sabato 30 aprile 2016

FERNANDO PESSOA - da "Il libro dell'inquietudine"


Redent Enzo Lomanno



Redent Enzo Lomanno

La banalità del male

.

Ora che vedo,
pronuncio sul banale
Questo perno a soliloquio dietro il male
E vi addossate
meschini
con le braccia a palafitte
raccogliendo il vostro odio
dalle morti d'innocenti
Ci fossero tuttora onde
sufficienti a massacrare!
E' vostro il vento che s'innalza
vostra
la vergogna delle gogne;
quel sibilo che appesta negli abissi
sporchi sangue e umiliazione
a sferzare sui tamburi
A stento
recido
700 margherite
Mentre il mare
mansueto in defezione
rinfresca quelle coste
d'assassini
E vorrei
cavarmi gli occhi, le orecchie, la lingua
per non assistere, impotente
a quel che ancora opprime
dentro il cuore
banale come il male
un buco.





Commenti dall'Oceano (pag. 3)


Commenti dalla Redazione
oceanonellanima.it
(Massimo V. Massa)
(pagina 3)

.

La condanna
(a tutti i carcerati e alla loro metà)

bianco urlo dell'altra metà del cielo
(tempo scandito
a elaborare:
due prigioni  -di qua di là
delle sbarre
-patteggiare dell’essere
con lo stillicidio che squaderna le ore)
dal fondo del mondo
luce ferita dove è terra
di nessuno
dove il cappio
oscilla.

*

Una complessa metafora elaborata però nel sottotitolo che ce ne facilita il discernimento e ci aiuta a percepire anche il lato leggermente ironico dei versi.... Poveri carcerati, alfine, quale sarà la condanna peggiore, di qua o di là dalle sbarre??

* * *

Nel sangue della parola

nel sangue della parola il canto
tuo del tuo amore
per la vita
segregata incompresa crocifissa
nel sangue della parola
l'azzurro
canto della "follia" che sale
dalle sbarre di carne dei manicomi
nel sangue della parola il grido
dell'innocenza violata e dei
diseredati che tu amavi
tanto.

*

Ogni parola ha un senso come tutto quello che provi e traspare di te… Grazie!

*
Un omaggio di grande sensibilità verso chi la vita l'ha vissuta fino in fondo, trasformando lo strazio del corpo e dell'anima in emozioni a cuore aperto da donare in versi e poesie.
(Infante Maria Teresa)

* * *

Voli a solcare l'indaco

(voli a solcare l'indaco
staccandosi dal tramonto)
ti sveni come questa luce -
dai muri diroccati
dalle feritoie a spiarti
gli anni spogliati nel cuore:
l'infanzia che rimonta
dentro te come un sole (il sangue
sparpagliato nella luce):
l'esplodere dei sogni che aprivano
i mattini - l'innocenza
negli occhi di pianto
di quel fanciullo col suo aquilone -
sparito nel profondo azzurro...

*

Tuffo nel passato e nel sempre presente sogno ricordo di quel che siamo nonostante i muri e l'aria che ci divide… bello condividere queste emozioni!

* * *

Nel giorno acceso

nel giorno acceso
- avvolto nel mantello
del vento -
sporgersi da una rupe di passione
in un amen il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza del tempo
sognare d’essere quasi
una finzione
- la morte un paradosso.

*

Una bella giornata, le emozioni e la passione, il rinnovarsi delle stagioni. Eppure, costante nel pensiero l’indecidibilità: la morte è un paradosso? Il dilemma resta irrisolvibile. Molto bella Felice, è veramente un piacere leggerti.

* * *

Nel chiuso della stanza

Nel chiuso della stanza: le mosche assassine della mente nel cantare il Tuo nome nel chiuso della stanza   ah più breve sia l'arco

Vita nascosta (2) (di Felice Serino)

Vita nascosta (2) (di Felice Serino): il muro d'aria che divide / luogo e non- luogo / o solo quell'esistere sognato / che torna come déjà vu // qui; poesia Creative Commons

venerdì 29 aprile 2016

Alessia e il libro aperto


Alessia e il libro aperto
.

