sabato 24 gennaio 2015

Caduta - redent Enzo Lomanno

Vicente Aleixandre






Vicente Aleixandre

Si amavano



Si amavano.
Pativano la luce, labbra azzurre nell’alba,
labbra ch'escono dalla notte dura,
labbra squarciate, sangue, sangue dove?
Si amavano in un letto battello, mezzo tra notte e luce.

Si amavano come i fiori le spine profonde,
o il giallo che sboccia in amorosa gemma,
quando girano i volti melanconicamente,
giralune che brillano nel ricevere il bacio.

Si amavano di notte, quando i cani profondi
palpitano sotterra e le valli si stirano
come arcaici dorsi a sentirsi sfiorare:
carezza, seta, mano, luna che giunge e che tocca.

Si amavano d’amore là nel fare del giorno
e tra le dure pietre oscure della notte,
dure come son corpi gelati dalle ore,
dure come son baci di dente contro dente.

Si amavano di giorno, spiaggia che va crescendo,
onde che su dai piedi carezzano le cosce,
corpi che si sollevano dalla terra e fluttuando...
Si amavano di giorno, sul mare, sotto il cielo.

Mezzogiorno perfetto, si amavano sí intimi,
mare altissimo e giovane, estesa intimità,
vivente solitudine, orizzonti remoti
avvinti come corpi che solitarî cantano.

Che amano. Si amavano come la luna chiara,
come il mare che colmo aderisce a quel volto,
dolce eclisse di acqua, guancia dove fa notte
e dove rossi pesci vanno e vengono taciti.

Giorno, notte, occidente fare del giorno, spazi,
onde recenti, antiche, fuggitive, perpetue,
madre o terra, battello, letto, piuma, cristallo,
labbro, metallo, musica, silenzio, vegetale,
mondo, quiete, la loro forma. Perché si amavano.


(Traduzione di Francesco Tentori Montaldo)

da La distruzione o amore, Einaudi Editore, 1970





5 commenti di R. Piazza


Commenti di Raffaele Piazza
su rossovenexiano.com



Vita di mare (16. 8. 14)

essere circoscritto
nel tuo spazio ti sta stretto
assumere come l'acqua
la forma
del suo recipiente ti deprime
aneli come la sorgente
alla sua foce
amalgamarti coi fondali marini
conoscere
l'alfabeto dei pesci
gli anfratti i fatti
del giorno dispute e amori
coordinate d'una
vita di mare in divenire
le tempeste che tengano
l'anima tesa sul grido
come achab

flymoon felice serino

*

"Poesia alta e bella felicemente risolta in un unico respiro. E' detto l'interanimarsi con il mare e c'è un tu misterioso al quale il poeta si rivolge del quale ogni riferimento resta taciuto. Bell'issime immagini del pianeta mare. Splendida soprattutto la chiusa in cui è detto il capitano Achab di Moby Dick, sconfitto dalla balena e dal mare stesso".


* * *

Cieli bianchi - 1. 8. 14

cadute virgole
dalle pagine dei giorni
come un assordare di cristalli
poi brividio
di luna nel cerchio delle sere
cieli bianchi di silenzi
a propiziare un appiglio
per reinventarsi
la vita

flymoon Felice Serino

*

piazzaraffaele@outlook.it

Bella ed alta poesia concentatissima, risolta in un unico respiro. Sensazioni materiche e magiche di una natura rarefatta. E'espresso un desiderio di rinascita nella chiusa, nei versi finali in quel "propiziarsi un appiglio/per reinventarsi/la vita/", che ha qualcosa di Montaliano.
Gatto Raffaele Piazza



* * *

Far posto all'angelo  (21.6.14)

dev'esserci forse un angelo
alla mia sinistra
e sì che per natura
non sopporto nessuno da quel lato
camminando per strada
che non sia una benefica presenza

chi mi accompagna nella luce
declinante degli anni
non sa di dover fare
posto all'angelo

che provvido
mi aiuti a scalzare
ogni giorno la morte

flymoon Felice Serino

*

"Poesia neolirica e mistica ben risolta in tre strofe in lunga ed ininterrotta sequenza. Viene espressa la fede nell'angelo custode . Vi si riscontrano chiarezza, leggerezza, nitore, luminosità e una vena affabulante, che caratterizzano la poetica dell'autore. Alta e originale.  "Far posto all'angelo".

