lunedì 29 febbraio 2016

Una giornata di (di Felice Serino)

Una giornata di (di Felice Serino): suvvia eccedi / a chi pensi / dare la colpa / come si dice è stata una giornata / così // esageri se pare / ti si; poesia Creative Commons

sabato 27 febbraio 2016

Oltre il varco di notte, di Giovanni Baldaccini :: LaRecherche.it [ eBook n. 195, Poesie immagini prose brevi ]

Oltre il varco di notte, di Giovanni Baldaccini :: LaRecherche.it [ eBook n. 195, Poesie immagini prose brevi ]

Dove i giochi


Recensione di Angela Greco





Felice Serino, Frammenti di luce indivisa (poesie scelte) letto da Angela Greco





Frammenti di luce indivisa – poesie scelte è l’ultima opera di Felice Serino pubblicato dal Centro Studi Tindari-Patti (ME) nel mese di novembre 2015 (dello stesso Autore Il sasso nello stagno di AnGre ha ospitato anche la precedente raccolta poetica uscita nel 2014).


Il testo è articolato in cinque sezioni (Di luce indivisa; Dai cieli del sogno; Ladro di parole; In divenire; Trasfigurazioni e dediche) comprendenti una selezione di testi poetici che abbraccia i temi emblematici della poetica di Felice Serino: lo spirito, il rapporto con Dio, il proprio vissuto e la propria età, il sociale, ovvero quei motivi vicini ed universali che hanno colpito la sensibilità del poeta e che egli ha voluto “fermare” sulla carta. Sono attimi, frammenti appunto, catturati tra le esperienze quotidiane del corpo e dell’anima, momenti che Felice Serino vive profondamente e restituisce al lettore alla luce della sua esperienza del mondo. Quindi frammenti di luce non divisa, unita, indivisa appunto, come recita il titolo, perché ogni cosa, ogni persona, ogni incontro con l’umano e con il l’oltre-umano, per Felice è parte del tutto, è scintilla, raggio, che fa parte di quella luce maggiore qual è la Vita, intesa nel suo tratto terrestre e nel suo prosieguo oltre la stessa. E anche la Poesia diventa un modo di partecipare ad un progetto più grande del mero scrivere, di quell’atteso emozionare che principalmente è chiesto ad una poesia, divenendo in questo caso strumento di crescita soprattutto spirituale; elemento, quest’ultimo, in cui l’autore si ritrova pienamente.


E’ una poesia dal tono asciutto, dal verso breve (come già nella precedente silloge di cui abbiamo avuto modo di apprezzare qui su questo blog), incisivo e colmo di studio, di preparazione sull’argomento, come ad esempio quando ‘parla’ Sant’Agostino a pag.23 (Si dice di Agostino), dove il poeta dimostra di aver ruminato il fatto filosofico, rendendolo in parole comprensibilissime, semplici come di francescana memoria.


Una nuova scelta di poesie, dunque, quest’ultima di Felice Serino, dove non dispiace trattenersi e perdersi, approfondire e apprendere, accompagnati pagina per pagina dalla matura serenità dell’autore, che emerge in una dolcezza che non lascia non indifferente il lettore. (Angela Greco)


*

poesie tratte da Frammenti di Luce indivisa (Centro Studi Tindari-Patti, 2015)


.

L’angelo



noi lacere trasparenze



-sostanza di luce e di sangue-



a superare d’un passo la morte





solleva l’angelo un lembo di cielo



svela l’altra faccia del giorno



(pag.19)



*



Vortice di foglie




distrazione



del Supremo – dici – la nostra parte



mancante? ovvero caduta



d’angelo nel mare-mondo?




non siamo



che un vortice di foglie…




ma se il precipitare



in se stessi è in vista di risalita



(alla notte



segue il giorno)




allora non esiste



sai- chi potrà recidere



questo cordone ombelicale col cielo




(pag.43)



*



Congetture




si vive



per approssimazione



si sta



come d’autunno…



di ungarettiana memoria



o



dall’origine



scollàti dal cielo



a vestire la morte



fino



al fiume di luce che



ci prenderà e saremo



un’altra cosa…




congetture



 

ma lasciatemi sognare



un sogno che non pesa




(pag.49)



