Elenco blog personale

sabato 30 dicembre 2017

Fonèmi (di Felice Serino)

Fonèmi (di Felice Serino): nella bocca della notte / -la luna sopra il petto- / il letto è un mare dove sillabe / perdono sangue //

mercoledì 27 dicembre 2017

Alessia e il vento freddo di dicembre con Mirta


Alessia e il vento freddo di dicembre con Mirta


Invisibilità del vento di evento
sottile e freddo per ragazza Alessia
a giungere a di 18 grammi l'anima.
E c'è Mirta agglutinata a del cielo
l'azzurrità con di madonna medievale
il volto, così bruna e così donna
nel ridere pari a luna piena
per di Alessia la fortuna. (Alessia
si sposa e mette casa e se sarà
femmina la chiamerà Mirta).
Vento gelido a entrare nelle fibre
di Alessia e il luogo è il Parco
Virgiliano, l'anno il 2018 e l'ora
le tre pomeridiane. Un solicello 
spunta tra nuvole grandiose, un po'
di calore a pervadere la bruna e la
bionda al colmo della grazia
senza dire parole.


Raffaele Piazza 

martedì 26 dicembre 2017

Quell'onda che ti tiene lieve (di Felice Serino)

Quell'onda che ti tiene lieve (di Felice Serino): cosa ti porti alla fine del tempo / se non il bagaglio della mente // espansa in quel Tutto / che è te in pienezza // già ti vedi in simbiosi / con l'onda perfetta // quell'onda che ti tiene lieve / sospeso nel cielo // sei l'ulisside che approda / al sogno; poesia Creative Commons

lunedì 25 dicembre 2017

Un nome una voce (di Felice Serino)

Un nome una voce (di Felice Serino): un alone di mistero emana / dai lampioni sul lungopò la sera / ectoplasmi o perdute / identità pare s'aggirino / sui viali battuti solo / da qualche meretrice // pensi / possa ispirarti qualche verso / quest'atmosfera impalpabile e attendi / riconoscibili / un; poesia Creative Commons

sabato 23 dicembre 2017

VINICIO CAPOSSELA LEGGE BEATRICE NICCOLAI

Massima di Eraclito


Due poesie di Nino Pedretti


PAROLE 

Vado scarabocchiando 
provando con la voce 
parole vecchie d'un tempo 
che le donne pronunciavano 
lavorando a maglia , che mi son passate
piano piano sotto pelle e mi son fiorite
nel sangue , sotto i capelli .
Parole che hanno dormito per anni 
sotto la cenere , e ora tiro fuori
al fuoco del mio paese .

°


Al tempo che cadevano le albicocche 
il mondo era tutto verde 
e noi stavamo sotto una capanna 
che era fatta di canne 
e di strisce di cielo .
Al tempo che cadevano le albicocche 
si sentivano dei tonfi 
che mai mi son scappati dalla memoria , 
come se fosse il tempo 
che bussa dentro il tempo .

NINO PEDRETTI , 1923-1981

Ricordo un angelo

Ricordo un angelo: da piccolo ricordo un angelo raffigurato al soffitto   con lui mi confidavo quando la febbre mi teneva a letto

domenica 17 dicembre 2017

Alessia si prepara all'amore


Alessia si prepara all'amore


Pomeriggio azzurro per Alessia
allo specchio nel vedersi
con il jeans sdrucito e la maglietta
rosa confetto e le scarpe
da ginnastica per piacere
a Giovanni stasera. Mette
anche il bracciale di platino
Alessia e l'anello d'argento
all'anulare per sentirsi bella
e donna. (Sedici anni contati
come semi). E due gocce
del profumo che le ha dato
Veronica. Lo smalto rosso
alle unghie delle mani.
Poi attende il bussare del
citofono per pensare:
E' lui!!! E' lui!!! E' lui!!!


Raffaele Piazza 

giovedì 14 dicembre 2017

Occhi di paradiso (di Felice Serino)

Occhi di paradiso (di Felice Serino): quel giorno che ci hai lasciati / parlava il tuo sguardo muto / -occhi di paradiso // quel giorno / l'angelo ha colto il tuo dolore / e lo ha appeso ad una stella // ora tra arcobaleni e vento / il tuo aquilone // sparito nell'infinito // è come volesse; poesia Creative Commons

domenica 10 dicembre 2017

Su filo teso (di Felice Serino)

Su filo teso (di Felice Serino): camminando su filo teso / se la mente vacilla e / s'affaccia su orrido abisso // Tu lo sai - / è l'altro me a cui / ho dichiarato guerra per onorarti // son diviso ogni pensiero contrasto / se emerge non da sangue // e come potrebbe / la pianta ripudiare la; poesia Creative Commons

sabato 9 dicembre 2017

Alessia sull'altana con Mirta


Alessia sull'altana con Mirta


Gradini di cielo tinta pervinca
per Mirta - anima e Alessia
nel salirli tra persiane d'isola
aperte alle finestre occhi nel cielo.
E stanno infinitamente le ragazze
nel tessersi della sinfonia del vento.
Ultimo piano per Alessia e Mirta -
anima e già in alto sul luogo
della festa. Mirta ha un segreto
per Alessia che apre gli occhi
e la vede rosa splendente, l'amica,
che glielo rivela: non ti lascerà!
Mentre la bionda capta il cielo
aggiusta i pezzi di se stessa con
le parole belle dell'amica
e sul cortile delle piante si sporge
Alessia infinita.


Raffaele Piazza

GLI ULTIMI TRE GIORNI DI FERNANDO PESSOA

Kahlil Gibran


Da TRASMIGRA IL GIORNO (4)


Felice Serino

Da TRASMIGRA IL GIORNO #4


.

L'inverno del cuore

[mancanza dello stato di grazia, ovvero aridità d'ispirazione]

sentirsi disabitato

simile a quell'albero nudo
da cui son fuggiti i canti

vivere
di stelle spente

*


Fedele alla vita

mia vita
senza rete t'appigli
alla Bellezza intaccabile

a quella del cuore e alle
armoniose figure della danza
o del cavallo nel bianco salto

finché ti chiedi dov'è
lei l' irraggiungibile
non tutto è perduto

voltato sei sul giusto
versante lucente ancora
una volta - vita

fedele alla vita

*


Il grafomane

sei tu che graffi con la penna
questi fogli che raggricciano
come una bianca pelle

i tuoi quaderni riempi
per lasciare ai posteri parola di Dio
mentre qualcuno da lassù

guida la tua mano
a riempire fogli e fogli
come in trance

vivi di grandiose visioni celesti
e anzitempo contempli
di Dio il volto


[Jakob Lorber, si definiva "lo scrivano di Dio" - mistico e chiaroveggente sloveno, 1800 - 1864.]

