domenica 29 marzo 2015

Alessia e lo zucchero filato




Alessia e lo zucchero filato
 .

Pomeriggio di Alessia
appoggiata al fusto
del pino al Parco Virgiliano
nell’inalvearsi dei pensieri
dove era già stata nel 2014.
Sedici anni contati come
semi di Alessia scalza
giocando alla California
in corse infinite per
appoggiarsi a della
rigenerazione
la panchina di bianco.
fresco, le nude spalle.
Poi nell’abbandonare
dei bambini il luogo
oltre il tempo, giornata
ad abbreviarsi di un’ora,
scende la sera
scende il latrato del cane
nell’anima di grammi 18.
E all’uscita dello zucchero
filato scorgere la bancarella
e con €1 prendere il gusto
dolce della vita
se non è nuotando esistere,
tra i pianti dei fiori
di bambini e altri pini
in mistico iridarsi.

Raffaele Piazza

sabato 21 marzo 2015

A darti l'abbrivio di Felice Serino (Brevi)

A darti l'abbrivio di Felice Serino (Brevi)

Fernando Pessoa - Il mio cuore fu tuo

Nel perdurare la luce






QUEST'OPERA È STATA SELEZIONATA
NEL CONCORSO LIBRI DI-VERSI IN DIVERSI LIBRI
IN MEMORIA DI NUCCIO CARUSO EDIZIONE 2014-2015



Felice Serino
Nel perdurare la luce

POESIE SPARSE

(1978-2014)
2015, 8°, pp. 56
Collana ARABA FENICE n. 213
€ 10,00acquista
ISBN 9788869540424

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.

LE OCCASIONI PERDUTE

la mia vecchiaia avrà il ricordo
delle occasioni perdute
di legni che non tocca la risacca
indifferenti o timorosi di
naufragio

la mia vecchiaia sarà il vino
di scarse annate l’amaro
di non aver dato e preso:
mi resterà solo una
rassegnazione attaccata alla pelle
dell’anima
e avrò fame di ricordi e i ricordi
nominati
mi dilanieranno

1978


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... [nell’opera di Serino] il tessuto dei versi è coerente e ha un tono e un timbro inconfondibili. I temi toccati ruotano attorno a una ricerca spirituale intima del poeta ma nel contempo rivolta ad ogni uomo. I versi, come nei grandi artisti mistici del Medioevo, esprimono l’inesprimibile del mistero divino soprattutto attraverso il simbolo della luce. La spiritualità del poeta è però modernissima perché inquieta, mobile, non univoca.
Alcune immagini, metafore e parole-chiave sono ricorrenti nella raccolta. Oltre alla luce, altri simboli ricorrenti nei versi di Serino per esprimere l’inesprimibile – l’“Oltre” – sono il sogno e l’azzurro, che si intrecciano con la musica nel tentativo di dare corpo al divino. Tuttavia, i versi di Serino non hanno certo caratteristiche tradizionali e meno che mai “cantabili”, in quanto nel loro originale ritmo si manifesta la presenza della realtà umana fatta di carne e sangue, dei “veleni del mondo” e, in particolare, del mondo contemporaneo in cui “l’autentico” è “violentato dal mediatico”.
All’interno di questa antitesi decisa fra l’Altrove e il male del mondo determinante è la funzione della poesia, che definirei profetica ma, anche, casa in cui rifugiarsi per distaccarsi dal male di vivere. La spiritualità di Serino e la sua fede nell’Altrove non è mai incerta. La cultura su cui fioriscono i versi dell’autore è estremamente ricca: lo si comprende da citazioni dirette o indirette, e soprattutto dalla ripresa rielaborata, nei versi, di altri versi, secondo una tecnica già presente in grandi poeti, da Dante a Luzi, ma usata in modo originale.
La lirica di Serino si colloca nel panorama estremamente vasto di questa sorta di ideale “empireo della poesia” che si contrappone – almeno come possibilità di difesa – ai mali della storia.

Giordano Genghini

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BIOGRAFIA

FELICE SERINO è nato a Pozzuoli nel 1941.
Autodidatta. Vive a Torino.
Ha pubblicato varie raccolte: “Il dio-boomerang” (1978), “D’un trasognato dove” (2014).
Ha ottenuto importanti riconoscimenti e di lui si sono interessati autorevoli critici.
È stato tradotto in sette lingue.
Intensa anche la sua attività redazionale.

