martedì 31 maggio 2016

Nero della notte (di Felice Serino)

Nero della notte (di Felice Serino): punto di non ritorno? // quale / sprofondo ad accoglierti // non sai più / chi sei / dentro giorni perduti // ah ti trapassi una spada di luce / ti canti nel sangue / un angelo / che ti aiuti a grattare il nero / della notte // a sollevarti / dal tuo; poesia Creative Commons

Iconici linguaggi, di Marco Furia :: LaRecherche.it [ eBook n. 201, Letture di 15 celebri dipinti ]

Iconici linguaggi, di Marco Furia :: LaRecherche.it [ eBook n. 201, Letture di 15 celebri dipinti ]

lunedì 30 maggio 2016

Alessia e la pioggia dai pini


Alessia e la pioggia dai pini

.
Sera d'incanto fiorevole per Alessia
sottesa alla pioggia dai pini.
Tavolo di bar a dissetarsi con
acqua sorgiva Alessia rosavestita
di maggio pari a fiore già colto
e da non cogliere. Chiara luminosità
di Venere sospesa e lunanuova
ostia di platino. Ossigeno Alessia
a pervadere in attimi d'aurora
serale. Capelli bagnati di Alessia
(arriva il sorriso di Giovanni, di limbo
atmosfera dove era già venuta).

Raffaele Piazza

domenica 29 maggio 2016

Fame (di Felice Serino)

Fame (di Felice Serino): tutto relativo / non Dio / non la fame // ho visto un'ombra / aggirarsi tra i rifiuti / non era un cane randagio / era / un; poesia Creative Commons

sabato 28 maggio 2016

" Confini" Poesia di Yuleisy Cruz Lezcano. Lettura di Diego De Nadai


Recensione su IL CONVIVIO - genn.-mar. 16




RECENSIONE SU IL CONVIVIO

Gennaio - Marzo 2016 n. 64




Felice Serino, Frammenti di luce indivisa, poesie,

(ed. Centro Studi Tindari – Patti, 2015, pp. 122, euro 10,00)



La silloge “Frammenti di luce indivisa” di Felice Serino, ha caratteristiche particolari: divisa in più parti rappresentative di tematiche complesse, richiede al lettore un'attenta analisi delle stesse, tale da tracciare il profilo dell'opera in maniera completa. Le liriche brevi, l'uso dei caratteri minuscoli, la mancanza del ritmo segnato dalla punteggiatura, rendono più efficace l'emissione dei sospiri dell'anima del poeta, che non si sofferma a pensare, ma si abbandona all'espressione catartica e liberatoria del proprio sé. Una grande amarezza pervade i versi in apertura, cosicché il lettore che ne codifica il senso, si sente coinvolto nella profonda tristezza del poeta che recita così: “la vita ha in tasca la morte / non è che un perpetuo / tramare / “cospirazioni” del nascere”.

Con questi versi, il nostro Serino inizia la ricerca d'appiglio di fronte al “buio” dell'anima che “... nessun canto d'angelo” conforta. Attimi d'angoscia attraversano il suo cuore, mentre con affanno, si chiede: “Dio / dov'era...”. Poi, chiuso “nel cerchio di dolore” esclama: “Padre perché mi abbandoni”. Ma nella sua anima, nutrita da principi cristiani, lo smarrimento è breve: la presenza certa del Cristo, “il Giusto” immolatosi per la salvezza degli uomini, lo invita a “rigenerarsi nell'urlo della croce”. Con ascetico slancio, Serino s'impegna a superare i tanti inganni degli uomini per i quali “di giuda è piena la storia...”, e accende la sua anima, attingendo agli effetti benefici della conoscenza che definisce: “il raggio verde”. L'uomo, afferma il poeta, cerca costantemente di uscire dalle strettoie del male e del dolore che lui stesso conosce e vive.

Il ritmo breve e incalzante delle sue poesie ha come linea conduttrice il percorso esistenziale dell'autore che, nel trascorrere del suo tempo, vede alternarsi la luce alle ombre. L'amore per la vita, apparso fievole e talora inesistente, riemerge nel poeta allorché esprime la sua meraviglia per gli occhi di luna di una bimba che non ha mai visto il mare, né ha potuto “restarne rapita / dal ricrearsi sull'acqua di riflessi dorati”. Nella dolcezza di pensieri nuovi, la morte non gli fa più paura “se il precipitare in se stessi è in vista di risalita” con la stessa certezza con cui (alla notte segue il giorno).