*



Nelle nuvole hai casa

dimmi Nina: che vedi
tu che hai casa nelle nuvole
tu che sai il linguaggio dei voli?

forse
la giovinezza spezzata
che ora in lampi di déjà vu ritorna?

o
rivivi nel cuore
verde dell'acqua

che ti vide sirena emula del canto
di odisseo

-rapimento
dei sensi
che in sogno ancora mi seduce

*



Il pozzo dei ricordi

(a R.)

come la volta celeste
s'immilla di presenze il sogno

in questa moltitudine
la tua
cerca il non rassegnato cuore

ma è beffarda sequenza
come seguissi
la velocità d'un treno

forse la tua figura è sepolta
in fondo al pozzo dei ricordi

da cui risale flebile
eco

*



Due note

e come puoi oggi accennare
a quel motivetto che ti arrovella
se non è la mente
sgombra da impellenze che artigliano

restano due note nell'aria
monche
e il canto strozzato come d'un
barbagianni

mentre abita
il cuore
una danza di foglie

*



Quella parte del mondo

[la sorte degli immigrati morti nel Mediterraneo]

è un presentito bianco grido
il cielo proiettato su
quella parte del mondo: un mare
tappezzato di cadaveri

agghiaccia il sangue mentre
la forchetta è nell'aria

o
non smuove la vista e
l'assuefazione è sovrana?

*


Sogno

è calda l'acqua dell'oceano
ove sono immerso come quando
ero nello stato prenatale

traquillo nuoto non ansia mi prende
anche se scorgo solo
davanti a me l'orizzonte

ed ecco
vedere venirmi incontro
i miei morti portati sull'acqua

e
madido di luce destarmi

30.11.17

[ispirata dal sogno di questa notte, che mi ha lasciato un senso di benessere.]

*


L'elemento celeste

tornerò ad essere pensiero espanso
quando dalla scena
sarò sparito
dove si curva all'orizzonte il mare

sarò forse atomo
fiore o stella e

in estasi

mi unificherò all'elemento che da sempre
mi appartiene

*


Un arco sull'infinito

dal non-luogo che immagini
non potrai quel giorno
farci un fischio per darcene notizia

se sarai per davvero
passato a "miglior vita"
mettendo a frutto le esperienze
secondo gl'intimi
desideri irrealizzati quaggiù

e se vestirai un corpo
d'aria e sarai arco
teso sull'infinito

*


Dove l'angelo 

un dove di trasparenza t'assale
ti entra nei sogni

azzurro soffio di vento
sul sangue psichico

luce ferita
dove l'angelo con ala pietosa

i crudi patimenti copre e il tuo cuore




© Felice Serino

Due poesie di Giorgio Caproni


Giorgio Caproni
“Versicoli quasi ecologici”

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra.

dalla raccolta postuma Res Amissa (1991)

*


… perch’io, che nella notte abito solo
anch’io, di notte, strusciando un cerino
sul muro, accendo cauto una candela
e riscrivo in silenzio e a lungo il pianto
bianca nella mia mente –apro una vela
timida nella tenebra, e il pennino
che mi bagna la mente…
strusciando che mi scricchiola, anch’io scrivo.

[da “Il seme del piangere”]

Spazi aperti

Spazi aperti: (a Danilo Dolci)   palestra di vita a formare allievi  aperto seme l'anima che s'infinita

giovedì 7 dicembre 2017

Dove l'angelo (2) (di Felice Serino)

Dove l'angelo (2) (di Felice Serino): un dove di trasparenza t'assale / ti entra nei sogni // azzurro soffio di vento / sul sangue psichico // luce ferita / dove; poesia Creative Commons

mercoledì 6 dicembre 2017

POESIE SULL'ALBERO: Appunto (Pierluigi Cappello)

POESIE SULL'ALBERO: Appunto (Pierluigi Cappello): Dal desiderarti al pensarti mia sei rimasta tu, mentre entri e ti siedi. La luce ti viene alle spalle dalla porta socchiusa, il pruno...

martedì 5 dicembre 2017

Un arco sull'infinito (di Felice Serino)

Un arco sull'infinito (di Felice Serino): dal non- luogo che immagini / non potrai quel giorno / farci un fischio per darcene notizia // se sarai per davvero / passato a

domenica 3 dicembre 2017

L'elemento celeste (di Felice Serino)

L'elemento celeste (di Felice Serino): tornerò ad essere pensiero espanso / quando dalla scena / sarò sparito / dove si curva all'orizzonte il mare // sarò forse atomo / fiore o stella; poesia Creative Commons

sabato 2 dicembre 2017

Alessia nel campo di grano e l'amore profano


Alessia nel campo di grano e l'amore profano


L'amore vince tutto, l'ha scritto Virgilio
pensa Alessia nel captare con gli occhi
di grano il campo dove l'ha fatto con
Giovanni. Attimi di cielo rosa pesca
nel riemergerne Alessia ragazza
azzurro cobalto vestita per la vita.
E vengono gli albereti per l'anima
di Alessia nella conca d'arancio del
tramonto a entrarle in di 18 grammi
l'anima di stella. Spessore di natura
vegetale ad iridarla, Alessia mentre
è già sera dove era già venuta.


Raffaele Piazza 

giovedì 30 novembre 2017

Sogno (2) (di Felice Serino)

Sogno (2) (di Felice Serino): è calda l'acqua dell'oceano / ove sono immerso come quando / ero nello stato prenatale // traquillo nuoto non ansia mi prende / anche se scorgo solo / davanti a me l'orizzonte // ed ecco / vedere venirmi incontro / i miei morti portati sull'acqua // e / madido; poesia Creative Commons

sabato 25 novembre 2017

Una volta era il tempo

Ricambio d'ali, di F. Serino


Da TRASMIGRA IL GIORNO (3)


Felice Serino

Da TRASMIGRA IL GIORNO # 3

.

