sabato 20 luglio 2013

La stanza sul molo

Antonia Pozzi - Poesie


Poesie di Antonia Pozzi


La voce

Aveva voce in te
l'universo
delle cose mute,
la speranza
che sta senz'ali nei nidi,
che sta sotterra
non fiorita.

Aveva voce in te
il mistero
di tutto che presso una morte
vuol diventare vita,
il filo d'erba
sotto le putride foglie,
il primo riso del bimbo salvato
a fianco di un'agonia
in una corsia
d'ospedale.

Or quando cade dagli alti
rami notturni
dei campanili – un rintocco –
e in cuore affonda come
il frutto dentro il campo arato –

allora hai voce
tu in me –
con quella nota
ampia e sola
che dice i sogni sepolti
del mondo, l'oppressa
nostalgia della luce.


*


Il cielo in me


Io non devo scordare

che il cielo

fu in me.



Tu

eri il cielo in me,

che non parlavi

mai del mio volto, ma solo

quand'io parlavo di Dio

mi toccavi la fronte

con lievi dita e dicevi:

– Sei più bella così, quando pensi

le cose buone –



Tu

eri il cielo in me,

che non mi amavi per la mia persona

ma per quel seme

di bene

che dormiva in me.



E se l'angoscia delle cose a un lungo

pianto mi costringeva,

tu con forti dita

mi asciugavi le lacrime e dicevi:

– Come potrai domani esser la mamma

del nostro bimbo, se ora piangi così? –



Tu

eri il cielo in me,

che non mi amavi

per la mia vita

ma per l'altra vita

che poteva destarsi

in me.

Tu

eri il cielo in me

il gran sole che muta

in foglie trasparenti le zolle



e chi volle colpirti

vide uscirsi di mano

uccelli

anzi che pietre

– uccelli –

e le lor piume scrivevano nel cielo

vivo il tuo nome

come nei miracoli

antichi.



Io non devo scordare

che il cielo

fu in me.



E quando per le strade – avanti

che sia sera – m'aggiro

ancora voglio

essere una finestra che cammina,

aperta, col suo lembo

di azzurro che la colma.

Ancora voglio

che s'oda a stormo battere il mio cuore

in alto

come un nido di campane.

E che le cose oscure della terra

non abbiano potere

altro – su me,

che quello di martelli lievi

a scandere

sulla nudità cerula dell'anima

solo

il tuo nome.



11 novembre 1933


*

VENEZIA

Venezia. Silenzio. Il passo
di un bimbo scalzo
sulle fondamenta
empie d’echi
il canale.

Venezia. Lentezza. Agli angoli
dei muri sbocciano
alberi e fiori:
come se durasse
un’intera stagione il viaggio,
come se maggio
ora
li sdipanasse
per me
.
Al pozzo di un campiello
il tempo
trova un filo d’erba tra i sassi:
lega con quello
il suo battito all’ala
di un colombo, al tonfo
dei remi.


1933. In “Parole”.




Comunicato stampa

IAN McEWAN: SESSO E PERVERSIONE
DI Lorenzo Spurio
COMUNICATO STAMPA

Lorenzo Spurio, scrittore e critico letterario marchigiano, ha ampliato la sua tesi di laurea magistrale conseguita all’università degli studi di Perugia nel 2011 sul tema della “devianza sessuale” nella narrativa dello scrittore britannico Ian McEwan e questo ne è il prodotto finale.
In questo ampio saggio, che si apre con una prefazione dello scrittore Antonio Melillo sul ruolo dell’amore nella letteratura, Spurio sviscera alcune delle problematiche sociali proposte dall’autore inglese tra le quali la follia, le aberrazioni, il perturbante, il deviato e la degenerazione di alcuni atteggiamenti frutto di una psiche malata. Il percorso che il lettore è chiamato ad intraprendere è agevolato da un ricco apparato di critica e di note esplicative o di riferimento che rimandano ad altrettanti testi ai quali Spurio si rifà.
Il saggio affronta il tema della sessualità vista dagli occhi allucinati di giovani senza regole (come avviene nel romanzo The Cement Garden) o nei suoi aspetti deleteri di una bieca perversione (come avviene in The Comfort of Strangers) e in varie altri narrazioni l’autore lo impiega, invece, per chiarire l’austerità dei tempi in cui ambienta le sue storie, la contrapposizione tra visione patriarcale e il nascente femminismo.
Questo saggio è una ricca e propedeutica analisi critica allo studio della narrativa di Ian McEwan.




