lunedì 28 novembre 2016

Alessia va a pescare


Alessia va a pescare
.

Lago profondo per ragazza
Alessia al colmo della grazia.
Remi della barca le acque
a infrangere e sta infinitamente
ragazza Alessia nell'incresparsi
delle acque. Canna gettata
oltre delle cose l'infinito.
Poi dieci di attesa i minuti e l'
argento della trota tira.
Trasale Alessia dove era già
venuta e il pesce è sulla barca.
Sorride a Giovanni.


Raffaele Piazza

sabato 26 novembre 2016

Nulla si perde (di Felice Serino)

Nulla si perde (di Felice Serino): se / di sé / fu a innamorarti una / melodia ora smarrita / nel tempo // vedrai tornerà - / sì tornerà all'orecchio del cuore / viva come allora / valicando gli anni alle spalle // pure / ogni essenza potrai ritrovare / che ti; poesia Creative Commons

Mario Calzolaro legge Prévert

Poesia di Louis Aragon


Sono l’eresiarca di tutte le chiese
Ti antepongo a tutto ciò per cui vale la pena di vivere e morire
Ti porto l’incenso dei luoghi santi e la canzone del foro
Guarda le mie ginocchia che sanguinano per il tanto pregare davanti a te
I miei occhi ciechi per tutto ciò che non è tua fiamma
Sono sordo a ogni pianto che non venga dalla tua bocca
Non capisco i milioni di morti se non quando sei tu che gemi
È per i tuoi piedi che provo dolore a ogni sasso dei viottoli
Per le tue braccia lacerate da tutti i cespugli di rovo
Tutti i fardelli che si portano straziano le tue spalle
Tutti i dolori del mondo sono racchiusi in una tua lacrima
Non avevo mai sofferto prima di te
Si può forse dire che soffra
La bestia che ferita lancia un grido
Come potete paragonare al male animale
Questa vetrata in mille pezzi dove si compie una crocifissione del giorno
Tu m’hai insegnato l’alfabeto del dolore
Io adesso so leggere i singhiozzi Sono fatti tutti del tuo nome
Del tuo nome soltanto il tuo nome spezzato il tuo nome di rosa sfogliata
Il tuo nome giardino di ogni Passione
Il tuo nome che andrò a scrivere nel fuoco dell’inferno alla faccia del mondo
Come quelle lettere misteriose sulla croce del Cristo
Il tuo nome grido della mia carne e strazio della mia anima
Il tuo nome per il quale brucerò tutti i libri
Il tuo nome onnisciente in fondo all’umano deserto
Il tuo nome che è per me la storia dei secoli
Il cantico dei cantici
Il bicchier d’acqua nella catena dei forzati
E tutti i vocaboli non sono che un campo di cocci di bottiglia alle porte di una città maledetta
Quando il tuo nome canta sulle mie labbra spaccate
Il tuo nome soltanto e mi taglino pure la lingua
Il tuo nome
Tutto musica nell’istante della morte

Louis Aragon

(Traduzione di Francesco Bruno)

da “Poesie d’amore”, Crocetti Editore, 1984





Da ASIMMETRICI VOLI (1)


Felice Serino

ASIMMETRICI  VOLI # 1

.


Un secchio di stelle

un secchio di stelle
acqua e pensieri
ondivaghi e le stimmate
di te
nella memoria come sangue
rappreso

nel fondo a ravvivarsi
ali
e venti aquilonari
l'ingoio di soli su orizzonti
di fuoco

*


Infinitudine

parabole di carne

siamo archi tesi
nella mano
dell'eterno presente

noi
nel divenire appoggiati ad una
spalliera d'aria

*


L'accumulo

Tu non persegui
chi usa bilance false
lasci gli si ritorca
l'ingiustizia e l'oro
diventi capestro o ruggine

ahi l'accumulo
cui spezza il cerchio
la morte

*


Nomade d'amore (2)

gli occhi luccicanti
delle finestre
contro la lavagna della notte
che disegna arabeschi
di mistero

dove ti porta il filo
dell'immaginario o del
sognare

dove
questa strana ma feconda
inquietudine
serpeggiante nel sangue
tutti i libri letti i mari
solcati -odisseo tu
nello spirito- dove
questo cuore nomade
d'amore
ti porta

*


La tua vaga essenza

tocco in sogno la fiorita
riva delle tue braccia:
è una dolce pena questo lieve
sfiorare la tua vaga essenza
a un lunare complice chiarore

*


Il Grido (2)

non altro che
raccogliere su foglio
il Grido l'amaro
sangue -morte per acqua-

parole a segnare
vergogne

dall'alto spettrale
silenzio su vite
lacerate

*


Distacco

giungere dove ogni
linea s'annulla
un brivido bianco
e sei altro

fiume
che perde nel mare
il suo nome

*


Casa di riposo (2)

