giovedì 16 novembre 2017

Alessia e Mirta sotto i pini


Alessia e Mirta sotto i pini


Bar Virgilio, tavolo sotto i pini
per Alessia e Mirta e guardano
dell'albero gli aghi verdi delle
invisibili linfe a scendere nelle
anime delle ragazze in limine
al belvedere per il mare polito
la lastra del cielo a specchiare.
E Mirta dal sorriso di farfalla 
rosa dice: non ti lascerà!
Attimi tra prima e dopo la
felicità di Alessia in un battito
di ciglia dello sguardo
di Mirta a rasserenarla
ragazza Alessia nell'ascoltare
"Uomini soli" dei Pooh.


Raffaele Piazza

Nelle nuvole hai casa (di Felice Serino)

Nelle nuvole hai casa (di Felice Serino): dimmi Nina: che vedi / tu che hai casa nelle nuvole / tu che sai il linguaggio dei voli? // forse / la giovinezza spezzata / che ora in lampi di déjà vu ritorna? // o / rivivi nel cuore / verde dell'acqua // che ti vide sirena emula del canto / di; poesia Creative Commons

martedì 14 novembre 2017

Il grafomane (di Felice Serino)

Il grafomane (di Felice Serino): sei tu che graffi con la penna / questi fogli che raggricciano / come una bianca pelle // i tuoi quaderni riempi / per lasciare ai posteri parola di Dio / mentre qualcuno da lassù // guida la tua mano / a riempire fogli e fogli / come in trance // vivi di; poesia Creative Commons

domenica 12 novembre 2017

Fedele alla vita (di Felice Serino)

Fedele alla vita (di Felice Serino): mia vita / senza rete t'appigli / alla Bellezza intaccabile // a quella del cuore e alle / armoniose figure della danza / o del cavallo nel bianco salto // finché ti chiedi dov'è / lei l' irraggiungibile / non tutto è perduto // voltato sei sul; poesia Creative Commons

sabato 11 novembre 2017

Alessia e la scalata del monte azzurro


Alessia e la scalata del monte azzurro


Pomeriggio nel trovare
nelle gambe le energie
ragazza Alessia nell'approsimarsi
acqua vestita riflessa nell'azzurro
del cielo a specchiarla,
Alessia ai suoi di platino cancelli.
E beve Alessia il freddo della
neve all'anima giungere
di 18 grammi. Pensa al giardino
dopo la pioggia Alessia e Mirta
appare tendendole le braccia.
Sorride così bruna e così donna
di Mirta l'anima e Alessia
lo traduce nel piantare sulla cima
la bandierina italiana
di vittoria.


Raffaele Piazza

Tutto dentro una lacrima

Capita che a volte


La casa delle nuvole e altre con commenti di R. Piazza


Poesie di Felice Serino
su www.rossovenexiano.com
(con commenti di R. Piazza - e altri)

.


La casa delle nuvole

cieli d'acqua e cavalli
d'aria

lì custodisco ore
sfilacciate e segrete pene
-oh giovinezza di deliri e
notti illuni

lì dove il turbinio
degli anni
è rappreso in un palpito
che nell'aria trema

© flymoon aka f. serino

*

Molto particolare sintesi ottima, gradevole
da al lettore modo di immaginare e disegnare
senza imporre, il che non sempre è facile, ma dimostra grande istinto poetico
secondo me.

Ciao Pino

*

Poesia molto bella caratterizzata da una forte connotazione visionaria.. Scabra ed essenziale la forma. Il poeta dice di custodire cieli d'acqua e cavalli d'aria, immagini molto alte. C'è un anelito alla giovinezza passata senza autocompiacimenti ma per una sua ripetizione, riattualizzazione in poesia.

Raffaele Piazza

* * *


La penna nella luce

(ad un agnostico)

e tu a ripetere
non credo nei miracoli
tutte balle
ma se sei in vita è già un miracolo
sai
che si perpetua nell'oltre

glissando sul tuo intercalare io
t'intingo la penna nella luce
scrivo per Dio e la sua gloria

tu segui pure le tue ombre
fantasmi che ti succhiano la vita


© flymoon aka f. serino

*

Felice Serino è un poeta che in molte delle sue poesie si rivela come un mistico senza mediazioni tra uomo e Dio. Per lui già nel transito terreno l'uomo è infinito anche nella sua corporeità. Intingendo la penna nella luce la poesia stessa si fa preghiera e questo Felice lo dice ad un tu agnostico per il quale i miracoli sono tutte balle. E' affrontato anche il tema della gioia e del conforto del credente, mentre l'agnostico segue le sue ombre, il Poeta scrive per Dio e la sua gloria.

Raffaele Piazza

* * *


Luna Park

ride la piccola Margot
alle smorfie del papà che si rade
"suvvia ti porto alle giostre" e
lei s'illumina di gioia e
poi a cavalcioni sulle larghe spalle
nella fantasmagoria delle luci

un po' ci si attarda
nell'aria ancora calda di fine settembre 
riverbera una miriade di
stelle negli occhi innocenti
mentre le nasconde
il resto del viso una montagna
di zucchero filato

© flymoon aka f. serino

*

Poesia bella ed alta nella quale la cifra distintiva pare essere quella della dolcezza e della tenerezza raggiunte attraverso una parola sapiente e avvertita. Sembra di vederla la bambina felice con suo padre nella sua gioia sorgiva. Immagini suadenti nelle quali Serino si rivela anche poeta della quotidianità.

Raffaele Piazza.

* * *



L'ora che dall'alto

l'ora che dall'alto
giungerà come un ladro
ti troverà a mani vuote e
cosa dunque Gli offrirai
se non lune lacerate
dai cani della notte
e capestri
di nebbie
nel delirio dei giorni
e vomiti
esiziali
di una vita in perdita

© flymoon aka f. serino

*

Composizione alta e bella che presenta come cifra essenziale il tema del misticismo. C'è un "tu" al quale Serino si rivolge. A questa figura il poeta dice che l'ora che dall'alto giungerà come un ladro lo troverà a mani vuote e che non avrà nulla da offrire a Dio in quell'attimo. Viene in mente l'evangelica parabola dei talenti perché nel momento della verità (la morte?) il "tu" potrà offrire al Signore solo lune lacerate, capestri di nebbie e vomiti esiziali di una vita non vissuta, in perdita. Poesia visionaria e bene risolta a livello formale.

