venerdì 22 settembre 2017

Luce alta (di Felice Serino)

Luce alta (di Felice Serino): luce alta - paiono / incendiarsi le finestre degli hotel // un altro caffè / spezza la mattina - / strilli / di bambini in pineta lampi di / sole tra il fogliame //

giovedì 21 settembre 2017

Angelo della luce (di Felice Serino)

Angelo della luce (di Felice Serino): adagiati creatura del sogno / sulla curva del nostro abbandono // la lontananza è ferita insanabile / un cielo d'astri divelti // e tu balsamo sei / -tu orifiamma; poesia Creative Commons

mercoledì 20 settembre 2017

Alessia e Mirta nell'attimo


Alessia e Mirta nell'attimo


Entrano nel bosco dell'attimo
Alessia e Mirta sotto la pioggia
a iridarsi in amniotici rigagnoli.
Querce centenarie e argentati
abeti a comporre il paesaggio
(la levatura dell'evento è notevole:
dal tempo degli orologi
e delle clessidre e delle meridiane
sono uscite).
Mirta dice: non ti lascerà! (la
voce d'anima è soave).
Poi nell'interanimarsi
nell'abbraccio di un'anima
e di un corpo Alessia sente
un fresco celestiale come
quando bevve acqua di platino
e sorrise alla vita
(era gennaio il mese del nevaio).
Un lampo squarcia il sembiante
la luna ostia d'argento
sul mare di Napoli sorride.


Raffaele Piazza 

lunedì 18 settembre 2017

domenica 17 settembre 2017

In te la luce (di Felice Serino)

In te la luce (di Felice Serino): s'inginocchia in te la luce // ti dividi / nelle due dimensioni: / dreamtime e corporea insieme // a sorvegliarti è; poesia Creative Commons

sabato 16 settembre 2017

IO VORREI, SUPERATO OGNI TREMORE (Alda Merini)

Le voci remote - e-book



Da TRASMIGRA IL GIORNO (1)


Felice Serino Da TRASMIGRA IL GIORNO # 1


.


Il grido 

non lasciare ch'emerga
il mostro come da abissi
marini fa' che affoghi
nel suo sangue

rabbuia nelle vene il giorno:
grido che tende
levarsi nell'aria rossa

*


Infinite vite

infinite vite possibili
ha forse l'anima
quel che è detto da taluno
l'essere moltiplicato

mai si chiude il cerchio?

è come traversare innumerevoli
porte nei meandri dei sogni
o abbandonarsi a visioni
di déjà vu

non si chiuderà il cerchio se
come si sa
è del Demiurgo un continuo creare
infiniti
mondi-entità col solo sognarsi

*


Quel sorriso 

senti la vita quasi fosse
apparenza in vaghezza di sogno

l'anima è spersa dove fitta
trama d'ambiguo s'incaglia

ah le uve dei suoi occhi: uno spasmo
di luce - una spina nel sangue

e quel sorriso -oggi
che ti sorprendi a inseguire ombre
in cerca del suo profilo-
ti si trasfigura in un graffio
difficile da decifrare

*


Seguendo l'ombra

i tavoli tra ombra e sole dove
sedeva chi più non c'è

la mente è in fermento
nel lento giro del sangue
in questo scorcio di cielo

mi sposto seguendo l'ombra
seduto a leggere Brodskij
mentre
lo sciabordio dell'onda mi culla i pensieri
che vagano
sul filo di versi in fieri

mi distoglie
il ronzio di una mosca: salto un rigo
nero della pagina

il libro si chiude di scatto
sul giorno azzurro

*


Memento

la luce si spalma
dentro la parola
che di sé vive:

a ricordarci la bellezza

lasciarci impregnare
di fascinazione
nell'orfanezza del sogno

*



Santiago

traversare il ponte sull'Atlantico
t'ispira qualcosa
che appunti in un angolo sicuro
della mente

dopo
per davvero
guardi in un modo diverso le cose

è quello stupirti
amando l'Amore

il cammino di Santiago
finisce nell'Oceano


[percorso Fatima - Santiago di Compostela]

*


L'asceta

è nell'invisibile dice
l'architettura dell'essere -
perfezione la carne che si
trasfigura

il resto è apparire o maya: mondo
i cui regimi e regni andranno
capitolando - insieme a chi
li rappresenta

*


Sul cancello

drappo viola dalla finestra affisso
sul cancello di fronte: un altro vicino
agli ottanta è andato a miglior vita -
non ritirerà più
il giornale al mattino
il passo pesante il fiato corto

unificatosi col suo doppio
ha lasciato qui la zavorra

*


Eros e Thanatos

far l'amore e la morte sono in stretta
connessione:
l'appagamento è un dolce morire

attimi che sembrano infiniti
perché amore e morte si abbraccino

come la terra nel suo grembo accoglie
le foglie cadute

*


Cronaca

"in luce di sangue vita ti diedi
e tu l'hai gettata nel cassonetto"

ahi quel cielo di carta stampata
che s'indigna sotto gelida penna!

*


Scorci di settembre

scorci di settembre è l'ombra
a dominare i posti prima assolati
che trovavi nelle tue uscite

familiare ti è l'ombra ed è
dissonanza se ti sorprende
il pensiero di quel bambino che
dopo il crepuscolo ha paura del buio
e se non mangia arriva il mammone
con tre tocchi -sotto il tavolo


[mammone: in gergo è l'orco]

*


© Felice Serino



Su LA VITA NASCOSTA di Lorenzo Spurio


Riflessioni di Lorenzo Spurio su LA VITA NASCOSTA (dalla lettera privata del 31 luglio 2017)


Caro Serino,
ho letto il tuo libro e mi complimento con te per questa estesa e notevole "opera omnia" (lasciami la libertà di usare questo termine, seppure improprio).
[...]
C'è tanto su cui riflettere (come ad esempio le poesie nelle quali rifletti sul potere della scrittura) e l'esigenza che la poesia "respiri", ma finirei per scrivere un quaderno intero e forse stancare essendo, queste riflessioni, scaturite dalla mia personale lettura e possono anche non ritrovarsi nei tuoi intendimenti.
Tra le poesie più ricche e che tanto mi hanno trasmesso, ci sono
"L'indicibile, "A bocca piena", la dolorosa lirica su Rigopiano, "Liquida".

*

Qui di seguito sono trascritti i testi delle poesie menzionate, vi sono aggiunte la prima e l'ultima di cui nella lettera sono citati dei versi.


Conosco le voci

conosco le voci che muoiono
agli angoli delle sere

conosco le braccia appoggiate
sui tavoli nel risucchio
delle ore piccole
l'aria densa e le luci
che lacrimano fumo

e lo sferragliare dell'ultimo tram
la nebbia che mura le strade

conosco
i lampi intermittenti della mente
i singulti che accompagnano
quel salire pesante le scale
la morsa che afferra e non sai
risponderti se la vita ti scava

e il freddo letto poi fuori
dal tunnel
un altro mattino

per risorgere o morire

*


L'indicibile

dove deflagrano
nude parole al di là
della scrittura
ho cercato nel calamaio del cuore
l'inesprimibile

ciò
che non può essere detto

ho cercato stanze
inesplorate
negli anfratti del mare

le voci
trattenute
nella gola del vento

l'indicibile
nella luce della bellezza

*


A bocca piena

trucidata vita
dai lenzuoli di sangue nei telegiornali
un dire assuefatto freddo
che ti sorprende non più di tanto a bocca piena
che non arriva al cuore

-per quei bambini occhi rovesciati
a galleggiare
su un mare di speranza
la cui patria è ora il cielo

violata la sacralità
vita che non è più vita
vilipesa resa
quale fiore a uno strappo feroce
di vento

*


La slavina

perla nel cuore del Gran Sasso
il "quattro stelle" non esiste più
ghermito dalla mostruosa
mano di ghiaccio

meglio la sorte dei sopravvissuti
ti dici
e ancora sperare
sotto la neve una voce udire
pensi ai familiari perduti
deglutendo caffelatte e lacrime


