sabato 21 gennaio 2017

Poesie e commenti su L'OCEANO (6)


Commenti dalla Redazione
oceanonellanima.it
(Massimo V. Massa)
(pagina 6)

.

Quel nugolo

più quel nugolo
di mosche assale il mio "desco"
più il mio cuore Lo cerca
allo stremo d'una impari lotta

sparire vorrei le volte
che nei sogni mi vedo
un giuda
il cappio a oscillarmi davanti

può la pianta ripudiare
la radice?
e la corolla che s'apre nella luce
odiare la luce?

.

12-01-2016

Chiedersi perché il controsenso a volte assale, impregnando l’anima di lancinanti dubbi non ha quiete nel varco della lirica. Non approda il verso a definire il senso ma attracca indenne al nugolo l’indeterminato sapere.


*

La vita a raccontarsi

volti
galleggianti sul mare del sogno
nella composizione
della luce
aprirsi di corolle
palpitanti anemoni
la vita
a raccontarsi
con la bocca dei morti
col sangue delle pietre

.

14. 3. 16
La vita si racconta in poesia tra il bianco e nero delle emozioni che fendono ogni vibrazione. Non è solo dolore se il bocciolo si è schiuso per donarti quell’attimo intenso, desio del sogno.

*


Kronos

fratto il Tempo
non più riflette lo specchio
- esser vivo
quasi una finzione
sogno congelato
dove si piega il cuore
senza remissione

.

28 3 16
Cela il tempo riflessi spenti di un sogno e il cuore non perdona lo smarrimento del viaggio: intensità dei tuoi versi!

*

Il guardiano

il mostro è guardiano
del labirinto interiore

oh quale dispendio
della mente in sudari di calce
anelante alla riva
primigenia del sangue

l'angelo è di cenere
dove grida
la carne
le ustioni della luce

.

23 4 16
Nei labirinti dell’anima non c’è riva che accolga la sosta come il tuo verso che ritorna in circolo per non aver mai ormeggio.

*



Borderline

La tua carne dolorante
tu crocifisso alla
sopravvivenza
non un tetto un letto d'amore
i figli
sconosciuti
cieli caduti nel fondo degli occhi
ti perdi
tra i rifiuti dove
sembri cercare brandelli
di quella vita che ti ha tradito.


25 6 16
E’ un meraviglioso triste incanto il susseguirsi della tue parole dove la verità è tormento di una vita rinnegata nei brandelli dell’amore lacerato e affranto.

*


Non era questa la vita

non era questa
la vita che volevi
bambole in panno lenci un amorino
più avanti negli anni poi
il male che covava nascosto

sedicianni:
vita breve ma abbastanza per dirci
se davvero hai amato e quanto

da angeli ora sei accolta
lì nella casa del cielo
non bambole o un amorino
per il tuo non-tempo
nel mistero di luce corteggi
le stelle


16 9 16
L’amarezza e la tristezza impregnano queste parole, che raccontano in poche righe una storia dolorosa e crudele, eppure nella tua poesia riesci a dare spazio alla speranza: “nel mistero di luce corteggi le stelle”.

*

Luce ed ombra

luce ed ombra rebus in cui siamo
impronte di noi oltre la memoria
forse resteranno o
risucchiati saremo
ombre esangui nell'imbuto
degli anni

guardi all'indietro ai tanti
io disincarnati
attimi confitti nel respiro
a comporre infinite morti

*

27 9 16
Luci e ombre sono le foschie dell’esistenza: dirompenti come un raggio di sole, cupe come l’oblio dell’abisso. Nell’alternanza della inevitabile follia della vita, non resta che rincorrere gli anni racchiusi nei ricordi, semi incolti di “impronte di noi oltre la memoria”.

*


La separazione

alla fine del tempo
è come ti separassi da te stesso
in un secondo ineluttabile strappo
simile alla nascita
quando
ti tirarono fuori dal mare
amniotico
luogo primordiale del Sogno
stato che
è casa del cielo

*

10-10-2016
La separazione costruisce un trauma, uno sforzo, così come lo è la nascita. Che, in fin dei conti, potrebbe rivelarsi un passo verso la ricerca di se stessi.

*


Questo improbabile azzurro

che ne so di questo
improbabile azzurro
rarefatto e mutevole
scandaglio il mio tempo-clessidra
di sangue emotivo
attendo
giungano da un dove un'eco
un nome
guardo in fondo
al pozzo degli anni
l'ombra dei miei io perduti
o semmai vi tremi
sospeso
l'angelo che dici


23-10-2016
Un viaggio introspettivo che demarca l’anima mutata. Gli anni scandiscono i ricordi e le esperienze, che hanno reso se stessi il proprio presente.

*


Conosco le voci

conosco le voci che muoiono
agli angoli delle sere

conosco le braccia appoggiate
sui tavoli nel risucchio
delle ore piccole
l'aria densa e le luci
che lacrimano fumo

e lo sferragliare dell'ultimo tram
la nebbia che mura le strade

conosco
i lampi intermittenti della mente
i singulti che accompagnano
quel salire pesante le scale
la morsa che afferra e non sai
risponderti se la vita ti scava

e il freddo letto poi fuori
dal tunnel
un altro mattino

per risorgere o morire

*

07-11-2016
Versi che cantano il disincanto, quello della quotidiana fine di ogni giornata, quando “non sai risponderti se la vita ti scava”.



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