martedì 30 dicembre 2014

Alessia nell’iridarsi delle cose



Alessia nell’iridarsi delle cose


Sera di esatti passi di ragazza
Alessia nella neve, segue di
Giovanni le impronte nel freddo
a scendere nell’anima di grammi 18.
Nell’iridarsi del paesaggio inazzurrato
viso di Alessia nel gelo levigato
e gli eterni ghiacciai sullo sfondo
da sciogliere con gli occhi.
Luna piena sulle cose trasfigurate
dall’ombra di Alessia, panneggiano
dell’angelo le ali: non ti lascia!!!
Sorride Alessia ed esce dalla nebbia.

Raffaele Piazza   

Fine anno - Poesia di Felice Serino (Sociale)

Fine anno - Poesia di Felice Serino (Sociale)

sabato 27 dicembre 2014

Sandra Tag, "Polistirolo e canditi"

Einstein



Albert Einstein – La sua lettera per la figlia Lieserl… (bellissima, leggetela tutta)




Quando proposi la teoria della relatività, pochissimi mi capirono,
e anche quello che rivelerò a te ora,
perché tu lo trasmetta all’umanità,
si scontrerà con l’incomprensione e i pregiudizi del mondo.
Comunque ti chiedo che tu lo custodisca per
tutto il tempo necessario, anni, decenni,
fino a quando la società sarà progredita abbastanza
per accettare quel che ti spiego qui di seguito.
Vi è una forza estremamente potente per la quale
la Scienza finora non ha trovato una spiegazione formale.
È una forza che comprende e gestisce tutte le altre,
ed è anche dietro qualsiasi fenomeno
che opera nell’universo e che non è stato ancora individuato da noi.
Questa forza universale è l’Amore.
Quando gli scienziati erano alla ricerca di una teoria unificata dell’universo, dimenticarono la più invisibile
e potente delle forze.
L’amore è Luce, visto che illumina chi lo dà e chi lo riceve.
L’amore è Gravità, perché fa in modo
che alcune persone si sentano attratte da altre.
L’amore è Potenza, perché moltiplica
il meglio che è in noi, e permette che l’umanità
non si estingua nel suo cieco egoismo.
L’amore svela e rivela. Per amore si vive e si muore.
Questa forza spiega il tutto e
dà un senso maiuscolo alla vita.
Questa è la variabile che abbiamo ignorato per troppo tempo,
forse perché l’amore ci fa paura,
visto che è l’unica energia dell’universo che l’uomo
non ha imparato a manovrare a suo piacimento.
Per dare visibilità all’amore, ho fatto una semplice
sostituzione nella mia più celebre equazione.
Se invece di E = mc2 accettiamo che l’energia per guarire il mondo
può essere ottenuta attraverso
l’amore moltiplicato per la velocità della luce al quadrato,
giungeremo alla conclusione che l’amore è
la forza più potente che esista, perché non ha limiti.
Dopo il fallimento dell’umanità nell’uso e il controllo
delle altre forze dell’universo,
che si sono rivolte contro di noi, è arrivato il momento
di nutrirci di un altro tipo di energia.
Se vogliamo che la nostra specie sopravviva,
se vogliamo trovare un significato alla vita,
se vogliamo salvare il mondo e ogni essere senziente che lo abita,
l’amore è l’unica e l’ultima risposta.
Forse non siamo ancora pronti per fabbricare una bomba d’amore,
un artefatto abbastanza potente da distruggere tutto l’odio,
l’egoismo e l’avidità che affliggono il pianeta.
Tuttavia, ogni individuo porta in sé un piccolo ma potente generatore d’amore la cui energia aspetta solo di essere rilasciata.
Quando impareremo a dare e ricevere questa energia universale, Lieserl cara,
vedremo come l’amore vince tutto,
trascende tutto e può tutto, perché l’amore è la quintessenza della vita.
Sono profondamente dispiaciuto di non averti potuto esprimere
ciò che contiene il mio cuore,
che per tutta la mia vita ha battuto silenziosamente per te.
Forse è troppo tardi per chiedere scusa, ma siccome il tempo è relativo,
ho bisogno di dirti che ti amo e che grazie a te sono arrivato all’ultima risposta.

