lunedì 31 ottobre 2016

Alessia e l'oasi urbana


Alessia e l'oasi urbana
.

Attimo e aprendo gli occhi Alessia
tutto ricompare il Parco Virgiliano,
con i pini, le siepi senza nome
con i fiori azzurri e i roseti. Attimo
ed è di nuovo da riattraversare la
strada nella natura immersa a
proteggere dal male ragazza Alessia
al colmo della grazia vestita da panni
della tinta di tramonto. Gioca alla
vita Alessia e Giovanni ha iniziato
a guadagnare (lavoro in banca)
e matrimonio nella mente azzurra
e figli nel futuro anteriore.


Raffaele Piazza

sabato 29 ottobre 2016

Come ostia di luce (di Felice Serino)

Come ostia di luce (di Felice Serino): Irta di rovi / la 'parete' inclinata del cielo // vi lasciaste brandelli / d'anima e; poesia Creative Commons

Riscriviti nei giardini delle cose poesia scritta da Nunzio Buono recita...

Recensione NELL'INFINITO DI NOI su B d A




Recensione a “Nell’infinito di noi” di Felice Serino (di Giovanni Perri)



È un circolo vizioso la poesia. La parola cattura, “t’apre il terzo occhio, parla all’orecchio del cuore”. Ci consegna quest’immagine in bellezza Felice Serino, nel suo ultimo lavoro “Nell’infinito di noi” nuovo e-book pubblicato da poesieinversi.it (ottobre 2016) : “il terzo occhio”: per dirci che due non bastano, forse; per darci un pianto più forte; per far convergere immagine ed immaginazione nell’orbita della sua lente lirica: che ha qualcosa di raro nel panorama odierno e cerca un battito acuto, che arrivi pungendo, svelandoci, all’apice di una luce altra, indicibile. Perché è così che si compone, tutta nel segno della rivelazione, questa poesia sintomatica che ha voglia di condurci, o piuttosto attirarci in un riflesso di luci e voci quasi catartiche, dolenti e salvifiche, tra veglie e sonni, ricordi e presagi, affanni e gioie a ricucire la vita in un’epifania di interni: dove risiede il cuore, appunto, malato d’amore per la vita, che batte e sente e più ancora “vede” in quel sentire. Perché è cantata, così a volte persino come ammonimento, la vita altrimenti sconfinata, nei “muri di casa che abitano il vuoto”, nelle “code di cometa a cui s’attaccano in sogno i bimbi”, persino “nei fondi di caffè”, profondi anch’essi nel “mare del sogno che è la vita che si lascia vivere”. E mai è temuta questa vita, che Serino ausculta mite, persino in limine, in quell’ora sospesa guardata dritta negli occhi, perché: “non serve prodigarsi più di tanto / non restano che spoglie l’anima è già via / nell’ora sospesa / fisseranno compunti quel viso di marmo / mentre il tuo presente ha chiuso la porta / il pugno o la palata di terra / con la benedizione dell’officiante poi / a tavola com’è uso per dire la vita / continua / qualcuno forse già alticcio / leggerà con deferenza / alcuni tuoi versi trovati in tasca / restano in rete briciole di te. Ed eccolo nel viale della dimenticanza l’abbrivio invocato, alfabeto dell’acqua e del sangue, a ricordarci che la vita è questo scrigno pieno di palpiti lasciati sulla riva a brillare, perché il tempo se ne curi e lo riservi in ogni autunno che si ripete, dentro lo scricchiolio di una semplice foglia, accartocciati e incolumi, nell’Infinito di noi; ecco l’enigma che s’invola, per impigliarsi nel vento, per essere vento sulla rotta del cielo, per accogliere “in vaghezze di luna l’erratico cuore” o per trovare la “piuma d’angelo” nascosta dentro la parola. E la parola galleggia, deambula talora specchio e vertigine, bottiglia nell’oceano e bussola di morte e vita, ed è già un fiore dalle radici d’oro, uscito dalla bocca del cielo, per esplodere. E forse l’esplosione è amore che ci piove addosso, scaglia a scaglia abbracciandoci, affratellati nell’unico destino, tremebondo, immenso.
Giovanni Perri







