sabato 27 maggio 2017

Due poesie di Beppe Salvia


Ahi che stanchezza mi giunge adesso,
addosso, e mi sottrae il cuore mio,
tutto quel che non fosse inganno, ressa
d'esorcismi, malagrazia del dio,
tutto che il sole m'ha nutrito; Essa
ingenera vana paziente veglia,
sa di morte sensi mente bellezza,
e pare farmi desto e invece, ch'io
sappia, mi dice, quanto non può Vero
farsi salute, corpo tanto forte,
cuore di zucchero, mente di pietra.
Così nulla accade, mi dice, e il Vero
verità franca e cortese induce a morte;
e nulla tradirà l'arguta pietra
primeva, che non muove o si desta.

*

C'è chi, al contrario di me, non dispera,
che con salute e forza e virtù e buona
fortuna, si arrivi a morire dopo
tanti bei giorni, pieni di tantissime
cose di questo mondo o di un altro mondo;
o dopo tanti giorni e quella gioia soltanto
povera dei giorni. Io son felice,
a questo mondo, solo di questo e spero
che a me il destino procuri con le sue
pesti e le pietà e i suoi dolori
un solo giorno più bello di tutti questi
miei dolorosi giorni; o di questo mio
dolore si dimentichi per un solo
giorno.

Beppe Salvia

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