venerdì 30 giugno 2017

La cara musa (di Felice Serino)

La cara musa (di Felice Serino): ti ci arrovelli ma non trovi soluzione / ti ha lasciato a metà la cara musa // sei come; poesia Creative Commons

mercoledì 28 giugno 2017

Alessia e la villa del roseto


Alessia e la villa del roseto

Sera dall'albereto adiacente
alla villa del roseto per Alessia
a giungere alle piante del giardino.
Grandi rose dalle tinte intense
da rinominare sottese ai luminari
del cielo per ragazza Alessia
nel selenico intensificarsi dell'azzurrità
fino al cobalto nel farle una veste
di serica vita. Tesse il vento la sinfonia
fantastica e giunge Alessia
nell'interno della villa fino
a di Giovanni gli occhi
e trasale come una donna
nello spogliarsi per l'amore.


Raffaele Piazza

domenica 25 giugno 2017

Testimoni (di Felice Serino)

Testimoni (di Felice Serino): di sole indorate / distese a maggese / ricamate di fiori di sangue / per mano assassina / tramante nell'ombra // vòlto al cielo: testimone / non 'profeta' di / panegirici / fulminato a due passi / dal luogo di culto / le mani ancora; poesia Creative Commons

sabato 24 giugno 2017

Dove palpita il sogno (di Felice Serino)

Dove palpita il sogno (di Felice Serino): da una dimensione parallela / il Sé in me rispecchia / la sua primaria origine / punto; poesia Creative Commons

Milo De Angelis


Nevermore

Recensione su BdA LA VITA NASCOSTA

nota di lettura a “La vita nascosta” di Felice Serino (di Giovanni Perri)



E’ appena uscita, nei tipi “Il mio libro”, l’ultima raccolta di poesie di Felice Serino “La vita nascosta” (pagg. 368, euro 22; 2017): un volume corposo a cui il poeta ha dato impegno e abilità nel combinare forme quasi al limite della palpabilità, tale è la materia dei suoi versi, sempre indicativi d’un limite da attraversare,  una soglia variamente percepita a memoria di palpito o sollievo, come segnata a margine di un sogno.   Ed è inconcluso e sovratemporale il sogno, girato nel cono di luce che lo svela.
Serino ha questo progetto di magia nei versi: poesia come attraversamento e sosta, domanda nella risposta; inventario di formule aeree illuminate e illuminanti: quasi fosse un tragitto segreto tra pareti di vetro da cui vedere. Spesso si nota un tentativo di infrangere il vetro, magari con un urlo, magari l’urlo fa solo tremare il vetro, ma quel tremore basta poco a capire che è la sostanza del nostro mondo interiore: un mondo clessidra, pieno di feritoie e nascondigli, tutto paure e desideri,   bagagli con dentro il timore della felicità. Perché felicità è il Dio ascoso a cui Serino pensa con tutta la gravità possibile, cucendo lo strappo dell’amore-inquietudine, nella dicotomia essere/apparire, nella indomabilità del respiro di ogni minima luce da cui ripartire, nel desiderio di trascendere ogni possibile forma. Serino ausculta ed espande le onde magnetiche di un attrito originario: il battito del tempo, l’indefinita sosta nel regno dei sensi, ogni distanza immaginabile: ed è un vedere ad occhi chiusi ovvero un percepire, un ballare la danza obliqua della morte sublimando la vita nel brillìo di tutti i suoni.
Al centro la cifra altissima di versi capaci dell’azzurrocielo e del neromare, della terra che ha voce di uomini fatti angeli, vortici dove perdere mani e parola perché è lì la Vita nascosta, la forma entro cui è combinato ogni flash di pensiero, ogni sussulto capace di portarci  in un altrove ri-generante.

Giovanni Perri





5 poesie con commenti di R. Piazza


Commenti di R. Piazza 
su rossovenexiano.com

.