*



Venne a trovarti la poesia





giunse come un vento lieve



a frugarti le pieghe



dell’anima



e guidandoti verso stanze



inconsce



mondi paralleli ti apriva




ora sperimenti



il tuo daimon



-a divorarti



per sempre



(pag.72)




Felice Serino è nato a Pozzuoli nel 1941; autodidatta. Vive a Torino. Ha pubblicato varie raccolte: da Il dio-boomerang del 1978 a D’un trasognato dove del 2014. Ha ottenuto importanti riconoscimenti e di lui si sono interessati autorevoli critici. E’ stato tradotto in sei lingue. Intensa anche la sua attività redazionale.Tutta la sua opera è visibile on-line. SESTOSENSOPOESIA feliceserino’s blog è il suo spazio in rete.


-

 
 
 
 
 


Da LO SGUARDO VELATO (2)



Felice Serino
LO SGUARDO VELATO # 2

.

Così la vita
sprovveduto senza guardia
andavi giù al primo colpo
quello non previsto
neanche dall'oroscopo
groggy ammaccato
ti avvitava l'umana giostra
come rivederti bambino
tra la folla la volta che
t'eri perso
così
a portarti in giro
su piani inclinati
la vita
*

Dai vetri
the per due ed un sorriso
ricambiando lo sguardo
sopra il bordo della tazza
dai vetri il fermento
con gli ultimi guizzi di luce
e un altr'anno alle spalle
altro non t'aspetti
non la bottiglia dall'oceano
tutto già accaduto
pure
tenti glissare
sui sussulti del sangue
*

Nell'armadio
a volte m'invita a visitarlo
lo spolvero lo lucido e
grato mi si apre in un sorriso
tutto denti
m'improvvisa una danza
indossa una maschera per
l'occasione
si sente solo
quando
le volte non lo considero
lo sento frugarmi nelle viscere
nutrirsi del mio sangue
fortuna ch'è un tipo da
acqua in bocca
^

Le tue case di vetro
(ad Antonia Pozzi)
vi specchiavi la verde età
fuggitiva
dipoi a trapassare i vent'anni
la freccia di cupido
ti abbeveravi nei cieli
di Poesia
dove ora svolazzano
senza tempo
bianche colombe le pagine
di vita
vergate fitte
al rango di passioni accese
[Luoghi dove ha soggiornato o abitato: Misurina, Pasturo, Milano.]
*

L'essenziale
molto dire con poco
degli elementi solo
un accenno come una
pennellata
lasciare immaginare
-l'acqua che canta alla fonte
lo specchio del ghiacciaio che acceca
non è detto potresti  rinvenire
come in sogno lucido
tra il soffice manto
il messaggio
di quel saggio abitatore delle nevi
“per una vita proba
l'essenziale”
*

Dal principio Qualcuno mi sognava
la mia essenza
si specchia
nel bianco di cieli anteriori
dove
a iniziare voli
in un battere d'ali fuggono
piccole morti
e ad abbracciare il sereno
quel ricucire strappi
nell'azzurro
io sto da sempre
nella scia d'infinito nascere
*


Guerriera di luce
(a Santa Madre Teresa)
toccato dalle tue scarne mani
il derelitto
come angelo passava nell'aria
guerriera di luce tu
ultima tra gli ultimi
facesti tua
del reietto la dolorante carne
il tuo annullarti
consegnato alla sacralità del giorno
*

Allunate derive
visioni aprono varchi
nel cuore ove fanno eco
i ricordi e allunate
derive trattengono
vibratile fiammella
resta indefinito
sogno o piuma di nulla
misteriosa fanciulla che si piega
nello specchio
*

Sinergie
sognare
immerso nell'azzurra luce
il sogno sono io disincarnato
che prove di volo inizio
falena contro il soffitto
col sembiante del fanciullo luminoso
ah quel senso d'onnipotenza
nel guidare
me stesso entro la via regia *
vedermi ospitale
dare udienza ai miei morti
che risalgono pare
dal mare
per "incarnare" il sogno
*

Vita contromano (2)
(a James Dean)
il gesto del cogliere
la rosa sul filo del burrone
dove palpebra la luce
lo strappo
nella rete la smorfia che tradisce
quel mordere intestino
l'apparirti anamorfosi il mondo
che ravviva
non sai se deliri o sogni:
del tuo essere "bipolare"
ottenebrato splendere
*

In un levarsi di voli
scuce tempo Penelope sdegnosa
così noi a spaginare le ore morte
fuori dal tempo uroborico
in un levarsi di voli sarà voce
del sangue a dirci che forse
non sarà stato che un sogno la vita

Copyright Felice Serino

Sulle labbra

Sulle labbra: (ad un interlocutore immaginario)   come dire ferire di penna tu a dileggiare il vero intingendo nell'azzurro

giovedì 25 febbraio 2016

Alessia e il lucherino


Alessia e il lucherino
.