Raffaele Piazza

* * *


Agli occhi del cielo

agli occhi del cielo
padrone dei tuoi beni
sarà la ruggine

quando avranno rovesciato
i tuoi forzieri gli angeli
della morte

e tu non avrai più nome

allora la tua casa vuota
sarà preda della gramigna e
di avvoltoi affamati

mentre a essere elevato
sarà il plebeo
che condivideva il pasto coi cani

© flymoon aka f. serino

*


Poesia alta e bella che ha per temi il sacro e il misticismo che Serino predilige. Qui è fondante l'insegnamento del vangelo con le parole "beati i poveri" e quelle di Gesù contro quelli che hanno molte inique ricchezze. Il "tu" è un ricco i cui forzieri saranno rovesciati dagli angeli della morte e che non avrà più nome. In una prospettiva trascendente a essere elevato sarà il plebeo che condivideva il pasto con i cani. Parole forti che fanno meditare sulla nostra cultura dove l'avere è considerato più importante dell'essere come già messo a fuoco da Erich Fromm negli anni '80 del Novecento.

Raffaele Piazza


Fonèma con commento


Fonèma

insufflato dal dio
passa come un vento di mare
il ricercato fonèma

che nel sogno dispiega le ali
di scintillante bellezza

Felice Serino

*

Commento di Antonio Terracciano
su scrivere.info:

Spesso le poesie brevi, proprio perché usano poche parole, non sono di facile interpretazione, e l’autore mi perdonerà se sbaglio, ma ritengo che questa composizione (perfetta per l’equilibrata struttura e per l’efficacia del lessico usato) sia una di quelle poesie che parlano della poesia stessa, che sia una ricerca poetica elevata al quadrato. Sospinto da qualche dio, il fonema (l’unità minima del linguaggio), che spesso serve ad iniziare (o a completare) un lavoro e che quindi è avidamente ricercato dall’autore, passa velocemente nella sua mente, soprattutto nel sogno, o in momenti estatici, facendogli ammirare tutta la sua bellezza: fortunato è il poeta che riesce a catturarlo e a trasferirlo nella sua opera!

Lettere amo indorare

Lettere amo indorare: finché loro ci sono e hanno le mani nel sangue quasi presenze   percezioni inconsce a ravvivarle

lunedì 6 novembre 2017

Alessia e il fiume verde


Alessia e il fiume verde


Nel fluire verde del fiume
a entrare nell'anima di Alessia
dove era già venuta due anni
fa vita sottesa alla gioia
nelle acque da coltivare belle
con pazienza. Vicino di fragole
il rosso delle piante a fare
da cornice al quadro dell'esistere
che non è prove di danza
(valzer o flamenco).
E scorre il liquido elemento
nella tessitura di un tramonto
conca d'arancia del riposo
di Alessia dopo l'amore.


Raffaele Piazza

venerdì 3 novembre 2017

E il vento s'impiglia (di Felice Serino)

E il vento s'impiglia (di Felice Serino): in meditazione ti trovo / assiso sui gradini del tempo // chi interroghi / sotto una luna menomante? // vedi // e se fosse soltanto un apparire / questa vita // protendimento di un luogo della mente // dove passano navi di nuvole / in sogno e figure; poesia Creative Commons

giovedì 2 novembre 2017

La regione del sogno (di Felice Serino)

La regione del sogno (di Felice Serino): la via regia puoi dirla / vita trasversale / nell'ondeggiare di curve di luce // del pensiero allucinato / vedi prendere vita / le figure surreali di dalì // e ancora da questa
/ infinita vastità del sogno / emergere gli angeli di rafael / o le eccelse; poesia Creative Commons

mercoledì 1 novembre 2017

Mirta e Alessia vicine


Mirta e Alessia vicine


Sempre più amiche!!!
Esclama Mirta - anima
gioiosa nell'intessersi
il pensiero con il profumo
bianco del giglio il giorno
dei Santi del 2017.
Ride Alessia e appoggia
la felicità ad un petalo
candido nel trasfigurarsi
dello sguardo nella serra
dove scivolano sui vetri
le liquide parole sottese
al dono di Mirta ad Alessia,
un diario per i mattini
viatico nei primevi risvegli
per la vita. Scrive sulla
prima pagina ragazza
Alessia una poesia
e così esiste. Mirta sorride
e si guardano negli occhi.
Comprende Alessia ragazza
che non sarà dall'amato
lasciata nell'accendere
una candela su del Mediterraneo
il bordo in segno di pace.


Raffaele Piazza

martedì 31 ottobre 2017

Inquieti fuochi (di Felice Serino)

Inquieti fuochi (di Felice Serino): nuvole a stracci nell'azzurro / curve ariose di voli // vastità di te solo: figura / inespressa lacera ombra // ti aspetti una eco un suono / in questa sospensione // inquieti fuochi son gli occhi dell'anima / mentre guardi / un gabbiano staccarsi dal; poesia Creative Commons

domenica 29 ottobre 2017

Sull'acqua (di Felice Serino)

Sull'acqua (di Felice Serino): sul grande mare del sogno / veleggiano i miei morti / gli occhi forti di luce / con un cenno m'invitano / al loro banchetto sull'acqua / d'argento; poesia Creative Commons

sabato 28 ottobre 2017

Scrivimi.

Attila Jozsef


Da TRASMIGRA IL GIORNO (2)


Felice Serino

Da TRASMIGRA IL GIORNO #2

.

In te la luce

s'inginocchia in te la luce

ti dividi
nelle due dimensioni:
dreamtime e corporea insieme

a sorvegliarti è l'Occhio
interiore -
il tuo doppio di perfezione celeste


[dreamtime: il tempo della creazione]

*


Angelo della luce

adagiati creatura del sogno
sulla curva del nostro abbandono

la lontananza è ferita insanabile
un cielo d'astri divelti

e tu balsamo sei
-tu orifiamma tu altezza
sognato stargate-
dove voce insanguinata c'inchioda

dalla caduta

*


Luce alta

luce alta - paiono
incendiarsi le finestre degli hotel

un altro caffè
spezza la mattina -
strilli
di bambini in pineta lampi di
sole tra il fogliame

"Dio c'è" è la scritta sul
muretto che delimita la spiaggia

dichiararlo a cuore aperto:
ché un miracolo
è la vita

*


Qualcuno ti conosce

-non credi in un dopo? e
in un prima? e il mondo
pensi s'è fatto da solo?- ti chiedo
e tu t'aggrappi agli specchi

ma nulla va perduto
sai:
Qualcuno ha contati
tutti i tuoi capelli

davanti
a un pericolo mortale

un'invocazione ti salirà alle labbra?