[tragedia del 18 gennaio 2017]

*


Liquida

è striscia di luce verde
la mente
mentre la forma
assumi
dell'involucro-status quo

alchimie del sangue
nel vestire la vita

il chi-sei
serpeggia
si morde la coda

*


L'essenza

inadeguati noi
gettati nel mare-mondo
legati ad una stella di sangue

noi siamo l'alfabeto del corpo
che grida
il suo esserci

noi essenza degli elementi

appendici della terra


labbra del cielo

La penna nella luce

La penna nella luce: (ad un agnostico)   e tu a ripetere non credo nei miracoli  tutte balle

martedì 12 settembre 2017

Scorci di settembre (di Felice Serino)

Scorci di settembre (di Felice Serino): scorci di settembre è l'ombra / a dominare i posti prima assolati / che trovavi nelle tue uscite // familiare ti è l'ombra ed è / dissonanza se ti sorprende / il pensiero di quel bambino che / dopo il crepuscolo ha paura del buio / e se; poesia Creative Commons

domenica 10 settembre 2017

Cronaca (di Felice Serino)

Cronaca (di Felice Serino): 'in luce di sangue vita ti diedi / e tu l'hai gettata nel cassonetto' // ahi quel cielo di; poesia Creative Commons

Alessia si confida con Mirta


Alessia si confida con Mirta


Ragazza Alessia nel condominiale
giardino tra il prato azzurro
e la mimosa centrale. Un lucore,
un lampo nell'arcobaleno ed
ecco in scena di Mirta l'anima
a sorriderle. Dice Alessia:
e se Giovanni mi lascia che faccio?
Risponde Mirta: non ti lascerà
mai!!! Io ho la scienza del cielo.
Si abbracciano soavemente
le amiche e Mirta insegna ad Alessia
di flamenco un passo.
Felice Alessia a danzare la vita
guarda l'immensità.


Raffaele Piazza

giovedì 7 settembre 2017

Eros e Thanatos (di Felice Serino)

Eros e Thanatos (di Felice Serino): far l'amore e la morte sono in stretta / connessione: / l'appagamento è un dolce morire // attimi che sembrano infiniti / perché amore e; poesia Creative Commons

mercoledì 6 settembre 2017

Sul cancello (di Felice Serino)

Sul cancello (di Felice Serino): drappo viola dalla finestra affisso / sul cancello di fronte: un altro vicino / agli ottanta è andato a miglior vita - / non ritirerà più / il giornale al mattino / il passo pesante il fiato corto // unificatosi col suo doppio / ha; poesia Creative Commons

lunedì 4 settembre 2017

L'asceta (di Felice Serino)

L'asceta (di Felice Serino): è nell'invisibile dice / l'architettura dell'essere - / perfezione la carne che si / trasfigura // il resto è apparire o maya:; poesia Creative Commons

domenica 3 settembre 2017

La stanza sul molo

Salinas


Da LE VOCI REMOTE (4)


Felice Serino
Da LE VOCI REMOTE #4


.

Sprazzi di luce

non riesco a saziarmi di Te

penetri nella
mia vitrea solitudine
con sprazzi di luce come
attraverso una smagliatura

*


La cara musa (2)

giungerà con quest'aria incendiata
tra un ghiacciolo e un bagno la cara
musa latitante da giorni

intanto afose notti
inzuppate di sogni
hanno complice una luna menomante

*


Dietro un'alba cadmio

ha dipinto nel tempo il suo
"capolavoro" di nulla?
-spuntato
da duemilanni il suo pungiglione

dietro un'alba cadmio il nero dove
ogni volta la ricacciamo
-nell'oceano di energia
miseramente essa si spegne

l'humus si nutre
di vermi e foglie: non si rinnova
la vita mangiando se stessa?

in un palpebrare di luce
del sangue l'aprirsi in fiore

*


Su assonnate rive

su assonnate rive uno scorcio
si frange di tuo vissuto: i tanti
io disincarnati i tanti
ingoiati - non hanno più
ombra che nel sogno
nell'onda del sangue

*


Vive una luce

vive nell'akasha una luce che
custodisce quel mosaico che dici
destino

tu sei l'ombra
del Sé: l'alterego o se vuoi
l'angelo che
ti vive a lato nei
paradossi della vita

*


Fratto il tempo

fratto il tempo dove
è ritrarsi di vita
come da risacca l'onda

il mostro a tratti
ghermisce la memoria
che vuole eradere ricordi

l'angelo è cenere
dove gridano ustioni
di luce

*


Invettive

[a Padre Pio, tacciato di impostura]

una parola un fendente

minimizzi

l'orgoglio un ordigno
inesploso

carità
ti accompagnerà nella polvere

*


Tento versare versi

tento versare versi
sulla  chiara facciata del foglio

"navigare di nuvole pigre" -questo
l'incipit
ma ahi cara musa
son già qui arenato

potrei imbastire una rima
tipo fiore-amore o
scrivere il verso più bello
dettatomi in sogno

pure
fibrilla nel sangue un qualcosa
che non saprò dire

*


Nell'oltre

imprigioniamo paure
in mantelli marchio privacy
ci genuflettiamo
a ipocriti sorrisi

nell'oltre
non ci son porte e chiavi
è tutto -in trasparenza-
un fondersi di sguardi

*


Col tuo corpo d'aria

[A Mirta Rem Picci, 44 anni, suicida il 17.7.17, amica del poeta Raffaele Piazza.]

ti attirò lo strapiombo del vuoto
mentre mani cercavano afferrarti

un buco nel cuore hai lasciato Mirta
al tuo amorevole amico

ora
danzi il flamenco che amavi
col tuo corpo d'aria

e da un altrove "detti" poesie
quelle
che non hai avuto il tempo di scrivere

*


Casa di nuvole

a volte non è ancora poesia
ma la sua forma possibile

lasci che fluttuino parole
che essa prenda sangue e voce

ti lasci condurre e non sai
dove ti porti
-dimorerà
la poesia
forse in una casa di nuvole




© Felice Serino

Poesie con commenti di R. Piazza


Commenti di R. Piazza su rossovenexiano.com


.


Echi d'infanzia

bacia il sole
immense distese a
maggese

così anche il cuore in
fioritura

con l'eco dei gridi
di ragazzini a frotte
tra sciabolate di luce

vedermi uscire
dal ricordo
nell'agitarsi in quella corsa
dei grembiuli come ali
in voli bianchi verso
casa

© flymoon aka f. serino

*

Poesia bella, alta nella sua magia, coniugata a sospensione, che ha qualcosa di idilliaco. Nell'incipit della prima strofa c'è una descrizione naturalistica efficace con l'immagine del sole che bacia immense distese a maggese. E nella seconda strofa, un distico, in sintonia con i campi fiorisce il cuore del poeta. Così i ragazzini corrono felici nella luce. Bellissimi i versi: vedermi uscire/dal ricordo, quando l'io-poetante ritrova l'identità in una corsa d'infanzia in grembiule verso casa. Non è vana nostalgia ma rigenerazione nel rivivere felicemente nei ricordi d'infanzia.

Raffaele Piazza

* * *


Nell'inquieto mio cielo

[ispirandomi alla figura di Giobbe]

nell'inquieto mio cielo
ferite gridano
il Tuo nome

disseminato altrove
fiorirà
il mio spirito

sì fiorirà

come nel cuore della pietra
la Bellezza
di angelica veste

© flymoon aka f. serino

*

Poesia bella, alta e mistica secondo il misticismo originale di Serino. Sembra che si configuri nei versi scabri ed essenziali un iter dal dolore alla gioia, in quanto nella prima strofa sono dette le ferite che gridano il nome di Dio ma poi si parla dello spirito del poeta che fiorirà come la Bellezza di un'angelica veste nel cuore della pietra. Del resto il biblico Giobbe, come qui l'io poetante, dopo innumerevoli dolori ritrovò grazie a Dio una vita gioiosa.

