mercoledì 25 febbraio 2015

eBook n. 175: Remote percezioni, di Floriana Porta, Roberto Ghezzi [Poesia e pittura], LaRecherche.it

eBook n. 175: Remote percezioni, di Floriana Porta, Roberto Ghezzi [Poesia e pittura], LaRecherche.it

Alessia e la falce di luna di platino



Alessia e la falce di luna di platino


Freddo di falce di luna toccata
da Alessia per rigenerazioni
ad ogni passo,
fresco a pervaderla nelle cellule
dell’anima, in assenza di pioggia
a tonificare di ragazza Alessia,
anche dei desideri la luminosità,
fino a ieri sentiero, mare della
tranquillità nell’allunare il pensiero,
astro sacro d’argento per nuove
navigazioni nel trasfigurarsi del senso
presentito sul ramo dell’arancio
a vivere una vita di donna Alessia
nel suo ciclo felicità nel fare
l’amore.

Raffaele Piazza

sabato 21 febbraio 2015

Figlie di altra luna - libera interpretazione di Anche ora che la luna d...

Recensione di Angela Greco





il sasso nello stagno di An Gre

collaborativo di poesia, arte e dintorni a cura di Angela Greco



D’un trasognato dove (100 poesie scelte) di Felice Serino letto da Angela Greco
di Angela Greco


Felice Serino poesia-


D’un trasognato dove è la nuova silloge poetica di Felice Serino, realizzata in collaborazione con l’Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano; cento poesie scelte nell’ambito di una vasta produzione sensibile ai temi dal sociale allo spirituale, sempre esternata con caratteristica gentilezza e partecipazione. La scrittura poetica di Felice Serino è breve, incisiva, toccante, colta e colma di richiami a quella sfera dell’esistenza da cui tutti proveniamo e a cui tutti torneremo. La forte spiritualità dell’autore è un balsamo per il lettore, che anche in questa scelta di testi, può incontrare se stesso e l’altro da sé in versi sintetici, dotati di forza e passione, particolarmente efficaci in relazione alla generazione poetica di chi li sta affidando alla carta.

Il testo assomiglia ad un cielo serale (e credo non a caso la copertina) punteggiato da stelle – cento – tutte volte all’attesa e alla metaforica vista del giorno, della maggior luce, di quella nuova prospettiva a cui lo stesso autore anela e che può essere intesa come un’armonia cosmica in cui ciascuno finalmente sarà in grado di comprendere quello che in questa vita gli è precluso. Felice si interroga ed interroga in questi versi, scuote la tranquillità, ricorda, condivide e soprattutto spera, percorrendo una strada a cui il lettore è invitato, fornendo finanche le domande necessarie per incamminarsi su questa via. E la poesia è il mezzo per seguire questo itinerario introspettivo.

L’ultima parte del testo, quella che raccoglie poesie dedicate, fa battere il cuore con tono maggiore, riconsegnando il lettore alla storia e alla società attuali; nelle ultime pagine la voce dell’autore si rivolge ai vari destinatari con tutta l’umanità dei suoi anni vissuti, affiancando figure di santi e di giovani, che hanno lasciato fortissimi insegnamenti, quasi a voler idealmente segnare gli estremi entro cui includere tutta la vita stessa dell’uomo, dal punto di partenza alla meta finale. [Angela Greco]



Poesie tratte da D’un trasognato dove di Felice Serino

Altra veste

un vedermi lontano
io che vesto parole
di carne
alfabeti di sangue
da me lontanissimo
ché ad altra
sembianza anelo
per voli su mondi
ultraterreni

§

Cielo indaco

confondersi del sangue con l’indaco
cielo della memoria dove l’altro-
di-te preesiste – sogno
infinito di un atto d’amore

§

Senza titolo

al di fuori di me –
io stesso luogo-non-luogo –
mi espando

di cerchi concentrici è il lago
del mio spirito: sasso gettato
dal capriccio della musa

fremito d’acque e stelle

§

Alta Engadina

diario [mentre “mi” scrivo spiando
il mondo da qui tra terra e cielo]

