mercoledì 30 dicembre 2015

Alessia e il ghiacciaio


Alessia e il ghiacciaio
.

Freddo d'inverno per Alessia
verso gennaio, il mese del nevaio.
Si apre dei sogni il cancello
entra ragazza Alessia su quella
scena e fa il più bello, un angelo
le dice: non ti lascia.
Trasale Alessia rosavestita
per la vita nel tendere al ramo
del risveglio tra gli alberi
in infinita d'ossigeno sinfonia.
Vede frontale il ghiacciaio
a rinfrescarla.


Raffaele Piazza

Così la vita di Felice Serino (Riflessioni)

Così la vita di Felice Serino (Riflessioni)

lunedì 28 dicembre 2015

Alessia e la camera d'inverno


Alessia e la camera d'inverno
.

Camera dalle pareti candide
pari a neve sul monte dove
è stata con Giovanni un anno fa.
Attende Alessia nuda sotto il
piumone la telefonata (la vita
in uno squillo). Dorme Alessia,
sogni di rigenerazione, cavalca
del cavallo il bianco e l'ostacolo
salta. Ragazza in amore Alessia,
il freddo a rivitalizzarla.
Fine dicembre del nevaio, giorno
feriale di Capodanno prima della
fine nella solitudine (i suoi partiti).
Riemege dalle coltri sveglia
e pensa: non mi lascia.


Raffaele Piazza

domenica 20 dicembre 2015

Poetrydream: POESIA = FELICE SERINO

Poetrydream: POESIA = FELICE SERINO: Cieli bianchi cadute virgole dalle pagine dei giorni come un assordare di cristalli poi brividio di luna nel cerchio delle sere ciel...

Alessia nel verde spazio


Alessia nel verde spazio

Abetaia nel fuoco della
vita di Alessia a toccare
i verdi coltivati con gli
occhi l'anima di ragazza
Alessia nell'assumere
una tinta di speranza
nel freddo perenne del
nevaio, candido gennaio
alle porte se è bellezza
inverata e messa in scena
nei consecutivi giorni.
Albereto di vari verdi
nel nominarli Alessia
nell'interanimarsi con
di luce una stella variabile.
Entra nel gioco anche l'erba
e un fiore
sotto la neve.


Raffaele Piazza

sabato 19 dicembre 2015

Mobile d'astri e di quiete


Recensione di Giovanni Perri





Recensione a “Frammenti di luce indivisa” di Felice Serino (centro studi Tindari Patti, nov. 2015)

 
Qualcosa illumina l’aria ed è un sentimento, la forma di un respiro accogliente che rigenera come un vento che è dentro la parola e si espande, perdendosi, in infiniti suoni a salire. S’io potessi cogliere la misura, la cifra di questo sentire che accarezza e pungola, farei senz’altro ammenda che la vita è mistero imperscrutabile, arte a proteggerci dai sogni tremolanti la notte, nel tempo di amore, appena plasmata la stanza nel corpo ritagliato da una luce di candela. Mi piace immaginarla così, tenuta da una piccola fiamma tra la mente e il cuore, la voce che in Felice Serino approda a questa comunione di sguardi fratelli, venuti a raccogliersi piano nel segno della luce calda e divina, nella sagoma d’un solo altissimo respiro:
prima del tempo
non c’era che amore
quello-che-muove
il-mondo
danza nel cielo
della Luce -pensiero
della notte
a scalzare le tenebre
“Frammenti di luce indivisa”: ha questo titolo davvero bello la silloge che il poeta mette in stampa affinché ci colga da subito pienezza e fragilità d’un canto da cui discendere, o salire appunto, nel medesimo barbaglio, in un solo grande abbraccio di luce a raccoglierci, a definirci:
filtra raggio verde
dalla porta
della conoscenza
vi accede l’anima
-assetata in estasi
sanguinando amore
 
scintilla interminabile di occhi inconclusi eppure trattenuti nella stessa ferita, nella stessa livida vitalità. Poesia d’apici e di gemme, si direbbe, ricamata sul lembo dell’aurora appena senti che qualcosa diviene come un dolore che innalza, germinando, tutta la vocazione a esserci in perfetto amore: perché amore è già nell’occhio che sente, invoca, reclama l’urto d’ogni domanda; la misteriosa faccenda del cuore solo e multiplo, del Dio dei confini tra la vita e la morte:.
la vita ha in tasca la morte
-siamo noi
divino seme:
non è che un perpetuo
tramare
“cospirazioni” del nascere
miracolo d’amore
e poi ancora:
lanciarmi anima-e-corpo
contro fastelli di luce
specchiarmi
nella sua “follia”
e tu a dirmi: Lui
l’irrivelato
nasconde il suo azzurro – è
lamento amoroso
Ecco, questa dimensione spirituale, trafitta d’implacabili singulti onirici, che accompagna tutta l’opera e la tiene in bilico sull’argine tremolante di continui interrogativi; questo cercare ininterrottamente un segno, che svirgoli e sveli di qua e di là dal sogno l’intangibile immanenza del vero, immarcescibile segreto d’esser sangue nella lingua di Dio, unica strettoia possibile, nel tentativo di comprendersi d’infiniti frammenti; questo sorprendersi fieri d’ogni possibile destino, incolpevoli eppure miseri, mendici e mentitori per ricomporsi umani quanto basta:
dammi Signore
un collante di passione
-atto di fede
che snudi il giorno per
fissare nel blucielo
brandelli d’amore
pezzetti
di me
Tutto questo è rintracciabile e altro ancora, in un’opera piena di vertigini giacché densa e altissima, profondissima, surreale, dove l’irreprimibile albero   si rinnova, nominandoci:
cogliere una piccola morte
nello strappo di radice
dove altra ne nasce
dal suo grido
cogliere l’inesprimibile
di questo morire
che s’ingemma d’eterno
E’ questo rinnovarsi in uno strappo,  tutto il dolore che il poeta asseconda, portandosi altrove, lievemente, arrovellandosi, dal buio staccando la parola, goccia a goccia, sterminata preghiera del cielo e del mare in un corpo che non vorrebbe peso:
non puoi spiegarlo
alla bimba dagli occhi di luna
se non l’ha mai visto prima
se non è rimasta rapita
dal ricrearsi sull’acqua
di riflessi dorati
-ed è poesia…
lei può solo sognarlo – il mare –
come una carezza di vento
salato e spazi
aperti e voli…
vederlo nel proprio cielo
alla stregua in cui s’immagina
un altrove chiamato paradiso
e ancora..
si vive
per approssimazione
si sta come
d’autunno…
di ungarettiana memoria o
dall’origine
scollàti dal cielo
a vestire la morte
… fino
al fiume di luce che
ci prenderà e saremo
un’altra cosa…
congetture
… ma lasciatemi sognare
un sogno che non pesa
Ecco: vorrei poter concepire una lettura che ne rievochi il battito; la sublimata cadenza dei versi a punteggiare un cielo nel cuore; vorrei restituire il movimento, nudo, degli occhi, a spalancare ogni possibile umore del sangue; vorrei poter dire con Serino che anch’io “da fenditure di un sogno/ spio il mondo; e forse anch’io vorrei “preesistere” all’amore, “gabbiano nel fondo degli occhi”,  “veleggiato impastato di luce”, sparire come “chi in sogno segua una successione di stanze” e uccelli vede uscire dalla testa e “nel becco i versi d’una vita”. Ma poco rende il mio occhio, lo so; poco la mia parola che invoca le viscere e anche il mio sangue coltiva il fiore che non so dire. Così attendo alla capacità dei singoli d’innamorarsi d’un fiore di poesia; al sentimento di chi gli accosti l’orecchio, perdendosi quanto basti ad ascoltarne il battito perché ne ricavi unguento e bussola, donde un filo di luce tremebonda gli dia la formula che il poeta aveva tra i versi nascosta, mentre   saliva sanguinando in bellezza la poesia.
Giovanni Perri