Qui ci sta bene uno spazio

ecco vedi
la poesia deve respirare
nascendo dal bianco
innalzarsi come
cresta d'onda per poi
immergersi fino allo spasimo
in profondità d'echi e ancora su
con lo slancio felice d'un
enjambement

vedi
la poesia è una tipa
selettiva
sfoglia scandaglia spoglia
immagini le riveste a sua
somiglianza

porta
sogni e nuvole al guinzaglio

flymoon aka f. serino

*



"Poesia bellissima e alta nella sua originalità. Il poeta, con piena coscienza letteraria, si ripiega sul suo lavoro, sul suo poiein e sul senso del fare poesia in generale. La poesia nella poesia nel suo nascere dal bianco del foglio per poi decollare sulla pagina. Da notare che la poesia qui è una "tipa", un essere femminile, quindi, lunare e anche misteriosa. E qui viene in mente la musa. Ed è bene, come dice Serino, che sogni e nuvole siano tenuti al guinzaglio, che siano controllate le emozioni".

Raffaele Piazza  

* * *


La Poesia

in luce di sogno
ti seduce la vita altra

nella dimora del sangue
veleggiano
navi di nuvole

un ventaglio di palpiti
apre la casa della mente


flymoon aka f. serino

*

"Poesia alta e bella che riflette, a partire dal titolo, sulla poesia stessa. Nella strofa centrale c'è un tono surrealista molto efficace con l'immagine delle nuvole che veleggiano nella dimora del sangue. E nella casa della mente stessa si producono le emozioni che si traducono in poesia".

Raffaele Piazza

* * *


Nell'infinito di noi

(visione)

abbracci senza
mani
di corpi immateriali

i nostri
volti unificati

noi fatti d'aria

tu ed io

una sola persona

© flymoon aka f. serino

*


Poesia bella e alta, scabra ed essenziale, che vuole simboleggiare una visione. E' descritto un abbraccio immateriale con l'altro, presumibilmente una lei o un angelo. Si arriva a una fusione mistica dal due all'uno in una compenetrazione d'anime che potrebbe essere sotteso ad un amplesso anche carnale.

Raffaele Piazza

* * *


Il posto riservato

chi mai ti toglierà quel posto
da Lui riservato
secondo i tuoi meriti
altro è la poltrona
accaparrata a
sgomitate
trespolo che pur traballa
come in un mare mosso
finché uno tsunami
non la rovescia la vita

© flymoon aka f. serino

*

Poesia alta, bella e di genere mistico, come si evince da quel "Lui" al secondo rigo, che potrebbe essere Dio o Gesù. E' "Lui" che ha riservato al "tu" al quale si rivolge il poeta un posto, presumibilmente in Paradiso, secondo i suoi meriti, Ironicamente il posto in Cielo è paragonato alla poltrona presa con prepotenza dall'arrivista sulla terra, posizione per sua natura precaria.

Raffaele Piazza

* * *


Le vene cariche di notti

 (stato depressivo)

le vene
cariche di notti
a carpire vertigini all'abisso

laddove
è a confondersi col sogno la vita

il tuo imbuto a
risucchiarti

© flymoon aka f. serino

*

Poesia bella, alta e originale sul fascino e il mistero delle notti, che danno riposo e sogni. Le notti sono sentite fortemente dal poeta, tanto che sembrano entrare nelle vene, nel sangue, quando la vita si confonde con il sogno stesso. Nella chiusa si parla di un imbuto che risucchia, probabilmente nelle profondità dell'inconscio.

Raffaele Piazza


Echi d'infanzia

Echi d'infanzia: bacia il sole immense distese a maggese   così anche il cuore in fioritura

venerdì 23 giugno 2017

Inno alla gioia con la Donna dei boschi


Inno alla gioia con la Donna dei boschi
.

Luna che tu sei, Donna dei boschi,
a illuminare il tuo giardino segreto
dove ho bevuto acqua dell'infinita
giovinezza e sono risorto. Hai colto
le arance delle ceste di fortuna,
quando viene l'acquata mi ripari
alla tua ombra, Donna dei boschi.
Mi prendi per mano e tocco della
vita il lato bello. Tu non esisti ma
vivi danzando nella villa dove
vengono anche i morti e parlano.
Fortuna esiste a dissetarci nel gioco
azzurro che mi insegni, la gioia
della felicità vera dell'essere sinceri.
Rara pietra di ametista sei e agile
gazzella, tu così bruna e così donna.
Apri la bocca per parole giuste e
mi regali il tempo bello di una
fantastica sinfonia di vento nello
spirare tra le tue alberate.
.


