sabato 27 aprile 2013

Gli ultimi giorni di te

http://www.youtube.com/watch?v=V2OIRd2foAs

Da D'UN PRESENTITO CHIARO D'ARMONIE


FELICE SERINO

Da: D’UN PRESENTITO CHIARO D’ARMONIE
(2013)


d’un presentito chiaro d’armonie
d’un trasognato dove vivi e scrivi

tuo credo


... aspettare di nascere uscire
da una vita-a-rovescio



Io non devo scordare
che il cielo
fu in me

Antonia Pozzi


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Questo Sogno

nel momento
che questo Sogno si disfa
della carne che lo veste

convertendosi in
cristalli di luce

... una nuvola di uccelli
uscirà dal suo arioso
cranio

a glorificare il Signore

*

Luce catartica

uscire dalla notte
con passi nuovi
con occhi nuovi

bagnato di Dio

*

Nel sangue della parola

[scritta a Capodanno 2013, a 26 mesi
dalla morte di Alda Merini]

nel sangue della parola il canto
tuo del tuo amore
per la vita
segregata incompresa crocifissa

nel sangue della parola
l'azzurro
canto della "follia" che sale
dalle sbarre di carne dei manicomi

nel sangue della parola il grido
dell'innocenza violata e dei
diseredati che tu amavi
tanto

*

Dedica

credimi alda: a te io canto
con un'ala spezzata

(prendere il volo
vorrei - oh sì vorrei...)

sul sangue della bellezza io canto
d'un presentito chiaro d'armonie

*

Ave Maria

il nuovo giorno si china
sull'azzurro tuo manto

bagnato mi so della tua
grazia - Gospodine *

* in croato è la Madonna

[Pola, agosto 2011 / Torino, febbraio 2013]

*

Il Sé l'enigma

limitato il senso del
chi siamo

"per speculum in aenigmate"

sarà il prismatico Sé
-dentro- a sognarci?

*

Vita a rovescio

sarebbe vita a rovescio questa
perché
gli ultimi saranno i primi?

considerare tutto
vanagloria?

capovolte anche le
apparenze

non abita qui la trasparenza

*

L'immagine specchiata

l'uomo "affamato" grida
la propria fame di senso

... finché nella luce
inaccessibile
-che smemora il finito-
non combacerà col Sé
l'immagine specchiata

*


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ALTRI VERSI


Per lunga aridità

(drastica soluzione
disincagliarsi dalla vita prenderla "per il collo")

per lunga aridità
creativa c'è chi
si autoelimina

*

L'escogitare

(leggendo Montale)

l'escogitare non è sapere

nulla sappiamo
altrimenti sarebbe dissoluzione


(si sta come in sogno
in una sala d'attesa)




Poesia di Pierre Reverdy


Una poesia di Pierre Reverdy


Tardi nella vita
Sono duro.
Sono tenero.
E ho perduto il mio tempo
a sognare senza dormire,
a dormire durante il cammino.
Dovunque sia passato
ho trovato la mia assenza.
Non sono da nessuna parte,
abito il nulla.
Ma porto nascosto nella profondità delle viscere
nel luogo dove il fulmine troppo spesso ha colpito
un cuore dentro cui ogni parola ha inciso il suo taglio
: e alla minima scossa la mia vita ne sgocciola via.

Ad Ungaretti

Ad Ungarettihttp://www.rossovenexiano.com/blog/flymoon/ad-ungaretti

Dedica | Poesie in Versi | il piacere di Scrivere e Pubblicare Online

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sabato 13 aprile 2013

Sprazzi di pace - Poesia di Felice Serino (Introspezione)

Sprazzi di pace - Poesia di Felice Serino (Introspezione)http://feliceserino.scrivere.info/index.php?poesia=308156&t=Sprazzi+di+pace

Vittorio Gassman in : Il canto della tenebra ( Dino Campana )

http://www.youtube.com/watch?v=PFYX2-3fGYg

Todesfuge di Paul Celan


Paul Celan

Todesfuge

Nero latte dell’alba lo beviamo la sera
lo beviamo al meriggio, al mattino, lo beviamo la notte
beviamo e beviamo
scaviamo una tomba nell’aria lì non si sta stretti

Nella casa c’è un uomo che gioca coi serpenti che scrive
che scrive in Germania la sera i tuoi capelli d’oro Margarete
lo scrive e va sulla soglia e brillano stelle e richiama i suoi mastini
e richiama i suoi ebrei uscite scavate una tomba nella terra
e comanda i suoi ebrei suonate che ora si balla

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo al mattino, al meriggio ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
Nella casa c’è un uomo che gioca coi serpenti che scrive
che scrive in Germania la sera i tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith scaviamo una tomba nell’aria lì non si sta stretti

Egli urla forza voialtri dateci dentro scavate e voialtri cantate e suonate
egli estrae il ferro dalla cinghia lo agita i suoi occhi sono azzurri
vangate più a fondo voialtri e voialtri suonate che ancora si balli

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo al meriggio e al mattino ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
nella casa c’è un uomo i tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith egli gioca coi serpenti
egli urla suonate la morte suonate più dolce la morte è un maestro tedesco
egli urla violini suonate più tetri e poi salirete come fumo nell’aria
e poi avrete una tomba nelle nubi lì non si sta stretti

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo al meriggio la morte è un maestro tedesco
ti beviamo la sera e al mattino beviamo e beviamo
la morte è un maestro tedesco il suo occhio è azzurro
egli ti centra col piombo ti centra con mira perfetta
nella casa c’è un uomo i tuoi capelli d’oro Margarete
egli aizza i suoi mastini su di noi ci dona una tomba nell’aria
egli gioca coi serpenti e sogna la morte è un maestro tedesco

i tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith

da “Papavero e memoria”





Poesia di Marina Cvetaeva



Io sono una pagina per la tua penna.

Tutto ricevo. Sono una pagina bianca.

Io sono la custode del tuo bene:

lo crescerò e lo ridarò centuplicato.


Io sono la campagna, la terra nera.

Tu per me sei il raggio e l’umida spiaggia.

Tu sei il mio Dio e Signore, e io

Sono terra nera e carta bianca.


Marina Cvetaeva

Nel giorno acceso

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