*


In vaghezza di sogno

ti rigiri e vedi -in vaghezza di sogno-
un te estraneo vagare
per strade buie e vuote
come un sansebastiano a trafiggerti
gli strali della notte - senti
recalcitrare
in te l'uomo vecchio -ah convivere
con gli umori di un corpo-zavorra-
ti avvedi d'aver perso le chiavi
di casa mentre un gallo
canta
in lontananza ed è l'alba

*


Più d'una vita 

convivere con gli umori
di un corpo di morte

dall'animalità all'angelo: questa
l'impervia salita

più d'una vita se dal sangue
fioritura sia d'ali levate:

ogni passo ne perdi una piuma

*


Ulissidi 

andare per procellosi mari in cerca
del proprio nome l'origine
la loro Itaca

coglierne forse la voce nella
cavità del cielo
insufflate le narici da un vento salino

quel battere del sangue
di cui si parlerà a un nuovo approdo

e i morti? quelli che sono
parte del loro cuore alla ventura?

entrati nel mito
essi custodiscono
quel mai perduto nome

*


Forse una nube

(a Pierluigi Cappello)

mi accoglierà un non-luogo
non più inalerò resina di abeti
alle finestre degli occhi colombe
bianche si poseranno 
mi abbraccerà vaghezza
forse una nube vorrà dire casa

*


Di stagioni di sole

ho sognato mio padre -non è giunto
il tuo momento- mi ha detto

di nuovo agli alberi cresce
la folta chioma
è tempo dei gatti in amore
-il ciclo si ripete della vita

quante ancora ne restano
di stagioni di sole -mi domando- di quel
sole che si spande come liquido oro
sul tavolo a cena

*


Fiume d'echi 

rotte voci e forme
impermanenti
sotto luna menomante

anime siamo
che si cercano

fiume d'echi
la cui scia
porta con sé il lamento
di nomadi d'amore

*


Vanagloria 

la forma assumi dell'involucro-
status quo
mentre a preesistere
in te specchiato
è quel pizzico di vanagloria
ingannevole capriccio
che rimonta a un giro di vento




© Felice Serino

Su LE VOCI REMOTE di Donatella Pezzino (su BdA)


Recensione a “Le voci remote” di Felice Serino
di Donatella Pezzino

In ogni mondo esiste una porta di comunicazione con tutto il resto. Conoscerne l’esatta ubicazione, aprirla e attraversarla non presuppone capacità medianiche, ma solo un umile atto di fede: una fede qualsiasi, in Dio, nell’amore, nelle energie della natura, in sé stessi. Credere, semplicemente. Ecco, leggere Felice Serino è un po’ come riappropriarsi della consapevolezza che quello stargate esiste, e che possiamo attraversarlo in qualsiasi momento, spinti dalla forza degli eventi, da un desiderio di trascendenza o dalla riflessione sull’oltre che ci attende alla fine dei nostri giorni. In “Le voci remote”, l’anima del poeta ha raggiunto la sua dimensione ideale, meta di un lungo viaggio che lo ha visto percorrere a piedi nudi i vasti deserti umani alla ricerca del sé più puro, nel quale la grandezza dell’uomo sta nella sua valenza infinitesimale e il buio è solo assenza di Dio.

tu sei l'ombra
del Sé: l'alterego o se vuoi
l'angelo che
ti vive a lato nei
paradossi della vita

La lanterna di questo instancabile Diogene non si affida al lume ma al suono: un suono interiore, fatto di silenzi costantemente modulati allo scopo di rievocare i dolori, le gioie e perfino le insipidezze della vita trascorsa. E fra i suoni che questo silenzio è in grado di intercettare ci sono, appunto, le “voci remote”: appena udibili alcune, più chiare e distinte altre. Un titolo niente affatto casuale, come casuale non è, in apertura, la scelta dei versi del poeta greco Ghiorgos Seferis sulle “voci remote/ delle anime in sogno” che riassumono in un certo senso la cifra dell’intera opera. Ma cosa sono queste voci remote, e a chi appartengono?

nell'oltre
non ci son porte e chiavi
è tutto -in trasparenza-
un fondersi di sguardi

Sguardi; anime; vite. Si, perché la dimensione “altra” non è un luogo solitario; al contrario, è un humus fertile d’amore a nutrire mani, volti e profumi che dalla realtà visibile, come tutti noi, sono passati; e che ora, abbandonati i pesanti costumi teatrali della quotidianità terrena, ci guardano e ci giudicano.

eccoti un ectoplasma ovvero
un antenato
a sentenziare da un aldilà
-non sapete neppure vestirvi

-bella forza: voi con i vostri
doppiopetti
vi credevate dio in terra o guappi
noi
casual-cibernetici
della libertà siamo bandiera
grida il rosso
del nostro sangue nelle piazze

per le ginocchia aria di primavera

Ma più spesso, in queste entità ultraterrene è l’amore a vincere: una pietas che non è -come si potrebbe pensare- l’atteggiamento compassionevole di chi, già in salvo sulla riva, cerca di portare conforto ai naufraghi ancora in mare; piuttosto, il contrario. A dispetto di tutti i luoghi comuni sul paranormale, Serino ci propone l’idea di un interscambio dove le barriere tra morte e vita si annullano e dove il bisogno di contatto non è univoco:

m'invitano i miei morti
a una uscita fuori porta
amano
farmi partecipe del loro mondo
m'avvedo
dagli occhi lucenti e i sorrisi complici
ch'è molto molto gradita
indispensabile quasi la mia presenza
ché senza orfani sarebbero
e tristi forse
pur essendo estraneo al loro mondo
di luce

