lunedì 27 gennaio 2014

sabato 25 gennaio 2014

giovedì 23 gennaio 2014

martedì 21 gennaio 2014

sabato 18 gennaio 2014

Emarginato di Felice Serino (Sociale)

Emarginato di Felice Serino (Sociale)http://scri.re/p339358

Quelle come me - Alda Merini . Voce di Gianna Gesualdo

Commento ad ALI


Ali

riscattare le ali
contro l'ingiuria del tempo
risalire
luce dopo luce
a un'alba rossa di vene esplose

Felice Serino

*

Un testo cammeo, breve, lieve e forte nel finale, con una tematica sofisticata e espressa con maestria: il tempo che travolge, inarrestabile e tarpa ali che è giusto e bene siano riscattate. L'ascesa 'luce dopo luce' riporta a una concezione luminosa e ascensionale che si rifà e tutte le tradizioni del pianeta e allude ad una redenzione dalla condizione umana. Il verso finale, con quest'alba rossa, non di sangue ma di 'vene esplose', colora e chiude il brano definitivamente.

Antonio Ciavolini






Poesie di Orati

POESIE DI LORETO ORATI
da Facebook


Ho rischiato di buttare via tutti i miei giorni
evitando ciò che tu mi hai portato in dono,
e quasi mi spaventa, questo improvviso rivelarmi,
ora non c'è madre, nè padre, nessun fratello o figlio da attendere,
non c'è delusione che possa più schiantarmi,
non c'è più strada che vorrei percorrere accanto alla mia ombra,
ora il sale non mi sembra così amaro, e il dolore riesco a guardarlo negli occhi,
ma non è annullarmi, o dimenticare ciò che sono stato,
non è barricarmi dietro la tua pelle, non è rifugiarmi dentro i tuoi gesti,
è solo amarti come amo me stesso,
con quel gesto egoista che può salvarmi, ed afferrarti,
prima che tutto questo inutile mi travolga,
prima che restino le rovine di un sogno, dove ho immaginato la nostra casa...

*


SOLO CONSEGNATI AI SUOI OCCHI


Non temere l'ombra,

il pugnale dell'addio,

la poesia spezzata di una cicatrice,

solo consegnati ai suoi occhi

con l'incoscienza dei sognatori...

*


POTREI FARTI COSI' TANTE PROMESSE


Potrei farti così tante promesse,

dirti che sarò il lampo all'orizzonte

nelle notti d'estate che ti daranno tormento,

o quel laccio dimenticato nella tasca

per i tuoi capelli straziati dal maestrale,

la freccia conficcata nel petto del silenzio

quando ti servirà anche solo una parola,

potrei farti così tante promesse,

una, una soltanto,

che non sarò l'uomo che vorrai, la terracotta del tuo capriccio,

sarò l'uomo che sono, in un tempo migliore,

l'ombra che ti ama perchè ha sognato la luce...

*


...tu mi ricordi il mare,
sei scoglio su cui m'infrango,
inevitabile amarezza di sale,
salto di delfino, improvviso,
che mi toglie il respiro...

*


...lo strappo sul vestito è corsa fra le rose
o mano aggrappata a trattenere un addio,
nessuna cucitura, né salvezza del sarto,
resta il taglio di un istante, l'inciso di un sorriso, o di un pianto...

*

...ma forse è tutto un navigare controvento, l'amore che consola,
alzare le vele quando il mare è già sceso a terra,
tentare un altro volo, con ali spezzate e mai guarite,
forse è tutto un andare incauto, sognando subito il ritorno,
a quel giardino da far rifiorire, all'ennesimo dolore,
al sacro rifugio delle sue mani...

*

...un dio perduto appare tra le ombre,
il buio si erge a muraglia, tra noi e le preghiere spezzate,
non resta che la terra tra le mani, l'incenso di un bacio sulle labbra...

*

...l'incendio lascia terra riarsa,
il temporale la disseta, quasi annegandola,
si rivelano così i giorni del cambiamento, l'alternanza del sorriso,
cadono i muri e le stanze chiuse si perdono nel Sole,
si riprende la trama dei mattoni confusi alla malta,
le mani sanguinano, mentre una nuova casa si erge a rinnovare,
altrove...

