sabato 22 aprile 2017

La grande avventura la vita (2) (di Felice Serino)

La grande avventura la vita (2) (di Felice Serino): 'marinaio col mal di terra' / se mai ne perdessi il gusto -della vita // dal cuore della zolla il verde grida / sempre vita rinasce; poesia Creative Commons

Alessia e la sorgente dell'acqua della giovinezza


Alessia e la sorgente dell'acqua della giovinezza


Sottesa al verde dell'aprile
in scena aurorale la sorgente
per Alessia dell'acqua della
giovinezza. Aria polita nel
domenicale scampanio dalla
chiesa dei responsi nell'andare
oltre Alessia nello scorgere
nella radura l'angelo nel
panneggiare bianco trasfigurato
delle ali. Le dice non credere
del tutto a quei messaggi
della chiesa, prega e sarai salva.
Poi risale al cielo come un jet
l'angelo e Alessia beve
e rimane a meditare. Nell'albereto
dei pini va a fare l'amore.


Raffaele Piazza

martedì 18 aprile 2017

Fuoco azzurro (di Felice Serino)

Fuoco azzurro (di Felice Serino): lascia che sia / più che naturale / da una forzatura un pastrocchio ne verrebbe / come l'idea di ritagliare lettere / per 'confezionare' una poesia // fa' che sia lei / a visitarti col suo azzurro fuoco / ti salga fin dalle viscere / ti cali; poesia Creative Commons

lunedì 17 aprile 2017

Alessia sceglie la via libera




Alessia sceglie la via libera

.

Sentiero sorgivo per Alessia

da alberate di pini del verde

inaudito a costeggiarlo.

Dall'albereto degli eucalipti

accanto viene ossigeno

a rigenerarla. Fiume infinito

di fresche acque nel rigo

della mente la strada fino

alla camera che ancora esiste

per fare l'amore con Giovanni.

Presentito il treno sui binari

in lontananza o il jet a portare

l'amato a splendide destinazioni

della gioia. S'intesse una

sinfonia di alberi azzurri

e i volatili a fare festa.


Raffaele Piazza

sabato 15 aprile 2017

Donatella Maino - Vorrei - Per contenerti

Da ASIMMETRICI VOLI (5)


Felice Serino

ASIMMETRICI  VOLI # 5

.

Vele di nuvole

escono fonemi
dal ventre della notte
quasi ectoplasmi
nell'alone di luna

saltabeccanti passeri
sbocconcellano
interpunzioni vaganti
con vele di nuvole

*


Velario

amare è fatica

caduta delle braccia

ma dal peso
mortale un cielo ci nasce

strappa dunque
il velario volgi lo sguardo
sul monte
al Cristo trasfigurato

agli ultimi
della terra

*


Distacco

ti fai fragile foglia
appoggiata ad una spalliera di brezza

*


Fantasia (4)

entravano nella cruna del sogno
salendo su per il naso
vele e gabbiani danzanti sulle creste
nei mari di Melville

era voce d'acque a lenire giorni
feriti
nell'anima a perdere

*


Arco d'amore

noi siamo proiezione di Dio
e come angeli incarnati
del nostro Sé
similmente di noi
i nostri figli

-frecce scoccate oltre
il corpo
dall'arco teso dell'amore

*


Acqua e memoria

in cadenza di respiro
acqua e memoria
siamo
scafi a solcare oceani
del periglioso esistere

su un vento salato
s'invola
la sacralità della parola

*


Dietro il velo

splende rosacea luce
sulla bocca dell'alba

miriadi
di stelle nascoste alla vista

come la vita
dietro il velo della morte
-a cogliere
aneliti d'infinito

*


Le voci remote

un'accoppiata
di parole o una frase
sentita o letta risuonano e
sono una fitta
nella mente che inizia a elaborare

il letto del fiume
è un sudario
che raccoglie le voci remote
delle anime in sogno fermatesi lì
sotto la luna menomante
di Seferis


Ghiorgos Seferis, poeta greco - 1900-1971

*


Liquida

è striscia di luce verde
la mente
mentre la forma
assumi
dell'involucro-status quo

alchimie del sangue
nel vestire la vita

il chi-sei
serpeggia
si morde la coda

*


Primavera

si posano le uve dei suoi occhi
su silenzi sospesi
teneri corpi come giunchi
dondolano nella luce
sognando la vita altra




© Felice Serino




Roberto Carifi

Poesie e commenti di R. Piazza ed altri


Poesie e commenti su
www.rossovenexiano.com
di R. Piazza e altri
.


Sei altro

forse meglio l'attesa
a dipanare e sdipanare le ore
che l'appagamento
senza più desideri: il libro
di poesie fresco di stampa
fra le mani e ti ritrovi
ora in una sorta
di vortice
le parole vive strappate
all'anima vagano leggere
non più
tue ma del mondo
mentre tu sei altro

© flymoon aka f. serino

*

04/02/2017

Kri
Eppure tu sei sempre lì, non te ne sei mai andato.
E dopo l'iniziale smarrimento, la curiosità ed il suo stupore ti sproneranno a tuffarti a capofitto in una nuova impresa.

 •

fintipa2
leggo che l'autore ha appena pubblicato un libro di poesia e sente rispetto ad esso un senso di straniamento come se gli fossero strappate parti vive dell'anima e a lui non restasse che la rassegnazione ed il dolore per vederle vagare leggere tra le mani altrui. Divenire altro inoltre mi ricorda molto Pessoa, come se quest’atto di scrittura fosse opera di un altro sé di cui ci si rende conto nell’atto di nascita di un eteronimo del primo. Generalizzando si potrebbe dire che qualunque opera umana venga gettata nel mondo alienandola da sé, comporti la fine di un individuo ma anche la nascita di uno nuovo. Cosa discutibile, ma non nel mondo dei supposti centomila io presenti nell’individuo. Così giunge a me. piaciuta. Franco

*

live4free
Si concordo, forse a volte è più emozionante l'attesa che l'appagamento. Molto bella e realistica. Un saluto.

 •

Raffaele Piazza
Una forte sospensione connota "Sei altro". Il senso del tempo, del prima e del poi, è centrale in questo componimento. Tema essenziale è quello dell'uscita di un libro di poesia e delle sensazioni del poeta che l'ha scritto nell'averne una copia tra le mani. Ora le parole delle poesie del libro vagano leggere non più del poeta ma dei lettori e il poeta è altro. Composizione alta e originale.


* * *


Vele 

acqua mutata in vino
perché continui la festa

così al banchetto del cielo
con l'Agnello sacrificato
acqua e sangue dal Suo costato
dal sacro cuore vele
le vele rosse della Passione
nella rotta del Sole
per gli erranti della terra

flymoon aka f. serino

*


18 2 17

Poesia alta bella di genere religioso, mistica e sacra. Nel distico iniziale che invita l'umanità alla gioia è detto il miracolo delle nozze di Cana, quando Gesù trasformò l'acqua in vino per la felicità degli sposi e degli invitati. Nella strofa lunga sono nominate la passione e la crocifissione di Cristo, avvenimenti per la salvezza anche immanente  degli uomini erranti dell'ultimo verso. Immediatezza nei versi scabri e icastici.

