sabato 11 giugno 2016

Critica a DELL'INDICIBILE ESSENZA



DELL’INDICIBILE ESSENZA

dell’indicibile essenza 
noi sostanza e pienezza

solleva l’angelo un lembo
di cielo: in questa
 
vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
 
di luce



Collocare Serino all’interno di una corrente poetica ben definita sarebbe difficile, se non restrittivo, anche se tra novecento e avanguardie si potrebbe già avanzare l’ipotesi di una strutturazione morfologica e di contenuti del suo modo di comporre versi. E sarebbe restrittivo pure se volessimo escludere la corrente filosofico-religiosa che da sempre accompagna il suo mondo di comporre, dove le alternanze tra bene e male, tra ciò che è bello e brutto, lecito o meno sono palesi all’interno del suo pensiero poetico.

Certo è che esiste in ogni suo componimento una criticità della morale che riguarda l’uomo, l’uomo di ogni tempo, di ogni età, di ogni strato sociale.

Dell’indicibile essenza”, poesia quasi ermetica, come è nel suo solito esprimersi, Serino ci richiama ancora una volta alla riflessione su ciò che è l’uomo all’interno della cosmologia, ognuno unico nel suo definirsi, ma facente parte di un “tutto” che potremmo chiamare, come dice il poeta, “mondo-entità”, luogo astratto, ma non per questo assente, da ciò che non possiamo, come comuni mortali, definire, se non ci viene manifestato da un’entità superiore, benevola, amica, come l’angelo che dichiara la verità del cielo che fa da contenitore di anime e ricco di luce; luce che fa da terreno su cui camminare per raggiungere l’essenza della poesia che Serino con umiltà e gratitudine ci offre perché possiamo ancora sperare nella ricerca di una comunione con l’indicibile che si fa essenza nella vastità del giorno.

Luca Rossi

17.05.2016





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