Tuo padre Albert Einstein

(web)



Da LA COMPOSIZIONE DELLA LUCE (2)




Felice Serino

LA COMPOSIZIONE DELLA LUCE # 2






Le vene cariche di notti
 
(stato depressivo)

le vene
cariche di notti
a carpire vertigini all'abisso

laddove
è a confondersi col sogno la vita

il tuo imbuto a
risucchiarti

*



Echi d'infanzia

bacia il sole
immense distese a
maggese

così anche il cuore in
fioritura

con l'eco dei gridi
di ragazzini a frotte
tra sciabolate di luce

vedermi uscire
dal ricordo
nell'agitarsi in quella corsa
dei grembiuli come ali
in voli bianchi verso
casa

*



Nell'inquieto mio cielo

[ispirandomi alla figura di Giobbe]

nell'inquieto mio cielo
ferite gridano
il Tuo nome

disseminato altrove
fiorirà
il mio spirito

sì fiorirà

come nel cuore della pietra
la Bellezza
di angelica veste

*



Al crocevia dei venti

(la fatica dello scrivere)

magari ti soccorra
una voce fatta carne
scavata nel sogno
complice la luna

una quasi presenza
al crocevia dei venti

*



Gocce di sogno


navigare di nuvole pigre
nel cielo della mente
da queste aspettarti quasi
sprizzino gocce di sogno
come da mammelle

come nasce una poesia ti chiedi
e inatteso ti si offre
un appiglio in quel
dondolarsi del bambino al parco

ti lasci condurre come
un cieco e non sai mai
dove ti porta poesia

*



L'altalena


è poesia
quel dondolarsi del corpicino quasi
fatto d'aria e
avvertire l'alone di mistero
nella figura del nonno dietro
il giornale
-il confondersi
delle lettere all'occhio attento

nel suo sangue un tripudio d'azzurro
nell'affacciarsi l'emozione
di giovani voli

*



Da mondi di vetro

(visione)

da mondi di vetro
mi giungeva il respiro
di cieli anteriori
dov'ero sollevato
su ali d'aquila
dimora del mio centro
luce del sangue
lì custodita
in comunione col palpito
degli astri

*



La casa delle nuvole

cieli d'acqua e cavalli
d'aria

lì custodisco ore
sfilacciate e segrete pene
-oh giovinezza di deliri e
notti illuni

lì dove il turbinio
degli anni
è rappreso in un palpito
che nell'aria trema

*



La penna nella luce


(ad un agnostico)

e tu a ripetere
non credo nei miracoli
tutte balle
ma se sei in vita è già un miracolo
sai
che si perpetua nell'oltre

glissando sul tuo intercalare io
t'intingo la penna nella luce
scrivo per Dio e la sua gloria

tu segui pure le tue ombre
fantasmi che ti succhiano la vita

*



Luna park

ride la piccola Margot
alle smorfie del papà che si rade
"suvvia ti porto alle giostre" e
lei s'illumina di gioia e
poi a cavalcioni sulle larghe spalle
nella fantasmagoria delle luci

un po' ci si attarda
nell'aria ancora calda di fine settembre 
riverbera una miriade di
stelle negli occhi innocenti
mentre le nasconde
il resto del viso una montagna
di zucchero filato

*



L'ora che dall'alto

l'ora che dall'alto
giungerà come un ladro
ti troverà a mani vuote e
cosa dunque Gli offrirai
se non lune lacerate
dai cani della notte
e capestri
di nebbie
nel delirio dei giorni
e vomiti
esiziali
di una vita in perdita



© Felice Serino

Il quadro | Poesia | flymoon | Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

Il quadro | Poesia | flymoon | Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

venerdì 26 dicembre 2014

Alessia e vera gioia




Alessia e vera gioia


Stellante ansia per ragazza Alessia
nell’accedere a del giardino la grazia
a sgrondare dai sempreverdi,
in gocce di pioggia a bagnare
Alessia, verde vestita pari ad erba,
nell’inverno nell’accadere bianco
del nevaio. Corroborata Alessia
nel cogliere le foglie per l’erbario
(nel pensiero le fragole).
A dissetarsi all’acqua fredda
di sorgente al culmine del
pensiero più bello
(tanto non mi lascia).
Arriva una coppia di amanti
nel baciarsi, Alessia le labbra
tende all’aria fredda che sembra
la bocca di Giovanni.