Frenetica verde armonia
di volo d'ali fino alla sorgente
rubinetto della di Alessia
cucina nel bere da un filo
freddo d'acque. Poi il lucherino
gioia senza peso arriva
alla spalla di Alessia del
biscotto a beccare le briciole.
Alessia ama il minivolatile
a tornare nell'aria nella
gabbia della libertà.

Raffaele Piazza

lunedì 22 febbraio 2016

La misura del sogno (di Felice Serino)

La misura del sogno (di Felice Serino): avevi l'occhio lungo tu / nel dire che la vita ricalca / le orme dei passi // altro sangue i destini / che ci unirono // sai: / nelle acque della memoria / oggi di te; poesia Creative Commons

Alessia corre al Virgiliano



Alessia corre al Virgiliano

.
Vento freddo a levigare Alessia
al colmo della grazia, nel correre
al Parco Virgiliano. Scatta con
Veronica la gara. Giro ultimo sta
perdendo Alessia, il grano dei
capelli all'aria. Va più veloce
pari a gazzella, ragazza Alessia
e pensa (se vinco non mi lascia).
Ansante nell'anello d'alberi
rettilineo sprint finale di Alessia
scatta, supera l'amica e di lana
il filo taglia con un grido.
Ansia a stellare Alessia poi
sotto doccia amniotica.

Raffaele Piazza

domenica 21 febbraio 2016

Divagazioni (di Felice Serino)

Divagazioni (di Felice Serino): non vai da nessuna parte / quando dici / non siamo che manichini / in mano al destino -ce lo facciamo / in parte noi stessi // dovresti sapere che la vita / ha in tasca la morte e l'occhio / lungo oltre l'umano / orizzonte // in cospirazioni del; poesia Creative Commons

giovedì 18 febbraio 2016

Alessia sale la marmorea scalinata


Alessia sale la marmorea scalinata


La sala del ballo da raggiungere
dopo prove di danza per Alessia
(flamenco con le altre ballerine),
(ginnastica per rilassarsi).
Aria fresca di febbraio 2016 a
invadere le camere materiali
e quelle della mente.
Le fragole sulle tavole da mangiare
con gli occhi. Sinfonia fantastica.
La raggiunge Alessia la sala
nel salire la marmorea scalinata
polita e armonica con le mani
nel cercare la distanza da Giovanni.
Lo vede nerovestito e del suo
sguardo gioisce (allora non mi lascia).

Raffaele Piazza

mercoledì 17 febbraio 2016

Complice la luna (di Felice Serino)

Complice la luna (di Felice Serino): entrare / nel labirintico specchio del sogno / dove inconfessate brame / si librano sul; poesia Creative Commons

sabato 13 febbraio 2016

In un levarsi di voli (di Felice Serino)

In un levarsi di voli (di Felice Serino): scuce tempo Penelope sdegnosa / così noi a sfogliare le ore morte // fuori dal tempo uroborico / in un levarsi di voli sarà; poesia Creative Commons

I RITORNI - Salvatore Quasimodo


Ruben Darìo


Ruben Darìo
Fiore di luce

.
Si levò la mia anima come dalla corolla
di un giglio. Sapeva restare nuda e sola.
Sola, come nell'acqua o nel vento. Leggera,
trasparente, sottile, meravigliosa. Era
quasi un divino fiore di luce, o un divino
uccello che nell'aria appare all'improvviso.
Non sapeva ascoltare, comprendere, vedere;
non sapeva ove andava,
né qual ch'era materia qua in basso, lassù in alto...






