martedì 28 giugno 2016

Alessia nel sole di giugno


Alessia nel sole di giugno

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Serico incantesimo dal cieloluce
ad accadere sul giocare del giorno.
Ieri pioggia. Oggi di luce marea
a inondare di Alessia la lastra
dell'anima trasparente di 18
grammi. Indaco a tessere polifonie
di quadri naturali, il limone intravisto
dal Parco Virgiliano con i passeri
sottesi a di gioia pensieri di Alessia
nel respirare la vacanza a profonde
sorsate costa scoscesa belvedere per
il mare scorgere in acquoree trame.
Chiede felicità a Giovanni Alessia,
lui la bacia in liquido spessore,
della forza sorriso a piene mani,
nell'inalvearsi della tenerezza
in carezze sul grano di Alessia
e così esiste.

Raffaele Piazza

Prima del gesto (di Felice Serino)

Prima del gesto (di Felice Serino): ti saresti ubriacato col prezzo del sangue / soffocando nel vino / quella lacerazione infinita // ma avresti solo ritardato la fine // prima del gesto estremo / scacciasti via da te quella luce / a guisa d'angelo // non potevi saperlo / eri scritto nel Libro; poesia Creative Commons

lunedì 27 giugno 2016

L'albero di Giuda (di Felice Serino)

L'albero di Giuda (di Felice Serino): tagliando per la pianura / non trovavi più il cuore // sulle punte delle stelle ti volevi / trafitto / e il sangue quasi ricamasse / una scritta ingloriosa // ma; poesia Creative Commons

sabato 25 giugno 2016

"Anime erranti" Poesia di Yuleisy Cruz Lezcano Lettura di Diego De Nadai


Recensione su POMEZIA-NOTIZIE 2016





RECENSIONE SU POMEZIA-NOTIZIE

N. 5 -maggio 2016


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FELICE SERINO

FRAMMENTI DI LUCE INDIVISA

Centro Studi Tindari Patti (ME) 2015, Pagg. 120, euro 10



Felice Serino è campano di Pozzuoli, nato nel 1941; autodidatta, vive a Torino. La recente raccolta Frammenti di luce indivisa, si divide in cinque sezioni (Di luce indivisa, Dai cieli del sogno, Ladro di parole, In divenire, Trasfigurazioni e dediche). La prefazione è a cura di Lorenzo Spurio, il quale afferma che la poesia del Nostro è pervasa dal sogno e dal surrealismo, spiega che il riferimento agli altri da parte del Poeta, sta a indicarne il desiderio di conoscenza dell' aldilà.

La prima impressione che si ricava dalla lettura è il linguaggio sciolto e scorrevole, colorito e a volte divertito. Assenti sono i segni di interpunzione e le maiuscole ad inizio poesie; e presenti sono echi letterari espressamente indicati. Ricorrente è la parola 'morte', ecco perché perfino la bellezza di una rosa è respingente con le sue spine; perciò mettiamo in dubbio la presenza di Dio, nondimeno sul sangue di Cristo abbiamo costruito una comunità solidale.

Nella visione di Felice Serino troviamo esempi edificanti quali Madre Teresa di Calcutta, Gino Strada, Erri De Luca di Emergency; ci invita a riguardarci dai falsi amici, novelli Giuda. Basti percorrere la crocifissione per renderci cono della mutevolezza e molteplicità della tipologia umana. Si mostra compassionevole verso i poveri, i malati di mente, i disadattati. Un continuo confronto tra angeli e demoni in cui è avvenuto il miracolo della conversione del dissoluto Agostino, forse perché Dio ha bisogno di noi; perciò conclude di affidarci alle Sue mani.