Il grido 

resilienza questo vivere
morigerato e anse d'ombre
dappresso dove annega il grido

sudate notti e sogni
scollati da grigie albe

e chiederti
se non sia impari lotta
aggrapparti a rupi erose dai venti

*


Le mani affondi

in emorragie di non-senso
ricacci al fondo il Sé
superiore
uniformandoti al mondo
le mani affondi
nel sangue delle convenzioni
mentre
all'angelo lucente del sogno
tarpi le ali
facendolo all'alba svanire

*


Fonèma

insufflato dal dio
passa come un vento di mare
il ricercato fonèma

che nel sogno dispiega le ali
di scintillante bellezza

*


Cuore di paglia

è dell'umano il tempo
non certo dell'anima e ti pare
d'esser sempre giovane anche se
vicino agli ottanta il fisico non rende

se cavalchi
un'emozione ecco spunta una lacrima
e senti capriolare
questo cuore di paglia

come un imberbe a prima cotta

*


Ricambio d'ali

va controtempo in un ricambio d'ali
l'angelo insozzato di mondo

nel sonno del giusto
abbevera le radici
del sangue della luce

*


Quel sentirti

può piacere quel po' d'intontimento
in banchetti interminabili
col capotavola
che devi urlare per farti sentire
due parole per darti un contegno
col tuo dirimpettaio
non toccando temi impegnativi s'intende
controllando i freni inibitori
una comunione di anime allegre
ma tutti i commensali alla fine
si resta perfetti estranei

poi fuori il freddo pungente
a sollevarti il bavero e
quel sentirti un cane di nebbia che vaga
che ha perso la strada

*


Eterno presente

kronos esce dal mare
prenatale

il domani è un imbuto
dove fluiscono gli oggi
coi sordi tamburi del sangue

dove in fondo
agli specchi annegherà la
realtà
relativa: lì il mondo che

si vede
rovesciato

*


Sull'acqua

sul grande mare del sogno
veleggiano i miei morti
gli occhi forti di luce
con un cenno m'invitano
al loro banchetto sull'acqua
d'argento striata

m'accorgo di non avere
l'abito adatto
cambiarmi rivoltarmi
devo
vestire l'altro da sé

*


Inquieti fuochi

nuvole a stracci nell'azzurro
curve ariose di voli

vastità di te solo: figura
inespressa lacera ombra

ti aspetti una eco un suono
in questa sospensione

inquieti fuochi son gli occhi dell'anima
mentre guardi
un gabbiano staccarsi dal tramonto

*


La regione del sogno

la via regia puoi dirla
vita trasversale
nell'ondeggiare di curve di luce

del pensiero allucinato
vedi prendere vita
le figure surreali di dalì

e ancora da questa

infinita vastità del sogno
emergere gli angeli di rafael
o le eccelse visioni
di blake su uno sfondo viola


[Via regia: definizione di Freud del sogno; Rafael Alberti, poeta spagnolo]

*



E il vento s'impiglia

(soliloquio)

in meditazione ti trovo
assiso sui gradini del tempo

chi interroghi
sotto una luna menomante?

vedi

e se fosse soltanto un apparire
questa vita

protendimento di un luogo della mente

dove passano navi di nuvole
in sogno e figure
evanescenti e il vento

che s'impiglia in grovigli di foglie




© Felice Serino



Quel sentirti (con commento)




Quel sentirti

può piacere quel po' d'intontimento
in banchetti interminabili
col capotavola
che devi urlare per farti sentire
due parole per darti un contegno
col tuo dirimpettaio
non toccando temi impegnativi s'intende
controllando i freni inibitori
una comunione di anime allegre
ma tutti i commensali alla fine
si resta perfetti estranei

poi fuori il freddo pungente
a sollevarti il bavero e
quel sentirti un cane di nebbia che vaga
che ha perso la strada

Felice Serino


*

Commento di Antonio Terracciano su scrivere.info:

Gli inviti a cena, o a pranzo, un po’ come le vacanze, sarebbero davvero efficaci se fossero pressoché quotidiani (e le vacanze se potessero essere continue). Altrimenti, come chiaramente espresso da questo poeta, un maestro del limpido verso libero, ci si sforza per non sentirci in imbarazzo e si lenisce illusoriamente solo per un po’ di tempo la propria solitudine, che poi si ripresenta più tenace di prima quando si torna a casa (come un farmaco che, preso saltuariamente per alleviare un dolore, ripropone più intensamente quel dolore quando non se ne fa più uso). 

Munch

Munch: nel buconero del Grido spiralante la vertigine   la raccolgo dentro un foglio   vedi

Quella parte del mondo (di Felice Serino)

Quella parte del mondo (di Felice Serino): è un presentito bianco grido / il cielo proiettato su / quella parte del mondo: un mare / tappezzato di cadaveri // agghiaccia il sangue mentre / la; poesia Creative Commons

giovedì 23 novembre 2017

Le parole di Mirta


Le parole di Mirta


Dove ora sono c'è Dio
e cammino per mari
della tranquillità, anima
felice. Vi penso tutti,
Madre, Raffaele, Lucio,
Dario, Frank, Alessandro,
Annarita. Sono viva
e prego per voi. Sto con
mio Padre e Massimo,
mio ex suicida come me.
Non ho altre parole
da dedicarvi né rimpianti,
non piangete per me
che sto progettando
un tempio al chiaro di luna
e tu, Amica Alessia,
non avere paura!!!


Raffaele Piazza

Due note (di Felice Serino)

Due note (di Felice Serino): e come puoi oggi accennare / a quel motivetto che ti arrovella / se non è la mente / sgombra da impellenze che artigliano // restano due note nell'aria / monche / e il; poesia Creative Commons

sabato 18 novembre 2017

Il pozzo dei ricordi (di Felice Serino)

Il pozzo dei ricordi (di Felice Serino): come la volta celeste / s'immilla di presenze il sogno // in questa moltitudine / la tua / cerca il non rassegnato cuore // ma è beffarda sequenza / come seguissi / la velocità d'un treno // forse la tua figura è sepolta / in fondo al pozzo dei; poesia Creative Commons

giovedì 16 novembre 2017

Alessia e Mirta sotto i pini


Alessia e Mirta sotto i pini


Bar Virgilio, tavolo sotto i pini
per Alessia e Mirta e guardano
dell'albero gli aghi verdi delle
invisibili linfe a scendere nelle
anime delle ragazze in limine
al belvedere per il mare polito
la lastra del cielo a specchiare.
E Mirta dal sorriso di farfalla 
rosa dice: non ti lascerà!
Attimi tra prima e dopo la
felicità di Alessia in un battito
di ciglia dello sguardo
di Mirta a rasserenarla
ragazza Alessia nell'ascoltare
"Uomini soli" dei Pooh.