 







Due poesie di Cristina Campo


Cristina Campo

 

Dell'anima ben poco

sappiamo. Berrà forte dai bacini

delle concave notti senza passi,

poserà sotto aeree piantagioni

germinate dai sassi...

(Natale '53-54)

Da "Moriremo lontani", ora in "La tigre assenza"

*

Sulla pietra angolare

ci spezza la morte

la eleva all'orizzonte delle lacrime

la posa

con materno terrore

su stimmate di labbra

a medicare

la vita

(1969)

Ivi, "Missa romana II"

Il preesistere

Il preesistere

mercoledì 16 dicembre 2015

Alessia telefona a Giovanni


Alessia telefona a Giovanni

.
Aria mattinale nella chiostra
dei monti e del sorriso
di Alessia. Al centro da
Alessia la camera abitata
con il telefono rosso.
Alessia vuole telefonare
a Giovanni nell'aria
dal freddo pervicace. Digita
il numero, lo squillo lui
ascolta e dice: Alessia ti amo!!!
Trasale la ragazza in di limbo
attimi ritrovati.
S'inalvea nel sentiero
invisibile il sogno più bello.

 Raffaele Piazza

mercoledì 9 dicembre 2015

Alessia verso Natale 2015


Alessia verso Natale 2015
.
Lunare attesa di Alessia
della telefonata di Giovanni
il 9 dicembre. Si affaccia.
a una linea di finestra
che s'illumina di stelle
ragazza Alessia. Trasale
nella gioia della squillo
e si getta sul rosso del
telefono (ti amo, Alessia,
e passeremo Natale
a New York).
Trasale Alessia e indossa
la maglietta di lana
rosaconfetto che lui le
ha donato per averlo vicino.
Si rinfresca l'anima di
Alessia con dell'aria
il freddo.

Raffaele Piazza

sabato 5 dicembre 2015

Enrico Besso - Alla fermata del 56...


Poesia di Cristina Campo




Cristina Campo

Ora rivoglio bianche tutte le mie lettere



Ora rivoglio bianche tutte le mie lettere,

inaudito il mio nome, la mia grazia richiusa;

ch’io mi distenda sul quadrante dei giorni,

riconduca la vita a mezzanotte.

E la mia valle rosata dagli uliveti

e la città intricata dei miei amori

siano richiuse come breve palmo,

il mio palmo segnato da tutte le mie morti.

O Medio Oriente disteso dalla sua voce,

voglio destarmi sulla via di Damasco -

né mai lo sguardo aver levato a un cielo

altro dal suo, da tanta gioia in croce.

 

 

da "Passo d’addio", Scheiwiller, 1956







Commenti di R. Piazza a 5 poesie

 

 

Commenti di Raffaele Piazza

su www.rossovenexiano.com

.

Il giorno a schiarire

il giorno a schiarire

risalendo

con gl'occhi della memoria

ad arcobaleni e

transiti propiziatori

riscoprendo quel vento che

nel suo azzurro vortice

risucchi lo sprofondo d'apatia e

rigonfi le vele per

l'avventura

© flymoon aka felice serino

*

piazzaraffaele@otlook.it • 5 9 15

Poesia alta, bella, leggera, veloce e luminosa risolta in un unico respiro. Protagonista è un senso di ottimismo che si trasmette dal poeta al lettore, attraverso le immagini di una schiarita atmosferica che arriva anche all'anima. E' vinta l'apatia, nemica di ogni tipo di felicità anche tramite "gl'occhi della memoria" (immagine sublime), una memoria selettiva di cose belle accadute. Così largo alle vele per l'avventura della vita.

 

Raffaele Piazza

* * *

 

A lato del cuore

non voltarti

indietro - mi dico -

percorri lo stretto

marciapiede a lato del cuore:

nel profondo di te nel buio

di stelle calpestate

ascolta il grido

verticale

che da caduta si fa preghiera

© flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it • 10 10 15

In questa poesia elegante, controllata e ben risolta, l'io-poetante si rivolge a se stesso. Intraprende un cammino di redenzione percorrendo lo stretto marciapiede a lato del cuore (immagine bellissima).

Tutto resta presunto e magicamente sospeso. Sappiamo che c'è un grido che da caduta si fa preghiera. Un misticismo tipico del poeta permea questi versi, che hanno anche una valenza filosofica.

 

Raffaele Piazza

* * *

 

Quel che sono

(ispirandomi a Nicodemo)

sono quelle immagini

che in me parlano

a consegnarmi a un io

vissuto come in sogno

nell'avvicendarsi degli anni

m'inerpico sulle spalle

di quell'io di ieri

per vedere il mondo dall'alto

© flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it • 25 10 15

Il poeta si ispira a Nicodemo, discepolo di Gesù, autore di un vangelo apocrifo.

Composizione alta, in ininterrotta sequenza, molto bella e originale nel presentarsi dell'io poetante nel riflettere ontologicamente su se stesso. Poesia esistenziale e affascinante nella quale il poeta si vede come immagine o sogno in un tempo che passa e che solo la feritoia dell'attimo (che è la poesia stessa), può fermare.

Raffaele Piazza

*

Giovanni Perri

Ottima Felice! Tu sogno e veglia nano e gigante..tu tempo nel tempo oltre il tempo.