Raffaele Piazza

giovedì 22 giugno 2017

Il là propizio (di Felice Serino)

Il là propizio (di Felice Serino): quando sperimenti il fantastico e / non focalizzata l'immagine salta / sul video della mente // quando magari / è Borges a darti; poesia Creative Commons

domenica 18 giugno 2017

Il giorno che mi tocca, di Robert Wasp Pirsig [Poesia] :: LaRecherche.it

Il giorno che mi tocca, di Robert Wasp Pirsig [Poesia] :: LaRecherche.it

Complice l'ombra (di Felice Serino)

Complice l'ombra (di Felice Serino): non un posto al sole / non m'ispira il tipo lucertola // ora dove sosto / un venticello spira / che mi pettina i pensieri / aggrovigliati / nel; poesia Creative Commons

venerdì 16 giugno 2017

Dedica alla Donna dei boschi


Dedica alla Donna dei boschi


Entri nel tuo film, Donna dei boschi,
e nei fotogrammi ci sono anche io
della villa degli aranci ospite. Mi
regali ceste di fortuna, tu così bruna
madonna senese con la voce sensuale
a darmi gli auspici. Si gioca alla vita
se non è nuotando esistere. Io ragazzo
e tu ragazza a giocare a scacchi
la partita nella pace del roseto, i melograni
dai fiori rossi, i limoni e centrale
la mimosa nei tuoi capelli corvini.
Ogni sequenza è magica con te,
Donna dei boschi fino alla quarta
visita di luglio nel futuro anteriore.
Raccoglierò ogni tua parola a
dissetarmi.


Raffaele Piazza

Simbiosi (di Felice Serino)

Simbiosi (di Felice Serino): di notte sto bene con me e l'altro // sono io l'altro che -c'hai mai / pensato?- non proietta ombra / ombra di me è il sogno // come un; poesia Creative Commons

giovedì 15 giugno 2017

Alessia incide le iniziali sull'albero


Alessia incide le iniziali sull'albero


Panchina azzurra d'isola per Alessia
e Giovanni a Capri nell'idillio
a baciarsi ardentemente sotto di
agosto il sole. Temperino per Alessia
ragazza e incide "A" e "G" sull'albero
senza nome e un cuore con la data.
(Un giorno lo leggeranno i nostri figli).
Veloce Alessia dalle mani affilate
accarezza Giovanni  sul viso e poi
occhi negli occhi. Legge amore Alessia
nello sguardo di lui e trasale.
(Allora non mi lascia).


Raffaele Piazza

martedì 13 giugno 2017

Ed è sangue in luce (di Felice Serino)

Ed è sangue in luce (di Felice Serino): esilio di carne / anse d'ombre // ed è sangue in luce / l'ancestrale; poesia Creative Commons

sabato 10 giugno 2017

Germano Mandrillo, "Primo dolore"


Lettera alla madre


LETTERA ALLA MADRE

“Mater dulcissima, ora scendono le nebbie,
il Naviglio urta confusamente sulle dighe,
gli alberi si gonfiano d’acqua, bruciano di neve;
non sono triste nel Nord: non sono
in pace con me, ma non aspetto
perdòno da nessuno, molti mi devono lacrime
da uomo a uomo. So che non stai bene, che vivi,
come tutte le madri dei poeti, povera
e giusta nella misura dell’amore
per i figli lontani. Oggi sono io
che ti scrivo.” – Finalmente, dirai, due parole
di quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto
e alcuni versi in tasca. Povero, così pronto di cuore,
lo uccideranno un giorno in qualche luogo. –
“Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo
di treni lenti che portavano mandorle e arance
alla foce dell’Imera, il fiume pieno di gazze,
di sale, d’eucalyptus. Ma ora ti ringrazio,
questo voglio, dell’ironia che hai messo
sul mio labbro, mite come la tua.
Quel sorriso mi ha salvato da pianti e da dolori.
E non importa se ora ho qualche lacrima per te,
per tutti quelli come te che aspettano
e non sanno che cosa. Ah, gentile morte,
non toccare l’orologio in cucina che batte sopra il muro
tutta la mia infanzia è passata sullo smalto
del suo quadrante, su quei fiori dipinti:
non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà,
morte di pudore. Addio, cara, addio, mia dulcissima mater.”