Il lettore si chiede cosa sarà mai mutato nella vita del nostro Serino se insorge in lui il desiderio di “riscattare le ali/.../ luce dopo luce /...”. Nel suo poetico andare ricordi e sogni s'intrecciano nella preziosità di momenti in cui il cielo, sua massima aspirazione, è sempre presente. Non mancano, tuttavia, momenti estatici nei quali lo sguardo si posa sul mondo dove tutto scorre come “Nuvole vaghe”, titolo emblematico di una poesia della silloge. Tutto scorre e, in natura, elementi diversi si fondono nell'evoluzione dell'esistere. Immagini reali e fantastiche e “voli pindarici del sognare”, hanno origine dall'uomo e sono dell'uomo, afferma il poeta. I versi di Serino, talora complessi, vanno interpretati dal lettore attento che saprà fare propri la personalizzazione di enunciati linguistici, l'alternarsi di elucubrazioni dolenti e di sprazzi di luce, l'uso frequente della metafora.



Adalgisa Licastro
 
 
 
 


Commenti dall'Oceano - pag. 5


Commenti dalla Redazione
oceanonellanima.it
(Massimo V. Massa)
(pagina 5)

.

Il preesistere

e tu a chiederti il perché
dell'effimera bellezza del fiore o
della breve luce che vive la
farfalla
e del preesistere
d'ogni singola specie non dici
che si sa nominata 
e trasfigurata è oltre
quell'orizzonte dove
continuano
il mare i gabbiani nel fondo degli occhi

*

Nel tutto che ci circonda con la magia dei suoi colori e del suo esistere, lo sguardo si perde domandandosi quanta parte di quell’orizzonte cela l’essenza e quanta parte ancora del passato c’è vive ancora. Nella tua poesia il tocco d’infinito vibra nei versi, lasciando l’incanto a sorvolare nei pensieri.

* * *

Nell'ultimo
a Madre Teresa

di Cristo mi graffia
la bellezza
tocco
nell'ultimo la sua
dolorante carne


*
 Intensamente toccante la tua lirica: un arco d’emozioni nell’immensità della fede. Nelle tue parole l’essenza di una bellezza eterea, schiusa in preghiera e devozione fino all’ultimo respiro.

* * *

La tentazione
(a Padre Pio)

estenuante lotta sanguinosa
poi alla luce ubriaca
del nuovo giorno ecco librarsi
sull'umano
azzurra ala la parte angelica

*

Un inno splendido e accorato abbraccia i versi, per Colui che ha forgiato la sua vita sulle ali del cielo, approdando alla forza, unico vessillo contro la “Tentazione”.

* * *

Ali di farfalle

sono emerso da profondità oniriche
come da abissi senza scafandro
lì ho incontrato i miei morti
la luna si bagnava nei loro sguardi
dai sorrisi spiccavano voli
improponibili farfalle
ali enormi mi avvolgevano
in un senso di pace
mentre mi perdevo
nei loro vertiginosi colori
come in un quadro di kandinski

*

I pensieri svolazzano su eteree figure, il bianco e nero del ricordo in analogia di luoghi bagnati da fredda luce.
Ma la pace stratifica la sinestesi!

* * *

Eldorado

aneliti annodi al tuo giorno
novello ulisside
voci di conchiglia echi
si fondono
col sangue in luce
nel sogno di eldorado
rammendi la tua vela stracciata

*

I desideri spingono le vele del domani mentre l’oggi cerca sé attraverso muri da saltare.
E intanto l’eco ripercorre dal passato il suo presente!
 
* * *

Rinverdire

aria screziata
d'umori anonimi
in un rigurgito
rinverdire dell'anima
dissolta quasi nel bailamme
biancore di cieli
dove annegare
il grido

*

Il “Rinverdire dell’anima” è magia inattesa di vita che colma il sentiero increspato, sia pure spezzato da dissolti o marcati sapori,affogati nell’aria consueta.
Si disperde quel barlume d’attesa nel caos incessante di linee piane di un viaggio deciso ma il tuo verso raccoglie il grido raccontando per lui la tenue speranza.

* * *

E' da giorni

è da giorni che
persiste una visione
come di creatura uno scricciolo che
voglia nidificarmi nella testa
decido di adagiarla
sul bianco della pagina-lenzuolo
con la delicatezza d'una nutrice
quasi ne tremo ed è
un tripudio del sangue
come chi trovi un tesoro

*

Un tocco di magia che sconvolge per la sua delicatezza, chiedendo d' essere accolta perchè intensa e vera: i tuoi versi collegano la percezione con l'essenza: silenziosa e presente dentro te. Un tuffo impercettibile s'adagia nella tua lirica, lasciandoci il brivido della sospensione.