Raffaele Piazza

Finestre d'aria - Poesia di Felice Serino (Riflessioni)

Finestre d'aria - Poesia di Felice Serino (Riflessioni)

lunedì 22 dicembre 2014

Alessia e il luogo delle fragole




Alessia e il luogo delle fragole


Un prato verde coltivato
con  la forza degli occhi,
lì ragazza Alessia fa crescere
della vita le fragole, attimi
di sorpresa, trasale Alessia
per le nuove piantine, il rosso
emerge, segnale di ceste
di fortuna (tanto non mi lascia).
A poco a poco si delineano
i confini del mondo (Napoli
che sale). E il Mediterraneo
delle barche a vela nel
panneggiare sotto ostia di luna.
Anche nella serra di Alessia
le fragole per la resurrezione
di  ragazza oltre dei cieli
azzurrini il senso primevo.
Fragole e fragole
per la rinascita dopo doccia
amniotica.

Raffaele Piazza  

lunedì 15 dicembre 2014

Di Alessia fisica gioia




Di Alessia fisica gioia


Aria fredda di dicembre
a entrare nella pelle di Alessia
al colmo della grazia,
attimi disadorni nella brezza
marina a scendere alle cose
dell’anima di ragazza, protesa
al ramo della gioia di un
arancio a perdifiato per la
discesa delle idee fino allo
scenario marino del di Napoli
Mediterraneo.
Felice in fisica gioia Alessia
nel trasmigrare dei
pensieri azzurri e freschi.

Raffaele Piazza
 

sabato 13 dicembre 2014

Germano Mandrillo, "Quasi-una-poesia"

Poesie di A. Ciavolino




Antonio Ciavolino


da Scrivere.info





Autobiografica


Ho tramato pezze di speranza
per rammendare l`anima mia
sdrucìta nel cuore del mondo;

ho cantato canzoni liete
al mare silenzioso del mattino
mentre calava la luna di marzo.

Con la veste lacerata di scirocco
ho contemplato nubi a perdifiato.
Ho conosciuto le danze nella musica;
la coppa dei vini; i baci dell'amata.

Lascio l`ombra dell'albero,
gli usignoli in giardino, il respiro
tenue del tempo. Roma, New York:

il passato, il futuro, il presente
rivoltato, abbattuto dal nulla;
la mia fantasia insana,
le strade secondarie,

le pozze della marea;
il pianto lontano dei gatti.
Sussurri, l'anima mia,
tutta la notte.

^



Ci salva la pazzia

Ci salva la pazzia,

quest'amore irredento
per le cose astratte
nell'alito del tempo
che ripercorre dentro
come vento maestro
turbina e squassa
la soglia inquieta
e la stupidità che passa.

(Un capolavoro di conseguenze:

la resurrezione chi sa
particolari minimi
assoluti ancillari
se basteranno
divagazioni). Navigo
disagiato a vista
aprendo quell'altro occhio.

^



Con il vento

                       
Colore di mare
digrada via via
nell'azzurro dal blu.


"Sommerso muta il tempo
ed in silenzio vibra
la tela sottovento:
carena d'altre nubi,
prora di cuore a lasco."


Dal viola sovrano nel ciano
d'oceano vario e cielo
più ancora una vela, al largo.

^



Di converso

 
Gelami d'imbarazzo improvviso
nell'ora di sole,

poi di converso

ardimi, di sfacciata consuetudine,
i giorni della luna.

Rendimi
il miele che m'addolcì
le notti del delirio ed il calvario,
crocifisso, con un bacio
della luna intrigante.

Poi, di converso,

negami
il fiele che m'avvelena
le aurore lucide, sul viale
in festa, col morso
semplice del sole,

complice.

^



Dimmi di me


Dimmi di me
al tempo del ritorno:

narra la stella
che dondola la vigna
tra i grappoli dorati
della seconda luna:

cruna questa natura,
passaggio stretto
e greco di falerno:

passa il dolore,
nell'uva che matura,
fertilizza le zolle:

sarà un'annata piena.

Appresta il torchio
che schiaccia sangue e cuore
con gli acini e le streppe:

quella vinaccia dura,
promessa incasta,
ebbra di buon raccolto.

