sabato 26 novembre 2016

Da ASIMMETRICI VOLI (1)


Felice Serino

ASIMMETRICI  VOLI # 1

.


Un secchio di stelle

un secchio di stelle
acqua e pensieri
ondivaghi e le stimmate
di te
nella memoria come sangue
rappreso

nel fondo a ravvivarsi
ali
e venti aquilonari
l'ingoio di soli su orizzonti
di fuoco

*


Infinitudine

parabole di carne

siamo archi tesi
nella mano
dell'eterno presente

noi
nel divenire appoggiati ad una
spalliera d'aria

*


L'accumulo

Tu non persegui
chi usa bilance false
lasci gli si ritorca
l'ingiustizia e l'oro
diventi capestro o ruggine

ahi l'accumulo
cui spezza il cerchio
la morte

*


Nomade d'amore (2)

gli occhi luccicanti
delle finestre
contro la lavagna della notte
che disegna arabeschi
di mistero

dove ti porta il filo
dell'immaginario o del
sognare

dove
questa strana ma feconda
inquietudine
serpeggiante nel sangue
tutti i libri letti i mari
solcati -odisseo tu
nello spirito- dove
questo cuore nomade
d'amore
ti porta

*


La tua vaga essenza

tocco in sogno la fiorita
riva delle tue braccia:
è una dolce pena questo lieve
sfiorare la tua vaga essenza
a un lunare complice chiarore

*


Il Grido (2)

non altro che
raccogliere su foglio
il Grido l'amaro
sangue -morte per acqua-

parole a segnare
vergogne

dall'alto spettrale
silenzio su vite
lacerate

*


Distacco

giungere dove ogni
linea s'annulla
un brivido bianco
e sei altro

fiume
che perde nel mare
il suo nome

*


Casa di riposo (2)

-nella vita chi non si dà muore
mangia se stesso- sentenzia
il "saggio" in degenza

la nuvola
di vapore dalla cucina offre
un che di magico un familiare
tepore

là fuori un mondo che vive
la recrudescenza dell'inverno - gli alberi
orfani di foglie e canti

*


Quel sussulto del sangue

come
non trattenere il muto grido che sale
fin dal midollo delle ossa
per te Nina ora come stella
del cielo
come quel sussulto
del sangue a non espandersi
in vasti echi
contro muri di cristallo
in questa solitudine che artiglia

morta in me l'attesa
e il giorno azzurro
e il vento e l'odore di te
oggi
che del sangue sei grumo raccolto
negli occhi

*


L'angelo 

(conversione di San Paolo)

l'angelo sognai
sulla via di Damasco
aprirmi l'altra faccia del giorno
caddi bocconi in estasi
vedevo gli alberi camminare
tutto il mare
in una brocca

*


In sogno 

si amalgama il sangue
con alfabeti d'acqua
se inattesi
risalgono
dal mare i miei morti
nell'alone di luna

*


Chissà forse una nota

un rebus di parole
frammenti
di nonsense emersi
dal sogno non del tutto svaniti
tentare di farne una
poesia?

ma è come volere
estrarre sangue dalle pietre

quel gabbiano che ora vedi danzare
sulla spuma dell'onda
-non certo uscito
dal tuo sogno-
chissà non ti porti nel becco
una felice nota



© Felice Serino

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