Pagine squadernate sul bordo
del Mediterraneo, nella camera
tra persiane d'isola
dove ha fatto l'amore con
Giovanni. Poster di artico
paesaggio e il libro aperto
nel folto del piumone
fino alla riva di genesi
della vita. Le muse inquietanti
di Sylvia Plath resta
come segnacolo o amuleto.
Pensa ragazza Alessia all'amato
vestito da poeta, panni azzurri
come il cielo.
Sorriso alla fragola allo specchio
(tanto non mi lascia).

Raffaele Piazza

venerdì 22 aprile 2016

Senza titolo (4) (di Felice Serino)

Senza titolo (4) (di Felice Serino): fine del giorno / inargentata sul mare / -negli ultimi guizzi / di luce palpita / il cuore delle barche // e la vita? si perpetua / -la vita non può morire // impregnata fin nel verde / dei frondosi rami / casa degli uccelli // la casa è il; poesia Creative Commons

martedì 19 aprile 2016

Alessia ripete la gioia


Alessia ripete la gioia

.
Seconda volta di Alessia
nella gioia (porta solo calze
nere autoreggenti). Piena
di lui sul letto e sul bordo
della vita, nella linea rosa
del piacere, strada da seguire
fino al lago della felicità.
Appannatura sui vetri nella
notte di pace occidentale
per Alessia protesa alla
grazia gratis data e l'albergo
degli angeli gli amanti
ad ospitare Alessia e ci
sarà raccolto non di figli
ma quello aspro delle
fragole.

Raffaele Piazza

lunedì 18 aprile 2016

Se segui la pista (di Felice Serino)

Se segui la pista (di Felice Serino): raggio nella carne / l'altro che di te / preesiste // è avvolgerti d'ombra / il suo; poesia Creative Commons

sabato 16 aprile 2016

ODE ALLA NOTTE di Fernando Pessoa

ODE ALLA NOTTE di Fernando Pessoa

Leopoldo Maria Panero



LEOPOLDO MARIA PANERO

.

Qui sono io, Leopoldo María Panero
figlio di padre ubriaco
e fratello di un suicida
perseguitato da uccelli e ricordi
che mi insidiano ogni mattina
nascosti in cespugli
gridando che finisca la memoria
e il ricordo divenga azzurro, e gema
pregando il niente perché muoia.

 

*


SONO UN NIDO DI CENERE

Sono un nido di cenere
dove accorrono gli uccelli
per cercare la manna dell’ombra
la freccia conficcata nel poema
il bacio dell’insetto.


 
 
 







Alta Engadina e altre - commenti di R. Piazza



Commenti di Raffaele Piazza su
www.rossovenexiano.com
.

Alta Engadina

diario [mentre "mi" scrivo spiando
il mondo da qui tra terra e cielo]
.
è il caso di dire
un bianco
da ferire gli occhi
la parete del
ghiacciaio
riflettente una luce
quasi
ultraterrena
a bucare la notte
-mentre qui
mi scrivo

flymoon (f. serino)

*
erremmeccì
c'è il fascino abbagliante della neve, del ghiaccio e quello misterioso, spirituale e profondo della notte, in questi bei versi.
Complimenti.

http://www.rossovenexiano.com/blog/flymoon/alta-Engadina

piazzaraffaele@outlook.it • 5 12 15
Poesia alta bella, suggestiva e affascinante.nella sua concentrata verticalità. Protagonista è la luce bianca e abbacinante che si riflette nel ghiacciaio e abbaglia l'io poetante e gli trasmette una sensazione primeva e numinosa. Il poeta nell'atmosfera rarefatta "si scrive" e così sgorgano i versi.
Raffaele Piazza