Ma voci remote sono anche il frutto della nostra mente: i pensieri, le riflessioni, i sogni e tutte quelle immagini che non sappiamo spiegare e che tante volte ci sconcertano per la loro potenza, ovvero

visioni aleggianti nelle
stanze del tuo sangue

che spesso restano sepolte per anni prima di riaffiorare dal nostro sottosuolo e che conoscono tutte le nostre debolezze, perché in esse abbiamo creato l’unico specchio in grado di afferrarci quando rischiamo di perderci:

vedi: se
qualcuno è a spiarti

non sei che tu
da un altrove

E poi, ci sono i sogni. In questo labirinto di immagini che si stendono come un ponte tra il visibile e l’ultraterreno, la dimensione onirica si configura come la materia che ci plasma e dalla quale, al tempo stesso, veniamo plasmati. In questo contesto, la poesia è l’unico linguaggio che rende accessibile il mistero, consentendo all’anima di ritrovare la strada:

in questo minuscolo essere
smarritosi
nella sua realtà-sogno

vedi te stesso se lasci che la vita
ti conduca lungo
i labirinti viola della mente

Il sogno è la culla, il rifugio. E’ la linea di confine che rende possibile il momentaneo distacco dell’anima dal corpo; è, in ultima analisi, quel punto di contatto tra il nostro sé terreno e “l’altro” che prefigura il passaggio da questa vita a quella che ci attende.

il sogno è proiezione? o
sei tu in veste onirica
uscito dal corpo?

sognare è un po'
essere già morti

Eccola la porta, lo stargate: il valico che, in qualsiasi momento, ci mette in comunicazione con “l’altrove” consentendo alla nostra anima di espandersi e vivere, anche solo per pochi istanti, la vita che le è congeniale.

di notte sto bene con me e l'altro

sono io l'altro che -c'hai mai
pensato?- non proietta ombra
ombra di me è il sogno

come un bambino
avvolto dal regno delle ombre
affido tutto me stesso alla notte

E su tutto, come un velo impalpabile ma sempre presente, domina il pensiero della morte, intesa non come la fine di un ciclo, ma piuttosto come l’ennesima tappa di un viaggio: un nuovo giorno che si schiude e dove il peso delle cose di questo mondo è un fardello che si abbandona volentieri. Perché la vita che abbiamo sempre voluto non è che leggerezza, e la leggerezza viene dalla libertà, e la libertà è possibile solo sciogliendo le corde che ci legano alla materia:

confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
al chiodo che non regge

è diminuirsi la vera ricchezza
-arrivare all’essenza

lo scheletro la trasparenza

L’essenza, lo scheletro, la trasparenza: tutto qui tende allo spoglio, al nocciolo, allo sfrondo. Perché solo togliendo le sovrastrutture con cui spesso la vita ci inganna è possibile strappare il velo che ci copre gli occhi e arrivare alla verità. Un’esigenza, questa, che emerge sempre più forte nella matura poesia di Serino e che si riflette anche nell’impianto strutturale: nei componimenti brevi, nella crudità delle riflessioni, nei versi nudi fino alla scarnificazione. “Invettive”, dedicata a Padre Pio, ne è un esempio eloquente:

una parola un fendente

minimizzi

l'orgoglio un ordigno
inesploso

carità
ti accompagnerà nella polvere

Parola che scarnifica, dunque; che si fa, come la morte, strumento di scavo, liberazione, palingenesi, dando un nuovo significato agli anni che avanzano. Vincendo, soprattutto, l’atavica paura del nulla, con un fatalismo capace, talvolta, di sconfinare nello humour nero:

ho a volte il pallino
-farneticare dell'età-
che d'improvviso qualcuno mi spari
da un'auto che rallenta e poi via
-come in una scena da gangsters
-è fantasioso ma
freddamente reale

Sorridendo: si, perché uno degli aspetti più tipici della poesia seriniana è il sorriso, declinato in tutte le sue sfumature. Dolce nel rimpianto, feroce nel dolore, sereno nel pensiero di Dio; sornione a volte, mai cinico. Il sorriso del giusto, pronto a consegnarsi nelle mani di Dio con tutta la sua miseria, le sue cicatrici, la propria inesorabile condizione di uomo.

ricorda: sei parte
dell’Indicibile - sua
infinita Essenza

pure
nato per la terra
da uno sputo nella polvere
La religiosità di Felice Serino: cristiana, ma non solo. C’è, nella sua fede, qualcosa di universale, di applicabile a qualsiasi credo: un sentimento che è soprattutto apertura, anelito. Più che limitarsi ad essere credente, l’uomo di Serino guarda oltre, desidera oltre: e nel farlo, il suo sguardo incontra Dio.

una farfalla è una farfalla ma
tutto un mondo nella sua essenza

la natura
riflesso del cielo è preghiera
ogni respiro ogni sangue
vòlto verso l'alto è lode

l'anima nel suo profondo
in segreto s'inginocchia e piange





Agli occhi del cielo

Agli occhi del cielo: agli occhi del cielo  padrone dei tuoi beni sarà la ruggine   quando avranno rovesciato

venerdì 27 ottobre 2017

Alessia e l'odore dell'erba tagliata


Alessia e l'odore dell'erba tagliata


Risveglio nella camera dell'amore
e della mente per ragazza Alessia
nuda sotto il piumone della fisica
gioia. Entra dal balcone - visore
dell'erba tagliata l'odore e
sembra dell'amore della notte
il profumo sotteso a fragranze
dell'afrore di Alessia inebriata
dal sudore di lui. Sentore verde
e vegetale per i fidanzati nell'
idillio degli occhi negli occhi.
Non parla Alessia e dentro
le entra il sorriso di lui a fare
nell'anima un lago di pace:
ne beve Alessia le acque di
sorgente di platino e vede
Mirta - anima una risata
nel tessere e tenderle le mani.