L'Autore commenta che siamo fatti di cielo, eppure ne abbiamo tagliato il cordone ombelicale. Nell'alternarsi della vita e della morte, il Poeta si affida al sogno. Ricorda a Nelo Risi cosa significhi amare. Con linguaggio colorito, sulla vita considera “se ci pensi/ vi si entra con uno schiaffo e/ se ne esce con una/ manata di terra” (pag. 69). Sa di esprimere parole, ma muove un rimprovero ai critici che “ti mettono a nudo sulla pagina-lenzuolo/ ravvivano il grido di luce/ della parola sofferta/ concepita nelle viscere” (pag. 76).

Felice Serino nei suoi Frammenti di luce indivisa parla della vita, ma anche della morte: basta raccoglierne i frammenti, ordinarli secondo “l'aleph del poeta cieco” Jorge Luis Borges (in un infinito numerabile, si direbbe in matematica). Il Poeta vuole dare la voce a chi non l'ha, come nel caso degli ammalati di Alzheimer, al grido d'aiuto del senzatetto dato alle fiamme, delle tante vittime dell'11 settembre (2001 a New York) che gli richiamano gli anni di piombo in Italia. Pensa all'esempio di San Francesco e a volere scacciare da sé il “mal du vivre”. Dichiara di trarre ispirazione da Dario Bellezza, da Nicodemo e da altri. Tiene presenti Ungaretti, Alda Merini,”segregata incompresa crocifissa”, Emanuel Swedenborg, Rimbaud, Walt Whitman, James Dean, Hemingway; e pensa all'amico poeta Flavio che l'ha preceduto nella “via dell'Inconoscibile”. Nomi ed eventi che cita il Nostro, possono sembrare sbavature poetiche, nondimeno essi sono il tentativo di un mondo ricostruito.



Tito Cauchi
 
 
 
 







Commenti a "Prima del tempo" e altre



Commenti di Raffaele Piazza su
www.rossovenexiano.com
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Prima del tempo

 prima del tempo
 non c’era che amore
 quello-che-muove-
 il-mondo
 danza nel cielo
 della Luce-pensiero
 della notte
 a scalzare le tenebre

felice serino aka flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it  • 18 4 16 
Poesia molto bella con uno sfondo filosofico-religioso. Si presume che il poeta si riferisca ad uno stato edenico dell'umanità, al Paradiso terrestre, prima del peccato punito da Dio: infatti prima del peccato originale non c'era la morte (e quindi il tempo). Gli ultimi due versi splendidi con l'uso dell'iperbato in modo ungarettiano (della terra/ a spogliare lo scheletro ha scritto Ungaretti). Magia, sospensione e misticismo si coniugano egregiamente.
Raffaele Piazza

* * *


Nel chiuso della stanza

le mosche assassine della mente
nel cantare il Tuo nome
nel chiuso della stanza
ah più breve sia l'arco
che da Te mi separa
e da questo naufragio di sangue
la Tua mano mi tragga

felice serino aka flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it  • 30 4 16  
Poesia mistica, nella quale il poeta si rivolge due volte nelle due strofe a Dio. La prima volta il poeta afferma che vuole cantare il nome di Dio nel chiuso della stanza. Poi si augura che divenga più breve l'arco che lo separa dal Signore. E' affrontato il tema del male nel nominare le mosche assassine e il naufragio di sangue, ma sembra di vedere una mano salvifica che giunge in aiuto del poeta. Bella ed efficace.
Raffaele Piazza

* * *

Fiume d'echi

fuoco delle attese dove
anime si cercano e
nell'aria liquida
voci annoda il fiume
di luce e ricama
sospiri

felice serino aka flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it  • 14 5 16 
Poesia evocativa e magica, concentratissima. C'è una vena di misticismo naturalistico in quelle anime che si cercano sullo sfondo dell'aria liquida, rarefatta e del mormorio del fiume di luce (bella sinestesia). Composizione ben risolta, nella quale sembrano intravedersi tracce di neorfismo.
Raffaele Piazza