Per saperne di più:
http://www.libreriaeditriceurso.com/serinofelice.html




Da PALPITI DI CIELO (1)



FELICE  SERINO

Da PALPITI DI CIELO – 2015 # 1



.
Spleen

lei dagli occhi blucielo
inquadrata in un ritaglio del
tuo sogno lucido

ed è un morire dentro
percorrere
l'acciottolato d'un bianco accecante
che conduce al mare

e quel sorriso
a durare nel cuore
perdutamente altrove

ti fa il verso il gabbiano
planato
sulla tua isola di spleen

*



Il grido

ad un cielo
sordo ad ogni voce ed eco
appeso il grido
testa e croce ti giocasti l'anima
nel bailamme
d'un'allucinata notte
a simulare la morte

*



L'attesa

ti tiene in vita come a fine inverno
la primavera canterina

(non già l'appagamento
senza più desideri)

ti tiene in vita quel non so
che riempia i vuoti

(come il trepidare per l'uscita
delle prime poesie o
per il primo appuntamento)

ecco risuona l'attesa
come un'eco di mare

sei la vela che si gonfia di vento

*



Il lebbroso

alle sue spalle
un cielo bianco cadmio

e la figura
ieratica
a fendere la folla
chiudere le distanze

luminosa
Farfalla "vede" posarsi
sulle dolenti piaghe

*



L'indicibile
dove deflagrano
nude parole al di là
della scrittura
ho cercato nel calamaio del cuore
l'inesprimibile

ciò
che non può essere detto

ho cercato stanze
inesplorate
negli anfratti del mare

le voci
trattenute
nella gola del vento

l'indicibile
nella luce della bellezza

*



Ancora in volo

perduto in me
l'aquilone ancora in volo
dal tempo che
più che reale m'era sogno
la vita

ora forse nascosto
dietro le nuvole o
a giocare col vento

in cadenza di vortici
imprevedibili

come l'esistere

*



Nei fondali

per nulla mi separerei
da questa pena
nel macerarmi chino sulle parole
tra respiri di solitudine

-v'è un accendersi
di segni e strade
mentre attraverso l'inconoscibile
che in sogno spio

non altro anelo che questo
inabissarmi
nei fondali di fonemi

finché la morte
mi sorprenda
in un'emorragia d'inchiostro

*



Chiedilo alla luce

scrivere la luce
inginocchiato nella luce

inspirando bellezza
ch'emana
come da un tempo altro

pure
ami la luce
ferita:

chiedile
delle infinite crocifissioni

fattene guanciale
in notti di pianto

*



Divergenze

la luna
china sulle mie notti disfatte
di poeta in erba
a carpire versi da "urlo"
beat ante litteram
coi sogni di gloria nel cassetto
in cerca della parola
luminosa che "spacca"

e tu rivolto alla mia
"crisalide"
che andavi blaterando nel
citare la preistoria
carducci et similia

*



Un cielo ci nasce

dal peso mortale
un cielo ci nasce

penetra luce
nella ferita più fonda

siamo respiro cosmico
legati a una stella
di sangue
originaria armonia
che nel vivere si frange

*



Senza titolo

ora
il mio sangue si eleva
al battesimo della luce

vedi
sono fiorito

e la morte non la ricordo più

sono uscito da lei come da un fiume
di tenebra

*


Luce di luna
(l'ispirazione)

ti dai d'amore e in veste
notturna t'ammanti
all'occhio del cielo

in silente vaghezza
il tuo porgerti china
sul sangue che ridèsti

nell'essere mio: m'irradia
d'epifanie luce
di luna


(C) Felice Serino





Borderline

Borderline

giovedì 19 marzo 2015

Alessia e il lago increspato



Alessia e il lago increspato

 .
Occhi azzurri di Alessia
nel segnalarle il lago
increspato a ovest della
vita e dello sguardo.
Sono cresciute edere
sul muro frontale della
casa di Alessia, foglie
verdi nel bianco calcinato
nel dare segnali di rinascita
e le acque del lago
sono lì come un anno
fa, ora chiare e fresche.
Marzo di primavera
(se Alessia è la primavera).
Si rigenera ragazza Alessia
Nella trasparenza dell’aria,
tocca l’amuletoconchiglia
(non mi lascia).

Raffaele Piazza

sabato 14 marzo 2015

Alessia e la salita



Alessia e la salita

 .
Salita tra le cose del mondo
per ragazza Alessia
al colmo della grazia,
di grano il campo attraversato
al Parco Virgiliano per il profano
amore con Giovanni.
Attende il tempo la disadorna
via serale, un fiore d’erba
azzurro della tinta del manto
della Vergine e chiede all’angelo
candido il responso:
non ti lascia.
Respira Alessia in forma
di bellezza.

Raffaele Piazza

Al parco

Al parco

lunedì 9 marzo 2015

Tradimento di Alessia



Tradimento di Alessia

 .
Malizia a scorgerla Giovanni
in di Alessia gli occhi
dell’azzurro più profondo,
laghi a incresparsi nella
liberazione dalla luce.
Non ha voglia oggi ragazza
Alessia: capta l’amato
un’ombra nelle movenze
di Alessia e comprende
(quella telefonata,
quel mancato appuntamento)
(allora ha fatto l’amore
con un altro)
(non rompere il vetro!!!).
Sa Alessia che lui sa.
(l’ho conosciuta a quindici
anni, era vergine, non conosceva
il suo corpo, la prima volta
all’Hotel del Sole).
Prega Alessia la Vergine
nella medaglietta al collo
sottile: non mi lasci!!!