*


LA PIENEZZA DI OGNI MIO SILENZIO


E' per te la pienezza di ogni mio silenzio,

tutte le parole che avrei voluto dirti

prima che mi rendessi muto,

e perdonami se non so più cantare,

se non potrò urlare il tuo nome ad ogni carovana,

se le città che avrei voluto raggiungere le ho dimenticate,

perchè ho voluto viaggiare solo dentro le tue mani,

se mi ostino ad aspettarti dove non sei mai voluta arrivare,

se resto,

anche se dovrei ricominciare a camminare,

se cancello versi che non saprei recitare,

se continuo a chiudere gli occhi, ogni volta, prima che faccia notte,

per anticipare il precipizio delle stelle

che ho strappato ai tuoi occhi...


*

ELOGIO DEL TRAMONTO

Già vedo la città piegarsi sulle ginocchia
ormai sazia di spaventi,
mentre ogni luce naturale cede all'ombra lunga,
al pudore scarlatto di un cielo che non sa tacere,
e racconta di meraviglie,
di sguardi immobili, a spegnersi nell'orizzonte che precede la sera,
perchè adesso è l'ora dei ritorni,
alla quiete di una stanza d'altra terra,
alla corsa insicura di un bambino,
alla carezza di chi ci aspetta, uguale a quella del mattino,
quando il tramonto era ancora un'ipotesi,
l'amore l'unica certezza...

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Non ricordo

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sabato 11 gennaio 2014

sabato 4 gennaio 2014

mentre cala il silenzio portato dal grido della notte di Nadezhda Slavova

Poesie di L. Orati


LORETO ORATI
[da Facebook]


TRA LA STANZA ACCANTO E LA CINTURA DI ORIONE

Impotenti,
nella finitezza del sangue,
assetati d'amore e d'immortalità,
uomini e donne al confine dell'incanto
come custodi infelici di castelli in rovina,
viviamo di piccoli morsi, o nel digiuno,
ipotesi di dèi nel sogno dei poeti,
ci muoviamo con la pesantezza di un pianto,
a volte con la sfrontatezza dei fiori in autunno,
tra la stanza accanto e la cintura di Orione,
ma non il tempo dev'essere catena,
nè le distanze,
o l'ipotesi dell'addio,

un divenire in alto, questo dovremmo inseguire,
perchè arriva sempre il giorno in cui smette di nevica
e maggio ci travolge...

*


MI SONO FERMATO DAVANTI ALLA TUA CASA


Mi sono fermato davanti alla tua casa

come sulla porta di un santuario,

ed ho pregato l'amore perchè mi aprisse ogni serratura,

ed abbattesse lo steccato intorno al tuo giardino,

perchè mi lasciasse entrare nelle tue stanze benedette

con il passo tremante di chi giunge all'istante del miracolo...

*


GLI OCCHI DELLA MADRE


Gli occhi della madre sono i nostri occhi,

la stessa trama di rughe,

lo stesso intreccio delle vene, sulle mani consumate

da tutte quelle carezze, lungo il rosario degli anni,

e ricordi ancora il primo giorno di scuola,

il tuo pianto sulle scale,

il suo pianto dell'abbandono,

e ancora lei, ad aspettare,

con le stesse braccia aperte di oggi,

ormai fragili roccaforti,

intatte mura d'amore...


*

PER IL BREVE TEMPO DI UN SORRISO


Sono rimasto in silenzio

tutte le volte che avrei dovuto darmi una risposta,

ho abbracciato così poco mia madre,

ho visto mio padre curvarsi, e mi sono sentito maestrale,

ho camminato su strade ancora da costruire,

ho avuto dubbi, una certezza, poco coraggio,

mi sono affidato al cuore, alle ali di Icaro,

ho coltivato rose e ortiche, ho cercato tesori mai perduti,

ma ti sono appartenuto, per il breve tempo di un sorriso,

e ho vissuto davvero, in quel fragile danzare di labbra...

