venerdì 23 giugno 2017

Inno alla gioia con la Donna dei boschi


Inno alla gioia con la Donna dei boschi
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Luna che tu sei, Donna dei boschi,
a illuminare il tuo giardino segreto
dove ho bevuto acqua dell'infinita
giovinezza e sono risorto. Hai colto
le arance delle ceste di fortuna,
quando viene l'acquata mi ripari
alla tua ombra, Donna dei boschi.
Mi prendi per mano e tocco della
vita il lato bello. Tu non esisti ma
vivi danzando nella villa dove
vengono anche i morti e parlano.
Fortuna esiste a dissetarci nel gioco
azzurro che mi insegni, la gioia
della felicità vera dell'essere sinceri.
Rara pietra di ametista sei e agile
gazzella, tu così bruna e così donna.
Apri la bocca per parole giuste e
mi regali il tempo bello di una
fantastica sinfonia di vento nello
spirare tra le tue alberate.
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Raffaele Piazza

1 commento:

  1. Il poeta paragona la donna dei boschi a una luna che illumina il giardino segreto.
    Poi ne afferma la non esistenza, quasi ectoplasma che abita la villa insieme ai morti.
    E che gli dona sinfonie di vento.
    Un bellissimo canto alla donna-dea della fantasia o del sogno.

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