è il caso di dire
un bianco
da ferire gli occhi
la parete del
ghiacciaio
riflettente una luce
quasi
ultraterrena

a bucare la notte
-mentre qui
mi scrivo

§

In divenire

appoggiato alla spalliera
d’aria del divenire
tu –
arcoteso
futuro anteriore o
tempo che ti mastica
sangue del pendolo

§

Un appiglio

giorni sui precipizi
vivendo
in braccio a capricci del vento

…un appiglio sarebbe il cielo
a rinascere
in echi d’inchiostro?

§

Sospensione

un camminare nella morte dicevi
come su vetri non conti le ferite
aspettare di nascere uscire
da una vita-a-rovescio

riconoscersi enigma dicevi
di un Eterno nel suo pensarsi

*

Felice Serino è nato a Pozzuoli nel 1941. Autodidatta. Vive a Torino. Copiosa e interessante la sua produzione letteraria (raccolte di poesia: da Il dio-boomerang del 1978 a La luce grida del 2013); ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti e di lui si sono interessati autorevoli critici. E’ stato tradotto in sette lingue. Intensa e prolifica la sua attività redazionale visibile anche on-line. Scrive su vari blog. (dal testo)







nicolas henry-switzerland-eternal-2008


Commenti a 5 poesie


Commenti di Raffaele Piazza aka gatto
su rossovenexiano.com


Più d'una vita  


l'insistente
mostro della mente
e l'embolo d'ombre
e quanta
morte in questa vita
più d'una
a far nascere
ali
dove sanguina
la trasparenza

Felice Serino aka flymoon

*

piazzaraffaele@outllook.it • 29/11/2014

Poesia breve e concentratissima, alta e bella, risolta in unico respiro. Il poeta riflette sul senso del dolore ontologico della vita e sul pensiero della mente umana ingovernabile. L'angustia senza gemersi addosso, connaturata all'essere sotto specie umana, per dirla con Mario Luzi. Icasticità leggerezza, nitore.

Gatto

* * *


In divenire

appoggiato alla spalliera
d'aria del divenire
tu -
arcoteso
futuro anteriore o
tempo che ti mastica
sangue del pendolo

 © flymoon aka felice serino

*

 piazzaraffaele@outlook.it • 13 12 14

Poesia bella, alta e ben risolta nella sua brevità, in unico respiro, concentratissima. Notevole la densità metaforica e sinestesica. Vaga bellezza nell'immagine "arcoteso, futuro anteriore" e splendido l'incipit "appoggiato alla spalliera d'aria del divenire". Protagonista è il tempo.

Raffaele Piazza

* * *


Il quadro

lo vedi meglio a freddo da fuori
se non preso nel vortice della
sindrome di stendhal
meglio
che non lo stesso
autore immerso e perso
nella sua creazione
il sangue sparpagliato nei colori

© flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it • 27 12 14

Poesia neolirica, alta, bella, visionaria, concentratisima, risolta in un'unico respiro. E' presente il tema dell'arte in generale e della poesia che riflette su se stessa, elemento intrigante. Anche la poesia ha i suoi colori e "Il quadro" ci fa pensare a pennellate iridate, magistralmente formulate.

Raffaele Piazza

* * *

Docile alle Tue mani

docile pasta alle Tue mani
plasmami secondo il Tuo volere
sgabello di gratitudine ai Tuoi piedi
farfalla lucente di Tue piaghe

© flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it • 10 1 15

Poesia bella alta e concentratissima, ben risolta in un unico respiro. Un senso di creaturalità emerge dai cinque versi icastici e leggeri, nella ricerca delle salvifiche mani del Padre e del Figlio. L'io poetante si fa pasta, sgabello e farfalla al cospetto del Creatore.

