sabato 22 luglio 2017

Gli addii ( Nadezhda Slavova)

Alda Merini - Se avess'io


Da LE VOCI REMOTE (2)


Felice Serino

Da LE VOCI REMOTE #2

.


Fumatori d'oppio

figure inconsistenti
come carta bruciata
sbriciolata d'un soffio

e
alberi che camminano
capovolti e navi
di nuvole

visioni aleggianti nelle
stanze del tuo sangue

Jonas
preso nella rete dei
fumatori d'oppio

*



Se qualcuno è a spiarti

lasciartele scivolare addosso -dici-
distaccarti sempre più dalle cose
finanche da questo

corpo: vederti presente
a te
come nel sogno - quasi
evanescente

sogni
e sei sognato -
mondi speculari

vedi: se
qualcuno è a spiarti

non sei che tu
da un altrove

*



Sognarmi

sull'otto orizzontale
librarmi etereo

piume d'angelo a coperta
di cielo

*


Se lasci che la vita

il moscerino che taglia nella luce
del monitor
l'ultima tua poesia riveduta

sembra imbeversi
del sangue delle sillabe

in questo minuscolo essere
smarritosi
nella sua realtà-sogno

vedi te stesso se lasci che la vita
ti conduca lungo
i labirinti viola della mente

*


Trasmigra il tuo giorno

compiacerti dei tuoi beni?
ma dimmi cosa ti porti
di là?

lasci pure questa veste
oggi affidata nelle mani
dei "restauratori"

-la vecchiezza un obbrobrio!

ecco vedi trasmigrare
il tuo giorno
in sudari di calce

*


Ed è sangue in luce

esilio di carne
anse d'ombre

ed è sangue in luce
l'ancestrale fiorir
d'appigli

a schiudere il giorno

*


Simbiosi

di notte sto bene con me e l'altro

sono io l'altro che -c'hai mai
pensato?- non proietta ombra
ombra di me è il sogno

come un bambino
avvolto dal regno delle ombre
affido tutto me stesso alla notte

*


Complice l'ombra

non un posto al sole
non m'ispira il tipo lucertola

ora dove sosto
un venticello spira
che mi pettina i pensieri
aggrovigliati
nel cielo della mente

dove un abbozzo
di poesia inizia
a mettere ali

*


Il là propizio

quando sperimenti il fantastico e
non focalizzata l'immagine salta
sul video della mente

quando magari
è Borges a darti l'abbrivio
il là propizio
dal suo cielo d'esagoni e sfere


[ultimo verso: ispirandomi a "Finzioni", di Jorge Luis Borges]

*


Dove palpita il sogno

da una dimensione parallela
il Sé in me rispecchia
la sua primaria origine
punto dell'eterno
dove palpita il mio sogno
di carne e cielo

*


Testimoni

di sole indorate
distese a maggese
ricamate di fiori di sangue
per mano assassina
tramante nell'ombra

vòlto al cielo: testimone
non "profeta" di
panegirici
fulminato a due passi
dal luogo di culto
le mani ancora nell'atto
di benedire

-come in un tempo sospeso
l'oscillare di grani
di rosario




© Felice Serino

Commenti da L'Oceano (6.1)


Commenti dalla Redazione
oceanonellanima.it
(Massimo V. Massa)
(pagina 6.1)


.

Nomade d'amore

la Tua luce
abita la mia ferita
che trova
un lieto solco
nel suo risplendere

Tu
a farti bambino ed ultimo

per accogliere
il nomade d'amore
dalle aperte piaghe

*

21-11-2016

Luce infinita che ricorda l’accoglienza del dolore, vivo a risplendere d’eterno amore.

*


Uno di quei sogni

quando sai
essere un sogno e ne esci

o vorresti trattenertici

trovandoti davanti a un mare
sconfinato
fasciato di luce
vivissima

dai colori caldi
da far vibrare
l'anima e i sensi

quasi un flash

frammento di sogno
vigile

come fosse solo dipinto

*

11-12-2016
Per certi motivi, inspiegabili alla nostra ragione, i sogni hanno un’energia che sconfina nei nostri sensi. L’immagine di una carezza, un lieve bacio fa si che le nostre giornate possano sorridere ancora. E’ il potere dei sogni che, talvolta, ci rende invincibili.

*


L'indefinito

è nello spazio delle attese
nel bianco del foglio
nel buco nero del grido di munch

l'indefinito
è nell'aprirsi del fiore
nel fischio del treno in un lancinante addio
nell’intaglio
dello scalpello su un marmo abbozzato

l'indefinito è in noi
sin dallo strappo
di sangue della nascita

*

05-01-2017
La poesia scolpisce l’incertezza dell’esistenza. “L’indefinito” è di per sé paragonabile all’instabilità, alla poca chiarezza. Questa poesia si preoccupa di non dare definizioni ben chiare, ma piuttosto di tracciare, con consapevolezza, un percorso verso la stabilità d’animo. Di fatti, nulla di ciò che avviene o esiste è dotato di una definizione perfetta. Resta dunque, l’indefinito…

*

Ancora a sorprenderci

dici non siamo che ombre
al sole della morte
indossiamo l'inverno
di un corpo caduco

ma dai muri il verde grida
in folti ciuffi e gli alberi
si cambiano d'abito e
al guaiolare dei gatti s'affaccia
pettegola la luna

ancora a sorprenderci
in fermento la vita

e tu che vai
filosofando

*

23-01-2017
La vita, cos’è? Una melodia che si ripete, cambiando le parole, un sorriso, un gesto infelice, un rifiuto, un bacio, una nascita, una morte e la meraviglia ci balla intorno. E poi restano le note di un pianoforte ben accordato, che continua ad emozionarci. Non ha mai fine. Grazie poeta, grazie.

*


Sei altro

forse meglio l'attesa
a dipanare e sdipanare le ore
che l'appagamento
senza più desideri: il libro
di poesie fresco di stampa
fra le mani e ti ritrovi
ora in una sorta
di vortice
le parole vive strappate
all'anima vagano leggere
non più
tue ma del mondo
mentre tu sei altro

*

27 1 17
Giungere al desio è esso stesso negazione di quanto desiderato.
Bellissima e incisiva descrizione del sè che è tratteggio dell’uomo nella sua totalità.

*


Sogno travestito

dove generi
giorni dissipati
dove non ti travolgano
le acque del dolore
la realtà è sogno travestito
da clown dal perenne riso
- dietro la maschera
una tristezza che
invade

*

04-04-2017
Quando si cerca di sfuggire agli aspetti dolorosi della realtà, attraverso il sogno che sostituisce quella realtà, il dolore trova comunque la strada per arrivare nel profondo dell’essere.

*


La Poesia

in luce di sogno
ti seduce la vita altra

nella dimora del sangue
veleggiano
navi di nuvole

un ventaglio di palpiti
apre la casa della mente

*

13-05-2017
Delicatamente Poesia ciò che nutre e appaga come linfa del vivere che sparge la sua verità in intensità che non vanno più via. Splendida!

*



Al crocevia dei venti

Al crocevia dei venti: (la fatica dello scrivere)   magari ti soccorra una voce fatta carne scavata nel sogno  complice la luna

venerdì 21 luglio 2017

Dietro un'alba cadmio (di Felice Serino)

Dietro un'alba cadmio (di Felice Serino): ha dipinto nel tempo il suo / 'capolavoro' di nulla? / -spuntato / da duemilanni il suo pungiglione // dietro un'alba cadmio il nero dove / ogni volta la ricacciamo / -nell'oceano di energia / miseramente essa si spegne // l'humus si nutre / di; poesia Creative Commons

giovedì 20 luglio 2017

A Mirta Rem Picci


A Mirta Rem Picci


Domenica scorsa esistevi
sinuosa e sensuale come
nella tua poesia bella, letta
solo a me. Ho dormito
soavemente nella tua villa
e tu mi hai svegliato con il
caffè. Sorridevi connivente
e tua madre ha guidato
con noi fino a Mergellina.
Eri prigioniera del tuo film,
Mirta, e lunedì hai ucciso
la tua bellezza. Suono di
campane senza festa.