Raffaele Piazza

mercoledì 25 ottobre 2017

Eterno presente (di Felice Serino)

Eterno presente (di Felice Serino): kronos esce dal mare / prenatale // il domani è un imbuto / dove fluiscono gli oggi / coi sordi tamburi del sangue // dove in fondo / agli; poesia Creative Commons

martedì 24 ottobre 2017

Quel sentirti (di Felice Serino)

Quel sentirti (di Felice Serino): può piacere quel po' d'intontimento / in banchetti interminabili / col capotavola / che devi urlare per farti sentire / due parole per darti un contegno / col tuo dirimpettaio / non toccando temi impegnativi s'intende / controllando i freni inibitori / una; poesia Creative Commons

sabato 21 ottobre 2017

Chiarore d'aurora per Alessia e Mirta


Chiarore d'aurora per Alessia e Mirta


Tesse il tempo la sua tela
per Alessia e Mirta - anima
dal visore - finestra a contemplare
sottesa l'aurora ai giardini
segreti delle anime. Diario di
Alessia dove Mirta ha scritto
con incerta grafia: Giovanni
non ti lascerà. Diario rosa confetto
nella copertina per Alessia ragazza
l'oggetto più caro al mondo.
Agglutinate all'azzurrità Alessia
e Mirta in un batter di ciglia
a iniziare del giorno consecutivo
la storia infinita dall'aurora
all'inchiostro della notte.
E dal mattino attendono le stelle
le amiche per chiedere a quelle
cadenti i desideri.


Raffaele Piazza 

venerdì 20 ottobre 2017

Ricambio d'ali (di Felice Serino)

Ricambio d'ali (di Felice Serino): va controtempo in un ricambio d'ali / l'angelo insozzato di mondo // nel sonno del; poesia Creative Commons

giovedì 19 ottobre 2017

Cuore di paglia (di Felice Serino)

Cuore di paglia (di Felice Serino): è dell'umano il tempo / non certo dell'anima e ti pare / d'esser sempre giovane anche se / vicino agli ottanta il fisico non rende // se cavalchi / un'emozione ecco spunta una lacrima / e senti capriolare / questo cuore di paglia // come un imberbe a prima; poesia Creative Commons

martedì 17 ottobre 2017

Fonèma (di Felice Serino)

Fonèma (di Felice Serino): insufflato dal dio / passa come un vento di mare / il ricercato fonèma // che nel; poesia Creative Commons

lunedì 16 ottobre 2017

Alessia e Mirta escono a contemplare le stelle


Alessia e Mirta escono a contemplare le stelle


Giardino della villa di Mirta
per attimi di silenzio con del
melograno dei fiori il rosso
a entrare nell'anima di Alessia
di sedici anni ragazza. Sentiero
nell'erba sorgiva da rugiada
bagnata per redenzioni delle
amiche ad ogni passo 
nel contemplare delle stelle
la luce a pervaderle. E sta
infinitamente l'attimo di quella
luminosità, il tempo si ferma
e Mirta - anima dice: non ti
lascerà e danzala la vita e non
siano solo prove!!! Felice Alessia
e telefona Giovanni.


Raffaele Piazza

domenica 15 ottobre 2017

Le mani affondi (di Felice Serino)

Le mani affondi (di Felice Serino): in emorragie di non- senso / ricacci al fondo il Sé / superiore / uniformandoti al mondo / le mani affondi / nel sangue delle; poesia Creative Commons

sabato 14 ottobre 2017

L'ORIZZONTE IN FUGA

T. S. Eliot - Mercoledì delle Ceneri


Attilio Bertolucci


Attilio Bertolucci

L’Oltretorrente 

Sarà stato, una sera d’ottobre,    
l’umore malinconico dei trentotto    
anni a riportarmi, città,    
per i tuoi borghi solitari in cerca    
d’oblìo nell’addensarsi delle ore    
ultime, quando l’ansia della mente    
s’appaga di taverne sperse, oscure    
fuori che per il lume tenero    
di questi vini deboli del piano,    
rari uomini e donne stanno intorno,    
i bui volti stanchi, delirando    
una farfalla nell’aspro silenzio.    
Non lontano da qui, dove consuma    
una carne febbrile la tua gente,    
al declinare d’un altro anno, fiochi,    
nella bruma che si solleva azzurra    
dalla terra, ti salutano i morti.    
O città chiusa dell’autunno, lascia    
che sul fiato nebbioso dell’aria    
addolcita di mosti risponda    
in corsa la ragazza attardata    
gridando, volta in su di fiamma    
la faccia, gli occhi viola d’ombra.      

Le poesie (Garzanti 1998)

Recensione a LE VOCI REMOTE di R. Piazza


SEGNALAZIONE VOLUMI = FELICE SERINO

Felice Serino – Le voci remote-- Poesieinversi.it – 2017

Felice Serino è nato a Pozzuoli nel 1941. Autodidatta. Vive a Torino. Copiosa la sua produzione letteraria (raccolte di poesia: da “Il dio – boomerang” del 1978 a “La vita nascosta” del 2017); ha ottenuto importanti riconoscimenti e di lui si sono interessati autorevoli critici. È stato tradotto in otto lingue. Intensa anche la sua attività redazionale. Gestisce vari blog e siti.
“Le voci remote” presenta un’introduzione di Giuseppe Vetromile acuta e ricca di acribia.
Con questa nuova raccolta Serino prosegue il suo percorso, già intrapreso nelle precedenti prove, espressione di una vena mistica, di un senso della trascendenza e del sacro calati nel quotidiano e non solo, discorso secondo il quale la poesia stessa si fa costantemente preghiera. 
Libro non scandito, costituito da 45 componimenti, per la sua compattezza strutturale, contenutistica e semantica può essere letto come un poemetto.
Bella nella sua vaghezza e con intenti programmatici la poesia eponima che apre il volume. 
Da un lato la suddetta composizione nella prima strofa si potrebbe considerare una poesia sulla creatività, quando l’io – poetante afferma che un’accoppiata di parole o una frase sentita o letta risuonano e sono una fitta nella mente che inizia a elaborare; e qui viene in mente Borges quando, a proposito dell’ispirazione afferma che il primo verso è dato e poi si sviluppa il tessuto linguistico di un testo poetico.
D’altro canto nella seconda strofa è detto che il letto di un fiume è un sudario che raccoglie le voci remote delle anime in sogno e qui pare che venga toccata la tematica di poesia e sogno connessa a quella delle voci che tracciano i tragitti della poesia stessa, che potrebbero essere quella che gli antichi chiamavano musa, gli psicoanalisti nominano come inconscio e gli ebrei e i cristiani designano come Spirito Santo.
A proposito di religiosità viene toccata anche la tematica della spiritualità pagana: per esempio in Sogno di Cupido il figlio di Venere, voce poetante, afferma che come doppio incorporeo aleggiava “per l’aere” e che con molte frecce al suo arco germinava amore.
La tematica della genesi di un componimento poetico è ripresa in Fuoco azzurro nella quale il poeta afferma che da una forzatura dell’ispirazione stessa verrebbe un pastrocchio e che deve essere invece la poesia stessa a visitare col suo fuoco azzurro a pervadere le viscere e a calare nell’humus della parola. 
Cifra distintiva della poetica di Serino, evidenziata soprattutto in quest’ultimo lavoro, è quella di una vena vagamente intellettualistica, che si esprime con una parola scabra ed essenziale che sembra procedere per accumulo con intermittenze di accensioni e spegnimenti.
Tutte le composizioni iniziano con la lettera minuscola e questo crea un senso di sospensione, come si provenisse da una regione delle cose e della mente arcana e come se ogni poesia fosse la prosecuzione di quella precedente anche se questa non è stata mai scritta.
In “Primavera canterina” viene realizzata una bella immagine naturalistica che ha qualcosa di pittorico: nell’incipit viene detto che la natura si riveste di verde in chiome folte a specchio di sole e poi viene detto il chiurlo che fa il verso se si abbozza un motivetto.
La dominante venatura mistica di Felice è pregnante in “Tutto è preghiera” quando il poeta afferma che la natura riflesso del cielo è preghiera, affermazione che riporta a quella religiosa ma paganeggiante di Goethe, secondo la quale la natura è l’abito vivente della divinità.
Originalissima e alta per stile, forma e contenuti questa scrittura nella sua forte sensibilità che si coniuga ad amore per la vita.
*
Raffaele Piazza