 

* * *

 

 

Come in sospensione

aria dolce della sera

unghia di luna

sovrastante

la linea cielomare

questo sentirsi

come in sospensione

un sognarsi altro da sé

a dilatarsi in un

ignoto spazio

mentre la vita impone

suoi ritmi

© flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it • 7 11 15

 

Si nota in questo componimento bello e alto, felicemente risolto in unico respiro, una tensione al dilatarsi, al sognarsi, all'indifferenziarsi nell'universo da parte dell'io-poetante. Un senso di dolcezza aleggia nelle immagini (molto belle unghia di luna e linea cielomare).

Raffaele Piazza

 

* * *

 

Nell'ultimo

a Madre Teresa

di Cristo mi graffia

la bellezza

tocco

nell'ultimo la sua

dolorante carne

 

© flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it * 21 11 15

Poesia bella alta, mistica, concentratissima nella sua brevità risolta in un unico respiro.

E' pervasa da un misticismo sensuale (i graffi) modo sublime di giungere a Dio

Il titolo potrebbe riferirsi alla fine, ma anche al termine del male per l'aprirsi di un'era felice.

Raffaele Piazza


 

giovedì 3 dicembre 2015

Alessia e la voce della luna


Alessia e la voce della luna

(a Federico Fellini)


Sera selenica a stellare ragazza
Alessia oltre gli albereti fantastici.
Guarda la luna Alessia e catturarla
vorrebbe con del pensiero la rete,
farla cadere sulla terra. Energia
trasparente di luce lunare a dirle:
Giovanni non ti lascia. Fotografia
terrena della vita (il cielo sereno),
Alessia mette a fuoco lo sguardo
e vede il sorriso della luna
e la sua bocca parole a sussurrare:
non mi catturerai e il tuo ragazzo
starà con te!!! Trasale Alessia
e nella notte fiorevole va a studiare
la vita.

Raffaele Piazza

sabato 21 novembre 2015

Dove l'angelo di Felice Serino (Brevi)

Dove l'angelo di Felice Serino (Brevi)

Valentina Montanari legge un brano tratto dal libro, Gli ultimi tre gior...


Da NELL'INFINITO DI NOI (4)




 

Felice Serino

NELL'INFINITO DI NOI # 4

 

.

 

Sfiorite rive


sfiorite rive

in cadenza d'anni l'azzurra

vastità di te solo


si svenano

in caducità di foglie i giorni

accartocciati


sul viale della dimenticanza

*

 

 

Vicolo


dolore antico

di donne in nero a segnarsi

se dal profondo si levano i morti

a dare infausti presagi


vicolo

inghiottito da un grappolo di case

appese a strapiombo


ricettacolo

d'umori ancestrali

in un tempo cristallizzato sospeso

*

 

Dammi l'abbrivio


dammi l'abbrivio musa

nel dormiveglia o

nel profondo fa che s'accenda

la mia casa di nuvole in verdi

cieli e alfabeti


sostieni quella

neo-nata struttura

arco di parole e suoni

che si parte

dal cuore a navigare

il più bello dei mari

[ultimo verso: da Hikmet]

*

 

A bocca piena


trucidata vita

dai lenzuoli di sangue nei telegiornali

un dire assuefatto freddo

che ti sorprende non più di tanto a bocca piena

che non arriva al cuore


-per quei bambini occhi rovesciati

a galleggiare

su un mare di speranza

la cui patria è ora il cielo


violata la sacralità

vita che non è più vita

vilipesa resa

quale fiore a uno strappo feroce

di vento

*

 

In una piega del vento


luce obliqua sui tuoi anni andati

sui tuoi fogli nell'aria sparsi

quale data incideranno

sulla tua lapide un giorno

non ti è dato sapere

ma sono degli uomini

le convenzioni

e scomodare kronos è eresia


rinascere in una piega del vento

senza guerre né odi

per la rotta del cielo


pindarici voli

che ti lasciano

le ali spezzate

*

 

Naufragi


il viso un libro

le pagine

gli io indefiniti

maschere che indosso

se non mi trovo


poi s'apre

il corpo -occhi

lapidati- nell'emergere

dai tanti me

*

 

 

Fantasia (2)


dipingono il mio sonno i morti

veleggiando al chiaro d'una luna

complice sul filo

d'orizzonte

ricreando gl'incantesimi del

bambino in me mai perduto

veleggiano

discreti sul filo del respiro

entrandomi su dalle narici

con la barca di cristallo

dei sogni

le vele al vento per l'ignoto

*

 

Fantasia (3)


la barca trasparente del sogno

dove ti porta?

palpiti

seguono la scia

uscendo dalla

camera della mente


immagini icastiche

gli argini rompono

del trasognato sguardo

*

 

Ulissidi


ulissidi e la vela della

passione su perigliosi flutti


intrisi di mistica luce

a sbraitare di gioia

il cuore


sull'orizzonte la terra

promessa

*

 

Un occhio di riguardo


un occhio di riguardo

per quei tralci che non

secchino anzitempo


-noi protendimento

dell'Albero che nei secoli affonda

le sue radici


un occhio di riguardo

ché a prezzo di sangue

fu il riscatto

*

  

Anamorfosi


del sognato

ricordi a brani

mentre l'io è anamorfosi

nella "valvola" del sogno


ti svegli e ti ritrovi davanti

a un te dagli enigmi irrisolti

un circolo vizioso

il tuo uroboro


ti appare anamorfosi

a volte

anche questa vita che imita

sempre più il sogno

nell'avvicendarsi degli anni

i treni persi

alle stazioni

 

© felice serino

 




David Huerta

 

Poesia (Ri)Trovata: David Huerta traduzione e proposta di Chiara De Luca

Dentro il testo

S’immerse il testo in lui – contrariamente all’immagine consueta:

 

 

l’uomo immerso nel testo, concentrato, accigliato, che legge

fino all’estenuazione – e fu un risvegliarsi

di segni e di strade, di corpi nelle spianate del bosco,

di volti nei saloni, di strade babiloniche.

Il testo gli percorse gli occhi, la testa, le mani. Pareva avere

 

una volontà propria, una forza flessibile, in tutto somigliante

 

a quella di un atleta. Lui ascoltò i fogli del testo

come sussurri di macchine in lenta ossidazione;

gli cadevano i fogli scritti nel ventre, nelle vene, nelle orecchie.

Rapide scritture gli percorsero i capelli, la pelle, le dita.

sprofondò in lui tutto l’abbecedario combinato, assetato

– destandogli in bocca una sete di immagini. Dalla gola

gli uscirono volute di brezza. Dagli occhi sgorgarono acque e inchiostri,

i nomi nel suo silenzio e nella sua pienezza, come spiriti.