***


Al parco (5.7.14)

(fuori da un periodo depressivo)

vade retro male di vivere
nuova luce
di orizzonti leggo nello sguardo
dell'anziano sottobraccio nella
macchia di sole a farci isola
ora che nuovi
m'appaiono i semplici gesti
un sorriso una parola
forse questo
il senso mi dico
Lui ben sa
"utilizzarmi" al meglio
va-de re-tro mal du vivre
ti riconosco dal tuo odore
acre ti ricaccio nel buio
fondo

flymoon Felice Serino

*


"Alta poesia neolirica dalla forma elegante, ben risolta in un unico respiro. L'io poetante si trova nell'oasi di un parco imprecisato alla ricerca di una viva gioia, serenità e rigenerazione, dopo essere uscita da un periodo depressivo, detto nell'incipit tra parentesi.
Il poeta capta segnali positivi attraverso variegate immagini che si presentano ai suoi occhi".

***


Nuvole vaghe - 19 7 14

le nuvole vaghe a guisa di pegaso
o capra e in pacato risveglio
il sangue del tuo ieri connesso
alla vista del bimbo nel levarsi
dei piccioni in volo davanti
ai gridolini acuti e
più a lato
della piazza il vecchio
in carrozzina
tornato bambino a ricordarti
l'esistere parabola
di carne
nel pulsare dell'universo
e il conto degli anni
i voli pindarici del
sognare

flymoon Felice Serino

*


"Bella e alta poesia neolirica risolta in un unico respiro in lunga ed ininterrotta sequenza con un tono di sogno ad occhi aperti. E' detta tutta la parabola della vita, che trova i simboli del suo inizio e della sua fine nel bimbo e nel vecchio in carrozzina. Belli gli squarci naturalistici e c'è un "tu" che potrebbe riferirsi allo stesso io-poetante nel suo autoriflettersi".

* * *



Il mio posto

Il mio posto

giovedì 22 gennaio 2015

Alessia e la tela di Penelope



Alessia e la tela di Penelope


Nel letto del  risveglio
tra le cose del freddo
ragazza Alessia
nell’interanimarsi
a del cielo il cobalto
nel piumone celeste,
nel rigenerarsi nell’aria
polita prima di dire
pronto attende la
luce rossa nel telefono.
Ha un sogno in tasca,
Alessia, e una tela
da tessere senza
terminarla mai.

Raffaele Piazza

venerdì 16 gennaio 2015

Alessia e della neve il candore



Alessia e della neve il candore


Attimi bianchi di ragazza Alessia
nella dimora del freddo a giungere
a dell’anima i bordi. Fabula a
divenire favola di gioia per
Alessia nell’interanimarsi alla camera
dell’amore nuda sotto il piumone
di fisica gioia, Giovanni nell’attendere,
ansia a stellarla (tanto non mi lascia).
Sfiocca la neve in freschezza fuori
a entrare in Alessia per resurrezioni
ad ogni respiro. Trasmigra un pensiero
verso Alessia, di Giovanni capta:
(ti amo veramente).
Orologio frontale attesa di Alessia
come una donna,
sedici anni contati come semi.

Raffaele Piazza

domenica 11 gennaio 2015

Perdita - redent Enzo Lomanno

Recensione di Giuseppe Vetromile




Felice Serino, "D'un trasognato dove"

(Ed. Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano)