Raffaele Piazza

* * *


Il mio posto

a David Maria Turoldo

nella tua costruzione
Signore dove
metti il mio tassello
quale
il mio posto:
sia pure
l'ultimo - ma
come Tu disponi:
indelebile
profumerà
per Te il fiore
del mio sangue

© flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it • 24 1 15

Poesia bella alta e molto mistica, ispirata in un certo modo dalla poetica di Turoldo. Il poeta si fa creatura docile nelle mani di Dio, per poi divenire persona. Struttura breve concentratissima e verticale. Bellissima e originale la sinestesia della chiusa "fiore/del mio sangue".

Raffaele Piazza

Nell'indaco cielo del sogno

Nell'indaco cielo del sogno

venerdì 13 febbraio 2015

Il grido - Poesia di Felice Serino (Brevi)

Il grido - Poesia di Felice Serino (Brevi)

Alessia e il bianco febbraio



Alessia e il bianco febbraio


Attimi disadorni.
Mette il cosmo Alessia
nell’anima, tonificata
dal freddo bianco
di febbraio.
Sceglie i vestiti,
la gonna verde,
il pullover grigio,
gli slip neri comprati
con Veronica,
che piacciono
a Giovanni,
domani devono venirle..
Non mi lascia.
In ordine di poesia
i libri del sudore
Pasolini, Penna, Plath..
Armonica vicenda.
L’esame di italiano
dopodomani
andrà bene come gli
altri.
Felice Alessia si spoglia
nuda  allo specchio.
Sono bella.

Raffaele Piazza

sabato 7 febbraio 2015

Alessia e la grandine



Alessia e la grandine


Piove ghiaccio dal cielo
freddo battesimo per ragazza
Alessia nel rigenerarsi.
Febbraio del nevaio è
entrato in scena, oggi
nell’affresco settimo giorno.
A poco a poco si agglutina
di Alessia l’ombra
al muro frontale pari ad edera.
Gelo nelle fibre dell’anima
nel corpo di Alessia sola
nel folto della casa,
grandine a farla
felice (non mi lascia).

