venerdì 30 settembre 2016

Alessia veleggia


Alessia veleggia
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Veleggia Alessia sul Mediterraneo
(prima di partire ha acceso un cero
sul suo bordo). La barca tra le onde
tiene la rotta nella forza del vento.
Mani di Alessia dal timone alle vele
nella contemplazione (isola visibile
la meta a pochi tiri di sassi levigati
dall'attesa). Gioisce Alessia nell'
attraccare al porto, previve l'amore
con Giovanni marinaio.


Raffaele Piazza

Distacco (di Felice Serino)

Distacco (di Felice Serino): giungere dove ogni / linea s'annulla / un brivido bianco / e sei; poesia Creative Commons

giovedì 29 settembre 2016

Il Grido (2) (di Felice Serino)

Il Grido (2) (di Felice Serino): non altro che / raccogliere su foglio / il Grido l'amaro / sangue -morte per acqua- // parole a; poesia Creative Commons

sabato 24 settembre 2016

La tua vaga essenza (di Felice Serino)

La tua vaga essenza (di Felice Serino): tocco in sogno la fiorita / riva delle tue braccia: / è una dolce pena questo lieve / sfiorare; poesia Creative Commons

giovedì 22 settembre 2016

Nomade d'amore (2) (di Felice Serino)

Nomade d'amore (2) (di Felice Serino): gli occhi luccicanti / delle finestre / contro la lavagna della notte / che disegna arabeschi / di mistero // dove ti porta il filo / dell'immaginario o del / sognare // dove / questa strana ma feconda / inquietudine / serpeggiante nel sangue / tutti i libri letti; poesia Creative Commons

Alessia e l'aria tersa


Alessia e l'aria tersa

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Tersa aria di settembre,
raccogliere fiori azzurri
e per l'erbario foglie di
verdi vari per ogni ricorrenza.
Compleanno di Alessia
nell'inalvearsi il pensiero
fino a del bacio la panchina
del fresco bianco del marmo.
Attende Alessia ai margini
dell'albereto a farsi bella
campita nell'affresco di natura
nel crescere di alberi
grandiosi e centenari
Ride Alessia come una bimba
sottesa alla politezza
dell'azzurro.


Raffaele Piazza

domenica 18 settembre 2016

L'accumulo (di Felice Serino)

L'accumulo (di Felice Serino): Tu non persegui / chi usa bilance false / lasci gli si ritorca / l'ingiustizia e l'oro / diventi capestro o; poesia Creative Commons

sabato 17 settembre 2016

Il bacio che manca

Da LA VITA NASCOSTA (4)


Felice Serino

LA VITA NASCOSTA # 4

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Un cielo bianco di silenzi

(L'ortografia)

punto sul vivo
da strafalcioni
anche il foglio sembra aggricciarsi
attraversato da una fuga d' immagini

in un bailamme di fonemi -dalle acque
del sogno a risalire strambe
parole nell'aria di cristallo-

illividisce
un cielo bianco di silenzi

*


Nell'uno

dal Tutto
ritrovarsi nell'uno
a vivere il sogno della carne

il sangue che cavalca il vento dove
crescono i passi

lacerato dalle lancette
d'un orologio interiore
un Lazzaro a sollevarsi da cento morti

*


Lo spazio d'un soffio

schegge di voci
di abbandono

il pallore di luna riflette
nel bicchiere luce ubriaca

occupi
lo spazio d'un soffio

in fine consegnerai
il nome

*


Il sogno di Dio

in seno a cieli
di cui non è memoria
assai prima del corpo
quando già da sempre era la Parola

il sogno di Dio

il Suo soffio

poi la fatidica
domanda “dove sei
Adamo”

e furono
i cieli
capovolti

*


Poesia-finestra

dici poesia intendi finestra

affaccio dell'anima
bagnata da alfabeti di lune

è finestra su un mare aperto
poesia

per l'orecchio del cuore-conchiglia

*


Brandelli d'amore (2)

falesie di pensieri
tesse ragno di luce

vertigine: come
sarà senza il corpo
-serbata la vita
nella Pietà del sangue

solo espanso
pensiero saremo?

