mercoledì 28 dicembre 2016

Alessia verso Capodanno


Alessia verso Capodanno

.

Freddo materico, brivido non represso

per Alessia nel bere ossigeno. Di 18

grammi l'anima a gioire nell'aria di limbo.

Attende la felicità, i giorni prima della

gioia. Giovanni è partito e tornerà il 31.

Ansia a stellare Alessia nella fratellanza

per chi è nel giardino condominiale

volti senza nomi delle madri dei bimbi.

Verrà il 31 e lo faranno ancora, estasi

dei sensi e di Alessia squilla il cellulare.

Scende nella disadorna via serale.



Raffaele Piazza

martedì 27 dicembre 2016

A specchio di cielo (2) (di Felice Serino)

A specchio di cielo (2) (di Felice Serino): fraternizzo con Campana / se anelo al silenzio / in un gran porto chiuso ai mali / del mondo // dove a; poesia Creative Commons

sabato 24 dicembre 2016

Germano Mandrillo, "Solitaria fanciulla notturna"

Poesia di Jaroslav Seifert


Ho veduto solo una volta  

Ho veduto solo una volta 
un sole così insanguinato. 
E poi mai più. 
Scendeva funesto sull’orizzonte 
e sembrava 
che qualcuno avesse sfondato la porta dell’inferno. 
Ho domandato alla spècola 
e ora so il perché. 

L’inferno lo conosciamo, è dappertutto 
e cammina su due gambe. 
Ma il paradiso? 
Può darsi che il paradiso non sia null’altro 
che un sorriso 
atteso per lungo tempo, 
e labbra 
che bisbigliano il nostro nome. 
E poi quel breve vertiginoso momento 
quando ci è concesso di dimenticare velocemente 
quell’inferno.

jaroslav seifert




Da ASIMMETRICI VOLI (2)


Felice Serino

ASIMMETRICI  VOLI # 2

.


Come ostia di luce

[Ai martiri della cristianità, che hanno combattuto la buona battaglia.]

irta di rovi
la "parete" inclinata del cielo

vi lasciaste brandelli
d'anima e pelle
ora
il sangue a fiorire
come ostia di luce

*


Ulisside

ordito del tempo-maya
isso la vela
per terre
in sogno intraviste
risillabando
palpiti di soli
miraggi d'eldoradi
-la prua che fende
le onde
esce dalla coda dell'occhio

*


La grande avventura la vita

impastato di sole tu
senza paese
di terra e cielo sei
ricorda ti veste dignità

ancor giovane hai braccia
forti
per capovolgerla la vita
esci dall'inedia solleva
sulle larghe spalle i tuoi figli
fagli scoprire
gli orizzonti
dove grida la luce

*


Dell'eden

proiezione sei e lamento
come d'animale disperso

a trapassarti una spada di luce

riflesso di Vita vera
se dell'eden
ti abita solo
quella vaghezza come in sogno

*


La svolta

impalpabile
mistero è a volte la vita
come il sogno
coi suoi criptati messaggi
da decifrare

ti senti pedina
sulla scacchiera
in un magico sincronismo

ed è la svolta
che poi
ti rivolta la vita

*


Qui da dove guardi

gratifichi la stima
di te con un éclair
insieme le ingoi
quelle morti per acqua
tutto già visto già ingerito

pure
cos'è che d'irreale aleggia
nell'aria vitrea qui
da dove guardi
giro piatto d'orizzonte

*


Nella pienezza

asessuato angelo
dall'immarcescibile aureola
so chi sei ti riconosco
venendomi in sogno
angelo mio specchio
io di te riflesso
nient'altro anelo
che riunificarmi
a te nella pienezza

*


Levante (2)

[leggendo David Maria Turoldo]

quanta pena
-Cristo- per togliere
il pungiglione alla morte

quando
si apriranno i cieli

e l'alba
per noi sarà luce
frontale?

*



Nulla si perde

se
di sé
fu a innamorarti
una melodia ora smarrita
nel tempo

vedrai tornerà -
sì tornerà all'orecchio del cuore
viva come allora
valicando gli anni alle spalle

pure
ogni essenza potrai ritrovare
che ti appartiene
varcato che avrai il muro del tempo

come l'odore della salsedine
del legno bagnato

o -sublimati-
quello della pelle
dell'amore

*



L'essenza

inadeguati noi
gettati nel mare-mondo
legati ad una stella di sangue

noi siamo l'alfabeto del corpo
che grida
il suo esserci

noi essenza degli elementi

appendici della terra

labbra del cielo

*


Non domandiamo

non svegliamo le lune di vetro
assopite
nella valigia dei nostri spostamenti

da dietro il velario
esse non sanno
dirci se siamo assoluti

non domandiamo

tantomeno alle stelle
a sbiadire nella prim'alba

e noi
nomadi d'amore
non si sa dove poggiare il capo

*


Spalliera d'aria

s'adagia ad una spalliera d'aria
l'anima monca

in occhi di verdecielo
una luce analfabeta

invertigina l'essere in questo
slontanare

ma il nome è da sempre
nel seno di Dio




© Felice Serino

La migliore poesia

La migliore poesia: quella  che devo ancora scrivere -si dice così e sarà vero   è un brusio indistinto

lunedì 19 dicembre 2016

Alessia verso il mese del nevaio


Alessia verso il mese del nevaio

.

Distese di bianco immense

per ragazza Alessia prima di

gennaio del nevaio il mese

più freddo a portare nel futuro

anteriore rigenerazione

in di Alessia l'anima. Come

una donna Alessia con le

amiche a giocare tra i monti

a palle di neve a ridere

senza farsi male. Prosegue

e sta infinitamente la vita

di Alessia tra le cose di sempre

a iridarsi il sole nel cammino

abbacinante tra corse in slittino

su campi infiniti e stasi

nel fondovalle senza pensare

agli esami e alla del ritorno

città che sale.


Raffaele Piazza

Delta (di Felice Serino)

Delta (di Felice Serino): dove è grido rappreso / la voce del deserto // si dirama; poesia Creative Commons

mercoledì 14 dicembre 2016

Alessia e la vigilia di Natale


Alessia e la vigilia di Natale
.


Attimi tra felicità e gioia

vigilia a casa di Giovanni

a fare l'amore. Freddo fuori.

Dal visorefinestra lucore

di luna piena sul mare.

Sotto il piumone lo guarda

Alessia negli occhi

(è lui il mio regalo di Natale)

e tra le verdi sclere legge

sincerità e vero amore Alessia.

(Quello che voglio è lui

che mi ha anche donato una

rosaconfetto maglietta).

Poi sudata e contenta Alessia

nuda allo specchio e lui

l'abbraccia allegro.

Ride Alessia.



Raffaele Piazza

Chi può dire (di Felice Serino)