Raffaele Piazza

Germano Mandrillo, "Gli gnomi" - grafica Jone Arte

Germano Mandrillo, "Gli gnomi" - grafica Jone Arte

Recensione su POMEZIA-NOTIZIE





FELICE SERINO
D'UN TRASOGNATO DOVE

Associazione Salotto Culturale Rosso Venexiano, 2014,
Pagg. 128, Euro 12



Felice Serino (classe 1941) è campano di Pozzuoli, autodidatta, vive a Torino, vanta una "copiosa e interessante" produzione letteraria, è noto in Italia ed è tradotto all'estero. Giordano Genghini nella prefazione a D'un trasognato dove, indica il tentativo che il Poeta rivolge alla ricerca di un oltre "inesprimibile", che conduce al Divino, uno sforzo entro cui si rifugia.
La raccolta comprende componimenti brevi o di media lunghezza, dai versi sciolti dal metro variabile generalmente raccolti in strofe; si rivolge in prima persona a un interlocutore in modo confidenziale. L'assenza dell'interpunzione e delle maiuscole, tranne eccezioni, può disorientare. Sono citati (con iniziale minuscola) Kandinsky, Van Gogh, sindrome di Stendhal, San Sebastiano, i Maya. Frequente è l'uso di alcune parole come specchio (d'acqua, di cielo, di vetro), luce, arco, sogno; la voce inglese unforgettable, alcuni termini specifici informatici e scientifici, o esoterici. Il libro si articola in cinque sezioni che procedono in maniera conseguente, così da disegnare un itinerario spirituale ben preciso che giova ripercorrere, per meglio conoscere l'Autore (Di palpiti di cielo, Del trasognare, La parola che fiorisce e dintorni, Dell'impermanenza, Dediche).
Il suo cuore non pomperà sangue ma palpiti di cielo, etere, anzi, luce. Egli si confonde negli spazi siderali e pur nella sua piccolezza, si sente prossimo al Creatore dell'universo. Novello Ulisse viaggia nei cieli facendosi voce di Dio, così spiega che il Figlio s'è fatto crocifiggere per fare posto all'amore. In attesa di una seconda rinascita di Dio in terra, il Poeta vorrebbe risorgere come particella di cielo, pur fra ostacoli per emendarsi. Mi pare irriverente mettersi nei panni di Dio, o semplicemente stravagante: "in verità ti dico/ l'Albero di sangue/ virgulto di mio Figlio/ il Giusto/ si è ingemmato/ ed espande nei secoli le sue radici/ in un abbraccio totale" (pag. 20).
Il trasognare, è la conseguenza del bagno di luce, in una ricchezza di colori, in una contemplazione che eleva lo spirito, in cui ci si fonda con le particelle cosmiche e divine. Ma l'uomo-poeta ha anche visioni terragne, del vivere quotidiano, fra cui fanciulli giocare, ma anche relitti come bare sommerse nel mare, i migranti del Mediterraneo ne sanno qualcosa. I sogni sono "un'oasi di pace" che ci portano fuori di noi stessi, si dispiegano nel profondo dell'anima, come segno di salvezza. Felice Serino travolto dai vortici, tra acque e stelle, si sente stordire "in sogno sovente ritornano/ amari i momenti del vissuto/ che non vorresti mai fossero stati/ si affaccia nel tuo sogno sudato/ quel senso di perdizione/ incarnato nel figlio/ prodigo che fosti/ emerge dai fondali/ dell'inconscio dove naviga il sangue/ e tu non puoi disfartene" pag. 39.
Il Poeta considera la meraviglia della parola che fiorisce, che diventa poesia sui fogli di carta; che ci permette costruzioni fuori dal Sé e permette di padroneggiare la materia. In una sorta di estraniazione sente di ritrovarsi nel mistero, in tanti io diversi, nuotare badando di non soccombere dinanzi al male; ma sa che la vita è anche un morire a poco a poco, così commenta: "ti coniughi ad un presente che s'infrange/ dove l'orizzonte incontra il cielo/ e ti sorprendi a chiederti chi sei/ oggi da specchi rifranto/ e moltiplicato/ mentre il tempo a te ti sottrae" (pag. 85).
L'ultima sezione comprende dediche, in una sorta di discesa in terra, un doveroso riconoscimento di impegno affettivo, religioso e civile; così alla moglie, a Elio Pecora leggendo Sandro Penna, a Karol Wojtyla, Simone Weil per la sua solitudine, a Dino Campana, David Maria Turoldo, a Madre Teresa, J. L. Borges, Padre Pio; ai ragazzi vittime del sistema: così Iqbal "portatore dei diritti dei bambini lavoratori" ucciso nel 1995, così Davide vittima stradale, Carlo Acutis stroncato dalla leucemia, Nkosi Johnson morto perché nato sieropositivo; anche ai migranti di Lampedusa; e infine "a tutti i carcerati e alla loro metà".
Felice Serino con D'un trasognato dove, credo offra una poesia cosmica. Erige mattoni per superare i limiti umani e pure quelli spirituali. Il suo dove emerge da "profondità oniriche", forse perché ha trovato il divino dentro se stesso, pertanto invita a spendersi per gli altri; tuttavia esprime oracoli alla maniera della mitica Pizia.

                                                          Tito Cauchi


Da POMEZIA-NOTIZIE - febbraio 2015





Da LA COMPOSIZIONE DELLA LUCE (4)




Felice Serino

LA COMPOSIZIONE DELLA LUCE # 4





Finestre d'aria

fa strano guardarlo
mentre il bacio deponi
come su freddo marmo

dici sembra
dormire

se immagini di aprirgli
la spaziosa fronte
vedresti attraverso
finestre d'aria

come uccelli aleggiare
alfabeti felici
che dicono l'inesprimibile

il tuo
centro

*



Fine anno

semmai un aggancio
la mano del vicino
ora
che un senso di sperdimento
è la vita rivoltata
ma le volte che vi hai sputato

girovagare tra
luminarie e vetrine
ti richiamano all'incanto del bambino
mentre ti lacera dentro
la morte del clochard
sotto i portici nel gelo