Kriton Athanasulis



Brano dal mio testamento
Kriton Athanasulis

.
Non voglio che tu sia lo zimbello del mondo.
Ti lascio il sole che lasciò mio padre
a me. Le stelle brilleranno uguali, e uguali
t’indurranno le notti a dolce sonno,
il mare t’empirà di sogni. Ti lascio
il mio sorriso amareggiato: fanne scialo,
ma non tradirmi. Il mondo è povero
oggi. S’è tanto insanguinato questo mondo
ed è rimasto povero. Diventa ricco tu
guadagnando l’amore del mondo.
Ti lascio la mia lotta incompiuta
e l’arma con la canna arroventata.
Non l’appendere al muro. Il mondo ne ha bisogno.
Ti lascio il mio cordoglio. Tanta pena
vinta nelle battaglie del mio tempo.
E ricorda. Quest’ordine ti lascio.
Ricordare vuol dire non morire.
Non dire mai che sono stato indegno, che
disperazione m’ha portato avanti e son rimasto
indietro, al di qua della trincea.
Ho gridato, gridato mille e mille volte no,
ma soffiava un gran vento, e pioggia, e grandine:
hanno sepolto la mia voce. Ti lascio
la mia storia vergata con la mano
d’una qualche speranza. A te finirla.
Ti lascio i simulacri degli eroi
con le mani mozzate, ragazzi che non fecero a tempo
ad assumere austera forma d’uomo,
madri vestite di bruno, fanciulle violentate.
Ti lascio la memoria di Belsen e di Auschwitz.
Fa’ presto a farti grande. Nutri bene
il tuo gracile cuore con la carne
della pace del mondo, ragazzo, ragazzo.
Impara che milioni di fratelli innocenti
svanirono d’un tratto nelle nevi gelate
in una tomba comune e spregiata.
Si chiamano nemici: già! i nemici dell’odio.
Ti lascio l’indirizzo della tomba
perché tu vada a leggere l’epigrafe.
Ti lascio accampamenti
d’una città con tanti prigionieri:
dicono sempre sì, ma dentro loro mugghia
l’imprigionato no dell’uomo libero.
Anch’io sono di quelli che dicono, di fuori,
il sì della necessità, ma nutro, dentro, il no.
Così è stato il mio tempo. Gira l’occhio
dolce al nostro crepuscolo amaro.
Il pane è fatto pietra, l’acqua fango,
la verità un uccello che non canta.
È questo che ti lascio. Io conquistai il coraggio
d’essere fiero. Sforzati di vivere.
Salta il fosso da solo e fatti libero.
Attendo nuove. È questo che ti lascio.


Traduzione di Filippo Maria Pontani
Antologia della poesia greca contemporanea a cura di Filippomaria Pontani
Crocetti Editore 2004

venerdì 12 febbraio 2016

Vita contromano (2) (di Felice Serino)

Vita contromano (2) (di Felice Serino): il gesto del cogliere / la rosa sul filo del burrone / dove palpebra la luce / lo strappo / nella rete la smorfia che tradisce / quel mordere intestino // l'apparirti anamorfosi il mondo / che ravviva / non sai se deliri o sogni: // del tuo essere; poesia Creative Commons

Sinergie (di Felice Serino)

Sinergie (di Felice Serino): sognare / immerso nell'azzurra luce / il sogno sono io disincarnato / che prove di volo inizio / falena contro il soffitto / col sembiante del fanciullo luminoso // ah quel senso d'onnipotenza / nel guidare / me stesso entro la via regia / vedermi; poesia Creative Commons

giovedì 11 febbraio 2016

Allunate derive (di Felice Serino)

Allunate derive (di Felice Serino): visioni aprono varchi / nel cuore ove fanno eco / i ricordi e allunate / derive trattengono / vibratile fiammella // resta indefinito / sogno; poesia Creative Commons

Guerriera di luce (di Felice Serino)

Guerriera di luce (di Felice Serino): toccato dalle tue scarne mani / il derelitto / come angelo passava nell'aria // guerriera di luce tu / ultima tra gli ultimi / facesti tua / del reietto la; poesia Creative Commons

mercoledì 10 febbraio 2016

Dal principio Qualcuno mi sognava (di Felice Serino)

Dal principio Qualcuno mi sognava (di Felice Serino): la mia essenza / si specchia / nel bianco di cieli anteriori // dove / a iniziare voli / in un battere d'ali fuggono / piccole morti // e ad abbracciare il sereno / quel; poesia Creative Commons