Raffaele Piazza


* * *



Nella fragilità dei giorni

un sé
perduto
nella fragilità dei giorni
e questa
insaziabilità dell'anima
da vivere come
una croce

laghi d'occhi vaganti
in cieli di spleen
sull'eco d'un io
espanso

e in sé disperso

© flymoon aka f. serino

*

 04/03/2017

"Poesia alta e bella di carattere filosofico ontologico sulla fragilità della vita e dell'uomo inserito inevitabilmente nel tempo che è tiranno e breve per tutti. Viene in mente Pascal e la sua frase: l'uomo è canna al vento ma canna pensante. C'è malinconia e bella è l'immagine dei cieli pieni di spleen per un io che tende all'espansione anche se in sé è disperso".

Raffaele Piazza

* * *



Maremondo

gettato dentro il maremondo
a masticarmi kronos

avevo smesso di capriolare
in quel naturale mare materno

tornerò ad essere un grumo appena

come quando
impastato di una luce di mistero
mi fondevo
col respiro del cosmo

by flymoon aka f. serino

*

"Il senso dell'attimo della nascita, il travaglio del parto e il tempo inesorabile che mastica dopo il rifugio nel corpo materno. La vita come affanno per poi tornare grumo come poco dopo la genesi, il concepimento. Poesia alta e drammatica, bella nel dare il senso della vita e della morte, dell'inizio e della fine del ciclo".

Raffaele Piazza

* * *



Sogno travestito

dove generi
giorni dissipati
dove non ti travolgano
le acque del dolore
la realtà è sogno travestito
da clown dal perenne riso
-dietro la maschera
una tristezza che
invade

flymoon aka f. serino

*
1. 4. 17

"Poesia bella e rarefatta. L'io-poetante si rivolge ad un "tu" dicendogli che la realtà è sogno travestito da clown, in apparenza rosea. Ma tolta la maschera,  c'è una tristezza che invade. emerge un pessimismo ma le acque del dolore non travolgono. I versi scorrono fluidi e controllati".

Raffaele Piazza

Qui ci sta bene uno spazio

Qui ci sta bene uno spazio: ecco vedi la poesia deve respirare nascendo dal bianco innalzarsi come cresta d'onda per poi immergersi fino allo spasimo

martedì 11 aprile 2017

In morte di Giorgio Bàrberi Squarotti


In morte di Giorgio Bàrberi Squarotti

.

L'attesa della lettera del critico

io ventenne. Nell'aria di primeva

primavera alla portineria della

vita e del condominio. E'arrivata,

è arrivata di Squarotti a me la

lettera. La tua grafia sulla busta

ansia nell'aprirla e la lode della

mia poesia "Attimi" e facciamo

un libro con Genesi. Signore sempre

tu Giorgio, nel guarire con

di poesia i libri e parlavi nell'ultimo

periodo di ragazze nude

come le ha fatte Dio. Mi hai

scritto che ti sono piaciute le

mie ultime due raccolte anche

se il figlio non se ne importa niente.

Giorgio dove ora sei con tua moglie

scrivi ancora versi infiniti come

la vita.




Raffaele Piazza

domenica 9 aprile 2017

Ondivaghe maceri parole (di Felice Serino)

Ondivaghe maceri parole (di Felice Serino): quando ti rigiri tra le lenzuola / -ondivaghe maceri parole / dove latita il cuore- / somigli al gabbiano; poesia Creative Commons

giovedì 6 aprile 2017

Primavera (di Felice Serino)

Primavera (di Felice Serino): si posano le uve dei suoi occhi / su silenzi sospesi / teneri corpi come; poesia Creative Commons

mercoledì 5 aprile 2017

Alessia e il Rinascimento


Alessia e il Rinascimento

.

Fusione di Alessia con il giardino

delle piante rare dai fiori colorati

per la storia dei baci.

Accanto il campo di grano

degli amplessi fiorevoli con

Giovanni nel delta della storia

se è Rinascimento postmoderno

misura e "quanto è bella giovinezza".

Canzone di Alessia, sedici anni

contati come semi, Alessia

a proteggerla del Cielo la voce

d'azzurro e nuvole grandiose.




Raffaele Piazza

lunedì 3 aprile 2017

Liquida (di Felice Serino)

Liquida (di Felice Serino): è striscia di luce verde / la mente / mentre la forma / assumi / dell'involucro- status quo // alchimie del; poesia Creative Commons

sabato 1 aprile 2017

In un parlato semplice

Poesia di T. S. Eliot


Che mari che spiagge che scogli grigi e che isole
Che acqua a lambire la prua
E profumo di pino e canzone di tordo nella nebbia
Che immagini ritornano
O figlia mia.

Coloro che affilano il dente del cane, significando
Morte
Coloro che risplendon con la gloria del colibrì,
significando
Morte
Coloro
che siedono nel porcile della soddisfazione,
significando
Morte
Coloro che soffrono l’estasi delgli animali, significando
Morte

Son divenuti irreali, ridotti a nulla dal vento,
Da un respiro di pino, e la nebbia del canto dei boschi
Di questa grazia dissolta in spazio

Cos’è questo volto, meno chiaro e più chiaro
Il pulsare del braccio, meno forte e più forte –
Donato o dato in prestito? più lontano delle stelle e più
vicino dell’occhio
Bisbigli e breve riso fra le foglie e i piedi
Affrettati dal sonno, dove tutte le acque si incontrano.

Il bompresso schiantato dal gelo e il colore scrostato dal caldo.
Ho fatto questo, ho dimenticato.
E ricordo.
Le sartìe afflosciate e i ferzi fradici
fra un certo giugno e un altro settembre.
Ho fatto questo senza saperlo, semi-cosciente, sconosciuto,
mio.
La travatura dei torelli fa acqua, c’è bisogno di stoppa per le falle.
Questa forma, questo volto, questa vita
Vive per vivere in un mondo di tempo che mi supera;
potessi
Rimettere la mia vita per questa vita, la mia parola per
ciò che non è detto,
Il risvegliato, le labbra aperte, la speranza, i bastimenti nuovi.
Che mari che spiagge che isole granitiche verso i miei legni
E il tordo che chiama fra la nebbia
Figlia mia.