E' caratteristica essenziale in molti poeti la ricerca di una dimensione altra, per lo più disgiunta dalla materialità delle cose e allocata in un empireo che simboleggia la spiritualità, l'amore, il sacro. Questa ricerca indubbiamente parte innanzitutto da se stessi, nel prodigarsi a dragare nei labirinti della propria anima lacerti e spiragli di luce, di speranza, e di tutti quei valori che possano elevare la persona alla dimensione celeste, avvicinandola a quella meta che nel progetto della creazione può chiamarsi anche paradiso. E' innegabile che ogni uomo tenda a superare, e a superarsi, quelle barriere fisiche e materiali che in qualche modo gli consentano di raggiungere, o almeno tendere, ad una certa realizzazione di sé, che non sta tanto in una mera e statica acquisizione di beni materiali, quanto nell'agognare quella famosa "felicità" o stato di grazia che sia, che soddisfi non solo il corpo, ma anche e soprattutto l'anima e il cuore.
Che poi questa ricerca venga estrinsecata, seguita e sviluppata anche in modo creativo ed artistico, nella fattispecie tramite la poesia, è segno di sensibilità personale non indifferente, in quanto l'artista, il poeta, ha il coraggio di mettere in chiaro ciò che gli scaturisce da dentro, ciò che gli detta il cuore. In un mondo in cui i modelli predominanti sono il rivestirsi di corporeità e di ricchezze materiali, da seguire come obiettivo primario della quotidianità, un canto elevato alla purezza dei cieli sembrerebbe anacronistico se non addirittura bambinesco: c'è altro a cui pensare nella vita di tutti i giorni, c'è da sbarcare il classico lunario e non c'è spazio per intime riflessioni trascendentali. Ma il poeta è e resta sempre un puro d'animo, egli vede sempre al di là del velo opprimente che copre il mondo di grigio e di organigrammi, sente il discorso della natura e lo fa proprio, nonostante tutte le ottenebrazioni e i frastornamenti offerti dalla pubblicità più subdola. Si tratta di liberarsi da ogni falsità terrestre, e questo al di là di ogni tipo di religione, chè è primario in noi, nell'uomo, questo senso vago, indeterminato ma sussistente, dell'al di là, inteso come luogo sublime ed eternamente pervaso di gioia, pace e felicità. Si tratta di raggiungere l'empireo, appunto, ricostruire l'antico filo di resistente speranza che, in fondo, c'è qualcosa di vero oltre la dimensione materiale dell'uomo.
Felice Serino è dunque uno di questi poeti che vede e che sente: "insaziata parte / di cielo / vertigine della prima / immagine / e somiglianza / vita / lacera trasparenza / sostanza di luce e silenzio / sapore dell’origine / fuoco e sangue del nascere" ("Lacera trasparenza"); sostanza di luce che permea tutta la sua raccolta poetica "D'un trasognato dove", inesauribile canto di ricerca dell'"oltre", assidua ed appassionata narrazione poetica del suo cercare quel "dove" che possa riscattare il senso materiale della vita, che possa nobilitare l'uomo.
"In una goccia di luce / s’arresterà questo giro del mio sangue / lo sguardo trasparente riflesso / in un’acqua di luna / sarò pietra atomo stella / mi volgerò indietro sorridendo / delle ansie che scavano la polpa dei giorni / delle gioie a mimare maree / nullificate di fronte all’Immenso / allora non sarò più / quell’Io vestito di materia / navigherò il periplo dei mondi / corpo solo d’amore / in una goccia di luce": è il testo iniziale della raccolta di Felice Serino, testo emblematico che in qualche modo concentra e riassume la sua idea progettuale, e poetica, di un distacco dalla materialità al fine di trovare e provare, svestito di materia, quel nocciolo di verità assoluta, quei sentimenti puri non più inquinati o compromessi dalle implicazioni del corpo. Si tratta dunque di un discorso poematico di lungo respiro, tutto intriso di alta religiosità, una religiosità che richiama sicuramente la fede cristiana, pur non citando direttamente situazioni, fatti e personaggi della dottrina classica, ma traendo da essa i riferimenti più sinceri e puri: "- e gli esecrabili / delitti e la vita / tradita? / e il sangue innocente? / -non ricordo: in verità ti dico / l’Albero di sangue / virgulto di mio Figlio / il Giusto / si è ingemmato / ed espande nei secoli / le sue radici / in un abbraccio totale" .
La raccolta poetica di Felice Serino "D'un trasognato dove" è divisa in cinque parti: "Di palpiti di cielo", "Del trasognare", "La parola che fiorisce e dintorni", "Dell'impermanenza", e "Dediche".
Pur mostrando una complessiva omogeneità di progetto, costituita essenzialmente dalla trama religiosa di cui sopra, che lega internamente tutte le composizioni della raccolta, nella quale l'autore riesce ad estrinsecare e a sviluppare esaurientemente tutta l'ispirazione primaria attorno alla quale si addensa il suo dettato, in mille diverse angolazioni, la quinta parte, "Dediche", si discosta alquanto dal tema; si tratta qui di poesie ognuna "dedicata" ad un personaggio particolare (tra cui anche la moglie), che hanno evidentemente colpito la sensibilità del poeta, muovendolo ad esprimere considerazioni e riflessioni dal contenuto veramente nobile e importante, come ad esempio nella poesia dedicata ai migranti: "uscire / dal porto -il cuore in mano- / issare la vela della / passione / dietro lo stridulo / urlo dei gabbiani / tra le vene bluastre del cielo / foriero di tempesta / squarciare / nel giorno stretto / il grande ventre del mare / che geloso nasconde / negli abissi / i suoi figli" ("La ricerca" – Ai migranti di Lampedusa).
La scrittura poetica del Serino si presenta decisa, fluida, chiara, priva di tentennamenti espressivi e di vaghezze retoriche; è d'altra parte una scrittura non priva di un certo sapore lirico, e strutturata sulla base di versi brevi, in cui ogni termine, ogni parola, è fortemente risuonante.
Ne risulta complessivamente una raccolta di sicuro spessore poetico, interessante, propositiva oltre che riflessiva, che certamente induce nel lettore attento ottimi spunti di ulteriori considerazioni sia sul piano religioso che sul piano sociale.