Raffaele Piazza

Nelle nuvole hai casa (di Felice Serino)

Nelle nuvole hai casa (di Felice Serino): dimmi Nina: che vedi / tu che hai casa nelle nuvole / tu che sai il linguaggio dei voli? // forse / la giovinezza spezzata / che ora in lampi di déjà vu ritorna? // o / rivivi nel cuore / verde dell'acqua // che ti vide sirena emula del canto / di; poesia Creative Commons

martedì 14 novembre 2017

Il grafomane (di Felice Serino)

Il grafomane (di Felice Serino): sei tu che graffi con la penna / questi fogli che raggricciano / come una bianca pelle // i tuoi quaderni riempi / per lasciare ai posteri parola di Dio / mentre qualcuno da lassù // guida la tua mano / a riempire fogli e fogli / come in trance // vivi di; poesia Creative Commons

domenica 12 novembre 2017

Fedele alla vita (di Felice Serino)

Fedele alla vita (di Felice Serino): mia vita / senza rete t'appigli / alla Bellezza intaccabile // a quella del cuore e alle / armoniose figure della danza / o del cavallo nel bianco salto // finché ti chiedi dov'è / lei l' irraggiungibile / non tutto è perduto // voltato sei sul; poesia Creative Commons

sabato 11 novembre 2017

Alessia e la scalata del monte azzurro


Alessia e la scalata del monte azzurro


Pomeriggio nel trovare
nelle gambe le energie
ragazza Alessia nell'approsimarsi
acqua vestita riflessa nell'azzurro
del cielo a specchiarla,
Alessia ai suoi di platino cancelli.
E beve Alessia il freddo della
neve all'anima giungere
di 18 grammi. Pensa al giardino
dopo la pioggia Alessia e Mirta
appare tendendole le braccia.
Sorride così bruna e così donna
di Mirta l'anima e Alessia
lo traduce nel piantare sulla cima
la bandierina italiana
di vittoria.


Raffaele Piazza

Tutto dentro una lacrima

Capita che a volte


La casa delle nuvole e altre con commenti di R. Piazza


Poesie di Felice Serino
su www.rossovenexiano.com
(con commenti di R. Piazza - e altri)

.


La casa delle nuvole

cieli d'acqua e cavalli
d'aria

lì custodisco ore
sfilacciate e segrete pene
-oh giovinezza di deliri e
notti illuni

lì dove il turbinio
degli anni
è rappreso in un palpito
che nell'aria trema

© flymoon aka f. serino

*

Molto particolare sintesi ottima, gradevole
da al lettore modo di immaginare e disegnare
senza imporre, il che non sempre è facile, ma dimostra grande istinto poetico
secondo me.

Ciao Pino

*

Poesia molto bella caratterizzata da una forte connotazione visionaria.. Scabra ed essenziale la forma. Il poeta dice di custodire cieli d'acqua e cavalli d'aria, immagini molto alte. C'è un anelito alla giovinezza passata senza autocompiacimenti ma per una sua ripetizione, riattualizzazione in poesia.

Raffaele Piazza

* * *


La penna nella luce

(ad un agnostico)

e tu a ripetere
non credo nei miracoli
tutte balle
ma se sei in vita è già un miracolo
sai
che si perpetua nell'oltre

glissando sul tuo intercalare io
t'intingo la penna nella luce
scrivo per Dio e la sua gloria

tu segui pure le tue ombre
fantasmi che ti succhiano la vita


© flymoon aka f. serino

*

Felice Serino è un poeta che in molte delle sue poesie si rivela come un mistico senza mediazioni tra uomo e Dio. Per lui già nel transito terreno l'uomo è infinito anche nella sua corporeità. Intingendo la penna nella luce la poesia stessa si fa preghiera e questo Felice lo dice ad un tu agnostico per il quale i miracoli sono tutte balle. E' affrontato anche il tema della gioia e del conforto del credente, mentre l'agnostico segue le sue ombre, il Poeta scrive per Dio e la sua gloria.

Raffaele Piazza

* * *


Luna Park

ride la piccola Margot
alle smorfie del papà che si rade
"suvvia ti porto alle giostre" e
lei s'illumina di gioia e
poi a cavalcioni sulle larghe spalle
nella fantasmagoria delle luci

un po' ci si attarda
nell'aria ancora calda di fine settembre 
riverbera una miriade di
stelle negli occhi innocenti
mentre le nasconde
il resto del viso una montagna
di zucchero filato

© flymoon aka f. serino

*

Poesia bella ed alta nella quale la cifra distintiva pare essere quella della dolcezza e della tenerezza raggiunte attraverso una parola sapiente e avvertita. Sembra di vederla la bambina felice con suo padre nella sua gioia sorgiva. Immagini suadenti nelle quali Serino si rivela anche poeta della quotidianità.

Raffaele Piazza.

* * *



L'ora che dall'alto

l'ora che dall'alto
giungerà come un ladro
ti troverà a mani vuote e
cosa dunque Gli offrirai
se non lune lacerate
dai cani della notte
e capestri
di nebbie
nel delirio dei giorni
e vomiti
esiziali
di una vita in perdita

© flymoon aka f. serino

*

Composizione alta e bella che presenta come cifra essenziale il tema del misticismo. C'è un "tu" al quale Serino si rivolge. A questa figura il poeta dice che l'ora che dall'alto giungerà come un ladro lo troverà a mani vuote e che non avrà nulla da offrire a Dio in quell'attimo. Viene in mente l'evangelica parabola dei talenti perché nel momento della verità (la morte?) il "tu" potrà offrire al Signore solo lune lacerate, capestri di nebbie e vomiti esiziali di una vita non vissuta, in perdita. Poesia visionaria e bene risolta a livello formale.

Raffaele Piazza

* * *


Agli occhi del cielo

agli occhi del cielo
padrone dei tuoi beni
sarà la ruggine

quando avranno rovesciato
i tuoi forzieri gli angeli
della morte

e tu non avrai più nome

allora la tua casa vuota
sarà preda della gramigna e
di avvoltoi affamati

mentre a essere elevato
sarà il plebeo
che condivideva il pasto coi cani

© flymoon aka f. serino

*


Poesia alta e bella che ha per temi il sacro e il misticismo che Serino predilige. Qui è fondante l'insegnamento del vangelo con le parole "beati i poveri" e quelle di Gesù contro quelli che hanno molte inique ricchezze. Il "tu" è un ricco i cui forzieri saranno rovesciati dagli angeli della morte e che non avrà più nome. In una prospettiva trascendente a essere elevato sarà il plebeo che condivideva il pasto con i cani. Parole forti che fanno meditare sulla nostra cultura dove l'avere è considerato più importante dell'essere come già messo a fuoco da Erich Fromm negli anni '80 del Novecento.