* * *

Nell'arco degli occhi

andare come su cocci
la pelle dell'anima
tesa come tenda
oltre le stanze viola della mente
vedere
infine quel male oscuro
uscire dal tuo specchio e
il fiore della grazia
aprirsi a ventaglio
nell'arco degli occhi

*

Intarsio di parole e di forti emozioni, invadono e dirompono,
sino a quando lo sguardo s'apre per emozionarsi di profondità  espresse e intense: la tua poesia.

* * *

La notte laterale

è il gravitare dell'ombra
che ti segue a lato
o l'orbitare dell'unghiuta morte
questo saperti
enigma
vederti come
in una vertigine di specchi 
a scalare la notte

*

L’oblio è l’inquietudine dell’anima che segue i passi o li calca all’incedere della fine: incertezza della vita che si nasconde accanto, ruffiana dei giorni amari, “in una vertigine di specchi”.

* * *


Il lampo

Il lampo: livida luce a torino questo cielo che non promette la testa sul libro e dei versi che vengono a torturarmi alla mia destra in panchina

venerdì 27 maggio 2016

L'Albero (di Felice Serino)

L'Albero (di Felice Serino): di Te / il dito / la saliva il fiato: // ri- fiorire vita / in cuore disabitato // e gli esecrandi / crimini? non / ricordi // dal sacrificio; poesia Creative Commons

martedì 24 maggio 2016

Mimesi (di Felice Serino)

Mimesi (di Felice Serino): icaro e le ore / acrobate / dove spegnere / inconfessati ardori // il 'grido' / espanso / che; poesia Creative Commons

domenica 22 maggio 2016

Libro di poesie (di Felice Serino)

Libro di poesie (di Felice Serino): aspettare per farne / -forse- un 'mattone'? o subito / licenziarlo / libercolo smilzo? // alle spalle / l'assedio degli anni: mi spingono nella / strettoia -o foce- / dell'ignoto // gioco / col tempo che resta / a sfidare la morte // visti non; poesia Creative Commons

venerdì 20 maggio 2016

Presentire (di Felice Serino)

Presentire (di Felice Serino): finirà qui tutto / il visibile / -col panorama dei sensi // a sopravviverci voce / di sangue in un non-; poesia Creative Commons

giovedì 19 maggio 2016

Alessia e la gioia di disegnare la vita


Alessia e la gioia di disegnare la vita
.

Sera d'orizzonte linea cielomare
per Alessia. Lunanuova a pervaderla
di luce fresca a entrare negli occhi
e toccare l'anima di ragazza Alessia.
E disegna Alessia la vita, l'infinita
gioia nel platino di stelle a pervaderla
in controllata estasi, sottesa Alessia
a libertà dei mattini primevi. Le onde
del Mediterraneo di parole a cullarla
nel tessere incanti di bellezza,
trova Alessia una di conchiglia spirale:
sarò fortunata!!!

Raffaele Piazza

sabato 14 maggio 2016

Creatura di sabbia (di Felice Serino)

Creatura di sabbia (di Felice Serino): io non io esisto / di qua di là dello specchio -una / distanza mi separa: vivo mi / avviluppo in un sogno / lucido; poesia Creative Commons

Fernando Pessoa Poesia Il mio cuore fu tuo


Poesia di Pedro Salinas


Pedro Salinas 
Svegliati. Il giorno ti chiama
.

Svegliati. Il giorno ti chiama
alla tua vita: il tuo dovere.
A nient'altro che a vivere.
Strappa ormai alla notte
negatrice e all'ombra
che lo celava, quel corpo
di cui è in attesa, sommessa,
la luce, nell'alba.
In piedi, afferma la retta
volontà semplice d'essere
pura vergine verticale.
Senti il tuo corpo.
Freddo, caldo? Lo dirà
il tuo sangue contro la neve
da dietro la finestra;
lo dirà
il colore sulle tue guance.
E guarda il mondo. E riposa
senz'altro impegno che aggiungere
la tua perfezione a un altro giorno.
Il tuo compito
è sollevare la tua vita,
giocare con lei, lanciarla
come voce alle nubi,
a riaffermare le luci
che ci hanno lasciato.
Questo è il tuo destino: viverti.
Non devi fare nulla.
La tua opera sei tu, niente altro.



Commenti da L'Oceano (4)


Commenti alle poesie di Felice Serino
dalla Redazione
oceanonellanima.it
(Massimo V. Massa)
(pagina 4)


.
Allo scoperto
(a Francesco futuro Santo)

uscire nudo allo scoperto
un morire al mondo
spoglio
di alibi-corazze
il cuore che risale
in luce
sue macerie
la vertigine del tempo vuoto

*

In un mondo che ruoto intorno al nulla, cogliere anime che sono luce è rarità.
Nella tua lirica intensamente la penna muove per far sentire il senso d’esser barlume di speranza quando l’esistenza preme nell’ombra dell’indifferenza e del niente; solo il cuore arma lo spirito, forgiandone l’essenza, suprema verità, che all’uomo sfugge inesorabilmente.