* * *

Il lampo

livida luce a torino
questo cielo che non promette
la testa sul libro e dei versi
che vengono a torturarmi
alla mia destra in panchina
il fumo di un tizio s'inanella
grazieadio sottovento
in soccorso il lampo verrà
della musa a posarsi
colomba sulla mente aperta?

flymoon aka f. serino

*

piazzaraffaele@outlook.it  • 28.5.16 
Poesia differente da molte altre di Serino, perchè non tocca il tema mistico.
Si può definire come un testo molto bello, alto e originale sull' ispirazione poetica stessa, poesia che riflette su se stessa. Bello l'incipit con la luce livida a Torino che fa da sfondo. Il poeta nella chiusa si chiede se verrà il lampo della musa a posarsi sulla mente aperta. Splendida la densità metaforica e sinestesica.
Raffaele Piazza.

* * *

Quel nugolo

più quel nugolo
 di mosche assale il mio "desco"
 più il mio cuore Lo cerca
 allo stremo d'una impari lotta
sparire vorrei le volte
 che nei sogni mi vedo
 un giuda
 il cappio a oscillarmi davanti
può la pianta ripudiare
 la radice?
 e la corolla che s'apre nella luce
 odiare la luce?

flymoon aka felice serino

*

erremmeccì 
che scrivi bene, è un dato di fatto.
E anche questa volta...
Ma la chiusa... la chiusa è splendida veramente.

 

piazzaraffaele@outlook.it  • 11 6 16
Poesia bella alta e originale. Tre strofe compatte e ben strutturate,, connesse tra loro, la compongono. Il nugola di mosche dell'incipit diviene il simbolo di qualcosa di sacro, di mistico in quanto ad esso il poeta si riferisce con la "l" maiuscola di "Lo" collegata al nugolo stesso. Nel contesto religioso, nella seconda strofa, il poeta vorrebbe sparire nei suoi rimorsi, sentendosi un giuda davanti al cappio. Ma Giuda Iscariota, secondo Giuseppe Berto, nel romanzo "La Gloria",, aveva una missione da compiere e non è morto dannato. Nella terza strofa Serino, riflettendo sulla natura,si chede se la pianla può ripudidiare la radice e se la corolla può odiare la luce..
Raffaele Piazza

Cieli di cobalto

Cieli di cobalto: segmenti di luce schizzati dalla tela a colpire i sensi in forma di danza ad accendere i sogni: all'orizzonte

venerdì 24 giugno 2016

Web Effects, di Gualberto Alvino :: LaRecherche.it [ eBook n. 203, Poesia ]

Web Effects, di Gualberto Alvino :: LaRecherche.it [ eBook n. 203, Poesia ]

Alessia nel lago della pace


Alessia nel lago della pace
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Di pace attimi nella conca
di tramonto per Alessia
nell'entrare in chiare e fresche
acque e nuotare con agilità.
Il liquido elemento Alessia
lambisce di fianco e di traverso
nel pervadere Alessia di
fisica gioia. S'immerge Alessia
e tocca il fondo ansia a stellarla
nel recuperare dell'amore
la pietra bianca.
(quindi non mi lascia).


Raffaele Piazza

domenica 19 giugno 2016

L'abbraccio (di Felice Serino)

L'abbraccio (di Felice Serino): si concentra ed espande / l'amore in quel vivere- morire / delle prensili; poesia Creative Commons

sabato 18 giugno 2016

Alessia nei verdi


Alessia nei verdi

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Parco Virgiliano per Alessia
campita nel cobalto dei cieli
della sera. Piante da rinominarne
nel captarne con gli occhi
i verdi a giungere a di 18 grammi
l'anima. Affilate mani di Alessia
nel cogliere un filo d'erba,
stupore per il raro volatile
nero intravisto e il suono
ascoltato dove scaricano
la terra.

