sabato 21 novembre 2015

Dove l'angelo di Felice Serino (Brevi)

Dove l'angelo di Felice Serino (Brevi)

Valentina Montanari legge un brano tratto dal libro, Gli ultimi tre gior...


Da NELL'INFINITO DI NOI (4)




 

Felice Serino

NELL'INFINITO DI NOI # 4

 

.

 

Sfiorite rive


sfiorite rive

in cadenza d'anni l'azzurra

vastità di te solo


si svenano

in caducità di foglie i giorni

accartocciati


sul viale della dimenticanza

*

 

 

Vicolo


dolore antico

di donne in nero a segnarsi

se dal profondo si levano i morti

a dare infausti presagi


vicolo

inghiottito da un grappolo di case

appese a strapiombo


ricettacolo

d'umori ancestrali

in un tempo cristallizzato sospeso

*

 

Dammi l'abbrivio


dammi l'abbrivio musa

nel dormiveglia o

nel profondo fa che s'accenda

la mia casa di nuvole in verdi

cieli e alfabeti


sostieni quella

neo-nata struttura

arco di parole e suoni

che si parte

dal cuore a navigare

il più bello dei mari

[ultimo verso: da Hikmet]

*

 

A bocca piena


trucidata vita

dai lenzuoli di sangue nei telegiornali

un dire assuefatto freddo

che ti sorprende non più di tanto a bocca piena

che non arriva al cuore


-per quei bambini occhi rovesciati

a galleggiare

su un mare di speranza

la cui patria è ora il cielo


violata la sacralità

vita che non è più vita

vilipesa resa

quale fiore a uno strappo feroce

di vento

*

 

In una piega del vento


luce obliqua sui tuoi anni andati

sui tuoi fogli nell'aria sparsi

quale data incideranno

sulla tua lapide un giorno

non ti è dato sapere

ma sono degli uomini

le convenzioni

e scomodare kronos è eresia


rinascere in una piega del vento

senza guerre né odi

per la rotta del cielo


pindarici voli

che ti lasciano

le ali spezzate

*

 

Naufragi


il viso un libro

le pagine

gli io indefiniti

maschere che indosso

se non mi trovo


poi s'apre

il corpo -occhi

lapidati- nell'emergere

dai tanti me

*

 

 

Fantasia (2)


dipingono il mio sonno i morti

veleggiando al chiaro d'una luna

complice sul filo

d'orizzonte

ricreando gl'incantesimi del

bambino in me mai perduto

veleggiano

discreti sul filo del respiro

entrandomi su dalle narici

con la barca di cristallo

dei sogni

le vele al vento per l'ignoto

*

 

Fantasia (3)


la barca trasparente del sogno

dove ti porta?

palpiti

seguono la scia

uscendo dalla

camera della mente


immagini icastiche

gli argini rompono

del trasognato sguardo

*

 

Ulissidi


ulissidi e la vela della

passione su perigliosi flutti


intrisi di mistica luce

a sbraitare di gioia

il cuore


sull'orizzonte la terra

promessa

*

 

Un occhio di riguardo


un occhio di riguardo

per quei tralci che non

secchino anzitempo


-noi protendimento

dell'Albero che nei secoli affonda

le sue radici


un occhio di riguardo

ché a prezzo di sangue

fu il riscatto

*

  

Anamorfosi


del sognato

ricordi a brani

mentre l'io è anamorfosi

nella "valvola" del sogno


ti svegli e ti ritrovi davanti

a un te dagli enigmi irrisolti

un circolo vizioso

il tuo uroboro


ti appare anamorfosi

a volte

anche questa vita che imita

sempre più il sogno

nell'avvicendarsi degli anni

i treni persi

alle stazioni

 

© felice serino

 




David Huerta

 

Poesia (Ri)Trovata: David Huerta traduzione e proposta di Chiara De Luca

Dentro il testo

S’immerse il testo in lui – contrariamente all’immagine consueta:

 

 

l’uomo immerso nel testo, concentrato, accigliato, che legge

fino all’estenuazione – e fu un risvegliarsi

di segni e di strade, di corpi nelle spianate del bosco,

di volti nei saloni, di strade babiloniche.

Il testo gli percorse gli occhi, la testa, le mani. Pareva avere

 

una volontà propria, una forza flessibile, in tutto somigliante

 

a quella di un atleta. Lui ascoltò i fogli del testo

come sussurri di macchine in lenta ossidazione;

gli cadevano i fogli scritti nel ventre, nelle vene, nelle orecchie.