* * *

Ali

riscattare le ali
contro l'ingiuria del tempo
risalire
luce dopo luce
a un'alba rossa di vene esplose

*

Il volo dentro te, immensamente sparso nella lirica. Non è mai troppo tardi per dipingere il tempo mentre il giorno si colora di nuove emozioni.

* * *

Il quadro

lo vedi meglio a freddo da fuori
se non preso nel vortice della
sindrome di stendhal
meglio
che non lo stesso
autore immerso e perso
nella sua creazione
il sangue sparpagliato nei colori

*

Un autore immagina, crea, dà vita.
L’emozione è pathos, è furia, è sublimazione d’arte, è un se stesso alla ricerca di un Io perso e rincorso.

* * *

Deliri

in buona compagnia
dei saltabeccanti piccioni
raccoglieva torsoli di mela
tra i rifiuti e
biascicava versi improbabili
parto dei suoi deliri
nel nosocomio
conobbe una sua pari
portava con sé dei versi
di campana e una foto sgualcita
lampi di visioni
a mordere giorni di macerie
poi un mattino li trovarono
abbracciati le vene recise
che già sorvolavano cieli
sconosciuti ai mortali

*
 
Tutto è un probabile, improbabile incontro.
In mondi disuguali, dove il verso sembra catena dell’anima smarrita e schiude e stride deliri senza tempo; c’è sempre un perché nel lagnarsi oltre il senso.
In ogni luogo urla la ragione differente, quella chiusa agli occhi di chi guarda senza percepire fino in fondo, quella che fa “… sorvolare in cieli sconosciuti ai mortali …” ... e nel limite muore ogni uomo che non sa d’esser nato.
(Musicco Mirella)

*

L’altra parte di sé, la vita non vita che paurosa avanza e si ciba dell’ultima fonte di sé: la ragione.
Questo dire ha fine, quando la fine è scritta con il sangue versato.
Un triste destino immolato al silenzio.

* * *

Cieli bianchi

cadute virgole
dalle pagine dei giorni
come un assordare di cristalli
poi brividio
di luna nel cerchio delle sere
cieli bianchi di silenzi
a propiziare un appiglio
per reinventarsi
la vita

*

Nell’immenso si perde il sentiero, interrotto da consuetudini ormai lontane ma assordanti nel presente. Nella notte, la luna segna il passo verso chiarori di speranze, lasciando barlumi nel sentiero per una nuova esistenza.

* * *

Nell'indaco cielo del sogno
a Walt Whitman

nell'indaco cielo del sogno
odo l'aedo
cantare le tue odi
con sottofondo di musica celeste
mentre
fluttuante nel mare d'erba del cielo
tornato fanciullo ti vedo
giocare coi capelli di Dio

*

Poesia nella poesia; l'autore si rivolge a Whitman e nella chiusa lo immagina fanciullo che scompiglia i capelli di Dio, originale metafora per alludere alla naturalezza con cui il poeta inglese tesseva versi divini.

* * *

Io ero là
(nella ricorrenza dell'11 settembre)

quasi un assentarmi da me (stato
catatonico davanti allo schermo)
(auto -
difesa inconscia per non viverlo
quel momento?)
- ma io "ero" là
tra vite spaginate nell'aria:
io presente-assente
stagliato contro un cielo stravolto

...e in me
cadevo

*

A volte le distanze si annullano negli spazi dell’anima e vite dilaniate squarciano l’aria tumefatta sgretolando immagini e certezze spaurite da rimbombi senza fine.
In te lo schianto … come percosso attonito “presente-assente” di vite spente in un istante.
In quell’ 11 settembre il mondo piega dinanzi ad atroci parvenze umane mentre il suono echeggia nei tuoi versi conducendoci là dove la morte affonda perdendo il conto.

* * *

Simile alla vita

simile alla vita il morire
mi dici
naturale ma strano se ci pensi
vi si entra con uno schiaffo e
se ne esce con una
manata di terra

con un io ridimensionato
m'immagino di sparire
come chi in sogno segua
una successione di stanze
allora uccelli vedrei uscirmi
dalla testa
nel becco i versi d'una vita

*

Simile alla vita, la morte, un riflesso alla specchio di ciò che rimane sconosciuto.
Il paragone, alla nascita, il dolore per la vita, lo schiaffo e, il dolore al silenzio eterno, manciata di terra, rende cruda questa poesia, ma vera ed essenziale.

