sabato 28 settembre 2013

Una dedica


Del mio tempo il senso
A Felice Serino

Ascoltami, Felice, esiste
una forma che sgretola
le cose, entra ossigeno
nel sangue ed è la poesia.
Dove tu sei ancorato
ad un computer per emergere
dalla chiave della
nebbia, immagino la città
di te da me visitata nel 1984.
Dove accade la vita ed è la
Vergine a prendermi per mano
sotto il Manto, gioisco e
trasalgo per mio figlio
amato e non voluto diciottenne.
Calma estiva nelle mattine
di pace occidentale nella sua
per economia differenziandosi
essenza,
da quella dell’Africa Centrale,
la morte dei bambini neri.
Presagi di gioia, Felice, dopo
le visite rarefatte alle librerie
e alle farmacie e i libri letti,
lo squillo del telefono,
la voce degli amici e
bere il vino rosso per redenzioni.
Parlano i pini del Parco Virgiliano
e un messaggio giuntomi per e-mail
da sorgiva ragazza, dice che
le sono piaciute molto le mie poesie
sul sito di Felice Serino.
Pasolini e Dario Bellezza
vegliano, maledetti angeli.
Mio figlio guida l’auto con
sicurezza, padre gioioso, ho spiato
il suo diario dove ha scritto
sei una ragazza affascinante
verresti a cena con me?
Ieri succhiava dalla tetta.

Alessia, perdonami una vita!!!

Raffaele Piazza


* * *


Trasalisco nel leggere: una dedica a me, e sento di non meritarla!… Un onore ospitare le tue poesie sul mio sito, Raffaele, e Pasolini e Bellezza che sento aleggiare, vegliando, anime senza dolore. Un grande grazie, carissimo amico!

http://feliceserino.webnode.it
[sottopagina di Autori: Un occhio di riguardo]



Da UN LEMBO DI CIELO


Felice Serino

Da: UN LEMBO DI CIELO


.
Forme del mondo
che vanno a morire,
dolore che non so dire.
Paolo Bertolani



epifanie di lumi
rovesciati in ombre
quando già credi
di stringere il mistero
Francesco Marotta


.
D'azzurro

delirio di luce
d'azzurro

dell'anima
cerchiata di spine

*

Il quadro

lo vedi meglio a freddo da fuori
se non preso nel vortice della
sindrome di stendhal
meglio
che non lo stesso
autore immerso e perso
nella sua creazione
il sangue sparpagliato nei colori

*

Momento di estasi

la felicità
è in braccio al vento

brucia questo tramonto in un volo...

*

L'angelo porge una gomena

l'angelo porge una gomena
di avemarie
all'anima che approda
-vela stracciata-
sulla riva del cielo
-dove ogni linea s'annulla

*

Un appiglio

[Studiando una poesia (in questo caso propria) può venirne un'altra e forse un'altra...]

giorni sui precipizi
vivendo
in braccio a capricci del vento

... un appiglio sarebbe il cielo
a rinascere
in echi d'inchiostro?

*

Marina

sull'onda bianca della pagina
inavvertita la musa
come un' ala si posa e
si china discreta
a ricreare di palpiti un vago
sentire di mare

*

Possibilità

sospeso in un limbo
gelatinoso o
risucchiato nel vortice
di porte girevoli...

affidarti a una
mano di luce per
uscirne...

*

Nell'ultimo

a Madre Teresa

di Cristo mi graffia
la bellezza

tocco
nell'ultimo la sua
dolorante carne

*

Il versante celeste

una luce pensante
di sorpresa
visita il cuore
sul suo versante celeste
da sempre in attesa
-in traslucere
d’anima arresa

*

Mistero in me

mistero in me
io nel mistero
la vita come un'ostia
di luce
levata ad affermare
il suo ri-crearsi
la forza segreta
di stupire
il suo amare lasciarsi
scoprire

L'angelo porge una gomena

L'angelo porge una gomenahttp://www.rossovenexiano.com/blog/flymoon/langelo-porge-una-gomena

martedì 17 settembre 2013

sabato 14 settembre 2013

Io- un altro di Felice Serino (Brevi)

Io- un altro di Felice Serino (Brevi)http://www.scrivere.info/poesia.php?poesia=325541

G. Genghini - Nuovi ritorni e altre

GIORDANO GENGHINI

NUOVI RITORNI
[Settembre 2012]

1

Forse ricordi. Tracce delle forme,
rintocchi neri di cose svanite
tra cieli e orme: e rivedo rincorse
e forse abbracci giovani fra voci
e luci e volti oltre i neri confini
del tempo, e bianchi tramonti fra nevi
dissolte, e tocchi lievi e volti e gente.
Oppure, tutto è solo umano niente.