-nella vita chi non si dà muore
mangia se stesso- sentenzia
il "saggio" in degenza

la nuvola
di vapore dalla cucina offre
un che di magico un familiare
tepore

là fuori un mondo che vive
la recrudescenza dell'inverno - gli alberi
orfani di foglie e canti

*


Quel sussulto del sangue

come
non trattenere il muto grido che sale
fin dal midollo delle ossa
per te Nina ora come stella
del cielo
come quel sussulto
del sangue a non espandersi
in vasti echi
contro muri di cristallo
in questa solitudine che artiglia

morta in me l'attesa
e il giorno azzurro
e il vento e l'odore di te
oggi
che del sangue sei grumo raccolto
negli occhi

*


L'angelo 

(conversione di San Paolo)

l'angelo sognai
sulla via di Damasco
aprirmi l'altra faccia del giorno
caddi bocconi in estasi
vedevo gli alberi camminare
tutto il mare
in una brocca

*


In sogno 

si amalgama il sangue
con alfabeti d'acqua
se inattesi
risalgono
dal mare i miei morti
nell'alone di luna

*


Chissà forse una nota

un rebus di parole
frammenti
di nonsense emersi
dal sogno non del tutto svaniti
tentare di farne una
poesia?

ma è come volere
estrarre sangue dalle pietre

quel gabbiano che ora vedi danzare
sulla spuma dell'onda
-non certo uscito
dal tuo sogno-
chissà non ti porti nel becco
una felice nota



© Felice Serino

Nomade d'amore

Nomade d'amore: la Tua luce abita la mia ferita che trova un lieto solco nel suo risplendere   Tu

lunedì 21 novembre 2016

Alessia al concerto


Alessia al concerto
.

Napoli, stadio San Paolo.
L'attesa che arrivino i Pooh
gli idoli di Alessia neravestita
per l'evento. Agglutinata a
del cielo il corvino. Tutti
i dischi nella camera della
mente. Arrivano i cinque
eroi. Iniziano con "Canterò
per te!!!". Spera Alessia
nel filo dell'ebbrezza
che Giovanni non la lasci.


Raffaele Piazza

domenica 20 novembre 2016

Levante (2) (di Felice Serino)

Levante (2) (di Felice Serino): quanta pena / -Cristo- per togliere / il pungiglione alla morte // quando / si apriranno i; poesia Creative Commons

venerdì 18 novembre 2016

Nella pienezza (di Felice Serino)

Nella pienezza (di Felice Serino): asessuato angelo / dall'immarcescibile aureola / so chi sei ti riconosco / venendomi in sogno / angelo mio specchio / io di te; poesia Creative Commons

mercoledì 16 novembre 2016

Qui da dove guardi (di Felice Serino)

Qui da dove guardi (di Felice Serino): gratifichi la stima / di te con un éclair / insieme le ingoi / quelle morti per acqua / tutto già visto già ingerito // pure / cos'è che; poesia Creative Commons

sabato 12 novembre 2016

La svolta (di Felice Serino)

La svolta (di Felice Serino): impalpabile / mistero è a volte la vita / come il sogno / coi suoi criptati messaggi / da decifrare // ti senti pedina / sulla scacchiera / in un; poesia Creative Commons

Valentina Montanari legge un brano tratto dal libro, Gli ultimi tre gior...

Dylan Thomas da "Visione e preghiera"



Chi
sei tu
che nasci
nella stanza accanto
così sonora alla mia
che sento qui l’utero
spalancarsi e il buio distendersi
sopra lo spirito e il figlio caduto
dietro il muro sottile come un osso di scricciolo?
Nella stanza di nascita e sangue sconosciuto
al bruciare e ruotare del tempo
e al sigillo del cuore dell’uomo
nessun battesimo s’inginocchia
ma solo il buio
benedicendo il
selvaggio

Dylan Thomas

Da Visione e preghiera, traduzione di Roberto Mussapi,
in The conversation on voices, Algra editore



sean lewis


Recensione NELL'INFINITO DI NOI su poetrydream



SEGNALAZIONE VOLUMI = FELICE SERINO
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-Felice Serino – “Nell’infinito di noi” – 2015 – 2016 - www.poesieinversi.it –2016