Raffaele Piazza

mercoledì 19 luglio 2017

La cara musa (2) (di Felice Serino)

La cara musa (2) (di Felice Serino): giungerà con quest'aria incendiata / tra un ghiacciolo e un bagno la cara / musa latitante da giorni // intanto; poesia Creative Commons

domenica 16 luglio 2017

Sprazzi di luce (di Felice Serino)

Sprazzi di luce (di Felice Serino): non riesco a saziarmi di Te // penetri nella / mia vitrea solitudine / con sprazzi; poesia Creative Commons

venerdì 14 luglio 2017

Alessia e la spiaggia della gioia


Alessia e la spiaggia della gioia


Scivola sull'asfalto di Alessia
l'auto nell'avvicinarsi
alla spiaggia del golfo mistico.
Napoli in vetrina come una donna
per ragazza Alessia nell'erba
della verde verità. Si staglia la
visione del mare verde nell'azzurro
del cielo e degli occhi di Alessia
protesa alla gioia delle onde
e delle acque del sale e del sabato.
Non sono prove di danza
ma vita senza esistere nuotando.
Dalla cabina esce Alessia
nel tuffarsi in un'anfora di fresco
sotto le solari candele
del consecutivo luglio.


Raffaele Piazza

Tutto è preghiera (di Felice Serino)

Tutto è preghiera (di Felice Serino): una farfalla è una farfalla ma / tutto un mondo nella sua essenza // la natura / riflesso del cielo è; poesia Creative Commons

mercoledì 12 luglio 2017

Santo che soffri (di Felice Serino)

Santo che soffri (di Felice Serino): Amore inchiodato alla croce / Sole che apri spiragli / nei cuori di carne / Luce che accechi i potenti // t'incontriamo nel; poesia Creative Commons

martedì 11 luglio 2017

Allucinogeni (di Felice Serino)

Allucinogeni (di Felice Serino): corrono brividi nel sangue psichico // dentro l'occhio di Selene ondeggia / distorto volto d'angelo // bruciarla la vita; poesia Creative Commons

Alessia trova la gioia nella natura


Alessia trova la gioia nella natura


Attimi tra sonno e veglia
per Alessia in Francia al museo
degli Impressionisti nel
contemplare di Monet le ninfee
e le cattedrali. Attimi aurorali
per poi entrare nell'alba
del segreto giardino tra gli aranci,
i limoni, i melograni e centrale
la mimosa a infiorare la tinta
gialla dei capelli il grano.
Trasale ragazza Alessia sotto
il foglio di carta del cielo,
anima di rondine azzurra
nel sereno tra cani e gatti
spontanei ricomponendosi
della vita l'affresco.


Raffaele Piazza

lunedì 10 luglio 2017

Quell'età (di Felice Serino)

Quell'età (di Felice Serino): siamo quelli / di un'età ahimé biasimevole / se la moglie impreca / per la camicia ricamata di sugo // 'l'altra faccia' / -a; poesia Creative Commons

domenica 9 luglio 2017

Milo De Angelis, su Giovanna Sicari

Milo De Angelis, su Giovanna Sicari

Nudo alla luce (di Felice Serino)

Nudo alla luce (di Felice Serino): è velo che cadrà la carne // rendere fruttuosa la morte / 'perdendo' la vita // rovescio / dell'io; poesia Creative Commons

sabato 8 luglio 2017

"Dal balcone del corpo" - Antonella Anedda


Recensione su BdA di Pezzino


Recensione a “La vita nascosta” di Felice Serino
Di Donatella Pezzino



Il poeta: sognatore, visionario, angelo caduto. Nel caso di Felice Serino, anche viandante. La cui strada sta in quella sottile zona intermedia tra il mondo sensibile e la dimensione trascendente. Per questo viandante, la vita stessa è viaggio; una ricerca continua e instancabile, un afflato spirituale, prima ancora che lirico, verso quell’oltre che ogni realtà sembra sempre celare in sé. Non a caso, “La vita nascosta” è il titolo della pluriennale raccolta di liriche nelle quali, dal 2014 al 2017, l’anima del viandante si è voluta raccontare, riversare, svelare: nelle dolcezze dell’attimo, negli inciampi sotto la pioggia battente, nei vuoti incolmabili, nelle domande senza risposta; nei lunghi dialoghi con sé stessa e con Dio. Questo è Felice Serino, fine artigiano di sogni reali e di realtà sognante, aedo di una dimensione parallela in cui tutto parla con il linguaggio perfetto, intellegibile solo all’anima: il silenzio. E in Serino il silenzio racconta i ricordi, le lotte, gli affanni segreti; facendosi racconto di un lungo percorso verso quel punto luminoso e vitale che, lungi dall’essere il punto d’arrivo, diventa abbandono catartico. In questo percorso, l’anima errante si fa parola, e parola silenziosa; in quella contemporaneità di passato, presente e futuro che è, in fondo, la vera estensione del nostro vissuto. Come ogni silenzio, anche la parola silenziosa di Serino è coincidenza di opposti: tutto e niente, vita e morte, trascendenza e immanenza, carne e spirito. In quanto tale, ogni parola è un infinito: di voci, di suoni, di odori; di ricordi, di percezioni; di gioie incontenibili e di dolori laceranti. Quante cose quindi potrà raccontare? Quante potrà fare emergere dal cuore di chi sa ascoltare? Per questo, in Serino l’autore si fa, più che creatore, scultore del verso: uno scultore sensibile e amorevole, che rivela, sbozza, combina forme e sfumature; senza mai eccedere, perché la bellezza, così come la verità, sta sempre nel giusto, nell’armonico, mai nell’eccesso. Ecco perché ogni poesia di questo autore spicca per la sua moderazione: nei colori soffusi, quasi un bianco e nero appena rosato; nel numero dei versi, pochi e intrisi di dolcezza, anche quando in essi è il grido dirompente, lo strazio esistenziale, la malinconia che corrode. Un fiore esangue, spampanato già al suo sbocciare: perché nei suoi colori, l’occhio dell’anima vede già come fatto compiuto quel trascolorare che della morte ha solo l’apparenza, ma che in realtà manifesta la vera essenza della vita. Lo spirito: ecco la dimensione nella quale tutta la poesia di Serino si fa carne e sangue, per sublimare poi nella fede ciò che per altri è destinato a rimanere puro male di vivere. In Serino, la coscienza del dolore è ferita aperta: viva, bruciante, inguaribile. Eppure, il dolore è luce. Che ci guida, che ci sostiene. E che pure è possibile amare:

pure
ami la luce
ferita:

chiedile
delle infinite crocifissioni

fattene guanciale
in notti di pianto

Una fine che è dentro ogni inizio: perché andare avanti è un guardarsi indietro, dove uno specchio moltiplica all’infinito le nostre contraddizioni:

Luce ed ombra rebus in cui siamo
impronte di noi oltre la memoria
forse resteranno o
risucchiati saremo
ombre esangui nell'imbuto
degli anni

guardi all'indietro ai tanti
io disincarnati
attimi confitti nel respiro
a comporre infinite morti

C’è ovunque, in questo voltarsi indietro, un forte senso delle cose perdute: non puro e semplice rimpianto, ma quasi una cancrena, cresciuta nella parte più nascosta del cuore per poi radicarsi in ogni punto della carne, fino a creare un velo tra noi stessi e la nostra capacità di rapportarci al presente:

pensando a te vedo
il vuoto di una porta
e dietro la porta ricordi
a intrecciare sequenze indistinte
sogni e pensieri asciugati
mentre un sole
di sangue s'immerge nel mare

Il presente, in questo senso, si configura come una lunga sequenza di déjà-vu, intrecciando il vissuto alla memoria, e le immagini dei luoghi sognati a profumi realmente accaduti:

del luogo sente quasi il profumo
salire dalla terra
lo spirito che si piega
a contemplare

gli sembra di esserci già stato
o forse l' ha sognato
... e quell'albero vetusto
sopravvissuto
a suo padre a fargli ombra
a occultargli
in parte l'ampia veduta
del mare quello stesso mare
che vide i suoi verdi anni

e il vissuto
(come in sogno) divenuto
lontana memoria

Il mare, la terra, la giovinezza; la visione, il ricordo, e poi, più profondamente, la coscienza di sé, nuda, scarna. Un sé da cui la morte, prima ancora che la vita ci abbia detto chi siamo, ci separa, ci libera, stemperandoci amnioticamente nelle acque di un cielo in cui la rinascita è al tempo stesso un ritorno.

alla fine del tempo
è come ti separassi da te stesso
in un secondo ineluttabile strappo
simile alla nascita
quando
ti tirarono fuori dal mare
amniotico
luogo primordiale del Sogno
stato che
è casa del cielo

Nella morte tutto, forse, sembra acquisire un senso nuovo: perché in quel distacco, paradossalmente, il mondo ci possiede come mai quando eravamo in vita:

ritenere antinomia
la morte - la tua

come un abbaglio o un
trapassare di veli

e nel distacco
quando
il mondo senza più te sarà
impregnato della tua essenza

" leggerai" il tuo
necrologio
pagato un tanto a riga

Non manca, in queste liriche, l’appello al sogno come via di salvezza dalla più scabra disillusione: ma lo scandaglio, minuzioso e severo, sembra non avere esito certo. La domanda resta appesa; gli anni a tremare, indistinti, nella loro stessa ombra. E’ l’indefinito, uno dei motivi più forti e pregnanti di tutta l’opera: quel punto cartesianamente evidente, chiaro e distinto, l’unica verità delle cose che, in ultima analisi, ci è data di conoscere.