*

2

Ricordo sguardi e mani e ancora appare
il paese - e la tua voce di mare
e il sorriso e le onde e il sole e il viso
da amare - e le tue dita mi attraversano
e il soffio folto dei respiri ascolto
e pelle d’aria e sussurri, e si perde
la parvenza dei palpiti - e ogni muro
scompare, ed il tuo corpo è un fiore puro
dissolto, e rispecchiato in acqua il volto
sento accanto, nel cielo capovolto.

*

UN MIO SONETTO ISPIRATO DA UN SONETTO D’AUTORE
(“LOS ENIGMAS” DI JORGE LUIS BORGES)

GLI ENIGMI

Sono colui che ora sta cantando:
sarò domani il misterioso e il morto
l’abitante di un mondo oltre il cui porto
non ci saranno il prima, il dopo o il quando.
Così la mistica ha affermato. Indegno
mi credo dell’ Inferno e della Gloria.
Io so soltanto che sempre la storia
cambia le forme e le cifre e il suo segno.
Che labirinto e che splendore infine
cieco e abbagliante sarà la mia sorte
quando la mia avventura avrà la fine
nella strana vicenda della morte?
Desidero il suo oblio immacolato:
essere sempre, ma non essere stato.

*

“LA PORTE” (GUILLAUME APOLLINAIRE)
[Le poème en Français - La mia libera
traduzione in Italiano]

La porte de l’hôtel sourit terriblement
Qu’est-ce que cela peut me faire ô ma maman
D’être cet employé pour qui seul rien n’existe
Pi-mus couples allant dans la profonde eau triste
Anges frais débarques à Marseille hier matin
J’entends mourir et remourir un chant lointain
Humble comme je suis qui ne suis rien qui vaille

Enfant je t’ai donné ce que j’avais travaille

LA PORTA

La porta dell’albergo sorride orribilmente
O mamma tutto questo che cosa può importare
A me questo impiegato per cui più nulla esiste
Pesci strani che a coppie vanno nell’acqua triste
Freddi angeli sbarcati a Marsiglia dal mare
Sento un canto che muore lento e che muore ancora
Umile come me che non sono più niente

Figlio mio io ti ho dato ciò che avevo lavora.



*

L’INTIMO PAESAGGIO [SONETTO]
(Rielaborazione di un testo poetico della mia raccolta “Ritorni”,
risalente agli anni Ottanta)

Quando urla il vento, lacera la vela
in ventagli di neve, e accende le onde
sull’intimo paesaggio, e al cuore cela
l’ombra fonda del sole. Ma vie bionde
indorano ora i raggi, e si rivela
il giorno, ora sereno - oltre profonde
acque e oceani di sogni - ragnatela
di steli d’oro, e calma pace infonde.
Le valli della mente e le spirali
- fra bianchi nastri e nubi della sera
nell’aria antica, con vòrtici chiari
oltre relitti di tramonti e mari -
la brezza spegne, spirando leggera
tra farfalle di stelle e luci di ali.

*

OMAGGIO ALLA POESIA DI VANNI SPAGNOLI

Appartiene a “Prigioniero dell’alba”, una bellissima e originale raccolta dei versi – che mi piacciono moltissimo – di Vanni Spagnoli, la lirica che qui riproduco (i lettori tengano presente che i caratteri tipografici scelti per il libro non sono questi, e sono a loro volta un’opera d’arte nell’opera d’arte). Vanni Spagnoli, a mio parere, è un poeta non inferiore ai maggiori autori italiani dei nostri giorni.

. Gli uccelli che assumono incerti
L’incontrastato dominio
Dell’aria
Nell’ora in cui gli dèi
Riposano
Nelle loro dimore alte
S’avventurano tra grida improvvise
In un brivido di voli bassi
Il cielo è accorciato
Ogni sera
Dal fremito continuo delle ali

. Ringrazio Vanni Spagnoli per il dono dei suoi versi.