^



Jesus 


Amore, evidente, passione, estenuante
croce d'ombra, nell'ambra della fiamma:
muro bianco d'adempimento. " Spogli
il Signore quest'uomo,
vecchio, delle sue azioni..."

La luce si spezza sul profilo del golgota
e cola in profumo di lino, rara essenza cadmio
o zafferano; ciano, verde rorido o rosso,
nel flusso del continuo.
Nel flusso del continuo.

^



Sara


Ora tessi
la canapa e l'ordisci
come tuo tempo,
telo di sentimento
e trama del suo spazio,

alla bifora dei silenzi,
mentre platina
la luna sui tuoi fili,

comandi al fato
intanto che domandi
notti nuove, quando
nel vezzo dei tuoi aghi,
Sara, mi leghi.

^



Tu ed io
                       
Al riparo dalle chiacchiere stolte,
tu ed io, preludio alla dimora
dell`amore eterno. Tu ed io come una cosa
sola a scorgere noi stessi né fuoco
né di spuma, né polvere o rugiada.

Senso significante, tu ed io,
parola, cenno, gesto. Amanti

d`argilla redenta d`emozione,
quando mai saremo sminuiti,
tu ed io? Tu ed io nei veli
d`ogni giorno scopo del desiderio. Tu
raggiungesti me ed io fui
la tua casa. Prosciugata ogni sorgente
che non discende al cuore, tu ed io

esiliamo ogni valore, ogni volere
è nulla. Non dubitando, mi sarai
spada ed io ti sarò fiore. Dalle profondità
del fango convertito, tu ed io
ci modelliamo e l`anima compare.

Così: io sono te e tu, come sarà,
sei me (inesprimibile a parole e dire
e dire e dire ancora e dire: il mistero
non diverrà più chiaro). Ecco,

solo il silenzio ci sarà
guida e rivelazione. Amore,
l`ineffabile, fin quando durerà,
tu ed io, dimoreremo in Dio.

                       
^






Commenti di R. Piazza




Raffaele Piazza su 5 mie poesie
da www.rossovenexiano.com


I ricordi del cuore
 

quel po’ di stordimento
dopo un bicchiere di troppo
è la vita che scorre al contrario
la brezza marina la mente a vagare
resuscitando fantasmi
ti risalgono dal profondo abbozzando
la smorfia del pianto
il loro grido a confondersi
con quello dei gabbiani
bianche creature danzanti
sulle onde crestate
che a beccate ti sembrano
straziare
i ricordi del cuore

flymoon (felice serino)

*

piazzaraffaele@outlook.it - 13.9.14

Sentita, bella e alta poesia neolirica risolta in un unico respiro in lunga ed ininterrotta sequenza. Belle le immagini. Nell'incipit incontriamo l'io-poetante in preda all'ebbrezza del vino che lo porta a stordirsi e a ricordare fantasmi del passato anche tristi. I fantasmi gridano come i gabbiani e con questi rumori si realizza lo scatto e lo scarto memoriale, anche se il contenuto dei ricordi del cuore resta taciuto, non detto. Magia e sospensione.

Gatto

* * *


Simile alla vita

simile alla vita il morire
mi dici
naturale ma strano se ci pensi
vi si entra con uno schiaffo e
se ne esce con una
manata di terra

con un io ridimensionato
m'immagino di sparire
come chi in sogno segua
una successione di stanze
allora uccelli vedrei uscirmi
dalla testa
nel becco i versi d'una vita

flymoon Felice Serino

*

piazzaraffaele@outlook.it • 27 9 14

Bella ed alta poesia in due strofe risolta con una forma sorvegliata in un unico respiro. Vita e morte espresse con un forte naturalismo. Efficace particolarmente la seconda strofa nella quale l'io-poetante pensa di sparire come chi in sogno segua una successione di stanze. Bellissima l'immagine della chiusa, quella degli uccelli che escono dalla testa del poeta con nel becco i versi di una vita:: alla fine rimane solo la vita in versi.