T.S.Eliot
Marina (da Ariel Poems)



Ferlinghetti


Poesia di Dylan Thomas


Nella mia arte scontrosa o mestiere
di Dylan Thomas

Nella mia arte scontrosa o mestiere
Praticata nel silenzio notturno
Quando soltanto la luna infuria
E gli amanti giacciono nel letto
Con tutti i loro affanni tra le braccia,
Io mi affatico a una luce che canta
Non per pane o ambizione
Né per pavoneggiarmi e vender fascino
Sui palcoscenici d’avorio,
Ma per il comune salario
Del loro più intimo cuore.
Non per il superbo che s’apparta
Dalla luna che infuria io scrivo
Su questi labili spruzzi di pagine
Né per i morti che torreggiano
Con i loro usignoli e i loro salmi,
Ma per gli amanti, che abbracciano
Tutte le angosce dei secoli,
Che non pagano lodi né salario
E non si curano del mio mestiere o arte.

trad. di Ariodante Marianni

Sogno travestito

Sogno travestito: dove generi giorni dissipati dove non ti travolgano le acque del dolore la realtà è sogno travestito da clown dal perenne riso

venerdì 31 marzo 2017

Le voci remote (di Felice Serino)

Le voci remote (di Felice Serino): un'accoppiata / di parole o una frase / sentita o letta risuonano e / sono una fitta / nella mente che inizia a elaborare // il letto del fiume / è un sudario / che raccoglie le voci remote / delle anime in sogno fermatesi lì / sotto la luna; poesia Creative Commons

giovedì 30 marzo 2017

Alessia vestita d'infinito


Alessia vestita d'infinito


.
Sulla distesa di neve di Cortina

luce dell'estasi per Alessia

nel caldo del giubbotto azzurro cielo.

Entra in di Alessia gli occhi

il sole appoggiata alla tinta

della gioia. Tende la veste ad

incielarsi della bellezza di Alessia

che scia con stile nella velocità

sul volto dell'aria del freddo

l'anima a iridarle nel tragitto

fino a valle delle cose buone.

Si sparge la fragola nel rifugio

nell'interanimarsi Alessia

con le stelle e degli alberi

da rinominare il verde.




Raffaele Piazza

domenica 26 marzo 2017

Dietro il velo (di Felice Serino)

Dietro il velo (di Felice Serino): splende rosacea luce / sulla bocca dell'alba // miriadi / di stelle nascoste alla vista // come la; poesia Creative Commons

venerdì 24 marzo 2017

Acqua e memoria (di Felice Serino)

Acqua e memoria (di Felice Serino): in cadenza di respiro / acqua e memoria / siamo / scafi a solcare oceani / del periglioso esistere // su un; poesia Creative Commons

mercoledì 22 marzo 2017

Arco d'amore (di Felice Serino)

Arco d'amore (di Felice Serino): noi siamo proiezione di Dio / e come angeli incarnati / del nostro Sé / similmente di noi / i nostri; poesia Creative Commons

domenica 19 marzo 2017

Fantasia (4) (di Felice Serino)

Fantasia (4) (di Felice Serino): entravano nella cruna del sogno / salendo su per il naso / vele e gabbiani danzanti sulle creste / nei mari di Melville // era; poesia Creative Commons

sabato 18 marzo 2017

https://poesiainrete.wordpress.com/2017/03/18/ultime-giuseppe-ungaretti/

Torino:ritorno senza fermata - Antonio Nazzaro

Da ASIMMETRICI VOLI (4)


Felice Serino

ASIMMETRICI  VOLI #4

.


Nel sangue della parola (2)

ti fai strada nel sangue della parola
al primo chiaro con la luna
che spiove sui tuoi fogli

d'indicibili fonemi s'imbeve
ora la nuova fragile
tua creatura

*


In magico defluire

peschi un verso dal fondo del tempo
tuo non più tuo
come una matrioska altri ne nascono
in magico defluire

non sai mai dove
ti porta poesia

altri ne scaturiscono che
da dentro premono
spingendo contro il costato
grembo dove sosta un dio minore

e devi gestirne
l'impeto di sangue e luce

*


Palpiti

la parola graffiante
ferita viva lascia nel bianco

l'anima in luce
di sangue
si china sulla bellezza
mentre
rossi palpiti annoda
un navigar di vele
sull'aperto mare del sogno

*


Da un altrove

a volte la tua vita la pensi
come fosse
in mano a un vento che t'avvolga
in un mantello di luce

tu che in azzurre volte
ti perdi: dimmi cosa
senti da un altrove?

forse
lontananza che richiama
un altro Sé?

*


Dove nasce una poesia

non puoi sapere come e dove nasce
una poesia - arco
teso dell'essere che

sulle ali del vento
corteggia il sogno e
pentagrammi disegna

mentre la Musa
come una Venere
esce da un bagno di liquida luce

*


Scrivi sul vento

non vedi di là del tuo naso
se ridimensioni la trave nell'occhio
dove l'ego veleggia
per terre di conquista

corri sul filo di abissi
di vanagloria

il tuo sogno
cattedrali di nulla

girasoli accesi ed arco-
baleni pare t'invitino
stolto che te depredi
del bello

metti in tavola
pane e rancore

disamore scrivi sul vento

*


Verità

non scritte sull'acqua
le mie parole

pure mi nascondo
come l'inchiostro simpatico
mi paleso a chi mi sa
leggere tra le righe

sarebbe
dare perle ai porci
uno sbandierarmi ai quattro venti
per chi è sordo
alla stregua dei potenti

*


L'accumulo

ti preoccupi per il vestito? e
per l'oro nei
forzieri dove urlerà
la ruggine?

la so quella certa
malattia contagiosa
serpeggiarti nel sangue

guarda i gigli
del campo - Lui dice

e
ti senti come chiuso
all'angolo

Lui: ti fidi?

mai hai visto un sì benigno
Cielo

*


Per volare

pensa: sono appena passato "di là"
eppure
non me ne sono accorto

vi si sta d'un bene ed è come
in un sogno
tanto ma tanto più vivido

ora
aspetto soltanto di vestire
un corpo fatto d'aria

per poter
volare

*


Parole (2)

parole sulla bocca
dell'alba
in dormiveglia mentre
inizi l'interiore viaggio

cavare sangue
da neo-nate parole
in seno a un dio
non visto

dove sale la luce

*






© Felice Serino







AD ALTEZZE SEGRETE con commento



AD ALTEZZE SEGRETE
(volontariato)

sperimentare l’Indicibile

spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto
ad altezze segrete

sperimentare l’Altro da sé
nel diversamente abile – pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita –
lui ti ricambia con l’oro
di un sorriso

2006

******************************


Una scrittura poetica sui temi sociali è un carme civile, non è una poesia di facile pianto e sdolcinate commiserazioni che il più delle volte prendono senso sulla carta e non nella realtà, è propensione lirica volta a far luce e denunciare, in questo caso a valorizzare il volontariato ed il poeta lo fa con una lirica breve, viva, scarna ma pregnante, priva di artifici retorici, delicata e musicale, una poesia che “leva” quanto è superfluo, descrittivo, didascalico per “elevare” a quelle “altezze segrete”, sconosciute ai più. I suoi versi sottolineano quell'atto “indicibile” d'amore senza pretese, quell'allargare le mani a chi ne ha bisogno senza sapere chi si cela dietro parentesi di Vita vissuta con la consapevolezza di non poterlo fare, “l' affondare le mani" in quella “pasta da modellare” umana così diversa ed essere gratificati dall'oro prezioso di un sorriso! Righe poetiche dal retrogusto dolce bevute d'un sol sorso dalla tazza della Poesia. Complimenti all'autore!