Rapide scritture gli percorsero i capelli, la pelle, le dita.

sprofondò in lui tutto l’abbecedario combinato, assetato

– destandogli in bocca una sete di immagini. Dalla gola

gli uscirono volute di brezza. Dagli occhi sgorgarono acque e inchiostri,

i nomi nel suo silenzio e nella sua pienezza, come spiriti.

David Huerta, da La calle blanca, Ediciones Era, 2006

Traduzione ad opera di Chiara De Luca

 

 

 

Fonte: Words Social Forum

 

Nell'ultimo

Nell'ultimo

venerdì 20 novembre 2015

Alessia sorride alla vita


Alessia sorride alla vita

.
Chiarore prealbare di fresco
a entrare nell'anima di Alessia,
di rondini di platino a sorvolare
il cielo diafano lo stormo.
Le vede inazzurrarsi come il sogno
più dolce nella tasca del jeans
e sorride alla vita Alessia.
(Stasera fa l'amore con Giovanni).
Sottesa al silenzio dell'albereto.
Prende in mano la vitafiore
nella margherita nel Parco
Virgiliano dove era già venuta.
Ansia a stellarla. Vede tra gemme
primeve disperdersi il verde.
S'inciela Alessia.

Raffaele Piazza

venerdì 13 novembre 2015

Ulissidi (2) di Felice Serino (Brevi)

Ulissidi (2) di Felice Serino (Brevi)

Alessia e la candela sul bordo del Mediterraneo


Alessia e la candela sul bordo del Mediterraneo
.
Aria di mare per Alessia
sul bordo del Mediterraneo
accende una candela
e così esiste. Scaramantico
rito per nella vita la vittoria.
Alessia ha domani l'esame
nell'intravedere battelli all'
ancora a cullare i suoi pensieri.
Il faro della luce e il lucore
di candela osserva Alessia
e prega Dio che Giovanni non
la lasci e che l'esame superi.
Si affaccia tra di sempre le
cose la bellezza polita
del mare.

Raffaele Piazza

martedì 10 novembre 2015

Alessia e la sorgente di platino


Alessia e la sorgente di platino

.
Sera di sorgente di platino
per ragazza Alessia,
a dissetarsi Alessia
nel mentre di una rondine
e una stella.
A poco a poco la luna
fiorevole colpisce nell'
anima Alessia nel rigenerarla.
Selenico incantesimo
di raggi di luce a iridare
Alessia nell'estasi del sogno
(non mi lascia).

Raffaele Piazza

sabato 7 novembre 2015

Vecchi corpi, di Gabriella Maleti :: LaRecherche.it [ eBook n. 191, Poesia ]

Vecchi corpi, di Gabriella Maleti :: LaRecherche.it [ eBook n. 191, Poesia ]

la sillaba mancante è l'architrave


3 poesie di Dylan Thomas


"Resta immobile, dormi nella bonaccia, o tu che soffri

Con una piaga in gola, bruciando e rigirandoti.

Tutta la notte a galla sopra il tacito mare udimmo il suono

Della ferita avvolta nel lenzuolo salato.

Sotto la luna oltre un miglio tremavano ascoltando

Il rombo del mare fluire come sangue dalla piaga sonora,

E quando il lenzuolo salato proruppe in un uragano di canti

Le voci di tutti gli annegati nuotarono nel vento.

Apri un varco nella lenta, nella lugubre vela,

Schiudi al vento le porte del vascello vagante

Perché inizi il mio viaggio verso la fine della mia ferita,

Intonò il rombo del mare, disse il lenzuolo salato.

Resta immobile, dormi nella bonaccia, nascondi in gola la bocca,

O dovremo obbedire, e cavalcare con te fra gli annegati."

 

Traduzione di Ariodante Marianni

 

*

 

Prima che io bussassi

Prima che io bussassi ed entrasse la carne,

Con liquide nocche battute sul ventre,

Io che ero informe come l’acqua

Che formava il Giordano vicino alla mia casa

ero fratello della figlia di Mnetha

e sorella del verme generante.

Io ch’ero sordo a primavera e estate,

che non sapevo il nome della luna e del sole,

Sentivo il tonfo sotto l’armatura

Della mia carne, forma ancora fusa,

Le stelle plumbee, il maglio piovoso

che mio padre sferrava dalla cupola.

Conobbi il messaggio dell’inverno,

le frecce della grandine, la neve infantile,

e il vento corteggiava mia sorella;

il vento balzò in me, la rugiada infernale;

le mie vene fluivano con il clima d’oriente;

non generato conobbi il giorno e la notte.