Gatto

* * *

Il tuo detrattore

come a dire quello
del "tu pensa per te"
l'alterego che
va col lupo seguendo
la pista del sangue
lo stesso che ti seduce e
lo sguardo svia dagli occhi
forti della luce

flymoon Felice Serino

*

piazzaraffaele@outlook.it - 11 10 14

Poesia alta, bella, concentratissima nella sua brevità, quasi epigrammatica, risolta in un unico respiro. Testo visionario e icastico nelle crude ed efficaci immagini del detrattore, in particolare in quella "dell ' alterego che va col lupo seguendo la pista del sangue". Il male s'incarna in questa poesia sul tema dell'invidia e della cattiveria gratuita.

Gatto

* * *

Nell'aria vegetale

si aprì il mattino azzurro
nell'aria vegetale
come un mare nel seno del cielo
e da una costola
per lui Egli la plasmò
dalle sinuose forme
a far tondi gli occhi vogliosi
d'un amore tendente alle
stelle

flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it - 25 10 14

Poesia bella e alta risolta in unico respiro, concentrata e icastica. Splendidi i tre versi iniziali che si susseguono con una forte linearità dell'incanto. Forte senso della creazione e dell'amore di Dio per l'uomo, che creò la donna per farlo felice. Dio non creò la morte che è frutto del peccato originale. Nel testo di Serino è detta una situazione edenica di gioia, quella che precede la caduta nell'' accettare la seduzione del serpente.

Gatto

* * *


La tua stagione

(a Rimbaud)

in echi d'inchiostro
verde virgulto tu
esploderai
vergini pensieri
incolli nel tuo cielo
ispirati a scandire
la tua stagione
età dell'oro e
"maledetta"

flymoon

*

 piazzaraffaele@outlook.it • 15. 11. 14

Poesia alta, bella, visionaria e concentratissima, risolta in unico respiro. Il "tu" e Rimbaud, "amico" poeta che esplode vergini pensieri in versi altissimi. La stagione infinita della poesia.

Gatto




In divenire

In divenire

sabato 29 novembre 2014

Eppure si Disse - Poesia di redent Enzo Lomanno

5 poesie di Raffaele Piazza







            CINQUE POESIE DI RAFFAELE PIAZZA

            da Del sognato
            


            IL MARE CHE CONTINUA


            Le ore passate a guardare
            la perfezione dell’acqua del mare,
            si scivola lungo l’infinità del sentiero
            dei sogni e delle veglia
            per giungere all’azzurro degli scogli
            leggeri a corrodersi al vento animato dalla salsedine,
            osservi le ombre tese degli alberi
            giungere alla dissoluzione
            del tempo serale con un raggio di sole
            aranciato che grida vita vegetale
            da trasformarsi per noi in liquida
            armonia di pensieri che si riproducono
            esatti e stampati da una mente con il materiale
            degli anni attraversati come foreste dense di senso.
            Il presagio di un pomeriggio passato
            con l’acquario di pesci
            corallini nella camera con le loro tinte
            si fa naufragio in questo mistico mattino di lavoro,
            si attendono le onde taglienti delle idee
            nelle pareti della mente,
            una nuova vita oltre la città e la campagna,
            un respiro ad angolo con un frammento di tempo,
            simile ad un residuo di mosaico parietale
            su un rudere vicino
            a questo mare che continua.





            LA ROTTA DEL MARE DOMESTICO

            E poi ti accorgi tra sentieri
            di quando la tua barca vince il mare
            foglio di carta velina verde
            resistentissimo
            dove mai affondare nelle maree dell’anima.
            Vedo te che entri nella stanza di materia
            e ti porti il tuo mare di parole senza male,
            non ci sono più naufraghi (neanche buoni)
            in questa estate di sogno
            velocissimo e presente tra comete afferrabili
            con la dolcezza delle mani.
            Si spiana la distesa acquorea e rimaniamo
            senza altre parole che quelle che solcano la liquidità
            della percorrenza rinata tra le cose di sempre,
            è il buon inizio che combacia con una gioia
            di estive fragole.
            Poi tutto inizia nella mente e si parte
            nella sera che ha un cominciamento
            e non una fine.





            FONDALI


            Sparsa nel sogno di marea attende lei,
            fondali di scrittura, liberazione
            di unità a farsi parole: testi
            di telefonate da brivido di pesca,
            film della vita nell’insieme
            esatto nel senso di una voce che dà oltre
            le liberazioni delle lune dei confini,
            da Occidente alla Patagonia
            al mondo alla fine
            nel mondo: nell’oggetto che ne resta
            di pietra (farsi sillaba).