Nina Esposito

Maremondo

Maremondo: gettato dentro il maremondo a masticarmi kronos    avevo smesso di capriolare in quel naturale mare materno

domenica 12 marzo 2017

Alessia e la collezione di giorni


Alessia e la collezione di giorni

.

Alla parete il calendario

per ragazza Alessia

marzo vestita in verde.

Fluisce nella camera il

fresco dell'ossigeno a

iridarla nell'estasi di 16

anni contati come semi.

Calendario sorgivo d'immagini

una per ogni giorno.

Oggi 12/3/2017 l'immagine

è un dipinto di cuore rosso

(allora stasera faccio l'amore

senza diventare baby madre).

Trasale Alessia e pensa

a di matematica l'interrogazione

di domani e a geometrizzare

la vita in versi e non in versi.




Raffaele Piazza

Velario (di Felice Serino)

Velario (di Felice Serino): amare è fatica // caduta delle braccia // ma dal peso / mortale un cielo ci nasce // strappa dunque / il velario volgi lo; poesia Creative Commons

mercoledì 8 marzo 2017

Vele di nuvole (di Felice Serino)

Vele di nuvole (di Felice Serino): escono fonemi / dal ventre della notte / quasi ectoplasmi / nell'alone di luna // saltabeccanti; poesia Creative Commons

martedì 7 marzo 2017

Alessia e il monte azzurrino


Alessia e il monte azzurrino

.

Luce d'alba a invadere

di Alessia la mattinale

anima. A formarsi nel

fresco il sorriso deterso

dalle nuvole. Attimi di

silenzio dono per Alessia

nello scorgere gli azzurrini

monti del Matese in attimi

a inalvearsi nell'oceano

della pace. Albereto

di gioia per Alessia

nel fondersi con la tinta

della vita in versi e

quotidiana. Resiste la

montuosità in di Alessia

la bellezza nel ridere

tra i fiori inghirlandata.




Raffaele Piazza

Parole (2) (di Felice Serino)

Parole (2) (di Felice Serino): parole sulla bocca / dell'alba / in dormiveglia mentre / inizi l'interiore viaggio // cavare sangue / da neo- nate; poesia Creative Commons

sabato 4 marzo 2017

Sono Ricordi, poesia di Nunzio Buono

AD ALTEZZE SEGRETE - marzo 2017


QUEST'OPERA È STATA SELEZIONATA
NEL CONCORSO LIBRI DI-VERSI IN DIVERSI LIBRI
IN RICORDO DEL POETA-SCRITTORE SALVATORE DI PIETRO 

EDIZIONE 2016-2017






Felice Serino
Ad altezze segrete
Poesie sparse
2002-2016

2017, 8°, pp. 56
Libreria Editrice Urso
Collana "
ARABA FENICE" n. 294
€ 10,00
ISBN 978-88-6954-131-1






AD ALTEZZE SEGRETE

(volontariato)

sperimentare l’Indicibile
spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto
ad altezze segrete

sperimentare l’Altro da sé
nel diversamente abile – pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita –
lui ti ricambia con l’oro
di un sorriso

2006

Frammento da una poesia di Montale


[…] 
Vedi, in questi silenzi in cui le cose  
s’abbandonano e sembrano vicine  
a tradire il loro ultimo segreto,  
talora ci si aspetta  
di scoprire uno sbaglio di Natura,  
il punto morto del mondo, 
l’anello che non tiene,  
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta  
nel mezzo di una verità.  
Lo sguardo fruga d’intorno,  
la mente indaga accorda disunisce  
nel profumo che dilaga  
quando il giorno piú languisce.  
Sono i silenzi in cui si vede  
in ogni ombra umana che si allontana  
qualche disturbata Divinità. 
[…] 

Eugenio Montale

Nella fragilità dei giorni

Nella fragilità dei giorni: un sé perduto nella fragilità dei giorni e questa insaziabilità dell'anima da vivere come una croce

giovedì 2 marzo 2017

Per volare (di Felice Serino)

Per volare (di Felice Serino): pensa: sono appena passato 'di là' / eppure / non me ne sono accorto // vi si sta d'un bene ed è come / in un sogno / tanto ma tanto più vivido // ora / aspetto soltanto di vestire / un corpo fatto d'aria // per; poesia Creative Commons

lunedì 27 febbraio 2017

L'accumulo (2) (di Felice Serino)

L'accumulo (2) (di Felice Serino): ti preoccupi per il vestito? e / per l'oro nei / forzieri dove urlerà / la ruggine? // la so quella certa / malattia contagiosa / serpeggiarti nel sangue // guarda i gigli / del campo - Lui dice // e / ti senti come chiuso / all'angolo // Lui: ti; poesia Creative Commons

domenica 26 febbraio 2017

Verità (di Felice Serino)

Verità (di Felice Serino): non scritte sull'acqua / le mie parole // pure mi nascondo / come l'inchiostro simpatico / mi paleso a chi mi sa / leggere tra le righe // sarebbe / dare perle ai; poesia Creative Commons

sabato 25 febbraio 2017


Alessia e la pioggia nell'albereto di pini

.

Sera sottesa a meraviglia
di febbraio dopo il nevaio
per ragazza Alessia nel terso
splendore a interanimarsi
con dell'aria la freschezza
campita contro il cielo
infiorato da margherite stelle
nell'intermittenza della vita.
La notte dà segnali e vede
il nero di un ragnetto portatore
di fortuna Alessia e trasale.
Cade una stella nell'esprimere
Alessia di essere felice il desiderio.
Spazio di natura ed ecco entrare
nerovestito come un ragazzo
Giovanni. Ride Alessia pari
a una donna sedici anni
contati come semi.


Raffaele Piazza

giovedì 23 febbraio 2017

Scrivi sul vento (di Felice Serino)

Scrivi sul vento (di Felice Serino): non vedi di là del tuo naso / se ridimensioni la trave nell'occhio / dove l'ego veleggia / per terre di conquista // corri sul filo di abissi / di vanagloria // il tuo sogno / cattedrali di nulla // girasoli accesi ed arco- / baleni pare; poesia Creative Commons

domenica 19 febbraio 2017

Alessia tesse la tela dell'incanto


Alessia tesse la tela dell'incanto


Tesse la tela Alessia nella
di plenilunio notte. Attesa
senza tempo del mare della
vita essenza di pace e mistico
lucore per Alessia. Tela di platino,
oro e argento di fili metallici
e ci sarà raccolto al ritorno
di Giovanni alle rive dell'isola.
Tesse Alessia la tela dei giorni
e la luna l'irradia di luce vaga
e iridata come gli occhi
di ragazza Alessia nell'interanimarsi
all'ossigeno fuggente.


