sabato 30 marzo 2013

Nel cielo di un giorno

http://www.youtube.com/watch?v=T0e_2MASEZU

T. S. Eliot


SE TEMPO E SPAZIO, COME I SAGGI DICONO

Se Tempo e Spazio, come i Saggi dicono,
sono cose che mai potranno essere,
il sole che non cede al mutamento
non è per nulla superiore a noi.
Così perché, Amore, dovremmo sperare
di vivere un secolo intero?
La farfalla che vive un solo giorno
è già vissuta per l’eternità.

I fiori che ti diedi allorché la rugiada
tremolava sul tralcio rampicante,
prima che l’ape volasse a suggere
la rosellina di macchia erano già appassiti
. Così affrettiamoci a coglierne ancora
senza tristezza se poi languiranno;
i nostri giorni d’amore sono pochi:
facciamo almeno che siano divini


(T. S. Eliot - Poesie giovanili, 1905 - trad. Roberto Sanesi)




Poesia di Alfonso Gatto


Alfonso Gatto

Il Caprimulgo


Tornerà sempre l'ironia serena
del sortilegio sulle tue corolle,
fiore disfatto.
E tu che voli e piangi
stridendo coi tuoi grandi occhi oscuri,
o caprimulgo dalle piume molli,
il buio sempre ingoierà la notte
delle farfalle nere, le lucenti
blatte in cui l' uomo misero rattrae
le mani e gli occhi a rispettarle,
umane della pietà per sé.
Per la scala degli inferi discende
il consenso perenne, l'ordinata
congrega delle vittime plaudenti.
O misura dell'uomo in sé dipinto
costretto oltre la morte, mummia salva
a schermo delle mani,
a non aver più limiti, distratta
è la forza latente, il bruco insonne
della materia che ci traccia e insegue.
Un fenomeno oscuro il divenire
l'enfasi sorda che alle sue parole
non crede più, ma giura. Ancora scende
questa scala degli inferi e l'informe
che chiede un senso smania di figure.

Senza titolo

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Un senso | Poesie in Versi | il piacere di Scrivere e Pubblicare Online

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sabato 16 marzo 2013

La luce grida



QUEST'OPERA È STATA SELEZIONATA
NEL CONCORSO LIBRI DI-VERSI IN DIVERSI LIBRI
IN MEMORIA DI CORRADO TIRALONGO EDIZIONE 2012-2013





FELICE SERINO
LA LUCE GRIDA
(Poesie sparse)
1980-2011
2013, 8°, pp. 56
Collana ARABA FENICE n. 115
€ 9,50
ISBN 978-88-98381-33-3



ALLO SCOPERTO
entrare nel morire tra seduzioni
dei media è frantumazione
dell'io è uscire nudi
allo scoperto:
spoglio di alibi-corazze
con radice di sangue
e cielo è cuore che risale
in luce sue macerie - la vertigine del tempo
vuoto -
1988


Addentrarsi nelle tematiche di Felice Serino, ci porta a considerare la nostra essenza di creature in balia del senso di perdizione e di precarietà, caratteristiche salienti dell'uomo. In versi ermetici che scavano in profondità, quasi erodendo la nostra coscienza, il poeta affronta il rapporto tra il divino e l'umano, tra realtà e spirito, il contrasto tra spirito e corpo, tra sogno e mondo reale.
E certo non manca la trattazione della problematica della morte e dell'alienazione del vivere moderno. Interessante l'uso della simbologia e della metafora dello specchio nella disamina poetica del multiforme aspetto di come la mente possa percepire la realtà. A volte si mostra gnomico, umanitario e proteso alla risoluzione dei problemi sociali. Il linguaggio appare scabro e incisivo, spesso filosofico.
Non è una poesia facile, all'inizio si presenta ostica, così intessuta di richiami culturali e stile ermetico, ma piano piano ci avvolge nell'atmosfera sospesa del nostro essere uomini, tesi alla ricerca della verità.

Peppino Giovanni Dell'Acqua



dal sito: http://www.libreriaeditriceurso.com/serinofelice.html



Giuseppe Jovine


GIUSEPPE JOVINE

DA "VIAGGIO D'INVERNO"

Edizioni Artescrittura

***


Morte

Morte! Ascoltami Ungaretti,
non "un arido velo" del fremito di vela
occasione propizia
per togliersi di dosso
al dosso estremo.
Potrà essere una raffica
un dolce languire,
o quel che è peggio
un urlo strozzato,
ma tieni viva l'estrema curiosità dell'essere.
E sia la mia morte
fremito di bandiera di fuoco
che garrisce
conficcata nel gelo
della carne.

