sabato 22 giugno 2013

Ancora introvabile il padrone del silenzio, di Gianfranco Vacca :: LaRecherche.it e Poesia 2.0 [ eBook da Poesia Condivisa n. 6 ]

Ancora introvabile il padrone del silenzio, di Gianfranco Vacca :: LaRecherche.it e Poesia 2.0 [ eBook da Poesia Condivisa n. 6 ]http://www.larecherche.it/poesia2punto0_ebook.asp?Id=6

Nadezhda Slavova Gli addii

http://www.youtube.com/watch?v=joBuKUpTIPo

Pablo Neruda


Pablo Neruda


Io tornerò

Un giorno, uomo o donna, viandante,
dopo, quando non vivrò,
cercate qui, cercatemi
tra pietra e oceano,
alla luce burrascosa
della schiuma.
Qui cercate, cercatemi,
perché qui tornerò senza dire nulla,
senza voce, senza bocca, puro,
qui tornerò a essere il movimento
dell'acqua, del
suo cuore selvaggio,
starò qui, perso e ritrovato:
qui sarò forse pietra e silenzio....


*


Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, nè quando nè da dove,
t'amo direttamente senza problemi nè orgoglio:
così ti amo perchè non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.


*

E' oggi

E' oggi: tutto l'ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell'aurora.
Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,
sei tremito del tempo che trascorre
tra luce verticale e sole cupo,
e il cielo chiude su te le sue ali
portandoti, traendoti alle mie braccia
con puntuale, misteriosa cortesia.
Per questo canto il giorno e la luna,
il mare, il tempo, tutti i pianeti,
la tua voce diurna e la tua pelle notturna.





Recensione di Marco Nuzzo


RECENSIONE ALLA SILLOGE DI FELICE SERINO “IN SOSPESO DIVENIRE”, 2013 *


al di fuori di me -

io stesso luogo-non-luogo –

mi espando


Così, Felice Serino, dà alla luce l’ultima breve ma intensa silloge, “In sospeso divenire – Poesie dell’impermanenza”, titolo alquanto suggestivo e che, in pochi tratti descrive il ruolo stesso del poeta-uomo, dello scrittore, considerato per antonomasia il saggio, il pensatore, conscio d’una realtà fuggevole e capace, pertanto, di ravvisarne gli atomi in una sincrasi eclettica, unendo particelle e parole con una palpabilità maniacale. Ho parlato di “saggio” per un motivo ben preciso. Leggendo il Serino, m’è parso di risentire la lontana eco del Dao Dezi di Lao Tsu, saggio cinese che – nella succitata opera - scrisse una ben precisa frase: “Per questo il santo permane nel mestiere del non agire e attua l'insegnamento non detto. […]. Compiuta l'opera egli non rimane e proprio perché non rimane non gli vien tolto”. Si noti che la parola “Saggio” e “Santo” hanno, nel Tao Te Ching, la stessa funzione di soggetto. Come per queste “poesie dell’impermanenza”, il Serino ha la funzione di lasciare un’impronta, un segno lieve “in sospeso divenire”, per l’appunto, per poi partirsi, allontanandosi dopo aver detto. Il suo è un divenire lasciato ad altri, un qualcosa di incompiuto ma capace di tessere trama e ordito con una originalità impertinente, tra figure retoriche e costrutti semantici ridotti all’essenziale, eppure talmente precisi da centrare il cuore del bersaglio:
in trasognato sfarti figura

-quasi rito-

t’invetri

incielata diafana

qui troviamo qualcosa di molto raro, quasi una sorta di gioco di parole e reinventati neologismi privi di peccato ma che trascendono all’interno di un Locus amoenus racchiuso nell’utopia e nella stagione di una vetrina al di fuori del tempo.

Il Serino però è un treno in corsa lungo diverse stazioni, sfiora emozioni di ogni sorta e non placa sicuramente la propria sete nella forra dei giochi della parola propriamente detta. Egli si fa anche semplicità negli occhi e nei sogni di una bambina, diventa foriero dei cambiamenti dell’animo… si fa madre e poi muore alla vita.

Senza voler troppo aggiungere, per non guastare del lettore la sorpresa, il poeta Serino disvela e tributa la seconda parte dell’opera ai suoi amori, quelli familiari come quelli letterari, finanche alle letture di Ungaretti, Merini e Ginsberg. È una nota che suona differente in ogni tasto, il Serino e in questa breve silloge dà prova di quanta musica possa vantarsi l’animo umano, un Pathos capace di elevare o, talvolta, di colpire, lasciando senza parole attraverso la bellezza e l’irripetibilità delle sue dinamiche.