Raffaele Piazza


Fonèma con commento


Fonèma

insufflato dal dio
passa come un vento di mare
il ricercato fonèma

che nel sogno dispiega le ali
di scintillante bellezza

Felice Serino

*

Commento di Antonio Terracciano
su scrivere.info:

Spesso le poesie brevi, proprio perché usano poche parole, non sono di facile interpretazione, e l’autore mi perdonerà se sbaglio, ma ritengo che questa composizione (perfetta per l’equilibrata struttura e per l’efficacia del lessico usato) sia una di quelle poesie che parlano della poesia stessa, che sia una ricerca poetica elevata al quadrato. Sospinto da qualche dio, il fonema (l’unità minima del linguaggio), che spesso serve ad iniziare (o a completare) un lavoro e che quindi è avidamente ricercato dall’autore, passa velocemente nella sua mente, soprattutto nel sogno, o in momenti estatici, facendogli ammirare tutta la sua bellezza: fortunato è il poeta che riesce a catturarlo e a trasferirlo nella sua opera!

Lettere amo indorare

Lettere amo indorare: finché loro ci sono e hanno le mani nel sangue quasi presenze   percezioni inconsce a ravvivarle

lunedì 6 novembre 2017

Alessia e il fiume verde


Alessia e il fiume verde


Nel fluire verde del fiume
a entrare nell'anima di Alessia
dove era già venuta due anni
fa vita sottesa alla gioia
nelle acque da coltivare belle
con pazienza. Vicino di fragole
il rosso delle piante a fare
da cornice al quadro dell'esistere
che non è prove di danza
(valzer o flamenco).
E scorre il liquido elemento
nella tessitura di un tramonto
conca d'arancia del riposo
di Alessia dopo l'amore.


Raffaele Piazza

venerdì 3 novembre 2017

E il vento s'impiglia (di Felice Serino)

E il vento s'impiglia (di Felice Serino): in meditazione ti trovo / assiso sui gradini del tempo // chi interroghi / sotto una luna menomante? // vedi // e se fosse soltanto un apparire / questa vita // protendimento di un luogo della mente // dove passano navi di nuvole / in sogno e figure; poesia Creative Commons

giovedì 2 novembre 2017

La regione del sogno (di Felice Serino)

La regione del sogno (di Felice Serino): la via regia puoi dirla / vita trasversale / nell'ondeggiare di curve di luce // del pensiero allucinato / vedi prendere vita / le figure surreali di dalì // e ancora da questa
/ infinita vastità del sogno / emergere gli angeli di rafael / o le eccelse; poesia Creative Commons

mercoledì 1 novembre 2017

Mirta e Alessia vicine


Mirta e Alessia vicine


Sempre più amiche!!!
Esclama Mirta - anima
gioiosa nell'intessersi
il pensiero con il profumo
bianco del giglio il giorno
dei Santi del 2017.
Ride Alessia e appoggia
la felicità ad un petalo
candido nel trasfigurarsi
dello sguardo nella serra
dove scivolano sui vetri
le liquide parole sottese
al dono di Mirta ad Alessia,
un diario per i mattini
viatico nei primevi risvegli
per la vita. Scrive sulla
prima pagina ragazza
Alessia una poesia
e così esiste. Mirta sorride
e si guardano negli occhi.
Comprende Alessia ragazza
che non sarà dall'amato
lasciata nell'accendere
una candela su del Mediterraneo
il bordo in segno di pace.


Raffaele Piazza

martedì 31 ottobre 2017

Inquieti fuochi (di Felice Serino)

Inquieti fuochi (di Felice Serino): nuvole a stracci nell'azzurro / curve ariose di voli // vastità di te solo: figura / inespressa lacera ombra // ti aspetti una eco un suono / in questa sospensione // inquieti fuochi son gli occhi dell'anima / mentre guardi / un gabbiano staccarsi dal; poesia Creative Commons

domenica 29 ottobre 2017

Sull'acqua (di Felice Serino)

Sull'acqua (di Felice Serino): sul grande mare del sogno / veleggiano i miei morti / gli occhi forti di luce / con un cenno m'invitano / al loro banchetto sull'acqua / d'argento; poesia Creative Commons

sabato 28 ottobre 2017

Scrivimi.

Attila Jozsef


Da TRASMIGRA IL GIORNO (2)


Felice Serino

Da TRASMIGRA IL GIORNO #2

.

In te la luce

s'inginocchia in te la luce

ti dividi
nelle due dimensioni:
dreamtime e corporea insieme

a sorvegliarti è l'Occhio
interiore -
il tuo doppio di perfezione celeste


[dreamtime: il tempo della creazione]

*


Angelo della luce

adagiati creatura del sogno
sulla curva del nostro abbandono

la lontananza è ferita insanabile
un cielo d'astri divelti

e tu balsamo sei
-tu orifiamma tu altezza
sognato stargate-
dove voce insanguinata c'inchioda

dalla caduta

*


Luce alta

luce alta - paiono
incendiarsi le finestre degli hotel

un altro caffè
spezza la mattina -
strilli
di bambini in pineta lampi di
sole tra il fogliame

"Dio c'è" è la scritta sul
muretto che delimita la spiaggia

dichiararlo a cuore aperto:
ché un miracolo
è la vita

*


Qualcuno ti conosce

-non credi in un dopo? e
in un prima? e il mondo
pensi s'è fatto da solo?- ti chiedo
e tu t'aggrappi agli specchi

ma nulla va perduto
sai:
Qualcuno ha contati
tutti i tuoi capelli

davanti
a un pericolo mortale

un'invocazione ti salirà alle labbra?

