sabato 11 giugno 2016

Da LA VITA NASCOSTA (1)


Felice Serino
LA VITA NASCOSTA # 1
.

Vita nascosta

il muro d'aria che divide
luogo e non-luogo
o solo quell'esistere sognato
che torna come déjà vu

qui solo apparire:
l'essere è vita
parallela - nascosta

*

L'esistere specchiato

con lo stillicidio
del tempo a subire
questa piaga dalle nove porte

ma a te presente
il Sé -il celeste- l'esistere
specchiato: vita che si guarda
vivere
   
un mondo in un altro

Le nove porte: gli orifizi del corpo secondo la Bhagavadgita

*

Scampoli

rimanere in essere
incapsulati in una vita
ch'è copia
sfocata dell'Originale

dimezzata vita: scampoli

pure
zampillo d'acqua viva
dall'Io subliminale
la difficile luce

*

Un dio cibernetico?

vita asettica: grado
zero del divino Onniforme
-ma la notte del sangue
conserva memoria di volo

vita
sovrapposta alla sfera celeste
regno d'immagini
epifaniche

emozioni
elettroniche

eclissi dell'occhio-pensiero

*

Nel paese interiore

nel paese interiore
eiaculo i miei sogni -
vivo una stagione
rubata al tempo -mimesi
icariana sul vetro del cielo-

nel paese interiore
brucia il mio daimon
di febbre e di luce

*

Dell'indicibile essenza

dell'indicibile essenza 
noi sostanza e pienezza

solleva l'angelo un lembo
di cielo:
in questa vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
di luce

*

Dall'immagine infranta
(a Danilo Dolci)

risalire dall'immagine infranta
-quella dopo
la caduta-
dove è voce
del sangue la ferita del cielo

limare le parti
non combacianti
con la figura del divino

innamorato
dell'uomo nuovo
tu guardi al bambino
che tende
le prime radici nell'aria

*

Fiore di poesia

'lo gnaolio dei gatti
in amore tra gugliate di luce'

belli sti versi
che leggo sorseggiando
un drink ma dove
vai a parare me lo dici?
timore della pagina bianca?

scandagliare devi
macerarti
immergere le mani nel sangue

a far nascere nuovo fiore
di poesia

musica
che arrivi al cuore

*

Angeli caduti

fuori dal cielo
bevvero l'acqua del Lete

ora
non sanno più chi sono

presi nella ruota
del tempo
mendicano avanzi di luce -
curano
le ali spezzate

per risalire nell'azzurro

*

Creatura di sabbia

io non io esisto
di qua di là dello specchio -una
distanza mi separa: vivo mi
avviluppo in un sogno
lucido

Sogno sono di me

io creatura
di sabbia

*

Quella sospensione

non già l'appagata
sorpresa ma in vita
tenere l'attesa
cullare
il desiderio
-avrebbe forse
sentenziato il saggio
de 'I Ching'

sentire nelle vene
serpeggiare
il prolungarsi d'un'attesa
lancinante ma dolce

trattenere quella
sospensione lucente
simile a stillicidio
che scavi la pietra

*

Presentire

finirà qui tutto
il visibile
-col panorama dei sensi

a sopravviverci voce
di sangue in un non-tempo
inconoscibile

l'astronave-di-luce
tra cirri e nembi e corpi
celesti


© felice serino



Nessun commento:

Posta un commento