venerdì 11 agosto 2017

Mirta Rem Picci e la tenerezza


Mirta Rem Picci e la tenerezza


Tu, Mirta, così bruna e così donna
quando gettavi i tuoi occhi nei miei
nel ballare il flamenco nella villa
incantata. Tu felice nel farmi
confidenze scabrose come una bimba,
tu innocente come una Madonna
rinascimentale in un ritratto
nei musei che amavi. Sei volata
via, Mirta, come un angelo della vita
ma non eri un angelo. Forse
il male di vivere. Forse il mal d'aurora.
Stai con tuo padre e Massimo, che
a venti anni si uccise per te.
Se non è recita ma vita ho nostalgia di te,
non sento più la tua sensuale risata
ma ti sento parlare e mi dici
che ce la farò, io ancora che non sono
in Cielo.
Il Paradiso può attendere, Mirta,
e forse adesso hai rimpianti.



Raffaele Piazza

1 commento:

  1. Versi toccanti per l'amica Mirta, che guarda il poeta da un altrove, presenza che pure, è accanto a lui. La donna ha raggiunto quel ragazzo che si uccise per lei.
    Il poeta sembra ascoltare la tenera voce di Mirta: gli dice che per lui il Paradiso può attendere.

    RispondiElimina