ci consoli certezza
di portare in salvo brandelli
d'amore

*


Il tuo volare alto

l'anima spando sulla terra
a ricambiarmi una solitudine
ampia come il cielo

mi appresto a gran passi agli ottanta
e ancor più poesia ti canto
-del mio sangue azzurra ala

ai confini della sera in quel
farneticare che richiama la morte

il tuo volare alto
come preghiera

*


Il saluto spezzato

[11 settembre: a 15 anni dalla strage]

tutti ricordano dove si trovavano
in quei fatali attimi
quando il cielo si oscurava
ingoiando cenere e odio

tutti
ricordano -i superstiti- l'ultimo gesto
-uno per tutti la mano levata
quel saluto spezzato

come il battito dell'ora in cima
alla torre

come il pulsare del cuore
straziato

*


Gl'intoccabili

sì onorarli
i morti che
ci perdonano con un velo di pietà

quelli che sognarono
il loro eldorado
ragazzi degli anta presto
dipartiti

ora di qualcuno
d'essi verrà detto
era un pezzo di pane
-anche se di certo avrà
portato con sé i suoi scheletri

o si saranno nell'altra
dimensione dissolti

*


Ulisside

(l'ispirazione)

prende forma la vela
dalle profondità inconsce
la governa ulisside
o forse si lascia guidare

sull'infinito mare del sogno

speculari all'acqua
emergere vede parole

il fonema del canto
su curvature di luce

*


Nei miei sogni

c'è un donnone nei miei sogni
mi perdo fra le sue grandi mammelle
piccolo piccolo mi faccio e
come scricciolo
mi c'infilo
nel suo caldo grembo

al riparo degli tsunami del mondo


© Felice Serino





Commenti di Piazza a CIELI DI COBALTO e altre


Commenti di Raffaele Piazza su
www.rossovenexiano.com

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Cieli di cobalto

segmenti
di luce schizzati dalla tela
a colpire i sensi
in forma di danza
ad accendere i sogni:
all'orizzonte
lungo le rive degli occhi
cieli di cobalto
venati
in prismatico chiarore
dal grido giallo di kandinskij

f. serino aka flymoon

*

 25 6 16

Poesia bella, alta, icastica, efficace ed originale. Il tema è quello del
dinamismo delle tinte e delle figure dei colori di un dipinto che entrano nei
sensi del fruitore attraverso la percezione. La cifra è l'essenza dell'arte che
da esteriore si fa interiore. E' detto il sogno che bene s'intona alle atmosfere
evocate.

Raffaele Piazza

* * *


Il guardiano

il mostro è guardiano
 del labirinto interiore

oh quale dispendio
 della mente in sudari di calce
 anelante alla riva
 primigenia del sangue

l'angelo è di cenere
 dove grida
 la carne
 le ustioni della luce

f. serino

*

9.7.16
"Poesia sul tema della mente e dell'interiorità. Nel distico di apertura viene detto "Il mostro" come guardiano degli abissi dell'inconscio; con questa qualifica lo stesso mostro assume, vagamente, a livello etico, una valenza positiva. E' detto il dispendio di energie nel pensare nella strofa centrale. che anela ad una zona primigenia. Nella terza parte si parla dell'angelo di cenere situato dove il corpo è invaso dalla luce abbacinante. Componimento alto e bello nel suo misticismo".

Raffaele Piazza

* * *


Spazi aperti

(a Danilo Dolci)

palestra di vita
a formare allievi
aperto seme
l'anima che s'infinita
nei colori del cielo

sognavi la "città terrestre"
di là delle notti
che si spaccano alla volta
del cuore

al rango della luce
spazi aperti
sognavi
per un'alba che sa di nuovo

f. serino

*

23.7.16
"Poesia originale e bella nel suo misticismo immanente. Nel rivolgersi ad un "tu", in tre brevi strofe ben controllate, l'io poetante traccia un percorso vago e affascinante di rinascita anche a livello collettivo (formare allievi). L'anaforico "sognavi", che si riferisce alla città terrestre e a spazi aperti, apre le porte ad una redenzione possibile proprio tramite la poesia".

Raffaele Piazza

* * *

Radici

potrebbe accadere che a volte
ti domandi
se ti trovi in un sogno o
un déjà vu

un sentirti perso: senza
un appiglio o un io
reale

e vorresti in quell'attimo
aggrapparti con l'anima a radici
del cielo

-come ad una madre

f. serino

*

13 8 16
"Bella ed alta poesia risolta in tre strofe. E' detto uno stato psicologico di sospensione tra sogno e vegiia, tra fantasia e realtà, estatico, forse lo stesso della creazione artistica connesso alla feritoia atemporale dell'attimo. I versi sgorgano fluidi e controllati e nel finale ci si apre alla dolcezza, alla soavità, quando si parla di un aggrapparsi con l'anima a radici di cielo maternizzanti. Un ripiegarsi su se stessi nel solipsismo per riemergere alla vita".

Raffaele Piazza

* * *


La maschera strappata

ti scoprirai alla fine
vulnerabile
offrendo il costato alla lancia
dell'amore

dallo squarcio il sangue redento
non ti darà adito
di scaricare
la tua croce addosso al vicino

la tua maschera
la strapperà per sempre
l'amore che ti av-vince

Felice Serino - flymoon

*

Ezio Falcomer  

Un accostamento originalissimo (se ben comprendo) fra Croce e Amore. L'amore rende vulnerabili e smaschera. L'amore vince e avvince. Sconfigge l'ego e lo avvolge. Amore come malattia e, insieme, terapia?
 
