sabato 8 agosto 2015

Da NELL'INFINITO DI NOI (1)


Felice Serino

NELL'INFINITO DI NOI # 1

.


Lo sguardo velato


dò i miei "occhi" a quel che passa
in questo scorcio di tempo che mi resta
d'intenerimento

la stessa
luce la losanga sul letto
la goccia pendente
dal ciglio lo sguardo velato

ora come allora

quando
"morte ti colse fior
di giovinezza" scrivevo
ventenne o giù di lì

-ah ridicolaggini

*


Come sbuffo di fumo


riconoscilo
l'hai tirata per i piedi
non un'immagine
viva che susciti
un tuffo al cuore
né metafore o
enjambements

se spazi nel tuo mondo trovi

-anche un
batter d'ali a ispirarti

invece
buttata lì

lei dal fondo
del bianco grida
la immeritata
striminzita vita

*


Vaghezza d'immagini


non un appiglio neppure
l'aggancio da un sogno

vaghezza d'immagini
preavvertite quasi
a scivolare di sguincio
nella immensità dei silenzi
senza il tempo di rubargli
l'ultimo fiato

-complice una quasi
misterica luce

boccheggia l'anima
nell'eco d'un grido
come di un frantumarsi di cristalli

*


Colui che intinge con me (2)


Gesù aveva i suoi "followers"
ma per nessuno vorresti la sua fine
(in)gloriosa

quale fuoco ti attraversa la carne
giuda-di-turno

nel laccio dell'inganno il mondo

la croce è la porta stretta che
ha chiavi d'aria

*


Quante piccole vite

(a Iqbal)

tra trame
di tappeti e catene lasciò
a terra la sua ombra e
s'involò

quante piccole vite
su di sé per farne
una

-indivisa-

la sua
firma di sangue su
un Sogno immenso

*


Spleen (4)

brusio di voci

galleggiare di volti
su indefiniti fiati

si sta come
staccati
da sé

golfi di mestizia
mappe segnate
dietro gli occhi

vi si piega
il cuore
nella sanguigna luce

*


Trompe-l'oeil

(l'ispirazione)

nella mezzaluce
t'invita l'occhieggiare
del trompe-l'oeil

la visione centrata
nell'intime corde
ti sale
da un remoto
di ancestrali lidi

*


Il Tuo splendere

su un remoto
di assonnate rive
-spiumata
di luce l'anima-
torna

a far breccia il Tuo splendere

settanta volte sette
ho conficcato i chiodi
altrettante non
basteranno
lacrime da versare

sulle Tue luminose piaghe

*


Il pensiero vola

il pensiero vola

quindi
volo

anche se zavorra
giù mi trattiene

le invidio tuttavia
per quegli ossicini cavi
le creature del cielo

noi
-peso di terra-
ossa come vetro
a sbriciolarsi con gli anni

*


Nudità

(di un sogno ricorrente)

labirintici corridoi

ti vedi venire contro
traversandoti una
moltitudine

ti fa strano che
non fan caso che giri nudo

poi come un ladro ti trovi a spiare
dentro stanze ottocentesche
aspettandoti semmai
un incontro piccante

*


Chimera


vaghezza di nuvole a stracci

tu
nella mezza luce mi chiami
poesia chimera

mi conforta la tua ala
vellutata d'angelo

quando come in sogno
visiti
le vuote stanze
di quest'anima vagante

*


I passi all'indietro


nell'ora dolente
Ti consegno i passi all'indietro
le volte
che ho svoltato l'angolo
davanti all'ingiustizia

al cuore sperso
dona corazza
di verità senz'alibi

rivestimi Signore
con veste di fuoco


© felice serino





Emil Nolde





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