*

LA QUESTIONE DELL'ORIZZONTE


C'è un luogo dove la terra si curva, sotto il peso del cielo,

dove il nostro sguardo deve fermarsi,

dove nasce l'istinto del viaggio, il senso delle vele,

dove cominciano altre nazioni, altri canti, altri amori,

e spesso mi sono chiesto se valga davvero la pena partire,

sfidare le montagne, o la strada salata del mare,

per giungere magari a città da cui vorremmo solo ripartire,

e che sia nel gesto del ritorno, il vero cuore dell'andare,

o si risolva in uno stupore immobile, la questione dell'orizzonte,

quello che mi coglie nell'istante del tramonto,

quando tutto si ferma, perchè so che stai arrivando...

*


NELL'ASSENZA DELLA TREGUA


In quello che mi circonda, non sono,

nell'assenza della tregua,

nelle strade torturate dal drago di lamiera,

nel caos di tutti questi silenzi in fila,

e sbanda la poesia, su parole lisce,

sul disincanto che non disgela,

sugli occhi bassi,

mentre amore volta le spalle ai timorosi

ed io gli corro dietro, con poco fiato ancora...








Poesie di Fernando Pessoa




FERNANDO PESSOA


LE BOLLE DI SAPONE

Le bolle di sapone che questo bimbo
si diverte a staccare da una cannuccia
sono translucidamente tutta una filosofia.
Chiare, inutili e passeggere come la Natura,
amiche degli occhi come le cose,
sono quello che sono
con una precisione rotondetta e aerea,
e nessuno, neppure il bimbo che le libera,
pretende che siano più che non sembrino.

Alcune a stento si vedono nell'aria tersa.
Sono come la brezza che passa e tocca appena i fiori
e solo sappiamo che passa
perchè qualche cosa si alleggerisce in noi
e accetta tutto più nitidamente.


*

Sono un guardiano del gregge
Il gregge sono i miei pensieri
E i miei pensieri sono tutti sensazioni.
Penso con gli occhi e con le orecchie
E con le mani e coi piedi
E con il naso e con la bocca.
Pensare un fiore, è vederlo e respirarlo.
E mangiare un frutto è saperne il senso.
Ecco perché quando un giorno di caldo
Mi sento triste di goderne tanto,
E mi stendo completamente nell'erba,
E chiudo gli occhi che bruciano,
Sento che tutto il corpo è steso nella realtà,
So la verità e sono felice.
Tu dici, vivi nel presente;
Vivi solo nel presente.
Ma io non voglio il presente, voglio la realtà:
Voglio le cose che esistono, non il tempo
Che le misura.
Cos'è il presente?
È qualcosa di relativo al passato e al futuro.
È una cosa che esiste in funzione dell'esistenza
Di altre cose.
Ma io voglio la sola realtà, le cose senza presente.
Non voglio includere il tempo nel mio schema.
Non voglio pensare le cose in quanto presenti:
Le voglio pensare in quanto a cose
.
Non le voglio separare da esse stesse,
Trattandole come presenti.
Non dovrei nemmeno trattarle come reali.
Non dovrei trattarle affatto.
Dovrei solo vederle, semplicemente vederle;
Vederle fino al punto di non poterle pensare,
Vederle fuori dal tempo, fuori dallo spazio,
Vederle con la facoltà di toglier tutto tranne il visibile.
Ecco la scienza del vedere, che non è scienza


Da Il Guardiano del gregge- Poesie complete di Alberto Caerio (un eteronimo di F. Pessoa)

La condanna

La condannahttp://www.rossovenexiano.com/blog/flymoon/la-condanna

eBook n. 148: ANUDA, di Davide Cortese [Poesia], LaRecherche.it

eBook n. 148: ANUDA, di Davide Cortese [Poesia], LaRecherche.ithttp://www.ebook-larecherche.it/ebook.asp?Id=151

venerdì 3 gennaio 2014

mercoledì 1 gennaio 2014