da “Tutte le poesie” di Salvatore Quasimodo

Recensione su poetrydream


SEGNALAZIONE VOLUMI = FELICE SERINO



FELICE SERINO : “ LA VITA NASCOSTA” - Ed. Il mio libro – 2017- pagg. 368 - € 22,00 ----



Con una propria narrazione pacata e teneramente cucita Felice Serino (1941) riesce a realizzare volumi di poesia concepiti nel ritmo musicale corposo e ricco di sfumature , validamente sostenuto dalla sua intaccabile coagulabilità di autodidatta. Poesie scritte tra il 2014 e il 2017 , e qui sciorinate in capitoli : “trasfigurati aneliti” , “nell’infinito di noi” , “lo sguardo velato”, colmi di partecipazioni oniriche , di illusioni visive , di fragili vertigini, di aneliti di infinito , di vaghe chimere , di indicibili essenze.

“Ha un titolo davvero bello – scrive Giovanni Perri in prefazione – la silloge che il poeta mette in stampa affinché ci colga da subito pienezza e fragilità di un canto da cui discendere , o salire appunto, nel medesimo barbaglio, in un solo grande abbraccio di luce a raccoglierci, a definirci : scintilla interminabile di occhi inconclusi eppure trattenuto nella stessa ferita, nella stessa livida vitalità.”
Un tipo di poesia che fa leva sugli occhi, sulle capacità visive policromatiche degli occhi, questo organo della vista che ci permette di vedere, a volte, cose inaudite se accompagnato e potenziato dalla immaginazione. In questa poesia, da un semplice atto di osservazione, l’autore ricostruisce tutto un universo di sensazioni, di percezioni, di idee che altrimenti sarebbero rimaste nel buio del non-detto. Con la freschezza degli spazi precisi e centrati , con la tensione condivisa e affascinante degli incantamenti, Felice Serino ripropone i suoi esperimenti stilistico formali, ricchi di figure retoriche di armoniose e ampie declinazioni, mostrando le possibilità che la parola , povera e sussurrata , scopre nel fermarsi e fuggire, con levigatezza e nitore. L’alba e il tramonto, la primavera e l’autunno , l’amore e la morte , le vele e i sussulti , le nudità e i tumulti , vanno oltre il ripiegamento solipsistico, ove la superficie della tela ha la ricchezza di sinestesie e di nascondimenti coloristici, quasi a suggerire toni e controcanti in emblemi e stilemi.
*
ANTONIO SPAGNUOLO 










Le vene cariche di notti

Le vene cariche di notti: (stato depressivo)   le vene cariche di notti a carpire vertigini all'abisso   laddove

Trasmigra il tuo giorno (di Felice Serino)

Trasmigra il tuo giorno (di Felice Serino): compiacerti dei tuoi beni? / ma dimmi cosa ti porti / di là? // lasci pure questa veste / oggi affidata nelle mani / dei 'restauratori' // -la; poesia Creative Commons

giovedì 8 giugno 2017

Alessia si specchia nella luna


Alessia si specchia nella luna


Luna lamina di platino per Alessia
nello specchiarsi nel mare blu della
tranquillità ragazza Alessia. La
superficie levigata l'immagine
della sua bellezza ad Alessia
restituisce, l'ovale del volto di
madonna senese, il biondo dei
capelli e degli occhi l'azzurro.
Dio mi ha fatta bella, pensa Alessia,
e ho anche un bel seno e un bel
sedere e sono sinuosa e sensuale.
 Si accendono le stelle - margherite
il cielo a infiorare e Alessia trasale
felice appoggiata al ramo dell'arancio
al Virgiliano Parco nell'unirsi
con amore e devozione al sembiante.


Raffaele Piazza

mercoledì 7 giugno 2017

Se lasci che la vita (di Felice Serino)

Se lasci che la vita (di Felice Serino): il moscerino che taglia nella luce / del monitor / l'ultima tua poesia riveduta // sembra imbeversi / del sangue delle sillabe // in questo minuscolo essere / smarritosi / nella sua realtà-sogno // vedi te stesso se lasci che la vita / ti conduca; poesia Creative Commons

venerdì 2 giugno 2017

Sognarmi (di Felice Serino)

Sognarmi (di Felice Serino): sull'otto orizzontale / librarmi etereo // piume; poesia Creative Commons