David Huerta, da La calle blanca, Ediciones Era, 2006

Traduzione ad opera di Chiara De Luca

 

 

 

Fonte: Words Social Forum

 

Nell'ultimo

Nell'ultimo

venerdì 20 novembre 2015

Alessia sorride alla vita


Alessia sorride alla vita

.
Chiarore prealbare di fresco
a entrare nell'anima di Alessia,
di rondini di platino a sorvolare
il cielo diafano lo stormo.
Le vede inazzurrarsi come il sogno
più dolce nella tasca del jeans
e sorride alla vita Alessia.
(Stasera fa l'amore con Giovanni).
Sottesa al silenzio dell'albereto.
Prende in mano la vitafiore
nella margherita nel Parco
Virgiliano dove era già venuta.
Ansia a stellarla. Vede tra gemme
primeve disperdersi il verde.
S'inciela Alessia.

Raffaele Piazza

venerdì 13 novembre 2015

Ulissidi (2) di Felice Serino (Brevi)

Ulissidi (2) di Felice Serino (Brevi)

Alessia e la candela sul bordo del Mediterraneo


Alessia e la candela sul bordo del Mediterraneo
.
Aria di mare per Alessia
sul bordo del Mediterraneo
accende una candela
e così esiste. Scaramantico
rito per nella vita la vittoria.
Alessia ha domani l'esame
nell'intravedere battelli all'
ancora a cullare i suoi pensieri.
Il faro della luce e il lucore
di candela osserva Alessia
e prega Dio che Giovanni non
la lasci e che l'esame superi.
Si affaccia tra di sempre le
cose la bellezza polita
del mare.

Raffaele Piazza

martedì 10 novembre 2015

Alessia e la sorgente di platino


Alessia e la sorgente di platino

.
Sera di sorgente di platino
per ragazza Alessia,
a dissetarsi Alessia
nel mentre di una rondine
e una stella.
A poco a poco la luna
fiorevole colpisce nell'
anima Alessia nel rigenerarla.
Selenico incantesimo
di raggi di luce a iridare
Alessia nell'estasi del sogno
(non mi lascia).

Raffaele Piazza

sabato 7 novembre 2015

Vecchi corpi, di Gabriella Maleti :: LaRecherche.it [ eBook n. 191, Poesia ]

Vecchi corpi, di Gabriella Maleti :: LaRecherche.it [ eBook n. 191, Poesia ]

la sillaba mancante è l'architrave


3 poesie di Dylan Thomas


"Resta immobile, dormi nella bonaccia, o tu che soffri

Con una piaga in gola, bruciando e rigirandoti.

Tutta la notte a galla sopra il tacito mare udimmo il suono

Della ferita avvolta nel lenzuolo salato.

Sotto la luna oltre un miglio tremavano ascoltando

Il rombo del mare fluire come sangue dalla piaga sonora,

E quando il lenzuolo salato proruppe in un uragano di canti

Le voci di tutti gli annegati nuotarono nel vento.

Apri un varco nella lenta, nella lugubre vela,

Schiudi al vento le porte del vascello vagante

Perché inizi il mio viaggio verso la fine della mia ferita,

Intonò il rombo del mare, disse il lenzuolo salato.

Resta immobile, dormi nella bonaccia, nascondi in gola la bocca,

O dovremo obbedire, e cavalcare con te fra gli annegati."

 

Traduzione di Ariodante Marianni

 

*

 

Prima che io bussassi

Prima che io bussassi ed entrasse la carne,

Con liquide nocche battute sul ventre,

Io che ero informe come l’acqua

Che formava il Giordano vicino alla mia casa

ero fratello della figlia di Mnetha

e sorella del verme generante.

Io ch’ero sordo a primavera e estate,

che non sapevo il nome della luna e del sole,

Sentivo il tonfo sotto l’armatura

Della mia carne, forma ancora fusa,

Le stelle plumbee, il maglio piovoso

che mio padre sferrava dalla cupola.

Conobbi il messaggio dell’inverno,

le frecce della grandine, la neve infantile,

e il vento corteggiava mia sorella;

il vento balzò in me, la rugiada infernale;

le mie vene fluivano con il clima d’oriente;

non generato conobbi il giorno e la notte.

Ancora ingenerato, subii il martirio;

il cavalletto dei sogni le mie ossa liliali

attorcigliò in un vivo monogramma,

la carne fu tagliata incrociare le linee

di croci del patibolo sul fegato

e le spine dei rovi nel cervello grondante,

La mia gola ebbe sete prima della struttura

di pelle e di vene intorno al pozzo

dove parole e acqua formano una mistura

che non fallisce finché scorre il sangue;

il mio cuore conobbe l’amore, il mio ventre la fame;

sentii l’odore del verme nelle feci.

E il tempo sospinse alla deriva

o in fondo ai mari la mia creatura mortale

avvisata della salata avventura

di maree che mai toccano le rive.

Io che ero ricco fui reso più ricco

sorseggiando alla vite dei giorni.

Nato di carne e spirito, non ero

né spirito né uomo, ma un fantasma mortale.

E fui abbattuto dalla piuma della morte.

Io fui mortale fino all’ultimo

lungo sospiro che recò a mio padre

il messaggio del suo morente cristo.

O voi che v’inchinate alla croce e all’altare,

abbiate memoria di me e pietà di Colui

che usò per armatura la mia carne e le ossa

e usò doppiezza al grembo di mia madre.

 

Traduzione di Ariodante Marianni

 

 

*

 

A volte, di notte, all’improvviso

io sono

una ferita

Di solito fuggo

temo

forse

ne esca

tutto il mio sangue

Una volta sono stato

suo compagno

carezzandola






Commenti da L'oceano nell'anima 2


Commenti dalla Redazione

oceanonellanima.it

(Massimo V. Massa)

(pagina 2)

.

 

Nel segreto del cuore

tenere in serbo scomparti

colore del vento che oblìa

memorie: rossi

come il sangue della passione

verdi come le prime primavere

azzurri come il manto di madonne

custodirvi gocce di poesia

cavalli di nuvole ed arco baleni

- le coordinate dei sogni

- e l’insaziato stupirsi della vita

da respirare su mari aperti

- che tenga lontano la morte.

*

Ampi spazi di riflessione pungolati ed esaltati dal tuo stile particolare. Costruire una camera del tesoro fatta di ricordi sogni ed emozioni, dove potersi tuffare come fonte di eterna giovinezza.

* * *

 

Sospensione

un camminare nella morte dicevi

come su vetri non conti le ferite

aspettare di nascere uscire

da una vita-a-rovescio

riconoscersi enigma dicevi

di un Eterno nel suo pensarsi.

*

"Aspettare di nascere / uscire da una vita a rovescio", credo sia un'interpretazione metaforica bellissima del senso della vita. Tutta la poesia è pregna di una filosofia di pensiero che va oltre. Complimenti Felice.

