora attraverso il tuo sangue, amore indimenticabile) e ho davanti la piccola lampada della fedeltà che non basta a calmare l’irrequietudine, a riempire la vita. E in questo terrore: mi perdo, non mi ritroverò, non mi riguadagnerò più. Piccole cose mi scalpellano, miserie mi corrodono. Quanto bene vorrei volere e non c’è nessuno e se qualcuno venisse, ormai è forse troppo tardi e il sangue è ancora malato di te, di voi.
Sorsi di vino giallo, acre, e tutti sono ancora lontani, perduti in questa notte piena di echi come una caverna. Domani, via, per l’ennesima volta partire - nach Berlin, zu fahren - e laggiù, forse per capriccio, lavorare. Geld verdienen - ma poi?... [...]

(S. Silvestro 1936 - 1 gennaio 1937)


* * *

[...] Ieri sera un angelo mi ha preso per mano. Non era ancora buio. Di là dai veli della pioggia e della sera gli alberi e le montagne erano ugualmente oscuri. L’angelo mi ha messo una mano sulle spalle, mi ha fatto salire di corsa le scale nere, fin qui nella mia stanza. Non avevo più fiato. Allora l’angelo mi ha messo una mano sul collo, sono caduta in ginocchio davanti alla finestra aperta, senza respirare ho guardato il profilo immobile della montagna. Poi giù: tre volte ho baciato la terra (il pavimento di mattonelle rosse) premendo bene le labbra - e i pugni li avevo così stretti al petto che mi dolevano le ossa. Dopo -mi sono alzata come da un sonno di anni, leggera come una donna che ha partorito. Ho aperto gli occhi. L’angelo non c’era più. [...]
Forse tutti quelli che hanno molto sofferto e sono un po’ deboli e malati, a un certo punto cominciano a sentire gli angeli. Se no, perché avrei baciato la terra l’altra sera? [...]
Non so: non ho mai provato forte come in questi giorni il senso di essere trasportata da una corrente violenta, ad una tensione altissima. E, nello stesso tempo, mai avuto così solido il senso della personalità e della responsabilità. Mi sento in un destino. È difficile che queste intuizioni siano sbagliate. [...]

(9 - 10 settembre 1937)



Evanescenza

Evanescenza

Vortice di foglie

Vortice di foglie

Il raggio verde | Poesie in Versi | il piacere di Scrivere e Pubblicare Online

Il raggio verde | Poesie in Versi | il piacere di Scrivere e Pubblicare Online

martedì 16 ottobre 2012

Dewdrop 1734 Terenzio Formenti (a cura di)

http://groups.yahoo.com/group/dewdrop/message/1734 [seleziona e clicca col dx]