Chi può dire (di Felice Serino): non certo beata / gioventù / -chi può dire / cosa s'agita in un profondo fitto / di grovigli freudiani // volevi uscire da te / ti attrasse il salto nel vuoto // 'non entrambi i polsi legati / un'intera nottata a fissare il soffitto / no; poesia Creative Commons

sabato 10 dicembre 2016

Scartafacci di vita di Michela Zanarella.avi

Recensione su Il sasso nello stagno


Felice Serino, Nell’infinito di noi (2015-2016) letto da Angela  Greco


Nell’infinito di noi (2015-2016)  è la nuova raccolta di Felice Serino pubblicata su Poesie in Versi, uno spazio web ad accesso libero, con presentazione di Giovanni Perri, che raccoglie le poesie scritte a cavallo degli ultimi due anni e suddivise in due sezioni da quarantacinque testi ciascuna: “Lo sguardo velato” e la omonima “Nell’infinito di noi”.
Da sottolineare è la generosità di Felice Serino, autore più volte e con gioia ospitato su  Il sasso nello stagno di AnGre  per stima reciproca; generosità espressa non solo nel numero di testi proposto, ma anche nell’aver affidato questo suo nuovo lavoro alla gratuità della rete, a beneficio di tutti coloro avranno voglia di incontrarlo sul sito sopra indicato. Felice Serino, nato a Pozzuoli e residente a Torino, autodidatta, è un poeta che ha ottenuto numerosi consensi critici, che ha vinto molti premi letterari, pubblicato diverse raccolte di poesia ed è stato tradotto in otto lingue; gestisce diverse realtà letterarie on-line, dove condivide con passione poesie e autori di livello e da tempo usa il mezzo telematico per affrontare il mondo non sempre docile e benevolo della poesia, senza scomporsi o intimorirsi, ma accettando il bene e il male ed anche i limiti che il mezzo offre e a sua volta offrendo a ciascun lettore o detrattore che approdi ai suoi lidi, un ringraziamento.
La poesia di Felice Serino anche nella nuova raccolta mantiene saldi i temi del rapporto con Dio, del tempo che passa, della visione del reale sulla base dell’esperienza vissuta e degli autori cari al poeta, come ad esempio Dino Campana, a cui è dedicata “Le vele” o Rafael Alberti a cui, invece, è dedicata “Angeli di carta”, creature, gli angeli, che ben si accordano con la voce di Serino sempre protesa verso il cielo e verso Dio. Perché un poeta di fatto è le sue letture ed è i suoi autori, quelli che, anche dopo la stesura di un testo e l’abbandono della penna o della tastiera, gli rimangono accanto e dentro per diventare a loro volta nuova materia, in un circolo vitale a cui Felice Serino non si sottrae. E ogni volta che leggo una selezione delle poesie di Felice, i suoi versi asciutti e brevi, domati dall’esperienza e solo in apparenza freddati per quella decantazione benefica a cui la poesia va drasticamente sottoposta, ritrovo sempre un colore, una luce, una scia positiva e benefica, capace di restituire serenità e fiducia.
Nell’infinito di noi  si pone nel solco della poesia novecentesca, come tanta buona poesia italiana, assumendo toni e connotazioni care alla maggior parte dei lettori; mittente e destinatario dei versi sono evidenti e l’Io accompagna ogni composizione, rientrando tra gli elementi non eliminabili e delineando una presenza, che, però, non disturba, ma si fa compagna di esperienza pronta a porgere la mano a chi è accanto;  molti i rimandi ai testi sacri, alla dottrina cattolica e alla mistica occidentale; netta la percezione della ricerca data anche dal numero abbondante di testi raccolti, mentre la dimensione onirica, evidente in molti testi, conferisce levità agli argomenti tra i quali non sfigura nemmeno il tema della morte.
(Angela Greco)
poesie tratte da  Nell’infinito di noi (2015-2016)  di Felice Serino

Una giornata di
.
suvvia eccedi
a chi pensi
dare la colpa
come si dice è stata una giornata
così
.
esageri se pare
ti si spalanchi
d’instabilità un baratro
viola in fondo agli occhi
.
.
.
L’oltraggio
.
perso nelle forme strane
delle nuvole mi sento
lontano da un mondo estraneo
.
assisto all’oltraggio
della rosa che si
perpetua
.
sono esposto alla vita
.
.
.
Spleen
.
brusio di voci
.
galleggiare di volti
su indefiniti fiati
.
si sta come
staccati
da sé
.
golfi di mestizia
mappe segnate
dietro gli occhi
.
vi si piega
il cuore
nella sanguigna luce
.
.
.
Il Tuo splendere
.
su un remoto
di assonnate rive
-spiumata
di luce l’anima-
torna
.
a far breccia il Tuo splendere
.
settanta volte sette
ho conficcato i chiodi
altrettante non
basteranno
lacrime da versare
.
sulle Tue luminose piaghe
.







Commenti di R.Piazza e altri


Commenti su
www.rossovenexiano.com
(di R. Piazza e altri)
.

Non era questa la vita

non era questa
la vita che volevi
bambole in panno lenci un amorino
più avanti negli anni poi
il male che covava nascosto

sedicianni:
vita breve ma abbastanza per dirci
se davvero hai amato e quanto

da angeli ora sei accolta
lì nella casa del cielo
non bambole o un amorino
per il tuo non-tempo
nel mistero di luce corteggi
le stelle

*

piazzaraffaele@outlook.it • 17 9 16

Poesia neolirica alta, bella e ben risolta in tre strofe fluide e controllate. Centrale è il "tu" al quale l'io-poetante si rivolge, presumibilmente una figura cara al poeta, una ragazza, che ha lasciato la terra, la vita, a soli sedici anni. C'è tenerezza nel nominare le bambole di panno lenci e un amorino cari alla fanciulla, dolcezza. Non era questa la vita che la ragazza voleva, così breve, anche se Felice la immagina ora tra gli angeli nella casa del cielo, nel non tempo, a corteggiare le stelle. Il mistero della vita stessa è il protagonista del componimento.

Raffaele Piazza

* * *



Luce ed ombra

luce ed ombra rebus in cui siamo
impronte di noi oltre la memoria
forse resteranno o
risucchiati saremo
ombre esangui nell'imbuto
degli anni

guardi all'indietro ai tanti
io disincarnati
attimi confitti nel respiro
a comporre infinite morti

flymoon (felice serino)

*

1 10 16
Il tema della cognizione del dolore sotteso alla finitezza della vita umana, giocata nel dualismo luce - ombra, felicità - dolore, pienezza e perdita, in questi versi belli e alti. Gli anni passano e risucchiano memorie nel loro imbuto. Il pessimismo cosmico si evidenzia nel guardare indietro ad attimi che non torneranno più, ma, se le morti sono infinite esiste anche l'infinito stesso che è Dio, essere e felicità.

Raffaele Piazza

* * *



La separazione

alla fine del tempo
è come ti separassi da te stesso
in un secondo ineluttabile strappo
simile alla nascita
quando
ti tirarono fuori dal mare
amniotico
luogo primordiale del Sogno
stato che
è casa del cielo

*

piazzaraffaele@outlook.it • 15 10 16
Poesia alta, bella, onirica e mistica. La separazione è qui intesa come nei confronti di se stessi, alla fine del tempo della vita o del tempo del mondo. E' come un secondo strappo, dopo quello della nascita, con l'uscita dal grembo materno, dove già si sognava la Vita. Immagini forti e icastiche, risolte in modo elegante e controllato nella musicalità del ritmo..

Raffaele Piazza

* * *



Questo improbabile azzurro

(risposta da un corrispondente immaginario)

che ne so di questo
improbabile azzurro
rarefatto e mutevole
scandaglio il mio tempo-clessidra
di sangue emotivo
attendo
giungano da un dove un'eco
un nome
guardo in fondo
al pozzo degli anni
l'ombra dei miei io perduti
o semmai vi tremi
sospeso
l'angelo che dici

felice serino aka flymoon

29/10/2016

 •
piazzaraffaele@outlook.it
Poesia come risposta da un corrispondente originario, scrive lo stesso Serino. Versi rarefatti che hanno un'arcana provenienza nella loro vena surreale e criptica. Nell'incipit il poeta si riferisce ad un vago azzurro che resta nel mistero.Poi solipsisticamente l'io-poetante scava in se stesso (scandaglio il mio tempo clessidra). E c'è attesa di un'eco nel ripercorrere gli anni perduti non per vana nostalgia ma per riattualizzarli. Congiungere l'inizio della vita con il presente imprendibile. Forse con l'aiuto di un angelo che trema.  Bel testo con sospensione e magia avvertite come cifre dominanti.