* * *

Nell'arco degli occhi

andare come su cocci
la pelle dell'anima
tesa come tenda
oltre le stanze viola della mente
vedere
infine quel male oscuro
uscire dal tuo specchio e
il fiore della grazia
aprirsi a ventaglio
nell'arco degli occhi

flymoon (f. serino)

*
piazzaraffaele@outlook.it  • 20 2 16  
Un forte misticismo, pervaso dal fascino di un'efficace fisicità, nell'incipit, quando è detto il vagare su cocci della pelle dell'anima. Altro luogo mistico e incorporeo è quello delle stanze viola della mente. Tutto autocentrato il componimento nella sua bellezza che pervade. Alla fine si esce dallo specchio e si apre il fiore della grazia. Immagini icastiche ed efficaci.
Raffaele Piazza

* * *

Sulle labbra

(ad un interlocutore immaginario)

come dire ferire di penna
tu a dileggiare il vero
intingendo nell'azzurro
eludendo l'angelo
poi svanirai nella luce
anche tu
qualcuno al tuo capezzale
forse potrà leggere il verso
più bello
sulle labbra morenti
mentre invochi la madre

flymoon aka f. serino

*
piazzaraffaele@outlook.it  • 27 2 16  
Componimento connotato da un forte misticismo, cifra consueta nella poetica di Serino. Il "tu" al quale il poeta si rivolge presumibilmente dovrebbe essere un poeta nel suo "ferire di penna", come nell'incipit, espressione simbolo del carattere divergente della poesia stessa. Sembra una morte nell'arte quella dell'interlocutore, da esteta estenuato, quando al suo capezzale qualcuno potrà leggere il verso più bello, o ascoltarlo dalle sue labbra morenti.
Raffaele Piazza

* * *

La notte laterale

è il gravitare dell'ombra
che ti segue a lato
o l'orbitare dell'unghiuta morte
questo saperti
enigma
vederti come
in una vertigine di specchi 
a scalare la notte

F. Serino aka flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it  • 19 3 16
La notte con il sonno, che è simile alla morte, quando non si sogna; non a caso un poeta ha scritto un libro di poesia intitolato "L'attraversamento della notte". Mario Luzi è autore del verso "La notte lava la mente", che fa intuire anche un potere catartico della notte stessa. La notte da scalare con la sua inquietudine. Serino sintetizza in "La notte laterale" tutte queste sensazioni: il poeta si sente nel buio enigma e con un versificare controllatissimo descrive l'ombra del nulla laterale che di notte lo pervade e in una vertigine di specchi proietta la sua angoscia. Componimento alto e compiuto.
Raffaele Piazza

* * *

Kronos

fratto il Tempo
non più riflette lo specchio
– esser vivo
quasi una finzione
sogno congelato
dove si piega il cuore
senza remissione

F. Serino aka flymoon

*
piazzaraffaele@outlook.it  • 2 4 16 
Il tempo, connaturato ontologicamente all'essere umano e immaginato dagli antichi come il dio Kronos, è una categoria che crea dolore e disagio e proprio la parola poetica con le sue illuminazioni, con l'attimo heidegeriano, feritoia atemporale tra passato e futuro, può farci superare il limite della vita e farci entrare, prima della morte, nell'infinito. Nei versi di Milo De Angelis: /Ora c'è la disadorna e si compiono gli anni a manciate/ è bene espresso il senso della fugacità della vita stessa. Serino individua bene questi motivi in una poesia filosofica: se il tempo è infranto anche lo specchio misticamente non ci riflette più. Se il tempo è infranto essere vivi diventa una finzione e il sogno diviene congelato dove si piega il cuore senza remissione.Allora proprio una poesia sul tempo salva.
Raffaele Piazza

Prima del tempo

Prima del tempo: prima del tempo non c’era che amore quello-che-muove- il-mondo danza nel cielo della Luce-pensiero della notte

mercoledì 13 aprile 2016

Adesso madre


Adesso madre
fuoco


Ci contiene la camera annudata dal tempo
pareti calcinate ed è agosto nel cuore duale
nei sensi rievocati di chiara brezza calda
in orgasmi dopo il cielo nell'anima nei corpi
fiori, piacere creato da Dio che ci raggiunge
in bianco di perla da me a te nel fiore della tua bocca
e si spande nel resto del letto, margherite fiorite
dei tuoi misteri.