Ancora ingenerato, subii il martirio;

il cavalletto dei sogni le mie ossa liliali

attorcigliò in un vivo monogramma,

la carne fu tagliata incrociare le linee

di croci del patibolo sul fegato

e le spine dei rovi nel cervello grondante,

La mia gola ebbe sete prima della struttura

di pelle e di vene intorno al pozzo

dove parole e acqua formano una mistura

che non fallisce finché scorre il sangue;

il mio cuore conobbe l’amore, il mio ventre la fame;

sentii l’odore del verme nelle feci.

E il tempo sospinse alla deriva

o in fondo ai mari la mia creatura mortale

avvisata della salata avventura

di maree che mai toccano le rive.

Io che ero ricco fui reso più ricco

sorseggiando alla vite dei giorni.

Nato di carne e spirito, non ero

né spirito né uomo, ma un fantasma mortale.

E fui abbattuto dalla piuma della morte.

Io fui mortale fino all’ultimo

lungo sospiro che recò a mio padre

il messaggio del suo morente cristo.

O voi che v’inchinate alla croce e all’altare,

abbiate memoria di me e pietà di Colui

che usò per armatura la mia carne e le ossa

e usò doppiezza al grembo di mia madre.

 

Traduzione di Ariodante Marianni

 

 

*

 

A volte, di notte, all’improvviso

io sono

una ferita

Di solito fuggo

temo

forse

ne esca

tutto il mio sangue

Una volta sono stato

suo compagno

carezzandola






Commenti da L'oceano nell'anima 2


Commenti dalla Redazione

oceanonellanima.it

(Massimo V. Massa)

(pagina 2)

.

 

Nel segreto del cuore

tenere in serbo scomparti

colore del vento che oblìa

memorie: rossi

come il sangue della passione

verdi come le prime primavere

azzurri come il manto di madonne

custodirvi gocce di poesia

cavalli di nuvole ed arco baleni

- le coordinate dei sogni

- e l’insaziato stupirsi della vita

da respirare su mari aperti

- che tenga lontano la morte.

*

Ampi spazi di riflessione pungolati ed esaltati dal tuo stile particolare. Costruire una camera del tesoro fatta di ricordi sogni ed emozioni, dove potersi tuffare come fonte di eterna giovinezza.

* * *

 

Sospensione

un camminare nella morte dicevi

come su vetri non conti le ferite

aspettare di nascere uscire

da una vita-a-rovescio

riconoscersi enigma dicevi

di un Eterno nel suo pensarsi.

*

"Aspettare di nascere / uscire da una vita a rovescio", credo sia un'interpretazione metaforica bellissima del senso della vita. Tutta la poesia è pregna di una filosofia di pensiero che va oltre. Complimenti Felice.

* * *

 

Sconnessione

pensavi guadagnare la chiarezza?

la vita imita sempre più il sogno

nelle sconnessioni avanti con gli anni

ti coniughi ad un presente che s’infrange

dove l’orizzonte incontra il cielo:

e ti sorprendi a chiederti chi sei

oggi da specchi rifranto

e moltiplicato

mentre il tempo a te ti sottrae.

*

Concisi pensieri in cui sei riuscito a racchiudere il senso del tempo che passa inesorabile, ma che, nonostante l'incedere, la maturità e l'esperienza non ci porta certezze e sicurezze.

I sogni permangono e guai se così non fosse e il futuro continua a riflettersi nello specchio dei dubbi interiori che rifrangono le nostre fragilità.

Profonda riflessione Felice.

* * *

 

Questo sogno

nel momento

che questo sogno si disfa

della carne che lo veste

trasfigurandosi

in cristalli di luce

...una nuvola di uccelli

uscirà dal suo arioso

cranio

a glorificare il Signore.

*

La vita terrena vissuta come un sogno fino al momento in cui la caducità del corpo libererà l’anima. Bella l’immagine degli uccelli, lascia spazio ad ogni ipotesi

* * *

 

 

 

Come in sospensione

Come in sospensione

martedì 3 novembre 2015

Naufragi di Felice Serino (Fantasia)

Naufragi di Felice Serino (Fantasia)

Alessia accende la luce


Alessia accende la luce

.
Asettico spessore della casa
di ragazza Alessia,
camera da letto, salotto e cucina.
Nell'inalvearsi nel limbo
delle camere, sera sentita,
buio materico nella pelle.
Con la mano affilata accende
l'interruttore Alessia
rosavestita per la vita:
luminosità a pervadere di
Alessia l'anima e gli oggetti.
Vede il letto di tre amori,
stasera il quarto con Giovanni.
(Speriamo non mi lasci).
Luce a tessere arabeschi, sul
muro frontale al letto
legge "love".

Raffaele Piazza