* * *

 

Sconnessione

pensavi guadagnare la chiarezza?

la vita imita sempre più il sogno

nelle sconnessioni avanti con gli anni

ti coniughi ad un presente che s’infrange

dove l’orizzonte incontra il cielo:

e ti sorprendi a chiederti chi sei

oggi da specchi rifranto

e moltiplicato

mentre il tempo a te ti sottrae.

*

Concisi pensieri in cui sei riuscito a racchiudere il senso del tempo che passa inesorabile, ma che, nonostante l'incedere, la maturità e l'esperienza non ci porta certezze e sicurezze.

I sogni permangono e guai se così non fosse e il futuro continua a riflettersi nello specchio dei dubbi interiori che rifrangono le nostre fragilità.

Profonda riflessione Felice.

* * *

 

Questo sogno

nel momento

che questo sogno si disfa

della carne che lo veste

trasfigurandosi

in cristalli di luce

...una nuvola di uccelli

uscirà dal suo arioso

cranio

a glorificare il Signore.

*

La vita terrena vissuta come un sogno fino al momento in cui la caducità del corpo libererà l’anima. Bella l’immagine degli uccelli, lascia spazio ad ogni ipotesi

* * *

 

 

 

Come in sospensione

Come in sospensione

martedì 3 novembre 2015

Naufragi di Felice Serino (Fantasia)

Naufragi di Felice Serino (Fantasia)

Alessia accende la luce


Alessia accende la luce

.
Asettico spessore della casa
di ragazza Alessia,
camera da letto, salotto e cucina.
Nell'inalvearsi nel limbo
delle camere, sera sentita,
buio materico nella pelle.
Con la mano affilata accende
l'interruttore Alessia
rosavestita per la vita:
luminosità a pervadere di
Alessia l'anima e gli oggetti.
Vede il letto di tre amori,
stasera il quarto con Giovanni.
(Speriamo non mi lasci).
Luce a tessere arabeschi, sul
muro frontale al letto
legge "love".

Raffaele Piazza

sabato 24 ottobre 2015

Nunzio Buono: In una sera d'autunno, In una lacrima che cade


Da NELL'INFINITO DI NOI (3)


Felice Serino

NELL'INFINITO DI NOI # 3

.

Sotto porticati

sotto porticati

cartoni e

cappotti lisi hanno respiri

a un passo

vetrine ridono in abbagli di sole

più in là privati

paradisi

un rombo testarossa è strappo

d'anima a dividere

la terra tra i "morti" e i vivi

il mondo ha denti aguzzi

*

 

Alterigia

[Ispirandomi al verso di Vincenzo Cardarelli: "vorrei coprirti di fiori e d'insulti"]

m'appiglio alla tua fredda

grazia come ad un

corrimano: sto su inclinato

piano mentre t'offri

a una vertigine di distanze

ancor più ora ti fai

preziosa

*

 

Una certa luce a flettersi

di buon'ora bisticci con la lampo

t'insegue tiranno il tempo

una certa luce a flettersi nel cuore

fa strada a un dove che non trovi

perdurasse quel lampo che viene va

prima che lo fermi su carta ma

se non torna non ha "dignità"

raduni pezzi di un puzzle scombinato

nello sperdimento d'una stagione andata

*

 

Il carro dell'oro

sotto cielo aperto

una ad una

cadute le teste

a calcificarsi sorrisi ebeti

sul trasfigurato carro

dell'oro

*

 

L'oltraggio

perso nelle forme strane

delle nuvole mi sento

lontano da un mondo estraneo

assisto all'oltraggio

della rosa che si

perpetua

sono esposto alla vita

*

 

Nel vasto mare del sogno

nel vasto mare del sogno

galleggia l'immagine

di te esile scricciolo

a sussurrare all'orecchio

del cuore edulcorate parole

ritrovarci

nel nostro giardino d'infanzia

mano nella mano

impastati di sole a rincorrere

saltabeccanti piccioni

riandare alle incoscienti

acrobazie per i soli tuoi occhi

interrotte

dall'acuto richiamo

di tua madre per la merenda

smosse le acque del sogno

ora a svanire

da un oltre ti sento

*

 

Come asessuato angelo

sospesa nel vuoto m'appari

asessuato angelo

mentre in dormiveglia mi rigiro

giungerà mi dici squarciando

le nubi lui l'Atteso

ci sorprenderà come un ladro

a strapparci alla morte

carne della sua carne

e ruggine allora sarà l'oro

*

 

Il limite

(ad un materialista)

devi ammetterlo

come nave incagliata ti senti

bravo al più

nel leggere fondi di caffè

non certo alla tua portata

della poesia il rinnovato sangue

i frammenti di stelle la lucente

coda di cometa a cui s'attaccano

in sogno i bimbi

non certo quei misteri insondabili

che impregnano i muri di casa

con le anime dei morti

che abitano il tuo vuoto

non alla tua portata

quella profondità

del gran mare del sogno che

è vita che si lascia vivere

*

 

Nell'ora sospesa

quel giorno ti sbarberanno

t'infileranno il vestito buono

ma

non serve prodigarsi più di tanto

non restano che spoglie l'anima è già via

nell'ora sospesa

fisseranno compunti quel viso di marmo

mentre il tuo presente ha chiuso la porta

il pugno o la palata di terra

con la benedizione dell'officiante poi

a tavola com'è uso per dire la vita

continua

qualcuno forse già alticcio

leggerà con deferenza

alcuni tuoi versi trovati in tasca

restano in rete briciole di te

*

 

Già grande ti vedo

dai che ti porto alle giostre

finiti i compiti

promettimi

che prima di dormire

stasera dirai una preghierina

per quei bambini saltati in aria

-la larga macchia rossa sull'asfalto

nella liquida luce degli occhi

penetrare

in quell'abbaglio

fino al sogno-incubo

su

da bravo che ti porto alle giostre

ci perderemo nella

fantasmagoria di luci

ecco: già grande ti vedo

a risvegliarti domani

convitato di pietra

il Tempo

*

 
 

Aneliti d'infinito

è la vela rossa della Passione

a prendere vita nel tuo sangue spanto

nella luce

ti dai d'amore in aneliti

d'infinito

anima persa per rive sfiorite

negli occhi

 

 

© felice serino






 

 

 

Nell'ora sospesa + commento


Nell'ora sospesa
.

quel giorno ti sbarberanno

t'infileranno il vestito buono

ma

non serve prodigarsi più di tanto

non restano che spoglie l'anima è già via

nell'ora sospesa

fisseranno compunti quel viso di marmo

mentre il tuo presente ha chiuso la porta

il pugno o la palata di terra

con la benedizione dell'officiante poi

a tavola com'è uso per dire la vita

continua

qualcuno forse già alticcio

leggerà con deferenza

alcuni tuoi versi trovati in tasca

restano in rete briciole di te

*


Commento di Antonio Terracciano

su www.scrivere.info

11 10 '15

.