Raffaele Piazza

* * *


Conosco le voci

conosco le voci che muoiono
agli angoli delle sere

conosco le braccia appoggiate
sui tavoli nel risucchio
delle ore piccole
l'aria densa e le luci
che lacrimano fumo
e lo sferragliare dell'ultimo tram
la nebbia che mura le strade
conosco
i lampi intermittenti della mente
i singulti che accompagnano
quel salire pesante le scale
la morsa che afferra e non sai
risponderti se la vita ti scava

e il freddo letto poi fuori
dal tunnel
un altro mattino

per risorgere o morire


*

12 11 16

Livia
conosco le voci che muoiono
agli angoli delle sere

già solo questo è poesia.
Il 'riconoscere' intensamente quei momenti in cui i lumi sono bassi; si soffre pulsando, si identificano in voci interiori che scavano col loro peso dentro le anime vive, solo così, magari anche attraversando un grande vuoto-freddo ci si lascia 'scolpire' dalle cose, dalle voci, dalle assenze. È come subire dentro una fermentazione, che deve sedimentare in qualcosa di positivo o negativo. (risorgere o morire) son sincera, l'ultimo rigo l'avrei omesso anche se spiega il cammino di queste voci.
mi è piaciuta.

flymoon  Livia
Ringrazio per l'attenta lettura e l'esaustiva analisi.

 *

piazzaraffaele@outlook.it
Poesia altissima come esibito esercizio di conoscenza tout-court. Splendido il distico iniziale. Icasticità raggiunta attraverso le tripla anaforica ripetizione di "conosco". Densità metaforica e sinestesica attraverso immagini che passano dalla concretezza alla visionarietà. Senso materico della percezione che si fa parola poetica detta con urgenza. Venature neo orfiche nell'originalissima composizione che sembra un sogno ad occhi aperti. Le voci conosciute del titolo si fanno visione fuggente.

Raffaele Piazza

*

selly
i minimi gesti, gli oggetti che parlano e ci dicono facendo da cassa di risonanza al sentimento

bella, sì

*

Uno di quei sogni

Uno di quei sogni: quando sai essere un sogno e ne esci   o vorresti trattenertici   trovandoti davanti a un mare

venerdì 9 dicembre 2016

Spalliera d'aria (di Felice Serino)

Spalliera d'aria (di Felice Serino): s'adagia ad una spalliera d'aria / l'anima monca // in occhi di verdecielo / una luce analfabeta // invertigina l'essere in; poesia Creative Commons

lunedì 5 dicembre 2016

Alessia tra le onde


Alessia tra le onde

.
Gocce d'acqua infinite
a fare il Mediterraneo
anche ad Anacapri nel
nuotarne le liquide
distese ragazza Alessia
al colmo della grazia.
Attimi azzurromare Alessia
senza paura tra le onde
a incantare Alessia senza
paura nel levigarsi alla
marea che sale. Si fa sera
e atmosfera tersa. Emerge
Alessia sugli scogli.
Le squilla il telefonino.


Raffaele Piazza

venerdì 2 dicembre 2016

Non domandiamo (di Felice Serino)

Non domandiamo (di Felice Serino): non svegliamo le lune di vetro / assopite / nella valigia dei nostri spostamenti // da dietro il velario / esse non sanno / dirci se siamo assoluti // non domandiamo // tantomeno alle stelle / a sbiadire nella prim'alba // e noi / nomadi d'amore / non si sa; poesia Creative Commons

dal silenzio, di Marco Armando Ribani [Poesia] :: LaRecherche.it

dal silenzio, di Marco Armando Ribani [Poesia] :: LaRecherche.it

lunedì 28 novembre 2016

Alessia va a pescare


Alessia va a pescare
.

Lago profondo per ragazza
Alessia al colmo della grazia.
Remi della barca le acque
a infrangere e sta infinitamente
ragazza Alessia nell'incresparsi
delle acque. Canna gettata
oltre delle cose l'infinito.
Poi dieci di attesa i minuti e l'
argento della trota tira.
Trasale Alessia dove era già
venuta e il pesce è sulla barca.
Sorride a Giovanni.


Raffaele Piazza

sabato 26 novembre 2016

Nulla si perde (di Felice Serino)

Nulla si perde (di Felice Serino): se / di sé / fu a innamorarti una / melodia ora smarrita / nel tempo // vedrai tornerà - / sì tornerà all'orecchio del cuore / viva come allora / valicando gli anni alle spalle // pure / ogni essenza potrai ritrovare / che ti; poesia Creative Commons

Mario Calzolaro legge Prévert

Poesia di Louis Aragon


Sono l’eresiarca di tutte le chiese
Ti antepongo a tutto ciò per cui vale la pena di vivere e morire
Ti porto l’incenso dei luoghi santi e la canzone del foro
Guarda le mie ginocchia che sanguinano per il tanto pregare davanti a te
I miei occhi ciechi per tutto ciò che non è tua fiamma
Sono sordo a ogni pianto che non venga dalla tua bocca
Non capisco i milioni di morti se non quando sei tu che gemi
È per i tuoi piedi che provo dolore a ogni sasso dei viottoli
Per le tue braccia lacerate da tutti i cespugli di rovo
Tutti i fardelli che si portano straziano le tue spalle
Tutti i dolori del mondo sono racchiusi in una tua lacrima
Non avevo mai sofferto prima di te
Si può forse dire che soffra
La bestia che ferita lancia un grido
Come potete paragonare al male animale
Questa vetrata in mille pezzi dove si compie una crocifissione del giorno
Tu m’hai insegnato l’alfabeto del dolore
Io adesso so leggere i singhiozzi Sono fatti tutti del tuo nome
Del tuo nome soltanto il tuo nome spezzato il tuo nome di rosa sfogliata
Il tuo nome giardino di ogni Passione
Il tuo nome che andrò a scrivere nel fuoco dell’inferno alla faccia del mondo
Come quelle lettere misteriose sulla croce del Cristo
Il tuo nome grido della mia carne e strazio della mia anima
Il tuo nome per il quale brucerò tutti i libri
Il tuo nome onnisciente in fondo all’umano deserto
Il tuo nome che è per me la storia dei secoli
Il cantico dei cantici
Il bicchier d’acqua nella catena dei forzati
E tutti i vocaboli non sono che un campo di cocci di bottiglia alle porte di una città maledetta
Quando il tuo nome canta sulle mie labbra spaccate
Il tuo nome soltanto e mi taglino pure la lingua
Il tuo nome
Tutto musica nell’istante della morte

Louis Aragon

(Traduzione di Francesco Bruno)

da “Poesie d’amore”, Crocetti Editore, 1984





Da ASIMMETRICI VOLI (1)


Felice Serino

ASIMMETRICI  VOLI # 1

.


Un secchio di stelle

un secchio di stelle
acqua e pensieri
ondivaghi e le stimmate
di te
nella memoria come sangue
rappreso

nel fondo a ravvivarsi
ali
e venti aquilonari
l'ingoio di soli su orizzonti
di fuoco

*


Infinitudine

parabole di carne

siamo archi tesi
nella mano
dell'eterno presente

noi
nel divenire appoggiati ad una
spalliera d'aria

*


L'accumulo

Tu non persegui
chi usa bilance false
lasci gli si ritorca
l'ingiustizia e l'oro
diventi capestro o ruggine

ahi l'accumulo
cui spezza il cerchio
la morte

*


Nomade d'amore (2)

gli occhi luccicanti
delle finestre
contro la lavagna della notte
che disegna arabeschi
di mistero

dove ti porta il filo
dell'immaginario o del
sognare

dove
questa strana ma feconda
inquietudine
serpeggiante nel sangue
tutti i libri letti i mari
solcati -odisseo tu
nello spirito- dove
questo cuore nomade
d'amore
ti porta

*


La tua vaga essenza

tocco in sogno la fiorita
riva delle tue braccia:
è una dolce pena questo lieve
sfiorare la tua vaga essenza
a un lunare complice chiarore

*


Il Grido (2)

non altro che
raccogliere su foglio
il Grido l'amaro
sangue -morte per acqua-

parole a segnare
vergogne

dall'alto spettrale
silenzio su vite
lacerate

*


Distacco

giungere dove ogni
linea s'annulla
un brivido bianco
e sei altro

fiume
che perde nel mare
il suo nome

*


Casa di riposo (2)

