mercoledì 30 dicembre 2015

Alessia e il ghiacciaio


Alessia e il ghiacciaio
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Freddo d'inverno per Alessia
verso gennaio, il mese del nevaio.
Si apre dei sogni il cancello
entra ragazza Alessia su quella
scena e fa il più bello, un angelo
le dice: non ti lascia.
Trasale Alessia rosavestita
per la vita nel tendere al ramo
del risveglio tra gli alberi
in infinita d'ossigeno sinfonia.
Vede frontale il ghiacciaio
a rinfrescarla.


Raffaele Piazza

Così la vita di Felice Serino (Riflessioni)

Così la vita di Felice Serino (Riflessioni)

lunedì 28 dicembre 2015

Alessia e la camera d'inverno


Alessia e la camera d'inverno
.

Camera dalle pareti candide
pari a neve sul monte dove
è stata con Giovanni un anno fa.
Attende Alessia nuda sotto il
piumone la telefonata (la vita
in uno squillo). Dorme Alessia,
sogni di rigenerazione, cavalca
del cavallo il bianco e l'ostacolo
salta. Ragazza in amore Alessia,
il freddo a rivitalizzarla.
Fine dicembre del nevaio, giorno
feriale di Capodanno prima della
fine nella solitudine (i suoi partiti).
Riemege dalle coltri sveglia
e pensa: non mi lascia.


Raffaele Piazza

domenica 20 dicembre 2015

Poetrydream: POESIA = FELICE SERINO

Poetrydream: POESIA = FELICE SERINO: Cieli bianchi cadute virgole dalle pagine dei giorni come un assordare di cristalli poi brividio di luna nel cerchio delle sere ciel...

Alessia nel verde spazio


Alessia nel verde spazio

Abetaia nel fuoco della
vita di Alessia a toccare
i verdi coltivati con gli
occhi l'anima di ragazza
Alessia nell'assumere
una tinta di speranza
nel freddo perenne del
nevaio, candido gennaio
alle porte se è bellezza
inverata e messa in scena
nei consecutivi giorni.
Albereto di vari verdi
nel nominarli Alessia
nell'interanimarsi con
di luce una stella variabile.
Entra nel gioco anche l'erba
e un fiore
sotto la neve.


Raffaele Piazza

sabato 19 dicembre 2015

Mobile d'astri e di quiete


Recensione di Giovanni Perri





Recensione a “Frammenti di luce indivisa” di Felice Serino (centro studi Tindari Patti, nov. 2015)

 
Qualcosa illumina l’aria ed è un sentimento, la forma di un respiro accogliente che rigenera come un vento che è dentro la parola e si espande, perdendosi, in infiniti suoni a salire. S’io potessi cogliere la misura, la cifra di questo sentire che accarezza e pungola, farei senz’altro ammenda che la vita è mistero imperscrutabile, arte a proteggerci dai sogni tremolanti la notte, nel tempo di amore, appena plasmata la stanza nel corpo ritagliato da una luce di candela. Mi piace immaginarla così, tenuta da una piccola fiamma tra la mente e il cuore, la voce che in Felice Serino approda a questa comunione di sguardi fratelli, venuti a raccogliersi piano nel segno della luce calda e divina, nella sagoma d’un solo altissimo respiro:
prima del tempo
non c’era che amore
quello-che-muove
il-mondo
danza nel cielo
della Luce -pensiero
della notte
a scalzare le tenebre
“Frammenti di luce indivisa”: ha questo titolo davvero bello la silloge che il poeta mette in stampa affinché ci colga da subito pienezza e fragilità d’un canto da cui discendere, o salire appunto, nel medesimo barbaglio, in un solo grande abbraccio di luce a raccoglierci, a definirci:
filtra raggio verde
dalla porta
della conoscenza
vi accede l’anima
-assetata in estasi
sanguinando amore
 
