giovedì 31 marzo 2016

Nel giardino d'infanzia (di Felice Serino)

Nel giardino d'infanzia (di Felice Serino): risalgono dal cuore giorni analfabeti / a dire l'urlo della rosa / l'insaziato stupore // e i me stessi / a spiare / dalle crepe dei; poesia Creative Commons

domenica 27 marzo 2016

La vita nascosta (di Felice Serino)

La vita nascosta (di Felice Serino): in seno a cieli di cui non è memoria / dove nessun grido resta / inascoltato / è la vita nascosta // percepisco / il sangue mio elevato; poesia Creative Commons

sabato 26 marzo 2016

L'ombra (2) (di Felice Serino)

L'ombra (2) (di Felice Serino): meridiana a perpendicolo / poi eccola s'allunga / l'ombra oscuro specchio / che mi ripete / si spezza allorché; poesia Creative Commons

giovedì 24 marzo 2016

Farsi ulissidi (di Felice Serino)

Farsi ulissidi (di Felice Serino): ancora sorpresi dalla vita / ci trovi la morte // vivi / delle prime nuove / come nell'età / impastata di sole e illusione // o; poesia Creative Commons

Alessia e la danza delle ragazze


Alessia e la danza delle ragazze
.
Chiarità di mattino depo
la prealbare luce nel declinare
di splendore nel viale
meridiano attraverso il tempo
rosa per Alessia nel tratteggiare
la forma della vita se si fa danza
per le ragazze (senza solitudine
le amiche). Occhi cerulei di
Alessia a unirsi alla cangiante
azzurrità al culmine dei tetti
nel loro apparire vicino alla
marina. E danzano le ragazze
e danza Alessia in un cerchio
magico e non sono vergini.
Traggono forza dal ballare
Alessia e le altre e stasera
faranno l'amore meglio.

Raffaele Piazza

lunedì 21 marzo 2016

Elegia (di Felice Serino)

Elegia (di Felice Serino): ora m'incolpi del mio silenzio? / e Tu dov'eri mi chiedi / quando a migliaia / venivano spinti sotto le docce a gas / Io ero ognuno di quei poveracci / in verità / ti dico / Io sono la Vittima l'agnello la preda / del carnefice quando fa scempio / di un; poesia Creative Commons

domenica 20 marzo 2016

Rosa di paradiso (di Felice Serino)

Rosa di paradiso (di Felice Serino): Tu fiore del mio sangue / dal profumo rosa di paradiso / perdonami se non c'ero quando / m'imploravi 'Eli Eli' / ma si doveva sostenere / la lingua della Parola // e Tu / occhi rovesciati / chino sulle miserie / abbracciassi dalla Tua croce il; poesia Creative Commons

sabato 19 marzo 2016

Alessia sul sentiero della vita


Alessia sul sentiero della vita
.
Risveglio di Alessia nell'
inazzurrarsi del cielo nella
camera dei sogni e dell'amore.
Si veste Alessia nell'interanimarsi
dei pensieri con i panni
indossati e l'ossigeno invisibile
a rigenerarla. Ha sognato
una fredda sorgente. Esce
di casa ragazza Alessia
sul sentiero della vita
pari a fiorita mimosa.
Nell'inalvearsi dei passi
nella strada, nel viale meridiano,
pochi passanti fugaci pari
a sconosciute divinità
dopo l'acquario-portineria.
Poi ad angolo con l'esistere
la mendicante con la bambina,
poi la farmacia delle guarigioni
e la cartoleria. L'ufficio postale
per tutte le partenze.
Poi su una panchina Alessia
pensa (speriamo non mi lasci).
Squilla il telefonino nella
borsa che porta come una donna.

Raffaele Piazza

E Vivono Benissimo - poesia contro i normali di Ermanno Eandi


Dell'indicibile essenza





Felice Serino

“Dell’indicibile essenza

noi sostanza e pienezza

POESIE”