Raffaele Piazza

* * *

Al crocevia dei venti

(la fatica dello scrivere)

magari ti soccorra
una voce fatta carne
scavata nel sogno
complice la luna

una quasi presenza
al crocevia dei venti

© flymoon aka f. serino

*

Poesia bella alta e originale sull'atto dello scrivere, sempre faticoso, sulla creatività. Vero è che il poeta e narratore tedesco Boll parlava di una gioia dello scrivere. La poesia, come diceva Borges, viene dallo Spirito Santo, dalla Musa e dall'inconscio. Serino parla di una voce fatta carne scavata nel sogno e con questa espressione sintetizza molto bene quanto suddetto.
L'ispirazione si fa quasi presenza e pare che a poetare sia lo spirito dei venti tramite il poeta. Testo concentratissimo e icastico molto profondo.

Raffaele Piazza

* * *

Gocce di sogno

navigare di nuvole pigre
nel cielo della mente
da queste aspettarti quasi
sprizzino gocce di sogno
come da mammelle

come nasce una poesia ti chiedi
e inatteso ti si offre
un appiglio in quel
dondolarsi del bambino al parco

ti lasci condurre come
un cieco e non sai mai
dove ti porta poesia

© flymoon aka f. serino

*

Poesia molto alta nella sua vaghezza e originalità. E' evidente una forte sospensione nel poiein che si articola in tre strofe libere ed eleganti. Il poeta si chiede come nasce una poesia e così in una poesia riflette sulla poesia stessa. Vengono dette con un'efficace sinestesia "gocce di sogno" che sembrano stare al fondamento dell'atto creativo. Belle le immagini del bambino al parco e quella in cui un "tu", il poeta stesso, si lascia condurre come un cieco.

Raffaele Piazza

* * *


Da mondi di vetro

(visione)

da mondi di vetro
mi giungeva il respiro
di cieli anteriori
dov'ero sollevato
su ali d'aquila
dimora del mio centro
luce del sangue
lì custodita
in comunione col palpito
degli astri

© flymoon aka f. serino

*

Poesia visionaria connotata da vaga bellezza e dal senso del mistero molto forte. Icastico il dettato nella sua leggiadra leggerezza. L'io poetante molto autocentrato con un'immagine originale e surreale, è sollevato e giunge in cieli anteriori. Alta la definizione dei mondi di vetro. Si pensa allo spazio e al tempo infiniti.

Raffaele Piazza


La casa delle nuvole

La casa delle nuvole: cieli d'acqua e cavalli  d'aria   lì custodisco ore sfilacciate e segrete pene

Alessia e la scintillante vetrina


Alessia e la scintillante vetrina


Si specchia nella vetrina
del negozio di jeans Alessia
a rimandarle di se stessa
la bellezza degli occhi,
dei capelli, delle forme.
Sono bella, pensa Alessia,
al colmo della grazia
e sicuramente non mi lascerà.
Vede in vetrina un paio
di scarpe Alessia molto sexy
nere entra e le compra per
Giovanni. Esce. Squilla il telefonino
"Sono io, Ale, fatti bella
che stasera lo facciamo".
Gioisce Alessia e si sente
vergine per gioco e s'incammina
lungo l'alberata.


Raffaele Piazza 

Santiago (di Felice Serino)

Santiago (di Felice Serino): traversare il ponte sull'Atlantico / t'ispira qualcosa / che appunti in un angolo sicuro / della mente // dopo / per davvero / guardi in un modo diverso le; poesia Creative Commons

martedì 22 agosto 2017

Memento (di Felice Serino)

Memento (di Felice Serino): la luce si spalma / dentro la parola / che di sé vive: // a ricordarci la bellezza // lasciarci; poesia Creative Commons

lunedì 21 agosto 2017

Seguendo l'ombra (di Felice Serino)

Seguendo l'ombra (di Felice Serino): i tavoli tra ombra e sole dove / sedeva chi più non c'è // la mente è in fermento / nel lento giro del sangue / in questo scorcio di cielo // mi sposto seguendo l'ombra / seduto a leggere Brodskij / mentre / lo sciabordio dell'onda mi; poesia Creative Commons

domenica 20 agosto 2017

G. Ungaretti


La Rabbia - Pier Paolo Pasolini 1963

Commento a TENTO VERSARE VERSI


Un commento di Angelo 2000 su scrivere.info
alla poesia di Felice Serino

Tento versare versi

tento versare versi
sulla  chiara facciata del foglio

"navigare di nuvole pigre" -questo
l'incipit
ma ahi cara musa 
son già qui arenato

potrei imbastire una rima
tipo fiore-amore o
scrivere il verso più bello
dettatomi in sogno

pure
fibrilla nel sangue un qualcosa
che non saprò dire

*

«Bellissima! Scusate lo sbilanciamento, ma è una di quelle poesie che davvero toccano il cuore, perché davvero si percepisce, in questo tenue verseggio, la melodia di un poeta che non l'ha ricercata attraverso le figure metriche, ma l'aveva già, bellissima, in mente, e l'ha immortalata in un breve e pregno flusso di pensieri a cui non serve nessun ornamento per risultare poetico. Il bello è che viene detto qualcosa che, in fondo, la maggior parte di noi poeti potrebbe dire. Però viene detto dannatamente bene, con versi scritti dal cuore in primis, e non dal solo cervello.»

ALEPH tradotta in lettone


Poesia di Felice Serino (letta 2368 volte solo su scrivere.info)
ora con traduzione in lettone di Liga Lapinska
.

Aleph



nell'oltre non c'è ombra

-lo sai- ombra che ti possa

nascondere allo sguardo



è una chiarità che t'attraversa

non come qui che guardi

per speculum in aenigmate



lì non si consultano dizionari

né atlanti: sei tu la biblioteca

il motore di ricerca



-alfabeto voce conoscenza- :

nel Tutto tu sei e tutto

è te - (l'aleph del poeta cieco)*



è dove ti si svela ogni

contrario - la vita non è prima

della morte 



*Jorge Luis Borges

 ^


Felice Serino

Aleph 

Nav enas vinpus,
-tu zini, ena, kas var tevi
paslept skatienam.

Ta ir skaidriba, kas škerso tevi,
ne tikai ka skatieni šeit,
lai spectulum aenigmate.

Tur nepalidz vardnicas
un atlanti.Biblioteka esi tu,
petijumu motors

-alfabets balss apzina,
visa tu esi viss
un pats-(akla dzejnieka aleph)*

un kur tevi modina katra
pretruna-dzive nav pirms
naves.



*Aleph-ebreju alfabeta pirmais burts, iesakums

Da mondi di vetro

Da mondi di vetro: (visione)   da mondi di vetro mi giungeva il respiro di cieli anteriori dov'ero sollevato su ali d'aquila

Quel sorriso (2) (di Felice Serino)

Quel sorriso (2) (di Felice Serino): senti la vita quasi fosse / apparenza in vaghezza di sogno // l'anima è spersa dove fitta / trama d'ambiguo s'incaglia // ah le uve dei suoi occhi: uno spasmo / di luce - una spina nel sangue // e quel sorriso -oggi / che ti sorprendi a inseguire; poesia Creative Commons

venerdì 11 agosto 2017

Mirta Rem Picci e la tenerezza


Mirta Rem Picci e la tenerezza


Tu, Mirta, così bruna e così donna
quando gettavi i tuoi occhi nei miei
nel ballare il flamenco nella villa
incantata. Tu felice nel farmi
confidenze scabrose come una bimba,
tu innocente come una Madonna
rinascimentale in un ritratto
nei musei che amavi. Sei volata
via, Mirta, come un angelo della vita
ma non eri un angelo. Forse
il male di vivere. Forse il mal d'aurora.
Stai con tuo padre e Massimo, che
a venti anni si uccise per te.
Se non è recita ma vita ho nostalgia di te,
non sento più la tua sensuale risata
ma ti sento parlare e mi dici
che ce la farò, io ancora che non sono
in Cielo.
Il Paradiso può attendere, Mirta,
e forse adesso hai rimpianti.