-nella vita chi non si dà muore
mangia se stesso- sentenzia
il "saggio" in degenza

la nuvola
di vapore dalla cucina offre
un che di magico un familiare
tepore

là fuori un mondo che vive
la recrudescenza dell'inverno - gli alberi
orfani di foglie e canti

*


Quel sussulto del sangue

come
non trattenere il muto grido che sale
fin dal midollo delle ossa
per te Nina ora come stella
del cielo
come quel sussulto
del sangue a non espandersi
in vasti echi
contro muri di cristallo
in questa solitudine che artiglia

morta in me l'attesa
e il giorno azzurro
e il vento e l'odore di te
oggi
che del sangue sei grumo raccolto
negli occhi

*


L'angelo 

(conversione di San Paolo)

l'angelo sognai
sulla via di Damasco
aprirmi l'altra faccia del giorno
caddi bocconi in estasi
vedevo gli alberi camminare
tutto il mare
in una brocca

*


In sogno 

si amalgama il sangue
con alfabeti d'acqua
se inattesi
risalgono
dal mare i miei morti
nell'alone di luna

*


Chissà forse una nota

un rebus di parole
frammenti
di nonsense emersi
dal sogno non del tutto svaniti
tentare di farne una
poesia?

ma è come volere
estrarre sangue dalle pietre

quel gabbiano che ora vedi danzare
sulla spuma dell'onda
-non certo uscito
dal tuo sogno-
chissà non ti porti nel becco
una felice nota



© Felice Serino

Nomade d'amore

Nomade d'amore: la Tua luce abita la mia ferita che trova un lieto solco nel suo risplendere   Tu

lunedì 21 novembre 2016

Alessia al concerto


Alessia al concerto
.

Napoli, stadio San Paolo.
L'attesa che arrivino i Pooh
gli idoli di Alessia neravestita
per l'evento. Agglutinata a
del cielo il corvino. Tutti
i dischi nella camera della
mente. Arrivano i cinque
eroi. Iniziano con "Canterò
per te!!!". Spera Alessia
nel filo dell'ebbrezza
che Giovanni non la lasci.


Raffaele Piazza

domenica 20 novembre 2016

Levante (2) (di Felice Serino)

Levante (2) (di Felice Serino): quanta pena / -Cristo- per togliere / il pungiglione alla morte // quando / si apriranno i; poesia Creative Commons

venerdì 18 novembre 2016

Nella pienezza (di Felice Serino)

Nella pienezza (di Felice Serino): asessuato angelo / dall'immarcescibile aureola / so chi sei ti riconosco / venendomi in sogno / angelo mio specchio / io di te; poesia Creative Commons

mercoledì 16 novembre 2016

Qui da dove guardi (di Felice Serino)

Qui da dove guardi (di Felice Serino): gratifichi la stima / di te con un éclair / insieme le ingoi / quelle morti per acqua / tutto già visto già ingerito // pure / cos'è che; poesia Creative Commons

sabato 12 novembre 2016

La svolta (di Felice Serino)

La svolta (di Felice Serino): impalpabile / mistero è a volte la vita / come il sogno / coi suoi criptati messaggi / da decifrare // ti senti pedina / sulla scacchiera / in un; poesia Creative Commons

Valentina Montanari legge un brano tratto dal libro, Gli ultimi tre gior...

Dylan Thomas da "Visione e preghiera"



Chi
sei tu
che nasci
nella stanza accanto
così sonora alla mia
che sento qui l’utero
spalancarsi e il buio distendersi
sopra lo spirito e il figlio caduto
dietro il muro sottile come un osso di scricciolo?
Nella stanza di nascita e sangue sconosciuto
al bruciare e ruotare del tempo
e al sigillo del cuore dell’uomo
nessun battesimo s’inginocchia
ma solo il buio
benedicendo il
selvaggio

Dylan Thomas

Da Visione e preghiera, traduzione di Roberto Mussapi,
in The conversation on voices, Algra editore



sean lewis


Recensione NELL'INFINITO DI NOI su poetrydream



SEGNALAZIONE VOLUMI = FELICE SERINO
.

-Felice Serino – “Nell’infinito di noi” – 2015 – 2016 - www.poesieinversi.it –2016

.
.Felice Serino, nato a Pozzuoli e residente a Torino, autodidatta, è’ un poeta che ha ottenuto numerosi consensi critici e che ha vinto molti premi letterari. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia.  
Gestisce svariati siti su Internet di ottimo livello e qualità, che ospitano poeti anche prestigiosi. E’ stato tradotto in otto lingue.
In “Nell’infinito di noi”, che accoglie una presentazione di Giovanni Perri ricca di acribia, Serino continua ad elaborare la sua personalissima e originale ricerca letteraria.
La raccolta è suddivisa in due sezioni, entrambe costituite da quarantacinque componimenti, “Lo sguardo velato” e quella eponima.
Se la poesia è in se stessa sempre metafisica, si deve mettere in evidenza che, di raccolta in raccolta, Felice riesce a produrre componimenti collegati tra loro che, oltre ad essere “metafisici”, sono connotati sempre da un forte alone, o ancora meglio, da un’aurea di sorprendente misticismo postmoderno.
Il suddetto si può evincere, sia in testi che hanno come oggetto o tematica figure tratte dall’immaginario religioso, come il Cristo o gli angeli, sia quando il poeta proietta la sua vena trascendente in situazioni del tutto quotidiane, nelle quali l’io – poetante e le varie figure protagoniste, dette con urgenza, sono in tensione appunto verso l’infinito (e qui giocano un ruolo importante le tematiche della nascita e della morte).
Un accentuato senso del sacro caratterizza “Nell’infinito di noi”. Esso qui trova la sua espressione estrema, rispetto alle raccolte precedenti del Nostro, nelle quali già si notava.  
Il poeta sembra suggerirci, con il titolo della raccolta, che noi esseri, come persone, pur vivendo sotto specie umana, per dirla con Mario Luzi, già nel nostro transito terreno siamo infiniti e che le nostre anime sono immortali.
I componimenti sono tutti connotati (e non potrebbe essere altrimenti per quanto già affermato), da sospensione e magia che si realizzano nei versi icastici, veloci e leggeri.
Stabile è la tensione verso il limite nella ricerca dell’attimo in senso heidegeriano, della vita oltre il tempo degli orologi.  
Così Serino produce tessuti linguistici pieni di illuminazioni e spegnimenti, nei quali è visibile una luce, che è appunto quella di una realtà soprannaturale, che si proietta tout-court in quella delle nostre vite, restituendoci una notevole carica di senso.
Particolarmente affascinante, nella sezione eponima, la poesia intitolata proprio “Nell’infinito di noi”, nella quale sono stabili visionarietà, sospensione e dissolvenza.
In questa il tu, al quale il poeta si rivolge, e del quale ogni riferimento resta taciuto, è Nina, una figura che, nell’incipit, volteggia nelle stanze viola della memoria. Qui si evidenzia una forte tensione attraverso una parola sempre raffinata ed avvertita.
Particolarmente alto il verso “apparire o entrare nello specchio/ dell’essenza”, nella quale è presente una forte valenza ontologica. Nella seconda breve strofa della composizione il tu afferma che qui siamo affratellati nel sangue con la terra e la morte.
Poetica mistica, dunque quella di Serino, la cui cifra essenziale è quella di una parola che scava in profondità per riportare alla luce l’essenza dell’esistere in tutte le sue sfaccettature.

*


Raffaele Piazza





Conosco le voci

Conosco le voci: conosco le voci che muoiono agli angoli delle sere   conosco le braccia appoggiate sui tavoli nel risucchio

venerdì 11 novembre 2016

Alessia felice fidanzata


Alessia felice fidanzata
.