*



Sogno di carta

alti muri
di carta
laceri strati e strati
senza via d'uscita
labirinti mentali
ove galleggiano improbabili
parole e voci
bagaglio d'un viaggio kafkiano

*



Mi piace il tuo garbo

(a mia moglie Angela)

ora dici mi piace
ancora il tuo garbo
e un pizzicotto mi chiedi
per vedere se non è un sogno
nel letto abbracciati
nel dolce tepore
l'attesa
che salga la luce e c'inondi
grati al cielo d'essere
insieme sembra anniluce
o primavere scandite che
han visto le nostre tenerezze i silenzi

*



Poesia si fa

è che poesia si fa da sé
nel seme del suo autocrearsi

è nella danza del calabrone sul fiore
nel gioco
della luce con l'ombra attaccata ai piedi
nelle parole bagnate in un lancinante addio

casa della poesia è dove nasce l'onda
la radice del vento il volo aquilonare
è vedo non vedo in una grazia velata

poesia è la bellezza
che tiene in scacco la morte

*



Casa di riposo


sono io oggi
ad imboccarti
al pomeriggio poi il solito
giro nel viale
lo scricchiolio delle ruote sul selciato
gli alberi vedi han perso la bella chioma
ed è ancora clemente il tempo
tu adagiata in una smarrita indolenza
riflesso 
nei tuoi occhi il cielo
t'asciugo con garbo un filo
di bava lucente
ora che non hai più voce
mi giunge eco di madre
mangia se stesso chi
non si dà

*



Funamboli


metti noi due
guardali
in bilico sulla corda
tesa dell'esistere
a contare gli anni come grani
nelle curve dei silenzi
gli abbagli nel vuoto del cielo
lo sporgersi sul tempo che viene

e le cicatrici di luna nelle
primavere risalendo in luce
da inverni amari di
catarro e croci

*



Se gratti l'argento


[ispirata leggendo "Finzioni", di J. L. Borges]

paradosso
temere di sparire se
gratti l'argento dello specchio

quasi
non t'appartenessi

realtà sfumata nel mistero

non sei che parvenza
sognata da un dio

nell'insondabile
suo cielo d'esagoni e sfere

*



Luce d'amore


carne che presto
si dissolverà nell'aria
occhi
che rideranno al cospetto
dell'Assoluto

il tempo è breve
delle ombre allungate sul cuore

invaderà tutto l'essere
quella Luce che addenti

*



Poesia ti libri

dal sangue un nascere d'ali
poesia ecco ti libri
in verde cielo d'alfabeti
dove l'anima si ascolta e
la vita si guarda vivere

*



Rosa d'amore


vita che ti attraversa
in un vento di luce

angelicato fiore
rosa che si schiude
fra cristalli dell'inverno

*




Auschwitz


impigliato
il cuore al filo spinato
sui prati di sangue

decorati dal fiore dell'urlo
mai dissolto nell'aria tremante
-grido
che cammina
nella memoria della storia

coperto dal velo
di pietà

*



© Felice Serino





















Eldorado

Eldorado

domenica 1 febbraio 2015

Alessia e la vacanza



Alessia e la vacanza


Parte da Roma Termini, Alessia,
non è il treno a portarla
ma il suo pensiero. Fuori
verdi prati gemmanti e di
febbraio il freddo ricorda
ragazza Alessia soavemente
(ieri ha fatto l’amore nel fienile).
Azzurrità di cobalto,
mattino mistico per Alessia
rosavestita per la vita,
verso Assisi con Giovanni,
il binario procede, il viaggio.
Nello scompartimento soli
Alessia e Giovanni, liquidità
delle bocche nell’unirsi e ci
sarà raccolto per gli amanti,
tersa atmosfera le cellule
dell’anima di Alessia a
rigenerarsi.

Raffaele Piazza