è nello spazio delle attese
nel bianco del foglio
nel buco nero del grido di munch

l'indefinito
è nell'aprirsi del fiore
nel fischio del treno in un lancinante addio
nell'intaglio
dello scalpello su un marmo abbozzato

l'indefinito è in noi
sin dallo strappo
di sangue della nascita

Non esiste antidoto alla nostra piccolezza, alla nostra finitezza: tutte le riflessioni, anche le più raffinate, ci portano sempre allo stesso vicolo cieco, alla stessa prigione di carne e sangue dove lo spirito soffre, ricorda, ama. Per questo il viaggio, seppure inquieto e periglioso, è preferibile alla quieta stasi di una stanza chiusa: “forse meglio l'attesa/a dipanare e sdipanare le ore/che l'appagamento/senza più desideri”, perché il bisogno di desiderare è insito nella stessa condizione umana; quasi come l’atto del respirare, in cui un respiro ne attende un altro, e poi un altro ancora, per permettere al corpo di continuare a vivere. E’ questa attesa che rende l’uomo, pur nella sua limitatezza, arbitro del suo destino; all’interno, però, di un disegno più grande da cui Serino, in quanto uomo di spirito e di fede, non può prescindere:

chi mai ti toglierà quel posto
da Lui riservato
secondo i tuoi meriti
altro è la poltrona
accaparrata a
sgomitate
trespolo che pur traballa
come in un mare mosso
finché uno tsunami
non la rovescia la vita

Chi è il Dio di Felice Serino? Da un filosofo, costantemente proteso al fine lavoro speculativo, potremmo forse aspettarci qualcosa di complesso, di aristotelico, che ci spieghi in qualche modo i grandi quesiti dell’esistenza. Invece, il Dio di Serino è amore. Solo e semplicemente amore, e conoscibile in quanto la nostra anima ne costituisce il riflesso:

noi siamo proiezione di Dio
e come angeli incarnati
del nostro Sé
similmente di noi
i nostri figli

-frecce scoccate oltre
il corpo
dall'arco teso dell'amore


E’ il Dio dell’infanzia, della semplicità: dei lunghi colloqui del bambino con il proprio angelo custode, della vita dopo la morte, dell’eternità di quella Luce che culla e conforta l’anima alla fine del viaggio:

la Tua luce
abita la mia ferita
che trova
un lieto solco
nel suo risplendere

Tu
a farti bambino ed ultimo

per accogliere
il nomade d'amore
dalle aperte piaghe

Piaghe che rimandano ad altre, più profonde e traboccanti: le piaghe della Passione, il cui rosso sangue diventa, come l’ultima luce del cielo al tramonto, faro di salvezza per le anime disperse nei marosi della vita:

acqua mutata in vino
perché continui la festa

così al banchetto del cielo
con l'Agnello sacrificato
acqua e sangue dal Suo costato
dal sacro cuore vele
le vele rosse della Passione
nella rotta del Sole
per gli erranti della terra

E, seguendo questa rotta, si arriva; come è accaduto alle anime piccole che hanno creduto, e che chiudendo gli occhi hanno visto, attraversando il fango del mondo senza restarne macchiati, come espresso in questi versi dedicati a Madre Teresa:

la verità è il tuo sangue
che vola alto
planando
su celestiali lidi

oltre

le sere che chiudono le palpebre
sul cerchio opaco del male






Su LA VITA NASCOSTA


Così commenta Vanni Spagnoli la mia pubblicazione LA VITA NASCOSTA su ilmiolibro:

Forse davvero "per nessuno c'è il nulla o la morte definitiva", ma è certo che nell'aldiqua Felice Serino sperimenta, coi suoi versi, l'angoscioso passaggio tra una presenza e l'altra, tra uno ieri che lascia tracce precise che resistono agli anni ed un oggi che, troppo spesso, lascia smarriti. Poesie davvero toccanti.

Nell'inquieto mio cielo

Nell'inquieto mio cielo: [ispirandomi alla figura di Giobbe]   nell'inquieto mio cielo ferite gridano il Tuo nome

venerdì 7 luglio 2017

Espansione (di Felice Serino)

Espansione (di Felice Serino): il sogno è proiezione? o / sei tu in veste onirica / uscito dal corpo? // sognare è un po' / essere già morti // come / nell'oltrevita / e l'essere si espande / si sogna moltiplicato / in fiore atomo stella // appendice? o / espansione; poesia Creative Commons

mercoledì 5 luglio 2017

Clown (di Felice Serino)

Clown (di Felice Serino): la tua magia è fumo / che vola sul tempo / fra palpebre d'aria // l'ora si fa elettrica / nel cielo / di un capriolare; poesia Creative Commons

La Donna dei boschi ed io


La Donna dei boschi ed io


Una luce di luna sul mare stasera
e sei tu, Donna dei boschi, con me
nella mia camera ovunque tu sia.
Lucore di candela accesa davanti
a della Vergine l'icona dei miracoli,
e sei tu, Donna dei boschi a darmi
la mano ovunque tu sia.
Attimo: ora tu sei e io sono
sul pianeta terra respiriamo
la stessa aria. Siamo insieme
nella stessa vita e sono già
tra gli aranci, i pini, i limoni,
della mimosa il giallo, le selvatiche
rose e i melograni dai fiori rossi
della tua foresta. Mi doni di fortuna
ceste con il pensiero
e continuiamo il cammino
abbracciati anche se io sto a Napoli
e tu nella calda Caserta pari a te.


Raffaele Piazza

martedì 4 luglio 2017

Ad altezze segrete (di Felice Serino)

Ad altezze segrete (di Felice Serino): spendersi / in un percorso di amore / il cuore aperto ad altezze / segrete // sperimentare l'Altro da sé / nel; poesia Creative Commons

domenica 2 luglio 2017

Ricorda (di Felice Serino)

Ricorda (di Felice Serino): sei granello di clessidra / grumo di sogni / peccato che cammina // ma / sei / a m a t o // immergiti / nella luminosa scia di; poesia Creative Commons

Sic transit (di Felice Serino)

Sic transit (di Felice Serino): confidare / nelle cose che passano / è appendere la vita / al chiodo che non regge // è diminuirsi la vera; poesia Creative Commons

venerdì 30 giugno 2017

La cara musa (di Felice Serino)

La cara musa (di Felice Serino): ti ci arrovelli ma non trovi soluzione / ti ha lasciato a metà la cara musa // sei come; poesia Creative Commons

mercoledì 28 giugno 2017

Alessia e la villa del roseto


Alessia e la villa del roseto

Sera dall'albereto adiacente
alla villa del roseto per Alessia
a giungere alle piante del giardino.
Grandi rose dalle tinte intense
da rinominare sottese ai luminari
del cielo per ragazza Alessia
nel selenico intensificarsi dell'azzurrità
fino al cobalto nel farle una veste
di serica vita. Tesse il vento la sinfonia
fantastica e giunge Alessia
nell'interno della villa fino
a di Giovanni gli occhi
e trasale come una donna
nello spogliarsi per l'amore.