Scheda del libro


Titolo: Ian McEwan: sesso e perversione
Autore: Lorenzo Spurio
Prefazione: Antonio Melillo
Genere: Critica letteraria
Casa Editrice: Photocity, Pozzuoli (Na), 2013
ISBN: 978-88-6682-463-3
Costo: 10 €
Link diretto alla vendita



Info: lorenzo.spurio@alice.it

Divagazione sulla morte

Divagazione sulla mortehttp://www.rossovenexiano.com/blog/flymoon/divagazione-sulla-morte

Libro di Felice Serino (Riflessioni)

Libro di Felice Serino (Riflessioni)http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=319566

mercoledì 10 luglio 2013

sabato 6 luglio 2013

ASFALTI

Il brano della settimana


Il brano degli Autori - Divagazione sulla morte di Felice Serino
Mercoledì 03 Luglio 2013

Scritto da Redazione


Divagazione sulla morte

è il morire ciò
che affratella -
ma davanti al mistero chi non resta
confuso: nessuno a farci
un fischio dall'aldilà e
il dubbio è che sia come
un impalpabile sogno o risibile
sorte

esoterismo karma re-
incarnazione: per nessuno
c'è il nulla e la morte
definitiva


Felice Serino




La motivazione di mettere in evidenza il brano selezionato:


Tutti conosciamo il ciclo della vita con le sue varie fasi dall’infanzia alla senilità fino all’epilogo.
Nonostante questa consapevolezza non è facile, per molti, parlare della morte, argomento da evitare, forse per la mera illusione di allontanare non solo il pensiero della stessa ma ritardarne l’ora.
Pensare alla morte, come fine della nostra esistenza provoca dolore, timore, dubbio, eppure essa è parte della vita, poiché ogni inizio ha una fine e se non esistesse la morte nemmeno la vita avrebbe ragione di essere.

Necessita, quindi, coraggio pronunciare il nome e il senso, e chi se non il poeta osa divagare sul significato della morte, della sorte, dei legittimi quesiti che l’animo pone dinanzi ad essa?

Felice Serino, nostro stimato autore, esprime con profonda umiltà e Amore universale una stupenda considerazione nell’opera premiata Divagazione sulla morte

è il morire ciò
che affratella –

il verbo essere indica nel tempo presente una certezza e un monito, rafforza il credo di Felice, contrariamente a un condizionale, che per il modus vivendi dell’attuale società, pregna di egoismo e indifferenza, risulterebbe più appropriato.
La morte, infatti, dovrebbe unirci tutti in una fratellanza umana e solidale, oltrepassando i confini che limitano le diverse religioni, il colore della pelle e ogni altra differenza sociale o etnica.

Siamo fratelli, non solo perché apparteniamo allo stesso cielo, nati allo stesso modo, ma soprattutto perché le nostre esistenze, pur se differenti per ceto, cultura o destini, terminano il maestoso e prezioso ciclo vitale in egual maniera.

Leggendo la stupenda lirica di Felice ho ricordato i versi di un altro poeta e uomo d’Amore, Sant’Agostino
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza
( da La morte non è niente )

Versi che sembrano fiancheggiare quelli del nostro autore

ma davanti al mistero chi non resta
confuso: nessuno a farci
un fischio dall'aldilà e
il dubbio è che sia come un impalpabile sogno o risibile
sorte

La presenza del mistero, la confusione che ne deriva suggella la nostra realtà fra quesiti e dubbi irrisolti. Cosa ci sarà dopo? Esiste un oltre? Una nuova dimensione, un sogno, una forza imprevedibile e buffa?
esoterismo karma re-
incarnazione: per nessuno
c'è il nulla e la morte
definitiva


E’ superfluo cercare una risposta che convalidi la ragione o il futuro dopo la morte, non giova soffermarsi sull’oltre, piuttosto sulla vita, goderla pienamente con rispetto, apprezzando i suoi doni e i pregiati valori.
La morte rappresenta il segno incisivo di chi realmente siamo e quale solco lascia impresso la nostra orma sull’amata Terra, nei cuori di chi resta e dei posteri.
Unica certezza incontrastata rimane la vita, come l’abbiamo vissuta, cosa abbiamo dato e tramandato.
Unione e non divisione, amore e non odio, solidarietà e non ostilità, questa è la vita e la morte, indivisibili ed eterne sorelle di arcane, umane, indefinite e infinite temporaneità.

Ringrazio Felice Serino per aver donato a tutti noi e ai lettori questa pagina di saggezza e d’intensa riflessione, di monito e preghiera.
La custodiremo nel cuore perché ognuno possa sentirsi fratello e non più solo nella giungla che lentamente ci divora.