Poesia di Valerio Magrelli


LA SCRITTURA E' UNA MORTE SERENA
(Valerio Magrelli)

Preferisco venire dal silenzio
per parlare. Preparare la parola
con cura, perché arrivi alla sua sponda
scivolando sommessa come una barca,
mentre la scia del pensiero
ne disegna la curva.
La scrittura è una morte serena:
il mondo diventato luminoso si allarga
e brucia per sempre un suo angolo.

da https://antoniobux.wordpress.com/…/valerio-magrelli-poesie…/

Questo improbabile azzurro

Questo improbabile azzurro: (risposta da un corrispondente immaginario)   che ne so di questo improbabile azzurro rarefatto e mutevole

mercoledì 26 ottobre 2016

Chissà forse una nota (di Felice Serino)

Chissà forse una nota (di Felice Serino): un rebus di parole / frammenti / di nonsense emersi / dal sogno non del tutto svaniti / tentare di farne una / poesia? // ma è come volere / estrarre sangue dalle pietre // quel gabbiano che ora vedi danzare / sulla spuma dell'onda / -non certo; poesia Creative Commons

martedì 25 ottobre 2016

Alessia e la luna nel pozzo


Alessia e la luna nel pozzo
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Sera di luna per Alessia
a interanimarsi con la lucestellevita.
Attende la disadorna via
nel trarre dal lucore d'amore
voglia. Luna nel pozzo poi
tutto finisce tra di Giovanni
le braccia per altri viaggi.
Gli legge negli occhi: non
ti lascio e il sogno prosegue
nel gemmante ottobre.


Raffaele Piazza

venerdì 21 ottobre 2016

In sogno (di Felice Serino)

In sogno (di Felice Serino): si amalgama il sangue / con alfabeti d'acqua / se inattesi / risalgono / dal; poesia Creative Commons

lunedì 17 ottobre 2016

L'angelo (2) (di Felice Serino)

L'angelo (2) (di Felice Serino): l'angelo sognai / sulla via di Damasco / aprirmi l'altra faccia del giorno / caddi bocconi in; poesia Creative Commons

sabato 15 ottobre 2016

Germano Mandrillo, "Cronospaziomachia"

Non finirò di scrivere sul mare



Giuseppe Conte

da: Non finirò di scrivere sul mare

(...)
 E scriverò di te,
 sempre di te, delle tue amare
 verità di sale
 della gioia che dai alle vele,
 di te che sei ciurma e solitudine
 di te che sei infinito e finitudine
 padre o madre o fratello primogenito
 spalancato come un abisso,
 segreto come una conchiglia
 sempre al di là di quello che possiamo conoscere –
 e se ti contraddici è perché sei libero
 e per i liberi – non finirò di scrivere
 su di te mare, il sempre mare,
 non finirò di cantare
 di te.




Commento a CASA DI RIPOSO (2)


Casa di riposo (2)

-nella vita chi non si dà muore
mangia se stesso- sentenzia
il "saggio" in degenza

la nuvola 
di vapore dalla cucina offre
un che di magico un familiare
tepore

là fuori un mondo che vive
la recrudescenza dell'inverno - gli alberi
orfani di foglie e canti

Felice Serino

*

Commento di Anna Maria Cherchi su scrivere.info:


I profumi, i sapori, spesso i colori rendono accoglienti luoghi che altrimenti sarebbero tristi. La casa di riposo, fa pensare alla solitudine di chi ormai in età avanzata, o per mancanza di parenti o altre ragioni, finisce la sua vita. L'autore abilmente, nei suoi versi riesce ad abbellire e renderla accogliente coi profumi della cucina. Complimenti, è bella!

La separazione

La separazione: alla fine del tempo è come ti separassi da te stesso in un secondo ineluttabile strappo simile alla nascita quando ti tirarono fuori dal mare

giovedì 13 ottobre 2016

Alessia e il bianco della neve


Alessia e il bianco della neve

.
Bianco infinito della neve
a entrare nell'anima di Alessia
a portare una gioia candida.
Si specchia Alessia nell'azzurro
(cielo consecutivo a invaderla).
Si libra nell'albereto di pini
la voce di Giovanni sicura
(vieni, Alessia, a fare l'amore!!!).
Trasale ragazza Alessia nella
felicità di una sera. Del freddo
la purezza.
Poi entrano nella villa attenti.