Pomeriggio felice di Alessia
al maneggio. L'ostacolo lo
salta del cavallo il bianco.
Poi con Giovanni a fare l'amore
nel fieno afrodisiaco e amore
infinito per Alessia nel trarre
giovamento da sensazioni
a levigarla. Poi in città il ritorno
la vita senza farsi male.


Raffaele Piazza

lunedì 7 novembre 2016

Dell'eden (di Felice Serino)

Dell'eden (di Felice Serino): proiezione sei e lamento / come d'animale disperso // a trapassarti una spada di luce // riflesso di Vita vera / se; poesia Creative Commons

sabato 5 novembre 2016

Alessia sulla terrazza


Alessia sulla terrazza

.
Stesa sul pavimento rosa
guarda il cielo ragazza Alessia
nell'intensificarsi della tinta
(fabula del pomeriggio ai lieti
mari dell'anima). Venere accesa
prima stella il segreto a
ricordarle, uscita dai cancelli
di platino del sonno senza
sogni. Attimi rosapesca per
ragazza Alessia fragolavestita.
La vita nuova per Alessia
(oggi si è messa con Giovanni).


Raffaele Piazza

La grande avventura la vita (di Felice Serino)

La grande avventura la vita (di Felice Serino): impastato di sole tu / senza paese / di terra e cielo sei / ricorda ti veste dignità // ancor giovane hai braccia / forti / per capovolgerla la vita / esci dall'inedia solleva / sulle larghe spalle i tuoi figli / fagli scoprire / gli orizzonti / dove grida; poesia Creative Commons

martedì 1 novembre 2016

Ulisside (2) (di Felice Serino)

Ulisside (2) (di Felice Serino): ordito del tempo- maya / isso la vela / per terre / in sogno intraviste / risillabando / palpiti di soli / miraggi; poesia Creative Commons

lunedì 31 ottobre 2016

Alessia e l'oasi urbana


Alessia e l'oasi urbana
.

Attimo e aprendo gli occhi Alessia
tutto ricompare il Parco Virgiliano,
con i pini, le siepi senza nome
con i fiori azzurri e i roseti. Attimo
ed è di nuovo da riattraversare la
strada nella natura immersa a
proteggere dal male ragazza Alessia
al colmo della grazia vestita da panni
della tinta di tramonto. Gioca alla
vita Alessia e Giovanni ha iniziato
a guadagnare (lavoro in banca)
e matrimonio nella mente azzurra
e figli nel futuro anteriore.


Raffaele Piazza

sabato 29 ottobre 2016

Come ostia di luce (di Felice Serino)

Come ostia di luce (di Felice Serino): Irta di rovi / la 'parete' inclinata del cielo // vi lasciaste brandelli / d'anima e; poesia Creative Commons

Riscriviti nei giardini delle cose poesia scritta da Nunzio Buono recita...

Recensione NELL'INFINITO DI NOI su B d A




Recensione a “Nell’infinito di noi” di Felice Serino (di Giovanni Perri)



È un circolo vizioso la poesia. La parola cattura, “t’apre il terzo occhio, parla all’orecchio del cuore”. Ci consegna quest’immagine in bellezza Felice Serino, nel suo ultimo lavoro “Nell’infinito di noi” nuovo e-book pubblicato da poesieinversi.it (ottobre 2016) : “il terzo occhio”: per dirci che due non bastano, forse; per darci un pianto più forte; per far convergere immagine ed immaginazione nell’orbita della sua lente lirica: che ha qualcosa di raro nel panorama odierno e cerca un battito acuto, che arrivi pungendo, svelandoci, all’apice di una luce altra, indicibile. Perché è così che si compone, tutta nel segno della rivelazione, questa poesia sintomatica che ha voglia di condurci, o piuttosto attirarci in un riflesso di luci e voci quasi catartiche, dolenti e salvifiche, tra veglie e sonni, ricordi e presagi, affanni e gioie a ricucire la vita in un’epifania di interni: dove risiede il cuore, appunto, malato d’amore per la vita, che batte e sente e più ancora “vede” in quel sentire. Perché è cantata, così a volte persino come ammonimento, la vita altrimenti sconfinata, nei “muri di casa che abitano il vuoto”, nelle “code di cometa a cui s’attaccano in sogno i bimbi”, persino “nei fondi di caffè”, profondi anch’essi nel “mare del sogno che è la vita che si lascia vivere”. E mai è temuta questa vita, che Serino ausculta mite, persino in limine, in quell’ora sospesa guardata dritta negli occhi, perché: “non serve prodigarsi più di tanto / non restano che spoglie l’anima è già via / nell’ora sospesa / fisseranno compunti quel viso di marmo / mentre il tuo presente ha chiuso la porta / il pugno o la palata di terra / con la benedizione dell’officiante poi / a tavola com’è uso per dire la vita / continua / qualcuno forse già alticcio / leggerà con deferenza / alcuni tuoi versi trovati in tasca / restano in rete briciole di te. Ed eccolo nel viale della dimenticanza l’abbrivio invocato, alfabeto dell’acqua e del sangue, a ricordarci che la vita è questo scrigno pieno di palpiti lasciati sulla riva a brillare, perché il tempo se ne curi e lo riservi in ogni autunno che si ripete, dentro lo scricchiolio di una semplice foglia, accartocciati e incolumi, nell’Infinito di noi; ecco l’enigma che s’invola, per impigliarsi nel vento, per essere vento sulla rotta del cielo, per accogliere “in vaghezze di luna l’erratico cuore” o per trovare la “piuma d’angelo” nascosta dentro la parola. E la parola galleggia, deambula talora specchio e vertigine, bottiglia nell’oceano e bussola di morte e vita, ed è già un fiore dalle radici d’oro, uscito dalla bocca del cielo, per esplodere. E forse l’esplosione è amore che ci piove addosso, scaglia a scaglia abbracciandoci, affratellati nell’unico destino, tremebondo, immenso.
Giovanni Perri







Poesia di Valerio Magrelli


LA SCRITTURA E' UNA MORTE SERENA
(Valerio Magrelli)

Preferisco venire dal silenzio
per parlare. Preparare la parola
con cura, perché arrivi alla sua sponda
scivolando sommessa come una barca,
mentre la scia del pensiero
ne disegna la curva.
La scrittura è una morte serena:
il mondo diventato luminoso si allarga
e brucia per sempre un suo angolo.

da https://antoniobux.wordpress.com/…/valerio-magrelli-poesie…/

Questo improbabile azzurro

Questo improbabile azzurro: (risposta da un corrispondente immaginario)   che ne so di questo improbabile azzurro rarefatto e mutevole

mercoledì 26 ottobre 2016

Chissà forse una nota (di Felice Serino)

Chissà forse una nota (di Felice Serino): un rebus di parole / frammenti / di nonsense emersi / dal sogno non del tutto svaniti / tentare di farne una / poesia? // ma è come volere / estrarre sangue dalle pietre // quel gabbiano che ora vedi danzare / sulla spuma dell'onda / -non certo; poesia Creative Commons

martedì 25 ottobre 2016

Alessia e la luna nel pozzo


Alessia e la luna nel pozzo
.

Sera di luna per Alessia
a interanimarsi con la lucestellevita.
Attende la disadorna via
nel trarre dal lucore d'amore
voglia. Luna nel pozzo poi
tutto finisce tra di Giovanni
le braccia per altri viaggi.
Gli legge negli occhi: non
ti lascio e il sogno prosegue
nel gemmante ottobre.