*


A Roma con Rafael Alberti

Ho avuto per un'ora al fianco
la Spagna
ed il silenzio di Rafael Alberti.
Roma quella notte di giugno
odorava di rose e gelsomini
ma mi fiorivano accanto
las hiérbas, las hiérbas dell'Andalusia
ed il silenzio di Rafael Alberti.
Libavo la notte come un miele
ma mi colavano in gola le stelle
di Toledo, Granada, Saragozza.
Ed era grande l'ombra del cielo
ma l'ombra del tuo corpo immane, Rafael,
roccia di quarzo arroventata
e il tuo silenzio un mare sterminato.
Il tuo silenzio ha l'umiltà del seme,
il tuo silenzio ha l'ero della spiga,
il tuo silenzio
è rugiada sul sonno dei fiori,
pioggia fitta sull'arido maggese,
sindone bianca con le spine e il riso
di Lorca e Don Chisciotte,
specchio lucente
con gli occhi neri, i capelli di seta
e la bocca rossa della Spagna.
Sulla collina verde dei Parioli
ti lasciai quella notte nell'ombra
con la mano alzata nel saluto
pallida statua tra veli di allori.
Il vento alzava il tuo mantello a ruota
ed apparisti un pavone regale
alla tua Maria Teresa Leòn.
Che grume rovente di Spagna
Maria Teresa Leòn,
sola, universa, amorosa sorgiva
come la luna in un cielo d'agosto!
Rafael, nessuno t'alzi un monumento
in pietra o in bronzo al monte o alla marina:
la rinnovata coscienza del mondo
è la tua statua di rosso granito,
le mareggiate di spighe e foreste,
le praterie libere dei mari
portano l'oro ed il verde e l'azzurro
che ti nutrirono il cuore randagio.
Rafael, dimmi, con quale incanto è nato
dal tosco, dalla cenere e dal sangue
quel dolce fiore che si chiama Spagna
e il tuo canto gitano che riaccende
il sangue delle rose e della morte?

*


Morire

Ho appreso a morire. Viene il momento
che ti guarda fissa la morte
senza parlare e non la vedi,
perché si maschera
col volto delle cose ancora vive
. Quando ti prende continui a non vederla.
Dinanzi fino all'ultimo avrai
le cose e soltanto le cose
come quando a letto
leggi il giornale e il sonno ti prende.

Sospensione

Sospensione

Come in sogno | Poesie in Versi | il piacere di Scrivere e Pubblicare Online

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sabato 2 marzo 2013

Sotto un mutevole cielo - Poesia di Felice Serino (Brevi)

Sotto un mutevole cielo - Poesia di Felice Serino (Brevi)

Donatella Maino - Vorrei - Per contenerti

Recensione a -CASA DI MARE APERTO-

Felice Serino - Casa di mare aperto


In Casa di mare aperto Felice Serino mette in gioco una poetica caratterizzata da una vena epigrammatica e lapidaria; la scrittura ha il pregio di essere originalissima, condensata e veramente icastica. C'è in Serino la ricerca di un senso profondo della vita, che si confronta con una visione anche biblica, pur rimanendo nella sua immanenza, nella sua concretezza, anche se poco viene detto del quotidiano.
Le categorie alle quali fa riferimento il nostro sono: sogno, natura, tempo, amore, morte, eternità, Dio, preghiera, misticismo. Il Dio detto da Serino ha una forte vena antropomorfica.
I versi sono quasi del tutto privi di punteggiatura ad esclusione delle parentesi e dei trattini. Poesia si fa preghiera.
Il misticismo si coniuga a fisicità come in Riempire i vuoti, nella sezione Lacere trasparenze, nella quale leggiamo il bellissimo verso ..."è un angelo che ci corre nelle vene". E' ricorrente il colore bianco, come simbolo di purezza.
Una vena intellettualistica connota questa poesia: sono citati Jung, Blake, ed Erri De Luca, tra l'altro studioso della Bibbia.
I sintagmi sono scabri ed essenziali e c'è qualcosa del primo Ungaretti. Molto alto il passaggio mistico il cielo è in noi e in noi c'è un altro uomo.
In Barabba c'è il tema del perdono di Dio tramite Gesù. Nel libro tutto veleggia in una dimensione di mistero.

Raffaele Piazza

Una poesia di François Garagnon


La nuova collezione che farò
sarà una collezione di sorrisi.
In questo caso è sicuro,
non ci sono ombre; solo luce.
Mi è capitato una volta per strada così:
mi sono resa conto che, dietro ai volti chiusi,
ci sono cuori che chiedono soltanto di aprirsi.
E un sorriso è come una porta che si apre.
Improvvisamente ho trovato il mondo
talmente magnifico che ho sorriso
alla prima persona che ho incontrato.
Ebbene, sai cosa?
Anche lei mi ha sorriso.
E il mondo è diventato ancora più magnifico!
Allora ho continuato a sorridere ad un altro sconosciuto, poi ad un altro,…
e ad un altro ancora.
Ed ogni volta era come se mettessi la spina
e accendessi una nuova piccola luce.
Avevo l'impressione, continuando così,
di poter illuminare il mondo intero,
a tutti i livelli!
In quei momenti, sento un amore folle
che mi attraversa come una dolce violenza.

François Garagnon
(dal libro "Joy e la ricerca della felicità")

"La vita... è ricordarsi di un risveglio"

"La vita... è ricordarsi di un risveglio"

Estasi

Estasi

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