Raffaele Piazza

Quel sussulto del sangue (di Felice Serino)

Quel sussulto del sangue (di Felice Serino): come / non trattenere il muto grido che sale / fin dal midollo delle ossa / per te Nina ora come stella / del cielo / come quel sussulto / del sangue a non espandersi / in vasti echi / contro muri di cristallo / in questa solitudine che artiglia // morta in me; poesia Creative Commons

martedì 11 ottobre 2016

Alessia e la chiarità rosapesca


Alessia e la chiarità rosapesca
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Sera di luminosita a giungere
all'anima di Alessia dalla forza
degli occhi della tinta azzurra.
Attimi a irrorare il sembiante
a ovest della vita. Sta Alessia
nella chiarità rosapesca vicino
al Mediterraneo e accende una
candela sul suo bordo, acque
mai lasciate da Alessia. E si
ricompone il disegno del sorriso
e della vita nella storia dei baci
al Parco Virgiliano della
conoscenza.


Raffaele Piazza

sabato 8 ottobre 2016

Hitchcock (di Felice Serino)

Hitchcock (di Felice Serino): mi ha squarciato la carotide / un solitario uccello nero / sparito poi alla vista / nel cielo di cobalto // distratti mi oltrepassavano i passanti / mentre mi dissanguavo // sul marciapiede / il sangue disegnava arabeschi / del sogno / -degni / del genio di; poesia Creative Commons

martedì 4 ottobre 2016

Quaderni di Arenaria n. 10

http://www.quadernidiarenaria.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=7:online-il-decimo-volume

Alessia coltiva la vita


Alessia coltiva la vita
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Ali di gabbiano, Mediterraneo
quasi nordico nella luce
bianca si sente fantastica
Alessia nell'indossare minigonna
azzurra, polo blu e di ginnastica
scarpe per correre giocando
alla California nel Parco Virgiliano
e rigenerarsi. Esami a buon punto,
il bilocale con Giovanni che lavora
e ha trovato Alessia di segretaria
un posto. Ha sognato le fragole
ed è buono e il padre di Giovanni
regala la vacanza per i due
a Parigi, per la laurea del figlio.
Nello studio dell'avvocato giovane
e bello dove lavora si porta
i libri per l'esame di latino Alessia
e in quei giorni Giovanni venti
volte le telefona geloso.
Oggi Giovanni è arrivato dell'avvocato
nello studio, è entrato e ha trovato
Alessia vestita tutta mentre studiava
e l'avvocato nella sua camera
accanto. Occhi sinceri di Alessia
l'amato è felice.


Raffaele Piazza

Casa di riposo (2) (di Felice Serino)

Casa di riposo (2) (di Felice Serino): -nella vita chi non si dà muore / mangia se stesso- sentenzia / il 'saggio' in degenza
/ la nuvola / di vapore dalla cucina offre / un che di magico un familiare / tepore // là fuori un mondo che vive / la recrudescenza dell'inverno; poesia Creative Commons

sabato 1 ottobre 2016

Alda Merini Lascio a te queste impronte

Poesia di Alberto Frattini


ANCHE SE NON PUOI SALPARE 
.
Anche se non puoi salpare 
in un mare di nebbia , 
anche se l'eterno moto 
è incomprensibile stasi , 
anche se il pensiero 
della fine di tutto 
fa del nonsenso 
l'unico senso possibile :
mettiti dalla parte della ragione 
non superba , accetta l'assurdo 
come il prezzo di tante meraviglie , 
ascolta dalla segreta saggezza
d'ogni cellula in cui consisti 
il sì alla vita , all'esistere , 
questa strana sfida 
alle ombre voraci del nulla .
.
ALBERTO FRATTINI , 1922-2007

Luce ed ombra

Luce ed ombra: luce ed ombra rebus in cui siamo impronte di noi oltre la memoria forse resteranno o risucchiati saremo  ombre esangui nell'imbuto