Raffaele Piazza

venerdì 21 ottobre 2016

In sogno (di Felice Serino)

In sogno (di Felice Serino): si amalgama il sangue / con alfabeti d'acqua / se inattesi / risalgono / dal; poesia Creative Commons

lunedì 17 ottobre 2016

L'angelo (2) (di Felice Serino)

L'angelo (2) (di Felice Serino): l'angelo sognai / sulla via di Damasco / aprirmi l'altra faccia del giorno / caddi bocconi in; poesia Creative Commons

sabato 15 ottobre 2016

Germano Mandrillo, "Cronospaziomachia"

Non finirò di scrivere sul mare



Giuseppe Conte

da: Non finirò di scrivere sul mare

(...)
 E scriverò di te,
 sempre di te, delle tue amare
 verità di sale
 della gioia che dai alle vele,
 di te che sei ciurma e solitudine
 di te che sei infinito e finitudine
 padre o madre o fratello primogenito
 spalancato come un abisso,
 segreto come una conchiglia
 sempre al di là di quello che possiamo conoscere –
 e se ti contraddici è perché sei libero
 e per i liberi – non finirò di scrivere
 su di te mare, il sempre mare,
 non finirò di cantare
 di te.




Commento a CASA DI RIPOSO (2)


Casa di riposo (2)

-nella vita chi non si dà muore
mangia se stesso- sentenzia
il "saggio" in degenza

la nuvola 
di vapore dalla cucina offre
un che di magico un familiare
tepore

là fuori un mondo che vive
la recrudescenza dell'inverno - gli alberi
orfani di foglie e canti

Felice Serino

*

Commento di Anna Maria Cherchi su scrivere.info:


I profumi, i sapori, spesso i colori rendono accoglienti luoghi che altrimenti sarebbero tristi. La casa di riposo, fa pensare alla solitudine di chi ormai in età avanzata, o per mancanza di parenti o altre ragioni, finisce la sua vita. L'autore abilmente, nei suoi versi riesce ad abbellire e renderla accogliente coi profumi della cucina. Complimenti, è bella!

La separazione

La separazione: alla fine del tempo è come ti separassi da te stesso in un secondo ineluttabile strappo simile alla nascita quando ti tirarono fuori dal mare

giovedì 13 ottobre 2016

Alessia e il bianco della neve


Alessia e il bianco della neve

.
Bianco infinito della neve
a entrare nell'anima di Alessia
a portare una gioia candida.
Si specchia Alessia nell'azzurro
(cielo consecutivo a invaderla).
Si libra nell'albereto di pini
la voce di Giovanni sicura
(vieni, Alessia, a fare l'amore!!!).
Trasale ragazza Alessia nella
felicità di una sera. Del freddo
la purezza.
Poi entrano nella villa attenti.


Raffaele Piazza

Quel sussulto del sangue (di Felice Serino)

Quel sussulto del sangue (di Felice Serino): come / non trattenere il muto grido che sale / fin dal midollo delle ossa / per te Nina ora come stella / del cielo / come quel sussulto / del sangue a non espandersi / in vasti echi / contro muri di cristallo / in questa solitudine che artiglia // morta in me; poesia Creative Commons

martedì 11 ottobre 2016

Alessia e la chiarità rosapesca


Alessia e la chiarità rosapesca
.

Sera di luminosita a giungere
all'anima di Alessia dalla forza
degli occhi della tinta azzurra.
Attimi a irrorare il sembiante
a ovest della vita. Sta Alessia
nella chiarità rosapesca vicino
al Mediterraneo e accende una
candela sul suo bordo, acque
mai lasciate da Alessia. E si
ricompone il disegno del sorriso
e della vita nella storia dei baci
al Parco Virgiliano della
conoscenza.


Raffaele Piazza

sabato 8 ottobre 2016

Hitchcock (di Felice Serino)

Hitchcock (di Felice Serino): mi ha squarciato la carotide / un solitario uccello nero / sparito poi alla vista / nel cielo di cobalto // distratti mi oltrepassavano i passanti / mentre mi dissanguavo // sul marciapiede / il sangue disegnava arabeschi / del sogno / -degni / del genio di; poesia Creative Commons

martedì 4 ottobre 2016

Quaderni di Arenaria n. 10

http://www.quadernidiarenaria.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=7:online-il-decimo-volume

Alessia coltiva la vita


Alessia coltiva la vita
.

Ali di gabbiano, Mediterraneo
quasi nordico nella luce
bianca si sente fantastica
Alessia nell'indossare minigonna
azzurra, polo blu e di ginnastica
scarpe per correre giocando
alla California nel Parco Virgiliano
e rigenerarsi. Esami a buon punto,
il bilocale con Giovanni che lavora
e ha trovato Alessia di segretaria
un posto. Ha sognato le fragole
ed è buono e il padre di Giovanni
regala la vacanza per i due
a Parigi, per la laurea del figlio.
Nello studio dell'avvocato giovane
e bello dove lavora si porta
i libri per l'esame di latino Alessia
e in quei giorni Giovanni venti
volte le telefona geloso.
Oggi Giovanni è arrivato dell'avvocato
nello studio, è entrato e ha trovato
Alessia vestita tutta mentre studiava
e l'avvocato nella sua camera
accanto. Occhi sinceri di Alessia
l'amato è felice.


Raffaele Piazza

Casa di riposo (2) (di Felice Serino)

Casa di riposo (2) (di Felice Serino): -nella vita chi non si dà muore / mangia se stesso- sentenzia / il 'saggio' in degenza
/ la nuvola / di vapore dalla cucina offre / un che di magico un familiare / tepore // là fuori un mondo che vive / la recrudescenza dell'inverno; poesia Creative Commons

sabato 1 ottobre 2016

Alda Merini Lascio a te queste impronte

Poesia di Alberto Frattini


ANCHE SE NON PUOI SALPARE 
.
Anche se non puoi salpare 
in un mare di nebbia , 
anche se l'eterno moto 
è incomprensibile stasi , 
anche se il pensiero 
della fine di tutto 
fa del nonsenso 
l'unico senso possibile :
mettiti dalla parte della ragione 
non superba , accetta l'assurdo 
come il prezzo di tante meraviglie , 
ascolta dalla segreta saggezza
d'ogni cellula in cui consisti 
il sì alla vita , all'esistere , 
questa strana sfida 
alle ombre voraci del nulla .
.
ALBERTO FRATTINI , 1922-2007

Luce ed ombra

Luce ed ombra: luce ed ombra rebus in cui siamo impronte di noi oltre la memoria forse resteranno o risucchiati saremo  ombre esangui nell'imbuto

venerdì 30 settembre 2016

Alessia veleggia


Alessia veleggia
.

Veleggia Alessia sul Mediterraneo
(prima di partire ha acceso un cero
sul suo bordo). La barca tra le onde
tiene la rotta nella forza del vento.
Mani di Alessia dal timone alle vele
nella contemplazione (isola visibile
la meta a pochi tiri di sassi levigati
dall'attesa). Gioisce Alessia nell'
attraccare al porto, previve l'amore
con Giovanni marinaio.


Raffaele Piazza

Distacco (di Felice Serino)

Distacco (di Felice Serino): giungere dove ogni / linea s'annulla / un brivido bianco / e sei; poesia Creative Commons

giovedì 29 settembre 2016

Il Grido (2) (di Felice Serino)

Il Grido (2) (di Felice Serino): non altro che / raccogliere su foglio / il Grido l'amaro / sangue -morte per acqua- // parole a; poesia Creative Commons

sabato 24 settembre 2016

La tua vaga essenza (di Felice Serino)

La tua vaga essenza (di Felice Serino): tocco in sogno la fiorita / riva delle tue braccia: / è una dolce pena questo lieve / sfiorare; poesia Creative Commons

giovedì 22 settembre 2016

Nomade d'amore (2) (di Felice Serino)

Nomade d'amore (2) (di Felice Serino): gli occhi luccicanti / delle finestre / contro la lavagna della notte / che disegna arabeschi / di mistero // dove ti porta il filo / dell'immaginario o del / sognare // dove / questa strana ma feconda / inquietudine / serpeggiante nel sangue / tutti i libri letti; poesia Creative Commons

Alessia e l'aria tersa


Alessia e l'aria tersa

.
Tersa aria di settembre,
raccogliere fiori azzurri
e per l'erbario foglie di
verdi vari per ogni ricorrenza.
Compleanno di Alessia
nell'inalvearsi il pensiero
fino a del bacio la panchina
del fresco bianco del marmo.
Attende Alessia ai margini
dell'albereto a farsi bella
campita nell'affresco di natura
nel crescere di alberi
grandiosi e centenari
Ride Alessia come una bimba
sottesa alla politezza
dell'azzurro.