*


In vaghezza di sogno

ti rigiri e vedi -in vaghezza di sogno-
un te estraneo vagare
per strade buie e vuote
come un sansebastiano a trafiggerti
gli strali della notte - senti
recalcitrare
in te l'uomo vecchio -ah convivere
con gli umori di un corpo-zavorra-
ti avvedi d'aver perso le chiavi
di casa mentre un gallo
canta
in lontananza ed è l'alba

*


Più d'una vita 

convivere con gli umori
di un corpo di morte

dall'animalità all'angelo: questa
l'impervia salita

più d'una vita se dal sangue
fioritura sia d'ali levate:

ogni passo ne perdi una piuma

*


Ulissidi 

andare per procellosi mari in cerca
del proprio nome l'origine
la loro Itaca

coglierne forse la voce nella
cavità del cielo
insufflate le narici da un vento salino

quel battere del sangue
di cui si parlerà a un nuovo approdo

e i morti? quelli che sono
parte del loro cuore alla ventura?

entrati nel mito
essi custodiscono
quel mai perduto nome

*


Forse una nube

(a Pierluigi Cappello)

mi accoglierà un non-luogo
non più inalerò resina di abeti
alle finestre degli occhi colombe
bianche si poseranno 
mi abbraccerà vaghezza
forse una nube vorrà dire casa

*


Di stagioni di sole

ho sognato mio padre -non è giunto
il tuo momento- mi ha detto

di nuovo agli alberi cresce
la folta chioma
è tempo dei gatti in amore
-il ciclo si ripete della vita

quante ancora ne restano
di stagioni di sole -mi domando- di quel
sole che si spande come liquido oro
sul tavolo a cena

*


Fiume d'echi 

rotte voci e forme
impermanenti
sotto luna menomante

anime siamo
che si cercano

fiume d'echi
la cui scia
porta con sé il lamento
di nomadi d'amore

*


Vanagloria 

la forma assumi dell'involucro-
status quo
mentre a preesistere
in te specchiato
è quel pizzico di vanagloria
ingannevole capriccio
che rimonta a un giro di vento




© Felice Serino

Su LE VOCI REMOTE di Donatella Pezzino (su BdA)


Recensione a “Le voci remote” di Felice Serino
di Donatella Pezzino

In ogni mondo esiste una porta di comunicazione con tutto il resto. Conoscerne l’esatta ubicazione, aprirla e attraversarla non presuppone capacità medianiche, ma solo un umile atto di fede: una fede qualsiasi, in Dio, nell’amore, nelle energie della natura, in sé stessi. Credere, semplicemente. Ecco, leggere Felice Serino è un po’ come riappropriarsi della consapevolezza che quello stargate esiste, e che possiamo attraversarlo in qualsiasi momento, spinti dalla forza degli eventi, da un desiderio di trascendenza o dalla riflessione sull’oltre che ci attende alla fine dei nostri giorni. In “Le voci remote”, l’anima del poeta ha raggiunto la sua dimensione ideale, meta di un lungo viaggio che lo ha visto percorrere a piedi nudi i vasti deserti umani alla ricerca del sé più puro, nel quale la grandezza dell’uomo sta nella sua valenza infinitesimale e il buio è solo assenza di Dio.

tu sei l'ombra
del Sé: l'alterego o se vuoi
l'angelo che
ti vive a lato nei
paradossi della vita

La lanterna di questo instancabile Diogene non si affida al lume ma al suono: un suono interiore, fatto di silenzi costantemente modulati allo scopo di rievocare i dolori, le gioie e perfino le insipidezze della vita trascorsa. E fra i suoni che questo silenzio è in grado di intercettare ci sono, appunto, le “voci remote”: appena udibili alcune, più chiare e distinte altre. Un titolo niente affatto casuale, come casuale non è, in apertura, la scelta dei versi del poeta greco Ghiorgos Seferis sulle “voci remote/ delle anime in sogno” che riassumono in un certo senso la cifra dell’intera opera. Ma cosa sono queste voci remote, e a chi appartengono?

nell'oltre
non ci son porte e chiavi
è tutto -in trasparenza-
un fondersi di sguardi

Sguardi; anime; vite. Si, perché la dimensione “altra” non è un luogo solitario; al contrario, è un humus fertile d’amore a nutrire mani, volti e profumi che dalla realtà visibile, come tutti noi, sono passati; e che ora, abbandonati i pesanti costumi teatrali della quotidianità terrena, ci guardano e ci giudicano.

eccoti un ectoplasma ovvero
un antenato
a sentenziare da un aldilà
-non sapete neppure vestirvi

-bella forza: voi con i vostri
doppiopetti
vi credevate dio in terra o guappi
noi
casual-cibernetici
della libertà siamo bandiera
grida il rosso
del nostro sangue nelle piazze

per le ginocchia aria di primavera

Ma più spesso, in queste entità ultraterrene è l’amore a vincere: una pietas che non è -come si potrebbe pensare- l’atteggiamento compassionevole di chi, già in salvo sulla riva, cerca di portare conforto ai naufraghi ancora in mare; piuttosto, il contrario. A dispetto di tutti i luoghi comuni sul paranormale, Serino ci propone l’idea di un interscambio dove le barriere tra morte e vita si annullano e dove il bisogno di contatto non è univoco:

m'invitano i miei morti
a una uscita fuori porta
amano
farmi partecipe del loro mondo
m'avvedo
dagli occhi lucenti e i sorrisi complici
ch'è molto molto gradita
indispensabile quasi la mia presenza
ché senza orfani sarebbero
e tristi forse
pur essendo estraneo al loro mondo
di luce

Ma voci remote sono anche il frutto della nostra mente: i pensieri, le riflessioni, i sogni e tutte quelle immagini che non sappiamo spiegare e che tante volte ci sconcertano per la loro potenza, ovvero

visioni aleggianti nelle
stanze del tuo sangue

che spesso restano sepolte per anni prima di riaffiorare dal nostro sottosuolo e che conoscono tutte le nostre debolezze, perché in esse abbiamo creato l’unico specchio in grado di afferrarci quando rischiamo di perderci:

vedi: se
qualcuno è a spiarti

non sei che tu
da un altrove

E poi, ci sono i sogni. In questo labirinto di immagini che si stendono come un ponte tra il visibile e l’ultraterreno, la dimensione onirica si configura come la materia che ci plasma e dalla quale, al tempo stesso, veniamo plasmati. In questo contesto, la poesia è l’unico linguaggio che rende accessibile il mistero, consentendo all’anima di ritrovare la strada:

in questo minuscolo essere
smarritosi
nella sua realtà-sogno

vedi te stesso se lasci che la vita
ti conduca lungo
i labirinti viola della mente

Il sogno è la culla, il rifugio. E’ la linea di confine che rende possibile il momentaneo distacco dell’anima dal corpo; è, in ultima analisi, quel punto di contatto tra il nostro sé terreno e “l’altro” che prefigura il passaggio da questa vita a quella che ci attende.