* * *

Nuova poesia

non dirmi
che questa in grafia minuta
è "inconsistente" come
la mia "collezione di farfalle"
cielo grigio si riflette
negli occhi
- unforgettable
piove l'immagine
di te attraverso il vetro
mentre
il marciapiede si allontana
ho da dare i miei occhi a quel che passa

*

Meravigliose e impalpabili immagini si muovono sullo sguardo, dove un cielo terso accompagna l’allontanarsi di pensieri imbrattati di pioggia …
… e nell’impercettibile tempesta che scuote i versi tutto diventa “ … unforgettable …”.

* * *

Vita di mare

essere circoscritto
nel tuo spazio ti sta stretto
assumere come l'acqua
la forma
del suo recipiente ti deprime
aneli come la sorgente
alla sua foce
amalgamarti coi fondali marini
conoscere
l'alfabeto dei pesci
gli anfratti i fatti
del giorno dispute e amori
coordinate d'una
vita di mare in divenire
le tempeste che tengano
l'anima tesa sul grido
come achab

*

Libertà nell’agire, all’azione senza forme e tentacoli.
Inabissarsi per scoprire che la vita appaga alla verità della conoscenza.

* * *

Fiume d'echi

Fiume d'echi: fuoco delle attese dove anime si cercano e nell'aria liquida voci annoda il fiume di luce e ricama sospiri

giovedì 12 maggio 2016

Fiore di poesia (di Felice Serino)

Fiore di poesia (di Felice Serino): 'lo gnaolio dei gatti / in amore tra gugliate di luce' // belli sti versi / che leggo sorseggiando / un drink ma dove / vai a parare me lo dici? // timore della pagina bianca? // scandagliare devi / macerarti / immergere le mani nel sangue / a far; poesia Creative Commons

martedì 10 maggio 2016

Dall'immagine infranta (di Felice Serino)

Dall'immagine infranta (di Felice Serino): risalire dall'immagine infranta / -quella dopo / la caduta- / dove è voce / del sangue la ferita del cielo // limare le parti / non combacianti / con la figura del divino // innamorato / dell'uomo nuovo / tu guardi al bambino // che tende / le prime; poesia Creative Commons

domenica 8 maggio 2016

Alessia nella Valle dei re


Alessia nella Valle dei re
.
Sera consecutiva per Alessia
natura di ragazza in vegetale
natura, agglutinata all'azzurro
nello scorgere la rosa canina
e il rosmarino a entrare nella
sua anima attraverso gli occhi.
E vennero le stelle e viene la
luna ostia di platino nella Valle
dei re. Sembiante di meraviglia
e vede il mare ancora esiste
sul lieto colle della vita.
Aria di ossigeno e libera
sorgente per Alessia. L'
erba folta nell'iridarsi del
sorriso dove corre scalza
e il bar per il ristoro.
Respira l'amore Alessia
e nella terra semina i suoi
anni nel gioco della mente.
Sedici e l'interrogazione
di matematica bene è andata.
Affiora un nome (Giovanni).
lo tocca nella foto nella tasca.

Raffaele Piazza

Dell'indicibile essenza (di Felice Serino)

Dell'indicibile essenza (di Felice Serino): dell'indicibile essenza / noi sostanza e pienezza // solleva l'angelo un lembo / di cielo: // in questa vastità; poesia Creative Commons

sabato 7 maggio 2016

Nel paese interiore (di Felice Serino)

Nel paese interiore (di Felice Serino): nel paese interiore / eiaculo i miei sogni - / vivo una stagione / rubata al tempo -mimesi / icariana sul vetro del; poesia Creative Commons

venerdì 6 maggio 2016

martedì 3 maggio 2016

L'esistere specchiato (di Felice Serino)

L'esistere specchiato (di Felice Serino): con lo stillicidio / del tempo a subire / questa piaga dalle nove porte // ma a te presente / il Sé -il celeste-; poesia Creative Commons

lunedì 2 maggio 2016

Alessia e le nuove cose


Alessia e le nuove cose
.

Sera di platino di luna
di Alessia il viso campito
nel cobalto del cielo
(a poco a poco si stempera
la tinta degli occhi di Alessia
nell'immensità trasparente
riempita dall'aria del fresco).
Attimi di limbo per Alessia
nel nuovo jeans sdrucito
regalo di Giovanni.
Mistica costellazione
di Venere infiorata e di pianeti
senza nome. Belle cose
ad attrarre Alessia oltre
la luce frontale: entra nell'auto
con l'amato, la macchina
nuova.

Raffaele Piazza