Raffaele Piazza

sabato 18 febbraio 2017

Fabio Girelli, "Un'altra fine del mondo"

Poesia di Nazim Hikmet


La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

Nazim Hikmet





Poesia di Pablo Neruda


Pablo Neruda

Sete di te m’incalza…  


Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.

Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Àncora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.

Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda atroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perché esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perché esistono i tuoi baci.
L'anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco.

Pablo Neruda

(Traduzione di Giuseppe Bellini)

da "Il fromboliere entusiasta", in "Pablo Neruda, Poesie d'amore", Newton Compton Editore, Roma, 1975

Vele

Vele: acqua mutata in vino perché continui la festa   così al banchetto del cielo con l'Agnello sacrificato

Dove nasce una poesia (di Felice Serino)

Dove nasce una poesia (di Felice Serino): non puoi sapere come e dove nasce / una poesia - arco / teso dell'essere che // sulle ali del vento / corteggia il sogno e / pentagrammi; poesia Creative Commons

lunedì 13 febbraio 2017

Alessia esce a intravedere la luna




Alessia esce a intravedere la luna

.


Sera di cobalto per Alessia

festa vestita. Un lunedì dell'anima

del febbraio dopo del nevaio

il mese. Entra nel giardino Alessia

la luna a intravedere dove

era già stata. La rugiada verde

del prato dove ha fatto

l'amore con Giovanni di sabato,

il quinto dopo che si sono

messi. Luna velata ai colli della

vita e vicino è il traguardo

della gioia nell'interanimarsi

con di luce i raggi e ci sarà

raccolto di lumi pari a spighe

del futuro anteriore del giallo

giugno per della vita la

maturazione ad ogni passo.




Raffaele Piazza

Da un altrove (di Felice Serino)

Da un altrove (di Felice Serino): a volte la tua vita la pensi / come fosse / in mano a un vento che t'avvolga / in un mantello di luce // tu che in azzurre volte / ti perdi: dimmi; poesia Creative Commons

sabato 11 febbraio 2017

Palpiti (di Felice Serino)

Palpiti (di Felice Serino): la parola graffiante / ferita viva lascia nel bianco // l'anima in luce / di sangue / si china sulla bellezza / mentre / rossi; poesia Creative Commons

giovedì 9 febbraio 2017

In magico defluire (di Felice Serino)

In magico defluire (di Felice Serino): peschi un verso dal fondo del tempo / tuo non più tuo / come una matrioska altri ne nascono / in magico defluire // non sai mai dove / ti porta poesia // altri ne scaturiscono che / da dentro premono / spingendo contro il costato / grembo dove sosta un; poesia Creative Commons

martedì 7 febbraio 2017

Alessia e le parole mai dette


Alessia e le parole mai dette


.

Ha fatto un sogno bello

ragazza Alessia e nel diario

l'ha trascritto con mani

affilate. Pioggia battesimale

di febbraio il mese della

neve bianca su di Alessia

il paese. Parole da non dire.

Pensieri segreti come di platino

il bracciale di Alessia

al polso destro. Telefona Giovanni

e dice: Ti amo!!! Sorride

Alessia alle costellazioni

l'universo e la Via Lattea.

Si sperde Alessia nell'evento

bello e mette una porta sulla

bocca del rossetto.




Raffaele Piazza

lunedì 6 febbraio 2017

Nel sangue della parola (2) (di Felice Serino)

Nel sangue della parola (2) (di Felice Serino): ti fai strada nel sangue della parola / al primo chiaro con la luna / che spiove sui tuoi; poesia Creative Commons

sabato 4 febbraio 2017

Il battello ebbro - Arthur Rimbaud

Da ASIMMETRICI VOLI (3)


Felice Serino

ASIMMETRICI  VOLI # 3

.


Chi può dire

[a un ragazzo degli anni 60]

non certo beata
gioventù
-chi può dire
cosa s'agita in un profondo fitto
di grovigli freudiani

volevi uscire da te
ti attrasse il salto nel vuoto

"non entrambi i polsi legati
un'intera nottata a fissare il soffitto
no non faccio del male ora
neanche a me stesso"

poi il fiotto di luce
a investirti
e le venti candeline -simboliche- da spegnere
non era l'ora che partissi dal mondo
quel mondo che ancora ti chiamava
nel suo grembo di cenere e oro

*



Delta

dove è grido rappreso
la voce del deserto

si dirama l'essere
aprendo
di solitudine le braccia rotte

*



A specchio di cielo (2)

fraternizzo con Campana
se anelo al silenzio
in un gran porto chiuso ai mali
del mondo

dove a specchio
di cielo sia riflessa
unicamente la bellezza


[Dino Campana, "Canti orfici".]

*



I sogni alla deriva

insieme a questo corpo
vedrò staccarsi i sogni -quelli mondani
su vascelli di nuvole-
andare alla deriva
sopra un mare che più non m'appartiene

*


Un'ala d'angelo

propedeutico è l'abbraccio
bellezza nell'umano
che schiude mondi ignoti

un'ala d'angelo vibra
sulle schiuse labbra
a sigillare nuova vita

*


Estasi

[gli ultimi giorni di Paolo (Saulo) di Tarso]

ovunque mi seguivano i tuoi occhi buoni

l'anima
affacciata sul Tuo sangue lucente
ha danzato per il tempo che restava

*


Dietro il viola

non hai un appiglio
mentre
a superarti è una luce blanda
anneghi in un mare vasto
di ossimori
come un film sfocato
questa vita in controsenso
quasi una
finzione o solo
apparenza
dietro il viola della memoria
affondano nel nulla i tanti io

*


L'impronta

ricominciare da qui: dove l'occhio
del cuore
segue la curva della luce

dove si schiude la rosa
tra cristalli di gelo -mentre
lasci l'impronta del "fare"
anima

ti fondi nell'azzurro
rapito dal canto di Silesius


[Angelus Silesius - 1624-1677 -; poeta e mistico tedesco.]