Raffaele Piazza

giovedì 10 agosto 2017

Infinite vite (di Felice Serino)

Infinite vite (di Felice Serino): infinite vite possibili / ha forse l'anima / quel che è detto da taluno / l'essere moltiplicato // mai si chiude il cerchio? // è come traversare innumerevoli / porte nei meandri dei sogni / o abbandonarsi a visioni / di déjà; poesia Creative Commons

domenica 6 agosto 2017

Casa di nuvole (di Felice Serino)

Casa di nuvole (di Felice Serino): a volte non è ancora poesia / ma la sua forma possibile // lasci che fluttuino parole / che essa prenda sangue e voce // ti lasci condurre e non; poesia Creative Commons

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sabato 5 agosto 2017

Yves Bonnefoy


André Rieu - And The Waltz Goes On (composed by: Anthony Hopkins)

Recensione a LA VITA NASCOSTA di R. Piazza


SEGNALAZIONE VOLUMI = FELICE SERINO

Felice Serino – “La vita nascosta” - (poesie 2014 – 2017)
Copyright 2017 by Felice Serino


Felice Serino, nato a Pozzuoli e residente a Torino, autodidatta, è un poeta che ha ottenuto numerosi consensi critici e che ha vinto molti premi letterari. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia.
Gestisce svariati siti su Internet di ottimo livello e qualità, che ospitano anche poeti prestigiosi. E’ stato tradotto in otto lingue.
“La vita nascosta” è un’opera corposa nel suo racchiudere le raccolte del Nostro “Trasfigurati aneliti” (2015) e “Nell’infinito di noi” (2016) ed è corredata da una presentazione di Giovanni Perri ricca di acribia. 
Cifra essenziale, che connota la poetica del Nostro, di raccolta in raccolta, è una vena originalissima che parte da una visione del sacro, visto sia in maniera trascendente che immanente. Serino si pone nei confronti della realtà, del mondo, del cosmo, che nella nostra contemporaneità spesso diviene caos, inizialmente come creatura che anela ad un essere superiore tramite una religiosità che supera e va oltre le forme confessionali e ritualistiche della Chiesa. Sono spesso nominati da Felice Dio, Gesù, la Madonna e soprattutto gli angeli, ma il poeta non cade nel dogmatismo, credendo in un amore interessato per Dio, in un rapporto con Lui non mediato, tipico dei mistici, e che trova la sua realizzazione, il suo inveramento proprio attraverso, le sue poesie, che presentano unitarietà del discorso e coerenza. Proprio in questo modo e in tal senso egli da creatura si eleva a persona, che vive criticamente in una società, relazionandosi con essa secondo una sua personalissima visione del mondo. Tema essenziale del suo “riflettere in versi” è quello dell’amore per la vita, che lo porta ad una certa forma di ottimismo. Per Serino l’esistenza umana è degna di essere vissuta e anche la morte non è considerata come la fine di tutto, ma come il passaggio dalla transitorietà all’eternità. Non solo i contenuti sono originali nel poiein dell’autore, ma anche la forma dei suoi testi in massima parte brevi. Il poeta attraverso gli occhi si rivolge alle cose che lo circondano, che vengono trasfigurate in versi, divenendo cariche di senso e di pathos. Ecco dunque il sentire di Serino in “Trasfigurati aneliti”, che esprime la stabile tensione del poeta verso l’universo e anche verso il microcosmo. Il libro è costituito da 45 componimenti tutti forniti di titolo e non è scandito in sezioni. Trasfigurati aneliti potrebbe essere letto come un poemetto vista la sua unitarietà e tutte le poesie che lo compongono fluiscono in lunga ed ininterrotta sequenza e sono risolte in un unico respiro. S’incontrano diversi interlocutori in questa raccolta, ai quali l’io-poetante si rivolge, figure che sono Dio, Gesù, gli angeli e anche esseri terreni dei quali ogni riferimento resta taciuto. Una vena epigrammatica connota il dettato del poeta che pratica una poesia neolirica. Si notano precisione, velocità, leggerezza, icasticità, grazia e armonia nel versificare di questo autore. A volte il tema del sacro si coniuga con quello della classicità, in versi sempre luminosi e controllatissimi.
In “Nell’infinito di noi”, Serino continua ad elaborare la sua personalissima e originale ricerca letteraria. La raccolta è suddivisa in due sezioni, entrambe costituite da quarantacinque componimenti, “Lo sguardo velato” e quella eponima. Se la poesia è in se stessa sempre metafisica, si deve mettere in evidenza che, di raccolta in raccolta, Felice riesce a produrre componimenti collegati tra loro che, oltre ad essere metafisici, sono connotati sempre da un forte alone, o ancora meglio, da un’aurea di sorprendente misticismo postmoderno. Il suddetto si può evincere, sia in testi che hanno come oggetto o tematica figure tratte dall’immaginario religioso, come il Cristo o gli angeli, sia quando il poeta proietta la sua vena trascendente in situazioni del tutto quotidiane, nelle quali l’io – poetante e le varie figure protagoniste, dette con urgenza, sono in tensione appunto verso l’infinito (e qui giocano un ruolo importante le tematiche della nascita e della morte). Un accentuato senso del sacro caratterizza “Nell’infinito di noi”. Esso qui trova la sua espressione estrema, rispetto alle raccolte precedenti del Nostro, nelle quali già si notava. Il poeta sembra suggerirci, con il titolo della raccolta, che noi esseri, come persone, pur vivendo sotto specie umana, per dirla con Mario Luzi, già nel nostro transito terreno siamo infiniti e che le nostre anime sono immortali. I componimenti sono tutti connotati (e non potrebbe essere altrimenti per quanto già affermato), da sospensione e magia che si realizzano nei versi icastici, veloci e leggeri. Stabile è la tensione verso il limite nella ricerca dell’attimo in senso heideggeriano, della vita oltre il tempo degli orologi. Così Serino produce tessuti linguistici pieni di illuminazioni e spegnimenti, nei quali è visibile una luce, che è appunto quella di una realtà soprannaturale, che si proietta tout-court in quella delle nostre vite, restituendoci una notevole carica di senso. Particolarmente affascinante, nella sezione eponima, la poesia intitolata proprio Nell’infinito di noi, nella quale sono stabili visionarietà, sospensione e dissolvenza. In questa il tu, al quale il poeta si rivolge, e del quale ogni riferimento resta taciuto, è Nina, una figura che, nell’incipit, volteggia nelle stanze viola della memoria. Qui si evidenzia una forte tensione attraverso una parola sempre raffinata ed avvertita. Particolarmente alto il verso apparire o entrare nello specchio/ dell’essenza, nella quale è presente una forte valenza ontologica. Nella seconda breve strofa della composizione il tu afferma che qui siamo affratellati nel sangue con la terra e la morte. Poetica mistica, dunque quella di Serino, la cui cifra essenziale è quella di una parola che scava in profondità per riportare alla luce l’essenza dell’esistere in tutte le sue sfaccettature.
Perché il titolo onnicomprensivo La vita nascosta? La risposta risiede nel fatto che nel mare magnum del nostro postmoderno occidentale l’umanità è alienata e vittima del consumismo e del mondo dell’avere che prevale su quello dell’essere su uno sfondo dove Dio è morto e i valori non esistono.
I poeti in generale, e tanto più Serino che oltre ad essere un poeta è un mistico, nel loro pensiero divergente, trovano la felicità in altri modi e la vita nascosta di cui ci parla il Nostro è una vita parallela a misura umana perché sottende l’atto di fede nell’esistenza dell’eternità e non la credenza nel nulla eterno foscoliano.
*
Raffaele Piazza 





Da LE VOCI REMOTE (3)


Felice Serino

Da LE VOCI REMOTE #3

.