La vita o si vive o si scrive, io non l’ho mai vissuta, se non scrivendola.
L.Pirandello, Il fu Mattia Pascal


A te, Felice, con stima e ammirazione

Gelsomina Shayra Smaldone


* * *

Commenti



E' vero, nessuno mai è venuto a farci un fischio dall'aldilà, ma il solo pensiero della loro esistenza d'una volta, andare sulla tomba di una persona cara, ci fa sentire la loro presenza eterna nella nostra mente. Bellissima la poesia di Felice e altrettanto profonda la recensione di Shayra
Lorenzo



le recensioni di Shayra sanno colpire il cuore con quella sensibilità che ben rappresenta il suo modo di essere. Anche in questo caso la bellissima e profonda poesia di Felice diventa riflessione sociale e umana su uno dei misteri più profondi della nostra amata esistenza.
Un testo che anch'io ho apprezzato alla prima lettura per quella profonda saggezza che sa trasmettere oltre le righe del nostro destino.

Bellissima vetrina! Massimo Verrina



Una grande sorpresa, per me, un regalo, amici, con cui avete voluto onorarmi, che non sento di meritare. Un grande senso di riconoscenza va alla bravura della cara amica Shayra, per la sua precisa disamina. Ancora grazie, un abbraccio, Felice



Una lirica intensa, che porta a profonde riflessioni, così come ha fatto Shayra nella sua splendida recensione.
Complimenti a Felice e a Shayra!

Dany
Daniela Giorgini



la nostra Shay delinea ed illumina in modo approfondito e preciso il grande testo soffuso del nostro Felice, complimentoni
Felice Longo



E' stato un grande onore per me recensire questa poesia, non solo per le doti poetiche ben note di Felice ma anche per il contenuto.Mi ha profondamente toccato il cuore, giacché devo la mia forza, il coraggio, l'Amore e il senso della vita al pensiero della morte, che spesso sosta nella mia mente.Pensiero che non mi rattrista, non temo perché, nonostante tutto, mi fa apprezzare la vita, amare i miei fratelli e tutte le creature umane e animali.

Ancora complimenti, caro Felice.
Shayra
Gelsomina Shayra Smaldone



Una poesia questa di Felice Serino che avevo già apprezzato alla prima lettura, carica di una riflessione interiore che lascia una profonda scia di nell'animo.
Suggestiva, attenta e di grande bellezza la recensione di Shayra che l'accompagna e accompagna il lettore, sul filo dei pensieri del nostro autore. Molto apprezzata
Complimenti ad entrambi!

NellAnimaMia


Da: Attimi di Poesia




Da D'UN PRESENTITO CHIARO D'ARMONIE (3)


FELICE SERINO

Da: D'UN PRESENTITO CHIARO D'ARMONIE (3)


Divagazione sulla morte

è il morire ciò
che affratella -
ma davanti al mistero chi non resta
confuso: nessuno a farci
un fischio dall'aldilà e
il dubbio è che sia come
un impalpabile sogno o risibile
sorte

esoterismo karma re-
incarnazione: per nessuno
c'è il nulla e la morte
definitiva

*

Disquisizione sulla Mente

grossolano errore - mi spiegavi
col sorriso di chi sa -
scambiare la mente
col cervello: questi è del corpo-
contenitore mentre
la prima coi suoi azzurri
echi è parte della Mente
Universale che governa
la terra e questo essere
formica che la percorre...

la mente è cielo e l'una
contiene l'altro

*

Dice il Saggio

sei del cielo
... ma avanti
negli anni ancora
non ti conosci

*

Nel giorno acceso

nel giorno acceso -avvolto
nel mantello del vento-
sporgersi da una rupe di passione
in un amen
il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza
del tempo
sognare d’essere quasi
una finzione
- la morte un paradosso

*

Un déjà vu

del luogo sente quasi il profumo
salire dalla terra
lo spirito che si piega
a contemplare

... gli sembra di esserci già stato
o forse l'ha sognato
... e quell'albero vetusto
sopravvissuto
a suo padre a fargli ombra
a occultargli
in parte l'ampia veduta
del mare quello stesso mare
che vide i suoi verdi anni

e il vissuto
(come in sogno) divenuto
lontana memoria...

*

Step

pensieri distesi nell'ora
canicolare
... una lama di luce
obliqua sul letto e
nella mente in sopore -in simbiosi
con lo sciabordio del mare-
il perdurare
il dondolio del corpo
fatto d'aria


*

Turbine vortica

turbine vortica intorno al chi sono

non altro sapere che la tua
inconsistenza

-ma a un tempo
di contenere un mondo



© Felice Serino


Colui che intinge con me...

Colui che intinge con me...http://www.rossovenexiano.com/blog/flymoon/colui-che-intinge-con-me