Raffaele Piazza

venerdì 17 giugno 2016

Farsi infinito (di Felice Serino)

Farsi infinito (di Felice Serino): in apparente spaziotempo / un infinito sospeso // -sogno fatto / carne // la vita è alfabeto del tempo / da sillabare / vuoto di; poesia Creative Commons

lunedì 13 giugno 2016

Nel Mediterraneo entra Alessia


Nel Mediterraneo entra Alessia
.

Meridiana gita sul farsi
del tramonto di petali di
rosa, intravisto dal Parco
Virgiliano. Nitore del sembiante
mentre a Ovest della vita
entra Alessia in sinfonia
infinita delle onde per l'anima
di diciotto azzurri grammi,
del Mediterraneo di infinite
gocce. Gli amici e le amiche
sono tutti partiti a est delle
cose di sempre. Verde speranza
sul bordo linea cielomare,
nell'interanimarsi di lune e maree
come di Alessia il ciclo.
Sorride ai pini marittimi, Alessia.


Raffaele Piazza

Associazioni (di Felice Serino)

Associazioni (di Felice Serino): i nasi all'insù contro la luce / livida d'un cielo che non promette / un rondone rimasto impigliato / chissà come sbatte furioso le; poesia Creative Commons

sabato 11 giugno 2016

Yuleisy Cruz Lezcano. Poesia " La pelle della terra" Lettura di Diego ...


Da LA VITA NASCOSTA (1)


Felice Serino
LA VITA NASCOSTA # 1
.

Vita nascosta

il muro d'aria che divide
luogo e non-luogo
o solo quell'esistere sognato
che torna come déjà vu

qui solo apparire:
l'essere è vita
parallela - nascosta

*

L'esistere specchiato

con lo stillicidio
del tempo a subire
questa piaga dalle nove porte

ma a te presente
il Sé -il celeste- l'esistere
specchiato: vita che si guarda
vivere
   
un mondo in un altro

Le nove porte: gli orifizi del corpo secondo la Bhagavadgita

*

Scampoli

rimanere in essere
incapsulati in una vita
ch'è copia
sfocata dell'Originale

dimezzata vita: scampoli

pure
zampillo d'acqua viva
dall'Io subliminale
la difficile luce

*

Un dio cibernetico?

vita asettica: grado
zero del divino Onniforme
-ma la notte del sangue
conserva memoria di volo

vita
sovrapposta alla sfera celeste
regno d'immagini
epifaniche

emozioni
elettroniche

eclissi dell'occhio-pensiero

*

Nel paese interiore

nel paese interiore
eiaculo i miei sogni -
vivo una stagione
rubata al tempo -mimesi
icariana sul vetro del cielo-

nel paese interiore
brucia il mio daimon
di febbre e di luce

*

Dell'indicibile essenza

dell'indicibile essenza 
noi sostanza e pienezza

solleva l'angelo un lembo
di cielo:
in questa vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
di luce

*

Dall'immagine infranta
(a Danilo Dolci)

risalire dall'immagine infranta
-quella dopo
la caduta-
dove è voce
del sangue la ferita del cielo

limare le parti
non combacianti
con la figura del divino

innamorato
dell'uomo nuovo
tu guardi al bambino
che tende
le prime radici nell'aria

*

Fiore di poesia

'lo gnaolio dei gatti
in amore tra gugliate di luce'

belli sti versi
che leggo sorseggiando
un drink ma dove
vai a parare me lo dici?
timore della pagina bianca?

scandagliare devi
macerarti
immergere le mani nel sangue

a far nascere nuovo fiore
di poesia

musica
che arrivi al cuore

*

Angeli caduti

fuori dal cielo
bevvero l'acqua del Lete

ora
non sanno più chi sono

presi nella ruota
del tempo
mendicano avanzi di luce -
curano
le ali spezzate

per risalire nell'azzurro

*

Creatura di sabbia

io non io esisto
di qua di là dello specchio -una
distanza mi separa: vivo mi
avviluppo in un sogno
lucido