Raffaele Piazza

domenica 25 giugno 2017

Testimoni (di Felice Serino)

Testimoni (di Felice Serino): di sole indorate / distese a maggese / ricamate di fiori di sangue / per mano assassina / tramante nell'ombra // vòlto al cielo: testimone / non 'profeta' di / panegirici / fulminato a due passi / dal luogo di culto / le mani ancora; poesia Creative Commons

sabato 24 giugno 2017

Dove palpita il sogno (di Felice Serino)

Dove palpita il sogno (di Felice Serino): da una dimensione parallela / il Sé in me rispecchia / la sua primaria origine / punto; poesia Creative Commons

Milo De Angelis


Nevermore

Recensione su BdA LA VITA NASCOSTA

nota di lettura a “La vita nascosta” di Felice Serino (di Giovanni Perri)



E’ appena uscita, nei tipi “Il mio libro”, l’ultima raccolta di poesie di Felice Serino “La vita nascosta” (pagg. 368, euro 22; 2017): un volume corposo a cui il poeta ha dato impegno e abilità nel combinare forme quasi al limite della palpabilità, tale è la materia dei suoi versi, sempre indicativi d’un limite da attraversare,  una soglia variamente percepita a memoria di palpito o sollievo, come segnata a margine di un sogno.   Ed è inconcluso e sovratemporale il sogno, girato nel cono di luce che lo svela.
Serino ha questo progetto di magia nei versi: poesia come attraversamento e sosta, domanda nella risposta; inventario di formule aeree illuminate e illuminanti: quasi fosse un tragitto segreto tra pareti di vetro da cui vedere. Spesso si nota un tentativo di infrangere il vetro, magari con un urlo, magari l’urlo fa solo tremare il vetro, ma quel tremore basta poco a capire che è la sostanza del nostro mondo interiore: un mondo clessidra, pieno di feritoie e nascondigli, tutto paure e desideri,   bagagli con dentro il timore della felicità. Perché felicità è il Dio ascoso a cui Serino pensa con tutta la gravità possibile, cucendo lo strappo dell’amore-inquietudine, nella dicotomia essere/apparire, nella indomabilità del respiro di ogni minima luce da cui ripartire, nel desiderio di trascendere ogni possibile forma. Serino ausculta ed espande le onde magnetiche di un attrito originario: il battito del tempo, l’indefinita sosta nel regno dei sensi, ogni distanza immaginabile: ed è un vedere ad occhi chiusi ovvero un percepire, un ballare la danza obliqua della morte sublimando la vita nel brillìo di tutti i suoni.
Al centro la cifra altissima di versi capaci dell’azzurrocielo e del neromare, della terra che ha voce di uomini fatti angeli, vortici dove perdere mani e parola perché è lì la Vita nascosta, la forma entro cui è combinato ogni flash di pensiero, ogni sussulto capace di portarci  in un altrove ri-generante.

Giovanni Perri





5 poesie con commenti di R. Piazza


Commenti di R. Piazza 
su rossovenexiano.com

.


Qui ci sta bene uno spazio

ecco vedi
la poesia deve respirare
nascendo dal bianco
innalzarsi come
cresta d'onda per poi
immergersi fino allo spasimo
in profondità d'echi e ancora su
con lo slancio felice d'un
enjambement

vedi
la poesia è una tipa
selettiva
sfoglia scandaglia spoglia
immagini le riveste a sua
somiglianza

porta
sogni e nuvole al guinzaglio

flymoon aka f. serino

*



"Poesia bellissima e alta nella sua originalità. Il poeta, con piena coscienza letteraria, si ripiega sul suo lavoro, sul suo poiein e sul senso del fare poesia in generale. La poesia nella poesia nel suo nascere dal bianco del foglio per poi decollare sulla pagina. Da notare che la poesia qui è una "tipa", un essere femminile, quindi, lunare e anche misteriosa. E qui viene in mente la musa. Ed è bene, come dice Serino, che sogni e nuvole siano tenuti al guinzaglio, che siano controllate le emozioni".

Raffaele Piazza  

* * *


La Poesia

in luce di sogno
ti seduce la vita altra

nella dimora del sangue
veleggiano
navi di nuvole

un ventaglio di palpiti
apre la casa della mente


flymoon aka f. serino

*

"Poesia alta e bella che riflette, a partire dal titolo, sulla poesia stessa. Nella strofa centrale c'è un tono surrealista molto efficace con l'immagine delle nuvole che veleggiano nella dimora del sangue. E nella casa della mente stessa si producono le emozioni che si traducono in poesia".

Raffaele Piazza

* * *


Nell'infinito di noi

(visione)

abbracci senza
mani
di corpi immateriali

i nostri
volti unificati

noi fatti d'aria

tu ed io

una sola persona

© flymoon aka f. serino

*


Poesia bella e alta, scabra ed essenziale, che vuole simboleggiare una visione. E' descritto un abbraccio immateriale con l'altro, presumibilmente una lei o un angelo. Si arriva a una fusione mistica dal due all'uno in una compenetrazione d'anime che potrebbe essere sotteso ad un amplesso anche carnale.

Raffaele Piazza

* * *


Il posto riservato

chi mai ti toglierà quel posto
da Lui riservato
secondo i tuoi meriti
altro è la poltrona
accaparrata a
sgomitate
trespolo che pur traballa
come in un mare mosso
finché uno tsunami
non la rovescia la vita

© flymoon aka f. serino

*

Poesia alta, bella e di genere mistico, come si evince da quel "Lui" al secondo rigo, che potrebbe essere Dio o Gesù. E' "Lui" che ha riservato al "tu" al quale si rivolge il poeta un posto, presumibilmente in Paradiso, secondo i suoi meriti, Ironicamente il posto in Cielo è paragonato alla poltrona presa con prepotenza dall'arrivista sulla terra, posizione per sua natura precaria.

Raffaele Piazza

* * *


Le vene cariche di notti

 (stato depressivo)

le vene
cariche di notti
a carpire vertigini all'abisso

laddove
è a confondersi col sogno la vita

il tuo imbuto a
risucchiarti

© flymoon aka f. serino

*

Poesia bella, alta e originale sul fascino e il mistero delle notti, che danno riposo e sogni. Le notti sono sentite fortemente dal poeta, tanto che sembrano entrare nelle vene, nel sangue, quando la vita si confonde con il sogno stesso. Nella chiusa si parla di un imbuto che risucchia, probabilmente nelle profondità dell'inconscio.

Raffaele Piazza


Echi d'infanzia

Echi d'infanzia: bacia il sole immense distese a maggese   così anche il cuore in fioritura

venerdì 23 giugno 2017

Inno alla gioia con la Donna dei boschi


Inno alla gioia con la Donna dei boschi
.

Luna che tu sei, Donna dei boschi,
a illuminare il tuo giardino segreto
dove ho bevuto acqua dell'infinita
giovinezza e sono risorto. Hai colto
le arance delle ceste di fortuna,
quando viene l'acquata mi ripari
alla tua ombra, Donna dei boschi.
Mi prendi per mano e tocco della
vita il lato bello. Tu non esisti ma
vivi danzando nella villa dove
vengono anche i morti e parlano.
Fortuna esiste a dissetarci nel gioco
azzurro che mi insegni, la gioia
della felicità vera dell'essere sinceri.
Rara pietra di ametista sei e agile
gazzella, tu così bruna e così donna.
Apri la bocca per parole giuste e
mi regali il tempo bello di una
fantastica sinfonia di vento nello
spirare tra le tue alberate.
.


Raffaele Piazza

giovedì 22 giugno 2017

Il là propizio (di Felice Serino)

Il là propizio (di Felice Serino): quando sperimenti il fantastico e / non focalizzata l'immagine salta / sul video della mente // quando magari / è Borges a darti; poesia Creative Commons

domenica 18 giugno 2017

Il giorno che mi tocca, di Robert Wasp Pirsig [Poesia] :: LaRecherche.it

Il giorno che mi tocca, di Robert Wasp Pirsig [Poesia] :: LaRecherche.it

Complice l'ombra (di Felice Serino)

Complice l'ombra (di Felice Serino): non un posto al sole / non m'ispira il tipo lucertola // ora dove sosto / un venticello spira / che mi pettina i pensieri / aggrovigliati / nel; poesia Creative Commons

venerdì 16 giugno 2017

Dedica alla Donna dei boschi


Dedica alla Donna dei boschi


Entri nel tuo film, Donna dei boschi,
e nei fotogrammi ci sono anche io
della villa degli aranci ospite. Mi
regali ceste di fortuna, tu così bruna
madonna senese con la voce sensuale
a darmi gli auspici. Si gioca alla vita
se non è nuotando esistere. Io ragazzo
e tu ragazza a giocare a scacchi
la partita nella pace del roseto, i melograni
dai fiori rossi, i limoni e centrale
la mimosa nei tuoi capelli corvini.
Ogni sequenza è magica con te,
Donna dei boschi fino alla quarta
visita di luglio nel futuro anteriore.
Raccoglierò ogni tua parola a
dissetarmi.


Raffaele Piazza

Simbiosi (di Felice Serino)

Simbiosi (di Felice Serino): di notte sto bene con me e l'altro // sono io l'altro che -c'hai mai / pensato?- non proietta ombra / ombra di me è il sogno // come un; poesia Creative Commons

giovedì 15 giugno 2017

Alessia incide le iniziali sull'albero


Alessia incide le iniziali sull'albero


Panchina azzurra d'isola per Alessia
e Giovanni a Capri nell'idillio
a baciarsi ardentemente sotto di
agosto il sole. Temperino per Alessia
ragazza e incide "A" e "G" sull'albero
senza nome e un cuore con la data.
(Un giorno lo leggeranno i nostri figli).
Veloce Alessia dalle mani affilate
accarezza Giovanni  sul viso e poi
occhi negli occhi. Legge amore Alessia
nello sguardo di lui e trasale.
(Allora non mi lascia).