Raffaele Piazza

domenica 18 settembre 2016

L'accumulo (di Felice Serino)

L'accumulo (di Felice Serino): Tu non persegui / chi usa bilance false / lasci gli si ritorca / l'ingiustizia e l'oro / diventi capestro o; poesia Creative Commons

sabato 17 settembre 2016

Il bacio che manca

Da LA VITA NASCOSTA (4)


Felice Serino

LA VITA NASCOSTA # 4

.


Un cielo bianco di silenzi

(L'ortografia)

punto sul vivo
da strafalcioni
anche il foglio sembra aggricciarsi
attraversato da una fuga d' immagini

in un bailamme di fonemi -dalle acque
del sogno a risalire strambe
parole nell'aria di cristallo-

illividisce
un cielo bianco di silenzi

*


Nell'uno

dal Tutto
ritrovarsi nell'uno
a vivere il sogno della carne

il sangue che cavalca il vento dove
crescono i passi

lacerato dalle lancette
d'un orologio interiore
un Lazzaro a sollevarsi da cento morti

*


Lo spazio d'un soffio

schegge di voci
di abbandono

il pallore di luna riflette
nel bicchiere luce ubriaca

occupi
lo spazio d'un soffio

in fine consegnerai
il nome

*


Il sogno di Dio

in seno a cieli
di cui non è memoria
assai prima del corpo
quando già da sempre era la Parola

il sogno di Dio

il Suo soffio

poi la fatidica
domanda “dove sei
Adamo”

e furono
i cieli
capovolti

*


Poesia-finestra

dici poesia intendi finestra

affaccio dell'anima
bagnata da alfabeti di lune

è finestra su un mare aperto
poesia

per l'orecchio del cuore-conchiglia

*


Brandelli d'amore (2)

falesie di pensieri
tesse ragno di luce

vertigine: come
sarà senza il corpo
-serbata la vita
nella Pietà del sangue

solo espanso
pensiero saremo?

ci consoli certezza
di portare in salvo brandelli
d'amore

*


Il tuo volare alto

l'anima spando sulla terra
a ricambiarmi una solitudine
ampia come il cielo

mi appresto a gran passi agli ottanta
e ancor più poesia ti canto
-del mio sangue azzurra ala

ai confini della sera in quel
farneticare che richiama la morte

il tuo volare alto
come preghiera

*


Il saluto spezzato

[11 settembre: a 15 anni dalla strage]

tutti ricordano dove si trovavano
in quei fatali attimi
quando il cielo si oscurava
ingoiando cenere e odio

tutti
ricordano -i superstiti- l'ultimo gesto
-uno per tutti la mano levata
quel saluto spezzato

come il battito dell'ora in cima
alla torre

come il pulsare del cuore
straziato

*


Gl'intoccabili

sì onorarli
i morti che
ci perdonano con un velo di pietà

quelli che sognarono
il loro eldorado
ragazzi degli anta presto
dipartiti

ora di qualcuno
d'essi verrà detto
era un pezzo di pane
-anche se di certo avrà
portato con sé i suoi scheletri

o si saranno nell'altra
dimensione dissolti

*


Ulisside

(l'ispirazione)

prende forma la vela
dalle profondità inconsce
la governa ulisside
o forse si lascia guidare

sull'infinito mare del sogno

speculari all'acqua
emergere vede parole

il fonema del canto
su curvature di luce

*


Nei miei sogni

c'è un donnone nei miei sogni
mi perdo fra le sue grandi mammelle
piccolo piccolo mi faccio e
come scricciolo
mi c'infilo
nel suo caldo grembo

al riparo degli tsunami del mondo


© Felice Serino





Commenti di Piazza a CIELI DI COBALTO e altre


Commenti di Raffaele Piazza su
www.rossovenexiano.com

.


Cieli di cobalto

segmenti
di luce schizzati dalla tela
a colpire i sensi
in forma di danza
ad accendere i sogni:
all'orizzonte
lungo le rive degli occhi
cieli di cobalto
venati
in prismatico chiarore
dal grido giallo di kandinskij

f. serino aka flymoon

*

 25 6 16

Poesia bella, alta, icastica, efficace ed originale. Il tema è quello del
dinamismo delle tinte e delle figure dei colori di un dipinto che entrano nei
sensi del fruitore attraverso la percezione. La cifra è l'essenza dell'arte che
da esteriore si fa interiore. E' detto il sogno che bene s'intona alle atmosfere
evocate.

Raffaele Piazza

* * *


Il guardiano

il mostro è guardiano
 del labirinto interiore

oh quale dispendio
 della mente in sudari di calce
 anelante alla riva
 primigenia del sangue

l'angelo è di cenere
 dove grida
 la carne
 le ustioni della luce

f. serino

*

9.7.16
"Poesia sul tema della mente e dell'interiorità. Nel distico di apertura viene detto "Il mostro" come guardiano degli abissi dell'inconscio; con questa qualifica lo stesso mostro assume, vagamente, a livello etico, una valenza positiva. E' detto il dispendio di energie nel pensare nella strofa centrale. che anela ad una zona primigenia. Nella terza parte si parla dell'angelo di cenere situato dove il corpo è invaso dalla luce abbacinante. Componimento alto e bello nel suo misticismo".

Raffaele Piazza

* * *


Spazi aperti

(a Danilo Dolci)

palestra di vita
a formare allievi
aperto seme
l'anima che s'infinita
nei colori del cielo

sognavi la "città terrestre"
di là delle notti
che si spaccano alla volta
del cuore

al rango della luce
spazi aperti
sognavi
per un'alba che sa di nuovo

f. serino

*

23.7.16
"Poesia originale e bella nel suo misticismo immanente. Nel rivolgersi ad un "tu", in tre brevi strofe ben controllate, l'io poetante traccia un percorso vago e affascinante di rinascita anche a livello collettivo (formare allievi). L'anaforico "sognavi", che si riferisce alla città terrestre e a spazi aperti, apre le porte ad una redenzione possibile proprio tramite la poesia".

Raffaele Piazza

* * *

Radici

potrebbe accadere che a volte
ti domandi
se ti trovi in un sogno o
un déjà vu

un sentirti perso: senza
un appiglio o un io
reale

e vorresti in quell'attimo
aggrapparti con l'anima a radici
del cielo

-come ad una madre

f. serino

*

13 8 16
"Bella ed alta poesia risolta in tre strofe. E' detto uno stato psicologico di sospensione tra sogno e vegiia, tra fantasia e realtà, estatico, forse lo stesso della creazione artistica connesso alla feritoia atemporale dell'attimo. I versi sgorgano fluidi e controllati e nel finale ci si apre alla dolcezza, alla soavità, quando si parla di un aggrapparsi con l'anima a radici di cielo maternizzanti. Un ripiegarsi su se stessi nel solipsismo per riemergere alla vita".

Raffaele Piazza

* * *


La maschera strappata

ti scoprirai alla fine
vulnerabile
offrendo il costato alla lancia
dell'amore

dallo squarcio il sangue redento
non ti darà adito
di scaricare
la tua croce addosso al vicino

la tua maschera
la strapperà per sempre
l'amore che ti av-vince

Felice Serino - flymoon

*

Ezio Falcomer  

Un accostamento originalissimo (se ben comprendo) fra Croce e Amore. L'amore rende vulnerabili e smaschera. L'amore vince e avvince. Sconfigge l'ego e lo avvolge. Amore come malattia e, insieme, terapia?
 
*

flymoon > Ezio Falcomer  

ben condiviso il pensiero, grazie Ezio.


