sabato 14 maggio 2016

Commenti da L'Oceano (4)


Commenti alle poesie di Felice Serino
dalla Redazione
oceanonellanima.it
(Massimo V. Massa)
(pagina 4)


.
Allo scoperto
(a Francesco futuro Santo)

uscire nudo allo scoperto
un morire al mondo
spoglio
di alibi-corazze
il cuore che risale
in luce
sue macerie
la vertigine del tempo vuoto

*

In un mondo che ruoto intorno al nulla, cogliere anime che sono luce è rarità.
Nella tua lirica intensamente la penna muove per far sentire il senso d’esser barlume di speranza quando l’esistenza preme nell’ombra dell’indifferenza e del niente; solo il cuore arma lo spirito, forgiandone l’essenza, suprema verità, che all’uomo sfugge inesorabilmente.

* * *

Ali

riscattare le ali
contro l'ingiuria del tempo
risalire
luce dopo luce
a un'alba rossa di vene esplose

*

Il volo dentro te, immensamente sparso nella lirica. Non è mai troppo tardi per dipingere il tempo mentre il giorno si colora di nuove emozioni.

* * *

Il quadro

lo vedi meglio a freddo da fuori
se non preso nel vortice della
sindrome di stendhal
meglio
che non lo stesso
autore immerso e perso
nella sua creazione
il sangue sparpagliato nei colori

*

Un autore immagina, crea, dà vita.
L’emozione è pathos, è furia, è sublimazione d’arte, è un se stesso alla ricerca di un Io perso e rincorso.

* * *

Deliri

in buona compagnia
dei saltabeccanti piccioni
raccoglieva torsoli di mela
tra i rifiuti e
biascicava versi improbabili
parto dei suoi deliri
nel nosocomio
conobbe una sua pari
portava con sé dei versi
di campana e una foto sgualcita
lampi di visioni
a mordere giorni di macerie
poi un mattino li trovarono
abbracciati le vene recise
che già sorvolavano cieli
sconosciuti ai mortali

*
 
Tutto è un probabile, improbabile incontro.
In mondi disuguali, dove il verso sembra catena dell’anima smarrita e schiude e stride deliri senza tempo; c’è sempre un perché nel lagnarsi oltre il senso.
In ogni luogo urla la ragione differente, quella chiusa agli occhi di chi guarda senza percepire fino in fondo, quella che fa “… sorvolare in cieli sconosciuti ai mortali …” ... e nel limite muore ogni uomo che non sa d’esser nato.
(Musicco Mirella)

*

L’altra parte di sé, la vita non vita che paurosa avanza e si ciba dell’ultima fonte di sé: la ragione.
Questo dire ha fine, quando la fine è scritta con il sangue versato.
Un triste destino immolato al silenzio.

* * *

Cieli bianchi

cadute virgole
dalle pagine dei giorni
come un assordare di cristalli
poi brividio
di luna nel cerchio delle sere
cieli bianchi di silenzi
a propiziare un appiglio
per reinventarsi
la vita

*

Nell’immenso si perde il sentiero, interrotto da consuetudini ormai lontane ma assordanti nel presente. Nella notte, la luna segna il passo verso chiarori di speranze, lasciando barlumi nel sentiero per una nuova esistenza.

* * *

Nell'indaco cielo del sogno
a Walt Whitman

nell'indaco cielo del sogno
odo l'aedo
cantare le tue odi
con sottofondo di musica celeste
mentre
fluttuante nel mare d'erba del cielo
tornato fanciullo ti vedo
giocare coi capelli di Dio

*

Poesia nella poesia; l'autore si rivolge a Whitman e nella chiusa lo immagina fanciullo che scompiglia i capelli di Dio, originale metafora per alludere alla naturalezza con cui il poeta inglese tesseva versi divini.

* * *

Io ero là
(nella ricorrenza dell'11 settembre)

quasi un assentarmi da me (stato
catatonico davanti allo schermo)
(auto -
difesa inconscia per non viverlo
quel momento?)
- ma io "ero" là
tra vite spaginate nell'aria:
io presente-assente
stagliato contro un cielo stravolto

...e in me
cadevo

*

A volte le distanze si annullano negli spazi dell’anima e vite dilaniate squarciano l’aria tumefatta sgretolando immagini e certezze spaurite da rimbombi senza fine.
In te lo schianto … come percosso attonito “presente-assente” di vite spente in un istante.
In quell’ 11 settembre il mondo piega dinanzi ad atroci parvenze umane mentre il suono echeggia nei tuoi versi conducendoci là dove la morte affonda perdendo il conto.

* * *

Simile alla vita

simile alla vita il morire
mi dici
naturale ma strano se ci pensi
vi si entra con uno schiaffo e
se ne esce con una
manata di terra

con un io ridimensionato
m'immagino di sparire
come chi in sogno segua
una successione di stanze
allora uccelli vedrei uscirmi
dalla testa
nel becco i versi d'una vita

*

Simile alla vita, la morte, un riflesso alla specchio di ciò che rimane sconosciuto.
Il paragone, alla nascita, il dolore per la vita, lo schiaffo e, il dolore al silenzio eterno, manciata di terra, rende cruda questa poesia, ma vera ed essenziale.

* * *

Nuova poesia

non dirmi
che questa in grafia minuta
è "inconsistente" come
la mia "collezione di farfalle"
cielo grigio si riflette
negli occhi
- unforgettable
piove l'immagine
di te attraverso il vetro
mentre
il marciapiede si allontana
ho da dare i miei occhi a quel che passa

*

Meravigliose e impalpabili immagini si muovono sullo sguardo, dove un cielo terso accompagna l’allontanarsi di pensieri imbrattati di pioggia …
… e nell’impercettibile tempesta che scuote i versi tutto diventa “ … unforgettable …”.

* * *

Vita di mare

essere circoscritto
nel tuo spazio ti sta stretto
assumere come l'acqua
la forma
del suo recipiente ti deprime
aneli come la sorgente
alla sua foce
amalgamarti coi fondali marini
conoscere
l'alfabeto dei pesci
gli anfratti i fatti
del giorno dispute e amori
coordinate d'una
vita di mare in divenire
le tempeste che tengano
l'anima tesa sul grido
come achab

*

Libertà nell’agire, all’azione senza forme e tentacoli.
Inabissarsi per scoprire che la vita appaga alla verità della conoscenza.

* * *

Nessun commento:

Posta un commento