            VEDERE

            Vedi (e il vedere lacera tutti i fili
            degli sguardi, il mare dopo la tempesta),
            lontano dall’accadimento, vive le nere durate,
            la casa nel visore l’apprende
            vivo. Non credere sia il tempo
            la compassione nella storia
            degli occhi
            a guardare lo sfibrarsi del tavolo dei giorni.
            È luce impura il viatico di platino,
            l’indifferenza in una goccia d’ansia,
            una goccia di sudore o sangue donata,
            invisibilità dei mattini dei volatili.





            1984

            Sera di primavera a sorgere dietro i vari
            strati dell’aria a sorgere ed incielarsi il sogno
            dell’arancia
            a striare il cielo nella camera
            escono i bambini dalle comete della scuola:
            parole esatte tagliano gli attimi:
            segnali, segnali: lì è la vita, la trasgressione minima
            nel numero di telefono,
            tenerezze in erotismo.
            Si chiama Alessia, percorre l’ufficio,
            lui si avvicina alla meta come un biglietto
            per la vita: lei prende la penna rosa e gli scrive sulla pelle.


           

            Fonte:
            Fili d'aquilone - num. 18, Raffaele Piazza, "Del sognato"








Recensione di Lorenzo Spurio




D’un trasognato dove – 100 poesie
di Felice Serino
Ass. Salotto Culturale Rosso Venexiano, 2014
Pagine: 124
Costo: 12€

Recensione di Lorenzo Spurio


Ha memoria il mare
Scatole nere sepolte nel cuore
Dove la storia
Ha sangue e una voce. (37)

D’un trasognato dove – 100 poesie scelte è la nuova densa raccolta poetica di Felice Serino, poeta nato a Pozzuoli nel 1941 che da molti anni vive a Torino.
L’autore mostra di aver compiuto una meticolosa operazione di cernita in questo “canzoniere dell’esistenza”, tante sono le liriche che ne fanno parte e tante le tematiche che Serino trasmette al cauto lettore. Il fatto che esse siano state raggruppate in filoni concettuali intermedi da una parte facilita al lettore la corretta comprensione delle stesse e dall’altra consente all’opera una struttura ulteriormente compatta e costruita organicamente. È così che questi microcosmi-contenitori delle liriche di Serino si concentrano attorno a questioni che hanno a cuore il rapporto con l’aldilà, il tema celeste, il senso dell’esistere, la potenzialità del sogno, l’inesprimibile pregnanza del tessuto semantico, l’impossibilità di dire (l’impermanenza) e si chiude con un nutrito apparato finale di poesie dedicate a personaggi più o meno famosi della nostra scena contemporanea dal quale partirò.
In questo apparato di dediche si concentra il fascino nutrito da Serino verso una serie di immagini-simbolo quali quello della luce e del sogno (nella lirica dedicata Elio Pecora), il tema della Bellezza (nella lirica a Papa Giovanni Paolo II), il risorgere (nella lirica dedicata a David Maria Turoldo) e lo specchio come proiezione e frantumazione dell’io (nella lirica dedicata a J. Luis Borges). Sono queste solo alcune delle liriche che compongono questo apparato finale poiché ve ne sono varie di chiaro interesse civile che affrontano disagi e tragedie dell’oggi quali i disastri per mare dei tanti immigrati che sperano di giungere in Italia, le precarie condizioni degli incarcerati o gravi casi di violenza in cui alcuni giovani hanno riportato la morte come Iqbal Masih, tessitore di tappeti portavoce dei diritti dei bambini lavoratori che venne ucciso nel 1995 all’età di 12 anni e del quale Serino apre la lirica in questo modo: “come un bosco devastato/ intristirono la tua infanzia/ di pochi sogni” (107).
Nell’intera opera di Serino si nota una pedissequa attenzione nei confronti di isotopie, immagini costruite nelle loro archetipiche forme, che ricorrono, si susseguono, si presentano spesso perché necessarie; esse non sono solamente immagini che identificano o denotano qualcosa, ma simboli, metafore, mondi interpretativi altri: il sogno, la luce, il cielo, il Sole, tanto che permettono di considerare la poetica di Serino come celestiale proprio per il suo continuo rovello sull’aldilà, onirica perché fondata sull’elemento del sogno del quale si alimenta tanto da non poter dire spesso con certezza quale sia la linea di demarcazione tra realtà e finzione. Si penserebbe a questo punto che il tema del tempo possa essere altrettanto centrale in questa silloge di poesie dove, pure, si ravvisa un profondo animo cristiano, ma in realtà il concetto di tempo è ristrutturato da Serino in maniera meno pratica, in chiave esistenziale, come costruzione della mente umana che però risulta avere poca rilevanza nelle elucubrazioni di una mente particolarmente attiva.
Il sogno, l’onirismo e il surrealismo (citato anche nel momento in cui viene nominato il pittore catalano Dalì) sono il nerbo fondamentale della silloge dove il trasognare ne identifica l’intero percorso di formazione e conoscenza. Non è un caso che in copertina si stagli un albero frondoso e, dietro di esso, uno scenario meravigliosamente pacificante di un cielo verde-azzurro tipico di una aurora boreale che fa sognare.
Dal punto di vista stilistico Serino predilige un’asciuttezza di fondo per le sue liriche (molte di esse sono molto stringate se teniamo presente il numero dei versi), dove il poeta evita l’adozione delle maiuscole anche quando queste dovrebbero essere impiegate ed ogni forma di punteggiatura, quasi a voler rendere in forma minimale il pensiero della mente proprio come gli è scaturito. Contemporaneamente il lessico impiegato è fortemente pregno di significati, spesso anche molteplice nelle definizioni, ed esso ha la caratteristica di mostrarsi evocativo, più che invocativo (anche se alcune liriche di invocazione sono presenti) o connotativo.
Sprazzi di ricordi salgono a galla (“in sogno sovente ritornano/ amari i momenti del vissuto”, 39) ma questi non hanno mai la forza di demoralizzare l’uomo o di affaticarne la sua esistenza poiché c’è sempre quella “comunione col sole” (47) che dà forza, garanzia e calore all’uomo che sempre ricerca risposte su sé, Dio e il mondo.