Raffaele Piazza

martedì 13 giugno 2017

Ed è sangue in luce (di Felice Serino)

Ed è sangue in luce (di Felice Serino): esilio di carne / anse d'ombre // ed è sangue in luce / l'ancestrale; poesia Creative Commons

sabato 10 giugno 2017

Germano Mandrillo, "Primo dolore"


Lettera alla madre


LETTERA ALLA MADRE

“Mater dulcissima, ora scendono le nebbie,
il Naviglio urta confusamente sulle dighe,
gli alberi si gonfiano d’acqua, bruciano di neve;
non sono triste nel Nord: non sono
in pace con me, ma non aspetto
perdòno da nessuno, molti mi devono lacrime
da uomo a uomo. So che non stai bene, che vivi,
come tutte le madri dei poeti, povera
e giusta nella misura dell’amore
per i figli lontani. Oggi sono io
che ti scrivo.” – Finalmente, dirai, due parole
di quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto
e alcuni versi in tasca. Povero, così pronto di cuore,
lo uccideranno un giorno in qualche luogo. –
“Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo
di treni lenti che portavano mandorle e arance
alla foce dell’Imera, il fiume pieno di gazze,
di sale, d’eucalyptus. Ma ora ti ringrazio,
questo voglio, dell’ironia che hai messo
sul mio labbro, mite come la tua.
Quel sorriso mi ha salvato da pianti e da dolori.
E non importa se ora ho qualche lacrima per te,
per tutti quelli come te che aspettano
e non sanno che cosa. Ah, gentile morte,
non toccare l’orologio in cucina che batte sopra il muro
tutta la mia infanzia è passata sullo smalto
del suo quadrante, su quei fiori dipinti:
non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà,
morte di pudore. Addio, cara, addio, mia dulcissima mater.”

da “Tutte le poesie” di Salvatore Quasimodo

Recensione su poetrydream


SEGNALAZIONE VOLUMI = FELICE SERINO



FELICE SERINO : “ LA VITA NASCOSTA” - Ed. Il mio libro – 2017- pagg. 368 - € 22,00 ----



Con una propria narrazione pacata e teneramente cucita Felice Serino (1941) riesce a realizzare volumi di poesia concepiti nel ritmo musicale corposo e ricco di sfumature , validamente sostenuto dalla sua intaccabile coagulabilità di autodidatta. Poesie scritte tra il 2014 e il 2017 , e qui sciorinate in capitoli : “trasfigurati aneliti” , “nell’infinito di noi” , “lo sguardo velato”, colmi di partecipazioni oniriche , di illusioni visive , di fragili vertigini, di aneliti di infinito , di vaghe chimere , di indicibili essenze.

“Ha un titolo davvero bello – scrive Giovanni Perri in prefazione – la silloge che il poeta mette in stampa affinché ci colga da subito pienezza e fragilità di un canto da cui discendere , o salire appunto, nel medesimo barbaglio, in un solo grande abbraccio di luce a raccoglierci, a definirci : scintilla interminabile di occhi inconclusi eppure trattenuto nella stessa ferita, nella stessa livida vitalità.”
Un tipo di poesia che fa leva sugli occhi, sulle capacità visive policromatiche degli occhi, questo organo della vista che ci permette di vedere, a volte, cose inaudite se accompagnato e potenziato dalla immaginazione. In questa poesia, da un semplice atto di osservazione, l’autore ricostruisce tutto un universo di sensazioni, di percezioni, di idee che altrimenti sarebbero rimaste nel buio del non-detto. Con la freschezza degli spazi precisi e centrati , con la tensione condivisa e affascinante degli incantamenti, Felice Serino ripropone i suoi esperimenti stilistico formali, ricchi di figure retoriche di armoniose e ampie declinazioni, mostrando le possibilità che la parola , povera e sussurrata , scopre nel fermarsi e fuggire, con levigatezza e nitore. L’alba e il tramonto, la primavera e l’autunno , l’amore e la morte , le vele e i sussulti , le nudità e i tumulti , vanno oltre il ripiegamento solipsistico, ove la superficie della tela ha la ricchezza di sinestesie e di nascondimenti coloristici, quasi a suggerire toni e controcanti in emblemi e stilemi.
*
ANTONIO SPAGNUOLO 










Le vene cariche di notti

Le vene cariche di notti: (stato depressivo)   le vene cariche di notti a carpire vertigini all'abisso   laddove

Trasmigra il tuo giorno (di Felice Serino)

Trasmigra il tuo giorno (di Felice Serino): compiacerti dei tuoi beni? / ma dimmi cosa ti porti / di là? // lasci pure questa veste / oggi affidata nelle mani / dei 'restauratori' // -la; poesia Creative Commons

giovedì 8 giugno 2017

Alessia si specchia nella luna


Alessia si specchia nella luna


Luna lamina di platino per Alessia
nello specchiarsi nel mare blu della
tranquillità ragazza Alessia. La
superficie levigata l'immagine
della sua bellezza ad Alessia
restituisce, l'ovale del volto di
madonna senese, il biondo dei
capelli e degli occhi l'azzurro.
Dio mi ha fatta bella, pensa Alessia,
e ho anche un bel seno e un bel
sedere e sono sinuosa e sensuale.
 Si accendono le stelle - margherite
il cielo a infiorare e Alessia trasale
felice appoggiata al ramo dell'arancio
al Virgiliano Parco nell'unirsi
con amore e devozione al sembiante.


Raffaele Piazza

mercoledì 7 giugno 2017

Se lasci che la vita (di Felice Serino)

Se lasci che la vita (di Felice Serino): il moscerino che taglia nella luce / del monitor / l'ultima tua poesia riveduta // sembra imbeversi / del sangue delle sillabe // in questo minuscolo essere / smarritosi / nella sua realtà-sogno // vedi te stesso se lasci che la vita / ti conduca; poesia Creative Commons

venerdì 2 giugno 2017

Sognarmi (di Felice Serino)

Sognarmi (di Felice Serino): sull'otto orizzontale / librarmi etereo // piume; poesia Creative Commons

mercoledì 31 maggio 2017

Elegia alla Donna dei boschi


Elegia alla Donna dei boschi


Vestita di cielo pari a madonna Laura
attenderai il mio arrivo e alla sorgente

nel tuo giardino berrò le acque dell'
infinita giovinezza. Ascoltami, Donna

dei boschi, ci saranno ancora i limoni,
le rose da rinominare e gli aranci.

Dei tuoi occhi magici entrerà in me la
tinta a pervadermi l'anima di 18 grammi.

Sarò dove sono già stato sotteso alla tua
presenza per comprendere meglio la mia

essenza. Sarò ragazzo di nuovo nel tempo
fermo ed entrerò nel tuo tempio attico

per giocare a scacchi la partita della vita.
Svelta gazzella in un attimo imparerai

il gioco e rideremo come in nuova nascita
nel per sempre. Tu così donna e scura

nella fabula di parole nuove nel mentre
della luna di platino e così esisteremo.


Raffaele Piazza

martedì 30 maggio 2017

Se qualcuno è a spiarti (di Felice Serino)

Se qualcuno è a spiarti (di Felice Serino): lasciartele scivolare addosso -dici- / distaccarti sempre più dalle cose / finanche da questo // corpo: vederti presente / a te / come nel sogno - quasi / evanescente // sogni / e sei sognato - / mondi speculari // vedi: se / qualcuno è a; poesia Creative Commons

domenica 28 maggio 2017

Fumatori d'oppio (di Felice Serino)

Fumatori d'oppio (di Felice Serino): figure inconsistenti / come carta bruciata / sbriciolata d'un soffio // e / alberi che camminano / capovolti e navi / di nuvole // visioni aleggianti; poesia Creative Commons

sabato 27 maggio 2017

Gli ultimi giorni di te

Claudio Damiani - L'angelo della luce


Due poesie di Beppe Salvia


Ahi che stanchezza mi giunge adesso,
addosso, e mi sottrae il cuore mio,
tutto quel che non fosse inganno, ressa
d'esorcismi, malagrazia del dio,
tutto che il sole m'ha nutrito; Essa
ingenera vana paziente veglia,
sa di morte sensi mente bellezza,
e pare farmi desto e invece, ch'io
sappia, mi dice, quanto non può Vero
farsi salute, corpo tanto forte,
cuore di zucchero, mente di pietra.
Così nulla accade, mi dice, e il Vero
verità franca e cortese induce a morte;
e nulla tradirà l'arguta pietra
primeva, che non muove o si desta.