*


La slavina

perla nel cuore del Gran Sasso
il "quattro stelle" non esiste più
ghermito dalla mostruosa
mano di ghiaccio

meglio la sorte dei sopravvissuti
ti dici
e ancora sperare
sotto la neve una voce udire
pensi ai familiari perduti
deglutendo caffelatte e lacrime


[tragedia del 18 gennaio 2017]

*


Sillabe

(visione)

mettere ordine
nei cassetti della mente
non trovare una pagina volata chissà
vedi rotolano giù
dall'emisfero destro parole ubriache
mentre sul bordo
delle orbite
piccioni piluccano sillabe s-cadute

*


Cavalli di nuvole

i primi smarrimenti: quando ti sembrava
dovesse cascare il mondo
-disegnavi angosce o voli
pindarici nell'aria

da una feritoia ti guardava
un pezzo di cielo
-tu ragazzino -ricordi-
rifugiato in una baracca
a smaltire l' "onta" di una derisione
non sapendola costellata di prove
la tua stella

intanto
cavalli di nuvole
a sequenza
dicevano la vita leggera

*



© Felice Serino






Poesie con commenti di R. Piazza


Commenti su
www.rossovenexiano.com
(di R. Piazza e altri)
.



Nomade d'amore

la Tua luce
abita la mia ferita
che trova
un lieto solco
nel suo risplendere

Tu
a farti bambino ed ultimo

per accogliere
il nomade d'amore
dalle aperte piaghe


F. Serino

*

Grazia Denaro
Una luce che illumina e sana. Molto bella!


erremmeccì
Una lirica limpida e intensa. Una preghiera. Un inno: davvero molto bello.


piazzaraffaele@outlook.it - 26 11 16
Poesia mistica alta e bella, costituita da tre strofe scabre che sgorgano in lunga ed ininterrotta sequenza. Se in poesia tutto è presunto qui l'interlocutore, al quale l'io poetante si rivolge, è Gesù Cristo. Molto bello l'incipit nel quale viene detto che la luce di Gesù abita la ferita del poeta stesso che trova un lieto solco nel suo risplendere: del resto è proprio dalla ferita che vengono i versi. Il nomade d'amore rappresenta simbolicamente ogni uomo alla ricerca del senso della vita nell'ambito della verità rivelata dal Cristianesimo.

Raffaele Piazza

* * *



Uno di quei sogni

quando sai
essere un sogno e ne esci

o vorresti trattenertici

trovandoti davanti a un mare
sconfinato
fasciato di luce
vivissima

dai colori caldi
da far vibrare
l'anima e i sensi

quasi un flash

frammento di sogno
vigile

come fosse solo dipinto

f. serino aka flymoon

*

piazzaraffaele@outlook.it • 10 12 16
Poesia onirica e magica molto bella nelle immagini nella sua liricità. L'io poetante pare rivolgersi a se stesso in un sogno ad occhi aperti che ha per oggetto un sogno sognato. Una forte suggestione nella forma armonica e controllata.

Raffaele Piazza

* * *



La migliore poesia

quella
che devo ancora scrivere
-si dice così e sarà vero

è un brusio indistinto
a volte
come un moto del cuore

a ispirarmi: forse un angelo
la cui ala si libra
nel mio sangue

ma lettere storte
restano scritte sull'acqua

fermentano
in me alfabeti
che attendono sempre
di nascere

© flymoon aka f. serino

*

gliamicidieleonora
Molto bella, condivido. Un poeta è sempre alla ricerca di parole nuove, armoniose per questo dice "che devo ancora scrivere". Hai colto la giusta essenza. :)
 •

piazzaraffaele@outlook.it • 24 12 16
Poesia bella e alta dall'andamento narrativo. I versi delle cinque strofe sgorgano gli uni dagli altri e controllata è la forma. La tematica è quella dell'atto creativo stesso (poesia nella poesia tra detto e non detto). La genesi del testo, l'etimo, l'ispirazione nell'analisi del Poeta.

Raffaele Piazza

* * *


L'indefinito

è nello spazio delle attese
nel bianco del foglio
nel buco nero del grido di munch

l'indefinito
è nell'aprirsi del fiore
nel fischio del treno in un lancinante addio
nell’intaglio
dello scalpello su un marmo abbozzato

l'indefinito è in noi
sin dallo strappo
di sangue della nascita

flymoon aka f. serino

*

7 1 17
L'indefinito è ciò che è indeterminato, che è vago. Il Poeta cerca di "definirlo" in versi con immagini varie, precise e icastiche. Il risultato è una poesia bella e alta, molto originale, nella quale il sintagma anaforico "l'indefinito è" si ripete tre volte a inizio delle tre strofe. Testo che consapevolmente raggiunge una suggestiva bellezza.

Raffaele Piazza

* * *



Ancora a sorprenderci

dici non siamo che ombre
al sole della morte
indossiamo l'inverno
di un corpo caduco

ma dai muri il verde grida
in folti ciuffi e gli alberi
si cambiano d'abito e
al guaiolare dei gatti s'affaccia
pettegola la luna

ancora a sorprenderci
in fermento la vita

e tu che vai
filosofando

© flymoon aka f. serino

*

Raffaele Piazza • 21 1 17
Nell'incipit l'io-poetante il poeta si rivolge ad un "tu" del quale ogni riferimento resta taciuto. Un'atmosfera di pessimismo cosmico nella prima strofa perché l'interlocutore afferma che non siamo che ombre al sole della morte. Tuttavia nella seconda strofa e nei seguenti due brevi distici c'è una nota di ottimismo nelle belle immagini del verde che grida e degli alberi che si rinnovano nell'eterno ritorno della natura. La vita torna a sorprendere con il suo fermento contrariamente al "tu" che va filosofando. Splendido testo ottimamente risolto.

Raffaele Piazza





Sei altro

Sei altro: forse meglio l'attesa a dipanare e sdipanare le ore che l'appagamento senza più desideri: il libro di poesie fresco di stampa

martedì 31 gennaio 2017

Alessia nell'aria fredda


Alessia nell'aria fredda


-

Vento freddo di gennaio

del nevaio il mese, vita

bianca per Alessia tra dei

sempreverdi i rami. A pochi

tiri di sasso dagli albereti

dove era già venuta, respira

ragazza Alessia della vita

la scoperta (ieri era vergine).

Poi azzurrità a vestirla

paesaggio come nordico,

di nave sirena ad avvisarla

che può essere felice.

Aria fredda, tempo altro,

si è tolta Alessia l'orologio

e di Giovanni l'e-mail

attende e la venuta.

Nuda allo specchio Alessia

si vede bella

e ride come una donna.




Raffaele Piazza

domenica 29 gennaio 2017

Cavalli di nuvole (di Felice Serino)

Cavalli di nuvole (di Felice Serino): i primi smarrimenti: quando ti sembrava / dovesse cascare il mondo / -disegnavi angosce o voli / pindarici nell'aria // da una feritoia ti guardava / un pezzo di cielo / -tu ragazzino -ricordi- / rifugiato in una baracca / a smaltire l''onta' di; poesia Creative Commons

martedì 24 gennaio 2017

Alessia pattina sul lago ghiacciato


Alessia pattina sul lago ghiacciato

.