La cara musa

ti ci arrovelli ma non trovi soluzione
ti ha lasciato a metà la cara musa

sei come quell'albero reciso
la cui ferita bianca
non si vede sanguinare

*


Sic transit

confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
al chiodo che non regge

è diminuirsi la vera ricchezza
-arrivare all’essenza

lo scheletro la trasparenza

*


Ricorda
[ispirandomi a David Maria Turoldo]

sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina

ma sei amato

immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia

ritorna a volare:
ti attende la madre al suo
nido

ricorda: sei parte
dell’Indicibile - sua
infinita Essenza

pure
nato per la terra
da uno sputo nella polvere

*


Ad altezze segrete
(volontariato)

spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto ad altezze
segrete

sperimentare l’Altro da sé
nel diversamente abile – pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita

lui ti ricambia con l’oro
di un sorriso

*


Clown

la tua magia è fumo
che vola sul tempo
fra palpebre d'aria

l'ora si fà elettrica
nel cielo
di un capriolare d'umori

*


Espansione

il sogno è proiezione? o
sei tu in veste onirica
uscito dal corpo?

sognare è un po'
essere già morti

come
nell'oltrevita
e l'essere si espande
si sogna moltiplicato
in fiore atomo stella

appendice? o
espansione è il sogno?

*


Nudo alla luce

è velo che cadrà la carne

rendere fruttuosa la morte
"perdendo" la vita

rovescio
dell'io tra nome e senza nome

ma è l'amore che mi sceglie

-nudo
alla luce

ho sognato d'essere trasparente

*


Quell'età

siamo quelli
di un'età ahimé biasimevole
se la moglie impreca
per la camicia ricamata di sugo

"l'altra faccia"
-a firma di arabeschi
di sangue sulle strade-
quell'età da sballo

*


Allucinogeni

corrono brividi nel sangue psichico

dentro l'occhio di Selene ondeggia
distorto volto d'angelo

bruciarla la vita sul filo
della notte liquida

*


Santo che soffri

Amore inchiodato alla croce
Sole che apri spiragli
nei cuori di carne
Luce che accechi i potenti

t'incontriamo nel povero
ma non ti conosciamo
come Pietro al canto del gallo
cosa mai saremmo senza di te
che hai sepolto per sempre
la morte
chi mai saremmo se
di te facessimo a meno

l'ultimo giorno verrà
e noi perduti
perduti per sempre senza di te

Santo che soffri
che ci ami fino alla morte


[Il titolo è preso da Ungaretti]

*


Tutto è preghiera

una farfalla è una farfalla ma
tutto un mondo nella sua essenza

la natura
riflesso del cielo è preghiera
ogni respiro ogni sangue
vòlto verso l'alto è lode

l'anima nel suo profondo
in segreto s'inginocchia e piange

*

© Felice Serino

Gocce di sogno

Gocce di sogno: navigare di nuvole pigre nel cielo della mente da queste aspettarti quasi sprizzino gocce di sogno  come da mammelle

venerdì 4 agosto 2017

Col tuo corpo d'aria (di Felice Serino)

Col tuo corpo d'aria (di Felice Serino): ti attirò lo strapiombo del vuoto / mentre mani cercavano afferrarti // un buco nel cuore hai lasciato Mirta / al tuo amorevole amico // ora / danzi il flamenco che amavi / col tuo corpo d'aria // e da un altrove 'detti'; poesia Creative Commons

giovedì 3 agosto 2017

I doni di Mirta Rem Picci


I doni di Mirta Rem Picci


Nel delta dei sogni
mi riappari sottesa
ad estasi stellante.
Indossi, Mirta i jeans
sdruciti e la maglietta
a righe, tu Mirta campita
nell'azzurro del cielo
del pensiero di fragola
del mio desiderio, anima
di Dio nel danzare il tuo
flamenco dopo tante
prove di danza se è vita
e non nuotando esistere.
Mi hai donato una moneta
quando eri viva nella villa
sorgiva. Adesso ti sei
scelta un altro esistere
di quello di prima più felice
e mi hai dettato questa
poesia.


Raffaele Piazza

martedì 1 agosto 2017

Nell'oltre (di Felice Serino)

Nell'oltre (di Felice Serino): imprigioniamo paure / in mantelli marchio privacy / ci genuflettiamo / a ipocriti sorrisi // nell'oltre / non ci son porte e; poesia Creative Commons

lunedì 31 luglio 2017

Tento versare versi (di Felice Serino)

Tento versare versi (di Felice Serino): tento versare versi / sulla chiara facciata del foglio // 'navigare di nuvole pigre' -questo / l'incipit / ma ahi cara musa / son già qui arenato // potrei imbastire una rima / tipo fiore- amore o / scrivere il verso più; poesia Creative Commons

sabato 29 luglio 2017

Ultimo giorno in compagnia di Mirta Rem Picci


Ultimo giorno in compagnia di Mirta Rem Picci


Mattino azzurro fotocopia di serenità
chiaro orizzonte da volatili solcato
e una convinzione (la felicità esiste).
Ti ho telefonato sul cellulare
e tu mi hai detto di muovermi un quarto
d'ora dopo con la tua gentilezza e pimpante
perché stavi al mare e ho scritto una
poesia su Alessia e ho preso l'auto
e la strada era magica e nell'anima
durava un canto di gabbiani. Tutte si
facevano belle le giovani donne
a Fuorigrotta mentre passavo e le vetrine
scintillavano e faceva fresco anche
se c'erano 35 gradi. Le insegne si trasfiguravano:
tutto era buono e bello e sono arrivato
con le migliori intenzioni alla bellezza della
villa con giardino segretissimo. Mi ha accolto
tua madre e poi sei arrivata sinuosa e sensuale
come una vera amica. Hai parlato di un tuo
incontro al mare con una donna con due figli
separata. Poi abbiamo mangiato felici
dopo il dono del libro e ho scritto una poesia.
Poi un sonno soave nel non tempo e sei
entrata nella calcinata stanza ed eri allegra.
Poi siamo andati a Mergellina e le barzellette
e le risate. Mi ricordi l'acqua ora che mi sei
accanto mentre scrivo ora che sei un'anima
e basta.


Raffaele Piazza

venerdì 28 luglio 2017

Invettive (di Felice Serino)

Invettive (di Felice Serino): una parola un fendente // minimizzi // l'orgoglio un; poesia Creative Commons

giovedì 27 luglio 2017

Fratto il tempo (di Felice Serino)

Fratto il tempo (di Felice Serino): fratto il tempo dove / è ritrarsi di vita / come da risacca l'onda // il mostro a tratti / ghermisce la memoria / che vuole eradere; poesia Creative Commons

mercoledì 26 luglio 2017

Vive una luce (di Felice Serino)

Vive una luce (di Felice Serino): vive nell'akasha una luce che / custodisce quel mosaico che dici / destino // tu sei l'ombra / del Sé: l'alterego o; poesia Creative Commons

lunedì 24 luglio 2017

Su assonnate rive (di Felice Serino)

Su assonnate rive (di Felice Serino): su assonnate rive uno scorcio / si frange di tuo vissuto: i tanti / io disincarnati i tanti / ingoiati - non; poesia Creative Commons

Invito invernale di Mirta Rem Picci


Invito invernale di Mirta Rem Picci


Gennaio, del nevaio il mese,
bianca luce del risveglio da solo
e il pensiero al tuo invito.
E vennero la strada fredda
e la vegetazione del tuo giardino
e la tua camera di donna
e del flamenco sensuale i passi.
Mi volevi insegnare un gioco
con le carte. E venne tuo fratello
con i figli e mi invitasti a pranzo
e venne la barzelletta che raccontai
e poi il sonno profondo nella
calcinata camera pomeridiana.
E il risveglio nel freddo, i sorrisi
e il caffè. Mi invitasti a dormire
a casa tua e i cani erano spontanei.
Non rimasi ma la strada del ritorno
a casa mia fu di straordinaria
allegria senza naufragi.
Poi mi dicesti che eri la Donna
dei boschi.


Raffaele Piazza

sabato 22 luglio 2017

Gli addii ( Nadezhda Slavova)

Alda Merini - Se avess'io


Da LE VOCI REMOTE (2)


Felice Serino

Da LE VOCI REMOTE #2

.


