sabato 24 dicembre 2016

Da ASIMMETRICI VOLI (2)


Felice Serino

ASIMMETRICI  VOLI # 2

.


Come ostia di luce

[Ai martiri della cristianità, che hanno combattuto la buona battaglia.]

irta di rovi
la "parete" inclinata del cielo

vi lasciaste brandelli
d'anima e pelle
ora
il sangue a fiorire
come ostia di luce

*


Ulisside

ordito del tempo-maya
isso la vela
per terre
in sogno intraviste
risillabando
palpiti di soli
miraggi d'eldoradi
-la prua che fende
le onde
esce dalla coda dell'occhio

*


La grande avventura la vita

impastato di sole tu
senza paese
di terra e cielo sei
ricorda ti veste dignità

ancor giovane hai braccia
forti
per capovolgerla la vita
esci dall'inedia solleva
sulle larghe spalle i tuoi figli
fagli scoprire
gli orizzonti
dove grida la luce

*


Dell'eden

proiezione sei e lamento
come d'animale disperso

a trapassarti una spada di luce

riflesso di Vita vera
se dell'eden
ti abita solo
quella vaghezza come in sogno

*


La svolta

impalpabile
mistero è a volte la vita
come il sogno
coi suoi criptati messaggi
da decifrare

ti senti pedina
sulla scacchiera
in un magico sincronismo

ed è la svolta
che poi
ti rivolta la vita

*


Qui da dove guardi

gratifichi la stima
di te con un éclair
insieme le ingoi
quelle morti per acqua
tutto già visto già ingerito

pure
cos'è che d'irreale aleggia
nell'aria vitrea qui
da dove guardi
giro piatto d'orizzonte

*


Nella pienezza

asessuato angelo
dall'immarcescibile aureola
so chi sei ti riconosco
venendomi in sogno
angelo mio specchio
io di te riflesso
nient'altro anelo
che riunificarmi
a te nella pienezza

*


Levante (2)

[leggendo David Maria Turoldo]

quanta pena
-Cristo- per togliere
il pungiglione alla morte

quando
si apriranno i cieli

e l'alba
per noi sarà luce
frontale?

*



Nulla si perde

se
di sé
fu a innamorarti
una melodia ora smarrita
nel tempo

vedrai tornerà -
sì tornerà all'orecchio del cuore
viva come allora
valicando gli anni alle spalle

pure
ogni essenza potrai ritrovare
che ti appartiene
varcato che avrai il muro del tempo

come l'odore della salsedine
del legno bagnato

o -sublimati-
quello della pelle
dell'amore

*



L'essenza

inadeguati noi
gettati nel mare-mondo
legati ad una stella di sangue

noi siamo l'alfabeto del corpo
che grida
il suo esserci

noi essenza degli elementi

appendici della terra

labbra del cielo

*


Non domandiamo

non svegliamo le lune di vetro
assopite
nella valigia dei nostri spostamenti

da dietro il velario
esse non sanno
dirci se siamo assoluti

non domandiamo

tantomeno alle stelle
a sbiadire nella prim'alba

e noi
nomadi d'amore
non si sa dove poggiare il capo

*


Spalliera d'aria

s'adagia ad una spalliera d'aria
l'anima monca

in occhi di verdecielo
una luce analfabeta

invertigina l'essere in questo
slontanare

ma il nome è da sempre
nel seno di Dio




© Felice Serino

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