l'ora che dall'alto

l'ora che dall'alto: l'ora che dall'alto giungerà come un ladro ti troverà a mani vuote e cosa dunque Gli offrirai se non lune lacerate

giovedì 12 ottobre 2017

Il grido (3) (di Felice Serino)

Il grido (3) (di Felice Serino): resilienza questo vivere / morigerato e anse d'ombre / dappresso dove annega il grido // sudate notti e sogni / scollati da grigie albe // e; poesia Creative Commons

martedì 10 ottobre 2017

Vanagloria (2) (di Felice Serino)

Vanagloria (2) (di Felice Serino): la forma assumi dell'involucro- / status quo / mentre a preesistere / in te specchiato / è quel pizzico di; poesia Creative Commons

Alessia si disseta e appare Mirta


Alessia si disseta e appare Mirta


Sorgente sotto la luna di platino
per ragazza Alessia nell'abbeverarsi
di freddo per l'anima di 18 grammi.
Attimo infinito ed ecco Mirta venire
sorridente nell'erba tra le piante
del bosco rare. Esatta meraviglia
di Alessia nello scorgere l'amica
azzurro cielo vestita nell'agglutinarsi
al sembiante di mistica natura
a entrare nelle fibre di Alessia
per benedizioni ad ogni passo.
Mirta dice: non sarai lasciata e
avrete un bambino. Trasale Alessia
e abbraccio incorporeo con Mirta -
anima.


Raffaele Piazza

domenica 8 ottobre 2017

Fiume d'echi 2) (di Felice Serino)

Fiume d'echi 2) (di Felice Serino): rotte voci e forme / impermanenti / sotto luna menomante // anime siamo / che si cercano // fiume d'echi / la; poesia Creative Commons

venerdì 6 ottobre 2017

Di stagioni di sole (di Felice Serino)

Di stagioni di sole (di Felice Serino): ho sognato mio padre -non è giunto / il tuo momento- mi ha detto // di nuovo agli alberi cresce / la folta chioma / è tempo dei gatti in amore / -il ciclo si ripete della vita // quante ancora ne restano / di stagioni di sole -mi domando- di quel / sole che si; poesia Creative Commons

mercoledì 4 ottobre 2017

Ottobre con Mirta


Ottobre con Mirta


Sei ancora la donna dei boschi.
Nulla è mutato nella nostra
amicizia, Mirta. mentre ti vedo
nell'azzurro, nelle nuvole a
sfioccarsi o nella tua sul monitor
fotografia. Non mi taglio le vele,
vado al largo nel mare della vita
nell'attendere tua madre, Mirta,
a donarmi ceste di fortuna.
Dove sei tu, Mirta, nel mio studio
vieni con gli angeli e così
bruna nel mio ottobre mi dai
forza. Non dimentico le visite
alla Villa e ora come anima felice
e così esisti, Mirta.


Raffaele Piazza

lunedì 2 ottobre 2017

Forse una nube (di Felice Serino)

Forse una nube (di Felice Serino): mi accoglierà un non- luogo / non più inalerò resina di abeti / alle finestre degli occhi colombe / bianche si; poesia Creative Commons

sabato 30 settembre 2017

Ulissidi (3) (di Felice Serino)

Ulissidi (3) (di Felice Serino): andare per procellosi mari in cerca / del proprio nome l'origine / la loro Itaca // coglierne forse la voce nella / cavità del cielo / insufflate le narici da un vento salino // quel battere del sangue / di cui si parlerà a un nuovo approdo // e i morti?; poesia Creative Commons

Il desiderio e l'assenza videopoesia di Germano Mandrillo

Poesia di Vito Bonito


Un commento a LUCE ALTA


Luce alta

luce alta - paiono
incendiarsi le finestre degli hotel

un altro caffè 
spezza la mattina -
strilli 
di bambini in pineta lampi di
sole tra il fogliame