*

piazzaraffaele@outlook.it  - 3 9 16
Bella composizione alta e mistica. Il gioco della maschera, che è il tema conduttore, fa venire in mente una ricerca di identità, fondamentale per l'essere umano, che può essere uno nessuno o centomila (Pirandello).
Il tu al quale il poeta si rivolge è il Cristo, ma potrebbe essere anche chiunque muore per la violenza altrui. In Serino è frequente la vena mistica nel nominare Dio e i santi come Padre Pio. Un Gesù immanente nella sua impossibilità di scaricare la sua croce sul vicino. Un Gesù che è ognuno di noi. Viene detta due volte la parola amore. E' proprio l'amore a strappare la maschera al Cristo nella sua resurrezione.

Raffaele Piazza

Non era questa la vita

Non era questa la vita: non era questa la vita che volevi bambole in panno lenci un amorino più avanti negli anni poi il male che covava nascosto

sabato 10 settembre 2016

Un secchio di stelle (di Felice Serino)

Un secchio di stelle (di Felice Serino): un secchio di stelle / acqua e pensieri / ondivaghi e le stimmate / di te / nella memoria come sangue / rappreso // nel fondo a ravvivarsi; poesia Creative Commons

giovedì 8 settembre 2016

Alessia esce con Giulia


Alessia esce con Giulia

.

Nell'auto serena Alessia

nel ridere e guidare come

una donna, si avvicina

con Giulia a del Parco Virgiliano

la meraviglia. Alberate di

pini in forma umana a

intessersi le linfe e l'ossigeno

polito con gli afrori di ragazze.

A poco a poco domina il luogo

di Alessia il sole dopo la

pioggia e viene pari a battesimale

incantesimo la luce

nell'intessersi le parole dell'amica

con l'anima di Alessia (non

ti lascia). Squilla di Alessia

il telefonino (è lui).




Raffaele Piazza

domenica 4 settembre 2016

Ulisside (di Felice Serino)

Ulisside (di Felice Serino): prende forma la vela / dalle profondità inconsce / la governa ulisside / o forse si lascia guidare // sull'infinito mare del sogno // speculari; poesia Creative Commons

sabato 3 settembre 2016

Felice Serino

Felice Serino

IO SONO VERDE (Rostam) - Iran - Poesia di Benny Nonasky


Poesia di Saint-John Perse



Sì...

"E che pianto allora sulla bocca del focolare,
 una sera di lunghe piogge in marcia verso la città,
 t'agitava in cuore l'oscura nascita del linguaggio:
 <...d'un esilio luminoso - e già più lontano
 dell'uragano che imperversa - come serbare le vie,
 Signore! che mi avevi concesse?
 <... Non mi lascerai altro che questa confusione
 della sera - dopo che mi avevi, così a lungo, nutrito
 col sale della tua solitudine,
 testimonio dei tuoi silenzi, della tua ombra e dei
 tuoi scoppi di voce? >
- Così tu ti lamentavi, nella confusione della sera.
 Ma sotto l'oscura vetrata, davanti all'ala di muro
 di fronte, quando non avevi potuto resuscitare
 l'abbaglio perduto,
 allora, aprendo il Libro,
 avanzavi un dito consunto fra le profezie, poi,
 sguardo fisso al largo, aspettavi l'istante della partenza,
 l'alzarsi del gran vento che ti liberasse in un attimo,
 come un tifone, dividendo le nubi davanti
 all'attesa dei tuoi occhi. "

Saint-John Perse- Il Libro- 1904



Commento alla mia POESIA-FINESTRA


Poesia-finestra

dici poesia intendi finestra

affaccio dell'anima
bagnata da alfabeti di lune


è finestra su un mare aperto
poesia


per l'orecchio del cuore-conchiglia

Felice Serino

*

Commento alla poesia
scritto da Antonio Terracciano su scrivere.info:


Che potente sintesi! L'autore è riuscito a condensare in poche parole alcuni aspetti salienti di ogni poesia: la sua funzione di finestra dell'anima e la sua stesura sempre un po' sognante, come se fosse bagnata da un linguaggio lunare. E inoltre, ci suggerisce il poeta, oltre che sull'anima la poesia sembra spalancare la sua finestra su un mare vastissimo ed appare come una conchiglia da accostare all' orecchio del cuore (immagine indovinatissima!) , per trasmettergli gli echi e la musica dei suoi profondi significati.

martedì 30 agosto 2016

Alessia e l'abbraccio degli alberi


Alessia e l'abbraccio degli alberi




Festa degli alberi e di Alessia

nel bere ossigeno lungo le alberate

dei pini la strada nel disegnarla.

La quercia grandiosa e gli eucalipti

a incorniciare di Alessia la gioia.

Abbraccio vegetale per Alessia

nell'aria dai sempreverdi scesa

in armonia terrena con la sorgente

dell'acqua della vita a entrare

nell'anima di Alessia a rinfrescarla.

Parla l'albero cavo ad Alessia e

solo lei può udirlo: Giovanni non

ti lascerà. Trasale Alessia verdevestita

per la parte nella messa in scena

dell'esistere negli albereti fantastici

e ride come una donna felice nell'

attraversare su ponticelli di legno

dell'irrigazione i canali.




Raffaele Piazza

venerdì 26 agosto 2016

Il saluto spezzato (di Felice Serino)

Il saluto spezzato (di Felice Serino): tutti ricordano dove si trovavano / in quei fatali attimi / quando il cielo si oscurava / ingoiando cenere e odio // tutti / ricordano -i superstiti- l'ultimo gesto / -uno per tutti la mano levata / quel saluto spezzato // come il battito dell'ora in; poesia Creative Commons

mercoledì 24 agosto 2016

Lunga villeggiatura di Alessia


Lunga villeggiatura di Alessia

.

Nell'attimo azzurro in un pomeriggio

a Capri si spalancano di Alessia le porte

del tempo della villeggiatura e tocca

Alessia l'infinito a scorgerlo nella

linea marecielo a inalvearsi nell'inchiostro

della sera. Sorride Alessia nel fresco

di un inconsueto agosto nel rigenerarsi

oltre le maree e squilla il telefonino

ed è Giovanni che dice ad Alessia che

l'ama. Trasale Alessia e gli dà appuntamento

al porto dissepolto. Calendario alla parete

per i bagni e stasera fa l'amore Alessia.




Raffaele Piazza

martedì 23 agosto 2016

Il tuo volare alto (di Felice Serino)

Il tuo volare alto (di Felice Serino): l'anima spando sulla terra / a ricambiarmi una solitudine / ampia come il cielo // mi appresto a gran passi agli ottanta / e ancor più poesia ti canto / -del mio sangue azzurra ala // ai confini della sera in quel / farneticare che richiama la; poesia Creative Commons

lunedì 22 agosto 2016

Brandelli d'amore (2) (di Felice Serino)

Brandelli d'amore (2) (di Felice Serino): falesie di pensieri / tesse ragno di luce // vertigine: come / sarà senza il corpo / -serbata la vita / nella Pietà del sangue // solo; poesia Creative Commons

sabato 13 agosto 2016

Poesia- finestra (di Felice Serino)

Poesia- finestra (di Felice Serino): dici poesia intendi finestra // affaccio dell'anima / bagnata da alfabeti di lune // è finestra su un mare; poesia Creative Commons

Scrivo il Vento


Paul Celan


PAUL CELAN
SALMO
.

Nessuno ci impasta più con terra e argilla,
nessuno evoca la nostra polvere
Nessuno

Sia lode a te, Nessuno.
Per amor tuo
fioriremo.
Incontro a te.

Noi siamo
fummo
e resteremo sempre
un Nulla che fiorisce:
la rosa di Nessuno.

Con
lo stelo lucente come anima
con lo stame ebbro di cielo,
la corona imporporata
dalla parola, che cantammo
sopra, oh al di sopra
della spina.


[trad. Mario Specchio]