Una morte, una morte come tante descritta dal poeta con un linguaggio essenziale, crudo e realistico: vi troviamo i soliti convenevoli degli amici e dei parenti che, giunto il momento del pranzo, sembrano ormai praticamente avere già dimenticato il caro estinto. Ma è nei versi finali che si delinea la particolarità di questa persona scomparsa: era un poeta (gli trovano in tasca ancora qualche verso), un poeta online come noi, era qualcuno che, forse, avrà la possibilità di essere ricordato più a lungo di tanti altri morti, perché "tracce di lui resteranno in rete" (ed è questa, credo, una debole umana speranza un po' egocentrica che accomuna parecchi di noi)

Quel che sono

Quel che sono

Vicolo di Felice Serino (Sociale)

Vicolo di Felice Serino (Sociale)

domenica 18 ottobre 2015

Alessia e la collana di platino



Alessia e la collana di platino

.
Felice Alessia, la tiene
tra le mani affilate
di platino la collana
di Giovanni dono
fiorevole per la vita.
Gioca con l'aria d'ottobre
Alessia, l'odore degli
eucalipti a inebriarla.
Segnacolo d'amore per
sempre, di lui la strenna
e così prosegue e così
esiste Alessia.
(Stasera l'Albergo degli angeli).

Raffaele Piazza

domenica 11 ottobre 2015

Alessia in salvo




Alessia in salvo

 .
Trova salvezza ragazza Alessia
nell’ottobre del fresco dell’anima.
L’hanno spinta nel folto di un’auto
due violentatori di notte a Piazza
Dante. Era uscita in minigonna
per l’amore con Giovanni
a piedi con passo di gazzella.
Al semaforo rosso nel buio
nero Alessia a via Costantinopoli
fuori dallo sportello si è gettata,
ha calibrato i movimenti dell’aerobica,
la feritoia dell’attimo è avvenuta,
Corre Alessia e la polizia incrocia
di fortuna, ferma due agenti.
Si calma, spiega, la portano
all’albergo da Giovanni.

Raffaele Piazza

Nell'ora sospesa di Felice Serino (Fantasia)

Nell'ora sospesa di Felice Serino (Fantasia)

sabato 10 ottobre 2015

La Preghiera di Narimi

Cristina Campo - Ora voglio bianche...



Cristina Campo

Ora rivoglio bianche tutte le mie lettere


 .

Ora rivoglio bianche tutte le mie lettere,
inaudito il mio nome, la mia grazia richiusa;
ch’io mi distenda sul quadrante dei giorni,
riconduca la vita a mezzanotte.

E la mia valle rosata dagli uliveti
e la città intricata dei miei amori
siano richiuse come breve palmo,
il mio palmo segnato da tutte le mie morti.

O Medio Oriente disteso dalla sua voce,
voglio destarmi sulla via di Damasco -
né mai lo sguardo aver levato a un cielo
altro dal suo, da tanta gioia in croce


da "Passo d’addio", Scheiwiller, 1956










Antonia Pozzi - A notte...


ANTONIA POZZI

.
A notte
un lento giro d’ombre rosse
alle pareti avviava i treni: tonfi
cupi d’agganci
al sonno si frangevano.
E lavava
lieve la corsa della pioggia il fumo
denso ai cristalli: sogni
s’aprivano continui, balenanti
binari lungo un fiume.
Ora ritorna
a volte a mezzo il sonno quel tuonare
assurdo
e per le mute vie serali, ai lenti
legni dei carri e dentro il sangue
chiama
lunghi fragori – e quell’antico ardente
spavento e sogno
di convogli.

Antonia Pozzi

Torino, 1° maggio 1937

A lato del cuore

A lato del cuore

martedì 6 ottobre 2015

Alessia nuota




Alessia nuota

 .
Una candela ha acceso
sul bordo del Mediterraneo
a Capri, azzurra isola,
pervasa da stupore, Alessia,
nel magico di mare odore
di salsedine. Si tuffa Alessia
in due pezzi rosa confetto
e nuota interanimata
al fresco delle acque,
la barriera infrange di gocce
ad iridarsi (tanto non mi lascia),
stupore nell’incedere Alessia
ai lieti colli dell’anima
fino alla boa rossa, nello
stile libero delle braccia
affilate, fino allo stabilimento
dei responsi. Alessia
si rilassa: traversata finita:
occhi negli occhi con
Giovanni.

Raffaele Piazza

sabato 26 settembre 2015

L'oltraggio di Felice Serino (Introspezione)

L'oltraggio di Felice Serino (Introspezione)

Cesare Pavese: "SOGNO" - Le videopoesie di Gianni Caputo

Josè Saramago



José Saramago

Afrodite


.

All'inizio, è un nulla. Un soffio appena,
un brivido di squame, la carezza dell'ombra
come nube marina che si sfrangia
nella medusa dalle braccia a raggi.
Non si dirà che il mare s'è turbato
e che l'onda prende forma da quel fremito.
Nel dondolio del mare danzano pesci
e le braccia delle alghe, serpentine,
le curva la corrente, come il vento
le messi della terra, il crine dei cavalli.
Tra due infiniti blu s'avanza l'onda,
tutta di sol coperta, risplendente,
liquido corpo, instabile, d'acqua cieca.
Accorre il vento da lontano e reca
il polline dei fiori e altri odori
della terra contigua, oscura e verde.
Tuonando, l'onda rotola, e feconda
si lancia verso il vento che l'attende
nel letto scuro di rocce che si increspano
di unghie appuntite e vite brulicanti.
Ancora in alto le acque si sospendono
nell'istante supremo di tanta gestazione.
E quando, in un'estasi di vita che comincia,
l'onda si frange e sfrangia sulle rocce,
le avvolge, le cinge, le stringe e poi vi scorre
- dalla spuma bianca, dal sole, dal vento che ha spirato,
dai pesci, dai fiori e da quel polline,
dalle tremule alghe, dal grano, dalle braccia della medusa,
dai crini dei cavalli, dal mare, dalla vita tutta,
Afrodite è nata, nasce il tuo corpo.

José Saramago


da "In quest’angolo del tempo"











Da NELL'INFINITO DI NOI (2)


Felice Serino

NELL'INFINITO DI NOI # 2

.
.