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.Felice Serino, nato a Pozzuoli e residente a Torino, autodidatta, è’ un poeta che ha ottenuto numerosi consensi critici e che ha vinto molti premi letterari. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia.  
Gestisce svariati siti su Internet di ottimo livello e qualità, che ospitano poeti anche prestigiosi. E’ stato tradotto in otto lingue.
In “Nell’infinito di noi”, che accoglie una presentazione di Giovanni Perri ricca di acribia, Serino continua ad elaborare la sua personalissima e originale ricerca letteraria.
La raccolta è suddivisa in due sezioni, entrambe costituite da quarantacinque componimenti, “Lo sguardo velato” e quella eponima.
Se la poesia è in se stessa sempre metafisica, si deve mettere in evidenza che, di raccolta in raccolta, Felice riesce a produrre componimenti collegati tra loro che, oltre ad essere “metafisici”, sono connotati sempre da un forte alone, o ancora meglio, da un’aurea di sorprendente misticismo postmoderno.
Il suddetto si può evincere, sia in testi che hanno come oggetto o tematica figure tratte dall’immaginario religioso, come il Cristo o gli angeli, sia quando il poeta proietta la sua vena trascendente in situazioni del tutto quotidiane, nelle quali l’io – poetante e le varie figure protagoniste, dette con urgenza, sono in tensione appunto verso l’infinito (e qui giocano un ruolo importante le tematiche della nascita e della morte).
Un accentuato senso del sacro caratterizza “Nell’infinito di noi”. Esso qui trova la sua espressione estrema, rispetto alle raccolte precedenti del Nostro, nelle quali già si notava.  
Il poeta sembra suggerirci, con il titolo della raccolta, che noi esseri, come persone, pur vivendo sotto specie umana, per dirla con Mario Luzi, già nel nostro transito terreno siamo infiniti e che le nostre anime sono immortali.
I componimenti sono tutti connotati (e non potrebbe essere altrimenti per quanto già affermato), da sospensione e magia che si realizzano nei versi icastici, veloci e leggeri.
Stabile è la tensione verso il limite nella ricerca dell’attimo in senso heidegeriano, della vita oltre il tempo degli orologi.  
Così Serino produce tessuti linguistici pieni di illuminazioni e spegnimenti, nei quali è visibile una luce, che è appunto quella di una realtà soprannaturale, che si proietta tout-court in quella delle nostre vite, restituendoci una notevole carica di senso.
Particolarmente affascinante, nella sezione eponima, la poesia intitolata proprio “Nell’infinito di noi”, nella quale sono stabili visionarietà, sospensione e dissolvenza.
In questa il tu, al quale il poeta si rivolge, e del quale ogni riferimento resta taciuto, è Nina, una figura che, nell’incipit, volteggia nelle stanze viola della memoria. Qui si evidenzia una forte tensione attraverso una parola sempre raffinata ed avvertita.
Particolarmente alto il verso “apparire o entrare nello specchio/ dell’essenza”, nella quale è presente una forte valenza ontologica. Nella seconda breve strofa della composizione il tu afferma che qui siamo affratellati nel sangue con la terra e la morte.
Poetica mistica, dunque quella di Serino, la cui cifra essenziale è quella di una parola che scava in profondità per riportare alla luce l’essenza dell’esistere in tutte le sue sfaccettature.

*


Raffaele Piazza





Conosco le voci

Conosco le voci: conosco le voci che muoiono agli angoli delle sere   conosco le braccia appoggiate sui tavoli nel risucchio

venerdì 11 novembre 2016

Alessia felice fidanzata


Alessia felice fidanzata
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Pomeriggio felice di Alessia
al maneggio. L'ostacolo lo
salta del cavallo il bianco.
Poi con Giovanni a fare l'amore
nel fieno afrodisiaco e amore
infinito per Alessia nel trarre
giovamento da sensazioni
a levigarla. Poi in città il ritorno
la vita senza farsi male.


Raffaele Piazza

lunedì 7 novembre 2016

Dell'eden (di Felice Serino)

Dell'eden (di Felice Serino): proiezione sei e lamento / come d'animale disperso // a trapassarti una spada di luce // riflesso di Vita vera / se; poesia Creative Commons

sabato 5 novembre 2016

Alessia sulla terrazza


Alessia sulla terrazza

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Stesa sul pavimento rosa
guarda il cielo ragazza Alessia
nell'intensificarsi della tinta
(fabula del pomeriggio ai lieti
mari dell'anima). Venere accesa
prima stella il segreto a
ricordarle, uscita dai cancelli
di platino del sonno senza
sogni. Attimi rosapesca per
ragazza Alessia fragolavestita.
La vita nuova per Alessia
(oggi si è messa con Giovanni).


Raffaele Piazza

La grande avventura la vita (di Felice Serino)

La grande avventura la vita (di Felice Serino): impastato di sole tu / senza paese / di terra e cielo sei / ricorda ti veste dignità // ancor giovane hai braccia / forti / per capovolgerla la vita / esci dall'inedia solleva / sulle larghe spalle i tuoi figli / fagli scoprire / gli orizzonti / dove grida; poesia Creative Commons

martedì 1 novembre 2016

Ulisside (2) (di Felice Serino)

Ulisside (2) (di Felice Serino): ordito del tempo- maya / isso la vela / per terre / in sogno intraviste / risillabando / palpiti di soli / miraggi; poesia Creative Commons