Raffaele Piazza

sabato 7 marzo 2015

Poesia di Ferruccio Brugnaro

Recensione su Poetrydream




SEGNALAZIONE VOLUMI = FELICE SERINO

Felice Serino – Trasfigurati aneliti--Edizioni virtuali il basilisco - Poesiainversi.it - 2015 – pagg. 49


La nuova raccolta di poesie di Felice Serino, nato a Pozzuoli e residente a Torino, poeta pluripremiato, tradotto in sette lingue e che su internet dirige diversi blog e siti, si colloca sicuramente come il momento più alto della sua fertile e copiosa produzione.
Cifra essenziale, che connota la poetica del Nostro, di raccolta in raccolta, è una vena originalissima che parte da una visione del sacro, visto sia in maniera trascendente che immanente.
Serino si pone nei confronti della realtà, del mondo, del cosmo, che nella nostra contemporaneità spesso diviene caos, inizialmente come creatura che anela ad un essere superiore tramite una religiosità che supera e va oltre le forme confessionali e ritualistiche della Chiesa.
Sono spesso nominati da Felice Dio, Gesù, la Madonna e soprattutto gli angeli, ma il poeta non cade nel dogmatismo, credendo in un amore interessato per Dio, in un rapporto con Lui non mediato, tipico dei mistici, e che trova la sua realizzazione, il suo inveramento proprio attraverso, le sue poesie, che presentano unitarietà del discorso e coerenza.
Proprio in questo modo e in tal senso egli da creatura si eleva a persona, che vive criticamente in una società, relazionandosi con essa secondo una sua personalissima visione del mondo.
Tema essenziale del suo riflettere in versi è quello dell’amore per la vita, che lo porta ad una certa forma di ottimismo.
Per Serino l’esistenza umana è degna di essere vissuta e anche la morte non è considerata come la fine di tutto, ma come il passaggio dalla transitorietà all’eternità.
Non solo i contenuti sono originali nel poiein dell’autore, ma anche la forma dei suoi testi in massima parte brevi.
Il poeta attraverso gli occhi si rivolge alle cose che lo circondano, che vengono trasfigurate in versi, divenendo cariche di senso e di pathos.
Ecco dunque il sentire di Serino in "Trasfigurati aneliti", che esprime la stabile tensione del poeta verso l’universo e anche verso il microcosmo.
Il libro è costituito da 45 componimenti tutti forniti di titolo e non è scandito in sezioni,
"Trasfigurati aneliti" potrebbe essere letto come un poemetto vista la sua unitarietà e tutte le poesie che lo compongono fluiscono in lunga ed ininterrotta sequenza e sono risolte in un unico respiro.
S’incontrano diversi interlocutori in questa raccolta, ai quali l’io-poetante si rivolge, figure che sono Dio, Gesù, gli angeli e anche esseri terreni dei quali ogni riferimento resta taciuto.
Una vena epigrammatica connota il dettato del poeta che pratica una poesia neolirica.
Si notano precisione, velocità, leggerezza, icasticità, grazia e armonia nel versificare di questo autore.
A volte il tema del sacro si coniuga con quello della classicità, in versi sempre luminosi e controllatissimi.


Raffaele Piazza











Nei fondali (con commento)




Nei fondali

per nulla mi separerei
da questa pena
nel macerarmi chino sulle parole
tra respiri di solitudine

-v'è un accendersi
di segni e strade
mentre attraverso l'inconoscibile
che in sogno spio

non altro anelo che questo
inabissarmi
nei fondali di fonemi

finché la morte
mi sorprenda
in un'emorragia d'inchiostro

Felice Serino

*

Commento di Antonio Terracciano

Quando tutto è ormai svanito, perduto, non resta che una consolazione: immedesimarsi nella propria arte. E per il poeta, per il vero poeta, la migliore compagnia è data dalle parole,
dall' immergersi "nei fondali di fonemi" finché le forze lo permetteranno, finché la morte non si concretizzerà attraverso la potente immagine finale dell' "emorragia d'inchiostro" . Questi concetti sono sviluppati nitidamente, e quasi stoicamente direi, nella bellissima poesia del Serino.


www.feliceserino.scrivere.info

Un appiglio

Un appiglio

giovedì 5 marzo 2015

Alessia e la chiave di platino



Alessia e la chiave di platino


Sera, impenetrabile castello
per Alessia in forma di donna,
raggiungere Giovanni in
dell’amore la camera nel
nero maniero magia nella vita
se non è più nuotando esistere.
Sul del cavallo il candore
in limine del tempo procede
ragazza Alessia e sta
infinitamente nell’azzurro
del cielo il pensiero
pari ad arcobaleno. Scende
dal cavallo e con di platino
la chiave spalanca il portone,
serratura che funziona,
giunge in di Giovanni la camera
al terzo piano.
Si spoglia Alessia…

Raffaele Piazza