Auschwitz (2)

il velo della memoria
in luce di sangue si ravviva

è fiore che s'apre
nell'urlo

*


Fammi luce

ti prego fammi luce
in questo pauroso dedalo dell'io
assalito dai mostri della mente
avvolto
nella camicia di nesso degl'istinti

sono cieco fiume senza foce
da me diviso arreso

fammi luce

e sarà giorno quando
ti saprò riconoscere
staccato dalla mia ombra mortale

*


Cul-de-sac

dritto ti c'infili
se pensi che
la fine è sempre in atto
e il mondo
è un addio dopo l'altro
è maschera invece per chi
finge di non accorgersi

negli occhi ti restano
saltabeccanti
sui resti di una festa
colombi a frotte

*


E sarai raggio


sei disceso angelo per vivere
in carne la morte

non sguardo dal ponte: vieppiù ti lega
trama di dolore e rara gioia

le spoglie deporrai e sarai raggio
di quel Sole che non puoi vedere

*


Occhi secchi


clessidre di sangue emotivo
a sovrastarti
stillicidio nella mezzaluce

a chi chiedere di questo
ginepraio di pena e
l'oro del mattino fatto piombo

occhi secchi
a perdere
pezzi di cielo

nel sangue degli echi

*


Cielo amore

manto d'azzurro palpito
capovolto abisso

misericorde
ben conosci il fondo delle pene

di noi mendichi d'infinito
specchio sei

dove invertigina il cuore
nell'abbraccio delle stelle

*



Vele stanche

leggi scavi ché nasca
-ne va del creare affossato-
linfa nuova a diradare
quella nebbia della mente

dal grembo della notte esca
la tua barca

vi spiri augurante
il buon vento a gonfiare
le tue vele stanche
per nuova ventura nel mare
blu d'inchiostro

dove è bello
finanche morire

*


Doppio celeste

rigenerarsi in linfa a disperdere
grumi

dove si china
l'anima a contemplare

nel profondo di te ecco
il cielo farsi d'un "azzurro"
misterico e
tu da un suo lembo
a spiare

un te senza morte
-specchiato

*


Da un dove

i repentini voltafaccia del tempo
alle soglie dell'autunno
le foglie già morenti

invita due corpi il tepore
delle lenzuola
nella bocca dell'alba

sai
il momento migliore
per il dono dell'ispirazione è quando
ti giungono ovattati i rumori
e tu in un tuo mondo
col sonno di un eterno respiro

più tardi poi sul lungomare
sulla pelle la fresca brezza
forse un gabbiano
avrà per te
nel becco un verso prezioso

*


La parola


la parola è nostra
madre

che genera la
danza e la gioia nuda

la parola
dice di sé
del tempo del primo stupore

t'apre
il terzo occhio

parla all'orecchio del cuore

*


Navi di nuvole


(visione)

raggio verde balena
nel tramonto

su navi di nuvole
vedere apparire angeli
udirne i celesti canti

rassicuranti presenze
ondeggianti lievi
tra i pensieri
orfanezze d'amore a consolare

messaggeri
di luce
ondeggianti nel sogno
ad ascendere dove s'inalba
il cuore

*


©  felice serino

venerdì 25 settembre 2015

Alessia e la mensola di platino




Alessia e la mensola di platino

 .
Di Alessia la camera a
nascondere i desideri.
Stanza pari ad albereto
per fare l’amore secondo
natura. Vicina è la vita.
E di platino la mensola
con impresso il sogno
più dolce nell’anima
di metallo, vassoio per
le fragole di Alessia:
non mi lascia
e le onde pettinano
il mare da visore finestra
di settembre al termine.

Raffaele Piazza

mercoledì 23 settembre 2015

Una certa luce a flettersi di Felice Serino (Introspezione)

Una certa luce a flettersi di Felice Serino (Introspezione)

Alessia e la mensola




Alessia e la mensola

 .
Mensola pari a zattera
della mente azzurra
di Alessia nella camera
dell’amore. Poggia
l’anima di 18 grammi
sulla mensola insieme
a una pietra bianca
e alla conchiglia rosa
di Giovanni.
Mensola per volare nei
pensieri di Alessia,
lentamente raggiungere
la felicità con le mani
affilate Alessia a ritagliare
con forbici la vita e poi
posarne il metallo sulla
mensola.

Raffaele Piazza 

sabato 5 settembre 2015

Quello scricciolo che m'insegnò a volare di Claudia Sogno arr musiche&vi...

Lee Masters



Edgar Lee Masters

George Gray



.
Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, e io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre alla follia.
Ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio -
è una barca che anela al mare eppure lo teme.


Edgar Lee Masters da "Spoon River"



emil nolde


5 commenti di Piazza



Commenti di Raffaele Piazza
su www.rossovenexiano.com

.
.

Oasi di verde


sul lato opposto un po' d'ombra
il solito giro poi
la panchina il libro
oasi di verde da respirare
vaghezza di nuvole a riflettersi
sulla pagina
e i gridi
dalla vicina scuola
di chi anela alla libertà degli uccelli
e la ragazza a fare footing
tempo quattro minuti tondi
e ecco da dietro l'isolato laggiù
ti rispunta la maglietta rossa

© flymoon aka felice serino


*

piazzaraffaele@outlook.it • 28 6 15

Poesia molto bella, alta e ariosa, ben risolta in un unico respiro. Sembra quasi di entrare in un'oasi urbana fatta dalla panchina, l'aria pura, la vaghezza delle nuvole e il libro da leggere en-plein-air. La ragazza nello scenario idilliaco diviene, anche nel suo fare footing un simbolo di libertà, vitalità e gioia.
Raffaele Piazza

* * *

La tentazione

(a Padre Pio)
estenuante lotta sanguinosa
poi alla luce ubriaca
del nuovo giorno ecco librarsi
sull'umano
azzurra ala la parte angelica

© flymoon

*
piazzaraffaele@outlook.it - 11 7 15

Poesia bella, alta, concentratissima nella sua brevità risolta in unico respiro. E' presunta la lotta notturna di San Pio con il demonio. Poi la Madonna vincitrice lo metteva a dormire. Il bene e il male. Un atto in versi, un omaggio al grande santo, prova nella sua essenza dell'esistenza di Dio. Un intellettuale del calibro di Alberto Bevilacqua, prima di morire, affermò di essere convinto della verità delle stimmate di Padre Pio.
Raffaele Piazza

* * *


Ali di farfalle

sono emerso da profondità oniriche
come da abissi senza scafandro
lì ho incontrato i miei morti
la luna si bagnava nei loro sguardi
dai sorrisi spiccavano voli
improponibili farfalle
ali enormi mi avvolgevano
in un senso di pace
mentre mi perdevo
nei loro vertiginosi colori
come in un quadro di kandinski

© flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it • 25 7 15

Poesia bella e alta, concentrata, ben risolta in un unico respiro.
Il tema del sogno, universale, sentito fin dalle civiltà antiche, greca, romana, ebrea, egizia.
Il poeta scende nei meandri di un inconscio controllato e vede i suoi morti sorridenti a confortarlo, con sorrisi come ali di farfalle, bella similitudine mistica.
Uno spirito ottimistico pervade il componimento.
Raffaele Piazza.