Giuseppe Vetromile
3/1/15









 


Da LA COMPOSIZIONE DELLA LUCE (3)




Felice Serino

LA COMPOSIZIONE DELLA LUCE # 3




Agli occhi del cielo

agli occhi del cielo
padrone dei tuoi beni
sarà la ruggine

quando avranno rovesciato
i tuoi forzieri gli angeli
della morte

e tu non avrai più nome

allora la tua casa vuota
sarà preda della gramigna e
di avvoltoi affamati

mentre a essere elevato
sarà il plebeo
che condivideva il pasto coi cani

*



Lettere amo indorare


finché loro ci sono
e hanno le mani nel sangue
quasi presenze

percezioni inconsce a ravvivarle
come in padella a fuoco vivo
galleggianti in olio bollente
dagli scoppiettanti schizzi

insieme a parentesi a guisa
di unghie-di-luna appena
scottate

ecco che il cuore
madido di luce
ci si nutre

invaghito di lettere appena
pescate
dall'inferno dell'olio

*



Allucinate visioni


la sensazione di cadere
in un vuoto vertiginoso

ma si era soltanto assopito

le voci confuse
della tivù si fondevano
con le sue allucinate visioni
di fosfeni

più netta la linea
di demarcazione

ora
che la sua testa emergeva
come da alti muri d'acqua

*



Munch


nel buconero
del Grido
spiralante la vertigine

la raccolgo dentro
un foglio

vedi

pesco sogni di ragno
rimasti
nell'intreccio della tela

*



Ricordo un angelo


da piccolo
ricordo un angelo
raffigurato al soffitto

con lui mi confidavo quando
la febbre mi teneva a letto

nell'azzurra volta
trovavo altre nuove figure
lassù nascoste
mute testimonianze
di mie visioni

così passavo le ore
pomeridiane
mentre una lama di luce
cadeva obliqua
dalle socchiuse persiane

*




Fiore nero


l'avvicendarsi degli anni a cogliere
il nero fiore della morte

i figli emigrati
in cerca di eldorado

e l'anima che ha perso pezzi del suo cielo

trasudano presenza della tua metà
le fredde pareti e

le lettere d'amore ingiallite
nel fondo del baule

*



L'inesprimibile


questo rebus
che sei
intreccio d'anima e istinto
sul bordo del tempo
vago sogno in te
specchiato
l'indefinito
di te

un sé
dilatato in cieli
ancestrali
dove l'esistere è il suo
pensarsi

*



Luce al tuo passo

(ad un figlio)

reinventati la vita

non t'accorgi d'essere
vivo per apparire

dai una mano di bianco
alla tua anima d'autunno

migliora la tua aura

fermati estatico
davanti ad un volo o l'esplodere
gemmante di un fiore

ringrazia il Signore

fai pace
con la vita che mordi e ti morde

è luce
al tuo passo l'angelo che
sulle tue orme cammina

*



Il tuo sangue che vola alto


(a Madre Teresa)

non ombra che occulti
la tua anima di piccola donna
immensa
come il mare
specchio alla bellezza

la verità è il tuo sangue
che vola alto
planando
su celestiali lidi

oltre

le sere che chiudono le palpebre
sul cerchio opaco del male

non v'è ombra a coprire
il grido di luce in te
gemmante

*



Sguardi e il tracimare


sguardi e il tracimare
di palpiti
alle rive del cuore

aria dolce come
di labbra
incanutire di fronde
nella liquida luce

*



Flebili echi di conchiglia

fai che voltarti
alle spalle ampie aperture
d'un livido cielo
dove gorghi
hanno succhiato linfa
ai molteplici io

ancora flebili echi
di conchiglia
dal mare aperto dei ricordi
che il sogno criptato
fa suoi

*



© Felice Serino

sabato 10 gennaio 2015

Alessia e la stella del libero arbitrio



Alessia e la stella del libero arbitrio


Sera di platino, pensieri rosapesca
di ragazza Alessia a incielarsi
nel cobalto della meraviglia
(vede Venere, del libero arbitrio la stella
e dell’amore secondo natura).
Attimi di magia a scendere nell’anima
di Alessia di grammi 18
(tanto Giovanni non mi lascia).
Il diario consecutivo del 2015
si irida nel captare i giorni.
con la mano dei desideri affilata:
trascrive il sogno più bello
nella segretezza del file.

Raffaele Piazza

Docile alle Tue mani | Poesia | flymoon | Sito e blog per scrivere e pubblicare online poesie, racconti / condividere foto e grafica

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Poesia si fa - Poesia di Felice Serino (Riflessioni)

Poesia si fa - Poesia di Felice Serino (Riflessioni)