Fumatori d'oppio

figure inconsistenti
come carta bruciata
sbriciolata d'un soffio

e
alberi che camminano
capovolti e navi
di nuvole

visioni aleggianti nelle
stanze del tuo sangue

Jonas
preso nella rete dei
fumatori d'oppio

*



Se qualcuno è a spiarti

lasciartele scivolare addosso -dici-
distaccarti sempre più dalle cose
finanche da questo

corpo: vederti presente
a te
come nel sogno - quasi
evanescente

sogni
e sei sognato -
mondi speculari

vedi: se
qualcuno è a spiarti

non sei che tu
da un altrove

*



Sognarmi

sull'otto orizzontale
librarmi etereo

piume d'angelo a coperta
di cielo

*


Se lasci che la vita

il moscerino che taglia nella luce
del monitor
l'ultima tua poesia riveduta

sembra imbeversi
del sangue delle sillabe

in questo minuscolo essere
smarritosi
nella sua realtà-sogno

vedi te stesso se lasci che la vita
ti conduca lungo
i labirinti viola della mente

*


Trasmigra il tuo giorno

compiacerti dei tuoi beni?
ma dimmi cosa ti porti
di là?

lasci pure questa veste
oggi affidata nelle mani
dei "restauratori"

-la vecchiezza un obbrobrio!

ecco vedi trasmigrare
il tuo giorno
in sudari di calce

*


Ed è sangue in luce

esilio di carne
anse d'ombre

ed è sangue in luce
l'ancestrale fiorir
d'appigli

a schiudere il giorno

*


Simbiosi

di notte sto bene con me e l'altro

sono io l'altro che -c'hai mai
pensato?- non proietta ombra
ombra di me è il sogno

come un bambino
avvolto dal regno delle ombre
affido tutto me stesso alla notte

*


Complice l'ombra

non un posto al sole
non m'ispira il tipo lucertola

ora dove sosto
un venticello spira
che mi pettina i pensieri
aggrovigliati
nel cielo della mente

dove un abbozzo
di poesia inizia
a mettere ali

*


Il là propizio

quando sperimenti il fantastico e
non focalizzata l'immagine salta
sul video della mente

quando magari
è Borges a darti l'abbrivio
il là propizio
dal suo cielo d'esagoni e sfere


[ultimo verso: ispirandomi a "Finzioni", di Jorge Luis Borges]

*


Dove palpita il sogno

da una dimensione parallela
il Sé in me rispecchia
la sua primaria origine
punto dell'eterno
dove palpita il mio sogno
di carne e cielo

*


Testimoni

di sole indorate
distese a maggese
ricamate di fiori di sangue
per mano assassina
tramante nell'ombra

vòlto al cielo: testimone
non "profeta" di
panegirici
fulminato a due passi
dal luogo di culto
le mani ancora nell'atto
di benedire

-come in un tempo sospeso
l'oscillare di grani
di rosario




© Felice Serino

Commenti da L'Oceano (6.1)


Commenti dalla Redazione
oceanonellanima.it
(Massimo V. Massa)
(pagina 6.1)


.

Nomade d'amore

la Tua luce
abita la mia ferita
che trova
un lieto solco
nel suo risplendere

Tu
a farti bambino ed ultimo

per accogliere
il nomade d'amore
dalle aperte piaghe

*

21-11-2016

Luce infinita che ricorda l’accoglienza del dolore, vivo a risplendere d’eterno amore.

*


Uno di quei sogni

quando sai
essere un sogno e ne esci

o vorresti trattenertici

trovandoti davanti a un mare
sconfinato
fasciato di luce
vivissima

dai colori caldi
da far vibrare
l'anima e i sensi

quasi un flash

frammento di sogno
vigile

come fosse solo dipinto

*

11-12-2016
Per certi motivi, inspiegabili alla nostra ragione, i sogni hanno un’energia che sconfina nei nostri sensi. L’immagine di una carezza, un lieve bacio fa si che le nostre giornate possano sorridere ancora. E’ il potere dei sogni che, talvolta, ci rende invincibili.

*


L'indefinito

è nello spazio delle attese
nel bianco del foglio
nel buco nero del grido di munch

l'indefinito
è nell'aprirsi del fiore
nel fischio del treno in un lancinante addio
nell’intaglio
dello scalpello su un marmo abbozzato

l'indefinito è in noi
sin dallo strappo
di sangue della nascita

*

05-01-2017
La poesia scolpisce l’incertezza dell’esistenza. “L’indefinito” è di per sé paragonabile all’instabilità, alla poca chiarezza. Questa poesia si preoccupa di non dare definizioni ben chiare, ma piuttosto di tracciare, con consapevolezza, un percorso verso la stabilità d’animo. Di fatti, nulla di ciò che avviene o esiste è dotato di una definizione perfetta. Resta dunque, l’indefinito…

*

Ancora a sorprenderci

dici non siamo che ombre
al sole della morte
indossiamo l'inverno
di un corpo caduco

ma dai muri il verde grida
in folti ciuffi e gli alberi
si cambiano d'abito e
al guaiolare dei gatti s'affaccia
pettegola la luna

ancora a sorprenderci
in fermento la vita

e tu che vai
filosofando

*

23-01-2017
La vita, cos’è? Una melodia che si ripete, cambiando le parole, un sorriso, un gesto infelice, un rifiuto, un bacio, una nascita, una morte e la meraviglia ci balla intorno. E poi restano le note di un pianoforte ben accordato, che continua ad emozionarci. Non ha mai fine. Grazie poeta, grazie.

*


Sei altro

forse meglio l'attesa
a dipanare e sdipanare le ore
che l'appagamento
senza più desideri: il libro
di poesie fresco di stampa
fra le mani e ti ritrovi
ora in una sorta
di vortice
le parole vive strappate
all'anima vagano leggere
non più
tue ma del mondo
mentre tu sei altro

*

27 1 17
Giungere al desio è esso stesso negazione di quanto desiderato.
Bellissima e incisiva descrizione del sè che è tratteggio dell’uomo nella sua totalità.

*


Sogno travestito

dove generi
giorni dissipati
dove non ti travolgano
le acque del dolore
la realtà è sogno travestito
da clown dal perenne riso
- dietro la maschera
una tristezza che
invade

*

04-04-2017
Quando si cerca di sfuggire agli aspetti dolorosi della realtà, attraverso il sogno che sostituisce quella realtà, il dolore trova comunque la strada per arrivare nel profondo dell’essere.

*


La Poesia

in luce di sogno
ti seduce la vita altra

nella dimora del sangue
veleggiano
navi di nuvole

un ventaglio di palpiti
apre la casa della mente

*

13-05-2017
Delicatamente Poesia ciò che nutre e appaga come linfa del vivere che sparge la sua verità in intensità che non vanno più via. Splendida!

*



Al crocevia dei venti

Al crocevia dei venti: (la fatica dello scrivere)   magari ti soccorra una voce fatta carne scavata nel sogno  complice la luna

venerdì 21 luglio 2017

Dietro un'alba cadmio (di Felice Serino)

Dietro un'alba cadmio (di Felice Serino): ha dipinto nel tempo il suo / 'capolavoro' di nulla? / -spuntato / da duemilanni il suo pungiglione // dietro un'alba cadmio il nero dove / ogni volta la ricacciamo / -nell'oceano di energia / miseramente essa si spegne // l'humus si nutre / di; poesia Creative Commons

giovedì 20 luglio 2017

A Mirta Rem Picci


A Mirta Rem Picci


Domenica scorsa esistevi
sinuosa e sensuale come
nella tua poesia bella, letta
solo a me. Ho dormito
soavemente nella tua villa
e tu mi hai svegliato con il
caffè. Sorridevi connivente
e tua madre ha guidato
con noi fino a Mergellina.
Eri prigioniera del tuo film,
Mirta, e lunedì hai ucciso
la tua bellezza. Suono di
campane senza festa.