Raffaele Piazza

Le vele (di Felice Serino)

Le vele (di Felice Serino): le vele le vele / decantate dal visionario di Marradi / sui verdi mari del sogno / dove prende l'anima il largo // bianca; poesia Creative Commons

martedì 12 aprile 2016

Alessia corre sul prato


Alessia corre sul prato

.
Verdesperanza vita di Alessia
dove un anno fa ha fatto
l'amore con Giovanni nel
trasfigurarsi il viso contro
il sole. (il luogo è il Parco
Virgiliano). Nel correre scalza
oggi giocando alla California,
nel ripensare alla gioia
del 12/4/2015. sono passate
molte vite nell'inalvearsi
del pensiero al sogno più bello..
Un fiore azzurro coglie Alessia
e lo chiama "amore".

Raffaele Piazza

domenica 10 aprile 2016

Come lo stelo (di Felice Serino)

Come lo stelo (di Felice Serino): primavera ha le mani / piene di fiori / ma come lo stelo / il; poesia Creative Commons

venerdì 8 aprile 2016

Finestra d’Italia, di Simone Consorti :: LaRecherche.it [ eBook n. 198, Poesia e fotografia ]

Finestra d’Italia, di Simone Consorti :: LaRecherche.it [ eBook n. 198, Poesia e fotografia ]

Alessia scrive a Giovanni


Alessia scrive a Giovanni
.

Sera d'albereto al Parco Virgiliano
per ragazza Alessia nell'intravedere
Venere e luna librate in alto.
Computer portatile per ragazza Alessia
nell'interanimarsi alla vita.
Scrive Alessia l'e-mail a Giovanni: "Sto
tra fiori da rinominare e di pini alberate
vieni da me al Parco, mi manchi
e si accendono le stelle. Indosso
la maglia che mi hai donato".
Squilla di Alessia il telefonino
di lui la voce: Fatti bella!!!
Ride e guida Alessia come una donna
tra ceste di fortuna e fragole.

Raffaele Piazza

martedì 5 aprile 2016

Levante (di Felice Serino)

Levante (di Felice Serino): levante del cuore dove / rinasci // la mente in espansione / la tua / empatia / tutto un mondo che trasloca / nel lasciare la casa del; poesia Creative Commons

sabato 2 aprile 2016

Alessia veste la primavera


Alessia veste la primavera

.
L'edera sempreverde (una foglia
a brillare nella luce quasi
trasfigurata) e una luna d'aprile
di nuovo in scena, un attimo
a contenere una vita. Primavera
di caldo anticipato per Alessia
nel tagliarsi di leggerezza una veste
con il panno del cielo. Sorprende
un jet dove ci sono i figli che
avrà da Giovanni, concepiti
nel campo di grano quando lui
potrà mantenerla. Domani ha
il concorso l'amato (solo
se vince sposerà Alessia).
Veste la primavera Alessia
che non costa niente, (le
ha detto che non la lascia anche
se perde).