2016, 8°, pp. 56

Libreria Editrice Urso

Collana "ARABA FENICE" n. 259

€ 10,00

ISBN 978-88-6954-091-2








DELL’INDICIBILE ESSENZA



dell’indicibile essenza

noi sostanza e pienezza



solleva l’angelo un lembo

di cielo: in questa

vastità soli

non siamo: miriadi

di mondi-entità ognuno

in una goccia

di luce



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Capita raramente di imbattersi in poeti in cui vocazione lirica e pensiero filosofico si fondono così perfettamente da riuscire saldati in un unico corpo come in Felice Serino, la cui voce è tanto più seducente quanto maggiormente risulta isolata nel panorama contemporaneo. Egli rappresenta, forse, la continuità, nel solco di una tradizione tipicamente novecentesca, di pensare la poesia come antitesi e attrito con la modernità e filtro da cui trascendere nel segno d’una rivelazione; in lui, senso del tempo e dello spazio, spiritualità e vita, verità intangibile e immanenza, mistero, trovano la medesima via su cui la poesia accomoda il sentimento, insieme umano e divino, d’essere in sé origine e fine di tutto; e nel mezzo, ricerca passionale e tensione dell’amore puro; (Amore: altissimo e di sangue, lamento quasi siderale degli occhi, fiume alle mani): dove quel sentimento arriva e la voce si espande, e l’umore improvvisa emozioni che non trovano il punto, oppure lo invocano sapendo che un urto, anche il più invisibile, può farsi carico di tutta quanta la specie dei sogni di cui è composta la vita.

Posso dire che qui l’amore s’avverte, terragno e trascendente, nel segno di una luce vivida e irrisolta, cavata dall’occhio di un uomo sospeso, solo e multiplo, invocata e assolta nel dono di un verso pulsante, tangente, bellissimo, quasi tenuto nel fiore di un enigma e consegnato al tempo, come un bacio dato alla terra, questa sacra parola illuminante.



Giovanni Perri



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BIOGRAFIA



Felice Serino è nato a Pozzuoli nel 1941.

Autodidatta. Vive a Torino.

Copiosa la sua produzione letteraria (raccolte di poesia: da “Il dio-boomerang” del 1978 a “Frammenti di luce indivisa” del 2015); ha ottenuto importanti riconoscimenti e di lui si sono interessati autorevoli critici.

È stato tradotto in sette lingue.

Intensa anche la sua attività redazionale.



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Concorso Letterario Internazionale in lingua italiana

LIBRI DI-VERSI IN DIVERSI LIBRI
 
 
 
 
 
 
 
 



Antonia Pozzi - Rinascere



Antonia Pozzi
Rinascere

I
Devi essere solo la mia
gioia: di là
dalla mia carne greve,
lungi anche
dal cimitero muto fra le rocce, la neve,
dov'è
il mio amore sepolto.
Chiuse
tante vite.
E tu sei nuovo,
al sole, sulla terra
smossa –
come un seme che forse
non si vuole che germogli –
ma cosí basta
a nutrire un uccello.
Uccello lieve
il mio cuore
ed ogni tuo sguardo
un suo volo profondo
in un remoto tempo
azzurro –
solo la mia
gioia
e rinascere in te.

II
Rinascere – non sai:
una sera
che tutte le lampade sembrano
infrante
e le mani sono un lungo peso
– il senso delle cose toccate
nessuno ti cancellerà piú
dalle dita –
una sera
viene il vento,
con la veste piena di stelle,
di foglie rubate all'autunno,
di uccelli salvati –
e te li libera sul viso,
dice:
– Vola via,
tu sei nuova,
io ti porto –
«Tu sei nuova»: ti accendi nella notte
come dall'ansito di antiche vigilie,
come all'origine dei giorni,
sull'informe sonno
un albore –
Rinascere – non sai:
come la prima carezza vergine
della luce
sul volto di una terra cieca –
e nelle grotte il destarsi dei pastori,
il dolce moto
del gregge che si svincola dall'ombra,
ch'esce –
con i suoi agnelli nati
nell'ultima notte,
con i suoi campani
lavati all'ansa
del fiume –

Antonia Pozzi

Milano, 24 ottobre-8 novembre 1934
da “Parole: diario di poesia”, “Lo Specchio” Mondadori, 1964


La notte laterale

La notte laterale: è il gravitare dell'ombra che ti segue a lato o l'orbitare dell'unghiuta morte questo saperti enigma vederti come

domenica 13 marzo 2016

Briciole di poesia (di Felice Serino)

Briciole di poesia (di Felice Serino): anima / casa di mare / dove a frotte s'annidano / gli uccellini azzurri di Maeterlinck / a ispirarmi l'abc del sogno / a beccare briciole di; poesia Creative Commons

sabato 12 marzo 2016

Le vele del sogno (di Felice Serino)

Le vele del sogno (di Felice Serino): me ne andrei quasi di soppiatto / alle prime luci / mentre si fredda la tazzina / mai portata alle labbra // entrerebbe il vasto orizzonte / nei miei; poesia Creative Commons

Recensione a PALPITI DI CIELO





Felice Serino – “Palpiti di cielo” - e-book – www.poesieinversi.it 2015
.

