sabato 26 settembre 2015

Da NELL'INFINITO DI NOI (2)


Felice Serino

NELL'INFINITO DI NOI # 2

.
.

Auschwitz (2)

il velo della memoria
in luce di sangue si ravviva

è fiore che s'apre
nell'urlo

*


Fammi luce

ti prego fammi luce
in questo pauroso dedalo dell'io
assalito dai mostri della mente
avvolto
nella camicia di nesso degl'istinti

sono cieco fiume senza foce
da me diviso arreso

fammi luce

e sarà giorno quando
ti saprò riconoscere
staccato dalla mia ombra mortale

*


Cul-de-sac

dritto ti c'infili
se pensi che
la fine è sempre in atto
e il mondo
è un addio dopo l'altro
è maschera invece per chi
finge di non accorgersi

negli occhi ti restano
saltabeccanti
sui resti di una festa
colombi a frotte

*


E sarai raggio


sei disceso angelo per vivere
in carne la morte

non sguardo dal ponte: vieppiù ti lega
trama di dolore e rara gioia

le spoglie deporrai e sarai raggio
di quel Sole che non puoi vedere

*


Occhi secchi


clessidre di sangue emotivo
a sovrastarti
stillicidio nella mezzaluce

a chi chiedere di questo
ginepraio di pena e
l'oro del mattino fatto piombo

occhi secchi
a perdere
pezzi di cielo

nel sangue degli echi

*


Cielo amore

manto d'azzurro palpito
capovolto abisso

misericorde
ben conosci il fondo delle pene

di noi mendichi d'infinito
specchio sei

dove invertigina il cuore
nell'abbraccio delle stelle

*



Vele stanche

leggi scavi ché nasca
-ne va del creare affossato-
linfa nuova a diradare
quella nebbia della mente

dal grembo della notte esca
la tua barca

vi spiri augurante
il buon vento a gonfiare
le tue vele stanche
per nuova ventura nel mare
blu d'inchiostro

dove è bello
finanche morire

*


Doppio celeste

rigenerarsi in linfa a disperdere
grumi

dove si china
l'anima a contemplare

nel profondo di te ecco
il cielo farsi d'un "azzurro"
misterico e
tu da un suo lembo
a spiare

un te senza morte
-specchiato

*


Da un dove

i repentini voltafaccia del tempo
alle soglie dell'autunno
le foglie già morenti

invita due corpi il tepore
delle lenzuola
nella bocca dell'alba

sai
il momento migliore
per il dono dell'ispirazione è quando
ti giungono ovattati i rumori
e tu in un tuo mondo
col sonno di un eterno respiro

più tardi poi sul lungomare
sulla pelle la fresca brezza
forse un gabbiano
avrà per te
nel becco un verso prezioso

*


La parola


la parola è nostra
madre

che genera la
danza e la gioia nuda

la parola
dice di sé
del tempo del primo stupore

t'apre
il terzo occhio

parla all'orecchio del cuore

*


Navi di nuvole


(visione)

raggio verde balena
nel tramonto

su navi di nuvole
vedere apparire angeli
udirne i celesti canti

rassicuranti presenze
ondeggianti lievi
tra i pensieri
orfanezze d'amore a consolare

messaggeri
di luce
ondeggianti nel sogno
ad ascendere dove s'inalba
il cuore

*


©  felice serino

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