*

C'è chi, al contrario di me, non dispera,
che con salute e forza e virtù e buona
fortuna, si arrivi a morire dopo
tanti bei giorni, pieni di tantissime
cose di questo mondo o di un altro mondo;
o dopo tanti giorni e quella gioia soltanto
povera dei giorni. Io son felice,
a questo mondo, solo di questo e spero
che a me il destino procuri con le sue
pesti e le pietà e i suoi dolori
un solo giorno più bello di tutti questi
miei dolorosi giorni; o di questo mio
dolore si dimentichi per un solo
giorno.

Beppe Salvia

Da LE VOCI REMOTE (1)


Felice Serino

Da LE VOCI REMOTE #1

.



Ondivaghe maceri parole

quando ti rigiri tra le lenzuola
-ondivaghe maceri parole
dove latita il cuore-
somigli al gabbiano ferito
che solo in sogno ritrova
il suo mare - la vita altra

*


Sogno di Cupido

aleggiavo "per l'aere"
-io figlio di Venere- o
era il mio doppio incorporeo che
con molte frecce al suo arco
germinava amore

vedevo
nel tempo di Veneralia
in un cielo quasi dipinto
splendere carnale fiamma


[Veneralia: festività romana celebrata il I° aprile, dedicata a Venere Verticordia ("che apre i cuori").]

*


Fuoco azzurro

lascia che sia
più che naturale
da una forzatura un pastrocchio ne verrebbe
come l'idea di ritagliare lettere
per "confezionare" una poesia

fa' che sia lei
a visitarti col suo azzurro fuoco
ti salga fin dalle viscere
ti cali nell'humus della parola

*


La grande avventura la vita 

"marinaio col mal di terra"
se mai ne perdessi il gusto -della vita

dal cuore della zolla il verde grida
sempre vita rinasce
all'infinito

lei è mamma-chioccia
-travalica la morte col suo tepore-amore

*


Generazioni

eccoti un ectoplasma ovvero
un antenato
a sentenziare da un aldilà
-non sapete neppure vestirvi

-bella forza: voi con i vostri
doppiopetti
vi credevate dio in terra o guappi
noi
casual-cibernetici
della libertà siamo bandiera
grida il rosso
del nostro sangue nelle piazze

per le ginocchia aria di primavera

*


Elucubrazioni

dicono esce dalla testa
il corpo astrale parto della mente

è sempiterna la mente
come il reale che in sogno appare

liquida luce - oltre
la mente solo ombra o niente

*


Primavera canterina

di verde in chiome folte
natura si riveste

a specchio di sole -sangue
di primavera-
becchetta
l'immagine nell'acqua
il chiurlo e ti fa il verso
se abbozzi un motivetto

*


L'estro 

rischiava la galera chi
procurava cibo
ai fantasmi era l'editto
del castello

pure
l'intrepido ragazzino
Arthur R. giocava il tutto
per tutto pur d'avere in cambio
versi "divini"

o più probabile fosse
solo un sogno e lui stesso sogno
nel sogno e i versi
parto del suo estro

*



Mondo di luce

m'invitano i miei morti
a una uscita fuori porta
amano
farmi partecipe del loro mondo
m'avvedo
dagli occhi lucenti e i sorrisi complici
ch'è molto molto gradita
indispensabile quasi la mia presenza
ché senza orfani sarebbero
e tristi forse
pur essendo estraneo al loro mondo
di luce

*


Io sono il mare

danzi su creste d'onde
gabbiano Jonathan
io sono il mare l'immenso
desco su cui ti posi
-ti guizza nel becco preda lucente-
io sono il mare tua madre
se in burrasca
vieppiù in simbiosi siamo
ti abbraccia il mio cuore trasparente
di salsedine

poi per l'azzurra volta
ti vedo svettare - verso
profondità di cieli

verso quella
libertà che aneli

*


L'innocente

già l'immagino i titoli
"classe 41 - stecchito da una raffica"

ho a volte il pallino
-farneticare dell'età-
che d'improvviso qualcuno mi spari
da un'auto che rallenta e poi via
-come in una scena da gangsters
-è fantasioso ma
freddamente reale

dove -si sa- a pagare
è chi non c'entra un bel niente



© Felice Serino

Il posto riservato

Il posto riservato: chi mai ti toglierà quel posto da Lui riservato secondo i tuoi meriti altro è la poltrona accaparrata a sgomitate

venerdì 26 maggio 2017

Alessia dedica la vita


Alessia dedica la vita


Dedica l'esistere a Giovanni
Alessia (ha scritto sotto
la loro fotografia: per la
vita firmato Alessia).
Nuda allo specchio pensa
che il seno, il sedere e il sesso
di ragazza sono suoi e di lui.
Alessia colei che protegge
Giovanni e se stessa.
Mistica d'alba nell'attenderlo
ancora nuda ora nel letto
nel profumo della pelle
e dei fiori rosa pari all'aurora.


Raffaele Piazza

giovedì 25 maggio 2017

L'innocente (di Felice Serino)

L'innocente (di Felice Serino): già l'immagino i titoli / 'classe 41 - stecchito da una raffica' // ho a volte il pallino / -farneticare dell'età- / che d'improvviso qualcuno mi spari / da un'auto che rallenta e poi via / -come in una scena da; poesia Creative Commons

lunedì 22 maggio 2017

Alessia attende Giovanni


Alessia attende Giovanni


Chiarore d'aurora per Alessia
nel ricordarsi del sogno
il mistero l'avvolge pari ad aria
nella camera da letto.
Si vede allo specchio molto
bella Alessia nuda come una
donna. Attende Giovanni Alessia
(e se non viene? e se mi lascia?).
Le piante sono fiorite di bianco
tinta dell'anima di ragazza
Alessia al colmo della grazia,
il verde del prato si fa azzurro
mentre lui apre della casa
di Alessia la porta ed entra
e la guarda negli occhi.
Ti amo!!! Trasale Alessia e dispone
la vita con l'aiuto di Dio
a sorriderle accanto.

Raffaele Piazza 

domenica 21 maggio 2017

Io sono il mare (di Felice Serino)

Io sono il mare (di Felice Serino): danzi su creste d'onde / gabbiano Jonathan / io sono il mare l'immenso / desco su cui ti posi / -ti guizza nel becco preda lucente- / io sono il mare tua madre / se in burrasca / vieppiù in simbiosi siamo / ti abbraccia il mio cuore trasparente / di; poesia Creative Commons

sabato 13 maggio 2017

Alessia al mare


Alessia al mare


Costume turchese per Alessia
agglutinata al cielo di maggio.
Entra ragazza Alessia nelle acque
del Mediterraneo sul cui bordo
ha acceso una candela solare.
Fresco liquido a lambirne le
membra di fianco e di traverso,
Alessia nello stile libero
perfetta come una donna
nuota e respira il mare.
S'immerge Alessia e il fondo
tocca nella magia delle alghe
verde a invaderla con lentezza.
Poi sulla sabbia riempe il secchiello
Alessia con il mare nella fantasia
di un nuovo amore da fare
senza il sale levare dalla pelle.


Raffaele Piazza

Vittorio Gassman in : Il canto della tenebra ( Dino Campana )

Christine Lavant


Poesia di Ungaretti


GIUSEPPE UNGARETTI

PER SEMPRE


Senza niuna impazienza sognerò,
Mi piegherò al lavoro
Che non può mai finire,
E a poco a poco in cima
Alle braccia rinate
Si riapriranno mani soccorrevoli,
Nelle cavità loro
Riapparsi gli occhi, ridaranno luce,
E, d’improvviso intatta
Sarai risorta, mi farà da guida
Di nuovo la tua voce,
Per sempre ti risento.

Poesia di Andrea Zanzotto


Elegia pasquale

Pasqua ventosa che sali ai crocifissi
con tutto il tuo pallore disperato,
dov’è il crudo preludio del sole?
e la rosa la vaga profezia?
Dagli orti di marmo
ecco l’agnello flagellato
a brucare scarsa primavera
e illumina i mali dei morti
pasqua ventosa che i mali fa più acuti

E se è vero che oppresso mi composero
a questo tempo vuoto
per l’esaltazione del domani,
ho tanto desiderato
questa ghirlanda di vento e di sale
queste pendici che lenirono
il mio corpo ferita di cristallo;
ho consumato purissimo pane

Discrete febbri screpolano la luce
di tutte le pendici della pasqua,
svenano il vino gelido dell’odio;
è mia questa inquieta
gerusalemme di residue nevi,
il belletto s’accumula nelle
stanze nelle gabbie spalancate
dove grandi uccelli covarono
colori d’uova e di rosei regali,
e il cielo e il mondo è l’indegno sacrario
dei propri lievi silenzi.