"Dio c’è" è la scritta sul 
muretto che delimita la spiaggia

dichiararlo a cuore aperto: 
ché un miracolo 
è la vita

Felice Serino

*


«commentare questa lirica non è semplice, perché è il risvegliarsi del mattino, le voci del mondo parlano, bambini al gioco prima della scuola, il caffè per ritemprarsi, la scritta sul muretto per dire al mondo che DIO è nel miracolo della vita, il sole che rischiara la terra. il mio elogio...»
emiliapoesie39 su scrivere.info

http://scri.re/p451191

Su LA VITA NASCOSTA - Note di Angela Greco



Felice Serino, La vita nascosta (poesie 2014 - 2017) letto da Angela Greco

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sguardi e il tracimare
di palpiti
alle rive del cuore

aria dolce come
di labbra
incanutire di fronde
nella liquida luce


La vita nascosta (2017), di Felice Serino (Pozzuoli, 1941), ultima silloge edita per i tipi “Il mio libro” (in apertura di questa nota, Sguardi e il tracimare) sin dall’esordio propone un impegnativo corpo a corpo tra lettura e lettore sia per l’importante numero di liriche raccolte, sia per il percorso sacro-intimistico-sociale che in essa si snoda, attraversando momenti pubblici e privati, accadimenti reali e propositi a venire, in un caleidoscopio di sensazioni \ emozioni fedele alla poetica, allo stile e al tono pacato e garbato a cui l’autore ci ha felicemente abituati in questi anni da “autodidatta”, come egli stesso si definisce, rivelando con una sorta di meraviglia, in riferimento alla Poesia, l’essenzialità del fatto che in questo comparto non esistono scuole dove imparare il mestiere, ma, quasi si avesse a che fare con un destino, ognuno è artefice di se stesso. Ed in tempi di proclamate e ostentate scuole-correnti di pensiero non è poco affidarsi a se stesso, con tutte le conseguenze del caso, non per presunzione, quanto piuttosto per volontà di riconoscere fin dove si è capaci di arrivare e scoprendo, magari, che ogni limite può essere un’opportunità.
La silloge, introdotta da Giovanni Perri, propone trecento pagine di testi prodotti nell’ultimo triennio; un dato, questo, che fa ben comprendere il bisogno e la necessità che ancora si hanno della poesia, per la capacità di quest’ultima di riuscire ad esternare quel che è difficilmente esprimibile in altri modi. La poesia è, quindi, ancora un bene indispensabile - ed il lavoro di un poeta di lungo corso dovrebbe far riflettere sullo stato dell’arte - anche in questi nostri tempi di presunto futuro rivoluzionario, di cambiamenti, di distruzione dei valori fino allo sgretolamento della parte umana dell’essere vivente. Felice Serino crede nella poesia, come veicolo di miglioramento e di crescita, tanto del poeta quanto del fruitore della stessa, e nelle sue liriche racconta il vissuto, porta materialmente l’esperienza la riuscita e la disfatta con molta onestà, ad esempio, come si legge in Luce ed ombra:

luce ed ombra rebus in cui siamo
impronte di noi oltre la memoria
forse resteranno o
risucchiati saremo
ombre esangui nell'imbuto
degli anni

guardi all'indietro ai tanti
io disincarnati
attimi confitti nel respiro
a comporre infinite morti


L’interesse di Serino è senza dubbio l’Uomo, la Persona, in un’ottica trascendentale, plurale, e mai personalistica: anche quando il soggetto è l’Io, la riflessione poetica non si ferma mai al Sé, ma abbraccia sempre e comunque l’esperienza che può già essere o diventare patrimonio comune. Serino si pone come suggeritore, come consigliere, come insufflatore di positività. Ed ecco, allora, che anche l’esperienza più drammatica, come la morte, in questo poeta diventa qualcosa che non chiude, ma piuttosto apre ad una nuova visione e l’Uomo, nonostante i difetti, viene ad essere un elemento non attorno a cui ruota tutto il resto, ma un pezzo di un più grande disegno di cui si può solo tentare di dire attraverso la poesia, appunto. Ne La separazione si legge:
alla fine del tempo
è come ti separassi da te stesso
in un secondo ineluttabile strappo
simile alla nascita
quando
ti tirarono fuori dal mare
amniotico
luogo primordiale del Sogno
stato che
è casa del cielo


La poesia di Felice Serino, con la sua concretezza e il suo vissuto, anche laddove prevale il senso etereo o metafisico o quando richiama il sacro e finanche nei riferimenti all’arte, arriva al lettore diretta, mai sofisticata da espressioni scritte soltanto per destare scalpore, per mettersi in mostra o per creare un personaggio; puntuale e delicata anche negli argomenti più impegnativi, questa scrittura poetica rende in modo nitido e molto piacevole il frutto di riflessioni attente e dello studio continuo, sempre quali esternazioni di un grande amore per la conoscenza e per la materia vivente, in tutte le sue forme. Nella verticalità, nel tempo oltre la vita, nell’augurio di luce e nell’ineffabilità di cui è vestito il testo di In questo riflesso dell'eterno a parer mio è possibile leggere i temi cruciali della poetica di questo prolifico autore, che mostra senza fronzoli anche una dote poco comune tra i poeti, la generosità. (Angela Greco)

credimi vorrei dirti che quanto
avviene anche là avviene
oltre le galassie oltre
lo specchio dei tuoi occhi amore
anzi certamente è presente
da sempre in mente dèi
imbrigliati noi siamo in un giorno
rallentato
noi spugne del tempo
assediati da passioni sanguigne
credi mia cara che quanto
avviene semplicemente
lo rappresentiamo
sulla scacchiera del mondo
noi essenze incarnate
in questo riflesso dell'eterno
dove l'anima si specchia
mentre ci appare infinito
mistero la vita - miracolo
tutta questa luce che
ci attraversa






Luna Park

Luna Park: ride la piccola Margot alle smorfie del papà che si rade 'suvvia ti porto alle giostre' e lei s'illumina di gioia e

venerdì 29 settembre 2017

Più d'una vita (2) (di Felice Serino)

Più d'una vita (2) (di Felice Serino): convivere con gli umori / di un corpo di morte // dall'animalità all'angelo: questa / l'impervia salita // più d'una vita se dal; poesia Creative Commons

giovedì 28 settembre 2017

La memoria di te, Mirta


La memoria di te, Mirta,
sgretola le attese.
Ti sei ammazzata, Mirta,
e non sei più dei boschi
la donna. Dio esiste e mi
sei vicina quando scrivo
con incerta grafia e ti penso,
trasognata amica
nel tuo dolore. Le abetaie
e le pinete mi stancano
senza di te e ti attendo
nel sogno ad occhi aperti.
Mi abbevera il tuo filo
di fredda sorgente. 
Mi chiedi una parola che salva:
rispondo AMORE!!!
.

