sabato 9 luglio 2016

Da LA VITA NASCOSTA (2)


Felice Serino
LA VITA NASCOSTA # 2
.

Libro di poesie

aspettare per farne
-forse- un "mattone"? o subito
licenziarlo
libercolo smilzo?

alle spalle
l'assedio degli anni: mi spingono nella
strettoia -o foce-
dell'ignoto

gioco
col tempo che resta
a sfidare la morte

visti non visti
i giorni
sciabolate di luce
a sfogliare mesi anni

*

Mimesi

icaro e le ore
acrobate
dove spegnere
inconfessati ardori

il "grido"
espanso
che nell'aria trema

l'angelo
è di cenere

*


L'Albero

di Te
il dito
la saliva il fiato:
ri-fiorire vita
in cuore disabitato

e gli esecrandi
crimini? non
ricordi

dal sacrificio estremo
l'Albero di sangue
si è ingemmato

sopra uno
sconquasso di secoli

*

Fame

tutto relativo
non Dio
non la fame

ho visto un'ombra
aggirarsi tra i rifiuti
non era un cane randagio
era
un uomo

pro(re)gresso?

la giustizia
artiglia urla
fame di Dio

*

Nero della notte
(a un dissoluto)

punto di non ritorno?
quale
sprofondo ad accoglierti

non sai più
chi sei
dentro giorni perduti

ah ti trapassi una spada di luce
ti canti nel sangue
un angelo
che ti aiuti a grattare il nero
della notte

a sollevarti
dal tuo sudario
di morte

*

Vertigine (2)

'donnez moi
dammi una scala per il paradiso'
dicevo
in dormiveglia e ancora
quali nonsense
aborti di parole frasi
sconnesse

strascichi
bave

era uno scivolare
in me senz'appiglio
come
affetto da demenza
senile o
scoprire in me il bimbo
accoccolato nella mente

*

Migrante

il ragazzo lasciato bocconi
sull'arenile
sembra dormire
avvolto dal manto della notte

gli lava dalla salsedine
la parte del viso
un cane randagio

ora non sentirà più i morsi
della fame

è sazio di cielo

sul corpo un fremito di stelle

*

Del sogno

linea di divisione
-luna del sangue
a ricreare ancestrale
luogo-non luogo

ectoplasmi

-cerchio del sogno

asimmetrico volo

*

Epifanie

vita che si guarda
vivere e ci guarda
vita che si pensa ed è
-riflessa vita che
apre la fronte del mattino

ed è esistere
nel suo ricrearsi

epifanie

*

Associazioni

i nasi all'insù contro la luce
livida d'un cielo che non promette

un rondone rimasto impigliato
chissà come sbatte furioso le ali

strana associazione
d'idee se va la mente
al 'falco alto levato' di Montale

[Le parole virgolettate nell'ultimo verso sono tratte da Ossi di seppia, 1920-1927.]

*

Conosco le voci (2)
(a tutte le vittime per la giustizia)

conosco voci che aprono strade
di libertà e amore

conosco i nemici della luce
che aizzano i cani neri della notte
lacerando i sogni di nuovi mattini

conosco i nomi
dei poeti assassinati
che dal sangue han levato la voce
-i loro j'accuse
come lingue di fuoco

conosco la "fame" dei senzavoce
il profondo dove  si apre il grido


© felice serino

Nessun commento:

Posta un commento