il sogno è proiezione? o
sei tu in veste onirica
uscito dal corpo?

sognare è un po'
essere già morti

Eccola la porta, lo stargate: il valico che, in qualsiasi momento, ci mette in comunicazione con “l’altrove” consentendo alla nostra anima di espandersi e vivere, anche solo per pochi istanti, la vita che le è congeniale.

di notte sto bene con me e l'altro

sono io l'altro che -c'hai mai
pensato?- non proietta ombra
ombra di me è il sogno

come un bambino
avvolto dal regno delle ombre
affido tutto me stesso alla notte

E su tutto, come un velo impalpabile ma sempre presente, domina il pensiero della morte, intesa non come la fine di un ciclo, ma piuttosto come l’ennesima tappa di un viaggio: un nuovo giorno che si schiude e dove il peso delle cose di questo mondo è un fardello che si abbandona volentieri. Perché la vita che abbiamo sempre voluto non è che leggerezza, e la leggerezza viene dalla libertà, e la libertà è possibile solo sciogliendo le corde che ci legano alla materia:

confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
al chiodo che non regge

è diminuirsi la vera ricchezza
-arrivare all’essenza

lo scheletro la trasparenza

L’essenza, lo scheletro, la trasparenza: tutto qui tende allo spoglio, al nocciolo, allo sfrondo. Perché solo togliendo le sovrastrutture con cui spesso la vita ci inganna è possibile strappare il velo che ci copre gli occhi e arrivare alla verità. Un’esigenza, questa, che emerge sempre più forte nella matura poesia di Serino e che si riflette anche nell’impianto strutturale: nei componimenti brevi, nella crudità delle riflessioni, nei versi nudi fino alla scarnificazione. “Invettive”, dedicata a Padre Pio, ne è un esempio eloquente:

una parola un fendente

minimizzi

l'orgoglio un ordigno
inesploso

carità
ti accompagnerà nella polvere

Parola che scarnifica, dunque; che si fa, come la morte, strumento di scavo, liberazione, palingenesi, dando un nuovo significato agli anni che avanzano. Vincendo, soprattutto, l’atavica paura del nulla, con un fatalismo capace, talvolta, di sconfinare nello humour nero:

ho a volte il pallino
-farneticare dell'età-
che d'improvviso qualcuno mi spari
da un'auto che rallenta e poi via
-come in una scena da gangsters
-è fantasioso ma
freddamente reale

Sorridendo: si, perché uno degli aspetti più tipici della poesia seriniana è il sorriso, declinato in tutte le sue sfumature. Dolce nel rimpianto, feroce nel dolore, sereno nel pensiero di Dio; sornione a volte, mai cinico. Il sorriso del giusto, pronto a consegnarsi nelle mani di Dio con tutta la sua miseria, le sue cicatrici, la propria inesorabile condizione di uomo.

ricorda: sei parte
dell’Indicibile - sua
infinita Essenza

pure
nato per la terra
da uno sputo nella polvere
La religiosità di Felice Serino: cristiana, ma non solo. C’è, nella sua fede, qualcosa di universale, di applicabile a qualsiasi credo: un sentimento che è soprattutto apertura, anelito. Più che limitarsi ad essere credente, l’uomo di Serino guarda oltre, desidera oltre: e nel farlo, il suo sguardo incontra Dio.

una farfalla è una farfalla ma
tutto un mondo nella sua essenza

la natura
riflesso del cielo è preghiera
ogni respiro ogni sangue
vòlto verso l'alto è lode

l'anima nel suo profondo
in segreto s'inginocchia e piange





Agli occhi del cielo

Agli occhi del cielo: agli occhi del cielo  padrone dei tuoi beni sarà la ruggine   quando avranno rovesciato

venerdì 27 ottobre 2017

Alessia e l'odore dell'erba tagliata


Alessia e l'odore dell'erba tagliata


Risveglio nella camera dell'amore
e della mente per ragazza Alessia
nuda sotto il piumone della fisica
gioia. Entra dal balcone - visore
dell'erba tagliata l'odore e
sembra dell'amore della notte
il profumo sotteso a fragranze
dell'afrore di Alessia inebriata
dal sudore di lui. Sentore verde
e vegetale per i fidanzati nell'
idillio degli occhi negli occhi.
Non parla Alessia e dentro
le entra il sorriso di lui a fare
nell'anima un lago di pace:
ne beve Alessia le acque di
sorgente di platino e vede
Mirta - anima una risata
nel tessere e tenderle le mani.


Raffaele Piazza

mercoledì 25 ottobre 2017

Eterno presente (di Felice Serino)

Eterno presente (di Felice Serino): kronos esce dal mare / prenatale // il domani è un imbuto / dove fluiscono gli oggi / coi sordi tamburi del sangue // dove in fondo / agli; poesia Creative Commons

martedì 24 ottobre 2017

Quel sentirti (di Felice Serino)

Quel sentirti (di Felice Serino): può piacere quel po' d'intontimento / in banchetti interminabili / col capotavola / che devi urlare per farti sentire / due parole per darti un contegno / col tuo dirimpettaio / non toccando temi impegnativi s'intende / controllando i freni inibitori / una; poesia Creative Commons

sabato 21 ottobre 2017

Chiarore d'aurora per Alessia e Mirta


Chiarore d'aurora per Alessia e Mirta


Tesse il tempo la sua tela
per Alessia e Mirta - anima
dal visore - finestra a contemplare
sottesa l'aurora ai giardini
segreti delle anime. Diario di
Alessia dove Mirta ha scritto
con incerta grafia: Giovanni
non ti lascerà. Diario rosa confetto
nella copertina per Alessia ragazza
l'oggetto più caro al mondo.
Agglutinate all'azzurrità Alessia
e Mirta in un batter di ciglia
a iniziare del giorno consecutivo
la storia infinita dall'aurora
all'inchiostro della notte.
E dal mattino attendono le stelle
le amiche per chiedere a quelle
cadenti i desideri.