Raffaele Piazza

mercoledì 19 luglio 2017

La cara musa (2) (di Felice Serino)

La cara musa (2) (di Felice Serino): giungerà con quest'aria incendiata / tra un ghiacciolo e un bagno la cara / musa latitante da giorni // intanto; poesia Creative Commons

domenica 16 luglio 2017

Sprazzi di luce (di Felice Serino)

Sprazzi di luce (di Felice Serino): non riesco a saziarmi di Te // penetri nella / mia vitrea solitudine / con sprazzi; poesia Creative Commons

venerdì 14 luglio 2017

Alessia e la spiaggia della gioia


Alessia e la spiaggia della gioia


Scivola sull'asfalto di Alessia
l'auto nell'avvicinarsi
alla spiaggia del golfo mistico.
Napoli in vetrina come una donna
per ragazza Alessia nell'erba
della verde verità. Si staglia la
visione del mare verde nell'azzurro
del cielo e degli occhi di Alessia
protesa alla gioia delle onde
e delle acque del sale e del sabato.
Non sono prove di danza
ma vita senza esistere nuotando.
Dalla cabina esce Alessia
nel tuffarsi in un'anfora di fresco
sotto le solari candele
del consecutivo luglio.


Raffaele Piazza

Tutto è preghiera (di Felice Serino)

Tutto è preghiera (di Felice Serino): una farfalla è una farfalla ma / tutto un mondo nella sua essenza // la natura / riflesso del cielo è; poesia Creative Commons

mercoledì 12 luglio 2017

Santo che soffri (di Felice Serino)

Santo che soffri (di Felice Serino): Amore inchiodato alla croce / Sole che apri spiragli / nei cuori di carne / Luce che accechi i potenti // t'incontriamo nel; poesia Creative Commons

martedì 11 luglio 2017

Allucinogeni (di Felice Serino)

Allucinogeni (di Felice Serino): corrono brividi nel sangue psichico // dentro l'occhio di Selene ondeggia / distorto volto d'angelo // bruciarla la vita; poesia Creative Commons

Alessia trova la gioia nella natura


Alessia trova la gioia nella natura


Attimi tra sonno e veglia
per Alessia in Francia al museo
degli Impressionisti nel
contemplare di Monet le ninfee
e le cattedrali. Attimi aurorali
per poi entrare nell'alba
del segreto giardino tra gli aranci,
i limoni, i melograni e centrale
la mimosa a infiorare la tinta
gialla dei capelli il grano.
Trasale ragazza Alessia sotto
il foglio di carta del cielo,
anima di rondine azzurra
nel sereno tra cani e gatti
spontanei ricomponendosi
della vita l'affresco.


Raffaele Piazza

lunedì 10 luglio 2017

Quell'età (di Felice Serino)

Quell'età (di Felice Serino): siamo quelli / di un'età ahimé biasimevole / se la moglie impreca / per la camicia ricamata di sugo // 'l'altra faccia' / -a; poesia Creative Commons

domenica 9 luglio 2017

Milo De Angelis, su Giovanna Sicari

Milo De Angelis, su Giovanna Sicari

Nudo alla luce (di Felice Serino)

Nudo alla luce (di Felice Serino): è velo che cadrà la carne // rendere fruttuosa la morte / 'perdendo' la vita // rovescio / dell'io; poesia Creative Commons

sabato 8 luglio 2017

"Dal balcone del corpo" - Antonella Anedda


Recensione su BdA di Pezzino


Recensione a “La vita nascosta” di Felice Serino
Di Donatella Pezzino



Il poeta: sognatore, visionario, angelo caduto. Nel caso di Felice Serino, anche viandante. La cui strada sta in quella sottile zona intermedia tra il mondo sensibile e la dimensione trascendente. Per questo viandante, la vita stessa è viaggio; una ricerca continua e instancabile, un afflato spirituale, prima ancora che lirico, verso quell’oltre che ogni realtà sembra sempre celare in sé. Non a caso, “La vita nascosta” è il titolo della pluriennale raccolta di liriche nelle quali, dal 2014 al 2017, l’anima del viandante si è voluta raccontare, riversare, svelare: nelle dolcezze dell’attimo, negli inciampi sotto la pioggia battente, nei vuoti incolmabili, nelle domande senza risposta; nei lunghi dialoghi con sé stessa e con Dio. Questo è Felice Serino, fine artigiano di sogni reali e di realtà sognante, aedo di una dimensione parallela in cui tutto parla con il linguaggio perfetto, intellegibile solo all’anima: il silenzio. E in Serino il silenzio racconta i ricordi, le lotte, gli affanni segreti; facendosi racconto di un lungo percorso verso quel punto luminoso e vitale che, lungi dall’essere il punto d’arrivo, diventa abbandono catartico. In questo percorso, l’anima errante si fa parola, e parola silenziosa; in quella contemporaneità di passato, presente e futuro che è, in fondo, la vera estensione del nostro vissuto. Come ogni silenzio, anche la parola silenziosa di Serino è coincidenza di opposti: tutto e niente, vita e morte, trascendenza e immanenza, carne e spirito. In quanto tale, ogni parola è un infinito: di voci, di suoni, di odori; di ricordi, di percezioni; di gioie incontenibili e di dolori laceranti. Quante cose quindi potrà raccontare? Quante potrà fare emergere dal cuore di chi sa ascoltare? Per questo, in Serino l’autore si fa, più che creatore, scultore del verso: uno scultore sensibile e amorevole, che rivela, sbozza, combina forme e sfumature; senza mai eccedere, perché la bellezza, così come la verità, sta sempre nel giusto, nell’armonico, mai nell’eccesso. Ecco perché ogni poesia di questo autore spicca per la sua moderazione: nei colori soffusi, quasi un bianco e nero appena rosato; nel numero dei versi, pochi e intrisi di dolcezza, anche quando in essi è il grido dirompente, lo strazio esistenziale, la malinconia che corrode. Un fiore esangue, spampanato già al suo sbocciare: perché nei suoi colori, l’occhio dell’anima vede già come fatto compiuto quel trascolorare che della morte ha solo l’apparenza, ma che in realtà manifesta la vera essenza della vita. Lo spirito: ecco la dimensione nella quale tutta la poesia di Serino si fa carne e sangue, per sublimare poi nella fede ciò che per altri è destinato a rimanere puro male di vivere. In Serino, la coscienza del dolore è ferita aperta: viva, bruciante, inguaribile. Eppure, il dolore è luce. Che ci guida, che ci sostiene. E che pure è possibile amare:

pure
ami la luce
ferita:

chiedile
delle infinite crocifissioni

fattene guanciale
in notti di pianto

Una fine che è dentro ogni inizio: perché andare avanti è un guardarsi indietro, dove uno specchio moltiplica all’infinito le nostre contraddizioni:

Luce ed ombra rebus in cui siamo
impronte di noi oltre la memoria
forse resteranno o
risucchiati saremo
ombre esangui nell'imbuto
degli anni

guardi all'indietro ai tanti
io disincarnati
attimi confitti nel respiro
a comporre infinite morti

C’è ovunque, in questo voltarsi indietro, un forte senso delle cose perdute: non puro e semplice rimpianto, ma quasi una cancrena, cresciuta nella parte più nascosta del cuore per poi radicarsi in ogni punto della carne, fino a creare un velo tra noi stessi e la nostra capacità di rapportarci al presente:

pensando a te vedo
il vuoto di una porta
e dietro la porta ricordi
a intrecciare sequenze indistinte
sogni e pensieri asciugati
mentre un sole
di sangue s'immerge nel mare

Il presente, in questo senso, si configura come una lunga sequenza di déjà-vu, intrecciando il vissuto alla memoria, e le immagini dei luoghi sognati a profumi realmente accaduti:

del luogo sente quasi il profumo
salire dalla terra
lo spirito che si piega
a contemplare

gli sembra di esserci già stato
o forse l' ha sognato
... e quell'albero vetusto
sopravvissuto
a suo padre a fargli ombra
a occultargli
in parte l'ampia veduta
del mare quello stesso mare
che vide i suoi verdi anni

e il vissuto
(come in sogno) divenuto
lontana memoria

Il mare, la terra, la giovinezza; la visione, il ricordo, e poi, più profondamente, la coscienza di sé, nuda, scarna. Un sé da cui la morte, prima ancora che la vita ci abbia detto chi siamo, ci separa, ci libera, stemperandoci amnioticamente nelle acque di un cielo in cui la rinascita è al tempo stesso un ritorno.