Raffaele Piazza

POEMA 20 PABLO NERUDA (sottotitoli in italiano).wmv


L. Orati - "La sera cade lenta" e altre


LORETO ORATI
[da Facebook]

.
LA SERA CADE LENTA

La sera cade lenta, sulla cenere del giorno,
perchè abbiamo bruciato così tante ore, tra gli angoli di strada e le bestemmie,
nell'incendio dei marciapiedi e dei sorrisi di circostanza,
ma la sera è destinata a disperdersi, dentro il richiudersi delle rose,
a noi basta aprire una porta, e un abbraccio, per rinascere,
per dimenticare quel fumo acre in cui si agita il sopravvivere...
*

OGNI RUGA E' UN VERBO

Nel romanzo dello specchio, ogni ruga è un verbo,
un solco che tracima memoria, un gesto, un dire,
così nella prima che appare a vent'anni, appena visibile,
ecco il germoglio delle notti insonni, a rigirarsi sopra un nome,
così a trenta, se quel nome ancora pesa così tanto,
ecco la traccia profonda della vita che strappa, a inciderlo ancora,
così a cinquanta, in un giardino d'inizio autunno,
i ciclamini sparsi ci raccontano storie già dimenticate, il costruire,
l'aver perduto, forse l'amare,
e poi nei giorni che ci avvicinano a qualche risposta,
ecco i campi arati del ricordo, sterminati, come sul viso di un dio,
e tutte quelle cose fatte, fogli appena leggibili, pieni di lettere confuse,
e qualcosa ancora da fare, un saluto, una valigia da preparare,
una ruga ancora, improvvisa, come quel lieve timore prima di ogni viaggio...
*

ASCOLTA LE PAROLE DI UN SOPRAVVISSUTO

Ascolta le parole di un sopravvissuto,
che la vita è tentativo di volo, e possibile caduta,
ed io sono caduto, dalle alte mura della sua roccaforte,
e con le ossa spezzate mi sono rialzato
davanti all'ennesima torre da conquistare,
con il nome di altra meraviglia inciso sul cancello,
con le spade sguainate dell'amore ad aspettarmi, ancora una volta,
ad aspettare me, ombra di soldato con un frammento di scudo
ma lo sguardo alto, coraggioso, a preparare l'incoscienza di un nuovo volo,
di un nuovo, possibile precipitare, dal torrione della bellezza...
*

LE ROSE DI SANGUE

Una carezza non può farsi catena,
succede solo a chi è già prigioniero
e ne conosce la ruggine sul cuore,
prigioniero dell'ombra, del delirio,
e di quell'addio che non rende folli, ma lucidi tra i lucidi,
e sfodera lame, e colpi implacabili come un "ti voglio",
finchè resta solo il silenzio, quella dannata quiete che precede il dolore,
finchè resta solo chi dovrà cogliere rose di sangue, nel giardino dell'amore malato,
là, dove fino a ieri camminava una figlia, vestita solo di primavera...
*

NEL CHIEDERE AL VUOTO "COME STAI?"

Nel chiedere al vuoto "come stai?"
io maledico l'assenza,
e lo lascio qui,
a incidere i giorni che dovranno arrivare
con la lama del tuo silenzio,
ma senza dolore,
senza rimpianto o strada di ritorno,
solo un bagliore,
il bagliore di ciò che siamo stati...

*

ALLE CUPE OMBRE

Alle cupe ombre, io provo a contrapporre luce di parole,
fragile tentativo di poesia, dove la notte è senza stelle,
e che sia dell'inchiostro su fogli immacolati, l'unico nero,
che sia del verso sanguinante, l'ultimo scarlatto di ogni tramonto,
che non c'è oscurità che possa cancellare la bellezza,
non c'è tempesta che possa far dimenticare la quiete,
e proprio lì, mi sono fermato,
dove oscurità e tempesta diventano ricordo
e le cose del mondo ritornano al bagliore,
la bella casa in cui sono nate, prima di quelle ombre inevitabili...
*

...le ore non sono che catene di sabbia,
si agitano nella clessidra, come serpenti senza incantatore,
io vivo di vetro in frantumi, e della risacca dei tuoi occhi...






Da LO SGUARDO VELATO (3)



Felice Serino
LO SGUARDO VELATO # 3
.