Crocifissa ai raggi ultimi è l’ombra
le bocche non sono che sangue
i cuori non sono che neve
le mani sono immagini
inferme della sera
che miti vittime cela nel seno.

Andrea Zanzotto

Nell'infinito di noi

Nell'infinito di noi: (visione)   abbracci senza  mani di corpi immateriali   i nostri volti unificati

Mondo di luce (di Felice Serino)

Mondo di luce (di Felice Serino): m'invitano i miei morti / a una uscita fuori porta / amano / farmi partecipe del loro mondo / m'avvedo / dagli occhi lucenti e i sorrisi complici / ch'è molto molto gradita / indispensabile quasi la mia presenza / ché senza orfani sarebbero / e; poesia Creative Commons

mercoledì 10 maggio 2017

L'estro (2) (di Felice Serino)

L'estro (2) (di Felice Serino): rischiava la galera chi / procurava cibo / ai fantasmi era l'editto / del castello // pure / l'intrepido ragazzino / Arthur R. rischiava il tutto / per tutto pur d'avere in cambio / versi 'divini' // o più probabile fosse / tutto un sogno e; poesia Creative Commons

lunedì 8 maggio 2017

Alessia e il fluire di sorgente


Alessia e il fluire di sorgente


Chiare e fresche acque
per rinnovare il battesimo
dei petali di Alessia irrorati
dal liquido elemento
della sorgente in campagna
attirata dall'azzurro del
prato da rinominare tra
il giallo delle margherite
a disegnarlo a dare forma
alla vegetale vita come
quadro. Fluisce la sorgente
nel casertano e Alessia
non sa il nome del paese
vicino a Piedimonte. Il
Matese in alto svetta
indisturbato e dei volatili
il coro a fare sinfonia
fantastica. Beve Alessia
l'ossigeno a tre tiri di sasso
levigati dall'attesa dalla
luna ostia di platino.


Raffaele Piazza

sabato 6 maggio 2017

Primavera canterina (di Felice Serino)

Primavera canterina (di Felice Serino): di verde in chiome folte / natura si riveste // a specchio di sole -sangue / di primavera- / becchetta / l'immagine; poesia Creative Commons

lunedì 1 maggio 2017

Napoli e Alessia


Napoli e Alessia


La sua città ama Alessia
la bionda come il grano
gli occhi dell'azzurro a
incorniciare pari al cielo
su Corso Vittorio Emanuele
fino al mare. Mergellina
di barche blu e rosse
come la vita per ragazza
Alessia nel giungere
al Parco Virgiliano come
una donna nel fare footing
nella tenerezza dell'aria.
Poi a di Capodimonte il
Museo, i quadri ad ammirare
nell'entrare nelle tinte
e nel Settecento per giungere
al senso oltre il tempo
dei Natali e delle Pasque
a manciate. Si rigenera Alessia
oltre una visita al Pio Monte
della Misericordia
ad ammirare il chiaroscuro
morale di Caravaggio
nel chiedersi se è veramente
buona dopo aver tradito
Giovanni.


Raffaele Piazza

Elucubrazioni (di Felice Serino)

Elucubrazioni (di Felice Serino): dicono esce dalla testa / il corpo astrale parto della mente // è sempiterna la mente / come il reale che in sogno; poesia Creative Commons

sabato 29 aprile 2017

Nel cielo di un giorno

A. Gatto tradotto da Hirschman


Lamento d’una mamma napoletana
(Alfonso Gatto tradotto da Jack Hirschman)

Mio, il figlio, non era della guerra,
dei padroni che lasciano ch’io pianga
dietro la porta come un cane, mio,
delle mie mani, del mio petto giallo
ove le mamme seccano sul cuore.

Mio, e del mare che ci lava i piedi
tutta la vita, del vestito nero
che m’acceca di polvere se grido.
Mio, il figlio, non era della guerra,

non era della morte e la pietà
che cerco è di svegliare col suo nome
tutta la notte, di fermare i treni
perché non parta, lui, ch’è già partito
e che non tornerà.

Mio, il figlio, e la sua morte mia, la guerra.
I cavalli mi corrano sul petto,
i treni i fiumi ch’egli vide: il fuoco
m’arda i capelli ove la notte sola
alle mie spalle s’accompagna.

Il vento
resti del mondo allucinato, il sale
degli abissi che abbagliano, il lenzuolo
del nostro lutto...



[n.d.a. post: la lettera d al posto della s nel nome di persona, non può essere corretta per non rendere inutilizzabile il link.]

.

Liquida - Ondivaghe maceri parole


Commenti a due poesie


Liquida

è striscia di luce verde 
la mente
mentre la forma
assumi
dell'involucro-status quo

alchimie del sangue
nel vestire la vita

il chi-sei
serpeggia
si morde la coda


felice serino


*

«Spesso, per conformarci agli standard promossi dall'ambiente che ci circonda, preferiamo rinunciare ad essere noi stessi e a chiederci cosa desideriamo davvero. Ma, come la chiusa suggerisce, la nostra vera natura non muore mai, e l'insoddisfazione che sentiamo giorno dopo giorno nel prendere una forma a noi estranea lo conferma. Una bella riflessione, che l'autore esprime in immagini di forte impatto e con la consueta finezza che lo contraddistingue.»

Donatella Pezzino
su scrivere.info

*


Ondivaghe maceri parole

quando ti rigiri tra le lenzuola
-ondivaghe maceri parole
dove latita il cuore-
somigli al gabbiano ferito
che solo in sogno ritrova
il suo mare - la vita altra

felice serino

*


Di forte impatto la similitudine con il gabbiano ferito per descrivere un tormento che il buio e il silenzio della notte rendono più profondo e bruciante. Ed è allora che il sogno si fa rifugio, come un'altra dimensione in cui l'anima ritrova la sua vera essenza, la libertà di vivere una vita più piena e vera. Testo di grande intensità e spessore.


Donatella Pezzino
su scrivere.info

La Poesia

La Poesia: in luce di sogno  ti seduce la vita altra   nella dimora del sangue veleggiano navi di nuvole

giovedì 27 aprile 2017

Generazioni (di Felice Serino)

Generazioni (di Felice Serino): eccoti un ectoplasma ovvero / un antenato / a sentenziare da un aldilà / -non sapete neppure vestirvi // -bella forza: voi con i vostri / doppiopetti / vi credevate dio in terra o guappi / noi / casual- cibernetici / della libertà siamo; poesia Creative Commons

sabato 22 aprile 2017

La grande avventura la vita (2) (di Felice Serino)

La grande avventura la vita (2) (di Felice Serino): 'marinaio col mal di terra' / se mai ne perdessi il gusto -della vita // dal cuore della zolla il verde grida / sempre vita rinasce; poesia Creative Commons

Alessia e la sorgente dell'acqua della giovinezza


Alessia e la sorgente dell'acqua della giovinezza


Sottesa al verde dell'aprile
in scena aurorale la sorgente
per Alessia dell'acqua della
giovinezza. Aria polita nel
domenicale scampanio dalla
chiesa dei responsi nell'andare
oltre Alessia nello scorgere
nella radura l'angelo nel
panneggiare bianco trasfigurato
delle ali. Le dice non credere
del tutto a quei messaggi
della chiesa, prega e sarai salva.
Poi risale al cielo come un jet
l'angelo e Alessia beve
e rimane a meditare. Nell'albereto
dei pini va a fare l'amore.


Raffaele Piazza

martedì 18 aprile 2017

Fuoco azzurro (di Felice Serino)

Fuoco azzurro (di Felice Serino): lascia che sia / più che naturale / da una forzatura un pastrocchio ne verrebbe / come l'idea di ritagliare lettere / per 'confezionare' una poesia // fa' che sia lei / a visitarti col suo azzurro fuoco / ti salga fin dalle viscere / ti cali; poesia Creative Commons

lunedì 17 aprile 2017

Alessia sceglie la via libera




Alessia sceglie la via libera

.

Sentiero sorgivo per Alessia

da alberate di pini del verde

inaudito a costeggiarlo.

Dall'albereto degli eucalipti

accanto viene ossigeno

a rigenerarla. Fiume infinito

di fresche acque nel rigo

della mente la strada fino

alla camera che ancora esiste

per fare l'amore con Giovanni.