alla fine del tempo
è come ti separassi da te stesso
in un secondo ineluttabile strappo
simile alla nascita
quando
ti tirarono fuori dal mare
amniotico
luogo primordiale del Sogno
stato che
è casa del cielo

Nella morte tutto, forse, sembra acquisire un senso nuovo: perché in quel distacco, paradossalmente, il mondo ci possiede come mai quando eravamo in vita:

ritenere antinomia
la morte - la tua

come un abbaglio o un
trapassare di veli

e nel distacco
quando
il mondo senza più te sarà
impregnato della tua essenza

" leggerai" il tuo
necrologio
pagato un tanto a riga

Non manca, in queste liriche, l’appello al sogno come via di salvezza dalla più scabra disillusione: ma lo scandaglio, minuzioso e severo, sembra non avere esito certo. La domanda resta appesa; gli anni a tremare, indistinti, nella loro stessa ombra. E’ l’indefinito, uno dei motivi più forti e pregnanti di tutta l’opera: quel punto cartesianamente evidente, chiaro e distinto, l’unica verità delle cose che, in ultima analisi, ci è data di conoscere.

è nello spazio delle attese
nel bianco del foglio
nel buco nero del grido di munch

l'indefinito
è nell'aprirsi del fiore
nel fischio del treno in un lancinante addio
nell'intaglio
dello scalpello su un marmo abbozzato

l'indefinito è in noi
sin dallo strappo
di sangue della nascita

Non esiste antidoto alla nostra piccolezza, alla nostra finitezza: tutte le riflessioni, anche le più raffinate, ci portano sempre allo stesso vicolo cieco, alla stessa prigione di carne e sangue dove lo spirito soffre, ricorda, ama. Per questo il viaggio, seppure inquieto e periglioso, è preferibile alla quieta stasi di una stanza chiusa: “forse meglio l'attesa/a dipanare e sdipanare le ore/che l'appagamento/senza più desideri”, perché il bisogno di desiderare è insito nella stessa condizione umana; quasi come l’atto del respirare, in cui un respiro ne attende un altro, e poi un altro ancora, per permettere al corpo di continuare a vivere. E’ questa attesa che rende l’uomo, pur nella sua limitatezza, arbitro del suo destino; all’interno, però, di un disegno più grande da cui Serino, in quanto uomo di spirito e di fede, non può prescindere:

chi mai ti toglierà quel posto
da Lui riservato
secondo i tuoi meriti
altro è la poltrona
accaparrata a
sgomitate
trespolo che pur traballa
come in un mare mosso
finché uno tsunami
non la rovescia la vita

Chi è il Dio di Felice Serino? Da un filosofo, costantemente proteso al fine lavoro speculativo, potremmo forse aspettarci qualcosa di complesso, di aristotelico, che ci spieghi in qualche modo i grandi quesiti dell’esistenza. Invece, il Dio di Serino è amore. Solo e semplicemente amore, e conoscibile in quanto la nostra anima ne costituisce il riflesso:

noi siamo proiezione di Dio
e come angeli incarnati
del nostro Sé
similmente di noi
i nostri figli

-frecce scoccate oltre
il corpo
dall'arco teso dell'amore


E’ il Dio dell’infanzia, della semplicità: dei lunghi colloqui del bambino con il proprio angelo custode, della vita dopo la morte, dell’eternità di quella Luce che culla e conforta l’anima alla fine del viaggio:

la Tua luce
abita la mia ferita
che trova
un lieto solco
nel suo risplendere

Tu
a farti bambino ed ultimo

per accogliere
il nomade d'amore
dalle aperte piaghe

Piaghe che rimandano ad altre, più profonde e traboccanti: le piaghe della Passione, il cui rosso sangue diventa, come l’ultima luce del cielo al tramonto, faro di salvezza per le anime disperse nei marosi della vita:

acqua mutata in vino
perché continui la festa

così al banchetto del cielo
con l'Agnello sacrificato
acqua e sangue dal Suo costato
dal sacro cuore vele
le vele rosse della Passione
nella rotta del Sole
per gli erranti della terra

E, seguendo questa rotta, si arriva; come è accaduto alle anime piccole che hanno creduto, e che chiudendo gli occhi hanno visto, attraversando il fango del mondo senza restarne macchiati, come espresso in questi versi dedicati a Madre Teresa:

la verità è il tuo sangue
che vola alto
planando
su celestiali lidi

oltre

le sere che chiudono le palpebre
sul cerchio opaco del male






Su LA VITA NASCOSTA


Così commenta Vanni Spagnoli la mia pubblicazione LA VITA NASCOSTA su ilmiolibro:

Forse davvero "per nessuno c'è il nulla o la morte definitiva", ma è certo che nell'aldiqua Felice Serino sperimenta, coi suoi versi, l'angoscioso passaggio tra una presenza e l'altra, tra uno ieri che lascia tracce precise che resistono agli anni ed un oggi che, troppo spesso, lascia smarriti. Poesie davvero toccanti.

Nell'inquieto mio cielo

Nell'inquieto mio cielo: [ispirandomi alla figura di Giobbe]   nell'inquieto mio cielo ferite gridano il Tuo nome

venerdì 7 luglio 2017

Espansione (di Felice Serino)

Espansione (di Felice Serino): il sogno è proiezione? o / sei tu in veste onirica / uscito dal corpo? // sognare è un po' / essere già morti // come / nell'oltrevita / e l'essere si espande / si sogna moltiplicato / in fiore atomo stella // appendice? o / espansione; poesia Creative Commons

mercoledì 5 luglio 2017

Clown (di Felice Serino)

Clown (di Felice Serino): la tua magia è fumo / che vola sul tempo / fra palpebre d'aria // l'ora si fa elettrica / nel cielo / di un capriolare; poesia Creative Commons

La Donna dei boschi ed io


La Donna dei boschi ed io


Una luce di luna sul mare stasera
e sei tu, Donna dei boschi, con me
nella mia camera ovunque tu sia.
Lucore di candela accesa davanti
a della Vergine l'icona dei miracoli,
e sei tu, Donna dei boschi a darmi
la mano ovunque tu sia.
Attimo: ora tu sei e io sono
sul pianeta terra respiriamo
la stessa aria. Siamo insieme
nella stessa vita e sono già
tra gli aranci, i pini, i limoni,
della mimosa il giallo, le selvatiche
rose e i melograni dai fiori rossi
della tua foresta. Mi doni di fortuna
ceste con il pensiero
e continuiamo il cammino
abbracciati anche se io sto a Napoli
e tu nella calda Caserta pari a te.


Raffaele Piazza

martedì 4 luglio 2017

Ad altezze segrete (di Felice Serino)

Ad altezze segrete (di Felice Serino): spendersi / in un percorso di amore / il cuore aperto ad altezze / segrete // sperimentare l'Altro da sé / nel; poesia Creative Commons

domenica 2 luglio 2017

Ricorda (di Felice Serino)

Ricorda (di Felice Serino): sei granello di clessidra / grumo di sogni / peccato che cammina // ma / sei / a m a t o // immergiti / nella luminosa scia di; poesia Creative Commons

Sic transit (di Felice Serino)

Sic transit (di Felice Serino): confidare / nelle cose che passano / è appendere la vita / al chiodo che non regge // è diminuirsi la vera; poesia Creative Commons

venerdì 30 giugno 2017

La cara musa (di Felice Serino)

La cara musa (di Felice Serino): ti ci arrovelli ma non trovi soluzione / ti ha lasciato a metà la cara musa // sei come; poesia Creative Commons