Sogno sono di me

io creatura
di sabbia

*

Quella sospensione

non già l'appagata
sorpresa ma in vita
tenere l'attesa
cullare
il desiderio
-avrebbe forse
sentenziato il saggio
de 'I Ching'

sentire nelle vene
serpeggiare
il prolungarsi d'un'attesa
lancinante ma dolce

trattenere quella
sospensione lucente
simile a stillicidio
che scavi la pietra

*

Presentire

finirà qui tutto
il visibile
-col panorama dei sensi

a sopravviverci voce
di sangue in un non-tempo
inconoscibile

l'astronave-di-luce
tra cirri e nembi e corpi
celesti


© felice serino



Critica a DELL'INDICIBILE ESSENZA



DELL’INDICIBILE ESSENZA

dell’indicibile essenza 
noi sostanza e pienezza

solleva l’angelo un lembo
di cielo: in questa
 
vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
 
di luce



Collocare Serino all’interno di una corrente poetica ben definita sarebbe difficile, se non restrittivo, anche se tra novecento e avanguardie si potrebbe già avanzare l’ipotesi di una strutturazione morfologica e di contenuti del suo modo di comporre versi. E sarebbe restrittivo pure se volessimo escludere la corrente filosofico-religiosa che da sempre accompagna il suo mondo di comporre, dove le alternanze tra bene e male, tra ciò che è bello e brutto, lecito o meno sono palesi all’interno del suo pensiero poetico.

Certo è che esiste in ogni suo componimento una criticità della morale che riguarda l’uomo, l’uomo di ogni tempo, di ogni età, di ogni strato sociale.

Dell’indicibile essenza”, poesia quasi ermetica, come è nel suo solito esprimersi, Serino ci richiama ancora una volta alla riflessione su ciò che è l’uomo all’interno della cosmologia, ognuno unico nel suo definirsi, ma facente parte di un “tutto” che potremmo chiamare, come dice il poeta, “mondo-entità”, luogo astratto, ma non per questo assente, da ciò che non possiamo, come comuni mortali, definire, se non ci viene manifestato da un’entità superiore, benevola, amica, come l’angelo che dichiara la verità del cielo che fa da contenitore di anime e ricco di luce; luce che fa da terreno su cui camminare per raggiungere l’essenza della poesia che Serino con umiltà e gratitudine ci offre perché possiamo ancora sperare nella ricerca di una comunione con l’indicibile che si fa essenza nella vastità del giorno.

Luca Rossi

17.05.2016





Quel nugolo

Quel nugolo: più quel nugolo di mosche assale il mio 'desco' più il mio cuore Lo cerca allo stremo d'una impari lotta

Epifanie (di Felice Serino)

Epifanie (di Felice Serino): vita che si guarda / vivere e ci guarda / vita che si pensa ed è // -riflessa vita che / apre la fronte del; poesia Creative Commons

mercoledì 8 giugno 2016

Del sogno (di Felice Serino)

Del sogno (di Felice Serino): linea di divisione / -luna del sangue / a ricreare ancestrale / luogo- non; poesia Creative Commons

sabato 4 giugno 2016

Migrante (di Felice Serino)

Migrante (di Felice Serino): il ragazzo lasciato bocconi / sull'arenile / sembra dormire / avvolto dal manto della notte / gli lava dalla salsedine / la parte del viso / un cane randagio // ora non sentirà più i morsi / della fame // è sazio di cielo // sul corpo un; poesia Creative Commons

giovedì 2 giugno 2016

Vertigine (2) (di Felice Serino)

Vertigine (2) (di Felice Serino): 'donnez moi / dammi una scala per il paradiso' / dicevo / in dormiveglia e ancora / quali nonsense / aborti di parole frasi / sconnesse // strascichi / bave // era uno scivolare / in me senz'appiglio // come / affetto da demenza / senile o / scoprire in me il; poesia Creative Commons