Jesi, 28-10-2014







*


Considerazione di Lorenzo Spurio su quali sono le ragioni per cui ritiene la mia poesia "di grado superiore".

.
Come ho avuto più volte modo di osservare nei miei commenti critici ravviso nella sua poesia un animo molto profondo e la liricità che ne scaturisce è particolarmente accentuata nelle liriche che condividono una dimensione più marcatamente trascendentale.
Con oculatezza mostra le minuzie di una realtà comune e abitudinale a molti, ma difficilmente riscontrabile negli altri e le liriche sono fonte di riflessione sul mistero della Vita e delle sue multiformi caratteristiche.

Lorenzo Spurio










Più d'una vita

Più d'una vita

mercoledì 26 novembre 2014

Alessia e la luna cangiante




Alessia e la luna cangiante


Attimi rosapesca per ragazza
Alessia nel contemplare il vivido
sembiante, acqua azzurra
a scendere nel’anima di Alessia
di grammi 18. Il grano dei
capelli bagnato nel novembre
consecutivo prima che si accenda
Venere nel giocare con la luna
ostia sottile per poi virare al rosso
la tinta mistica e sensuale
nell’attendere dell’amore il piacere.

Raffaele Piazza

L'ora che dall'alto - Poesia di Felice Serino (Riflessioni)

L'ora che dall'alto - Poesia di Felice Serino (Riflessioni)

martedì 18 novembre 2014

Incanti di Alessia




Incanti di Alessia


Casa di campagna per Alessia
rosavestita per la vita,
pari a una donna. Il sagrato
della chiesa dei responsi,
ansia a stellarla, via serale
con gli eucalipti in forma
umana. Esce dalla doccia
ragazza Alessia, nuda allo
specchio:: gli occhi feritoie
sul mondo, tolta dalla tenda
della notte o per la gioia
fisica il piumone. Trascrive
il sogno con mani affilate
prima del raccolto
prima della vita nell’amplesso
felicità con la forza di
Giovanni (tanto non mi lascia)..

Raffaele Piazza