Presentito il treno sui binari

in lontananza o il jet a portare

l'amato a splendide destinazioni

della gioia. S'intesse una

sinfonia di alberi azzurri

e i volatili a fare festa.


Raffaele Piazza

sabato 15 aprile 2017

Donatella Maino - Vorrei - Per contenerti

Da ASIMMETRICI VOLI (5)


Felice Serino

ASIMMETRICI  VOLI # 5

.

Vele di nuvole

escono fonemi
dal ventre della notte
quasi ectoplasmi
nell'alone di luna

saltabeccanti passeri
sbocconcellano
interpunzioni vaganti
con vele di nuvole

*


Velario

amare è fatica

caduta delle braccia

ma dal peso
mortale un cielo ci nasce

strappa dunque
il velario volgi lo sguardo
sul monte
al Cristo trasfigurato

agli ultimi
della terra

*


Distacco

ti fai fragile foglia
appoggiata ad una spalliera di brezza

*


Fantasia (4)

entravano nella cruna del sogno
salendo su per il naso
vele e gabbiani danzanti sulle creste
nei mari di Melville

era voce d'acque a lenire giorni
feriti
nell'anima a perdere

*


Arco d'amore

noi siamo proiezione di Dio
e come angeli incarnati
del nostro Sé
similmente di noi
i nostri figli

-frecce scoccate oltre
il corpo
dall'arco teso dell'amore

*


Acqua e memoria

in cadenza di respiro
acqua e memoria
siamo
scafi a solcare oceani
del periglioso esistere

su un vento salato
s'invola
la sacralità della parola

*


Dietro il velo

splende rosacea luce
sulla bocca dell'alba

miriadi
di stelle nascoste alla vista

come la vita
dietro il velo della morte
-a cogliere
aneliti d'infinito

*


Le voci remote

un'accoppiata
di parole o una frase
sentita o letta risuonano e
sono una fitta
nella mente che inizia a elaborare

il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante
di Seferis


Ghiorgos Seferis, poeta greco - 1900-1971

*


Liquida

è striscia di luce verde
la mente
mentre la forma
assumi
dell'involucro-status quo

alchimie del sangue
nel vestire la vita

il chi-sei
serpeggia
si morde la coda

*


Primavera

si posano le uve dei suoi occhi
su silenzi sospesi
teneri corpi come giunchi
dondolano nella luce
sognando la vita altra




© Felice Serino




Roberto Carifi

Poesie e commenti di R. Piazza ed altri


Poesie e commenti su
www.rossovenexiano.com
di R. Piazza e altri
.


Sei altro

forse meglio l'attesa
a dipanare e sdipanare le ore
che l'appagamento
senza più desideri: il libro
di poesie fresco di stampa
fra le mani e ti ritrovi
ora in una sorta
di vortice
le parole vive strappate
all'anima vagano leggere
non più
tue ma del mondo
mentre tu sei altro

© flymoon aka f. serino

*

04/02/2017

Kri
Eppure tu sei sempre lì, non te ne sei mai andato.
E dopo l'iniziale smarrimento, la curiosità ed il suo stupore ti sproneranno a tuffarti a capofitto in una nuova impresa.

 •

fintipa2
leggo che l'autore ha appena pubblicato un libro di poesia e sente rispetto ad esso un senso di straniamento come se gli fossero strappate parti vive dell'anima e a lui non restasse che la rassegnazione ed il dolore per vederle vagare leggere tra le mani altrui. Divenire altro inoltre mi ricorda molto Pessoa, come se quest’atto di scrittura fosse opera di un altro sé di cui ci si rende conto nell’atto di nascita di un eteronimo del primo. Generalizzando si potrebbe dire che qualunque opera umana venga gettata nel mondo alienandola da sé, comporti la fine di un individuo ma anche la nascita di uno nuovo. Cosa discutibile, ma non nel mondo dei supposti centomila io presenti nell’individuo. Così giunge a me. piaciuta. Franco

*

live4free
Si concordo, forse a volte è più emozionante l'attesa che l'appagamento. Molto bella e realistica. Un saluto.

 •

Raffaele Piazza
Una forte sospensione connota "Sei altro". Il senso del tempo, del prima e del poi, è centrale in questo componimento. Tema essenziale è quello dell'uscita di un libro di poesia e delle sensazioni del poeta che l'ha scritto nell'averne una copia tra le mani. Ora le parole delle poesie del libro vagano leggere non più del poeta ma dei lettori e il poeta è altro. Composizione alta e originale.


* * *


Vele 

acqua mutata in vino
perché continui la festa

così al banchetto del cielo
con l'Agnello sacrificato
acqua e sangue dal Suo costato
dal sacro cuore vele
le vele rosse della Passione
nella rotta del Sole
per gli erranti della terra

flymoon aka f. serino

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18 2 17

Poesia alta bella di genere religioso, mistica e sacra. Nel distico iniziale che invita l'umanità alla gioia è detto il miracolo delle nozze di Cana, quando Gesù trasformò l'acqua in vino per la felicità degli sposi e degli invitati. Nella strofa lunga sono nominate la passione e la crocifissione di Cristo, avvenimenti per la salvezza anche immanente  degli uomini erranti dell'ultimo verso. Immediatezza nei versi scabri e icastici.

Raffaele Piazza


* * *



Nella fragilità dei giorni

un sé
perduto
nella fragilità dei giorni
e questa
insaziabilità dell'anima
da vivere come
una croce

laghi d'occhi vaganti
in cieli di spleen
sull'eco d'un io
espanso

e in sé disperso

© flymoon aka f. serino

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 04/03/2017

"Poesia alta e bella di carattere filosofico ontologico sulla fragilità della vita e dell'uomo inserito inevitabilmente nel tempo che è tiranno e breve per tutti. Viene in mente Pascal e la sua frase: l'uomo è canna al vento ma canna pensante. C'è malinconia e bella è l'immagine dei cieli pieni di spleen per un io che tende all'espansione anche se in sé è disperso".

Raffaele Piazza

* * *



Maremondo

gettato dentro il maremondo
a masticarmi kronos

avevo smesso di capriolare
in quel naturale mare materno

tornerò ad essere un grumo appena

come quando
impastato di una luce di mistero
mi fondevo
col respiro del cosmo

by flymoon aka f. serino

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"Il senso dell'attimo della nascita, il travaglio del parto e il tempo inesorabile che mastica dopo il rifugio nel corpo materno. La vita come affanno per poi tornare grumo come poco dopo la genesi, il concepimento. Poesia alta e drammatica, bella nel dare il senso della vita e della morte, dell'inizio e della fine del ciclo".

Raffaele Piazza

* * *



Sogno travestito

dove generi
giorni dissipati
dove non ti travolgano
le acque del dolore
la realtà è sogno travestito
da clown dal perenne riso
-dietro la maschera
una tristezza che
invade

flymoon aka f. serino

*
1. 4. 17

"Poesia bella e rarefatta. L'io-poetante si rivolge ad un "tu" dicendogli che la realtà è sogno travestito da clown, in apparenza rosea. Ma tolta la maschera,  c'è una tristezza che invade. emerge un pessimismo ma le acque del dolore non travolgono. I versi scorrono fluidi e controllati".

Raffaele Piazza

Qui ci sta bene uno spazio

Qui ci sta bene uno spazio: ecco vedi la poesia deve respirare nascendo dal bianco innalzarsi come cresta d'onda per poi immergersi fino allo spasimo

martedì 11 aprile 2017

In morte di Giorgio Bàrberi Squarotti


In morte di Giorgio Bàrberi Squarotti

.

L'attesa della lettera del critico

io ventenne. Nell'aria di primeva

primavera alla portineria della

vita e del condominio. E'arrivata,

è arrivata di Squarotti a me la

lettera. La tua grafia sulla busta

ansia nell'aprirla e la lode della

mia poesia "Attimi" e facciamo

un libro con Genesi. Signore sempre

tu Giorgio, nel guarire con

di poesia i libri e parlavi nell'ultimo

periodo di ragazze nude

come le ha fatte Dio. Mi hai

scritto che ti sono piaciute le

mie ultime due raccolte anche

se il figlio non se ne importa niente.

Giorgio dove ora sei con tua moglie

scrivi ancora versi infiniti come

la vita.




Raffaele Piazza

domenica 9 aprile 2017

Ondivaghe maceri parole (di Felice Serino)

Ondivaghe maceri parole (di Felice Serino): quando ti rigiri tra le lenzuola / -ondivaghe maceri parole / dove latita il cuore- / somigli al gabbiano; poesia Creative Commons