*

VERSES FROM SHARED IMAGES – 00 [ENGLISH – ITALIANO]

.
I traveled toward my old age, maybe.
I traveled between my dreams
and our reality -
this dream outside the dreams.
...
I travel now
between our words
and the world
of the persons I love. They are sweet
and pure as a new snow.
I’m traveling, now.

.
Ho viaggiato verso la vecchiaia, forse.
Ho viaggiato fra i miei sogni
e la nostra realtà –
questo sogno fuori dai sogni.
Io viaggio ora
fra le nostre parole
e il mondo
delle persone che amo e che sono dolci
e pure come la neve
che cade ancora.
Sto viaggiando, ora.

*

UNA BRÚJULA [JORGE LUIS BORGES].
Todas las cosas son palabras del
Idioma en que Alguién o Algo, noche y día,
Escribe esa infinita algarabia
Que es la historia del mundo. En su tropel

Pasan Cartago y Roma, yo, tú, él,
Mi vida que no intiendo, esta agonia
De ser enigma, azar, criptografia
Y toda la discordia de Babel.

Detrás del nombre hay lo que no se nombra;
Hoy he sentido gravitar su sombra
En esta aguja azul, lucida y leve,

Que hacia el confín que un mar tiende su empeño,
Con algo de reloj visto en un sueño
Y algo de ave dormida que se mueve.

.
YO HE ESCRIBIDO ESTE SONETO EN ITALIANO,
INSPIRADO PARA EL SONETO DEL GRANDE BORGES
:
UNA BUSSOLA
Sono parole le ombre di ogni cosa:
le scrive in infinito labirinto
- la storia di chi vince e di chi è vinto -
nella sua lingua, Qualcuno o Qualcosa.

Passa Cartagine, e Roma, e l’ansiosa
vita che non capisco, e io, tu e il finto
mio crittogramma e l’enigma dipinto
e anche Babele discorde e furiosa.

Dietro i nomi sta ciò che non ha nome:
oggi ho intravisto la sua traccia, come
bussola in cui oscilla l’ago lieve

che del confine in mare indica il segno:
simile a un orologio apparso in sogno
o a un uccello che dorme e che si muove.





Bloody Marion



Bloody Marion

Lisa Merletti – Disegnare è la mia vita

www.ebook-larecherche.it




Da D'UN PRESENTITO CHIARO D'ARMONIE (3)


FELICE SERINO

Da: D'UN PRESENTITO CHIARO D'ARMONIE (3)


Divagazione sulla morte

è il morire ciò
che affratella -
ma davanti al mistero chi non resta
confuso: nessuno a farci
un fischio dall'aldilà e
il dubbio è che sia come
un impalpabile sogno o risibile
sorte

esoterismo karma re-
incarnazione: per nessuno
c'è il nulla e la morte
definitiva

*

Disquisizione sulla Mente

grossolano errore - mi spiegavi
col sorriso di chi sa -
scambiare la mente
col cervello: questi è del corpo-
contenitore mentre
la prima coi suoi azzurri
echi è parte della Mente
Universale che governa
la terra e questo essere
formica che la percorre...

la mente è cielo e l'una
contiene l'altro

*

Dice il Saggio

sei del cielo
... ma avanti
negli anni ancora
non ti conosci

*

Nel giorno acceso

nel giorno acceso -avvolto
nel mantello del vento-
sporgersi da una rupe di passione
in un amen
il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza
del tempo
sognare d’essere quasi
una finzione
- la morte un paradosso

*

Un déjà vu

del luogo sente quasi il profumo
salire dalla terra
lo spirito che si piega
a contemplare

... gli sembra di esserci già stato
o forse l'ha sognato
... e quell'albero vetusto
sopravvissuto
a suo padre a fargli ombra
a occultargli
in parte l'ampia veduta
del mare quello stesso mare
che vide i suoi verdi anni

e il vissuto
(come in sogno) divenuto
lontana memoria...

*

Step

pensieri distesi nell'ora
canicolare
... una lama di luce
obliqua sul letto e
nella mente in sopore -in simbiosi
con lo sciabordio del mare-
il perdurare
il dondolio del corpo
fatto d'aria


*

Turbine vortica

turbine vortica intorno al chi sono

non altro sapere che la tua
inconsistenza

-ma a un tempo
di contenere un mondo



© Felice Serino


Nell'azzurro riflesso

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