Luce di luna a iridare le acque

di ghiaccio del lago della calma

per Alessia azzurro cielo vestita

su pattini portafortuna nel danzare

la vita. Il sentiero dell'albero cavo

del candore di neve ad accarezzare

le mani affilate di Alessia dai

capelli biondi del grano di gennaio.

Come in una madia si fa il pane

cresce di Alessia di Giovanni

la voglia di ragazza. Lo faranno

nella notte nella villa dell'amato.

Lumini di stelle nell'intermittenza

tra gioia e felicità.




Raffaele Piazza

lunedì 23 gennaio 2017

Sillabe (di Felice Serino)

Sillabe (di Felice Serino): mettere ordine / nei cassetti della mente / non trovare una pagina volata chissà / vedi rotolano giù / dall'emisfero destro parole; poesia Creative Commons

sabato 21 gennaio 2017

Germano Mandrillo, "Ballata olistica con raccordi a T" [1998]

Poesia di Sandro Penna


Mi nasconda la notte e il dolce vento.
Da casa mia cacciato e a te venuto 
mio romantico amico fiume lento.
Guardo il cielo e le nuvole e le luci 
degli uomini lassù, così lontani sempre da me.
Ed io non so chi voglio amare ormai 
se non il mio dolore.

La luna si nasconde e poi riappare,
lenta vicenda inutilmente mossa 
sovra il mio capo stanco di guardare.

SANDRO PENNA 

da " Tutte le poesie ", 1927-1957
Garzanti, 1970





Poesie e commenti su L'OCEANO (6)


Commenti dalla Redazione
oceanonellanima.it
(Massimo V. Massa)
(pagina 6)

.

Quel nugolo

più quel nugolo
di mosche assale il mio "desco"
più il mio cuore Lo cerca
allo stremo d'una impari lotta

sparire vorrei le volte
che nei sogni mi vedo
un giuda
il cappio a oscillarmi davanti

può la pianta ripudiare
la radice?
e la corolla che s'apre nella luce
odiare la luce?

.

12-01-2016

Chiedersi perché il controsenso a volte assale, impregnando l’anima di lancinanti dubbi non ha quiete nel varco della lirica. Non approda il verso a definire il senso ma attracca indenne al nugolo l’indeterminato sapere.


*

La vita a raccontarsi

volti
galleggianti sul mare del sogno
nella composizione
della luce
aprirsi di corolle
palpitanti anemoni
la vita
a raccontarsi
con la bocca dei morti
col sangue delle pietre

.

14. 3. 16
La vita si racconta in poesia tra il bianco e nero delle emozioni che fendono ogni vibrazione. Non è solo dolore se il bocciolo si è schiuso per donarti quell’attimo intenso, desio del sogno.

*


Kronos

fratto il Tempo
non più riflette lo specchio
- esser vivo
quasi una finzione
sogno congelato
dove si piega il cuore
senza remissione

.

28 3 16
Cela il tempo riflessi spenti di un sogno e il cuore non perdona lo smarrimento del viaggio: intensità dei tuoi versi!

*

Il guardiano

il mostro è guardiano
del labirinto interiore

oh quale dispendio
della mente in sudari di calce
anelante alla riva
primigenia del sangue

l'angelo è di cenere
dove grida
la carne
le ustioni della luce

.

23 4 16
Nei labirinti dell’anima non c’è riva che accolga la sosta come il tuo verso che ritorna in circolo per non aver mai ormeggio.

*



Borderline

La tua carne dolorante
tu crocifisso alla
sopravvivenza
non un tetto un letto d'amore
i figli
sconosciuti
cieli caduti nel fondo degli occhi
ti perdi
tra i rifiuti dove
sembri cercare brandelli
di quella vita che ti ha tradito.


25 6 16
E’ un meraviglioso triste incanto il susseguirsi della tue parole dove la verità è tormento di una vita rinnegata nei brandelli dell’amore lacerato e affranto.

*


Non era questa la vita

non era questa
la vita che volevi
bambole in panno lenci un amorino
più avanti negli anni poi
il male che covava nascosto

sedicianni:
vita breve ma abbastanza per dirci
se davvero hai amato e quanto

da angeli ora sei accolta
lì nella casa del cielo
non bambole o un amorino
per il tuo non-tempo
nel mistero di luce corteggi
le stelle


16 9 16
L’amarezza e la tristezza impregnano queste parole, che raccontano in poche righe una storia dolorosa e crudele, eppure nella tua poesia riesci a dare spazio alla speranza: “nel mistero di luce corteggi le stelle”.

*

Luce ed ombra

luce ed ombra rebus in cui siamo
impronte di noi oltre la memoria
forse resteranno o
risucchiati saremo
ombre esangui nell'imbuto
degli anni

guardi all'indietro ai tanti
io disincarnati
attimi confitti nel respiro
a comporre infinite morti

*

27 9 16
Luci e ombre sono le foschie dell’esistenza: dirompenti come un raggio di sole, cupe come l’oblio dell’abisso. Nell’alternanza della inevitabile follia della vita, non resta che rincorrere gli anni racchiusi nei ricordi, semi incolti di “impronte di noi oltre la memoria”.

*


La separazione

alla fine del tempo
è come ti separassi da te stesso
in un secondo ineluttabile strappo
simile alla nascita
quando
ti tirarono fuori dal mare
amniotico
luogo primordiale del Sogno
stato che
è casa del cielo

*

10-10-2016
La separazione costruisce un trauma, uno sforzo, così come lo è la nascita. Che, in fin dei conti, potrebbe rivelarsi un passo verso la ricerca di se stessi.

*


Questo improbabile azzurro

che ne so di questo
improbabile azzurro
rarefatto e mutevole
scandaglio il mio tempo-clessidra
di sangue emotivo
attendo
giungano da un dove un'eco
un nome
guardo in fondo
al pozzo degli anni
l'ombra dei miei io perduti
o semmai vi tremi
sospeso
l'angelo che dici


23-10-2016
Un viaggio introspettivo che demarca l’anima mutata. Gli anni scandiscono i ricordi e le esperienze, che hanno reso se stessi il proprio presente.

*


Conosco le voci

conosco le voci che muoiono
agli angoli delle sere

conosco le braccia appoggiate
sui tavoli nel risucchio
delle ore piccole
l'aria densa e le luci
che lacrimano fumo

e lo sferragliare dell'ultimo tram
la nebbia che mura le strade

conosco
i lampi intermittenti della mente
i singulti che accompagnano
quel salire pesante le scale
la morsa che afferra e non sai
risponderti se la vita ti scava

e il freddo letto poi fuori
dal tunnel
un altro mattino

per risorgere o morire

*

07-11-2016
Versi che cantano il disincanto, quello della quotidiana fine di ogni giornata, quando “non sai risponderti se la vita ti scava”.