Felice Serino, nato a Pozzuoli e residente a Torino, è un poeta che ha ottenuto numerosi consensi critici e che ha vinto molti premi letterari. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia.
Gestisce svariati siti su Internet di ottimo livello e qualità, che ospitano poeti anche prestigiosi.
“Palpiti di cielo”, il libro che prendiamo in considerazione in questa sede, è connotato da un linguaggio pervaso da un forte misticismo nello sperdersi e indifferenziarsi dell’io poetante in spazi cosmici, interspazi, galassie o anche in squarci naturalistici.
La scrittura è composta e composita, elegante e armonica e quasi tutte le composizioni sono suddivise in strofe. Spesso c’è un tu, al quale il poeta si rivolge, del quale ogni riferimento resta taciuto.
La raccolta è costituita da due sezioni, quella eponime e quella intitolata “La composizione della luce”.
La prima composizione, “L’indefinito”, che nel suo nome riecheggia vagamente “L’infinito” leopardiano, ha un tono programmatico, in quanto, in essa il poeta riflette nell’incipit sulla stesso poiein, sulla poesia medesima e sulla ricerca dell’ispirazione, cosa che avviene anche in altre composizioni: “E’ nello spazio delle attese/ nel bianco del foglio”.
I suddetti versi spiegano e descrivono efficacemente il caos calmo dal quale emergono i testi poetici dopo una misurata pausa, quasi un raccoglimento preliminare del poeta stesso.
Ottima la tenuta dei versi lunghi che Serino sa ben controllare. Ogni componimento fluisce in lunga ed ininterrotta sequenza e tutte le poesie iniziano con la lettera minuscola, elemento che produce sospensione e fascino, creando il senso di un’arcana provenienza, di un ipersegno possibile e affascinante.
Temi fondamentali sono quelli della vita e della morte, il cui timore è superato tramite la raffigurazione di paesaggi iridati come quello dove il verde grida in folti ciuffi e gli alberi si cambiano d’abito.
Nell’ambito del tema della poesia che riflette sulla poesia stessa, anche il libro di poesia fresco di stampa può divenire oggetto di riflessione, per il vertice di emozioni che il poeta prova avendolo tra le mani.
Non mancano composizioni di stampo religioso, che si rifanno ai testi evangelici.
Tutte le poesie sono dense concentrate e ben risolte. E’ spesso presente anche la vena di fisicità mistica, quando vengono detti abbracci senza mani e corpi immateriali.
Una natura intrisa di mistero e stupore s’insinua nelle pagine che sembrano sottese ad un segreto antico.
Poetica che ha il pregio di essere complessa e chiara nello stesso tempo, nel suo strutturarsi. Un tema trattato con suggestione è quello dei figli partiti per un eldorado e ai quali si fa l’invito di reinventarsi una vita nella fugacità del tempo.
Poetica che di libro in libro brilla per originalità e compiutezza quella di Felice.

*
Raffaele Piazza
.






giovedì 10 marzo 2016

Nell'infinito di noi (2) (di Felice Serino)

Nell'infinito di noi (2) (di Felice Serino): il tuo volteggiare Nina / nelle stanze viola della memoria / -dicevi il reale non è fatuo / apparire o entrare nello specchio / dell'essenza evocando / palpiti di luce / di un tempo senza tempo // noi dal celeste palpito / dicevi- qui; poesia Creative Commons

martedì 8 marzo 2016

Alessia e il raccolto


Alessia e il raccolto
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Sole di albereto nell'anima
di Alessia, il viso di ragazza
campito nelle cose del cielo,
cornice dell'azzurro nell'
indifferenziarsi con di Alessia
gli occhi e dei capelli il grano.
Peparativi per la festa
del raccolto di giugno delle
spighe. Si leva in volo di
platino una rondine, nel becco
di erba il filo di primavera.
Andrà a mietere Alessia sorgiva
come una donna che ride.
Ci sarà d'amore il raccolto
nella vita di Alessia.

Raffaele Piazza

domenica 6 marzo 2016

Il figlio (di Felice Serino)

Il figlio (di Felice Serino): non più carrube Signore / torno a casa // non più miraggi / d'eldoradi // sì torno a; poesia Creative Commons

giovedì 3 marzo 2016

Radici di cielo (di Felice Serino)

Radici di cielo (di Felice Serino): ondivago in te l'oscuro / l'alterego che insaziato nutri / albero capovolto che geme / con radici intricate di; poesia Creative Commons

martedì 1 marzo 2016

Alessia legge la luna e Venere


Alessia legge la luna e Venere

.
Serale sogno ad occhi
aperti per Alessia
 nell'interanimarsi  al cosmo,
sublime ordine nell'intessersi
del rigo azzurro della mente
ad attimi irrorati da selenica
luce e di Venere, la prima
stella del libero arbitrio
e la speranza di ragazza
Alessia nel socchiudere
gli occhi per fili luminosi
a giungerle all'anima
di grammi diciotto.
Spera Alessia che Giovanni
non la lasci come Venere
e luna ad accompagnarla.

Raffaele Piazza