Raffaele Piazza 

venerdì 20 ottobre 2017

Ricambio d'ali (di Felice Serino)

Ricambio d'ali (di Felice Serino): va controtempo in un ricambio d'ali / l'angelo insozzato di mondo // nel sonno del; poesia Creative Commons

giovedì 19 ottobre 2017

Cuore di paglia (di Felice Serino)

Cuore di paglia (di Felice Serino): è dell'umano il tempo / non certo dell'anima e ti pare / d'esser sempre giovane anche se / vicino agli ottanta il fisico non rende // se cavalchi / un'emozione ecco spunta una lacrima / e senti capriolare / questo cuore di paglia // come un imberbe a prima; poesia Creative Commons

martedì 17 ottobre 2017

Fonèma (di Felice Serino)

Fonèma (di Felice Serino): insufflato dal dio / passa come un vento di mare / il ricercato fonèma // che nel; poesia Creative Commons

lunedì 16 ottobre 2017

Alessia e Mirta escono a contemplare le stelle


Alessia e Mirta escono a contemplare le stelle


Giardino della villa di Mirta
per attimi di silenzio con del
melograno dei fiori il rosso
a entrare nell'anima di Alessia
di sedici anni ragazza. Sentiero
nell'erba sorgiva da rugiada
bagnata per redenzioni delle
amiche ad ogni passo 
nel contemplare delle stelle
la luce a pervaderle. E sta
infinitamente l'attimo di quella
luminosità, il tempo si ferma
e Mirta - anima dice: non ti
lascerà e danzala la vita e non
siano solo prove!!! Felice Alessia
e telefona Giovanni.


Raffaele Piazza

domenica 15 ottobre 2017

Le mani affondi (di Felice Serino)

Le mani affondi (di Felice Serino): in emorragie di non- senso / ricacci al fondo il Sé / superiore / uniformandoti al mondo / le mani affondi / nel sangue delle; poesia Creative Commons

sabato 14 ottobre 2017

L'ORIZZONTE IN FUGA

T. S. Eliot - Mercoledì delle Ceneri


Attilio Bertolucci


Attilio Bertolucci

L’Oltretorrente 

Sarà stato, una sera d’ottobre,    
l’umore malinconico dei trentotto    
anni a riportarmi, città,    
per i tuoi borghi solitari in cerca    
d’oblìo nell’addensarsi delle ore    
ultime, quando l’ansia della mente    
s’appaga di taverne sperse, oscure    
fuori che per il lume tenero    
di questi vini deboli del piano,    
rari uomini e donne stanno intorno,    
i bui volti stanchi, delirando    
una farfalla nell’aspro silenzio.    
Non lontano da qui, dove consuma    
una carne febbrile la tua gente,    
al declinare d’un altro anno, fiochi,    
nella bruma che si solleva azzurra    
dalla terra, ti salutano i morti.    
O città chiusa dell’autunno, lascia    
che sul fiato nebbioso dell’aria    
addolcita di mosti risponda    
in corsa la ragazza attardata    
gridando, volta in su di fiamma    
la faccia, gli occhi viola d’ombra.      

Le poesie (Garzanti 1998)

Recensione a LE VOCI REMOTE di R. Piazza


SEGNALAZIONE VOLUMI = FELICE SERINO

Felice Serino – Le voci remote-- Poesieinversi.it – 2017

Felice Serino è nato a Pozzuoli nel 1941. Autodidatta. Vive a Torino. Copiosa la sua produzione letteraria (raccolte di poesia: da “Il dio – boomerang” del 1978 a “La vita nascosta” del 2017); ha ottenuto importanti riconoscimenti e di lui si sono interessati autorevoli critici. È stato tradotto in otto lingue. Intensa anche la sua attività redazionale. Gestisce vari blog e siti.
“Le voci remote” presenta un’introduzione di Giuseppe Vetromile acuta e ricca di acribia.
Con questa nuova raccolta Serino prosegue il suo percorso, già intrapreso nelle precedenti prove, espressione di una vena mistica, di un senso della trascendenza e del sacro calati nel quotidiano e non solo, discorso secondo il quale la poesia stessa si fa costantemente preghiera. 
Libro non scandito, costituito da 45 componimenti, per la sua compattezza strutturale, contenutistica e semantica può essere letto come un poemetto.
Bella nella sua vaghezza e con intenti programmatici la poesia eponima che apre il volume. 
Da un lato la suddetta composizione nella prima strofa si potrebbe considerare una poesia sulla creatività, quando l’io – poetante afferma che un’accoppiata di parole o una frase sentita o letta risuonano e sono una fitta nella mente che inizia a elaborare; e qui viene in mente Borges quando, a proposito dell’ispirazione afferma che il primo verso è dato e poi si sviluppa il tessuto linguistico di un testo poetico.
D’altro canto nella seconda strofa è detto che il letto di un fiume è un sudario che raccoglie le voci remote delle anime in sogno e qui pare che venga toccata la tematica di poesia e sogno connessa a quella delle voci che tracciano i tragitti della poesia stessa, che potrebbero essere quella che gli antichi chiamavano musa, gli psicoanalisti nominano come inconscio e gli ebrei e i cristiani designano come Spirito Santo.
A proposito di religiosità viene toccata anche la tematica della spiritualità pagana: per esempio in Sogno di Cupido il figlio di Venere, voce poetante, afferma che come doppio incorporeo aleggiava “per l’aere” e che con molte frecce al suo arco germinava amore.
La tematica della genesi di un componimento poetico è ripresa in Fuoco azzurro nella quale il poeta afferma che da una forzatura dell’ispirazione stessa verrebbe un pastrocchio e che deve essere invece la poesia stessa a visitare col suo fuoco azzurro a pervadere le viscere e a calare nell’humus della parola. 
Cifra distintiva della poetica di Serino, evidenziata soprattutto in quest’ultimo lavoro, è quella di una vena vagamente intellettualistica, che si esprime con una parola scabra ed essenziale che sembra procedere per accumulo con intermittenze di accensioni e spegnimenti.
Tutte le composizioni iniziano con la lettera minuscola e questo crea un senso di sospensione, come si provenisse da una regione delle cose e della mente arcana e come se ogni poesia fosse la prosecuzione di quella precedente anche se questa non è stata mai scritta.
In “Primavera canterina” viene realizzata una bella immagine naturalistica che ha qualcosa di pittorico: nell’incipit viene detto che la natura si riveste di verde in chiome folte a specchio di sole e poi viene detto il chiurlo che fa il verso se si abbozza un motivetto.
La dominante venatura mistica di Felice è pregnante in “Tutto è preghiera” quando il poeta afferma che la natura riflesso del cielo è preghiera, affermazione che riporta a quella religiosa ma paganeggiante di Goethe, secondo la quale la natura è l’abito vivente della divinità.
Originalissima e alta per stile, forma e contenuti questa scrittura nella sua forte sensibilità che si coniuga ad amore per la vita.
*
Raffaele Piazza