* * *

deliri

in buona compagnia
dei saltabeccanti piccioni
raccoglieva torsoli di mela
tra i rifiuti e
biascicava versi improbabili
parto dei suoi deliri
nel nosocomio
conobbe una sua pari
portava con sé dei versi
di campana e una foto sgualcita
lampi di visioni
a mordere giorni di macerie
poi un mattino li trovarono
abbracciati le vene recise
che già sorvolavano cieli
sconosciuti ai mortali

© flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it • 8 8 15

Poesia alta, bella e ben risolta in un unico respiro. Il contenuto è tragico e il dolore ben controllato. Il protagonista è un barbone-poeta che nel nosocomio conosce una donna che porta con sé dei versi. Poi i due praticano il suicidio a due e sorvolano i cieli.

* * *


La vita a raccontarsi

volti
galleggianti sul mare del sogno
nella composizione
della luce
aprirsi di corolle
palpitanti anemoni
la vita
a raccontarsi
con la bocca dei morti
col sangue delle pietre

 © flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it • 22 8 15

Poesia bella, alta, lirica ed elegiaca, concentrata e ben risolta in un unico respiro. La vita si racconta con volti galleggianti in un sogno ad occhi aperti, attraverso l'idilliaca ed edenica raffigurazione dello schiudersi di corolle di anemoni e si racconta con la bocca dei morti e il sangue delle pietre.
I morti fanno venire in mente quelli che parleranno in una poesia de "Gli strumenti umani" di Sereni.
Raffaele Piazza.

Il giorno a schiarire

Il giorno a schiarire

venerdì 4 settembre 2015

Alessia e l’albereto fantastico




Alessia e l’albereto fantastico

 .
Sera di laminaostia di luna
in di ragazza Alessia gli occhi
fino a di 18 grammi l’anima.
Esiste Alessia pari a un presagio
di vittoria del sogno più soave
specchio, immagine di donna.
Alessia tenta il mare della
memoria e una barca e una
lenza trova, il pesce azzurro
pescato di rinascita segnacolo.
A poco a poco la nebbia a
diradarsi nell’albereto
fantastico.

Raffaele Piazza   

giovedì 27 agosto 2015

Vele stanche di Felice Serino (Fantasia)

Vele stanche di Felice Serino (Fantasia)

Alessia sotto la pioggia agostana




Alessia sotto la pioggia agostana

.
Caldo d’agosto a toccare
di Alessia l’anima di 18
grammi, pioggia ad accadere
per nel tramonto
ad ogni passo resurrezioni.
Bagnati di Alessia i capelli,
attimi rosapesca nell’interanimarsi
Alessia con la spiaggia
di sabbia dove ha corso e
impresso impronte scalza
giocando alla California.
Si staglia in azzurro campita
una nuvolacavallo ad.
entrare in un rigo della mente
di ragazza Alessia,
in suadente continuazione
con la rosa rossa coltivata
nella camera con pazienza.

Raffaele Piazza

martedì 25 agosto 2015

eBook n. 188: Sul mare, di Giovanna Iorio [Poesia], LaRecherche.it

eBook n. 188: Sul mare, di Giovanna Iorio [Poesia], LaRecherche.it

Alessia guarda la luna




Alessia guarda la luna

 .
Nell’interanimarsi con la
distanza dal Parco Virgiliano
alla danza della luce
della luna ostia di platino
sospesa trasale Alessia
con Virgilio, cane spontaneo,
ricomponendosi l’affresco
della vita felice di ragazza,
l’esame superato e stasera
farà l’amore con Giovanni.
Luna mia fa che non mi lasci
scrive Alessia in un rigo
del pensiero.

Raffaele Piazza 

sabato 22 agosto 2015

Cielo amore di Felice Serino (Amore)

Cielo amore di Felice Serino (Amore)

"Un piccolo perpetuo sulla lingua" di Amina Narimi

Alda Merini "Le più belle poesie"


Alda Merini


Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da agenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello di Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu sì, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’assenzio
di una sopravvivenza negata.


In La Terra Santa, 1984








Cristina Campo


Cristina Campo
   
   
È rimasta laggiù, calda, la vita


.

È rimasta laggiù, calda, la vita,
l'aria colore dei miei occhi, il tempo
che bruciavano in fondo ad ogni vento
mani vive, cercandomi...

Rimasta è la carezza che non trovo
più se non tra due sonni, l'infinita
mia sapienza in frantumi. E tu, parola
che tramutavi il sangue in lacrime.

Nemmeno porto un viso
con me, già trapassato in altro viso
come spera nel vino e consumato
negli accesi silenzi...

                                      Torno sola
tra due sonni laggiù, vedo l'ulivo
roseo sugli orci colmi d'acqua e luna
del lungo inverno. Torno a te che geli

nella mia lieve tunica di fuoco.


Cristina Campo

da “Passo d’addio”, "All’Insegna del pesce d’oro", Scheiwiller, Milano, 1956

La vita a raccontarsi

La vita a raccontarsi

giovedì 20 agosto 2015

Alessia esce per le strade




Alessia esce per le strade

 .
Fuori dalla tenda dell’alba
dall’arnia dell’appartamento
ragazza Alessia esce per le
strade nell’interanimarsi
alle condominiali piante,
gli eucalipti e i pini nella
mente. Trasale nel fresco
dello sguardo Alessia
e spera che Giovanni non
la lasci. Veronica è stata
abbandonata dal ragazzo
e ha pianto con Alessia
nel folto del telefono.
Respira Alessia, si aggrappa
con il senso dello sguardo
al cielo, non crede alla chiesa
dei responsi ma solo in Dio,
che le sorride connivente,
alto un metro e settantotto
e a Gesù molto somigliante.

Raffaele Piazza

sabato 15 agosto 2015

Alessia e Ferragosto 2015



Alessia e Ferragosto 2015

 .
Mattinale calma per Alessia
rosalbavestita per di Ferragosto
la luce della festa.
A est il letto del sogno più
bello, a ovest la spiaggia
di sabbia candida dello scorso
anno. In bikini Alessia
accarezza l’onda e si tuffa
nella liquida storia infinita
del Mediterraneo. Viene
vicino Giovanni e le dice:
come sei bella.
Vicino l’albereto è fantastico.
Getta Alessia un pensiero
a rimbalzare sul mare.

Raffaele Piazza