Complice la luna

entrare
nel labirintico specchio del sogno
dove inconfessate brame
si librano sul filo
di acrobate notti
complice una pettegola luna
*

Divagazioni

non vai da nessuna parte
quando dici
non siamo che manichini
in mano al destino -ce lo facciamo
in parte noi stessi
dovresti sapere che la vita
ha in tasca la morte e l'occhio
lungo oltre l'umano
orizzonte
in cospirazioni del nascere
come il puzzle di parole
neo-nate
a cui hai sospeso il respiro
custodite
in segreto
in luminosa nube
*

La misura del sogno

avevi l'occhio lungo tu
nel dire che la vita ricalca
le orme dei passi
altro sangue i destini
che ci unirono
sai:
nelle acque della memoria
oggi di te non cerco
che la misura del sogno
nell'ondivaga luce degli occhi
trasparenze
*

Una giornata di

suvvia eccedi
a chi pensi
dare la colpa
come si dice è stata una giornata
così
esageri se pare
ti si spalanchi
d'instabilità un baratro
viola in fondo agli occhi
*

Radici di cielo

ondivago in te l'oscuro
l'alterego che insaziato nutri
albero capovolto che geme
con radici intricate di cielo
ma è un esplodere di vita
l'aprirsi
del fiore
*

Il figlio

non più carrube Signore
torno a casa
non più miraggi
d'eldoradi
sì torno a casa
all'amore totale
indegno
sia io sgabello
ai Tuoi piedi
*

Nell'infinito di noi (2)

il tuo volteggiare Nina
nelle stanze viola della memoria
-dicevi il reale non è fatuo
apparire o entrare nello specchio
dell'essenza evocando
palpiti di luce
di un tempo senza tempo
noi dal celeste palpito
dicevi- qui siamo
affratellati nel sangue
con la terra e la morte
*

Le vele del sogno

me ne andrei quasi di soppiatto
alle prime luci
mentre si fredda la tazzina
mai portata alle labbra
entrerebbe il vasto orizzonte
nei miei occhi azzurrocielo
il mare aperto
nell'abbraccio
delle vele del sogno
*

Briciole di poesia

anima
casa di mare
dove a frotte s'annidano
gli uccellini azzurri di Maeterlinck
a ispirarmi l'abc del sogno
a beccare briciole di poesia
ferve nel tuo cielo
un volteggiare
di fòsfeni ed ali

Maurice Maeterlinck, poeta e drammaturgo - 1862-1949
[Nella fiaba teatrale L'Oisseau Bleu (1909), ciò che rappresenta l'Uccello Azzurro è il segreto delle cose e della felicità.]
*

Rosa di paradiso

Tu fiore del mio sangue
dal profumo rosa di paradiso
perdonami se non c'ero quando
m'imploravi "Eli Eli"
ma si doveva sostenere
la lingua della Parola
e Tu
occhi rovesciati
chino sulle miserie
abbracciassi dalla Tua croce il mondo
*

Elegia

ora m’incolpi del mio silenzio?
e Tu dov’eri mi chiedi
quando a migliaia
venivano spinti sotto le docce a gas
Io ero ognuno di quei poveracci
in verità
ti dico
Io sono la Vittima l’agnello la preda
del carnefice quando fa scempio
di un bambino innocente
Io sono quel bambino ricorda
anch’io in sorte ho avuto una croce
la Croce
la più abietta la benedetta
ho urlato a un cielo distante Padre perché
perché solo mi lasci in quest’ora di cenere e pianto

copyright felice serino

Kronos

Kronos: fratto il Tempo non più riflette lo specchio – esser vivo quasi una finzione sogno congelato dove si piega il cuore

Angeli di carta (di Felice Serino)

Angeli di carta (di Felice Serino): gli occhi un po' stanchi / vedo nel mio cielo volare / gli angeli di carta di Rafael / mi pare udirne / il profumo i celesti canti // oh mi vengano in; poesia Creative Commons