scintilla interminabile di occhi inconclusi eppure trattenuti nella stessa ferita, nella stessa livida vitalità. Poesia d’apici e di gemme, si direbbe, ricamata sul lembo dell’aurora appena senti che qualcosa diviene come un dolore che innalza, germinando, tutta la vocazione a esserci in perfetto amore: perché amore è già nell’occhio che sente, invoca, reclama l’urto d’ogni domanda; la misteriosa faccenda del cuore solo e multiplo, del Dio dei confini tra la vita e la morte:.
la vita ha in tasca la morte
-siamo noi
divino seme:
non è che un perpetuo
tramare
“cospirazioni” del nascere
miracolo d’amore
e poi ancora:
lanciarmi anima-e-corpo
contro fastelli di luce
specchiarmi
nella sua “follia”
e tu a dirmi: Lui
l’irrivelato
nasconde il suo azzurro – è
lamento amoroso
Ecco, questa dimensione spirituale, trafitta d’implacabili singulti onirici, che accompagna tutta l’opera e la tiene in bilico sull’argine tremolante di continui interrogativi; questo cercare ininterrottamente un segno, che svirgoli e sveli di qua e di là dal sogno l’intangibile immanenza del vero, immarcescibile segreto d’esser sangue nella lingua di Dio, unica strettoia possibile, nel tentativo di comprendersi d’infiniti frammenti; questo sorprendersi fieri d’ogni possibile destino, incolpevoli eppure miseri, mendici e mentitori per ricomporsi umani quanto basta:
dammi Signore
un collante di passione
-atto di fede
che snudi il giorno per
fissare nel blucielo
brandelli d’amore
pezzetti
di me
Tutto questo è rintracciabile e altro ancora, in un’opera piena di vertigini giacché densa e altissima, profondissima, surreale, dove l’irreprimibile albero   si rinnova, nominandoci:
cogliere una piccola morte
nello strappo di radice
dove altra ne nasce
dal suo grido
cogliere l’inesprimibile
di questo morire
che s’ingemma d’eterno
E’ questo rinnovarsi in uno strappo,  tutto il dolore che il poeta asseconda, portandosi altrove, lievemente, arrovellandosi, dal buio staccando la parola, goccia a goccia, sterminata preghiera del cielo e del mare in un corpo che non vorrebbe peso:
non puoi spiegarlo
alla bimba dagli occhi di luna
se non l’ha mai visto prima
se non è rimasta rapita
dal ricrearsi sull’acqua
di riflessi dorati
-ed è poesia…
lei può solo sognarlo – il mare –
come una carezza di vento
salato e spazi
aperti e voli…
vederlo nel proprio cielo
alla stregua in cui s’immagina
un altrove chiamato paradiso
e ancora..
si vive
per approssimazione
si sta come
d’autunno…
di ungarettiana memoria o
dall’origine
scollàti dal cielo
a vestire la morte
… fino
al fiume di luce che
ci prenderà e saremo
un’altra cosa…
congetture
… ma lasciatemi sognare
un sogno che non pesa
Ecco: vorrei poter concepire una lettura che ne rievochi il battito; la sublimata cadenza dei versi a punteggiare un cielo nel cuore; vorrei restituire il movimento, nudo, degli occhi, a spalancare ogni possibile umore del sangue; vorrei poter dire con Serino che anch’io “da fenditure di un sogno/ spio il mondo; e forse anch’io vorrei “preesistere” all’amore, “gabbiano nel fondo degli occhi”,  “veleggiato impastato di luce”, sparire come “chi in sogno segua una successione di stanze” e uccelli vede uscire dalla testa e “nel becco i versi d’una vita”. Ma poco rende il mio occhio, lo so; poco la mia parola che invoca le viscere e anche il mio sangue coltiva il fiore che non so dire. Così attendo alla capacità dei singoli d’innamorarsi d’un fiore di poesia; al sentimento di chi gli accosti l’orecchio, perdendosi quanto basti ad ascoltarne il battito perché ne ricavi unguento e bussola, donde un filo di luce tremebonda gli dia la formula che il poeta aveva tra i versi nascosta, mentre   saliva sanguinando in bellezza la poesia.
Giovanni Perri




 







Due poesie di Cristina Campo


Cristina Campo

 

Dell'anima ben poco

sappiamo. Berrà forte dai bacini

delle concave notti senza passi,

poserà sotto aeree piantagioni

germinate dai sassi...

(Natale '53-54)

Da "Moriremo lontani", ora in "La tigre assenza"

*

Sulla pietra angolare

ci spezza la morte

la eleva all'orizzonte delle lacrime

la posa

con materno terrore

su stimmate di labbra

a medicare

la vita

(1969)

Ivi, "Missa romana II"

Il preesistere

Il preesistere

mercoledì 16 dicembre 2015

Alessia telefona a Giovanni


Alessia telefona a Giovanni

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Aria mattinale nella chiostra
dei monti e del sorriso
di Alessia. Al centro da
Alessia la camera abitata
con il telefono rosso.
Alessia vuole telefonare
a Giovanni nell'aria
dal freddo pervicace. Digita
il numero, lo squillo lui
ascolta e dice: Alessia ti amo!!!
Trasale la ragazza in di limbo
attimi ritrovati.
S'inalvea nel sentiero
invisibile il sogno più bello.

 Raffaele Piazza

mercoledì 9 dicembre 2015

Alessia verso Natale 2015


Alessia verso Natale 2015
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Lunare attesa di Alessia
della telefonata di Giovanni
il 9 dicembre. Si affaccia.
a una linea di finestra
che s'illumina di stelle
ragazza Alessia. Trasale
nella gioia della squillo
e si getta sul rosso del
telefono (ti amo, Alessia,
e passeremo Natale
a New York).
Trasale Alessia e indossa
la maglietta di lana
rosaconfetto che lui le
ha donato per averlo vicino.
Si rinfresca l'anima di
Alessia con dell'aria
il freddo.

Raffaele Piazza

sabato 5 dicembre 2015

Enrico Besso - Alla fermata del 56...


Poesia di Cristina Campo




Cristina Campo

Ora rivoglio bianche tutte le mie lettere



Ora rivoglio bianche tutte le mie lettere,

inaudito il mio nome, la mia grazia richiusa;

ch’io mi distenda sul quadrante dei giorni,

riconduca la vita a mezzanotte.