Ancora a sorprenderci

Ancora a sorprenderci: dici non siamo che ombre al sole della morte indossiamo l'inverno di un corpo caduco   ma dai muri il verde grida

La slavina (di Felice Serino)

La slavina (di Felice Serino): perla nel cuore del Gran Sasso / il 'quattro stelle' non esiste più / ghermito dalla mostruosa / mano di ghiaccio // meglio la sorte dei sopravvissuti / ti dici / e ancora sperare / sotto la neve una voce udire / pensi ai familiari; poesia Creative Commons

lunedì 16 gennaio 2017

L'impronta (di Felice Serino)

L'impronta (di Felice Serino): ricominciare da qui: dove l'occhio / del cuore / segue la curva della luce // dove si schiude la rosa / tra cristalli di gelo -mentre / lasci l'impronta del; poesia Creative Commons

Alessia ride nell'anima


Alessia ride nell'anima

.
Alessia incielata nell'indifferenziarsi
con la tinta azzurra. Aria fredda a
modellarla (allora Giovanni mi ama
veramente). (Poi rifaremo l'amore).
Ansia a stellare ragazza Alessia
al colmo della grazia della fragola.
Ha sognato candidi cavalli e ha
deciso di non dirlo a nessuno.
Ride nell'anima di 18 grammi Alessia
dove era venuta due anni fa
(la Valle dei Re, da Davide a Salomone).
Si sente libera come una donna
Alessia. Esce con la chiave dalla
nebbia e trova un quadrifoglio tra
centenarie querce.


Raffaele Piazza

martedì 10 gennaio 2017

Alessia e la neve a Napoli


Alessia e la neve a Napoli

.

Bianco fioccare dall'azzurro

stabile sul mondo per ragazza

Alessia. Neve nel biondo

dei capelli di Alessia nel

proseguire la vita e freddo

a pervaderla dalla pelle

all'anima. Tessono nuvole

incanti per ragazza Alessia

e il sole gioca con gli occhi

di Alessia, raggi a entrarle

dentro per ceste di fortuna.

Oltre il sembiante riflesso

della costa marina senza tempo

e di stupore di genesi

ed è anche ghiaccio tra

di sempre le cose e poi

a ridere Alessia.


Raffaele Piazza

Dietro il viola (di Felice Serino)

Dietro il viola (di Felice Serino): non hai un appiglio / mentre / a superarti è una luce blanda / anneghi in un mare vasto / di ossimori / come un film sfocato / questa vita in controsenso / quasi una / finzione o solo / apparenza / dietro il viola della memoria / affondano nel nulla i tanti; poesia Creative Commons

sabato 7 gennaio 2017

Germano Mandrillo, "Ballata olistica con raccordi a T" [1998]

Due poesie di Cesare Pavese



Mito 


Verrà il giorno che il giovane dio sarà un uomo,
senza pena, col morto sorriso dell'uomo
che ha compreso. Anche il sole trascorre remoto
arrossando le spiagge. Verrà il giorno che il dio
non saprà più dov'erano le spiagge d'un tempo.

Ci si sveglia un mattino che è morta l'estate,
e negli occhi tumultuano ancora splendori
come ieri, e all'orecchio i fragori del sole
fatto sangue. È mutato il colore del mondo.
La montagna non tocca più il cielo; le nubi
non s'ammassano più come frutti; nell'acqua
non traspare più un ciottolo. Il corpo di un uomo
pensieroso si piega, dove un dio respirava.

Il gran sole è finito, e l'odore di terra,
e la libera strada, colorata di gente
che ignorava la morte. Non si muore d'estate.
Se qualcuno spariva, c'era il giovane dio
che viveva per tutti e ignorava la morte.
Su di lui la tristezza era un'ombra di nube.
Il suo passo stupiva la terra.

Ora pesa
la stanchezza su tutte le membra dell'uomo,
senza pena, la calma stanchezza dell'alba
che apre un giorno di pioggia. Le spiagge oscurate
non conoscono il giovane, che un tempo bastava
le guardasse. Né il mare dell'aria rivive
al respiro. Si piegano le labbra dell'uomo
rassegnate, a sorridere davanti alla terra.


da:  Lavorare stanca

*




Ogni notte, tornando dalla vita 



Ogni notte, tornando dalla vita,
dinanzi a questo tavolo
prendo una sigaretta
e fumo solitario la mia anima.

La sento spasimare tra le dita
e consumarsi ardendo.
Mi sale innanzi agli occhi con fatica
in un fumo spettrale
e mi riavvolge tutto,
a poco a poco, d'una febbre stanca.
I rumori e i colori della vita
non la toccano più:
sola in se stessa è tutta macerata
di triste sazietà
per colori e rumori.

Nella stanza è una luce violenta
ma piena di penombre.
Fuori, il silenzio eterno della notte.

Eppure nella fredda solitudine
la mia anima stanca
ha tanta forza ancora
che si raccoglie in sè
e brucia d'un'acredine convulsa.
Mi si contrae fra mano,
poi, distrutta, si fonde e si dissolve
in una nebbia pallida
che non è più se stessa
ma si contorce tanto.

Così ogni notte, e non mi vale scampo,
in un silenzio altissimo,
io brucio solitario la mia anima.


14 maggio 1928

da "Cesare Pavese, Le poesie", Einaudi Editore, 1998




Poesia di Vinicio Capossela


Le anime si incontrano per caso,
per curiosità, per determinazione.
In tutti i casi, l’incontro ha sempre del miracolo.
Nella coincidenza,
la componente magica è più evidente,
ma decidere, partire, muoversi a tempo,
fino a trovarsi nel luogo dove la cosa sta accadendo
è miracoloso
come la costruzione di tutte le cose immaginate.

Vinicio Capossela

L'indefinito

L'indefinito: è nello spazio delle attese nel bianco del foglio nel buco nero del grido di munch   l'indefinito

giovedì 5 gennaio 2017

Estasi (di Felice Serino)

Estasi (di Felice Serino): ovunque mi seguivano i tuoi occhi buoni // l'anima / affacciata sul Tuo sangue; poesia Creative Commons

mercoledì 4 gennaio 2017

Alessia illuminata dalla luna


Alessia illuminata dalla luna
.


Attraverso il sentiero della gioia,

ragazza Alessia varca della notte

la frontiera. Luna piena a illuminarla

tra dei glicini le foglie e i fiori.

Aurora assente ad ogni passo

nel bagno di luce di Alessia

a iridarsi nel riflesso. Erba

bagnata nella via di Alessia

nel correre scalza giocando

alla California e a piene mani

offrire le fragole alla luna.

E le ghirlande al collo di Alessia

felice nello scorgere Giovanni.

.

Raffaele Piazza

domenica 1 gennaio 2017

Un'ala d'angelo (di Felice Serino)

Un'ala d'angelo (di Felice Serino): propedeutico è l'abbraccio / bellezza nell'umano / che schiude mondi ignoti // un'ala d'angelo; poesia Creative Commons