*

flymoon > Ezio Falcomer  

ben condiviso il pensiero, grazie Ezio.


*

piazzaraffaele@outlook.it  - 3 9 16
Bella composizione alta e mistica. Il gioco della maschera, che è il tema conduttore, fa venire in mente una ricerca di identità, fondamentale per l'essere umano, che può essere uno nessuno o centomila (Pirandello).
Il tu al quale il poeta si rivolge è il Cristo, ma potrebbe essere anche chiunque muore per la violenza altrui. In Serino è frequente la vena mistica nel nominare Dio e i santi come Padre Pio. Un Gesù immanente nella sua impossibilità di scaricare la sua croce sul vicino. Un Gesù che è ognuno di noi. Viene detta due volte la parola amore. E' proprio l'amore a strappare la maschera al Cristo nella sua resurrezione.

Raffaele Piazza

Non era questa la vita

Non era questa la vita: non era questa la vita che volevi bambole in panno lenci un amorino più avanti negli anni poi il male che covava nascosto

sabato 10 settembre 2016

Un secchio di stelle (di Felice Serino)

Un secchio di stelle (di Felice Serino): un secchio di stelle / acqua e pensieri / ondivaghi e le stimmate / di te / nella memoria come sangue / rappreso // nel fondo a ravvivarsi; poesia Creative Commons

giovedì 8 settembre 2016

Alessia esce con Giulia


Alessia esce con Giulia

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Nell'auto serena Alessia

nel ridere e guidare come

una donna, si avvicina

con Giulia a del Parco Virgiliano

la meraviglia. Alberate di

pini in forma umana a

intessersi le linfe e l'ossigeno

polito con gli afrori di ragazze.

A poco a poco domina il luogo

di Alessia il sole dopo la

pioggia e viene pari a battesimale

incantesimo la luce

nell'intessersi le parole dell'amica

con l'anima di Alessia (non

ti lascia). Squilla di Alessia

il telefonino (è lui).




Raffaele Piazza

domenica 4 settembre 2016

Ulisside (di Felice Serino)

Ulisside (di Felice Serino): prende forma la vela / dalle profondità inconsce / la governa ulisside / o forse si lascia guidare // sull'infinito mare del sogno // speculari; poesia Creative Commons

sabato 3 settembre 2016

Felice Serino

Felice Serino

IO SONO VERDE (Rostam) - Iran - Poesia di Benny Nonasky


Poesia di Saint-John Perse



Sì...

"E che pianto allora sulla bocca del focolare,
 una sera di lunghe piogge in marcia verso la città,
 t'agitava in cuore l'oscura nascita del linguaggio:
 <...d'un esilio luminoso - e già più lontano
 dell'uragano che imperversa - come serbare le vie,
 Signore! che mi avevi concesse?
 <... Non mi lascerai altro che questa confusione
 della sera - dopo che mi avevi, così a lungo, nutrito
 col sale della tua solitudine,
 testimonio dei tuoi silenzi, della tua ombra e dei
 tuoi scoppi di voce? >
- Così tu ti lamentavi, nella confusione della sera.
 Ma sotto l'oscura vetrata, davanti all'ala di muro
 di fronte, quando non avevi potuto resuscitare
 l'abbaglio perduto,
 allora, aprendo il Libro,
 avanzavi un dito consunto fra le profezie, poi,
 sguardo fisso al largo, aspettavi l'istante della partenza,
 l'alzarsi del gran vento che ti liberasse in un attimo,
 come un tifone, dividendo le nubi davanti
 all'attesa dei tuoi occhi. "

Saint-John Perse- Il Libro- 1904



Commento alla mia POESIA-FINESTRA


Poesia-finestra

dici poesia intendi finestra

affaccio dell'anima
bagnata da alfabeti di lune


è finestra su un mare aperto
poesia


per l'orecchio del cuore-conchiglia

Felice Serino

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Commento alla poesia
scritto da Antonio Terracciano su scrivere.info:


Che potente sintesi! L'autore è riuscito a condensare in poche parole alcuni aspetti salienti di ogni poesia: la sua funzione di finestra dell'anima e la sua stesura sempre un po' sognante, come se fosse bagnata da un linguaggio lunare. E inoltre, ci suggerisce il poeta, oltre che sull'anima la poesia sembra spalancare la sua finestra su un mare vastissimo ed appare come una conchiglia da accostare all' orecchio del cuore (immagine indovinatissima!) , per trasmettergli gli echi e la musica dei suoi profondi significati.