Di Marco Nuzzo
* e-book realizzato da www.poesieinversi.it

Vertigine del cerchio

Vertigine del cerchiohttp://www.rossovenexiano.com/blog/flymoon/vertigine-del-cerchio

sabato 8 giugno 2013

la voce della lacrima Nadezhda Slavova

Due commenti di Luca Rossi


Felice Serino

SENZA TITOLO

nel carnato della terra
d'Alessandria - zolla
palpitante nel sole

nascita di un dio minore
a battesimo d'inchiostro

(ad Ungaretti)


-su scrivere.info

*

In terre straniere Serino cerca di riscoprire la genesi culturale di un passato lontano e distrutto. Poesia quasi carnale, ma che oltrepassa anche il limite imposto dalla storia. Gli dei non moriranno finchè vi saranno poeti gentili.

[commento di Luca Rossi nella bacheca]


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SPRAZZI DI PACE

spiove dal cielo una luce
di stelle gonfie di vento – quasi
provenisse dall’oltre

nel cuore un aprirsi
di sprazzi di pace: vedermi
in tutto con il mio sognare –

il vissuto la vita
sognata


-su scrivere.info

*

Il sogno e il reale, in fondo Pascoli diceva nei poemi conviviali in "Alexandròs": ...Il sogno è l''infinita ombra del vero!. Serino ne conferma testimonianza tangibile: "Il vissuto la vita/sognata". E' luce, è pace...

[commento di Luca Rossi nella bacheca]




Poesie di Luigi Giordano


LUIGI GIORDANO


La farfalla

Vola attorno i petali d’un fiore
quando il sole è alto
poi con un ultimo stacco
al calar del sole
torna nella crisalide lasciata vuota
come l’anima dal corpo.
A sera la ritrovi svolazzare su una vecchia
fotografia, adagiandosi
per qualche attimo,
e priva di forma come un’anima
e senza nome
scompare

*

TRATTO DA UN SOGNO

Mai un punto fu così lodevole
Assoluto, avvolgente
Come dentro un deserto nel cielo
Fumi gialli eterni
Ho scoperto
La tua sorte
Serena, implacabile, per sempre
In una sfera immutabile.

*

Scaverò il mare,
scaverò le onde,
cercherò i ricordi più profondi
nel ventre del tuo profumo,
nelle tue orme,
nei tuoi baffi come antenne
a percepir l’immense stelle
da orione alle pleiadi,
ai mandorli nella notte a far strada
alle lucciole,
e cigolar di onde piegate a schiuma,
tanta schiuma, come argento sotto la luce bianca
della lampara.
La storia non si ferma continua la sua strada
Anche su una lapide, senza aspettare
Il gelo dell’inverno,
e anche allora non ci sarà il vuoto
ma fuoco delle stelle inconsumabile,
perche conosciamo il sangue del mare
che esce dalle tue ferite per incoronare
il peso del tempo e il cielo, quando
s’inchinava sul mare.
Porterò croci sul mare,
la croce di un’amara solitudine.
Ma anche allora ti scriverò…e saprà di sale

*

Colava il sole
Dagli occhi dei monti
Come lava sulla faccia della terra
Piegando le braccia degli alberi
in preghiera.

*

Taci, nasconditi dietro il vento,
nasconditi, oggi è freddo.
Si alza dal profondo dell’anima
il gelo di questo giorno;
nasce e poi nel silenzio muore come le ombre
orfane d’un calore mai dato

Tuoi sono i pensieri, tue le emozioni.
Ogni secondo d’un secolo
vibra in te sigillato
ora tira su le coperte al vento
prima che la neve silenziosa e cieca divenga bufera.

*

Chiunque può entrare
In un quadro privo di cornice
un po’ come nei sogni
dove i luoghi non sono
mai perfettamente delineati
perché non hanno margini.


*

FEBBRAIO

Muovono al vento
come giunchi di Crimea
verdeggianti.
Fili e fili ronzano.
Con tanti nodi gli uccelli
scompongono il cielo
spargendo il buio
su pali grezzi
in un giorno di febbraio.

*


Verticalità

Verticalitàhttp://www.rossovenexiano.com/blog/flymoon/verticalit%C3%A0