E la mia valle rosata dagli uliveti

e la città intricata dei miei amori

siano richiuse come breve palmo,

il mio palmo segnato da tutte le mie morti.

O Medio Oriente disteso dalla sua voce,

voglio destarmi sulla via di Damasco -

né mai lo sguardo aver levato a un cielo

altro dal suo, da tanta gioia in croce.

 

 

da "Passo d’addio", Scheiwiller, 1956







Commenti di R. Piazza a 5 poesie

 

 

Commenti di Raffaele Piazza

su www.rossovenexiano.com

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Il giorno a schiarire

il giorno a schiarire

risalendo

con gl'occhi della memoria

ad arcobaleni e

transiti propiziatori

riscoprendo quel vento che

nel suo azzurro vortice

risucchi lo sprofondo d'apatia e

rigonfi le vele per

l'avventura

© flymoon aka felice serino

*

piazzaraffaele@otlook.it • 5 9 15

Poesia alta, bella, leggera, veloce e luminosa risolta in un unico respiro. Protagonista è un senso di ottimismo che si trasmette dal poeta al lettore, attraverso le immagini di una schiarita atmosferica che arriva anche all'anima. E' vinta l'apatia, nemica di ogni tipo di felicità anche tramite "gl'occhi della memoria" (immagine sublime), una memoria selettiva di cose belle accadute. Così largo alle vele per l'avventura della vita.

 

Raffaele Piazza

* * *

 

A lato del cuore

non voltarti

indietro - mi dico -

percorri lo stretto

marciapiede a lato del cuore:

nel profondo di te nel buio

di stelle calpestate

ascolta il grido

verticale

che da caduta si fa preghiera

© flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it • 10 10 15

In questa poesia elegante, controllata e ben risolta, l'io-poetante si rivolge a se stesso. Intraprende un cammino di redenzione percorrendo lo stretto marciapiede a lato del cuore (immagine bellissima).

Tutto resta presunto e magicamente sospeso. Sappiamo che c'è un grido che da caduta si fa preghiera. Un misticismo tipico del poeta permea questi versi, che hanno anche una valenza filosofica.

 

Raffaele Piazza

* * *

 

Quel che sono

(ispirandomi a Nicodemo)

sono quelle immagini

che in me parlano

a consegnarmi a un io

vissuto come in sogno

nell'avvicendarsi degli anni

m'inerpico sulle spalle

di quell'io di ieri

per vedere il mondo dall'alto

© flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it • 25 10 15

Il poeta si ispira a Nicodemo, discepolo di Gesù, autore di un vangelo apocrifo.

Composizione alta, in ininterrotta sequenza, molto bella e originale nel presentarsi dell'io poetante nel riflettere ontologicamente su se stesso. Poesia esistenziale e affascinante nella quale il poeta si vede come immagine o sogno in un tempo che passa e che solo la feritoia dell'attimo (che è la poesia stessa), può fermare.

Raffaele Piazza

*

Giovanni Perri

Ottima Felice! Tu sogno e veglia nano e gigante..tu tempo nel tempo oltre il tempo.

 

* * *

 

 

Come in sospensione

aria dolce della sera

unghia di luna

sovrastante

la linea cielomare

questo sentirsi

come in sospensione

un sognarsi altro da sé

a dilatarsi in un

ignoto spazio

mentre la vita impone

suoi ritmi

© flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it • 7 11 15

 

Si nota in questo componimento bello e alto, felicemente risolto in unico respiro, una tensione al dilatarsi, al sognarsi, all'indifferenziarsi nell'universo da parte dell'io-poetante. Un senso di dolcezza aleggia nelle immagini (molto belle unghia di luna e linea cielomare).

Raffaele Piazza

 

* * *

 

Nell'ultimo

a Madre Teresa

di Cristo mi graffia

la bellezza

tocco

nell'ultimo la sua

dolorante carne

 

© flymoon

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piazzaraffaele@outlook.it * 21 11 15

Poesia bella alta, mistica, concentratissima nella sua brevità risolta in un unico respiro.

E' pervasa da un misticismo sensuale (i graffi) modo sublime di giungere a Dio

Il titolo potrebbe riferirsi alla fine, ma anche al termine del male per l'aprirsi di un'era felice.

Raffaele Piazza


 

giovedì 3 dicembre 2015

Alessia e la voce della luna


Alessia e la voce della luna

(a Federico Fellini)


Sera selenica a stellare ragazza
Alessia oltre gli albereti fantastici.
Guarda la luna Alessia e catturarla
vorrebbe con del pensiero la rete,
farla cadere sulla terra. Energia
trasparente di luce lunare a dirle:
Giovanni non ti lascia. Fotografia
terrena della vita (il cielo sereno),
Alessia mette a fuoco lo sguardo
e vede il sorriso della luna
e la sua bocca parole a sussurrare:
non mi catturerai e il tuo ragazzo
starà con te!!! Trasale Alessia
e nella notte fiorevole va a studiare
la vita.

Raffaele Piazza