Raffaele Piazza

In vaghezza di sogno (di Felice Serino)

In vaghezza di sogno (di Felice Serino): ti rigiri e vedi -in vaghezza di sogno- / un te estraneo vagare / per strade buie e vuote / come un sansebastiano a trafiggerti / gli strali della notte - senti / recalcitrare / in te l'uomo vecchio -ah convivere / con gli umori di un corpo- zavorra- / ti; poesia Creative Commons

domenica 24 settembre 2017

Qualcuno ti conosce (di Felice Serino)

Qualcuno ti conosce (di Felice Serino): -non credi in un dopo? e / in un prima? e il mondo / pensi s'è fatto da solo?- ti chiedo / e tu t'aggrappi agli specchi // ma nulla va perduto / sai: / Qualcuno ha contato / tutti i tuoi capelli // davanti / a un pericolo mortale // un'invocazione ti salirà; poesia Creative Commons

venerdì 22 settembre 2017

Luce alta (di Felice Serino)

Luce alta (di Felice Serino): luce alta - paiono / incendiarsi le finestre degli hotel // un altro caffè / spezza la mattina - / strilli / di bambini in pineta lampi di / sole tra il fogliame //

giovedì 21 settembre 2017

Angelo della luce (di Felice Serino)

Angelo della luce (di Felice Serino): adagiati creatura del sogno / sulla curva del nostro abbandono // la lontananza è ferita insanabile / un cielo d'astri divelti // e tu balsamo sei / -tu orifiamma; poesia Creative Commons

mercoledì 20 settembre 2017

Alessia e Mirta nell'attimo


Alessia e Mirta nell'attimo


Entrano nel bosco dell'attimo
Alessia e Mirta sotto la pioggia
a iridarsi in amniotici rigagnoli.
Querce centenarie e argentati
abeti a comporre il paesaggio
(la levatura dell'evento è notevole:
dal tempo degli orologi
e delle clessidre e delle meridiane
sono uscite).
Mirta dice: non ti lascerà! (la
voce d'anima è soave).
Poi nell'interanimarsi
nell'abbraccio di un'anima
e di un corpo Alessia sente
un fresco celestiale come
quando bevve acqua di platino
e sorrise alla vita
(era gennaio il mese del nevaio).
Un lampo squarcia il sembiante
la luna ostia d'argento
sul mare di Napoli sorride.


Raffaele Piazza 

lunedì 18 settembre 2017

domenica 17 settembre 2017

In te la luce (di Felice Serino)

In te la luce (di Felice Serino): s'inginocchia in te la luce // ti dividi / nelle due dimensioni: / dreamtime e corporea insieme // a sorvegliarti è; poesia Creative Commons

sabato 16 settembre 2017

IO VORREI, SUPERATO OGNI TREMORE (Alda Merini)

Le voci remote - e-book



Da TRASMIGRA IL GIORNO (1)


Felice Serino Da TRASMIGRA IL GIORNO # 1


.


Il grido 

non lasciare ch'emerga
il mostro come da abissi
marini fa' che affoghi
nel suo sangue

rabbuia nelle vene il giorno:
grido che tende
levarsi nell'aria rossa

*


Infinite vite

infinite vite possibili
ha forse l'anima
quel che è detto da taluno
l'essere moltiplicato

mai si chiude il cerchio?

è come traversare innumerevoli
porte nei meandri dei sogni
o abbandonarsi a visioni
di déjà vu

non si chiuderà il cerchio se
come si sa
è del Demiurgo un continuo creare
infiniti
mondi-entità col solo sognarsi

*


Quel sorriso 

senti la vita quasi fosse
apparenza in vaghezza di sogno

l'anima è spersa dove fitta
trama d'ambiguo s'incaglia

ah le uve dei suoi occhi: uno spasmo
di luce - una spina nel sangue

e quel sorriso -oggi
che ti sorprendi a inseguire ombre
in cerca del suo profilo-
ti si trasfigura in un graffio
difficile da decifrare

*


Seguendo l'ombra

i tavoli tra ombra e sole dove
sedeva chi più non c'è

la mente è in fermento
nel lento giro del sangue
in questo scorcio di cielo

mi sposto seguendo l'ombra
seduto a leggere Brodskij
mentre
lo sciabordio dell'onda mi culla i pensieri
che vagano
sul filo di versi in fieri

mi distoglie
il ronzio di una mosca: salto un rigo
nero della pagina

il libro si chiude di scatto
sul giorno azzurro

*


Memento

la luce si spalma
dentro la parola
che di sé vive:

a ricordarci la bellezza

lasciarci impregnare
di fascinazione
nell'orfanezza del sogno

*



Santiago

traversare il ponte sull'Atlantico
t'ispira qualcosa
che appunti in un angolo sicuro
della mente

dopo
per davvero
guardi in un modo diverso le cose

è quello stupirti
amando l'Amore

il cammino di Santiago
finisce nell'Oceano


[percorso Fatima - Santiago di Compostela]

*


L'asceta

è nell'invisibile dice
l'architettura dell'essere -
perfezione la carne che si
trasfigura

il resto è apparire o maya: mondo
i cui regimi e regni andranno
capitolando - insieme a chi
li rappresenta

*


Sul cancello

drappo viola dalla finestra affisso
sul cancello di fronte: un altro vicino
agli ottanta è andato a miglior vita -
non ritirerà più
il giornale al mattino
il passo pesante il fiato corto

unificatosi col suo doppio
ha lasciato qui la zavorra

*


Eros e Thanatos

far l'amore e la morte sono in stretta
connessione:
l'appagamento è un dolce morire

attimi che sembrano infiniti
perché amore e morte si abbraccino

come la terra nel suo grembo accoglie
le foglie cadute

*


Cronaca

"in luce di sangue vita ti diedi
e tu l'hai gettata nel cassonetto"

ahi quel cielo di carta stampata
che s'indigna sotto gelida penna!

*


Scorci di settembre

scorci di settembre è l'ombra
a dominare i posti prima assolati
che trovavi nelle tue uscite

familiare ti è l'ombra ed è
dissonanza se ti sorprende
il pensiero di quel bambino che
dopo il crepuscolo ha paura del buio
e se non mangia arriva il mammone
con tre tocchi -sotto il tavolo


[mammone: in gergo è l'orco]

*


© Felice Serino